9 dicembre forconi: Innocent Oseghale
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giovedì 30 maggio 2019

Pamela Mastropietro, Oseghale condannato all'ergastolo e a 18 mesi di isolamento


© enrico.polselli Innocent Oseghale, 30enne pusher nigeriano (LaPresse) 

Ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi per Innocent Oseghale, il 30enne pusher nigeriano condannato per omicidio, occultamento di cadavere - mentre la violenza sessuale è stata assorbita dalle aggravanti - per la morte di Pamela Mastropietro, 18 anni, romana, il cui cadavere fatto a pezzi fu trovato in due trolley sul ciglio della strada a Pollenza il 31 gennaio 2018. E' la sentenza emessa dai giudici della Corte d'Assise di Macerata dopo oltre cinque ore di camera di consiglio.
La madre di Pamela Mastropietro: "Mia figlia non si è mai bucata e odiava le siringhe" (Corriere TV)
Lettore video di: Corriere Tv (Informativa sulla privacy)
Alla lettura della sentenza, tra il pubblico dei parenti e degli amici della ragazza è partito un applauso. Il presidente della Corte ha subito richiamato al  silenzio i presenti per proseguire la lettura del dispositivo. I genitori di Pamela si sono abbracciati.
"Giustizia è stata fatta, intanto fuori uno, ora tocca agli altri". Così la mamma di Pamela Mastropietro ha commentato la condanna. Secondo la madre della 18enne infatti Oseghale non ha fatto tutto da solo.

Come conseguenza dell'ergastolo per l'omicidio di Pamela Mastropietro, la Corte d'assise di Macerata ha dichiarato per Innocent Oseghale, padre di due bimbi piccoli avuti da una compagna italiana, come pene accessorie la decadenza dalla potestà genitoriale e l'interdizione da pubblici uffici. Fonte: qui

mercoledì 8 maggio 2019

“PAMELA MASTROPIETRO NON E’ MORTA DI OVERDOSE, E’ STATA UCCISA DA OSEGHALE”

IL PM A PROCESSO CHIEDE L’ERGASTOLO E 18 MESI DI ISOLAMENTO DIURNO PER IL NIGERIANO : “HA COMPIUTO ATTI SESSUALI SENZA IL CONSENSO DI PAMELA CHE SI TROVAVA SOTTO EFFETTO DI SOSTANZA STUPEFACENTE” 
ALCUNE PARTI DEL CORPO SONO STATE "SOPPRESSE" AL CHIARO SCOPO DI "NASCONDERE LA RESPONSABILITÀ DI QUANTO COMMESSO"

 
Pamela Mastropietro, la ragazza romana fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio del 2018, "non è morta di overdose, è stata uccisa da Oseghale con due coltellate. Chiedo l'Ergastolo e 18 mesi di isolamento duro". Così il sostituto procuratore Stefania Ciccioli nella requisitoria davanti alla Corte di Assise di Macerata nel processo che vede imputato Innocent Oseghale con l'accusa di aver stuprato, ucciso e fatto a pezzi la ragazza romana.

innocent oseghaleINNOCENT OSEGHALE
Il sostituto procuratore Ciccioli ha ricostruito i fatti secondo l'accusa a partire dal momento in cui i resti sono stati ritrovati chiusi in due trolley a Pollenza, attraverso l'esito delle indagini e i risultati delle consulenze. Ricordando l'esito degli accertamenti dei consulenti dell'accusa, il medico legale Mariano Cingolani e il tossicologo Rino Froldi, il sostituto procuratore ha osservato che "la morte di Pamela è avvenuta per le due ferite penetranti alla sede basale emitoracica destra dovendosi escludere l'overdose". In base agli esami tossicologici "Pamela era sì, nel momento della morte, sotto effetto di oppiacei" ma i dati rilevati "non sono coerenti con un'overdose".

INNOCENT OSEGHALEINNOCENT OSEGHALE






I consulenti dell'accusa hanno scritto nella loro relazione, ha ricordato Ciccioli, che le due coltellate al fegato sono state inferte quando Pamela era viva e la "lesività ha svolto un ruolo nel determinismo della morte". "La vittima, quando ancora era in vita, - ha detto Ciccioli - è stata attinta alla base del torace a destra da almeno due colpi di arma da punta e taglio". La vitalità delle ferite ossia il fatto che siano state cagionate a Pamela da viva in una zona idonea a provocare un'emorragia tale da causare la morte, secondo il sostituto procuratore, è confermata a più livelli e da più esami.
innocent oseghale 4INNOCENT OSEGHALE

"Ci sono evidenti caratteri macroscopici di vitalità" delle lesioni "che hanno osservato tutti coloro che hanno avuto modo di vedere il cadavere" ma, ha poi proseguito il sostituto procuratore, "l'infiltrazione emorragica è presente anche a livello microscopico, sui vetrini" osservati. Infine "per scrupolo maggiore" il consulente medico legale ha svolto ulteriori accertamenti utilizzando "tre marcatori. E nonostante il modo in cui il cadavere di Pamela è stato deturpato e oltraggiato, i marcatori hanno confermato la presenza di segni vitali delle lesioni". Sul fatto che le ferite al fegato sono state inferte a Pamela da viva, secondo l'accusa, ci sono dunque "univoci risultati rispetto a tutti i test eseguiti: macroscopici, microscopici e istochimici".
INNOCENT OSEGHALEINNOCENT OSEGHALE

Le due ferite al fegato "hanno determinato la morte", ha continuato Ciccioli sulla base delle stesse valutazioni dei medici legali dell'accusa e di parte civile. Passando poi agli esiti degli esami tossicologici, ha ricordato Ciccioli, "l'overdose si deve escludere categoricamente. Non c'è stata overdose né nel senso di mera intossicazione né nel senso letale ossia come causa della morte".

INNOCENT OSEGHALEINNOCENT OSEGHALE










Per l'accusa, che ha ripercorso gli esiti degli esami tossicologici, "le concentrazioni di morfina erano talmente basse da essere incompatibili con l'idea di overdose". Nella requisitoria Ciccioli ha parlato della "certezza assoluta che non vi è stata overdose, non è stata l'assunzione di quel minimo quantitativo di eroina a cagionare la morte di Pamela Mastropietro".

Un altro elemento da considerare, secondo Ciccioli, è poi che le due coltellate al fegato sono del tutto avulse dalle altre lesioni fatte per depezzare il cadavere: "il cadavere di Pamela non è stato tagliato come capitava, ma si è parlato da parte dei medici di una vera e propria disarticolazione cadaverica" che, ha sottolineato Ciccioli, è stata fatta "con perizia". Le due coltellate al fegato sono state "inferte nel raptus omicida da Oseghale mentre tutti gli altri tagli sono funzionali alla disarticolazione fatta in un secondo momento", ha osservato.

Alcune parti anatomiche del corpo di Pamela sono state "soppresse" al chiaro scopo di "nascondere la responsabilità di quanto commesso". Così come il lavaggio con la candeggina sui resti è avvenuto per "eliminare le tracce che avrebbero potuto portare prove a suo carico", continua il sostituto procuratore.

PAMELA MASTROPIETROPAMELA MASTROPIETRO
Pamela "prima di essere uccisa, è stata costretta a subire violenza sessuale e l'autore di questa violenza è stato Innocent Oseghale". Ha detto il sostituto procuratore. "Oseghale ha compiuto atti sessuali senza il consenso di Pamela che si trovava in quel momento sotto effetto di sostanza stupefacente e non ha mai potuto esprimere un valido consenso a intrattenersi sessualmente con la persona che aveva davanti - ha detto il pm - E' stata uccisa perché ha voluto sottrarsi a tutto quello che stava capitando nell'abitazione di Oseghale".

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Secondo il sostituto procuratore il fatto stesso che ci sia stata una "estrema accuratezza" nel lavare il cadavere con la candeggina va "interpretato come univoco segno di interesse a cancellare tracce di rapporti sessuali", anche se come ricordato sono state trovate comunque trovate tracce di dna dell'imputato, e sempre con il fine di nascondere rapporti si spiega secondo l'accusa "l'asportazione dei genitali". Non solo.

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
"A Oseghale non bastava aver avuto rapporti sessuali con la vittima, lo ha chiesto anche ad altri", ha continuato Ciccioli ricordando le intercettazioni in cui Awelima Lucky raccontava la telefonata in cui Oseghale gli proponeva di avere rapporti con Pamela. "Oseghale conosceva le condizioni di inferiorità di Pamela" ha detto Ciccioli aggiungendo che l'imputato ha "approfittato del desiderio irrefrenabile della ragazza di assumere eroina".

Per il sostituto procuratore "Pamela voleva fuggire, doveva tornare a casa, ma non gli è stato permesso di uscire dalla casa. Oseghale quando è uscito a portare la droga, ha chiuso l'appartamento: Pamela era segregata in casa, non poteva fuggire e non aveva il cellulare". Per Ciccioli infatti Pamela "è stata uccisa perché ha voluto sottrarsi a tutto quello che stava capitando nell'abitazione di Oseghale".

Fonte: qui

sabato 30 marzo 2019

OSEGHALE HA CERTO SMEMBRATO ALTRE PAMELE. QUANTE E DOVE, NESSUNO DOMANDA


Nell’udienza a porte chiuse per il ritualist  nigeriano Innocent Oseghale,  assassino di Pamela e abile smembratore-macellatore  del suo corpo,  i giornalisti  hanno avuto il permesso di restare in aula. Hanno visto   quelle che – con l’immaginifico linguaggio dei cronisti da quattro soldi-   ha definito “foto choc”.  Punto e basta.
Gli articoli  di quel  che han visto e sentito dai tre medici legali che hanno parlato e spiegato,  sono di poche righe.
Sappiamo che il tossicologo, professor Rino Froldi, ha escluso che Pamela fosse in overdose –   come sostiene l’assassino –  spiegando che “senza più sangue ed urine” [tutto perfettamente  ed accuratamente  dilavato e pulito anche con   la varechina] ha dovuto anche cercare la sostanza stupefacente nell’umor vitreo dell’occhio”.
Il medico legale Antonio Tombolini, che ha condotto la prima autopsia sul corpo a pezzi, “ha parlato del trattamento con varechina sulla pelle e sui genitali  della diciottenne, “finalizzato a cancellare ogni traccia di un precedente rapporto sessuale”.  Incidentalmente viene aggiunto che “i genitali sono stati tagliati via” e poi lavati con    la varechina.
Il nigeriano sostiene che,  appunto, Pamela era già morta quando lui l’ha fatta a pezzi.  Invece “il medico legale  Mariano Cingolani ha dimostrato che le due coltellate al fegato erano state inferte quando Pamela era viva”  – colpendola deliberatamente e con perizia  di esperto e sperimentato omicida.  “La disarticolazione invece è avvenuta dopo la morte”. Meno male, almeno questo.

Una mano così esperta deve essersi esercitata. Molto

La “disarticolazione” è  spiegata  molto rapidamente – come sanno essere delicati i colleghi giornalisti – citando pochissime parole de professor Cingolani. “I  tagli sono precisi, alla schiena ad esempio all’altezza dei dischi, che sono più elastici. Un’opera molto raffinata: io faccio autopsie da 40 anni e lo avrei fatto in modo analogo». Il professore ha aggiunto che “in Italia non ci sono casi di disarticolazione”  prima di questo.
Bisogna cercare articoli di mesi prima per ricordare come il professor Cingolani fosse sorpreso:  “Se per assurdo avesse dovuto fare quest’operazione un medico legale, in un laboratorio e con tutti gli strumenti del caso a sua disposizione, ci sarebbero volute almeno otto ore”.
In Nigeria, un “ritualist” scoperto con corpi di bambini secchi.
Ora, se  il nigeriano  è capace di smembrare il corpo di Pamela in modo così raffinato da meravigliare un perito  settore che fa autopsie da 40 anni, dovrebbe venire da sé la domanda: quante altre volte l’ha fatto, prima,  il negro?  Perché deve aver imparato  certi segreti del mestiere, come tagliare all’altezza dei dischi perché sono più elastici. Una pratica che comporta altre esercitazioni, su altri corpi. In Nigeria, sicuramente. Ma in Italia, quanti? Quanti   altri corpi ha magari fatto a pezzi qui, il negro, per acquistare quella mano e quell’esperienza.
E’ certo  che  non sono state uccise e tagliate a pezzi altre Pamele? Perché non se lo domandano gli investigatori? Se lo domandano i giudici?

Sopire, troncare, sminuire…

Perché in tuta questa storia orribile sembra aleggiare nell’ambiente di Macerata dove Oseghale era protetto, dove la Caritas  gli pagava l’affitto eccetera, un velo protettivo? Perché il GIP, appurato che Oseghale aveva portato i due trollery col corpo da casa sua a qualche chilometro fuori Macerata, ha detto che non c’erano prove che l’avesse uccisa?
Mi sono domandato: se  venissi  sorpreso io, Maurizio Blondet,  mentre porto un cadavere a pezzi  in due valige, non sarei  immediatamente accusato anche dell’omicidio?
E  perché  non sono stati i giornali cosiddetti seri e i tg  mainstream,  ma  il settimanale di cronaca nera “Giallo”  – un giornalaccio,  Dio lo benedica –   a raccontare i particolari più importanti che descrivono tutto un  ambiente?  La storia di  “Patrick”,  vero nome Mouthong Tchomchoue, del Camerun,  tassista abusivo.  “Quella sera ha prelevato Oseghale in via Spalato alla 22.55. Il nigeriano è sceso da casa con due trolley che ha voluto personalmente caricare in auto, senza che il “tassista” lo aiutasse. Quindi, gli ha detto di portarlo a Tolentino. Qualche chilometro fuori Macerata, però, Oseghale ha detto all’autista di fermarsi, ha scaricato sul ciglio della strada le due valige e s’è fatto quindi riportare a Macerata in via Spalato”.
Lasciare due grossi e pesanti trolley sul ciglio della strada, non è proprio normale. Infatti Patrick il  “tassista” torna lì: per sperare di recuperare qualcosa del contenuto? Secondo il suo stesso racconto, “ha accostato l’auto e aperto uno dei trolley. Ma quando, nel buio e aiutandosi con la luce del cellulare, ha intravisto quella che sembrava essere una mano, è risalito in auto e si è allontanato velocemente”.
Non è andato subito dalla polizia, il camerunese. Quando ha sentito alla tv che un corpo smembrato era stato trovato in due valige, Patrick è tornato sul posto,  ha visto gli agenti al lavoro, e solo allora è andato al commissariato a raccontare  l’accaduto della notte.   Non voleva guai? Aveva paura di Oseghale? Semplicemente,   se   ne infischia? O magari non è poi così  insolito,  nei dintorni di Macerata, trovare valige sui cigli con dentro altre Pamele?
Già. Se l’è chiesto anche l’avvocato Marco Valerio Verni, che è lo zio di Pamela oltre che il legale della famiglia Mastropietro: “Perché lasciare  i trolley con i suoi resti sul ciglio della strada, dove chiunque li poteva vedere?”. Oseghale li ha lasciati lì perchè qualcun altro sarebbe dovuto passare a prenderli e poi così non è stato? Oppure, si tratta di un avvertimento a qualcuno? E nel caso, a chi?”. Domande  –  ha scritto Libero  –  che suggeriscono il sospetto da parte di Verni che  in realtà la vicenda non sia chiusa qui per quanto riguarda il numero di persone coinvolte, e che ci siano altre persone che quantomeno erano informate di quel che è accaduto in quell’appartamento di Macerata”.
Il camerunese ha testimoniato “che durante il viaggio d’andata con le valige, Oseghale ha fatto una telefonata in inglese, mentre sulla via del ritorno a Macerata dopo aver lasciato le valige ha parlato, sempre al telefono, con  una donna”. Sarà  stata identificata quella donna? E quello con cui  parlava in inglese?
Perché  in questo orrore sembra siano in atto sforzi per restringere, limitare al mero necessario l’indagine e i coinvolti, anziché allargare  l’inchiesta? E’  certo che Oseghale si vanta di essere il capo della mafia nigeriana, setta Black Cat, e in carcere  al compagno di cella (informatore della polizia) ha promesso: : “Ti do centomila euro se testimoni che sai che Pamela è morta di overdose. I soldi arriveranno da Castelvolturno, tramite gli avvocati”».
Magari  a Castelvolturno ci sono altri specialisti della disarticolazione?  Altre  Pamele fatte a pezzi? Perché la tecnica raffinata di Oseghale dice che l’ha già  fatto, e tante volte. Perché  non si ha urgenza di sapere quante? Perché a Castelvolturno i nigeriani  “sotto gli occhi di tutti, gestiscono soldi, prostituzione, armi, droga e, secondo alcuni, anche il traffico di organi”? Organi?
Non vorrei che questa restrizione  mentale degli inquirenti, questa laconicità e riduzione del processo al solo Oseghale per un solo omicidio-smembramento,  mentre la sua perizia ci dice che ne ha fatto chissà quanti altri, dipenda dal voler nascondere all’opinione pubblica la dimensione enorme e mostruosa del fenomeno   – perché il fenomeno  l’hanno importato i governi Renzi e Gentiloni, e perché  si sa,  gli italiani “sono razzisti” ,  “anti-immigrati”,  e non devono essere eccitati  in questi loro  negativi sentimenti.  Mi viene questa idea, perché abbiamo tutti visto lo sforzo enorme dei  progressisti che controllano tv, radio e giornali, di imporre un linguaggio, come dire?, castigato e politicante corretto non dare adito a “percezioni” deplorevoli negli italiani fon troppo inclini al razzismo  – e perciò a votare Salvini.
Dico questo perché  secondo un noto giornaliista radio-televisivo, la  tentata strage dei 51 bambini doveva essere raccontata così: “Autista  squilibrato crea code sulla Paullese. Non altro”, essendo la notizia vera da diffondere “il nostro ministro dell’Interno  è razzista”.
Questi giornalisti pretendono di plasmare e torcere la nostra “percezione” . E in Tv, alla radio, nei giornali, lo fanno .

Maurizio Blondet

Il sottoscritto modestamente si unisce all’appello dello zio di Pamela, l’avvocato Verni:

mercoledì 1 agosto 2018

INNOCENT OSEGHALE HA AMMESSO DI AVERE FATTO A PEZZI IL CORPO DI PAMELA MASTROPIETRO, LA 18ENNE ROMANA UCCISA E SMEMBRATA A MACERATA IL 30 GENNAIO SCORSO

IL 29ENNE NIGERIANO, ACCUSATO DI OMICIDIO, VILIPENDIO E DISTRUZIONE DI CADAVERE, LO HA DETTO AI MAGISTRATI DELLA PROCURA DI MACERATA 

L’UOMO SOSTIENE CHE PAMELA SIA MORTA PER OVERDOSE
innocent oseghaleINNOCENT OSEGHALE
(ANSA) - "Ho fatto a pezzi il corpo di Pamela Mastropietro" ma la ragazza "era già morta per overdose dopo aver assunto eroina". A sei mesi dalla morte della 18enne romana a Macerata, arrivano le prime ammissioni choc di responsabilità di Innocent Oseghale, 29enne pusher nigeriano, in carcere da fine gennaio scorso con le accuse di omicidio volontario, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere e spaccio di droga.

Il nigeriano, tramite un interprete in lingua inglese, è stato sentito oggi per l'ennesima volta (la seconda nel carcere di Ascoli Piceno) dal Procuratore Giovanni Giorgio, presente anche un ufficiale del Ris: ha ribadito però di non aver ucciso né violentato Pamela, sostenendo di aver avuto con lei un rapporto sessuale consenziente in un sottopasso vicino ai Giardini Diaz il 30 gennaio, poco dopo averla incontrata e poche ore prima del delitto. Dopo aver constatato che il cadavere della ragazza non entrava in un trolley comprato per disfarsi del corpo, ha raccontato ancora Oseghale al Procuratore, decise di sezionarlo e di riporne alcune parti anche nel trolley blu-rosso della giovane.
E' una confessione parziale che segue una girandola di versioni fornite agli inquirenti dal 29enne per negare ogni addebito nei precedenti faccia a faccia. Ed è una ricostruzione che non collima con le risultanze degli esami autoptici e tossicologici, né con l'ipotesi degli inquirenti. Per i medici legali dell'Università di Macerata, Pamela era viva quando venne ferita con due coltellate all'altezza del fegato e non morì a causa della droga. La Procura ritiene poi che Oseghale abbia stuprato la ragazza, che si era allontanata il giorno prima dalla comunità di recupero Pars di Corridonia, approfittando dello stordimento indotto dall'assunzione di eroina nella casa di via Spalato 124 e che l'abbia uccisa e smembrata in maniera 'maniacale' per nascondere le tracce di una violenza sessuale. 

31 Luglio 2018
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO

venerdì 8 giugno 2018

IL RIESAME RESPINGE IL RICORSO DELLA PROCURA: NON È STATA STUPRATA DA OSEGHALE

TRA PAMELA MASTROPIETRO E IL NIGERIANO, SECONDO IL GIP, “SI CREÒ UN CLIMA AMICALE”: L’AVREBBE UCCISA (E POI FATTA A PEZZI) PRESO DAL PANICO PERCHÉ LEI SI ERA SENTITA MALE DOPO AVER...


pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Per l'accusa di aver stuprato Pamela Mastropietro non sussistono gravi indizi di colpevolezza a carico di Innocent Oseghale, 29enne nigeriano, già in carcere ad Ascoli Piceno per l'omicidio della 18enne romana avvenuto il 30 gennaio scorso a Macerata.

Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Ancona che ha respinto il ricorso della Procura di Macerata che chiedeva la custodia in carcere per il nigeriano, anche per l'accusa di violenza sessuale.

Per il procuratore Giovanni Giorgio lo stupro sarebbe stato il movente dell'omicidio della giovane e del successivo smembramento del corpo ritrovato in due trolley.
innocent oseghaleINNOCENT OSEGHALE

Tesi che non aveva convinto il gip di Macerata, secondo cui tra Oseghale e Pamela invece si creò un 'clima amicale' e il nigeriano l'avrebbe uccisa, preso dal panico perché lei si sarebbe sentita male dopo aver assunto eroina. I difensori Umberto Gramenzi e Simone Matraxia avevano respinto ogni accusa, chiedendo il rigetto del ricorso.

Fonte: qui

mercoledì 30 maggio 2018

"PAMELA FU VIOLENTATA, STORDITA DI EROINA POI ACCOLTELLATA"

E’ LA RICOSTRUZIONE FATTA DAL PROCURATORE DI MACERATA 

IL RESPONSABILE, PER I PM, E’ INNOCENT OSEGHALE CHE AVREBBE AGITO PER UN MOVENTE ESCLUSIVAMENTE SESSUALE 

DIVERSA LA VISIONE DEL GIP: IL NIGERIANO E LA RAGAZZA AVREBBERO CREATO UN “CLIMA AMICALE” POI DEGENERATO NEL DELITTO QUANDO LEI…

Franco Giubilei per “la Stampa”

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
E' una storia dell'orrore la ricostruzione delle ultime ore di Pamela Mastropietro, la ragazza di Roma ritrovata fatta a pezzi in una valigia lo scorso gennaio: secondo il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio, la 18enne è stata violentata mentre si trovava sotto l' effetto dell' eroina, per poi essere uccisa a coltellate e infine smembrata, in modo da cancellare le tracce dello stupro.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO











Il responsabile dello scempio, per l' accusa, è Innocent Oseghale, 29 anni, il primo dei quattro indagati nigeriani ad essere stato arrestato, in carcere ad Ascoli Piceno per omicidio, vilipendio, distruzione, occultamento di cadavere e spaccio di droga. Dietro il delitto di Oseghale ci sarebbe un movente sessuale, finora non riconosciuto dal gip, ma per il pm il giovane deve rispondere anche dello stupro della ragazza.

LA TESI DEL GIP
la morte di pamela mastropietroLA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO
Parzialmente diversa la tesi del gip, Giovanni Maria Manzoni, secondo cui tra la giovane e il nigeriano si sarebbe creato un «clima amicale», poi degenerato nel delitto, quando la ragazza si sentì male a causa della droga in casa di Oseghale il 30 gennaio scorso. Il giorno dopo il corpo della 18enne fu ritrovato chiuso in due trolley nelle campagne maceratesi. La decisione del tribunale, presieduto da Alberto Pallucchini, arriverà forse oggi, o comunque entro la settimana.
innocent oseghaleINNOCENT OSEGHALE


L'INDAGATO RIMASTO IN SILENZIO
L'indagato, presente in aula con i legali Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, è rimasto in silenzio: la difesa respinge le accuse. Per tutta la durata dell'udienza, fuori dal Palazzo di giustizia, la madre di Pamela, Alessandra Verni, è rimasta in sit-in con un gruppo di amici. «Credo nella giustizia», ha detto.

la morte di pamela mastropietro il fossato in cui e stato ritrovato il corpoLA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO IL FOSSATO IN CUI E STATO RITROVATO IL CORPO










Il tribunale dovrà valutare gli elementi raccolti nell'inchiesta che vede indagati altri tre nigeriani di cui due in carcere ad Ancona - Desmond Lucky e Lucky Awelima -, ma c'è chi, come lo zio di Pamela e avvocato di famiglia Marco Valerio Verni, invita a indagare anche su altri aspetti: «Tutti i fatti che hanno preceduto il tragico epilogo compreso l'allontanamento dalla comunità» Pars di Corridonia dove, alcuni mesi prima del delitto, Pamela era stata mandata dalla famiglia per curare problemi psicologici oltre a quelli legati all'assunzione di droghe.
innocent oseghale e la compagna michelaINNOCENT OSEGHALE E LA COMPAGNA MICHELA

«Nessuno vuole una giustizia sommaria - ha detto ad Ancona l' avvocato Verni che acquisirà i documenti del procedimento, ma che non era coinvolto tecnicamente nel Riesame -. Vogliamo che chi ha compiuto questo efferato omicidio venga assicurato alle patrie galere, che siano state uno, due, tre o quattro persone».

Fonte: qui

venerdì 4 maggio 2018

MACERATA - PER LA PROCURA PAMELA MASTROPIETRO FU VIOLENTATA DA OSEGHALE MENTRE ERA “IN CONDIZIONI FISICHE MENOMATE PER L’ASSUNZIONE DI EROINA”

I MAGISTRATI SONO CONVINTI CHE LA TESI DELLO STUPRO E’ AVVALORATA DALLA “CURA MANIACALE” MESSA DAL NIGERIANO PER FAR SPARIRE LE TRACCE DEL RAPPORTO VIOLENTO CON…

(ANSA) - Pamela Mastropietro venne violentata da Innocent Oseghale mentre era in condizioni fisiche menomate per l'assunzione di eroina. Lo sostiene il Procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio anche sulla base dei risultati degli esami del Ris che hanno evidenziato un rapporto sessuale completo tra i due. Il gip di Macerata Giovanni Maria Manzoni ha invece ritenuto non vi fossero gravi indizi di colpevolezza per tale accusa, ipotizzando invece che tra i due si fosse creato un clima amicale.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO

Per la Procura, l'accusa di abuso sessuale sarebbe avvalorata anche dalla "cura maniacale" messa da Oseghale per far sparire le tracce del rapporto violento, pulendo con la candeggina e asportando gli organi genitali della ragazza. Un'ipotesi "seria" ma carente di "gravi indizi di colpevolezza" secondo il gip che, ha spiegato il Procuratore, ricostruisce l'accaduto in maniera parzialmente diversa ed esclude dunque la violenza sessuale: l'ipotesi del giudice è che tra Pamela e Innocent, che fecero spesa e pranzarono insieme il 30 gennaio oltre a scambiarsi una sigaretta, si sarebbe creato un clima amicale.

innocent oseghaleINNOCENT OSEGHALE
La situazione sarebbe precipitata, per il gip, quando Pamela avrebbe accusato un malore, generando il panico in Oseghale che si era reso conto della gravissima situazione in cui si trovava. Un quadro che, concordano invece Procura e gip, avrebbe portato il nigeriano ad uccidere la 18enne e poi a tentare di farne sparire il corpo cancellando ogni traccia in casa e sul cadavere. Per far riconoscere l'accusa di violenza sessuale la Procura valuta il ricorso al Tribunale del riesame.

Fonte: qui


LE INTERCETTAZIONI IN CELLA TRA LUCKY AWELIMA E DESMOND LUCKY, GLI ALTRI DUE NIGERIANI SOTTO ACCUSA PER LA MORTE DELLA 18ENNE, RIVELANO NUOVI DETTAGLI SUL CASO

“INNOCENT OSEGHALE MI TELEFONÒ E MI CHIESE SE VOLEVO STUPRARE UNA RAGAZZA CHE...”

LA GIOVANE IN QUESTIONE SAREBBE PAMELA MASTROPIETRO, CHE QUEL GIORNO, DOPO ESSERSI ALLONTANATA DALLA COMUNITÀ DI RECUPERO PER TOSSICODIPENDENTI DI CORRIDONIA, ERA IN COMPAGNIA DEL NIGERIANO CHE GLI AVREBBE PROCURATO UNA DOSE DI EROINA E...

«INNOCENT MI TELEFONÒ E MI CHIESE SE VOLEVO STUPRARLA»

Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Per il procuratore capo di Macerata Giovanni Giorgio Pamela Mastropietro è stata violentata da Innocent Oseghale prima di essere uccisa il 30 gennaio scorso nell' abitazione del giovane nigeriano in via Spalato. Per il gip Giovanni Maria Manzoni, che ieri ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del trentenne proprio per omicidio, non ci sarebbero elementi sufficienti per contestargli anche lo stupro sulla diciottenne romana.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO








Ma il suo provvedimento, notificato ieri a Oseghale nel carcere di Ascoli, rappresenta comunque una svolta nelle indagini sulla morte della ragazza dell'Appio, fatta a pezzi e rinchiusa in due trolley, poi gettata la notte successiva per strada vicino Pollenza proprio dal nigeriano. Che adesso viene incastrato anche da uno dei due connazionali finiti in carcere con lui, ma accusati fin dall' inizio di concorso in omicidio.
la morte di pamela mastropietro desmond lucky e awelima luckyLA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO DESMOND LUCKY E AWELIMA LUCKY




Lucky Awelima e Desmond Lucky sono stati infatti intercettati nei mesi scorsi in cella ad Ancona. Il primo ha rivelato all' altro: «Il 30 gennaio Innocent mi telefonò chiedendomi se volevo andare a stuprare una ragazza che dormiva».

La giovane in questione sarebbe proprio Pamela, che quel giorno, dopo essersi allontanata 24 ore prima dalla comunità di recupero per tossicodipendenti di Corridonia, si trovava in compagnia del nigeriano che gli avrebbe procurato più tardi una dose di eroina, dopo aver fatto la spesa e aver pranzato con lei. Awelima ha poi aggiunto di aver risposto all' amico di non essere interessato, mentre in un'altra conversazione lo stesso avrebbe raccontato di aver saputo che la diciottenne era stata davvero violentata.
innocent oseghaleINNOCENT OSEGHALE

I colloqui sono riportati nell'ordinanza del gip Manzoni che come fondamento della decisione di non contestare a Oseghale anche il reato di violenza sessuale descrive alcuni tratti della personalità della diciottenne considerando amicale il suo rapporto con il nigeriano. Oggi quest'ultimo sarà sottoposto all'interrogatorio di garanzia mentre la procura potrebbe presentare ricorso al Riesame. E domani nella chiesa di Ognissanti a Roma saranno finalmente celebrati i funerali di Pamela. Nella Capitale sarà lutto cittadino.

IL MASSACRO DI PAMELA, NUOVE ACCUSE
Paola Pagnanelli per “il Giorno”

innocent oseghale desmond lucky awelima luckyINNOCENT OSEGHALE DESMOND LUCKY AWELIMA LUCKY






L'accusa formale di aver ucciso Pamela Mastropietro è stata mossa al nigeriano Innocent Oseghale, che ieri ha ricevuto una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere ad Ascoli. Ma per la procura, il trentenne nigeriano deve rispondere anche della violenza sessuale ai danni della diciottenne romana, trovata il 31 gennaio scorso, in pezzi, in due trolley abbandonati sul margine di una strada di Pollenza, in provincia di Macerata.

Nelle intercettazioni allegate all'ordinanza di custodia cautelare, emerge un altro particolare agghiacciante: «Il 30 gennaio Innocent mi telefonò chiedendomi se volevo andare a stuprare una ragazza che dormiva», dice, intercettato dagli inquirenti nel carcere di Ancona, uno dei nigeriani arrestati, Lucky Awelima, mentre parla con Desmond Lucky. I due sono detenuti assieme a Innocent Oseghale, con l' accusa di aver ucciso e fatto a pezzi la 18enne romana a Macerata.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO

«Sappiamo che Pamela è stata uccisa nella sua mansarda, a Macerata - ha riepilogato ieri il procuratore capo Giovanni Giorgio -, il Ris ha trovato le impronte di Oseghale nel sangue sul pavimento e il suo Dna è stato trovato sui genitali della ragazza, sebbene fossero stati asportati e lavati con molta cura con la candeggina. Lui poi ha portato via i trolley la sera del 30 gennaio.

E in carcere, parlando con la sua fidanzata, ha ammesso di aver fumato con Pamela e poi di non aver capito più niente. Visto che la perizia medico legale stabilisce che la ragazza è morta per le coltellate al fegato e non per l'overdose, la nostra ricostruzione è che sia stata violentata, con la forza o approfittando comunque delle sue condizioni debilitate, e che poi sia stata uccisa, così ben lavata e fatta a pezzi per cancellare le tracce dello stupro».
la morte di pamela mastropietro il fossato in cui e stato ritrovato il corpoLA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO IL FOSSATO IN CUI E STATO RITROVATO IL CORPO

Il giudice per le indagini preliminari però ha ritenuto questa ricostruzione una «ipotesi investigativa seria», ma non ancora suffragata dalle prove, per questo ha disposto la misura cautelare in carcere per omicidio, e non anche per violenza sessuale.

«La ragazza - ha spiegato ancora il procuratore - secondo il giudice potrebbe aver avuto un comportamento «compiacente» con chi le aveva dato la droga, e in considerazione anche della sua personalità propende per un'altra ricostruzione: Pamela si sarebbe sentita male dopo l'assunzione di eroina, e Oseghale l'avrebbe uccisa perché non si scoprisse la sua attività di spacciatore.

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Ma il medico legale Cingolani e il tossicologo Froldi hanno escluso che ci sia stata un'overdose, e a uccidere Pamela sono state «le coltellate al fegato». Il magistrato ha parlato anche delle intercettazioni tra gli indagati. Oseghale in particolare, parlando in carcere con la compagna, avrebbe «una volta accusato Lucky Desmond, un'altra volta avrebbe ammesso di averla fatta a pezzi, e un'altra volta avrebbe detto che dopo aver fumato con lei «non ci avrebbe capito più niente». Per noi, si è trattato di un raptus: Oseghale avrebbe violentato la ragazza, poi l'avrebbe uccisa e avrebbe tentato di cancellare ogni traccia di lei».

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