9 dicembre forconi

giovedì 18 luglio 2019

CHI HA REGISTRATO L'AUDIO? OVVIAMENTE I RUSSI, CHE GIÀ CI PROVARONO CON 'L'ESPRESSO' A FAR SCOPPIARE IL CASO, SENZA SUCCESSO.


MA DOPO IL VIAGGIO DI SALVINI A WASHINGTON, PUTIN CI HA TENUTO A RICORDARE AGLI 'ALLEATI' LEGHISTI COME SI FA LA POLITICA INTERNAZIONALE. TANTO L'AFFARE NON È ANDATO IN BUCA 

IL RUOLO DI FERLENGHI, PIÙ FILO-RUSSO DEI RUSSI, LE DICHIARAZIONI DI SALVINI SU DESCALZI E…



salvini savoiniSALVINI SAVOINI
La più importante e decisiva domanda da farsi sul Russia-gate è: chi ha registrato l’audio dell’incontro di Savoini e compagni all’Hotel Metropol di Mosca? E’ nella logica delle cose che a salvare quella traccia in alta e chiarissima qualità siano stati gli amici di Putin, magari per premunirsi per un eventuale voltafaccia futuro di Salvini. Infatti l’audio è stato registrato a dicembre 2018 e diffuso – visto che l’operazione da 65 milioni di euro non andò in porto - nel momento in cui si comincia a parlare della visita di Salvini a Washington e dei suoi vari incontri con l’ambasciatore Usa in Italia.
Ecco che, cinque mesi fa, una manina russa fa volare l’audio della registrazione in Italia. Ma lo scoop dell’”Espresso” non trova audience e muore lì. Dopodiché il Capitano vola negli Stati Uniti e dopo gli incontri con Pence e Pompeo è più felice di una Pasqua: ora mi sento più forte di un toro, l’Italia deve imboccare la via di Trump, e altre entusiaste dichiarazioni subito recapitate a Mosca.
HOTEL METROPOL MOSCA 1HOTEL METROPOL MOSCA
Dopodiché sbarca Putin in Italia e non ottiene dal governo gialloverde una parola contro le sanzioni europee alla Russia, ricevendo in cambio una insostenibile raccomandazione ad alleggerire la posizione in Crimea. Tornando a casa, la delusione dello zar Vlad è in queste parole: “Sono molto contento di aver incontrato il Papa e Silvio Berlusconi….”. Subito dopo Buzzfeed lancia la bomba audio del Metropol.
Ed è ovvio che la manina è russa. Ma il vero problema è un altro: tipini come Savoini e l’avvocato massone Gianluca Meranda dovevano essere consapevoli che gli amici di Putin avrebbero registrato l’incontro d’affari e politica. Lo fanno da sempre e qualsiasi habitué italico a Mosca lo sa perfettamente.
matteo salvini e gianluca savoini a villa abamelekMATTEO SALVINI E GIANLUCA SAVOINI A VILLA ABAMELEK
L’uomo chiave della storiaccia si chiama Ernesto Ferlenghi, un funzionario dell’Eni che da una vita vive a Mosca. Entra in contatto con Savoini perché mira ad essere l’uomo di riferimento italiano in Russia. Fino al fatal incontro con il leghista, Ferlenghi è sempre stato osteggiato dai funzionari dell’ambasciata italiana a Mosca perché considerato troppo filo-russo. Oggi è felice: via Salvini, viene nominato presidente del forum di dialogo Italia-Russia al posto di Luisa Todini, messa lì a suo tempo da Gianni Letta.
ernesto ferlenghi 8ERNESTO FERLENGHI 
Tra l’altro l’ambasciata italiana aveva proposto come presidente del Forum un imprenditore che aveva attività con la Russia come Tronchetti Provera, tant’è che il suo uomo a Mosca, Aimone di Savoia, negli ultimi giorni diceva apertamente che era fatta per il presidente di Pirelli. Ma gli interventi di Salvini, via Savoini, hanno partorito la nomina di Ferlenghi.

gianluca merandaGIANLUCA MERANDA
E il lavoro di Ferlenghi ai fianchi di Salvini produsse subito una mirabolante dichiarazione a favore dell’Ad dell’Eni Claudio Descalzi, nei guai fino al collo con la Procura di Milano per lo scandalo Nigeria: “Lo stimo e ringrazio lui e l'Eni per quello che fanno in Italia e nel mondo”. E ancora: “Un sistema Paese dovrebbe tutelare le sue aziende migliori. Dico solo questo e non commento le sentenze”.
Ma sia Trump sia Putin non perdonano a Salvini il solito immortale vizio italico di tenere il piede in due scarpe e di non finire mai la guerra con il proprio alleatoAnche se politicamente si era abbastanza posizionato su Trump, il Capitano sotto sotto ha sempre mantenuto aperti i rapporti con Mosca. Ma Donald ha offerto al leghista solo promesse e incitamenti a spaccare l’Unione Europea. Concretamente, nisba. E vista anche la sonora sconfitta al Parlamento Europeo, urge per Salvini un corso di politica internazionale.


GLI 007 ITALIANI MONITORAVANO I MOVIMENTI DI GIANLUCA SAVOINI E DI CLAUDIO D'AMICO, I DUE FEDELISSIMI DI SALVINI RITENUTI EMISSARI PER I RAPPORTI CON LA RUSSIA. LA CONFERMA ARRIVA DOPO L'AUDIZIONE DEL DIRETTORE DELL'AISE LUCIANO CARTA DI FRONTE AL COMITATO DI CONTROLLO PARLAMENTARE…



CLAUDIO DAMICO - MATTEO SALVINI - GIANLUCA SAVOINICLAUDIO DAMICO - MATTEO SALVINI - GIANLUCA SAVOINI
I servizi segreti italiani monitoravano i movimenti di Gianluca Savoini e di Claudio D' Amico, i due fedelissimi di Matteo Salvini ritenuti emissari per i rapporti con la Russia. La conferma arriva dopo l' audizione del direttore dell' Aise Luciano Carta di fronte al Comitato di controllo parlamentare. Ma i dettagli rimangono segreti perché, come chiarisce l' alto funzionario, «è in corso un' inchiesta della magistratura milanese, dunque nulla può essere rivelato». Al Copasir Carta assicura che «la vicenda non ha rappresentato un pericolo per la sicurezza nazionale».

Il direttore dell' Agenzia parla per quattro ore e la seconda parte del suo intervento - dopo l'analisi sul dossier Libia - è tutta dedicata alle «influenze e ingerenze dei russi in Italia». Per ribadire che l' attenzione, anche con l' arrivo al governo della coalizione Lega-Movimento 5 Stelle, non è calata e soprattutto che «ci sono interferenze, come dimostrano le numerose operazioni effettuate negli ultimi mesi».

SAVOINI D AMICOSAVOINI D'AMICO
Il direttore sottolinea anzi che c' è stato un «continuo e crescendo attivismo» degli 007 e questo ha portato a numerosi risultati nell' attività di controspionaggio e dunque nel fronteggiare proprio le numerose intrusioni russe che sembrano essere aumentate proprio negli ultimi mesi. La prossima settimana sarà il direttore dell' Aisi, il servizio segreto interno, a dover riferire alle Camere ma anche nel suo caso esiste il problema del segreto istruttorio.

Nei prossimi giorni il Copasir chiederà alla Procura di trasmettere tutti i documenti che è possibile rendere noti proprio per ricostruire quale sia stato il ruolo effettivo di Savoini nella trattativa con i russi registrata all' hotel Metropol nell' ottobre del 2018 in cui parlava a nome della Lega. E dunque la natura del legame con il leader leghista Matteo Salvini di cui è stato per anni il portavoce. Fonte: qui



'LA VERITÀ': ''LE CARTE BOMBA ANNUNCIATE DALL''ESPRESSO'? 

SONO SOLO RUMOROSI PETARDI. AVEVAMO GIÀ PUBBLICATO LE MOSSE DI MERANDA, CHE HA TACIUTO CON GLI INQUIRENTI, LE SUE OFFERTE A GAZPROM E ROSNEFT, MAI ANDATE IN PORTO. LA BANCA PER CUI AVREBBE LAVORATO ERA ESCLUSA DALLA TRATTATIVA''

Giacomo Amadori Alessandro Da Rold per “la Verità

GIANLUCA MERANDA 1GIANLUCA MERANDA
Le presunte bombe dell' Espresso in edicola domenica prossima sulla prosecuzione della trattativa tra i traffichini dell' hotel Metropol e compagnie petrolifere russe, i lettori della Verità le avevano già apprezzate su questo giornale lo scorso 14 luglio, quando davamo conto di come, dopo l' incontro del 18 ottobre, Gianluca Meranda fosse tornato a Roma e il 20 avesse informato i suoi assistiti della banca Euro-Ib sulla possibilità di acquistare dalla Rosneft a buon prezzo 3 milioni di tonnellate di petrolio, lo stesso quantitativo citato nella registrazione del Metropol. Come ha confermato Glauco Verdoia, responsabile della banca all' Espresso, dopo averlo fatto con noi. Da notare che Verdoia non è mai stato convocato dai magistrati e Euro-Ib è parte lesa nella vicenda.
sede gazpromSEDE GAZPROM
La Verità scrisse anche che «tra il 12 e il 14 dicembre Meranda era tornato a Mosca e dalla Russia aveva scritto a Verdoia questo Whatsapp: "Non ci sono sviluppi". Avevamo poi aggiunto che l' avvocato, a inizio 2019, tentò di cambiare cavallo e si rivolse, per acquistare petrolio in Russia a un noto lobbista romano con solidi rapporti a Mosca. Ma anche in questo caso non si concretizzò nulla». Insomma che Meranda abbia cercato di portare avanti la trattativa in modo autonomo e probabilmente insieme con Gianluca Savoini è già stato scritto da questo giornale.
L' Espresso ha aggiunto che Meranda l' 8 febbraio avrebbe fatto, a ridosso proprio dello scoop dei colleghi, un' altra offerta, questa volta indirizzata a Savoini per Gazprom ma, a quanto risulta al nostro giornale, mai arrivata alla società russa.
GIAN LUCA MERANDAGIANLUCA MERANDA
La Verità, insomma, aveva già anticipato tutto delle mosse di Meranda, l' avvocato cacciato dalla massoneria e in difficoltà economiche, intercettato a un tavolo del Metropol insieme con il leghista Gianluca Savoini e Francesco Vannucci, un ex bancario toscano della Margherita. I tre sono indagati per corruzione internazionale. Ieri Meranda è stato ascoltato al comando della Guardia di finanza vicino alla stazione centrale di Milano, proprio come Savoini.
Accompagnato dall' avvocato albanese Ersi Bozheku del foro di Tirana, Meranda si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha ribadito uscendo con i cronisti quanto scritto nella sua lettera a Repubblica della scorsa settimana. «Vedremo cosa farà la magistratura», ha spiegato uscendo dalla caserma. «Credo nel lavoro dei magistrati e confido facciano le indagini in modo sereno e con la tempistica propria che indicano gli inquirenti», ha invece commentato l' avvocato Bozheku. Del resto il pezzo dell' Espresso non fa che confermare come in realtà la trattativa fosse più che mai aleatoria.
IL LIBRO NERO DELLA LEGA GIOVANNI TIZIAN STEFANO VERGINEIL LIBRO NERO DELLA LEGA GIOVANNI TIZIAN STEFANO VERGINE
La Verità può aggiungere altri dettagli. E spiegare come i colleghi Giovanni Tizian e Stefano Vergine non abbiano raccontato fino in fondo quale sia stata la fine di quei documenti che, stando al banchiere di Euro-Ib Glauco Verdoia, non sono arrivati a Gazprom: «Non ero nemmeno a conoscenza della nuova offerta dell' 8 febbraio 2019 rivelata dall' Espresso». Non solo. Il settimanale ha dimenticato di ribadire che quella transazione era morta e sepolta «nelle chiacchiere di metà dicembre» e «che la banca non era minimamente a conoscenza delle possibilità che i soldi sarebbero stati destinati alla Lega» di Matteo Salvini.
E ancora. Euro-Ib non ha mai avuto contatti con Eni, a parte una compliance interna che non ha mai portato alla chiusura di transazioni.
Per di più nel pezzo dell' Espresso si legge che sarebbe stata la banca inglese a fare il nome di Eni con Gianluca Savoini, ma in realtà è stato Meranda a farlo. Anche perché Verdoia non ha mai visto, conosciuto o parlato con Savoini. Per di più nell' articolo di Tizian e Vergine è stata omessa tutta la parte del ribaltamento della maggior parte dello sconto ai compratori finali e il fatto che la banca avrebbe contattato tali compratori solo ad avvenuta conferma della fornitura.
Giovanni Tizian Tommaso Cerno e Fabrizio GattiGIOVANNI TIZIAN TOMMASO CERNO E FABRIZIO GATTI
Verdoia lo ha ribadito ieri: «È una vicenda che è peraltro rimasta sempre allo stato embrionale non avendo mai raggiunto nessuna concretezza». Non solo. In pratica l' unico destinatario è stato sempre Meranda che ha confezionato anche il secondo documento inviato a Savoini. In sostanza di ruoli attivi da parte delle compagnie petrolifere non c' è ombra. Anzi. Proprio nell' inchiesta pubblicata dal settimanale si leggono le prese di posizione di Rosneft e di Eni.
La prima scrive: «Non abbiamo avuto alcun ruolo nell' operazione descritta». Del resto, non l' avevano neppure ricevuto. La seconda è ancora più forte: «Eni ribadisce di non aver preso parte in alcun modo a operazioni volte al finanziamento di partiti politici. E tiene a precisare che, in presenza di qualsiasi illazione volta a coinvolgerla in presunte operazioni di finanziamento a parti politiche, si riserverà di valutare le opportune vie legali a tutela della propria reputazione».
Fonte: qui
ROSNEFTROSNEFT


I FONDI PER LA LEGA SAREBBERO DOVUTI PASSARE PER L'ISTITUTO “EURO-IB”, CON SEDE A LONDRA, CHE HA DUE DIPENDENTI E UN BILANCIO MISERO, NON CERTIFICATO, IN PERDITA, CON UN CAPITALE SOCIALE DI 241 MILA STERLINE 

E LLOYDS BANK HA IN PEGNO UNA PARTE DEL PATRIMONIO PER UN PRESTITO EROGATO IL 13 MAGGIO 

L’ISTITUTO HA POCHI AFFARI E TRE UFFICI: LONDRA, FRANCOFORTE E ROMA…NELL’EX STUDIO (PERCHE’ E’ STATO SFRATTATO) DI GIANLUCA MERANDA...

Mario Gerevini per il “Corriere della sera”

GIANLUCA MERANDA 1GIANLUCA MERANDA 
La banca d'affari anglo-tedesca al centro dell' affaire Metropol è un promettente sito web dietro il quale non c' è alcuna banca ma una finanziaria privata con due dipendenti e un bilancio da pizzeria. Prima di arrivare a Londra, alla porta anonima della sede di Euro-IB Limited, riassumiamo la vicenda: il 18 ottobre 2018 tre russi e tre italiani seduti intorno a un tavolo dell' Hotel Metropol di Mosca, tra caffè sigarette e microfoni che registrano, trattano la possibile compravendita di 3 milioni di tonnellate di petrolio da un' azienda russa all'Eni (che ha smentito più volte).

Una foto del novembre 2016 tratta dal profilo Facebook di Claudio D’Amico con Salvini e SavoiniUNA FOTO DEL NOVEMBRE 2016 TRATTA DAL PROFILO FACEBOOK DI CLAUDIO D’AMICO CON SALVINI E SAVOINI
Il piano prevede, in sintesi, che l' azienda russa venda il carburante a un intermediario con lo sconto del 6% e poi l' intermediario rivenda a prezzo pieno all' acquirente finale, creando così la provvista da girare, in nero, alla Lega (65 milioni) e ai funzionari russi.
Valore dell' operazione: 1,5 miliardi di dollari. Il presunto affare però non si sarebbe mai chiuso e ora indaga la Procura di Milano. Ma chi è l' intermediario? Dei tre russi sappiamo poco. I tre italiani (tutti indagati) sono:

1) Gianluca Meranda, 49 anni, un vero avvocato di sedicenti affari internazionali, in difficoltà con gli affari personali (sfrattato dallo studio per morosità come ha scritto La Verità ) che dice di rappresentare la banca anglo-tedesca;
FRANCESCO VANNUCCIFRANCESCO VANNUCCI

2) Francesco Vannucci, 62, ex bancario e sindacalista in pensione che si è riciclato con risultati altalenanti, a livello provinciale, come sedicente esperto (anzi: advisor) di finanza;

3) Gianluca Savoini, 55 anni, folgorato sulla via di Mosca, selfie made man con Putin in sottofondo, legatissimo a Matteo Salvini e ancor di più a Claudio D'Amico, il geometra ex deputato nello staff del vice premier come esperto di strategie internazionali.

gianluca merandaGIANLUCA MERANDA
Che cosa colpisce di questo quadro? Il livello (anzi: lo standing). La posta in gioco (e le cifre) suggerirebbero la presenza di negoziatori di ben altra caratura, per quanto spregiudicati, e di professionisti della finanza altrettanto qualificati e disinvolti. Invece sembrano faccendieri da quattro soldi.

Però, si diceva, c'è una banca di mezzo ed è quella che potrebbe dare spessore e qualità alla task force italiana. Ne parla l'avvocato Meranda nella lettera in cui fa outing: «Specifico di aver partecipato alla riunione (...) in qualità di General Counsel (cioè capo dello staff legale, ndr ) di una banca d'affari anglo-tedesca interessata all'acquisto di prodotti petroliferi di orgine russa».

È proprio la «nostra» Euro-IB. È l'intermediario. E L' Espresso , che per primo ha fatto emergere il caso Metropol, ha appena anticipato l'uscita di nuovi documenti su carta intestata Euro-IB. Dunque il perno dell' operazione da 1,5 miliardi è dietro una porta al piano strada di County Street 87.

GIANLUCA SAVOINIGIANLUCA SAVOINI
«Euro-IB è una Banca d' Investimenti e Corporate Finance - dice il sito - Il nostro management ha alle spalle un' esperienza con banche internazionali». Il loro bilancio è però desolatamente striminzito, non certificato, in perdita, con un capitale sociale di 241 mila sterline e Lloyds Bank ha in pegno una parte del patrimonio a fronte di un piccolo prestito erogato il 13 maggio scorso.

Pochi affari e tre uffici: Londra, Francoforte e Roma. Dove a Roma? 

Nello studio (ex dopo lo sfratto) di Meranda. Il telefono è lo stesso. 

L' avvocato è indicato nel sito web della società come uno dei sei top manager del team guidato dal tedesco Alexander von Ungern Sternberg, azionista di maggioranza. Ne fa parte un secondo nostro connazionale, Glauco Verdoia che oggi prende le distanze da Meranda. Caso vuole che Verdoia sia socio d' affari vinicoli dell' altro italiano del Metropol, il pensionato Vannucci. Sembra un mix tra una spy story e un film di Totò. E tutto riconduce alla Euro-IB la banca d' affari che banca non è e che nella City nessuno ha mai sentito nominare. Fonte: qui


CHI HA FREGATO SAVOINI? 
È STATO UNO DEI TRE ITALIANI PRESENTI AL METROPOL A REGISTRARE L’AUDIO PUBBLICATO DA "BUZZFEED", CHE SAREBBE STATO DIFFUSO DAI RUSSI 
LA GUARDIA DI FINANZA VUOLE FAR LUCE ANCHE SULLA CENA DELLA SERA PRIMA, A CUI AVREBBERO PARTECIPATO SALVINI, SAVOINI, FERLENGHI E…


Cristiana Mangani per “il Messaggero”

Una foto del novembre 2016 tratta dal profilo Facebook di Claudio D’Amico con Salvini e SavoiniUNA FOTO DEL NOVEMBRE 2016 TRATTA DAL PROFILO FACEBOOK DI CLAUDIO D’AMICO CON SALVINI E SAVOINI
Sarebbe stato uno dei tre italiani presenti alla trattativa dello scorso 18 ottobre all'hotel Metropol a registrare l'audio al centro delle indagini della Procura di Milano sui presunti fondi russi alla Lega. Nel fascicolo sono indagati per corruzione internazionale Gianluca Savoini, il presidente leghista dell'Associazione Lombardia-Russia, l'avvocato Gianluca Meranda e l'ex consulente bancario Francesco Vannucci.

matteo salvini vladimir putin luigi di maioMATTEO SALVINI VLADIMIR PUTIN LUIGI DI MAIO








La ricostruzione sulla registrazione e la diffusione dell'audio, al momento, è solo un'ipotesi di lavoro, sulla quale stanno lavorando i pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta, che ieri hanno depositato alcuni atti dell'inchiesta - quanto necessario per dare un quadro generale di una indagine andata avanti per cinque mesi sotto traccia - in vista dell'udienza davanti al Tribunale del riesame, prevista per il 5 settembre, per discutere del ricorso presentato degli indagati contro i sequestri avvenuti un paio di settimane fa.
vladimir putin e gianluca savoiniVLADIMIR PUTIN E GIANLUCA SAVOINI

Qualora fosse vero che la conversazione su una fornitura di petrolio, che prevedeva una tangente per i burocrati di Mosca e fondi in nero per circa 65 milioni alla Lega, sia stata registrata da un italiano presente all'incontro - essendo la fonte segreta non si può escludere che la diffusione sia avvenuta per mano di un russo - il campo si restringe.

IL FILE AUDIO
l ipotesi di passaggio dei soldi dalla russia alla lega attraverso eniL IPOTESI DI PASSAGGIO DEI SOLDI DALLA RUSSIA ALLA LEGA ATTRAVERSO ENI










Tra gli atti messi a disposizione dei legali, ci sono le trascrizioni della registrazione su quell'affare legato alla compravendita di petrolio, ma anche una relazione sulle modalità con cui è stato acquisito quel file audio di cui i tecnici hanno verificato l'autenticità e l'assenza di manomissioni.

MATTEO SALVINI E GIANLUCA SAVOINI A MOSCA NEL 2014MATTEO SALVINI E GIANLUCA SAVOINI A MOSCA NEL 2014
Da quanto emerge dall'informativa, è stato convocato al quarto piano del Palazzo di Giustizia uno dei due giornalisti che per primi hanno scritto della vicenda e lo scorso 18 ottobre si trovavano nel grande albergo moscovita ma, come loro stessi hanno raccontato, a debita distanza dal meeting. Dall'analisi di quella conversazione, oltre all'ipotesi che a fare la registrazione con un cellulare possa essere stato uno dei partecipanti italiani alla trattativa, i pm sono certi che ci siano state altre riunioni precedenti.
matteo salvini gianluca savoini a moscaMATTEO SALVINI GIANLUCA SAVOINI A MOSCA


Inoltre hanno anche qualche indicazione su chi possano essere i tre russi, Andrey, Yuri e Jlia, presenti quella mattina nella hall dell'hotel. Se Jlia ritengono sia Jakunin, manager vicino a Vladimir Pligin, esponente di rilievo del partito di Putin Russia Unita, uno degli altri due è quasi certamente un funzionario pubblico.

LA ROGATORIA
GIANLUCA SAVOINI - FRANCESCO VANNUCCI - ALEKSANDR DUGINGIANLUCA SAVOINI - FRANCESCO VANNUCCI - ALEKSANDR DUGIN
In attesa che parta la rogatoria per la Russia, gli investigatori della Gdf stanno analizzando il materiale sequestrato durante le perquisizioni. Vogliono fare luce anche su un'altra cena che si sarebbe invece tenuta la sera prima, sempre a Mosca, alla quale avrebbero partecipato, tra gli altri, il vicepremier Matteo Salvini, lo stesso Savoini, il presidente di Confindustria Russia e manager Eni Ernesto Ferlenghi e Luca Picasso, direttore di Confindustria Russia, oltre a Claudio D'Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del leader della Lega. Ieri Salvini ha ironizzato su ulteriori fondi: «Non ho ancora finito di nascondere i rubli, dopo mi occupo del Marocco, buona caccia».

Fonte: qui

Cade la prima testa dell’era Von der Leyden: un francese al posto di Martin Selmayr, potente e discusso segretario generale della Commissione


© Fornito da Business Insider Italia A sinistra, il tra poco ex segretario generale della Commissione Europea, il tedesco Martin Selmayr porta un pacco di documenti dell'ex Presidente Jean-Claude Juncker. John Thys/AFP/Getty ImagesCade la prima testa importante nei palazzi europei a Bruxelles con l’avvicinarsi dell’era di Ursula van der Leyden e la fine di quella del lussemburghese Jean-Claude Juncker, di cui il potente segretario generale Selmayr era lo snodo burocratico più significativo. Un cambio importante e un segnale significativo per i risvolti politici ed amministrativi nella conduzione di Palazzo Barlaymont a Bruxelles, la sede della Commissione europea.Selmayr


Effettivamente tra i primi segnali della nuova presidenza c’è proprio l’addio del tanto discusso segretario generale della Commissione europea, il tedesco Martin Selmayr, che lascerà il suo posto a Palazzo Berlaymont “alla fine della prossima settimana”, secondo quanto detto da una portavoce della Commissione: due tedeschi al vertice dell’eurogoverno sarebbero stati decisamente troppi.
Era stata  proprio la candidata designata dai Ventotto alla presidenza della Commissione europea, la tedesca Ursula von der Leyen, che aveva annunciato ai deputati che intendeva fare a meno dei servizi di Selmayr se fosse stata eletta. “C’è una regola non scritta che dice che non puoi avere due persone della stessa nazionalità in posizioni di potere nella Commissione Europea”, aveva detto von der Leyen ai membri della sua famiglia politica. Martin Selmayr, 48 anni, è stato promosso il 21 febbraio 2018 al posto di segretario generale, il rango più elevato dell’amministrazione della commissione. Una nomina mal digerita dal parlamento europeo che aveva espresso dei dubbi a proposito. 
Ex capogabinetto di Jean-Claude Juncker, di cui aveva perorato la campagna elettorale come spitzenkandidaten per la commissione, era stato poi promosso a sorpresa Segretario Generale della Commissione nel febbraio del 2018 con una nomina contestata dall’Europarlamento e dal mediatore europeo. Selmayr è considerato uno dei funzionari più potenti dell’Ue. Nella passata legislatura, l’Europarlamento aveva chiesto per due volte le sue dimissioni, mentre il mediatore europeo aveva denunciato una nomina effettuata in violazione dello spirito e della lettera delle regole. Ma Juncker ha sempre rifiutato di allontanare Selmayr.
Chi prenderà il  posto del funzionario al vertice della macchina burocratica di Bruxelles?  Secondo lo stesso Selmayr il suo possibile successore potrebbe essere il francese Olivier Guersent, attuale responsabile dei servizi finanziari. In questo modo Parigi e Berlino si dividerebbero le due cariche più importanti della commissione, quella politica e quella amministrativa. Ma a norma di regolamenti fino alla data di insedimento della nuova presidente della commissione, prevista per il prossimo primo novembre, non si potrà eleggere il nuovo segretario generale, in quanto espressione fiduciaria diretta del nuovo numero uno di Palazzo Barlaymont. Sembra che Selmayr abbia comunque lavorato nell’ombra fino alla fine per diventare capo del gabinetto della signora von der Leyen, avevano riferito a ‘Wirtschaft Woche’ ambienti diplomatici di Bruxelles, ma la sua manovra per salvare la sua influenza non è stata – evidentemente – coronata da successo.
Fonte: qui
Il Presidente della Commissione Europea (Mediaset)
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NEL 2022 IL CONTO TOTALE DELLE USCITE A CARICO DELLO STATO SFONDERA' IL MURO DEI 900 MILIARDI DI EURO

A PESARE SUL BILANCIO PUBBLICO SARANNO LE PENSIONI (+28 MILIARDI IN TRE ANNI) E GLI INTERESSI SU BOT E BTP (+9 MILIARDI) 
LE PMI DI UNIMPRESA, DOPO LE PROMESSE DI TAGLI ALLE TASSE, ATTACCANO IL GOVERNO: ''PRESI IN GIRO, DA 40 ANNI SOLO INUTILI COMMISSIONI SULLA RIDUZIONE DELLA SPESA
(AGI) - La spesa pubblica sfonderà il muro dei 900 miliardi di euro nel 2022: a incidere in maniera significativa sull'incremento delle uscite a carico del bilancio statale saranno le pensioni (in crescita di quasi 28 miliardi rispetto al 2019), gli interessi da pagare sulle emissioni di bot e btp (in aumento di quasi 10 miliardi) e gli investimenti pubblici (in salita di oltre 9 miliardi). Le pensioni passeranno da 277 a 305 miliardi, l'esborso per il servizio del debito da 64 a 73 miliardi, le spese in conto capitale da 51 a 60 miliardi.
SPESA PUBBLICA
Questi i dati principali di un'analisi del Centro studi di Unimpresa sui conti pubblici, secondo la quale il totale della spesa pubblica crescerà di 59,4 miliardi di euro (+6,8%) nel triennio 2020-2022 rispetto al 2019, passando dagli 869,7 miliardi dello scorso anno ai 929,2 miliardi del 2020.
"La spending review e' una chimera, da anni ormai e' diventata solo una faccenda da campagna elettorale e un argomento utile per creare costose consessi di esperti che non cavano un ragno dal buco. La prima commissione fu creata quasi 40 anni fa, all'inizio degli anni 80, da allora la spesa e' solo cresciuta, mentre tagli e razionalizzazioni sono rimasti nel cassetto(che tral'altro richiedono investimenti per essere realizzati!)", commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.
Secondo l'analisi dell'associazione - basata su rielaborazioni di dati della Corte dei conti, dell'Istat e del Tesoro - la spesa pubblica, complessivamente, crescera' di 59,4 miliardi di euro (+6,8%) nel triennio 2020-2022 rispetto al 2019, passando dagli 869,7 miliardi dello scorso anno ai 929,2 miliardi del 2020. Le spese correnti saliranno di 51,5 miliardi (+6,3%) da 812,6 miliardi a 864,1 miliardi. Nel dettaglio, saliranno di 2,3 miliardi (+1,3%) le uscite per gli stipendi dei dipendenti pubblici da 172,6 miliardi a 174,9 miliardi; gli acquisti di beni e servizi passeranno da 144,1 miliardi a 150,0 miliardi con un incremento di 5,9 miliardi (+4,1%).
luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni triaLUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI GIOVANNI TRIA
Le prestazioni sociali vedranno una crescita di 33,0 miliardi (+9,1%) da 364,1 miliardi a 397,1 miliardi e sull'incremento peseranno i 27,8 miliardi in più (+10,0%) di uscite per assegni pensionistici (da 277,4 miliardi a 305,2 miliardi) oltre ai 5,2 miliardi di maggior esborso per il comparto previdenza (+6,0%), che passera' da 86,7 miliardi a 91,9 miliardi. Le altre spese correnti rimarranno sostanzialmente stabili (da 67,8 miliardi a 68,5 miliardi), con un lieve incremento di 700 milioni (+1,0%). L'area delle spese correnti si chiude con gli interessi passivi, in salita, dal 2019 al 2022, di 9,7 miliardi (+15,2%) da 64,0 miliardi a 73,7 miliardi.
Quanto alle spese in conto capitale, si registrerà un aumento di 7,9 miliardi (+13,8%) da 57,1 miliardi a 65,0 miliardi: a incidere sulla crescita di questa voce saranno gli investimenti (infrastrutture e grandi opere pubbliche) che saliranno di 9,2 miliardi (+18,0%) da 51,2 miliardi a 60,4 miliardi, mentre le altre spese in conto capitale subiranno una contrazione di 1,3 miliardi (-22,0%) da 5,9 miliardi a 4,6 miliardi). La spesa primaria, ovvero il totale delle spese esclusa la voce per interessi passivi, salirà di 49,7 miliardi (+6,2%) da 805,7 miliardi a 955,4 miliardi; mentre il totale delle uscite dalle casse pubbliche si attesterà, a fine 2020, a 929,1 miliardi con una crescita di 59,4 miliardi (+6,8%) rispetto agli 805,7 miliardi del 2019.
DEBITO PUBBLICODEBITO PUBBLICO
Fonte: qui

mercoledì 17 luglio 2019

MILENA GABANELLI E LE SOSTANZE TOSSICHE VIETATE IN EUROPA MA LEGALI IN AMERICA

“PER ESEMPIO L’AMIANTO, NEGLI USA NON È MAI STATO MESSO FUORI LEGGE E DA APRILE È POSSIBILE USARLO IN EDILIZIA” 
I COSMETICI CON SOSTANZE DI DUBBIA SICUREZZA, I CONSERVANTI NEL CIBO E GLI ORMONI AI BOVINI. GLI STATI UNITI SONO IL QUINTO PAESE AL MONDO IN CUI CI SI AMMALA DI CANCRO… 

MILENA GABANELLI - SOSTANZE CHIMICHE VIETATE IN EUROPA MA LEGALI NEGLI USA


Video di Milena Gabanelli

differenza tra usa e ue nelle sostanze chimiche legali 1DIFFERENZA TRA USA E UE NELLE SOSTANZE CHIMICHE LEGALI
Una sostanza è definita tossica quando gli studi, che ne osservano in laboratorio gli effetti per anni, lo dimostrano. A questo punto intervengono le agenzie sanitarie che ne vietano o ne regolamentano l’uso. E se un agente chimico è classificato «tossico» per un europeo, dovrebbe esserlo per tutti. Non è così. Emerge chiaramente da un confronto fra agenti chimici vietati in Europa e negli Stati Uniti.

L’amianto, per esempio, in Italia è vietato dal 1992 e in Europa dal 1999, ma negli Stati Uniti non è mai stato messo completamente fuori legge e, da aprile 2019, è di nuovo possibile usarlo in edilizia nonostante — soltanto in America — uccida 10 mila persone all’anno per mesotelioma.
gabanelli differenza tra usa e ue nelle sostanze chimiche legali 3GABANELLI DIFFERENZA TRA USA E UE NELLE SOSTANZE CHIMICHE LEGALI 3

L’amianto è solo una delle circa 1.600 sostanze chimiche che in Europa sono vietate e negli Stati Uniti invece legali, al punto che a gennaio la senatrice del Connecticut, Alex Bergstein, ha presentato una proposta di legge per dare una stretta sui prodotti chimici contenuti nei cosmetici: quelli venduti nel suo Stato, ha scritto, dovranno rispettare gli standard stabiliti dall’Unione europea invece che quelli americani. La proposta di legge probabilmente non passerà, ma è un segnale della preoccupazione sempre più forte negli Stati Uniti e della considerazione di cui godono gli standard europei.
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Cosa contengono i cosmetici
Nei cosmetici americani, secondo quanto riporta l’organizzazione no profit Campaign for Safe Cosmetics, si possono trovare le seguenti sostanze chimiche il cui uso in Europa è proibito o limitato:

Parabeni: presenti nei prodotti per pelle e capelli. Alcune tipologie (isopropilparabene, isobutilparabene, fenilparabene, benzilparabene e pentilparabene) sono invece vietate in Europa dal regolamento n. 358/2014 della Commissione europea, a causa della loro «potenziale attività endocrina»;
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• Alcune tipologie di ftalati: presenti nei prodotti per la pelle, le unghie e i capelli. L’uso di dibutilftalato e bis(2-etilesil)ftalato in Europa è limitato dalla normativa Reach perché può alterare la normale funzionalità ormonale dell’apparato endocrino e impattare sulla fertilità. L’unico ftalato impiegato nei cosmetici venduti in Europa è il dietilftalato (DEP), aggiunto in piccole quantità ai prodotti, con lo scopo di rendere amaro, e quindi imbevibile, l’alcool etilico eventualmente presente nella composizione del cosmetico;
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Formaldeide: presente negli smalti, nei balsami per capelli, negli shampoo per bambini. In Europa l’uso nei prodotti per la cura personale è ristretto dal regolamento 2019/831 della commissione che si affianca al Reach, e la presenza (con una concentrazione massima del 2,2%) deve essere segnalata sull’etichetta perché è cancerogena e può causare irritazione della pelle;

Idrochinone: utilizzato nei prodotti per la pelle, per i capelli e per le unghie. In Europa l’uso è ristretto ad alcuni balsami e sottoposto ogni volta a specifica autorizzazione perché può provocare il cancro o disturbi respiratori.

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La chimica nei prodotti alimentari
Nei prodotti da forno americani come dolci, biscotti o pane si può utilizzare il bromato di potassio o l’azodicarbonammide (in etichetta E927), entrambi soggetti a severe restrizioni in Europa perché cancerogeni. Anche i conservanti ed esaltatori di sapidità butilidrossianisolo (E320 o BHA in etichetta) e butilidrossitoluene (E321 o BHT in etichetta) sono soggetti a severe restrizioni in Europa. Negli Stati Uniti sono limitati dall’Fda, ma vengono comunque usati nei prodotti alimentari, nonostante il primo sia cancerogeno e il secondo pericoloso per il fegato. Il consumo della carne agli ormoni, permessa negli Stati Uniti, è vietato in Europa da una serie di direttive emanate fra il 1981 e il 1996 sulla base di studi che hanno considerato cancerogeni alcuni ormoni della crescita somministrati ai bovini.
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Usa: su 40.000 sostanze chimiche , testato solo l’1%
Secondo l’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale americana, meno dell’1 per cento dei 40 mila agenti chimici presenti nei prodotti destinati ai consumatori è stato rigorosamente testato sulla sicurezza per gli esseri umani. Come è possibile? Il sistema regolatorio americano è gestito da quattro enti federali, divisi per settori di riferimento: Environmental Protection Agency per l’ambiente (che ha 11 normative), Food & Drug Administration per cibo, tabacco e medicine (1 normativa), Trademark Status & Documental Retrieval per i brevetti (1 normativa) e il dipartimento per la Sicurezza interna (1 normativa).

La prassi utilizzata per l’immissione nel mercato di nuove sostanze chimiche prevede che i produttori forniscano all’autorità competente un dossier che ne elenchi le caratteristiche e gli usi. Secondo il Toxic Substances Control Act, sono poi le autorità stesse a dover dimostrare, entro 90 giorni, se una sostanza è pericolosa per l’uomo, gli animali, l’ambiente. Se non arrivano contestazioni entro 3 mesi, si procede con la commercializzazione del prodotto.
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Per quel che riguarda le sostanze già in commercio da anni, sono invece considerate approvate perché prive di rischi irragionevoli. È quindi «ragionevole» l’utilizzo dell’atrazina, un erbicida diffusissimo negli Stati Uniti, considerato però da moltissimi studi internazionali un potente inquinante delle falde e un distruttore endocrino negli animali: per questo è vietato in molti Paesi europei e in Italia dal 1992. In sostanza l’approccio americano alla commercializzazione di sostanze chimiche ha meno vincoli, le aziende produttrici hanno meno costi e questo le rende enormemente competitive sul mercato internazionale.
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In Europa vale il principio di precauzione
L’approccio europeo si basa sul principio di precauzione ed è ben descritto dalla normativa Reach, un acronimo che si può tradurre con «registrazione, valutazione, autorizzazione, e restrizione degli agenti chimici per uso industriale»: richiede insomma che i produttori dimostrino, attraverso studi che costano anche milioni di euro (poiché è necessaria l’osservazione degli effetti negli anni), che tutte le sostanze chimiche fabbricate, importate e utilizzate in Europa siano sicure prima di poterle usare. Il Reach impone dunque all’industria chimica europea costi elevati per garantire la sicurezza dei prodotti. C’è forse un eccesso di burocrazia, ma il principio di precauzione è sacrosanto visto che in ballo c’è la salute delle persone e dell’ambiente. I tumori sono in crescita in tutto il mondo, l’invito alla prevenzione è oggetto di infinite schiere di convegni e studi. Ma cosa significa «prevenzione» se alla fine si scatenano le lobby (che su quel prodotto fanno affari) per allungare il periodo di vita di una sostanza considerata potenzialmente cancerogena? E la politica spesso soccombe alle loro pressioni.

incidenza dei tumori confronto usa italiaINCIDENZA DEI TUMORI CONFRONTO USA ITALIA
Secondo le statistiche del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, gli Stati Uniti, pur essendo il Paese in cui la cura dei tumori e più avanzata, sono il quinto Paese al mondo in cui ci si ammala di più: i casi di tumore sono 353,2 ogni 100 mila abitanti. L’Italia è 24esima, con 290,6 casi ogni 100 mila abitanti. Sono sempre troppi, e quindi non solo non dovremmo avere dubbi sul valore del principio di precauzione secondo lo standard europeo, ma andrebbe rafforzato. Fonte: qui

La morte della privacy

È scoraggiante notare come gli Stati Uniti abbiano assunto le caratteristiche di uno stato di polizia dall'11 settembre. Le notizie di incursioni della polizia nelle case della gente sbagliate sono spesso nelle notizie. In un recente incidente, una squadra SWAT pesantemente armata è stata mandata  in una casa della contea di St. Louis . Gli agenti armati entrarono nell'edificio senza bussare, spararono al cane di famiglia e costrinsero i membri della famiglia a inginocchiarsi sul pavimento dove furono in grado di osservare la lotta dell'animale domestico e poi la sua morte. I poliziotti hanno poi informato la famiglia che erano lì per non aver pagato la bolletta del gas. I gruppi per i diritti degli animali riferiscono che la sparatoria di animali domestici da parte della polizia è diventata di routine in molte giurisdizioni perché gli agenti affermano di sentirsi minacciati.
In effetti, qualsiasi incontro con qualsiasi polizia a qualsiasi livello è diventato pericoloso. C'era una volta la possibilità di discutere con un ufficiale sulla giustificazione di un biglietto del traffico, ma non è più così. Devi sedere con le mani chiaramente visibili sul volante mentre rispondi "Sì, signore!" A qualsiasi cosa il poliziotto dica. Ci sono stati numerosi incidenti in cui all'autista non cooperativo è stato ordinato di scendere dall'auto e finire per essere taserato o colpito da una pallottola.
Le corti si schierano costantemente con gli ufficiali di polizia e con il governo quando vengono violati i diritti individuali mentre la stessa Costituzione degli Stati Uniti è stata  descritta pubblicamente  dal presidente come "arcaica" e "una brutta cosa per il paese"L'Agenzia per la sicurezza nazionale ( NSA) raccoglie regolarmente e illegalmente le e-mail e le telefonate fatte dai cittadini che non hanno fatto nulla di sbagliato e il governo nega anche agli americani il diritto di recarsi in paesi che disapprova, ultimamente a Cuba.
E viaggiare da solo è diventato un'esperienza spiacevole ancor prima di sedersi nello spazio di 17 pollici offerto dalle maggiori compagnie aeree, con i branchi della Transportation Security Administration (TSA) che agiscono come giudice, giuria e boia per i viaggiatori che si sono confusi dalle regole in continua evoluzione su ciò che possono fare e portare con sé. La TSA  sta ora regolarmente  "esaminando" i telefoni e i laptop dei viaggiatori e persino scaricando le informazioni su di essi, il tutto senza un mandato o una causa probabile. E la TSA ha persino  una "piccola lista"  che identifica i viaggiatori che non collaborano e li contrassegna per molestie speciali.
Il Congresso sta prendendo in considerazione le fatture che renderanno le critiche a Israele un crimine, stabilendo un precedente che metterà fine alla libertà di parola, e l'imminente processo e la detenzione di Julian Assange per spionaggio sarà la morte di una stampa veramente libera. Gli americani non sono più garantiti da un processo con giuria e possono essere trattenuti indefinitamente dai tribunali militari senza accuse. Sotto George W. Bush le torture e le consegne sono state istituzionalizzate mentre Barack Obama ha iniziato la pratica di giustiziare cittadini statunitensi all'estero con un drone se fossero considerati una "minaccia". Non c'era nessun processo legale coinvolto e le liste di "uccisioni" venivano aggiornate ogni martedì mattina. E forse i più grandi crimini di tutti, sia Obama che George W. Bush non hanno esitato a bombardare gli stranieri, a provocare cambiamenti di regime e a iniziare illegalmente guerre in Asia e in Africa.
L'ultimo attacco alle libertà civili si riferisce a ciò che veniva chiamato privacy. In effetti, il governo degli Stati Uniti non riconosce che i cittadini hanno il diritto alla privacy. Funzionari della sicurezza nazionale e agenzie di intelligence si sono  preoccupati che  alcuni nuovi sistemi di crittografia utilizzati per il traffico e-mail e per i telefoni abbiano impedito il monitoraggio da parte del governo di quali informazioni vengono scambiate. Come spesso accade, il "terrorismo" è la ragione principale che viene citata per la necessità di leggere e ascoltare le comunicazioni dei cittadini comunima si dovrebbe osservare che più persone negli Stati Uniti vengono uccise ogni anno da una caduta di mobili piuttosto che da atti di terroreVa anche notato che i governi federale, statale e locale e le società private spendono ben oltre un trilione di dollari ogni anno per combattere la minaccia del terrorismo, la maggior parte dei quali è del tutto inutile o addirittura controproducente.
Alla fine di giugno alti funzionari dell'Amministrazione Trump collegati al Consiglio di sicurezza nazionale si sono incontrati per discutere cosa fare riguardo al crescente uso dei sistemi di crittografia efficaci sia dal pubblico sia da alcuni fornitori di servizi Internet, tra cui Apple, Google e Facebook. Particolare preoccupazione è stata espressa in merito ai sistemi che non possono essere infranti dall'NSA, anche se le risorse massime che utilizzano i computer dell'Agenzia sono impegnate nell'attività. È una condizione indicata dagli enti governativi come "oscurità".
In discussione c'era una proposta per andare al Congresso e chiedere una legge che proibisse la cosiddetta crittografia end-to-end o richiedesse una soluzione tecnologica che consentisse al governo di eluderla. La crittografia end-to-end, che codifica un messaggio in modo che sia leggibile solo dal mittente e dal destinatario, è stata sviluppata originariamente come funzionalità di sicurezza per gli iPhone in seguito all'esposizione di Edward Snowden sull'entità in cui la NSA stava sorvegliando gli Stati Uniti cittadini. L'end-to-end rende impossibile intercettare la maggior parte delle comunicazioni. Dal punto di vista delle forze dell'ordine, l'alternativa a una nuova legge che vieta o richiede l'elusione della caratteristica sarebbe uno sforzo importante e prolungato per consentire alle agenzie governative di rompere la crittografia, qualcosa che potrebbe non essere nemmeno possibile.
In passato, lo snooping governativo era abilitato da alcuni degli stessi provider di comunicazioni, con aziende come la AT & T engineering nel cosiddetto accesso "backdoor" ai loro server e centri di distribuzione, dove i messaggi potevano essere letti direttamente e le chiamate telefoniche registrate. Ma la crittografia end-to-end nega questa opzione inviando un messaggio su Ethernet che è illeggibile.
La sicurezza del telefono è stata l'ultima notizia dopo l'attacco terroristico di San Bernardino, California del 2015, che ne ha uccisi 14, quando il Dipartimento di Giustizia portò Apple in tribunale per accedere a un iPhone bloccato appartenente a uno degli uomini armati. Apple ha rifiutato di creare un software per aprire il telefono, ma l'FBI è stato in grado di trovare un tecnico che potesse farlo e il caso è stato abbandonato, con conseguente nessun precedente legale definitivo sulla capacità del governo di costringere una società privata a soddisfare le sue richieste.
C'è apparentemente poco desiderio al Congresso di occuparsi della questione della crittografia, anche se il Consiglio di sicurezza nazionale, guidato da John Bolton, vorrebbe chiaramente potenziare le forze dell'ordine e le agenzie di intelligence vietando completamente la crittografia indistruttibile. È, tuttavia, possibilmente qualcosa che può essere raggiunto attraverso un ordine esecutivo del presidente. Se verrà in questo modo, FBI, CIA e NSA saranno soddisfatti e avranno un facile accesso a tutte le e-mail e telefonate. Ma il prezzo da pagare è che una volta abbassati gli standard di sicurezza, chiunque altro con risorse tecniche minime sarà in grado di fare lo stesso, siano essi hacker o criminali. Come al solito, un governo sconnesso e sordomuto ha la necessità di "tenerti al sicuro" e si tradurrà in una perdita di libertà fondamentale che, una volta eliminata, non sarà mai recuperata.