9 dicembre forconi: Ferrara
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lunedì 18 febbraio 2019

GUERRIGLIA URBANA NELLA CITTÀ EMILIANA: DECINE DI NIGERIANI HANNO SCATENATO IL PUTIFERIO, ROVESCIANDO I CASSONETTI E OBBLIGANDO L’ESERCITO A INTERVENIRE –

LA RAPPRESAGLIA È PARTITA DOPO CHE LA POLIZIA HA INVESTITO PER ERRORE UN IMMIGRATO NELLA ZONA DEGLI SPACCIATORI. IL RAGAZZO STA BENE, MA SI SPARGE LA VOCE CHE È MORTO E…


ferrara bande di nigeriani scatenano la guerriglia 6FERRARA BANDE DI NIGERIANI SCATENANO LA GUERRIGLIA 
La rivolta dei nigeriani sconvolge Ferrara. Scene di guerriglia urbana nella notte, dopo che intorno alle 21 un immigrato è stato investito in via Po, la famigerata zona Gad in mano agli spacciatori africani, viene investito da una volante delle forze dell'ordine. Trasportato in ospedale di Cona, si sparge la voce che sia morto e qui scatta la rappresaglia.

ferrara bande di nigeriani scatenano la guerriglia 5FERRARA BANDE DI NIGERIANI SCATENANO LA GUERRIGLIA 
Bande di decine di nigeriani rovesciano i cassonetti in strada, obbligando l'esercito a intervenire per ripristinare l'ordine pubblico. Nonostante si comunichi che il ferito non è in pericolo di vita, i disordini proseguono. "Ci siamo trovati faccia a faccia con circa 100 nigeriani, non è stato facile - spiega Nicola Lodi, esponente della Lega ferrarese -. Ci hanno accerchiato e minacciato e il messaggio è questo: se il ragazzo investito è morto, domani succederà la guerra a Ferrara. Farete una brutta fine". "Roba da matti - ha commentato il ministro degli Interni Matteo Salvini -. Grazie alle Forze dell’Ordine. Sarò presto in città per mettere un po’ di cose a posto". Fonte: qui

A FERRARA LA FALSA NOTIZIA DI UN PUSHER INVESTITO SCATENA LA GUERRIGLIA DEI NIGERIANI: AUTO DANNEGGIATE E PANICO TRA I PASSANTI 
A GALLIPOLI UN 33ENNE NIGERIANO SVENTA UNA RAPINA E FA ARRESTARE IL BANDITO: IL TITOLARE DEL SUPERMERCATO LO ASSUME

ferrara guerriglia nigerianiFERRARA GUERRIGLIA NIGERIANI
Bidoni rovesciati, vetri rotti, auto danneggiate, panico tra i passanti. Scene di guerriglia urbana a Ferrara: protagonisti un gruppo di immigrati nigeriani convinti di farsi giustizia da soli.

Siamo in viale Costituzione, nella zona Gad, l' area vicino alla stazione e al grattacielo al centro di episodi di violenza, spaccio e polemiche. A scatenare la rissa l' errata voce di un 28enne nigeriano investito (da un' auto privata) mentre era inseguito da una gazzella dei carabinieri. L' immigrato, trasportato in ospedale in condizioni di media gravità, se la cava con qualche cerotto, ma il passaparola secondo cui era deceduto travolto dai carabinieri, scatena il putiferio. Così una cinquantina di nigeriani si riversano in strada rovesciando cassonetti e urlando. Intervengono le forze dell' ordine con pattuglie dell' Esercito in servizio in stazione.

Viene anche chiamato un mediatore culturale che spiega al gruppo che il giovane è solo ferito. A quel punto la tensione si abbassa. Il 28enne viene denunciato per detenzione ai fini di spaccio perché trovato in possesso di una piccola quantità di droga. «Ci siamo trovati faccia a faccia con i nigeriani e non è stato facile - spiega Nicola Lodi, esponente della Lega ferrarese -.
MATTEO SALVINI IN SARDEGNAMATTEO SALVINI IN SARDEGNA

Ci hanno accerchiato e minacciato e il messaggio è questo: se il ragazzo investito è morto, domani succederà la guerra a Ferrara. Farete una brutta fine».
«Roba da matti, - commenta il ministro dell' Interno Matteo Salvini -. Nigeriani che accerchiano i carabinieri.

Grazie alle Forze dell' Ordine. Sarò presto in città per mettere un po' di cose a posto». Da parte sua il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli fa la conta dei danni settimanali dell' immigrazione nigeriana: «Quanto successo questa notte a Ferrara ricorda i disordini di quindici anni fa nelle banlieue parigine, solo che lì a rivoltarsi erano ragazzi africani ma di nazionalità francese, qui a scatenare l' inferno sono stati immigrati nigeriani che i governi della sinistra hanno voluto accogliere, con la favoletta che scappavano da chissà quale guerra immaginaria. Ma la notte di follia di Ferrara è solo la punta di un iceberg di continui crimini quotidiani, in tutta Italia».
ferrara guerriglia nigerianiFERRARA GUERRIGLIA NIGERIANI

«Per restare solo a venerdì - aggiunge Calderoli- a Teramo un nigeriano si è scagliato contro agenti di Polizia, ferendoli a morsi; a Torino un suo connazionale ubriaco e drogato ha aggredito i vigili urbani; a Olbia hanno arrestato un pusher nigeriano con 25 ovuli di eroina nello stomaco; a Palermo un nigeriano ha rapinato una donna per strada. Vogliamo andare avanti, anzi a ritroso, fino al brutale omicidio di Pamela a Macerata commesso da una gang nigeriana? Sono stati i governi della sinistra negli scorsi anni a far entrare decine di migliaia di nigeriani, nonostante il loro presidente dicesse che non c' erano ragioni per emigrare: la responsabilità di questi crimini è di chi sconsideratamente ha aperto le porte di casa nostra a questi delinquenti».

NIGERIANO SVENTA UNA RAPINA E FA ARRESTARE IL LADRO ASSUNTO DAL COMMERCIANTE
Valeria D’Autilia per “la Stampa”

gallipoli supermercatoGALLIPOLI SUPERMERCATO
Blocca il ladro, recupera il bottino e il titolare del supermercato lo assume. A sventare la rapina un nigeriano di 33 anni che- come ogni giorno- era a Gallipoli, all' ingresso dell' attività commerciale dove abitualmente chiedeva l' elemosina. Richard riusciva a guadagnare qualcosa accompagnando i clienti a portare la spesa in auto. Un aiuto in cambio di pochi spiccioli. Adesso avrà un lavoro e una targa al valore.

«Lui uomo cattivo, lui uomo cattivo». Poche parole per spiegare al responsabile del negozio quello che era successo. Questo ragazzo africano non parla bene l' italiano, è ancora incredulo per quello che gli sta succedendo. Alla notizia della ricompensa, si è commosso. E adesso non vede l' ora di iniziare.
ferrara guerriglia nigerianiFERRARA GUERRIGLIA NIGERIANI

«Stazionava qui fuori da circa un anno, lo conoscevamo tutti. Sempre discreto e mai invadente. Ha difeso qualcosa che ha sentito come sua, anche se non lo era.
Questo mi ha molto colpito».

Mauro Gaetani è tra i proprietari del punto vendita in provincia di Lecce. Insieme ai fratelli Davide e Stefano opera nella grande distribuzione organizzata con una catena di supermercati e un centinaio di dipendenti. È stato il primo ad arrivare sul posto, negli attimi concitati dopo il tentativo di fuga da parte del rapinatore. «Ha messo a repentaglio la sua vita, mentre avrebbe potuto fare finta di niente. È stato coraggioso, se lo merita ed è una decisione presa con il cuore. Sarà uno di noi».

L' arrestato, un uomo del posto e con precedenti specifici, aveva fatto irruzione nel supermercato Sisa di via Alfieri, minacciando con una pistola - poi rivelatasi caricata a salve - la cassiera e facendosi consegnare circa 500 euro.

Dall' esterno, Richard aveva assistito alla scena, mantenendo freddezza e lucidità, pronto ad intervenire non appena il ladro fosse uscito. E così è stato. Nonostante fosse armato, gli si è immediatamente scagliato contro: ne è nata una colluttazione e alla fine è riuscito a immobilizzarlo, sino all' arrivo dei poliziotti diretti dal vice questore Marta De Bellis. Tecnicamente si tratta di un caso insolito: un arresto effettuato da un privato cittadino e preso in consegna dalle forze dell' ordine.
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Il malvivente, che ha riportato una prognosi di trenta giorni, ora si trova in carcere, mentre Richard avrà una nuova vita. L' iter burocratico per l' assunzione, infatti, sarà avviato già oggi. È in programma un corso di formazione e, probabilmente, inizierà come magazziniere. Ma non si esclude successivamente anche un lavoro in reparto in uno dei supermercati del gruppo.

Lui ha un regolare permesso di soggiorno e vive nel vicino paese di Nardò. Ha lasciato la famiglia in Nigeria: una moglie e tre figli che cerca di mantenere a distanza, con quel poco che riesce a racimolare. Era arrivato in Italia qualche anno fa, a bordo di uno dei tanti barconi, in cerca di futuro.

«Siamo di fronte a una vicenda - commenta il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva - che capovolge tutti gli stereotipi. Questa è una storia bellissima. Siamo diventati una nazione che tende al razzismo, in cui il diverso colore della pelle è sinonimo di delinquente o di chi deve tornarsene a casa sua. Invece qui è successo che un nostro concittadino ha commesso una rapina e un ragazzo straniero ha sventato il colpo, mettendo in sicurezza la gente che era nel negozio in quel momento». Già annunciati un riconoscimento e una cerimonia a palazzo di Città.

«Ho avuto modo di incontrare Richard, è una persona molto timida che non vuole risonanza per l' accaduto. Mi ha detto solo che ha agito d' istinto e per lui è stato un gesto normalissimo. Tutta la comunità gli è grata». Fonte: qui

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venerdì 15 dicembre 2017

IGOR IL RUSSO CATTURATO IN SPAGNA DOPO UN CONFLITTO A FUOCO CON LA GUARDIA CIVIL

SAREBBE STATO ARRESTATO NEI PRESSI DI SARAGOZZA DOVE SI ERA RIFUGIATO DURANTE LA SUA LATITANZA 

NELLA NOTTE HA UCCISO TRE PERSONE, DUE MILITARI E UN CIVILE DURANTE UNA SPARATORIA 

LA VEDOVA DI DAVIDE FABBRI: "SPERO SCONTI LA PENA MA..." - VIDEO!

























IGOR VACLAVICIGOR VACLAVIC
Igor il russo, il "killer di Budrio" che per mesi è stato oggetto di una gigantesca caccia all'uomo nel Ferrarese, secondo fonti di NewsMediaset sarebbe stato arrestato in Spagna, nei pressi di Saragozza, dove si era rifugiato durante la sua lunga fuga. Il latitante, sulle cui tracce erano da tempo i carabinieri, avrebbe ucciso tre persone nel Paese iberico prima di essere bloccato.

IGOR: POLIZIA CONFERMA, IMPRONTE DIGITALI SONO SUE
(ANSA) - La polizia scientifica italiana - secondo quanto apprende l'ANSA - ha concluso positivamente il riscontro delle impronte digitali rilevate ad Igor 'il russo' e immesse dalla guardia civil nella banca dati europea Afis con quelle già in possesso della polizia italiana. Il riscontro ha dato esito largamente positivo, confermando definitivamente che la persona arrestata è proprio quella ricercata per gli omicidi commessi a Budrio (Bologna) e Portomaggiore (Ferrara), avvenuti rispettivamente il primo e l'otto aprile scorsi.

IGOR: MINNITI, GRAZIE AD AUTORITÀ SPAGNA E CC
(ANSA) - "Un ringraziamento alle autorità spagnole, all'Arma dei carabinieri e il pensiero va alle vittime di Budrio e alle vittime in Spagna". Così il ministro dell'Interno Marco Minniti oggi a Rimini in prefettura per la firma del "Patto per la sicurezza avanzata" alla presenza dei 25 sindaci della Provincia.

IGOR: VEDOVA, SPERO SCONTI PENA, MA MIO DRAMMA RESTA
(ANSA) - "Spero che sconti la pena dovuta e che possa essere finalmente fatta giustizia. Anche se questo non potrà mai cambiare il mio dramma". Così Maria Sirica, vedova del barista Davide Fabbri, prima vittima di 'Igor il russo', ha reagito alla notizia dell'arresto del latitante serbo in Spagna. Secondo il suo avvocato, Giorgio Bacchelli, che ha riportato all'ANSA le dichiarazioni della donna, Sirica è "molto agitata e molto turbata" dalla notizia.

Fonte: qui

IGOR VACLAVIC E’ STATO CATTURATO PER SBAGLIO!  

LE FORZE DELL’ORDINE ERANO CONVINTE CHE IL CRIMINALE FOSSE A MALAGA E LÌ LO STAVA CERCANDO LA GUARDIA CIVIL IN CONTATTO CON LE NOSTRE FORZE DI POLIZIA 

MA A 200 CHILOMETRI DA SARAGOZZA, INVECE, QUALCUNO HA ASSALTATO LE VILLE ISOLATE DELLA CAMPAGNA 

GLI INVESTIGATORI PENSAVANO A UNA BANDA VIOLENTA DI ROMENI E INVECE…

Pierangelo Sapegno per http://notizie.tiscali.it

IGOR VACLAVICIGOR VACLAVIC
L’hanno preso per sbaglio, Igor il russo. Come sempre capita nelle grandi cacce ai latitanti, alla fine è un dettaglio incongruo, un destino inaspettato, a sparigliare le carte del mazzo. I carabinieri avevano segnalato agli inquirenti spagnoli la presenza in territorio iberico di Norbert Feher, il killer serbo che il primo aprile uccise il barista Davide Fabbri durante una rapina a Budrio e una settimana dopo la guardia ecologica Valerio Verri.

Ma sono coinvinti che si trovi a Malaga, coinvolto in un grande traffico di droga. E lì lo sta cercando la Guardia Civil in contatto con le nostre forze di polizia. A 200 chilometri da Saragozza, invece, qualcuno assalta le ville isolate della campagna nella zona di El Venturillo di Teruel, cittadina dell’Aragona.

MOLTE VITTIME ANCHE IN SPAGNA

IGOR VACLAVIC ARRESTATO IN SPAGNAIGOR VACLAVIC ARRESTATO IN SPAGNA
Gli investigatori pensano a una banda molto violenta di romeni. Al primo colpo hanno ucciso un cane. Ma la seconda volta, il 5 dicembre, un bandito armato di tutto punto non ha esitato a far fuoco contro il padrone di casa, un signore molto conosciouto soprannominato «Il fabbro», a Albalate del Arzobispo, sempre in Aragona. E quando il ranchero José Luis Iranzo segnala la presenza di uno di loro vicino alla sua fattoria, due uomini della Guardia Civil, Victor Romero Perez, 30 anni, e Victor Jesus Caballero Espinoza, di 38, prendono e vanno da lui.

CACCIA A IGOR VACLAVICCACCIA A IGOR VACLAVIC
«Non parla spagnolo», dice José Luis. «Dev’essere uno dei rumeni che cercate». Gli dicono di seguirli. I due militari non sono in divisa. Ma siccome questi rumeni hanno già dato prova della loro efferatezza, meglio prendere qualche precauzione. Così, si infilano i giubbotti antiproiettile. Ma quando si presentano non fanno quasi tempo a parlare: Igor li investe con una scarica di pallottole. I due agenti cadono a terra colpiti a morte e anche José Luis Iranzo smette di respirare. In seguito, la Guardia Civil farà presente come l’assassino avesse sparato per uccidere e sapesse fin troppo bene dove mirare. Proprio come un soldato.

IGOR VACLAVICIGOR VACLAVIC
E’ solo a questo punto che comincia a farsi strada l’idea che quel killer non sia uno sbandato romeno, ma qualcosa di più: l’inafferrabile Norbert Feher, Igor il russo, inseguito da mandati di cattura di molti paesi europei, arrestato una volta dalle autorità italiane nel 2010, quando aveva detto di chiamarsi Igor Vaclavic, esule croato, e che rubava solo perché costretto dalla fame.

In carcere ai compagni di cella aveva raccontato di essere un soldato, di aver fatto l’agente dei sevizi segreti russi, aver vissuto sulle montagne cinesi e aver fatto il gigolò in Spagna. Farcisce le sue storie di un mucchio di palle, ma qualcosa di vero ci dev’essere. Quando finalmente si scopre che lui è in verità Norbert Feher, un criminale comune, inseguito da un mandato di cattura dalla Serbia, i nostri inquirenti, muovendosi a fatica fra tutte le informazioni che arrivano, si accorgono - ad esempio - che davvero lui ha passato un lungo periodo in Spagna, dove ha mantenuto contatti e amicizie.

IGOR VACLAVICIGOR VACLAVIC
COSÌ È STATO CATTURATO IGOR

Un gruppo dei Ros vola a Madrid e trova le conferme che cercava. Solo che le prime segnalazioni lo individuano a Malaga. E’ solo adesso, nella sera di giovedì, che il quadro cambia. L’assassino delle due guardie e di José Luis Iranzo è Igor il russo. Dopo avergli sparato davanti al casolare dove s’era rifugiato, ha preso un pick up nel cortile di colore verdino e dietro, sul cassettone, ci ha caricato pure una bicicletta.
igor vaclavic 8IGOR VACLAVIC 

Si è vestito da soldato, con una tuta mimetica, e prima di andare via si è chinato sui corpi senza vita delle due guardie per prendersi le loro pistole di ordinanza: due Beretta. Ma questa volta anche la Guardia Civil fa sul serio. Ha schierato tutti gli uomini che poteva permettersi: lo cercano in 800, con gli elicotteri che spazzano la campagna a bassa quota.

igor vaclavic 6IGOR VACLAVIC 
Lui prende le strade che si arrampicano fra i boschi e guida solo a fari spenti. E’ per questo che al chilometro 95,50 della A-226, in un tratto in leggera pendenza, a El Maestrazgo, in una zona di Teruel, non abbroda bene una curva ed esce di strada, con il pick up che si impana su un dosso coperto dagli alberi.

LUI INFORCA LA BICICLETTA E SI INFILA NEI BOSCHI

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Ma senza una strada a far da bussola, anche il soldato di ventura che era riuscito sempre a sfuggire ai suoi cacciatori, comincia a perdersi. Finisce dentro un posto di blocco, come uno sprovveduto. Sono le 2 e 50 di notte. E’ armato fino ai denti, ha addosso anche le due pistole rubate alle sue vittime, ma preferisce mollare qui.

Per ora, Igor il russo, assassino spietato e folle, si è arreso. La Guardia Civil ha informato che «non collabora con gli inquirenti». L’hanno messo nudo, con i boxer neri, il petto un po’ cadente e la barba lunga a guardare la macchina della foto segnaletica. La fissa stancamente.

Fonte: qui

igor vaclavic 9IGOR VACLAVIC 

mercoledì 26 ottobre 2016

FERRARA - LA PROTESTA ANTI-MIGRANTI DEI 590 RESIDENTI DI GORINO

“SIAMO UN PAESINO PULITO, NON POSSIAMO ACCETTARE CHE CE LO SPORCHINO E POI SI SA COME VANNO QUESTE COSE, DICONO UNDICI DONNE E SUBITO DOPO CI MANDANO I MASCHI, AVRANNO PUR DEI MARITI, E COSÌ DIVENTA UNA INVASIONE”

Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”


LA PROTESTA ANTI MIGRANTI A GORINOPROTESTA ANTI MIGRANTI A GORINO
Nel ristorante di piazza della Libertà il tempo sembra essersi fermato. Sugli scaffali di vetro ai lati di uno specchio annerito sono impilati esemplari di Biancosarti, Vecchia Romagna etichetta nera, Stock, bottiglie che rimandano a un' altra epoca. La ragazza che lava i bicchieri dietro al bancone guarda di sottecchi i due avventori venuti a ristorarsi dal presidio.

«Ma non vi vergognate» sibila senza troppa voglia di essere udita. Antonella Telloli e Oliviero Trombini invece sentono. Fanno spallucce. Pagano ed escono senza replicare. «Quella non deve essere di qui» dicono una volta fuori. «I buonisti si nascondono davanti alle femmine incinte che manco ci sono. I soliti politicanti».

Gorino non è vicino a Ferrara, è lontano da tutto. A Gorino ci sono 590 residenti, due negozi di alimentari, una farmacia, una tabaccheria, un ristorante e l' ostello da 46 posti letto che fa anche da bar della frazione. Per arrivarci da Goro si percorre una strada comunale bianca, in un panorama piatto che conduce al delta del Po e al mare.
LA PROTESTA ANTI MIGRANTI A GORINOPROTESTA ANTI MIGRANTI A GORINO

L'ospedale più vicino dista settanta chilometri. La stazione dei carabinieri è stata chiusa nel 2012, li hanno spostati a Comacchio. «Siamo gente chiusa. Ogni città ci sembra una metropoli. Abbiamo la nostra quotidianità e non accettiamo che venga intaccata da estranei».

La signora Antonella dice di averlo fatto per suo figlio, che ha due anni. «Gli devo garantire un avvenire». È nata qui 33 anni fa. Si era trasferita in Sicilia al seguito del marito, che lavora come imbianchino, lei è una casalinga. «Quando sono rimasta incinta siamo tornati. Abitavamo a qualche chilometro dal centro di accoglienza di Mineo. Clandestini a spasso. Poco lavoro. Ora abbiamo un futuro e non voglio che ce lo portino via».

LA PROTESTA ANTI MIGRANTI A GORINOPROTESTA ANTI MIGRANTI A GORINO
Alle 15.30 di lunedì Antonella era su Facebook. Si accorge che un ex candidato sindaco di Goro ha postato un allegato. Lo apre. È l' ordinanza del prefetto che requisisce parzialmente l' Ostello-bar «Amore e natura» di Gorino.

«Provvedimento a carattere eccezionale straordinario». Stanno arrivando. Si attacca al telefono. Oliviero Trombini, pescatore, 51 anni, dice di aver chiamato «amici degli amici», scoprendo così che i migranti sono già in viaggio su una corriera partita da Bologna. Corrono voci. Cinquanta, forse sessanta.

I pescatori escono dalle loro cooperative. Sono 36, tutte a conduzione familiare. Gettano sulla strada che porta alla frazione i bancali usati per depositare le casse di vongole. Comincia la protesta. All' inizio sono 30-40 persone. La carreggiata non è chiusa. Ma ancora non basta. «Ci avrebbero fatto una testa così» racconta Antonella. «E li avrebbero fatti passare nel silenzio». Serve altro. «Ci voleva un uomo con le palle». Le viene un' idea. Compone un numero. «Sei sicura? Allora contatta tutti e aspettami». Intanto arriva mezzo paese, convocato su Facebook e via sms. Alle 21 verranno contati 220 manifestanti.
LA PROTESTA ANTI MIGRANTI A GORINOPROTESTA ANTI MIGRANTI A GORINO

L' uomo con gli attributi risponde al nome di Nicola Lodi, detto «Naomo» per qualche misterioso legame con uno sketch di Panariello. È un barbiere di Ferrara. È un esponente leghista specializzato in incursioni con videocamera nei campi nomadi, nei ruderi dove dormono i clandestini. Avvisa sempre in anticipo radio e televisioni.

La sua posizione sui migranti, che definisce «diversamente bianchi», è riassunta in uno slogan impresso anche sulle magliette della Lega Nord. «A casa, a calci nel culo». Arriva su un' auto guidata da Francesco Marangoni, segretario della Lega Nord di Ferrara. «Stop all' invasione» dice appena tocca terra. «Lo straniero non deve passare».

italian navy rescue operationITALIAN NAVY RESCUE OPERATION
L' ingresso in scena degli uomini forti azzera qualunque possibilità di trattativa. In un video postato da Marangoni si vede un colonnello dei carabinieri che discute con un anziano signore. «Sono solo donne e bambini...». All' improvviso una voce dal megafono zittisce il militare dandogli in pratica del bugiardo. È quella di Nicola «Naomo» Lodi. «Chi mi accusa di soffiare sul fuoco taccia. La rabbia c' è, esiste. Dovrei essere invece ringraziato per aver salvato Gorino dall' invasione dalla criminalità e dal degrado».

L' esempio viene dall' alto. E il successo fa la forza, allentando i freni inibitori. Anche ieri, dopo che la prefettura aveva già fatto marcia indietro sull'«Amore e Natura», dicendosi non in grado di garantire la sicurezza dei 19 ospiti, il presidio è rimasto. La struttura deve essere restituita ai proprietari. «Al più presto» intima Trombini. «Quello è il nostro bar». Birra, salsicce alla brace e cori. «Che ci frega della donna incinta».
arrivo italiaARRIVO ITALIA

«Vinceremo, per la Madonna se vinceremo». Le televisioni arrivate da mezza Europa registrano. Diego Viviani, il sindaco di Goro, in totale seimila abitanti che lo hanno eletto in una lista civica di centrosinistra, c' è ma è come se non ci fosse. Non approva ma capisce, o viceversa. A Ferrara il prefetto Michele Tortora allarga le braccia per cinque volte in venti minuti di conferenza stampa. «Eh, ci abbiamo provato, ma loro proprio non li volevano...».

Filippo Rubin e la sua compagna Serena, una ragazza serba, sono i titolari della struttura, di proprietà pubblica. «Un po' dispiace. Se ci avessero informato invece di farci la sorpresa, la gente non avrebbe reagito così. Ma la faccenda è scappata di mano. Siamo allibiti».

i migranti al confine italia austria 4I MIGRANTI AL CONFINE ITALIA AUSTRIA 
Alle 19 arriva la decisione definitiva. Il bar riapre. Goro, uno degli otto Comuni della provincia senza un migrante sul suo territorio, continuerà a non averne. Avrebbe dovuto ospitarne 19, lo 0,4 per cento della popolazione di frazione Gorino, dove una casa su due è ormai disabitata. La signora Antonella e Nicola «Naomo» Lodi hanno vinto su tutta la linea. Un Biancosarti, per favore.

Fonte: qui