9 dicembre forconi

venerdì 4 maggio 2018

CHE DIFFERENZA C'E' TRA BOURBON, SCOTCH, WHISKY?

IL NOME DIPENDE DAL TIPO DI PRODUZIONE, DALLA ZONA GEOGRAFICA E DAGLI INGREDIENTI: 

ECCO COME ORDINARE IL LIQUORE GIUSTO NEL POSTO GIUSTO


bob dylan whiskyBOB DYLAN WHISKY
“Grande è la confusione sotto al cielo”. Chissà se Mao, che era solito dire questa frase (per poi aggiungere che “la situazione è eccellente”) beveva whisky. O scotch. O bourbon. Sì, perché tra questi liquori – pure molto simili tra loro – ci sono alcune differenze che li rendono unici e fanno andare in confusione i non esperti.

Eppure, dopo che l’apoteosi della Vodka, iniziata negli anni ’80, sembra svanire, questi distillati stanno tornando prepotentemente di moda: persino Bob Dylan si è messo a produrre una sua varietà di Bourbon, la “Heaven’s Door”. Urge un ripasso, insomma, e ci ha pensato il sito web Mental Floss a elencare cosa li distingua.

BOURBON

BOURBONBOURBON
Il bourbon è una particolare tipologia di whiskey. Innanzitutto a rendere il whiskey bourbon è la legge. Per produrlo bisogna infatti rispettare tutta una serie di requisiti e criteri molto rigidi. Si chiamano “Standard federali dell’identità del Bourbon” e stabiliscono tutto quello che lo rende tale.

BOURBONBOURBON






Per essere chiamato bourbon la miscela di grani da cui il prodotto viene fermentato deve contenere almeno il 51 per cento di mais: il resto solitamente è composto da malto d’orzo, segale o frumento. Deve essere distillato con una gradazione alcolica massima di 80 gradi, e non deve contenere additivi. Inoltre, deve essere invecchiato in una botte affumicata – possibilmente di quercia bianca. Il nome Bourbon deriva dall’area conosciuta con il nome di Old Bourbon, in Kentucky.

SCOTCH, WHISKEY O WHISKY?

l unica spalla che dovrebbe gustarsi suarez un whiskey scozzeseL' UNICA SPALLA CHE DOVREBBE GUSTARSI SUAREZ UN WHISKEY SCOZZESE
La differenza tra scotch e whiskey è prettamente geografica, ma in parte c’entrano anche gli ingredienti e l’ortografia: in Scozia il whisky si scrive senza e, e si chiama Scotch. I whiskey prodotti in Irlanda e negli Usa si scrivono con la e. Se è prodotto in Kentucky e rispetta tutti i requisiti di cui sopra, si tratta di bourbon.

Lo scotch è prodotto dal malto d’orzo, mentre il bourbon, come abbiamo visto, è distillato dal mais.




Se una persona è in Inghilterra e chiede un whisky, riceverà uno Scotch. In Irlanda, invece, avrà un whiskey irlandese (dal sapore più rotondo, grazie all’utilizzo del carbone nel processo di maltazione). Poi c’è la questione del colore. La differenza tra un whiskey del Tennessee (come il Jack Daniel’s) e un bourbon è che, una volta distillato, il primo è filtrato attraverso uno spessore di carbone di acero (questo processo si chiama Lincoln County Process). Chiaro, no?

Pd, Martina si arrende a Renzi: "Con il M5S capitolo chiuso"

In direzione il segretario chiede la fiducia: "Basta attacchi feroci tra noi". 

Poi chiude la porta ai Cinque Stelle e sbarra la strada al centrodestra: "Ora c'è il rischio urne"
Il Pd arriva alla direzione con le ossa rotte. Sulle spalle i dem portano la batosta elettorale e la lotta fratricida che è scoppiata dopo il voto.

Le incursioni di Matteo Renzi, il documento coi nomi dei democratici favorevoli alla trattativa coi Cinque Stelle e gli scontri intestini combattuti a suon di interviste e talk show hanno portato il partito a un passo dalla frattura. "Dalle nostre parti non possono esistere liste di proscrizione - ha messo in chiaro Maurizio Martina aprendo la direzione di oggi - basta attacchi feroci tra di noi". Così, per evitare la rottura e ottenere la fiducia dal partito (in serata passata all'unanimità), al segretario reggente non resta che arrendersi a Renzi chiudendo definitivamente il capitolo grillino.
In mattinata era stato proprio Lorenzo Guerini a sottolineare che Martina "gode della fiducia di tutto il partito". I renziani danno, quindi, il via libera alla continuità dell'operato dell'ex ministro all'Agricoltura rimandando così un'eventuale conta più avanti. "C'è bisogno di rifondare il partito con idee e risposte nuove", ha tuttavia spiegato il segretario reggente difendendo "con orgoglio i risultati ottenuti dai nostri governi". Un ripensamento netto anche su come si fa partito. "Su come si sta insieme, su come ci si riconosce. Su come ci si confronta e si prendono decisioni". Nel suo discorso al partito, all'indomani della polemica sul sito senzadime.it, dove erano comparsi i nomi dei mebri della direzione del Partito democratico suddivisi tra favorevoli e contrari all'intesa con il Movimento 5 Stelle, Martina è stato netto: "Da noi non possono esistere liste di proscrizione. Non tutto si può risolvere sempre con la logica dei rapporti di forza".
Quella di Martina, davanti ai vertici del partito, è una resa incondizionata. Ha sposato in toto la linea dell'ex segretario mettendo una pietra sopra alla trattativa con Luigi Di Maio e chiudendo la porta a un'alleanza con il centrodestra. Certo, ci ha tenuto a rimarcare che "il confronto con il Movimento 5 Stelle era una sfida politica e non una rinuncia", ma ha di fatto messo la retromarcia sulla linea aperturista chiesta anche dal Quirinale. Una chiusura particolamerte apprezzata dai renziani che hanno applaudito anche il rinnovo della fiducia all'attuale segretario fino all'assemblea nazionale (e non il congresso). In questo modo, però, finisce in un nulla di fatto il lavoro di Roberto Fico e la palla torna nuovamente nelle mani di Sergio Mattarella"Lunedì si terranno nuove consultazioni - ha concluso Martina - e noi certamente dovremo avere un atteggiamento costruttivo".
Fonte: qui

CHIUDE LA SOCIETÀ, CAMBRIDGE ANALYTICA, CHE HA UTILIZZATO IMPROPRIAMENTE I DATI DI DECINE DI MILIONI DI ACCOUNT FACEBOOK

TUTTI I DIPENDENTI HANNO RICEVUTO L'ORDINE DI RESTITUIRE QUALUNQUE TECNOLOGIA E COMPUTER CHE SIA IN LORO POSSESSO...

Marco Valsania per www.ilsole24ore.com
chris wylie alla commissione parlamentare ingleseCHRIS WYLIE ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE INGLESE

Addio Cambridge Analytica. La controversa società di analisi e consulenza politica, finita nella bufera per violazione della privacy e abuso di dati personali raccolti attraverso il social network Facebook, ha chiuso definitivamente i battenti.

Nata a Londra e poi allargatasi enormemente negli Stati Uniti, dove era stata assoldata dal candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump nel 2016 per sviluppare campagne ultra-mirate, ha deciso adesso di arrendersi al crescente assedio di inchieste e costi legali oltre che all’esodo ineluttabile di clienti.

Una crisi scatenata da uno scandalo che ha ormai dato vita a un intenso dibattito e al lancio di nuove regole, soprattutto in Europa, a protezione dei consumatori e rivolte all’intero universo dei social media e di Internet, il cui modello di business è finito sotto accusa per aver spesso sacrificato privacy e controlli sui contenuti.
Cambridge AnalyticaCAMBRIDGE ANALYTICA

Negli Stati Uniti, l’amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg ha promesso al Congresso riforme interne per evitare il ripetersi di simili vicende, come anche per limitare la manipolazione dell’informazione, le fake news generate nel recente passato da interferenze fatte risalire alla Russia allo scopo di screditare e influenzare le democrazie occidentali.

La chiusura di Cambridge è effettiva immediatamente e tutti i dipendenti hanno ricevuto l'ordine di restituire qualunque tecnologia e computer che sia in loro possesso. La saga del gruppo era da settimane parsa destinata a concludersi senza speranza di salvezza, dopo che la società in marzo aveva sospeso il suo amministratore delegato, Alexander Nix, scoperto in un video anche a invocare tattiche di campagna politica che comprendevano il ricorso a ricatti sessuali e tangenti. La società aveva annunciato una indagine interna per valutare il da farsi.
Cambridge AnalyticaCAMBRIDGE ANALYTICA

Cambridge aveva ottenuto contratti per 15 milioni di dollari durante la campagna elettorale del 2016 negli Stati Uniti, che si è rivelata allo stesso tempo l'apice del suo business e del suo successo e l'inizio della sua precipitosa caduta. Da allora negli Usa non ha avuto alcun nuovo cliente.

Fonte: qui

VIDEO: IN CINA UN PESCE CUCINATO AL VAPORE “RIPRENDE VITA” DURANTE LA CENA E BALZA DAL PIATTO

VIDEO: PESCE BALZA FUORI DAL PIATTO

DAGONEWS


il pesce salta dal piatto 1IL PESCE SALTA DAL PIATTO 
Tremate tremate, gli zombi son tornati. In Cina un gruppo di commensali è rimasto sconvolto dopo che la loro cena ha letteralmente preso vita ed è saltata fuori dal piatto.

Il 2 maggio la comitiva di amici stava cenando in un ristorante e aveva ordinato, tra i vari piatti, un pesce intero cucinato al vapore.

Improvvisamente tutti hanno notato uno strano movimento e hanno iniziato a filmare: il pesce, condito con salsa di soia, cipollotto e zenzero, ha cominciato a muoversi finendo per balzare fuori dal piatto e schiantarsi sul tavolo. 
il pesce salta dal piatto 2IL PESCE SALTA DAL PIATTO 






I commensali, tra le risate e lo spavento, si sono alzati e, ovviamente, non hanno più toccato cibo. Il video è poi stato caricato su Youku finendo per diventare virale.
il pesce salta dal piatto 3IL PESCE SALTA DAL PIATTO 










Secondo IFL Science lo strano fenomeno potrebbe essere spiegato dal fatto che il pesce non era stato completamente cotto o che ci fossero ancora in circolo delle cellule in grado di rispondere agli stimoli, anche se cervello e cuore avevano smesso di funzionare. Fonte: qui

MACERATA - PER LA PROCURA PAMELA MASTROPIETRO FU VIOLENTATA DA OSEGHALE MENTRE ERA “IN CONDIZIONI FISICHE MENOMATE PER L’ASSUNZIONE DI EROINA”

I MAGISTRATI SONO CONVINTI CHE LA TESI DELLO STUPRO E’ AVVALORATA DALLA “CURA MANIACALE” MESSA DAL NIGERIANO PER FAR SPARIRE LE TRACCE DEL RAPPORTO VIOLENTO CON…

(ANSA) - Pamela Mastropietro venne violentata da Innocent Oseghale mentre era in condizioni fisiche menomate per l'assunzione di eroina. Lo sostiene il Procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio anche sulla base dei risultati degli esami del Ris che hanno evidenziato un rapporto sessuale completo tra i due. Il gip di Macerata Giovanni Maria Manzoni ha invece ritenuto non vi fossero gravi indizi di colpevolezza per tale accusa, ipotizzando invece che tra i due si fosse creato un clima amicale.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO

Per la Procura, l'accusa di abuso sessuale sarebbe avvalorata anche dalla "cura maniacale" messa da Oseghale per far sparire le tracce del rapporto violento, pulendo con la candeggina e asportando gli organi genitali della ragazza. Un'ipotesi "seria" ma carente di "gravi indizi di colpevolezza" secondo il gip che, ha spiegato il Procuratore, ricostruisce l'accaduto in maniera parzialmente diversa ed esclude dunque la violenza sessuale: l'ipotesi del giudice è che tra Pamela e Innocent, che fecero spesa e pranzarono insieme il 30 gennaio oltre a scambiarsi una sigaretta, si sarebbe creato un clima amicale.

innocent oseghaleINNOCENT OSEGHALE
La situazione sarebbe precipitata, per il gip, quando Pamela avrebbe accusato un malore, generando il panico in Oseghale che si era reso conto della gravissima situazione in cui si trovava. Un quadro che, concordano invece Procura e gip, avrebbe portato il nigeriano ad uccidere la 18enne e poi a tentare di farne sparire il corpo cancellando ogni traccia in casa e sul cadavere. Per far riconoscere l'accusa di violenza sessuale la Procura valuta il ricorso al Tribunale del riesame.

Fonte: qui


LE INTERCETTAZIONI IN CELLA TRA LUCKY AWELIMA E DESMOND LUCKY, GLI ALTRI DUE NIGERIANI SOTTO ACCUSA PER LA MORTE DELLA 18ENNE, RIVELANO NUOVI DETTAGLI SUL CASO

“INNOCENT OSEGHALE MI TELEFONÒ E MI CHIESE SE VOLEVO STUPRARE UNA RAGAZZA CHE...”

LA GIOVANE IN QUESTIONE SAREBBE PAMELA MASTROPIETRO, CHE QUEL GIORNO, DOPO ESSERSI ALLONTANATA DALLA COMUNITÀ DI RECUPERO PER TOSSICODIPENDENTI DI CORRIDONIA, ERA IN COMPAGNIA DEL NIGERIANO CHE GLI AVREBBE PROCURATO UNA DOSE DI EROINA E...

«INNOCENT MI TELEFONÒ E MI CHIESE SE VOLEVO STUPRARLA»

Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Per il procuratore capo di Macerata Giovanni Giorgio Pamela Mastropietro è stata violentata da Innocent Oseghale prima di essere uccisa il 30 gennaio scorso nell' abitazione del giovane nigeriano in via Spalato. Per il gip Giovanni Maria Manzoni, che ieri ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del trentenne proprio per omicidio, non ci sarebbero elementi sufficienti per contestargli anche lo stupro sulla diciottenne romana.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO








Ma il suo provvedimento, notificato ieri a Oseghale nel carcere di Ascoli, rappresenta comunque una svolta nelle indagini sulla morte della ragazza dell'Appio, fatta a pezzi e rinchiusa in due trolley, poi gettata la notte successiva per strada vicino Pollenza proprio dal nigeriano. Che adesso viene incastrato anche da uno dei due connazionali finiti in carcere con lui, ma accusati fin dall' inizio di concorso in omicidio.
la morte di pamela mastropietro desmond lucky e awelima luckyLA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO DESMOND LUCKY E AWELIMA LUCKY




Lucky Awelima e Desmond Lucky sono stati infatti intercettati nei mesi scorsi in cella ad Ancona. Il primo ha rivelato all' altro: «Il 30 gennaio Innocent mi telefonò chiedendomi se volevo andare a stuprare una ragazza che dormiva».

La giovane in questione sarebbe proprio Pamela, che quel giorno, dopo essersi allontanata 24 ore prima dalla comunità di recupero per tossicodipendenti di Corridonia, si trovava in compagnia del nigeriano che gli avrebbe procurato più tardi una dose di eroina, dopo aver fatto la spesa e aver pranzato con lei. Awelima ha poi aggiunto di aver risposto all' amico di non essere interessato, mentre in un'altra conversazione lo stesso avrebbe raccontato di aver saputo che la diciottenne era stata davvero violentata.
innocent oseghaleINNOCENT OSEGHALE

I colloqui sono riportati nell'ordinanza del gip Manzoni che come fondamento della decisione di non contestare a Oseghale anche il reato di violenza sessuale descrive alcuni tratti della personalità della diciottenne considerando amicale il suo rapporto con il nigeriano. Oggi quest'ultimo sarà sottoposto all'interrogatorio di garanzia mentre la procura potrebbe presentare ricorso al Riesame. E domani nella chiesa di Ognissanti a Roma saranno finalmente celebrati i funerali di Pamela. Nella Capitale sarà lutto cittadino.

IL MASSACRO DI PAMELA, NUOVE ACCUSE
Paola Pagnanelli per “il Giorno”

innocent oseghale desmond lucky awelima luckyINNOCENT OSEGHALE DESMOND LUCKY AWELIMA LUCKY






L'accusa formale di aver ucciso Pamela Mastropietro è stata mossa al nigeriano Innocent Oseghale, che ieri ha ricevuto una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere ad Ascoli. Ma per la procura, il trentenne nigeriano deve rispondere anche della violenza sessuale ai danni della diciottenne romana, trovata il 31 gennaio scorso, in pezzi, in due trolley abbandonati sul margine di una strada di Pollenza, in provincia di Macerata.

Nelle intercettazioni allegate all'ordinanza di custodia cautelare, emerge un altro particolare agghiacciante: «Il 30 gennaio Innocent mi telefonò chiedendomi se volevo andare a stuprare una ragazza che dormiva», dice, intercettato dagli inquirenti nel carcere di Ancona, uno dei nigeriani arrestati, Lucky Awelima, mentre parla con Desmond Lucky. I due sono detenuti assieme a Innocent Oseghale, con l' accusa di aver ucciso e fatto a pezzi la 18enne romana a Macerata.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO

«Sappiamo che Pamela è stata uccisa nella sua mansarda, a Macerata - ha riepilogato ieri il procuratore capo Giovanni Giorgio -, il Ris ha trovato le impronte di Oseghale nel sangue sul pavimento e il suo Dna è stato trovato sui genitali della ragazza, sebbene fossero stati asportati e lavati con molta cura con la candeggina. Lui poi ha portato via i trolley la sera del 30 gennaio.

E in carcere, parlando con la sua fidanzata, ha ammesso di aver fumato con Pamela e poi di non aver capito più niente. Visto che la perizia medico legale stabilisce che la ragazza è morta per le coltellate al fegato e non per l'overdose, la nostra ricostruzione è che sia stata violentata, con la forza o approfittando comunque delle sue condizioni debilitate, e che poi sia stata uccisa, così ben lavata e fatta a pezzi per cancellare le tracce dello stupro».
la morte di pamela mastropietro il fossato in cui e stato ritrovato il corpoLA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO IL FOSSATO IN CUI E STATO RITROVATO IL CORPO

Il giudice per le indagini preliminari però ha ritenuto questa ricostruzione una «ipotesi investigativa seria», ma non ancora suffragata dalle prove, per questo ha disposto la misura cautelare in carcere per omicidio, e non anche per violenza sessuale.

«La ragazza - ha spiegato ancora il procuratore - secondo il giudice potrebbe aver avuto un comportamento «compiacente» con chi le aveva dato la droga, e in considerazione anche della sua personalità propende per un'altra ricostruzione: Pamela si sarebbe sentita male dopo l'assunzione di eroina, e Oseghale l'avrebbe uccisa perché non si scoprisse la sua attività di spacciatore.

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Ma il medico legale Cingolani e il tossicologo Froldi hanno escluso che ci sia stata un'overdose, e a uccidere Pamela sono state «le coltellate al fegato». Il magistrato ha parlato anche delle intercettazioni tra gli indagati. Oseghale in particolare, parlando in carcere con la compagna, avrebbe «una volta accusato Lucky Desmond, un'altra volta avrebbe ammesso di averla fatta a pezzi, e un'altra volta avrebbe detto che dopo aver fumato con lei «non ci avrebbe capito più niente». Per noi, si è trattato di un raptus: Oseghale avrebbe violentato la ragazza, poi l'avrebbe uccisa e avrebbe tentato di cancellare ogni traccia di lei».

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India, tempesta di sabbia e grandine: oltre 90 morti in due stati




India, tempesta di sabbia e grandine: oltre 90 morti in due stati

Breve ma molto intensa la tempesta, che ha divelto alberi e danneggiato tetti delle case, ha interessato Agra, ma anche la capitale, New Delhi, dove però non si sono avute vittime

Una tempesta di pioggia, grandine  e sabbia ha causato ieri oltre 90 morti negli stati indiani di Uttar Pradesh e Rajasthan e gravi danni a edifici ed infrastrutture. Secondo la Protezione civile indiana, che sta ancora verificando l’entità dei danni causati dall’ondata di maltempo. Breve ma molto intensa la tempesta, che ha divelto alberi e danneggiato tetti delle case, ha interessato Agra, ma anche la capitale, New Delhi, dove però non si sono avute vittime.
In un tweet il primo ministro Narendra Modi ha presentato le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e impartito direttive alle autorità affinché si faccia tutto il possibile per aiutare le popolazioni delle zone più colpite. Oltre ai morti, le autorità indiane hanno segnalato anche almeno 140 feriti nei due principali Stati colpiti dalla tempesta di pioggia, sabbia e vento.
Secondo il Dipartimento meteorologico dell’Aeronautica indiana, nel distretto di Agra (Uttar Pradesh) sono caduti ieri sera in meno di tre ore 48,2 millimetri di pioggia, accompagnati da venti con picchi di 126 km/h. In Rajasthan il maltempo si è accanito in particolare sui distretti di Alwar, Bharatpur e Dholpur, con uno strascico di distruzioni e di centinaia di alberi divelti. Tutto il distretto di Alwar, inoltre, è piombato nel buio per la sospensione dell’erogazione dell’energia elettrica.
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giovedì 3 maggio 2018

"La strage in montagna si poteva evitare"

Identificati tutti i 7 morti. Il fratello di una vittima: «Ci siamo persi 4 volte»
Sono stati tutti identificati i 7 scialpinisti (di cui 6 italiani) morti due giorni fa nella tragedia sulle Alpi svizzere tra la Pigne d'Arolla e il Mont Collon.



Ieri Giovanni Paolucci, fratello di una delle tre vittime bolzanine, ha appreso dalla polizia del canton Vallese che gli alpinisti «hanno cambiato percorso 4 volte nella speranza di raggiungere il rifugio ancora con il bel tempo, ma a 550 metri dalla meta sono rimasti bloccati dalla tempesta».
«Ottocento metri di dislivello in salita e 1.000 in discesa non sono davvero tanti - ha aggiunto Paolucci -, il problema è stato la quota, visto che il punto massimo si trovava a 3.800 metri, che mi sembra un pò tanto», ha spiega Paolucci che, come la sorella, è uno scalatore professionista.
L'inchiesta sulla morte degli scialpinisti è ancora in corso e al momento non vi sono ipotesi di reato: è stato semplicemente aperto un fascicolo per determinare le circostanze dei decessi. È quanto ha precisato Nicolas Dubuis, procuratore generale del Cantone Vallese.
Dispiace dirlo, ma la testimonianza choc di Tommaso Piccioli (altro superstite alla strage) è la summa di come non si può - e non si deve - affrontare la montagna. Ad ammetterlo, davanti alle telecamere di corriere.it e Tg3 è lo stesso Piccioli: «Era una gita difficile non da fare in una giornata dove alle 10 sarebbe iniziato il brutto tempo. Non avremmo neanche dovuto pensarci».
Piccioli svela di aver sempre sognato di affrontare il percorso che da Chamonix porta a Zermatt, consapevole delle difficoltà. «Che potesse essere complicato o che le condizioni atmosferiche fossero rigide lo sapevamo. Ma alcune scelte della nostra guida si sono rivelate sbagliate». Piccioli ha poi parlato dei momenti drammatici trascorsi durante la notte, con una temperatura che aveva raggiunto i meno venti gradi sotto lo zero e senza un ricovero adeguato: «Ogni tanto - ha detto- mi veniva la voglia di lasciarmi andare, ma dopo pensavo a mia moglie. Così ho resistito. Tutta la notte. Fino all'arrivo dei soccorsi. Ma per sei dei miei compagni era ormai già troppo tardi».
Il gruppo di 14 escursionisti (italiani, tedeschi e francesi) era partito alla volta di Cabane des Vignettes, un rifugio sul versante svizzero. Capocordata era una guida alpina «esperta» che però, quando il tempo peggiora con temperature 5 gradi sotto lo zero e venti a 79 chilometri orari, perde l'orientamento. Nel tentativo di ritrovare la pista precipita in un crepaccio e muore. Gli altri del gruppo non riescono ad andare avanti e si fermano in un anfratto sulla parete rocciosa: altro errore fatale. Il rifugio era a poche centinaia di metri, ma è risultato invisibile nella tormenta. Ad assolvere la guida alpina è uno che la neve e la montagna le conosce bene, il campione altoatesino Reinhold Messner: «Quanto ti trovi nel whiteout - una sorta di nebbia di neve e vento gelido fortissimo - è difficile individuare colpe».

Fonte: qui