9 dicembre forconi

giovedì 8 agosto 2019

CALIFORNIA – LA PLUTOCRAZIA REALIZZATA

California. Il  70 per cento dei 56 miliardari   – possessori di almeno mille miliardi di dollari  –  sotto i  quarant’anni (di cui  il primo è Zuckerberg) abitano qui; 12  di loro a San Francisco.  Circa 76 mila milionari  o miliardari  abitano nelle contee di Santa Clara e San Matteo. La  regione della baia di San Francisco conta più miliardari sulla lista di Forbes 400 di ogni altra area metropolitana, a parte New York.  I dirigenti che abitano nella Silicon Valley (o nella sua gemella  Puget Sound, nel lontano Nord del Washington State)  numerano otto  delle venti persone più ricche del mondo.
Sono, ovviamente, i giovani inventori della creatività digitale, di piattaforme e app del web; ingegneri, matematici, super-intelligenti  e immaturi, immensamente e  fulmineamente  arricchiti  dal sistema Wall Street che valuta le loro  aziende e dunque quotazioni  azionarie  alle stelle,  essendo alimentata la crescita astronomica dalla creazione di denaro dal nulla della Fed. Sono descritti da media, e  si sentono, i nuovi dei.  Hanno il futuro in mano.


Quale futuro “vedono” (e  preparano) costoro per l’umanità?   Quale visione a lungo termine coltivano questi.   Un ricercatore del mondo web, Gregory Ferenstein ,  ha intervistato 147 di loro, fondatori  di start-up, presentando loro anche un questionario.
Per esempio, cosa pensano della feroce ineguaglianza fra  ricchissimi e poverissimi che si è creata in USA? “Tutti gli intervistati hanno affermato che una meritocrazia porta intrinsecamente a un mondo ineguale.  Che la disuguaglianza genera creatività e favorisce la motivazione a cambiare la propria situazione”. 
Per tutti, “la disparità di reddito è una conseguenza naturale del capitalismo e altre forme di governo sono decisamente peggiori del capitalismo perché creano e allocano in modo inefficiente le risorse“. Insomma ripetono senza variazioni la dogmatica del mercato totale.
“Ho quindi chiesto quale percentuale di ricchezza, secondo loro,  dovrebbe essere  dalle persone più ricche in una meritocrazia perfetta.  Otto intervistati su 12 hanno affermato che il 50 percento o più di tutte le entrate sarebbe giusto che andassero al 10 percento superiore. Un’idea molto comune a Silicon Valley”, abitata da “creativi iperproduttivi” che “rendono” 10 volte più di un ingegnere tipo, lavorando 10  volte di più: secchioni, nerd   con l’Asperger in carriera capaci di stare sui computer a creare codice eseguibile per 18 ore al giorno .

La società futura che preparano

Oligarchi di  nuovo tipo, li chiama Ferenstein,  con una precisa visione del futuro del mondo: “una quota sempre più grande di ricchezza economica sarà generata da una sempre  più piccola di persone di grande talento o originali. Tutti gli altri dovranno vivere di mini-job a  tempo parziale nel settore privato, sostenuti da aiuti pubblici”, come i buoni-pasto o la Obamacare.
Così vediamo che questi geni descrivono il futuro come il  loro presente, quello che stanno creando.  In Usa,  ha rilevato McKinsey,  il numero di mini-job a tempo parziale è  aumentato esponenzialmente e ormai riguarda il 20% della forza-lavoro americana.
Che i giganti del web stiano attivamente creando questo mondo del lavoro miserabile e servile, reso vivibile da ciò che Marx chiamava “elemosina proletaria”, è  un fatto oggettivo. “In soli dieci anni, Facebook ha costruito un impero globale che ha superato General Electric in termini di valore di mercato:  e lo ha fatto con solo il 4% della forza lavoro del gigante della Old Economy: 12.000, rispetto a 300.000. Whatsapp  ha  un rapporto ricchezza-lavoro ancora più impressionante: vale  $ 19 miliardi e ha solo 55 dipendenti.  E insieme,  le  due  società raggiungono  una “clientela” di  circa un sesto dell’umanità.  Netflix ha distrutto la gigantesca rete nazionale Blockbuster di 9.000 negozi e 60.000 dipendenti con una forza lavoro più agile di soli 3.700 dipendenti. È facile capire perché: per soli $ 10 al mese, i consumatori di Netflix possono godere di una videoteca illimitata più grande di qualsiasi negozio  di Blockbuster “.  (Blockbuster è  fallita nel 2010).
Mark Zuckerberg , Elon Musk e  Sam Altman (grande finanziatore di star-up)   si sono pronunciati apertamente a favore di un piccolo reddito “di cittadinanza”  per compensare i bassi salari vigenti ed evitare “le perturbazioni”  che può portare all’ordine costituito  una manodopera esposta all’insicurezza permanente.
Come  Marx aveva previsto, il capitalismo nella forma più pura non porta la  concorrenza, ma al suo contrario: alla formazione di grandi monopoli privati.  Oggi Googlecontrolla quasi il 90 percento della pubblicità sui motori di ricerca, Facebookquasi l’80 percento del traffico sociale mobile e Amazon circa il 75 percento delle vendite di e-book negli Stati Uniti e –  ancor più importante –  circa il 40 percento del ” cloud” del mondo. Insieme, Google e Applecontrollano oltre il 95 percento del software operativo per dispositivi mobili, mentre Microsoft rappresenta ancora oltre l’80 percento del software operativo dei  PC del pianeta”.
Senza stupore, qualcuno comincia a notare che questa società non è più il libero capitalismo come lo conosciamo:  è la fine della concorrenza, e anche della mobilità sociale ascendente del ceto medio. Un nuovo ordine sociale avveniristico che porta strane somiglianze col passato. Oscurantista.
Un sistema di caste scientifiche” le quali non hanno bisogno di classe operaia e borghesia, ma solo dei loro dati.

Un “bolscevismo di lusso”

Una società feudale con sistemi di vendita migliorati”,  la dichiara Antonio Garcia Martinez di  Wired,  dove la nuova classe aristocratica tiene a propria mercé intere categorie di servi.
Più propriamente, altri parlano di “bolscevismo di lusso completamente automatizzato”  – nel senso che la ristretta oligarchia dei miliardari del web occupa lo stesso posto della Nomenklatura nello stato bolscevico, che viveva nell’abbondanza e si serviva in negozi riservati ad essa, legittimando  i suoi privilegi   e la sua oppressione sulla società con la “scientificità” della sua teoria  marx-leninista.
Uno di loro, il miliardario e investitore Naval Ravikant (di origini indiane),  ha anzi esposto il fine ultimo del  nuovo ordine instaurato proprio nei termini in cui l’avrebbe fatto un paleo-marxista:  la distruzione di famiglia e di religione.  “La tecnologia del social media dà il massimo potere all’individuo. E ciò  significa il crollo della struttura familiare e della religione … in generale, la tecnologia guida il mondo a sinistra. ”
Infatti, esulta Ravikant, “La sinistra ha vinto la guerra culturale. Ora stiamo solo andando in giro a sparare ai sopravvissuti. ” 
Sinistra? “Quella” sinistra  che anche noi conosciamo, quella della Cirinnà e di Scalfarotto,  del gay pride e di Montenapo o di Attali (“socialista”).   “L’egemonia di un individualismo basato sull’identità di sinistra” . Non è un caso se i miliardari e  la  loro California sono feroci oppositori di Trump ed odiano, soprattutto, i cittadini che lo votano.
Come nel potere bolscevico, la nuova classe miliardaria dei fondatori di  imprese digitali e investitori  costituisce “il  partito interno”,  l’equivalente del  Comitato Centrale. Molto al disotto ,  vive  il “partito esterno”, composto di professionisti qualificati:  ben pagati, però “condannati a una vita di classe media inferiore” a  causa degli altissimi costi  della vita prodotti dalla stessa concentrazione dei miliardari superiori:  colossale rincaro delle case, e degli stessi affitti, nonché delle imposte.
Sotto questa classe  media qualificata ma impoverita (equivalente ai  quadri e  ai semplici iscritti al PCUS, che si mettevano in liste d’attesa decennali per sperare nell’assegnazione di un appartamento non in coabitazione),  ecco la “vasta popolazione dei lavoratori a chiamata”,  equivalenti ai prolet coi minijob,  faticatori e braccianti  del feudalesimo: “Servi che rispondono a un messaggio che ricevono su smartphone come quelli  di un tempo  alla chiamata di un caporale”, dice Martinez.
Ancora  più in basso vediamo lo strato degli “intoccabili: i senzatetto, i tossicomani, i barboni, i criminali”.
La California, e in particolare la Bay Area, riflette già questa realtà neo-feudale”, scrive l’urbanista Joe Kotkin: questo stato con la massima densità di miliardari  è anche quello che,  tenuto conto del  maggior costo della vita, soffre  del massimo tasso di povertà, attestato dal Census Bureau federale. Un  destinatario su tre di qualche assistenza sociale nazionale vive in California, nonostante la California abbia solo il 12 per cento della popolazione americana.  Oggi otto milioni di californiani vivono in povertà, una famiglia su tre non riesce a pagare le bollette, un bambino californiano su cinque vive in miseria. Tornano  malattie medievali come il tifo,  negli accampamenti di senzatetto.  Molte minoranze lavorano nel settore dei servizi in lavori come la guardia di sicurezza , per circa $ 25.000 all’anno;  reddito con cui i lavoratori possono tutt’al più abitare in camper, dormire nelle proprie auto, o  accamparsi negli attendamenti californiani, i più grandi del paese”.  La speranza di comprarsi la casa è finita; gli affitti sono proibitivi.
Il risultato è ovviamente la più rigida e ferrea segregazione: razziale e sociale. Sì, questa sinistra progressista e senza tabù,  antirazzista per  auto-definizione, ha realizzato nei  fatti  la segregazione  che esisteva negli stati del Sud.  I  ricchi  vivono nei loro suburbia murati e  sorvegliati  dalle loro guardie private;  dei poveri non conoscono che i loro servi a chiamata;  la disparità di reddito è  la più efficace delle discriminazioni.

Monopolizzano la libertà di parola

Adesso poi risulta che questi liberisti e libertari – in possesso dei social media come Facebook, Twitter, Youtube  – li usano per stroncare  la libertà di opinione e di espressione Esercitano  – come constatiamo anche sulla nostra pelle  – una vera e propria censura totalitaria del  pensiero e  delle opposizioni, attraverso il politicamente corretto. Le voci in senso ampio “conservatrici”  e i loro blog   vengono  cancellate sistematicamente da Facebook o da Twitter, o da You Tube,   in quanto  – a  giudizio di lor signori o dei loro algoritmi – appaiono venate di “omofobia, xenofobia, odio “, o filo-Trump o scettiche su Greta e l’allarme climatico. Quando non li cancellano, li mettono alla fame, facendo mancare ai  siti e blog conservatori gli annunci pubblicitari.
Bisogna “spezzare  il monopolio di Silicon Valley sulla libertà di parola”, proclamano oggi varie organizzazioni “di destra”  (per gli oligarchi), che si sono trovate appunto ridotte al silenzio da Facebook e Youtube.  Si stanno coalizzando per appellarsi al Primo  Emendamento della Costituzione, che non ammette limiti alla libertà di parola.
Tulsi Gabbard,  la candidata presidenziale  (non di sinistra: è una democratica, diciamo, detestata dall’Establishment ) ha intentato una causa da 50 milioni di dollari contro Google, accusandola di aver sospeso il suo account dopo i primi successi nei dibattiti violando il suo diritto alla libertà di parola; ed ha accusato anche il servizio di posta elettronica Gmail di contrassegnare come “spam” le e-mail che invia agli elettori nel quadro della sua campagna.
Questi comportamenti  sono gravissime lesioni della democrazia perché ormai la gente si informa più su Facebook e Twitter che sui media tradizionali  – e  del resto   gli oligarchi si sono anche comprati, e spesso a prezzi di liquidazione , anche i  tradizionali prestigiosi: da New Republic al Washington Post, da The Atlantic a Time.  “E’ tempo di trattare Google, Facebook, YouTube e Twitter come servizi pubblici”, dice dice Jeremy Carl, della Hoover Institution a Stanford.
Una lotta che è difficile anche cominciare:  gli oligarchi hanno tutto in mano, sono “di sinistra”  e hanno i miliardi,  e vengono ammirati da Wall Street come legittimi vincitori  della competizione di mercato nella giungla della concorrenza. Intanto gli oligarchi hanno instaurato il loro “bolscevismo di lusso automatizzato” con le sue segregazioni,  immobilismi sociali, stagnazione e povertà:  uno stato reazionario a  loro misura. E adesso hanno puntato le carte, ossia i loro mezzi illimitati, sulla loro candidata democratica preferita, la senatrice democratica californiana Kamala Harris,  di cui la Tulsi Gabbard  si sta sempre più mostrando la grande ed efficace  avversaria interna al partito,  “populista”.  Non a caso  Kamala Harris è preferita anche da Soros, e  si dedicano alla raccolta di fondi per lei  gli eredi della famiglia Getty,  che organizzano la raccolta nel “Billionnaire Row” di San Francisco-

Se  Kamala vincesse le presidenziali, con lei entrerebbe alla Casa Bianca l’oligarchia neo-feudale. Fonte: qui

Una svolta per la produzione di energia degli Stati Uniti

Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, nell'aprile di quest'anno le energie rinnovabili hanno brevemente generato più elettricità del carbone,  secondo l'Istituto di economia energetica e analisi finanziaria . Questo sviluppo è significativo per i campioni statunitensi di energia pulita, i sostenitori dell'ambiente e un'industria carboniera che ha ancorato l'energia degli Stati Uniti per gran parte del XX secolo. Il potenziale di energia rinnovabile merita una revisione delle tendenze e delle dinamiche in evoluzione in un settore energetico drammaticamente in evoluzione.
Nuove innovazioni e tecnologie, tra cui l'estrazione di scisto su larga scala, hanno portato a un'abbondanza di petrolio e gas domestici. Il prezzo economico del gas naturale gli ha consentito di superare il carbone come principale fonte di energia americana nel 2016. Ora, le fonti di energia rinnovabile (ad esempio, eolico, solare, idroelettrico e bioenergia) hanno dimostrato di essere in grado di sovraperformare il carbone e si prevede che lo portino al terzo posto posto a lungo termine.



Il gas naturale e le energie rinnovabili si stanno dimostrando più efficienti, più puliti e più economici del carboneInoltre, la centrale a carbone statunitense media ha circa 40 anni e richiede costose manutenzioni e riparazioni. Le nuove centrali a carbone sono più costose da costruire rispetto alle controparti di gas naturale e rinnovabili.
Il carbone è anche la principale fonte di emissioni di carbonio del Paese che contribuisce al cambiamento climatico. L'American Lung Association ritiene che gli effetti dell'inquinamento da carbone uccidano circa 7.500 americani ogni anno.
Questi fattori hanno richiesto un pedaggio significativo. L'industria carboniera che impiegava quasi 900.000 lavoratori americani al suo apice negli anni '20, ora impiega circa 53.000. Secondo  The Week , ci sono più americani "che lavorano nei saloni di bellezza, nelle piste da bowling o in quelle di Arby". Dal 2014, sei delle prime 10 società statunitensi di estrazione del carbone hanno dichiarato una volta il fallimento.

Il presidente Trump tenta di rivitalizzare il carbone statunitense

In questo contesto, sembra strano che Donald Trump abbia fatto una campagna per "porre fine alla guerra al carbone" e "rimettere al lavoro i nostri grandi minatori di carbone" estraendo "carbone pulito e bello". Ha denigrato le energie rinnovabili, sostenendo che "i mulini a vento" (turbine eoliche) producono rumore che "provoca il cancro" e farà diminuire il "75 percento del valore delle case".  Ha criticato l'eccesso di regolamentazione e gli standard ambientali, non le forze del mercato globale, per il declino del carbone.
Questa strategia sembra aver risuonato alle elezioni presidenziali del 2016. Nella maggior parte dei principali stati produttori di carbone, Donald Trump ha vinto con margini dal 15 al 47 percento.
Robert Murray, CEO del principale produttore di carbone Murray Energy, è stato un influente giocatore dietro le quinte. Murray ha donato almeno $ 300.000 all'inaugurazione presidenziale di Trump e altri $ 1 milione a un comitato di azione super politica (PAC) per sostenere l'agenda di Trump per le elezioni del Congresso del 2018.
Un articolo del New York Times del  gennaio 2018 ha   rivelato un "Piano d'azione" redatto da Murray e inviato alla Casa Bianca poco dopo l'inaugurazione che delinea numerose richieste. Alcuni di questi includono l'eliminazione delle normative e degli standard ambientali, come il Clean Power Plan; respingere i risultati scientifici; abbandonare gli accordi internazionali sul clima, come l'accordo sul clima di Parigi; revisione degli standard di sicurezza e salute delle miniere statunitensi; e tagliando il personale dell'Agenzia per la protezione ambientale (EPA) di almeno la metà. L'amministratore dell'EPA Andrew Wheeler, ex lobbista dell'industria del carbone e procuratore di Robert Murray, è stato un alleato chiave. Secondo il  Times, "La Casa Bianca e le agenzie federali hanno completato o sono sulla buona strada per soddisfare la maggior parte delle 16 richieste dettagliate."
Nonostante questi sforzi, la domanda di competitività del carbone non ha visto una svolta significativa.Nei primi due anni di mandato del presidente Trump, più centrali elettriche a carbone sono state chiuse rispetto all'intero primo mandato di Barack Obama , secondo i dati della US Energy Information Administration (EIA). Il solo anno 2018 ha rappresentato un record quasi record per le chiusure di impianti a carbone. La domanda di carbone per la produzione di energia e acciaio sta diminuendo in Europa, il principale obiettivo delle esportazioni di carbone negli Stati Uniti. In Asia, dove la domanda di carbone è ancora in crescita, il carbone statunitense deve affrontare svantaggi logistici e la concorrenza della Cina, il maggiore produttore mondiale di carbone. Guardando al futuro, le proiezioni della VIA del 2019 chiedono che la produzione di carbone diminuisca ancora più rapidamente di quanto avrebbe fatto nell'ambito del piano di energia pulita di Obama.
Una misura attualmente all'esame esecutivo è un mandato di scorte di carbone di 90 giorni ai fini della sicurezza nazionale ai sensi della Defense Production Act. Tale requisito potrebbe gonfiare artificialmente la domanda interna di carbone. Resta da vedere se sarà messo in atto e se, e gli sforzi di riforma complessivi, aiuteranno l'offerta di rielezione di Trump negli stati di estrazione del carbone o non saranno all'altezza delle aspettative fissate nel 2016.

Prospettiva di rischio

Attualmente il carbone produce annualmente il 28 percento dell'elettricità statunitense rispetto al 34 percento fornito da gas naturale e al 18 percento da fonti rinnovabili. A livello globale, il carbone rappresenta circa un terzo della produzione attuale di energia. Mentre circa il 90 percento del carbone degli Stati Uniti viene utilizzato per la produzione di energia, viene anche utilizzato per la produzione di acciaio e produzione di cemento.
L'industria carboniera ha, a volte, aumentato la produttività e aumentato l'occupazione attraverso il mercato di esportazione e in particolare quando i mercati esteri hanno avuto bisogno di integrare le forniture. Gli aumenti della produttività e dell'occupazione sono stati anomalie a breve termine e temporanee a una tendenza altrimenti al ribasso. La VIA USA prevede un leggero aumento del gas naturale nei prossimi decenni, un forte aumento delle energie rinnovabili e un costante declino dell'energia del carbone. Entro il 2050, si prevede che le energie rinnovabili forniranno il 31 percento dell'energia statunitense al 17 percento per il carbone.
Il carbone continuerà sicuramente ad essere una parte significativa del settore energetico globale per il prossimo futuro. È probabile che tale futuro sia caratterizzato da fluttuazioni e diminuzioni della domanda, mutamento delle condizioni normative e di mercato, potenziale di rallentamento della crescita globale e probabilità di continui progressi tecnologici che offrono alternative più pulite ed economiche. Per gli investitori in grado di assumere rischi più elevati, potrebbero esserci opportunità a breve termine nell'acquisto e nel consolidamento delle attività di carbone. Rendere redditizie tali opportunità richiederebbe un attento monitoraggio del mercato e una capacità di reagire rapidamente. Gli investitori più cauti nel settore energetico vorranno diversificare il proprio portafoglio e tenere d'occhio le tendenze che hanno notevolmente ridisegnato il settore negli ultimi anni e alla fine produrranno un mercato dell'energia molto diverso da quello attuale.

Cosa c'è dietro il conflitto tra Stati Uniti e Turchia sull'affare S-400

Secondo il Ministero della Difesa Nazionale turca, il ricevimento del primo lotto di S-400 sistemi di difesa missilistica russa è stata completata il 25 luglio  . Oltre a fare notizia in tutto il mondo e causare una dura risposta da parte degli Stati Uniti, la consegna ha dimostrato la disponibilità della Turchia a fornire difesa indipendente e politiche estere nei propri interessi, nonostante tutte le difficoltà che potrebbe incontrare su questa strada.
Il sistema russo di difesa antimissile S-400, secondo Stratfor, è il "migliore tuttofare". Sono circa 30 anni in via di sviluppo, poiché lo sviluppo è iniziato alla fine degli anni '80, ed è stato annunciato ufficialmente nel 1993.
I primi test di successo del sistema furono condotti nel 1999 a Kapustin Yar ad Astrakhan e l'S-400 fu programmato per essere schierato dall'esercito russo nel 2001. Entro il 2003, il sistema doveva ancora essere schierato in Russia. Dopo varie battute d'arresto è stato finalmente autorizzato per il servizio nel 2007.
  • Il pacchetto S-400 Triumph è composto da un sistema di gestione della battaglia 30K6E, sei sistemi SAM 98ZH6E, carico munizioni 48N6E3 e (o) missili terra-aria (SAM) 48N6E2 e strutture di manutenzione 30TsE. È possibile utilizzare il SAM 48N6E.
  • Un lanciatore Erector Transporter S-400 ha quattro container missilistici. Ogni container può ospitare un 48N6E o quattro missili terra-aria 9M96.
  • L'S-400 può essere utilizzato con un pacchetto semi-mobile di radar e missili montati su rimorchio. Tipicamente, è trainato dal camion russo 6 × 6 BAZ-6402-015.
  • Sono necessari 5-10 minuti per impostare le risorse del sistema dalla posizione di viaggio e circa 3 minuti in più per impostarlo pronto dalla posizione distribuita.
L'S-400 ha un raggio di rilevamento del bersaglio di circa 600 km, pur essendo in grado di tracciare contemporaneamente circa 300 bersagli. La velocità massima dell'obiettivo può essere fino a 4.800 m / s, circa Mach 14.
Può ingaggiare contemporaneamente circa 36 bersagli o 72 missili guidati. Può impegnare un bersaglio aerodinamico a una distanza compresa tra 3 e 250 chilometri, mentre un bersaglio balistico può essere agganciato a 60 chilometri.
  • Le forze armate russe hanno diversi S-400, situati in varie posizioni, nonché piani per equipaggiare l'ammiraglio da battaglia di classe Kirov, l'ammiraglio Nakhimov, con il missile antiaereo 48N6DMK derivato dall'S-400 terrestre. Entro il 2020 la Russia prevede di avere 28 reggimenti S-400, ciascuno composto da due o tre battaglioni. A sua volta, ogni battaglione è composto da almeno otto lanciatori con 32 missili e un posto di comando mobile.
  • Due sistemi S-400 sono impiegati in Siria per l'uso a protezione del personale russo.
  • Dal 2016, la Bielorussia ha due sistemi missilistici S-400, entrambi forniti dalla Russia gratuitamente, secondo un accordo del 2011.
  • La Cina ha ricevuto il suo primo reggimento S-400 nel maggio 2018 e ha effettuato test di successo nell'agosto 2018. Si è verificato un problema in cui la Russia ha dovuto inviare dozzine di missili sostitutivi all'inizio del 2019 da una nave mercantile russa, che secondo quanto riferito trasportava una variante di esportazione della S L'intercettore più avanzato del 400, il 40N6E, fu costretto a tornare a casa a causa dei danni subiti durante una tempesta nel Canale della Manica. Il 25 luglio 2019, la Russia ha iniziato la consegna del secondo S-400 sistema di difesa missilistica reggimento della Cina.
  • Nell'ottobre 2017, l'Arabia Saudita ha annunciato di aver concluso un accordo per la consegna del sistema di difesa antimissile S-400. Non sorprende che il principale alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente non fosse soggetto a sanzioni e costanti avvertimenti sull'acquisto dell'S-400. Nel febbraio 2019, il Regno e la Russia hanno tenuto consultazioni sull'S-400.
  • Il sistema di difesa antimissile S-400 dovrebbe entrare in servizio in India nell'ottobre 2020. Gli Stati Uniti hanno minacciato l'India di sanzioni sulla decisione dell'India di acquistare il sistema di difesa antimissile S-400 dalla Russia. Finora si sta dimostrando efficace quanto le minacce alla Turchia.
  • A partire da gennaio 2018, il Qatar sarebbe stato in trattative avanzate per l'acquisto dell'S-400, ma da allora non sono state fornite ulteriori informazioni.
  • Ci sono varie voci e conferme di funzionari pakistani, iracheni, iraniani ed egiziani per l'interesse verso l'S-400.
Gli Stati Uniti si oppongono fermamente all'acquisto dell'S-400 da parte dei loro alleati, ma principalmente dalla Turchia, poiché la Turchia è stata un partner chiave nel programma F-35 Joint Strike Fighter. Secondo i funzionari statunitensi, c'erano costanti timori che potesse essere usato per rubare i segreti del jet da combattimento. La Turchia, da oltre un anno, sostiene che l'accordo è stato concluso e che gli Stati Uniti non hanno potuto fare nulla per dissuaderlo dagli acquisti nonostante le minacce di sanzioni e altre azioni aggressive.
In un ultimo disperato e abbastanza assurdo sforzo il senatore repubblicano americano Lindsey Graham, presumibilmente a nome del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha suggerito che la parte turca potrebbe scegliere di "semplicemente non accendere" il loro sistema da 2 miliardi di dollari per evitare difficoltà nelle relazioni turco-americane . Questa assurda proposta è stata successivamente ripetuta dal segretario di Stato americano Mike Pompeo.
I media statunitensi affermano che i negoziati su un'offerta degli Stati Uniti per la Turchia di acquistare un sistema missilistico Raytheon Patriot sono ancora in corso nonostante la consegna dell'S-400. Non è chiaro come questo abbia senso, ma il nuovo segretario alla Difesa americano Mark Esper era, dopo tutto, un lobbista di Raytheon. Indipendentemente da ciò, il costo del Patriot proposto è di $ 3,5 miliardi, rispetto al sistema russo da $ 2 miliardi.
Un altro fattore per cui la leadership politica militare americana si oppone alla consegna di sistemi missilistici di difesa aerea all'avanguardia in altri Stati è che tali accordi contribuiscono ai programmi di sviluppo russi in questo campo. In questo momento, l'esercito russo sta sviluppando e testando intercettori del sistema missilistico anti-balistico A-235 Nudol e dell'arma anti-satellite. Il sistema sostituirà quello attuale che difende Mosca e la regione circostante dagli attacchi nucleari, l'A-135 Amur.
Secondo i rapporti, il Nudol opererà in tre fasi:
  • Lungo raggio, basato sull'intercettore 51T6 e in grado di distruggere bersagli a distanze fino a 1500 km e altitudini fino a 800 km
  • A medio raggio, un aggiornamento dell'intercettore 58R6, progettato per colpire bersagli a distanze fino a 1000 km, ad altitudini fino a 120 km
  • A corto raggio (intercettore 53T6M o 45T6 (basato sul 53T6)), con un raggio d'azione di 350 km e un limite di volo di 40-50 km
L'appaltatore principale del progetto è Almaz-Antey, che ha creato gli S-300, S-400 e sta lavorando sull'S-500. Secondo esperti militari, il futuro dei sistemi di difesa antimissile A-235 e S-500 costituirà la base per il sistema di difesa aerospaziale completo e integrato della Russia, che includerà una varietà di moderni strumenti di rilevamento a terra.
L'esperienza e i fondi aggiuntivi ottenuti da Almaz-Antey e dagli esperti militari russi durante l'attuazione degli accordi S-300 e S-400 in tutto il mondo e il loro utilizzo nelle zone di conflitto come la Siria consentiranno alla Russia di rendere i suoi sistemi di difesa aerospaziale ancora più sofisticati e efficace.
Inviato da SouthFront