9 dicembre forconi

lunedì 22 aprile 2019

PERCHE’ GRETA NON VA IN CINA.

So che ogni dimostrazione è inutile per i “gretini”,  ma qui si vede come nelle emissioni di CO2  (che loro credono erroneamente causa dell’effetto-serra) i paesi europei   contribuiscono comparativamente quasi nulla.

Qui i periodi di raffreddamento (cold) e di rialzo termico (warm) dal 2050 a.C. al 2040 . I riscaldamenti nulla hanno a che vedere con l’industria umana; i raffreddamenti hanno una relazione con l’intensità di eruzioni vulcaniche.

Qui  sotto:  uno studio rivoluzionario attribuisce le variazioni climatiche alla variazione della  massa dell’atmosfera (che non è una costante) più che ad altri fattori. Questa teoria è verificata dal fatto che consente di “prevedere” le variazioni climatiche anche su altri pianeti.

Sulla Terra, 750 milioni di anni orsono, la massa atmosferica era tanto sottile che i ghiacci arrivarono fino all’Equatore – e questa glaciazione durò 35 milioni di anni. La terra ha attraversato enormi sbalzi climatici: dalla suddetta glaciazione globale totale (circa 700 milioni di anni fa) a una calda “serra” senza ghiaccio ovunque sul pianeta e vegetazione subtropicale oltre il circolo polare (circa 90 milioni di fa)…
La cosa davvero preoccupante è che se questa teoria è vera, la Terra sta perdendo atmosfera nella spazio, visto che la densità atmosferica non è una costante. Ciò è confermato dalla condizione del pianeta Marte, che 3,5 miliardi di anni fa aveva un’atmosfera e dei mari, ed ha un’atmosfera rarefatta ed è diventato gelido, senza acqua sulla superficie. Ma l’attività vulcanica e la vitalità geotermica pare avere anche l’effetto di “riaddensare” l’atmosfera con le emissioni, specialmente di azoto.


Ma sono spiegazioni inutili per chi vuol credere all’effetto-serra: le migliaia di giovani romani che sono andati ad applaudire Greta dimostrano che, da quando non si crede più in Dio, ogni giorno si rafforza un nuovo “culto”, dall’animalismo al vegetarismo, dall’LGBT all’ecologismo ossessivo, l’ossessione che il riscaldamento climatico è provocato dall’uomo – e specificamente dalle emissioni CO2 – le quali invece sono naturali (prodotte nella fotosintesi clorofilliana) e quando la CO2 è abbondante, la vegetazione diventa più rigogliosa – e quindi accresce anche la produzione di aria “pulita”.

Ovviamente i creduli obbediscono ai “cambi di paradigma” inseriti nelle credenze sociali dai poteri forti. Come dimostra il fatto stesso che Greta venga riucevuta ed ossequieta da tutti i potenti europei, e proposta per il Nobel.1

“La UE ha  bisogno del New Deal Verde”

Quale sia l’interesse dei poteri finanziari e delle oligarchie europee a creare l’allarme climatico e la sua urgenza (“Non abbiamo più tempo”, “NEl 2030 finisce il mondo”) l’ ha spiegato l’economista Paul De Grauwe: grandi investimenti  con moneta creata dal nulla per una “transizione verde” dell’economia europea psssono salvare l’euro e l’eurozona.

Ora si apprende che questa proposta è abbracciata con entusiasmo di neofita da …. Yanis Varoufakis . Sì, proprio l’ex ministro greco che non ha potuto liberare il popolo ellenico dalla tortura della UE e della BCE.
E’ apparso infatti sul Guardian un suo articolo, con questo titolo:

Il nostro piano per rilanciare l’Europa può riuscire dove Macron e Piketty hanno fallito

Yanis Varoufakis

Macron, “l’ultima speranza dell’establishment europeo” ha fallito, riconosce Varoufakis. “Il presidente francese ha tentato una strategia a due fasi: prima “germanizzare” il mercato del lavoro della Francia (essenzialmente rendendo più facile per i datori di lavoro licenziare e  introducendo ulteriori misure di austerità) in modo che, nella seconda fase, egli potesse convincere Angela Merkel a persuadere la classe politica tedesca ad aderire al suo programma minimalista di riforme nell’area dell’eurozona. È stato un errore di calcolo spettacolare. Dopo che Berlino ottiene ciò che vuole nella prima fase di ogni negoziato, si dimostra riluttante o incapace di concedere nulla di sostanza nella seconda fase. […] Così Macron ha visto svanire il suo programma di riforme dell’Eurozona, e dal suo tentativo di germanizzare il lavoro, il movimento dei gilets jaunes”. Buona analisi: Macron è  infatti il più fallito dei governanti europei.
L’economista (neomarxista) Piketty “propone invece che i governi nazionali accettino di raccogliere 800 miliardi di euro (o il 4% del PIL dell’UE) attraverso un’aliquota fiscale sulle imprese armonizzata del 37%, una nuova imposta patrimoniale per le persone con € 1 milione in attivi, e una tassa sull’emissione di C02, a € 30 per tonnellata. ” L’intenzione di tassare i ricchi e gli inquinatori per finanziare l’innovazione, i migranti e la transizione verde è ammirevole”, dice VAROUFAKIS, “Ma non è sufficiente per affrontare la crisi particolare dell’Europa”.
“Ciò di cui l’Europa ha bisogno è un New Deal verde – questo è il movimento 2025 della Democrazia in Europa – di cui sono stato cofondatore – e la nostra alleanza per la primavera europea porterà gli elettori alle elezioni del Parlamento europeo la prossima estate. Noi traiamo l’idea dal New Deal del presidente americano Franklin Roosevelt negli anni ’30: la nostra idea è di creare € 500 miliardi ogni anno nella transizione verde in tutta Europa, senza un euro in nuove tasse .
“Ecco come funzionerebbe: la Banca europea per gli investimenti (BEI) emette obbligazioni di quel valore con la Banca centrale europea in attesa, pronta ad acquistare il maggior numero di quelle necessarie nei mercati secondari. Le obbligazioni della BEI venderanno indubbiamente  come panini un mercato alla disperata ricerca di  attivi “sicuri”. Pertanto, l’eccesso di liquidità che mantiene negativi i tassi di interesse, schiacciando i fondi pensione tedeschi, viene assorbito e il Green New Deal è completamente finanziato”.

Tutto per spendere denaro creato dal nulla e mobilitare l’attività economica in innovazioni senza crescita (come la transizione ai motori elettrici delle auto, l’energia solare o eolica  a sostituzione di quella fossile): sarebbe la versione futurista della proposta di Keynes: in tempi di recessione profonda, date dei salari ad operai perché scavino buche e poi le riempiano. Ci sono idee migliori,e lo stesso Keynes nel aveva: fare opere utili.
Ci dobbiamo stupire se questa idea improduttiva ed ecologica  è stata immediatamente adottata dal PD?  E’ il suo cavallo di battaglia alle europee(foto all'inizio dell'articolo).

Dove, naturalmente, l’ignoranza ambientale ha voluto la sua parte di ridicolo. Prima, i propagandisti piddini hanno scritto Co2 invece che CO2, annunciando una lotta senza quartiere alla molecola del Cobalto (simbolo chimico Co); poi hanno corretto i manifesti, facendo peggio:  se si riducessero “a zero”  le emissioni  di ossido di carbonio, moriremmo tutti. Ci verrebbe vietato infatti di respirare, perché con  questa deplorevole  attività fascistoide, esaliamo CO2  dai polmoni. Per fortuna, non Cobalto però.
Fonte: qui

DA SALVA-ROMA A SALVA-LAQUALUNQUE: I 5 STELLE BUTTANO IN MEZZO IL DEBITO DI ALTRE GRANDI CITTÀ PER DILUIRE IL FAVORE ALLA RAGGI E FARLO INGOIARE ALLA LEGA.

''SI RISCHIA IL DEFAULT DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI'', CHE I GRILLINI HANNO PRESO PER UN SALVADANAIO SENZA FONDI 
MA CONTE MARTEDÌ IN CONSIGLIO DEI MINISTRI PORTERÀ LA MISURA: ''SENNÒ SALTA TUTTO IL DECRETO CRESCITA''
SALVA-ROMA, ALTRE CITTÀ NEL DECRETO MA LA LEGA FA MURO
Lorenzo De Cicco per ''Il Messaggero''

APPENDINO RAGGIAPPENDINO RAGGI
Dal Salva-Roma al Salva-Comuni. Cambiare nome - anzi, titolo - al passaggio del decreto Crescita che da giorni fa traballare il governo pentaleghista, senza toccare il comma che riguarda la Capitale e il fardello del suo debito miliardario, ma aggiungendone altri, di commi. Con una serie di misure per aiutare i grandi Comuni in ambasce contabili. Della serie: non solo Roma. Perché tutti avrebbero la possibilità di rinegoziare i tassi di interesse sui vecchi mutui e, quindi, di ottenere risparmi. Eccola l' ultima carta che il Movimento 5 Stelle è pronto a giocarsi martedì, sul tavolo del Consiglio dei ministri. Ci sta lavorando da giorni il viceministro all' Economia, Laura Castelli, in asse con i maggiorenti del M5S.

LE RIUNIONI CON APPENDINO

Al Mef, la settimana scorsa, è stato aperto un «tavolo permanente» sui debiti delle città metropolitane. Castelli, nei giorni scorsi, ha incontrato il sindaco di Torino, Chiara Appendino, e quello di Catania, Salvo Pogliese, impegnato a fronteggiare il dissesto del capoluogo etneo. E ora sta lavorando a un emendamento che allargherebbe le maglie del Salva-Roma, estendendo alcuni benefici a tutti i grandi Comuni lungo lo Stivale.
salvini raggi 3SALVINI RAGGI

È l' ultima offerta, di fatto, a Salvini e alla Lega, per tenere in vita un provvedimento su cui il M5S non sembra disposto a cedere. Perché è già stato approvato in Cdm due settimane fa - «anche il viceministro leghista Garavaglia si era detto d' accordo, con tanto di e-mail», fanno trapelare ai piani alti del Movimento - e perché altrimenti la gestione commissariale del debito della Capitale, che fa capo al governo, dal 2022 rischierebbe seriamente il crac.

LA FRENATA
Si cerca quindi una mediazione per far digerire il provvedimento al Carroccio, che per ritorsione, dopo il caso Siri, ha messo il veto. Ma dalla squadra leghista del Tesoro, fino a ieri sera, non trapelavano grandi aperture. Anzi. «Il passaggio del Salva-Roma, per noi, è già stralciato. Non va votato nel Cdm di martedì, perché lì si dovrebbero approvare solo le misure su cui siamo tutti d' accordo».

Quanto alla riformulazione in Salva-Comuni, nel partito di Salvini temono che la mossa apra una voragine nei bilanci della Cassa depositi e prestiti. Perché se tutti i Comuni ottenessero una sforbiciata corposa agli interessi, Cdp «avrebbe perdite gigantesche».
Ecco perché il Carroccio, al momento, fa muro.
RAGGI APPENDINORAGGI APPENDINO

PROVA DI FORZA
Se anche quest' ultima trattativa dovesse andare a vuoto, tra i 5 Stelle c' è chi spinge per una prova di forza: «Possiamo sempre andare alla conta in Consiglio dei ministri, dove siamo in maggioranza», ragionava ieri un esponente del governo di segno grillino. Il clima è questo.

Al Salva-Roma tiene, logicamente, Virginia Raggi, che dopo un mese sull' ottovolante tra gli arresti per Tor di Valle e la buriana sull' Ama tra audio e inchieste, vorrebbe incassare un provvedimento-simbolo, che alleggerirebbe le casse del Campidoglio e libererebbe 2,5 miliardi di euro dal 2021. «Chi vuole bloccare questo provvedimento, continua a condurre una campagna elettorale permanente, subordinando l' interesse dei cittadini alla propaganda», attaccava ieri Antonio De Santis, tra gli assessori più vicini alla sindaca.


CONTE VUOLE L' OK MARTEDÌ: IL TESTO SULLA CAPITALE RESTA
giuseppe conte e luigi di maio con la card per il reddito di cittadinanza 1GIUSEPPE CONTE E LUIGI DI MAIO CON LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA
Marco Conti per ''Il Messaggero''


«Resta lì. Se bloccano il decreto crescita e la norma per Roma, che hanno già approvato nel precedente consiglio dei ministri, vuol dire che non passa più nulla e salta tutto». Palazzo Chigi è vuoto, ma la riflessione di uno stretto collaboratore del presidente del Consiglio riflette intenzioni e umori con li quali Giuseppe Conte martedì mattina riprenderà a tessere la tela che dovrebbe tenere ancora una volta uniti M5S e Lega. Lacerata in più parti dalla campagna elettorale dei due partiti, la maggioranza verrà sottoposta dal premier ad un test che ne accerti la sopravvivenza.

LA PROVA
Le norme cosiddette salva-Roma rappresentano quindi la cartina di tornasole di una possibile e residue vitalità di una coalizione che di fatto non esiste più e di rapporti, anche personali, ridotti al lumicino. Ma se al presidente del Consiglio suona strano un ripensamento della Lega rispetto al testo uscito il 4 aprile dal consiglio dei ministri, nel Carroccio si respira aria pesante. Tra velate minacce, dossieraggi, accuse di tramare con il nemico berlusconiano, i rapporti tra i due contraenti il contratto sono pessimi, difficilmente ricomponibili e comunque poco in grado di reggere la prova della manovra di bilancio di fine anno.

raggi, tridico, conteRAGGI, TRIDICO, CONTE
La vicenda giudiziaria che ha coinvolto il sottosegretario Armando Siri, e che per vari e tortuosi collegamenti è arrivata sino a Giancarlo Giorgetti, hanno alzato a livelli mai visti lo scontro. Non solo. La sfida lanciata ieri alla Lega di votare una legge sul conflitto d' interessi ha il tono di una provocazione alla quale ieri Salvini ha preferito non replicare. Il tema è nel programma di governo, ma il modo con il quale Di Maio lo ha rilanciato viene vissuto nella Lega come «l' ennesima sfida». Tra i due duellanti c' è il presidente del Consiglio che martedì intende portare in consiglio dei ministri il decreto crescita con le norme per Roma e per i cosiddetti truffati dalle banche.

ARMANDO SIRI MATTEO SALVINIARMANDO SIRI MATTEO SALVINI
Bloccare il decreto, già varato salvo intese il 4 aprile, significa per Conte mancare di senso di responsabilità visto che le norme in esso contenute impattano anche sul Def e sulla crescita del Paese. Conte va quindi avanti convinto che nè i pentastellati nè il leghisti hanno intenzione di affondare il colpo mandando all' aria il governo. Ipotesi alternative, quale quella caldeggiata da Salvini di allargare la norma oltre ai comuni interessati (Roma, Alessandria, Catania e Torino) per non creare disparità «tra comuni di serie A e B», ha il problema non da poco di impattare troppo sui conti pubblici e su quelli di Cassa Depositi e Prestiti.

Quindi, dopo le valutazioni fatte dai viceministri Castelli e Garavaglia, martedì si torna al punto di partenza con il salva-Roma o il salva-Italia che entrerà in consiglio nella stessa formulazione del 4 aprile. Nulla esclude che i ministri della Lega possano non condividere le norme sulla Capitale astenendosi al momento della votazione.

LA POLTRONA
Ovviamente martedì mattina, quindi prima della riunione del Consiglio dei ministri, Conte cercherà un chiarimento con i suoi due vicepremier rimproverandoli anche per essere andati molto oltre nei toni di una campagna elettorale ormai senza fine.
giancarlo giorgetti laura castelliGIANCARLO GIORGETTI LAURA CASTELLI
All' incontro con il sottosegretario Siri il premier si presenterà per conoscere la versione dell' esponente leghista. Salvo novità, che potrebbero sempre uscire dall' inchiesta, Siri è destinato a rimanere al suo posto. Stavolta saranno i grillini a doverne prendere atto, salvo poi segnare le distanze.

Fonte: qui

SE DORMITE POCO, NON RECUPERATE NIENTE DORMENDO TANTO IL WEEKEND O IN VACANZA. UNO STUDIO SU 70MILA PAZIENTI, IL PIÙ GRANDE AL MONDO, DIMOSTRA COME I DANNI DEL MANCATO RIPOSO SONO IRRECUPERABILI

QUANTO SI DORME IN MEDIA, QUANTO DOVREMMO DORMIRE, COME CORREGGERE GLI SCOMPENSI

Melania Rizzoli per ''Libero Quotidiano''

sonnolenzaSONNOLENZA
Sognate di recuperare il sonno perduto approfittando delle vacanze pasquali? Non ci sperate, perché dormire di più durante il sabato e la domenica o nei giorni festivi di ponte non servirà a combattere le carenze del riposo notturno settimanale, e nemmeno a prevenire i danni metabolici che avete inflitto al vostro corpo nel corso delle notti in cui avete ridotto le ore di sonno.

È questo il risultato di una ricerca dell' Università del Western Ontario intitolato "World' s largest sleep study" , il più grande studio del sonno mondiale, nel quale si stima che la metà delle persone dorme 6,3 ore per notte, un' ora circa in meno delle sette raccomandate dai medici, e l' effetto relativo alla riduzione del sonno quotidiano non migliora affatto con il recupero del riposo quando si è in vacanza, poiché il nostro organismo non riesce più ad invertire i problemi del metabolismo creati ed avviati dalle carenze.
sonnoSONNO

I debiti di sonno quindi non si recuperano più e non possono essere risolti dormendo le ore giuste un paio di volte a settimana o compensati con una "overdose" di sonno la domenica, perché anche se ci si sveglia riposati dopo dieci ore, con la sensazione di essersi ripresi completamente dalla stanchezza, in realtà non si recuperano i benefici metabolici persi con il mancato riposo, perché si continua a tenere sfasato l' orologio biologico, che non è più in grado di regolarsi con gli orari della routine quotidiana.
 
Non dormire a sufficienza infatti, provoca una alterazione del ritmo cicardiano, il quale fa perdere al nostro metabolismo la capacità di autoregolarsi, con conseguenze sia neurologiche, che psicologiche e fisiche, oltre che ormonali, con diminuzione dell' attività insulinica nei muscoli e nel fegato, che conducono a modifiche della massa e del peso corporeo, facendoci sentire "appesantiti".

Lo scompenso del ritmo metabolico altera anche la capacità di regolarsi con il cibo e con il controllo dell' appetito, che spesso diventa compensatorio alla mancanza di sonno, portando il soggetto insonne ad accumulare peso. Naturalmente bisogna distinguere tra chi è in debito temporaneo di sonno, perché magari ha passato una notte sveglio o ha dormito poco e male, e chi invece vive una deprivazione cronica di riposo notturno, poiché più la carenza di sonno è abituale, tanto più arduo è il recupero.

il cervello Affinché il cervello possa svolgere al meglio le proprie funzioni, esso ha bisogno assoluto di "spegnere" la veglia per un tot di ore consecutive, allo scopo di resettarsi e smaltire i residui mnemonici accumulati, e nel momento in cui il tempo del riposo viene sottratto o diminuito, è lo stesso encefalo ad inviare evidenti sintomi di malessere, segnali di stanchezza muscolare ed irritabilità cerebrale manifesta.

le donne e il sonno 15LE DONNE E IL SONNO
Dormire bene infatti, aiuta la memoria, la concentrazione e l' attenzione, riduce il colesterolo e il rischio di patologie cerebrovascolari, contrasta l' ipertensione arteriosa, il diabete e l' obesità, poiché durante il sonno viene prodotta la leptina, un ormone proteico che aumenta nel corso della notte conferendo il senso di sazietà. Dormire bene è anche un elisir di giovinezza, è salutare per la pelle, che viene resa più elastica dal cortisolo notturno, il quale agisce sul collagene e sull' elastina, motivo per cui quando si riducono le ore notturne di riposo spesso ci si sveglia con la faccia "sgualcita".

Inoltre il sonno agisce soprattutto sull' umore, una condizione indispensabile per il benessere ed il tono generale durante la giornata, evitando l' ottundimento e l' irritabilità caratteristica di chi dorme poco. Molte persone cercano di recuperare le ore notturne perse con un breve sonnellino pomeridiano, senza sapere che la pennichella, se non ha la durata di almeno un' ora, non riesce a raggiungere la fase Rem, ovvero quella del sogno, condizione indispensabile a decongestionare il cervello dai residui mnemonici diurni, risultando quindi un riposo perfettamente inutile ed inefficace ai fini della salute metabolica cerebrale.
 
Inutili Recuperi
Lo studio, condotto su oltre 70mila persone, ha inoltre dimostrato che dormendo sotto le 5 ore per notte, il pericolo di morte aumenta del 65% rispetto a quello con cui convive chi dorme un numero adeguato di ore, ed anche in questi casi il dormire di più nei weekend non riesce a compensare lo scarso riposo dei giorni feriali.

La curiosità di questa ricerca però, è che anche i dormiglioni non possono cantare vittoria, perché il rischio di morte aumenta anche per chi passa nel sonno abitualmente più di otto ore, a dimostrazione che il cervello pare essere molto esigente nei confronti del riposo biologico, il quale per essere soddisfatto richiede di assestarsi sulle sette ore e mezzo.
 
La durata del sonno inoltre risulta importante per la longevità, anche se dopo i 70 anni il rischio legato al troppo o poco sonno diminuisce drasticamente, per il fatto che nella senilità invecchia anche l' encefalo, diventando meno esigente e rigoroso per quanto riguarda i bisogni del ritmo metabolico e cicardiano, ed anche per il ritmo di vita che a questa età si riduce notevolmente in tutti i sensi e in tutti i suoi parametri. In conclusione bisognerebbe dormire bene e in modo regolare sempre tutti i giorni, perché dormire di più la domenica non è una strategia per attenuare le conseguenze psicofisiche a danno del metabolismo, e quelle ore in più saltuarie non fanno registrare alcun miglioramento rispetto alle carenze accumulate.

Ognuno di noi passa circa un terzo della vita a dormire, poiché il sonno è un comportamento essenziale alla sopravvivenza dell' essere umano ed animale, ed essendo l' uomo dotato di intelligenza superiore, è anche l' unico essere vivente in natura che è in grado di privarsi volontariamente del sonno. Privarsene troppo e troppo spesso però, ora sappiamo che può avere anche conseguenze irreversibili e dannose per la nostra salute.

Ps: Una enorme fetta della popolazione mondiale soffre di disturbi legati al sonno, dorme poco e male, ed in Italia il 45% dei nostri connazionali soffre di insonnia transitoria e circa 10milioni di insonnia cronica.

Fonte: qui

domenica 21 aprile 2019

LA STRAGE DEI CRISTIANI A PASQUA, ALMENO 138 MORTI IN SRI LANKA DOPO CHE UNA SERIE DI ESPLOSIONI SIMULTANEE HA DILANIATO HOTEL DI LUSSO E CHIESE GREMITE DI FEDELI. CI SONO ALMENO 9 STRANIERI

NELLA CAPITALE COLOMBO SONO STATI COLPITI TRE HOTEL E UNA CHIESA 






129 morti negli attacchi alle chiese in Sri Lanka. Venerdi sera ho portato i miei figli in chiesa. E non volevo credere a quello che sentivo dai testi della via crucis. Ma peggio era quello che non sentivo, anche solo una parola sui cristiani perseguitati



Una serie di esplosioni simultanee si è verificata in hotel di lusso e chiese durante le celebrazioni della Pasqua in Sri Lanka, causando morti e feriti. Secondo quanto riferito dalla polizia, i morti sono almeno 138. Più di 400 i feriti. Le esplosioni sono state sei e hanno colpito tre hotel di lusso, frequentati anche da turisti, e tre chiese durante le celebrazioni della Pasqua.  Ci sono almeno 9 stranieri tra le vittime.
attentati contro i cristiani in sri lanka 7ATTENTATI CONTRO I CRISTIANI IN SRI LANKA

Nella capitale Colombo sono stati colpiti tre hotel e una chiesa. Una chiesa è stata colpita vicino la capitale e un'altra nell'Est del Paese.

Almeno una persona è morta nel Cinnamon Grand Hotel a Colombo, che si trova nei pressi della residenza del primo ministro, secondo quanto riferito da un responsabile della struttura. Tutte le esplosioni si sono verificate alle 8.45 (le 4.30 in Italia).

IL PRIMO MINISTRO DELLO SRI LANKA -  Il primo ministro dello Sri Lanka, Ranil Wickremesinghe, ha condannato gli attacchi definendoli "codardi" e ha assicurato che il governo stava lavorando per "contenere la situazione".  "Condanno fermamente gli attacchi vigliacchi contro la nostra gente", ha scritto in un tweet dal suo account. "Invito tutti i cittadini dello Sri Lanka in questo tragico momento a rimanere uniti e forti. Il governo sta prendendo provvedimenti immediati per contenere questa situazione".
attentati contro i cristiani in sri lanka 5ATTENTATI CONTRO I CRISTIANI IN SRI LANKA 5


Ranil Wickremesinghe
@RW_UNP
 I strongly condemn the cowardly attacks on our people today. I call upon all Sri Lankans during this tragic time to remain united and strong. Please avoid propagating unverified reports and speculation. The government is taking immediate steps to contain this situation.

L'APPELLO DEL MINISTRO - "Per favore restate in casa. Ci sono molte vittime, inclusi stranieri". Scrive su Twitter il ministro dello Sri Lanka per le Riforme economiche Harsha de Silva, che ha visitato alcuni dei luoghi attaccati con esplosioni simultanee. "Scene orribili, ho visto arti amputati sparsi dappertutto, le squadre di emergenza sono state inviate in tutti i luoghi. (...) Abbiamo portato molte vittime in ospedale, speriamo di aver salvato molte vite", ha aggiunto il ministro.
attentati contro i cristiani in sri lanka 6ATTENTATI CONTRO I CRISTIANI IN SRI LANKA

LE VITTIME - Nella capitale Colombo, dove sono state colpite tre chiese e tre hotel, sono morte almeno 45 persone; altre 67 sono rimaste uccise nell'attacco a una chiesa a Negombo, a nord della capitale; altre 25 sono morte in una chiesa a Batticaloa, nell'est del Paese.

LE CHIESE COLPITE - Una delle chiese colpite dall'esplosione era Sant'Antonio a Colombo. Le altre due erano San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est della capitale.

attentati contro i cristiani in sri lanka 4ATTENTATI CONTRO I CRISTIANI IN SRI LANKA
GLI HOTEL COLPITI - I tre hotel a cinque stelle colpiti sono: Cinnamon Grand, Kingsbury e Shangri-La, situati nel cuore di Colombo. Il portavoce della polizia Ruwan Gunasekera ha detto che i feriti sono stati evacuati mentre le forze di sicurezza hanno isolato le aree e sono in corso delle operazioni. Tra i feriti ci sarebbero anche dei cittadini stranieri che soggiornavano nei tre hotel.

Fonte: qui


Sri Lanka, bilancio sale a 290 morti

(ANSA) - COLOMBO, 22 APR - E' salito ad almeno 290 morti e oltre 500 feriti il bilancio degli attentati esplosivi di ieri contro chiese e hotel in Sri Lanka. Lo rende noto oggi la polizia.


L'India afferma che cinque suoi cittadini sono stati uccisi negli attentati di ieri in Sri Lanka. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha parlato con i leader cingalesi e ha condannato gli attacchi esplosivi. "Non c'è posto per tale barbarie nella nostra regione. L'India è solidale con il popolo dello Sri Lanka", ha scritto Modi su Twitter. Sono almeno 27 gli stranieri morti negli attentati. Gli Stati Uniti hanno detto che molti sono gli americani, ma non hanno dato una cifra. Il Giappone ha confermato un morto. Le autorità cingalesi affermano che tra le vittime straniere ci sono anche un portoghese, due turchi e tre britannici. Fonte: qui

VIDEO: UNO DEGLI ATTENTATORI DELLE STRAGI DI PASQUA IN SRI LANKA È STATO RIPRESO DALLE TELECAMERE DI SICUREZZA POCO PRIMA DI FARSI ESPLODERE 
L’UOMO HA ACCAREZZATO UNA BAMBINA CHE PASSAVA DI LÌ E POI È ENTRATO IN CHIESA…



sri lanka kamikaze fa una carezza a una bambina prima dell'attentato 2SRI LANKA KAMIKAZE FA UNA CAREZZA A UNA BAMBINA PRIMA DELL'ATTENTATO 
Uno dei presunti kamikaze delle stragi di Pasqua in Sri Lanka è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza della zona a Negombo. Le immagini mostrano l'uomo entrare nella chiesa di San Sebastiano, dove poco dopo è avvenuta una delle otto esplosioni. Fonte: qui

LA RAGGI È DI NUOVO INDAGATA, STAVOLTA PER LA DENUNCIA DI UN EX GRILLINO!

A CAUSA DELLO STADIO DELLA ROMA A TOR DI VALLE, CHE HA GIÀ DECIMATO LA TRUPPA GRILLINA IN CAMPIDOGLIO: 

IL GIP RESPINGE LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE E RAVVISA ''UN' EVIDENTE VIOLAZIONE DI LEGGE'' NELLA PROCEDURA  PERCHE'...

RAGGI ORA È INDAGATA PER LO STADIO DOPO LA DENUNCIA DI UN EX GRILLINO
Mario Ajello per ''Il Messaggero''

Già le tenuta politica della giunta Raggi e della sua maggioranza era molto precaria. E ogni bufera, giudiziaria ma anche no che si abbatteva sul Campidoglio - quasi una al giorno - sfiancava una compagine già a corto di fiato oltre che di idee. E adesso, ecco un' altra tegola: Virginia Raggi indagata perché non ha fatto passare una variante in consiglio comunale. E il tema è sempre quello diventato maledetto per i 5Stelle romani, ma anche nazionali: lo stadio di Tor di Valle.

L' abuso d' ufficio che viene contestato alla sindaca è una grana giudiziaria, come è ovvio, ma anche una grave questione politica che pregiudica l' equilibrio su cui si regge la Raggi. La maledizione dello stadio interviene proprio quando le acque sembravano essersi calmate un po', anche se Marcello De Vito è ancora agli arresti, e invece la procura che aveva chiesto l' archiviazione per questa vicenda della variante in consiglio comunale si è vista dire di no dal gip, e dunque nessuna archiviazione, altre indagini, nuovo scombussolamento in quadro già a dir poco movimentato.

RAGGI - ACCORDO SULLO STADIORAGGI - ACCORDO SULLO STADIO
Il problema è dentro i 5 stelle e lo è dall' inizio di questa vicenda. Quando scoppia il caso Parnasi, e il giudice arrestandolo aveva detto che egli forzava le procedure per lo stadio tramite l' avvocato Lanzalone, una parte dei 5 stelle disse alla Raggi: adeso fermiamoci con il progetto di Tor di Valle, perchè bisogna chiarire, rivedere, ripensare. Ma niente, la sindaca che sullo stadio della Roma ha cercato di giocare la partita della sua popolarità e del difficilissimo tentativo di riscatto, è voluta andare avanti lo stesso. E a denunciarla per la vicenda della variante, dando il via all' inchiesta, è stato un esposto presentato dall' architetto ex cinque stelle Francesco Sanvitto.

RAGGI - ACCORDO SULLO STADIO .itRAGGI - ACCORDO SULLO STADIO
Basti questo per farsi un' idea di quanto all' interno di quel mondo e di quegli assetti capitolini il caso stadio sia divisivo e fonte di contrasti tra il mondo della Raggi e la Raggi. Ci sono due municipi di Roma in cui i 5 stelle non favorevoli allo stadio remano contro il progetto e creano debolezza ulteriore nella debolezza della sindaca. E la valutazione del progetto stadio non è stata affidata infatti, come avrebbe dovuto essere, alla Commissione urbanistica dei due municipi competenti, il IX e il XI, che si erano espressi in maniera negativa, ma delegata dall' assessore della giunta capitolina alla sola commissione Sport dell' Eur. Da qui, secondo l' esposto di Sanvitto l' irregolarità per accelerare i tempi e per favorire ancora una volta Parnasi.

L' INTRECCIO

E così le difficoltà di gestione politica da parte della Raggi, in un contesto del genere, non possono che aumentare. Cresce la fronda M5S insomma contro l' opera di Tor di Valle.
RAGGI - ACCORDO SULLO STADIO DRAGGI - ACCORDO SULLO STADIO
Dall' azienda dei rifiuti - lo scandalo delle intercettazioni sull' Ama tra la sindaca e il numero uno della partecipata è ancora incandescente -ai piani urbanistici, le azioni della magistratura s' intrecciano intorno alla sindaca con le denunce degli ex grillini e con parte della sua maggioranza che sullo stadio proprio non vuole seguirla e i cui dubbi sono destinati a pesare sul destino complessivo di questa stagione politica ormai sempre più declinante.


IL GIP: VIOLAZIONI DI LEGGE SULLE VARIANTI DEI LAVORI
Valentina Errante e Adelaide Pierucci per ''Il Messaggero''


stadio romaSTADIO ROMA
Non c' è pace per Virginia Raggi. Dopo l' arresto di Marcello De Vito e le polemiche sul caso Ama, è il gip Costantino De Robbio a respingere la richiesta di archiviazione di un fascicolo sulla variante per lo stadio di Tor di Valle e restituire alla prima cittadina lo status di indagata per abuso d' ufficio. Il giudice ravvisa «un' evidente violazione di legge» nel mancato esame da parte del consiglio comunale, del verbale della Conferenza dei servizi che, a dicembre 2017, approvava il progetto, prevedendo una serie di prescrizioni per la società incaricata.

BEPPE GRILLO IN CAMPIDOGLIO PER LO STADIO DELLA ROMABEPPE GRILLO IN CAMPIDOGLIO PER LO STADIO DELLA ROMA
Per il gip, che dà alla procura due mesi di tempo per le nuove indagini sull' eventuale dolo di Virginia Raggi, occorre approfondire la sussistenza e le eventuali ragioni della violazione che potrebbero «superare le argomentazioni del magistrato inquirente in tema di dolo intenzionale». Il pm, nella richiesta di archiviazione, aveva infatti sostenuto che non ci fosse volontà, da parte della sindaca di violare la legge. E adesso De Robbio indica alla procura quali passi compiere per fare luce su una circostanza tutt' altro che definita, citando anche i testimoni che dovranno essere ascoltati nelle prossime settimane.

LA VICENDA
stadio olimpico romaSTADIO OLIMPICO ROMA
Era stato Francesco Sanvitto, urbanista e Cinquestelle epurato, a presentare l' esposto che la procura aveva deciso di archiviare. L' esponente dell' associazione Tavolo della libera urbanistica, affermava che «il verbale della Conferenza dei Servizi non solo non è stato sottoposto alla prima seduta utile, ma non è stato mai sottoposto al Consiglio Comunale». In particolare, la pubblicazione sarebbe dovuta intervenire dopo che la variante «fosse stata eventualmente approvata dal Consiglio Comunale». Sanvitto si è opposto alla richiesta della procura e ha ben argomentato, visto che De Robbio «non accoglie la richiesta di archiviazione per Virginia Raggi e dispone nuove indagini».

stadio della romaSTADIO DELLA ROMA
ALTRE INDAGINI Nell' ordinanza, De Robbio indica anche quali accertamenti dovranno essere fatti dalla procura. Innanzi tutto la convocazione dei testi: il presidente della commissione urbanistica del IX municipio, Paolo Mancuso, e il consigliere municipale Paolo Barros, che dovranno chiarire perché non sia stato acquisito il parere della commissione urbanistica sull' iter di approvazione della delibera su Tor di Valle. Quindi il pm dovrà approfondire «la sussistenza e le eventuali ragioni della evidente violazione di legge nel mancato coinvolgimento nel procedimento amministrativo del Consiglio comunale».

Fonte: qui

''ROMA È IN MANO A UNA LOBBY OPACA''. 
E LEI LA CONOSCE BENE. PINUCCIA MONTANARI, UNA DEGLI ASSESSORI CHE HA RESISTITO PIÙ CON LA RAGGI, SI TOGLIE QUALCHE SASSOLINO DALLE SCARPE: ''LA SINDACA VOLEVA FAR FALLIRE L'AMA COSÌ DA PRIVATIZZARLA''. 
''LA DIRIGENTE DEL MIO ASSESSORATO SI È DIMESSA PER DISPERAZIONE''
Giuseppe Salvaggiulo per ''La Stampa''

Roma in mano a una lobby opaca, che indirizza la sindaca Raggi. Grillo impotente. I dissidi interni. Le filiere di potere. Pinuccia Montanari racconta la sua verità. Chiamata a Roma a fine 2016, se ne è andata l' 8 febbraio, dopo che la giunta Raggi ha bocciato il bilancio di Ama, l' azienda comunale dei rifiuti, e poco prima del licenziamento del presidente, Lorenzo Bagnacani, che ha depositato gli esposti e gli audio della sindaca su cui indaga la Procura.
lorenzo bagnacani pinuccia montanariLORENZO BAGNACANI PINUCCIA MONTANARI

Che effetto le ha fatto ascoltarli?
«In pubblico la Raggi ci sosteneva. In privato, come dimostrano gli audio, mostrava un' altra faccia».

Bagnacani parla di pressioni. Le ha subite anche lei?
«Su di me non potevano esercitarle. Ma ho assistito a quelle di Franco Giampaoletti, direttore generale del Comune, su Rosalba Matassa, ottima dirigente del mio assessorato, perché cambiasse il suo parere positivo al bilancio di Ama».

La dirigente come reagì?
«Era disperata. Alla fine si è dimessa. Il suo successore ha poi fatto quello che Giampaoletti voleva».

La Raggi obietta: anche il collegio sindacale di Ama aveva dato parere negativo.
«Un' informazione inesatta. In un primo momento aveva dato parere favorevole. Ma a distanza di mesi, e nonostante fosse decaduto secondo pareri giuridici indipendenti e autorevoli, lo stesso collegio ha ribaltato il parere. Una vicenda non solo sorprendente e rarissima, ma anche inquietante».

In che senso?
pinuccia montanari virginia raggi lorenzo bagnacaniPINUCCIA MONTANARI VIRGINIA RAGGI LORENZO BAGNACANI
«Durante la giunta dell' 8 febbraio chiesi a Giampaoletti se era vero che quel parere era stato cambiato dopo che lui aveva preso un caffè col presidente del collegio sindacale, Marco Lonardo. Lui confermò. E qui mi fermo, perché c' è un' inchiesta penale in corso».

Che altro successe in quella giunta, l' ultima per lei?
«Giampaoletti mi mostrò per la prima volta la delibera che bocciava il bilancio dell' Ama: "Assessore, c' è da firmare". Una scorrettezza assoluta».

E gli altri assessori?
«Margherita Gatta condivideva le mie perplessità. Ma votò a favore dopo che Marcello De Vito (allora presidente dell' Assemblea capitolina, poi arrestato per corruzione, ndr), le si avvicnò sussurrandole qualcosa all' orecchio».

Fu stupita?
«Solo in parte. Negli ultimi mesi tra Raggi e De Vito c' era totale sintonia».

Poi cosa successe?
«Io votai contro e mi dimisi. Grillo, che avevo informato perché era stato lui a chiedermi di fare l' assessore a Roma nel 2016, mi disse che sulla mia rimozione erano irremovibili e lui non poteva essere d' aiuto».

Sa se Grillo ne ha parlato con la Raggi?
«Certo, l' ha anche tacciata di ingratitudine nei miei confronti. Poi mi ha detto che avevo fatto bene ad andarmene».
pinuccia montanari virginia raggiPINUCCIA MONTANARI VIRGINIA RAGGI

Per la sua esperienza, che ruolo ha Grillo nel M5S?
«Ne custodisce i valori, ma non può far nulla. Ha scarsa voce in capitolo, almeno su Roma».

Nei mesi precedenti aveva provato a parlare con la Raggi?
«Era totalmente inaccessibile, schermata dai suoi collaboratori».

Come comunicavate?
«Con il sistema delle chat. Un meccanismo terrificante che, all' occorrenza, serve a colpire implacabilmente le persone che dissentono, per delegittimarle».

Chi è Giampaoletti, con cui lei si era scontrata in Campidoglio?
«Direttore generale del Comune e più stretto collaboratore della sindaca. Come Lemmetti, portato a Roma dall' avvocato Luca Lanzalone, che nel suo ufficio lasciava la valigia ogni volta che passava da Roma».

A Genova vi eravate incrociati?
«Con Giampaoletti no. Con Lanzalone una volta. L' aveva chiamato il segretario generale del Comune per una consulenza sull' azienda trasporti».

Chi era il segretario generale?
«Mariangela Danzì, attuale capolista del M5S alle Europee nel Nord-Ovest. Altro personaggio importante. Molto amica di Pietro Paolo Mileti, segretario generale del Campidoglio, a sua volta legatissimo a Giampaoletti. Stessa, unica filiera».

Ovvero?
FRANCO GIAMPAOLETTI 1FRANCO GIAMPAOLETTI 
«Lanzalone, Lemmetti, Giampaoletti. Gli ultimi due hanno brindato alla buvette del Campidoglio la sera delle mie dimissioni».

Lanzalone l' ha poi ritrovato a Roma?
«Ce lo presentarono Bonafede e Fraccaro come un giurista a nostra disposizione».

Il suo ruolo nasce dal rapporto con Grillo?
«Non mi risulta. Ho ragione di credere che nasca a Milano, non a Genova».

Che idea si è fatta del licenziamento di Bagnacani?
«Vergognoso, come il mio isolamento. Cacciati perché portavamo avanti i valori del M5S».

Chi prende le decisioni in Campidoglio: la sindaca?
«No. Mi sono fatta l' impressione che a comandare sia una lobby opaca. Lei non conta più molto, a quanto vedo. Pare eseguire le direttive delle persone che la circondano».

Ama è un' azienda decotta?
gianni lemmetti e compagna (3)GIANNI LEMMETTI E COMPAGNA
«Sciocchezze. È solida e ricca. Dal punto di vista industriale può essere una macchina da guerra. Ma Lemmetti e Giampaoletti avevano altre mire».

Quali?
«Non lo so. Ma certo fa gola un business miliardario garantito per i prossimi 15 anni».

E quindi?
«Se paralizzata e sabotata, Ama può essere poi essere spolpata».

La Raggi dice: Roma era nella merda, per questo ho cacciato Bagnacani.
«Sciocchezze. Tutto quello che abbiamo fatto, con fatica, è stato condiviso con lei. E poi per strada la merda, per usare il suo linguaggio, c' è anche ora che lei si è liberata di noi.
Ma non se ne parla più».

Roma è un capitolo chiuso?
«Scriverò un libro. Titolo: Assesso' nun se po fa'».


"LA SINDACA VOLEVA IL BILANCIO IN ROSSO PER PRIVATIZZARE"
Lorenzo D'Albergo per ''la Repubblica''


Pinuccia Montanari è l' ex assessora all' Ambiente della giunta Raggi. Amica di Beppe Grillo, di Reggio Emilia come l' ex presidente di Ama Lorenzo Bagnacani, non ha dubbi: «Perché dannarsi per chiudere in rosso il bilancio dell' azienda? Perché dopo due rendiconti in rosso una società che vale 7 miliardi e che ha un affidamento per i prossimi 15 anni, dove la garanzia sono i soldi dei cittadini, può essere privatizzata. Ci ho provato in tutti i modi a farli ragionare, per il bene del Movimento.

GIANNI LEMMETTIGIANNI LEMMETTI
Ma la sindaca ha scelto un' altra strada». Uscita dal Campidoglio lo scorso 8 febbraio, alla bocciatura del rendiconto 2017 della municipalizzata, Montanari prefigura il futuro di un' Ama data in pasto ai privati: «Prenderebbero soltanto la parte in cui si fanno lauti guadagni, lasciando al pubblico il resto». Il business dei rifiuti da una parte, lo spazzamento e il decoro dall' altra.

Dottoressa Montanari, ma qualcuno le ha mai detto che il piano era questo?
«No, in caso il contrario. Ma qui parlano i fatti, non le intenzioni. E questo blocco su Ama non aveva senso per chi voleva il bene della capitale».

Deve pensarla così anche Grillo. Si è schierato dalla sua parte.
«Beppe, a livello nazionale, è l' unico che ha capito la situazione. Mi ha anche scritto che in Comune erano irremovibili e che avevo fatto bene ad andarmene. L' unico che conserva i valori 5S è lui. Ma non può far nulla».
E a Roma? I consiglieri difendono la sindaca.
luca lanzaloneLUCA LANZALONE
«Molti di loro hanno espresso vicinanza alle mie posizioni. Ma non tutti si sentono di fare gli eroi. Peccato, la politica ha tempi brevi e l' etica dovrebbe prevalere».

Era presente alle riunioni finite nelle registrazioni pubblicate dall' Espresso?
«Sì, a un incontro».

E che effetto le fa risentire quegli scambi?
«Risentendoli ho pensato che la politica deve avere il massimo rispetto per l' autonomia dei manager. Ieri sera, in tv, ho sentito la sindaca dire che poteva fare quello che voleva su Ama in quanto partecipata al 100%. È la stessa teoria di Lemmetti (Gianni, assessore al Bilancio, ndr). Ma il controllo sulle partecipate è altro».

Lo dicono anche i pareri che Ama ha richiesto a diversi legali Però, poi, il cda è stato comunque allontanato. Quale passaggio le resta più oscuro?
«Il collegio sindacale ha cambiato opinione dopo un caffè con Giampaoletti (Franco, il dg del Comune finito sotto inchiesta per tentata concussione proprio sul caso Ama, ndr). È terribile quello che c' è scritto sull' articolo dell' Espresso. Se fosse vero che il presidente del collegio sindacale ha avuto qualcosa in cambio della modifica del parere, sarebbe gravissimo. Equivarrebbe a falsificare un parere sul bilancio, cambiandolo, per un vantaggio ».

Cosa le diceva Bagnacani in quelle ore?
«Che lui era corretto. E su questo non ho dubbi. Se si deve cambiare un bilancio, occorre farlo solo sulla base di idonea documentazione, che non c' era».
E ora?
«Penso che faranno molta fatica a far digerire quel bilancio in giunta, rischiano di approvare un falso. Io li ho avvertiti».

lorenzo bagnacani 4LORENZO BAGNACANI
Se potesse tornasse indietro?
Cosa direbbe alla sindaca?
«Le suggerirei di esaminare tutti i pareri per farmi un' idea. Ma la sindaca ha scelto la via di Lemmetti e Giampaoletti. Per ora le ha portato lo stallo sul porta a porta, un' azienda senza cda e bilancio. Assistiamo alla lenta agonia di Ama e della città. Noi avevamo iniziato un cambiamento, ma qualcuno lo ha bloccato. A Reggio Emilia, dove il porta a porta è partito nel 2006, oggi la differenziata è all' 80%. Roma avrebbe potuto fare lo stesso. La sindaca non è stata lungimirante».

Ora, però, si difende.
«Stanno dicendo tante fesserie. La storia dei bonus ai dirigenti è falsa. E poi sono passati due mesi e il bilancio desiderato da sindaca, Lemmetti e Giampaoletti non è stato ancora approvato. Perché se il problema era Bagnacani?».

Fonte: qui