9 dicembre forconi: scialpinisti
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giovedì 3 maggio 2018

"La strage in montagna si poteva evitare"

Identificati tutti i 7 morti. Il fratello di una vittima: «Ci siamo persi 4 volte»
Sono stati tutti identificati i 7 scialpinisti (di cui 6 italiani) morti due giorni fa nella tragedia sulle Alpi svizzere tra la Pigne d'Arolla e il Mont Collon.



Ieri Giovanni Paolucci, fratello di una delle tre vittime bolzanine, ha appreso dalla polizia del canton Vallese che gli alpinisti «hanno cambiato percorso 4 volte nella speranza di raggiungere il rifugio ancora con il bel tempo, ma a 550 metri dalla meta sono rimasti bloccati dalla tempesta».
«Ottocento metri di dislivello in salita e 1.000 in discesa non sono davvero tanti - ha aggiunto Paolucci -, il problema è stato la quota, visto che il punto massimo si trovava a 3.800 metri, che mi sembra un pò tanto», ha spiega Paolucci che, come la sorella, è uno scalatore professionista.
L'inchiesta sulla morte degli scialpinisti è ancora in corso e al momento non vi sono ipotesi di reato: è stato semplicemente aperto un fascicolo per determinare le circostanze dei decessi. È quanto ha precisato Nicolas Dubuis, procuratore generale del Cantone Vallese.
Dispiace dirlo, ma la testimonianza choc di Tommaso Piccioli (altro superstite alla strage) è la summa di come non si può - e non si deve - affrontare la montagna. Ad ammetterlo, davanti alle telecamere di corriere.it e Tg3 è lo stesso Piccioli: «Era una gita difficile non da fare in una giornata dove alle 10 sarebbe iniziato il brutto tempo. Non avremmo neanche dovuto pensarci».
Piccioli svela di aver sempre sognato di affrontare il percorso che da Chamonix porta a Zermatt, consapevole delle difficoltà. «Che potesse essere complicato o che le condizioni atmosferiche fossero rigide lo sapevamo. Ma alcune scelte della nostra guida si sono rivelate sbagliate». Piccioli ha poi parlato dei momenti drammatici trascorsi durante la notte, con una temperatura che aveva raggiunto i meno venti gradi sotto lo zero e senza un ricovero adeguato: «Ogni tanto - ha detto- mi veniva la voglia di lasciarmi andare, ma dopo pensavo a mia moglie. Così ho resistito. Tutta la notte. Fino all'arrivo dei soccorsi. Ma per sei dei miei compagni era ormai già troppo tardi».
Il gruppo di 14 escursionisti (italiani, tedeschi e francesi) era partito alla volta di Cabane des Vignettes, un rifugio sul versante svizzero. Capocordata era una guida alpina «esperta» che però, quando il tempo peggiora con temperature 5 gradi sotto lo zero e venti a 79 chilometri orari, perde l'orientamento. Nel tentativo di ritrovare la pista precipita in un crepaccio e muore. Gli altri del gruppo non riescono ad andare avanti e si fermano in un anfratto sulla parete rocciosa: altro errore fatale. Il rifugio era a poche centinaia di metri, ma è risultato invisibile nella tormenta. Ad assolvere la guida alpina è uno che la neve e la montagna le conosce bene, il campione altoatesino Reinhold Messner: «Quanto ti trovi nel whiteout - una sorta di nebbia di neve e vento gelido fortissimo - è difficile individuare colpe».

Fonte: qui

sabato 7 aprile 2018

VALANGA A PILA (AO), IN VALLE D'AOSTA: MORTI 2 SCIATORI, ALTRI 2 ESTRATTI VIVI

TESTIMONI PRESENTI SUL POSTO HANNO RIFERITO AI SOCCORRITORI DI AVER VISTO "DIVERSE PERSONE TRAVOLTE" 


pila soccorsiPILA SOCCORSI
Una valanga è caduta nella tarda mattinata di oggi al Colle Chamolé, poco oltre gli impianti di risalita di Pila, località sciistica a monte di Aosta, travolgendo diverse persone. Due sono state estratte in stato di grave ipotermia e trasportate in elicottero all'Ospedale Parini di Aosta.

I soccorritori hanno poi estratto un terzo scialpinista in gravissime condizioni: è morto prima di raggiungere l'ospedale. Un altro ancora è stato trascinato sulla superficie del lago Chamolé, gelato, lo strato di ghiaccio si è rotto e lo sciatore sembra essere stato inghiottito dalle acque.

Un gruppo di sommozzatori si è immerso e sta scandagliando il fondo per cercarne il corpo. Stanno continuando le ricerche per capire se altri scialpinisti si trovino ancora sotto la neve. Sono almeno cinque gli sciatori travolti dalla valanga, di una fila di diciannove che stava salendo verso il rifugio Arbolle. Il gruppo fa parte di una scuola di scialpinismo di una sezione del Cai dell'Appennino romagnolo, impegnato in un corso di perfezionamento. La valanga, che si è staccato con un fronte di circa trecento metri, ha travolto la coda del gruppo.
pila valangaPILA VALANGA

Testimoni presenti sul posto hanno riferito ai soccorritori di aver visto "diverse persone travolte". Le operazioni di ricerca sono condotte dal soccorso alpino valdostano con l'impiego di due elicotteri, guide tecniche di soccorso e unità cinofile.

Nel fine settimana la zona è frequentata da numerosi scialpinisti, anche per la sua vicinanza alla stazione di arrivo della seggiovia di Chamolé. I pendii però, piuttosto ripidi nei pressi del passo, sono conosciuti come valangosi, soprattutto in periodi di neve abbonante come questo.

Fonte: qui