9 dicembre forconi: valanga
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sabato 7 aprile 2018

VALANGA A PILA (AO), IN VALLE D'AOSTA: MORTI 2 SCIATORI, ALTRI 2 ESTRATTI VIVI

TESTIMONI PRESENTI SUL POSTO HANNO RIFERITO AI SOCCORRITORI DI AVER VISTO "DIVERSE PERSONE TRAVOLTE" 


pila soccorsiPILA SOCCORSI
Una valanga è caduta nella tarda mattinata di oggi al Colle Chamolé, poco oltre gli impianti di risalita di Pila, località sciistica a monte di Aosta, travolgendo diverse persone. Due sono state estratte in stato di grave ipotermia e trasportate in elicottero all'Ospedale Parini di Aosta.

I soccorritori hanno poi estratto un terzo scialpinista in gravissime condizioni: è morto prima di raggiungere l'ospedale. Un altro ancora è stato trascinato sulla superficie del lago Chamolé, gelato, lo strato di ghiaccio si è rotto e lo sciatore sembra essere stato inghiottito dalle acque.

Un gruppo di sommozzatori si è immerso e sta scandagliando il fondo per cercarne il corpo. Stanno continuando le ricerche per capire se altri scialpinisti si trovino ancora sotto la neve. Sono almeno cinque gli sciatori travolti dalla valanga, di una fila di diciannove che stava salendo verso il rifugio Arbolle. Il gruppo fa parte di una scuola di scialpinismo di una sezione del Cai dell'Appennino romagnolo, impegnato in un corso di perfezionamento. La valanga, che si è staccato con un fronte di circa trecento metri, ha travolto la coda del gruppo.
pila valangaPILA VALANGA

Testimoni presenti sul posto hanno riferito ai soccorritori di aver visto "diverse persone travolte". Le operazioni di ricerca sono condotte dal soccorso alpino valdostano con l'impiego di due elicotteri, guide tecniche di soccorso e unità cinofile.

Nel fine settimana la zona è frequentata da numerosi scialpinisti, anche per la sua vicinanza alla stazione di arrivo della seggiovia di Chamolé. I pendii però, piuttosto ripidi nei pressi del passo, sono conosciuti come valangosi, soprattutto in periodi di neve abbonante come questo.

Fonte: qui

martedì 28 novembre 2017

GUIDO RUOTOLO RICOSTRUISCE LA CAPORETTO DEI SOCCORSI DI RIGOPIANO, MINUTO PER MINUTO.

‘CHE CASINO, LA PREFETTA È UN'IMPIEGATUCCIA DI CAMPAGNA

72 ORE CHE DEVASTARONO L’ABRUZZO TRA TEMPESTA DI NEVE E TERREMOTO - LA TELEFONATA: ‘GENTE SOTTO UNA SLAVINA? NON CE NE FREGA NIENTE. ANZI SÌ, INTERVENITE’
La lotta di potere per le turbine e l’assurdo pasticcio dei politici poche ore prima della strage di Rigopiano. La telefonata choc: “Gente sotto una slavina? Non ce ne frega niente. Anzi sì, intervenite”



Guido Ruotolo per http://notizie.tiscali.it

Questa è la cronaca di quelle 72 ore da dimenticare in cui gli uomini delle istituzioni regionali e delle amministrazioni comunali diedero vita alla Caporetto dei soccorsi durante la tempesta di neve, il terremoto, le slavine che tra il 15 e il 18 gennaio scorso si abbatterono sull’Abruzzo.

Ore 7.58
LUCIANO DALFONSOLUCIANO DALFONSO
Claudio Ruffini - ex numero uno dello staff del Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ha la responsabilità della distribuzione dei mezzi di soccorso (dagli spalaneve alle turbine) - viene chiamato dal consigliere provinciale di Teramo, Mauro Giovanni Scarpantoni, che gli chiede le turbine per svuotare le strade dalla neve, aggiungendo che loro ne hanno 8 ma che ne servono altre perché la neve è alta già un metro. Ruffini risponde che non può occuparsene lui e che deve chiamare Anas e presidente delle province di L’Aquila e Ascoli Piceno.

Ore 8.07
Ruffini chiama il capo compartimento Anas Abruzzo, Antonio Marasco, che conferma di aver mandato una turbina ad Atri per l’ospedale, e chiede di conoscere la situazione e le esigenze complessive. Ruffini dice di aver bisogno di due, tre turbine almeno per aprire le strade principali. A quel punto Marasco suggerisce di coinvolgere anche l’Anas del Lazio.
Claudio RuffiniCLAUDIO RUFFINI
Ore 8.11
Ruffini chiama il governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso spiegandogli la situazione: «Mo’ ci penso io», risponde il governatore che chiede di farsi dire dove l’Anas del Lazio dovrà portare le sue turbine.

Ore 8.53
Il sindaco di Crognoleto, Giuseppe D’Alonzo, chiama il responsabile dei mezzi spazzaneve e gli fa presente che questa volta «la situazione va malissimo», che il presidente della Regione non gli risponde a telefono, che aveva parlato con il capo dipartimento dell’Anas per non far chiudere a valle la statale. E dice che hanno problemi con la rete idrica e telefonica e non riescono «più a contattare le persone delle frazioni dei paesi».
Ore 9.39
Il capo dipartimento Anas comunica a Ruffini che una turbina è ad Atri e che sta liberando anche 20 km di provinciale per salire al paese.

Ore 12.16
LUCIANO DALFONSOLUCIANO DALFONSO
Ruffini chiede al presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino, dove dovrebbero andare le turbine in arrivo. Di Sabatino risponde che «due arrivano da Anas e una da (Autostrade). Una deve fare la zona Bellante Mosciano, l’altra deve fare Atri, la terza Basciano Bisenti. Ruffini dice che quella della autostrada la potevano mandare ad Atri e che ora lo dirà a Marrone. Di Sabatino ribatte che, secondo lui, chi arriva prima va ad Atri ed il resto di conseguenza».

Ore 12.50
Ruffini viene chiamato dal sindaco di Valle Castellana che gli riferisce di essere in situazione critica: ci sono dei Vigili del fuoco bloccati a Rocca Santa Maria nonché «tre strade provinciali sono bloccate dalle slavine (elenca quattro distinti eventi valanghivi precisandone le località) e dice di aver avvisato la prefettura e chiesto mezzi a Renzo di Sabatino (presidente provincia Teramo, ndr). Ruffini suggerisce di rivolgersi personalmente alla provincia di Ascoli Piceno, e di rivolgersi a Silvio Liberatore eventualmente».
Ore 13.03
vittime del rigopianoVITTIME DEL RIGOPIANO
Ruffini e Renzo Di Sabatino parlano delle problematiche di Valle Castellana. Di Sabatino si lamenta della prefettura di Teramo e della sua inefficienza. Parlano delle turbine in arrivo, Ruffini gli dice di fare due accessi ad Atri a quelle delle autostrade. Di Sabatino dice che ad Atri già sta operando una dell’Anas nel frattempo sopraggiunta e che ne sta arrivando una seconda. Discutono di aver dato disposizioni confliggenti (di fatto si stanno per ritrovare così 4 turbine ad Atri) e di Sabatino dice con tono nervoso “dimmi tu dove le devo mandare”».

Ore 13.06
Silvio Liberatore dice a Ruffini che sta predisponendo una nota per attivare l’esercito (spiega che lo deve fare il Prefetto di Teramo e che lo stanno sollecitando in tal senso). Ruffini chiede di Valle Castellana, Liberatore  dice che solo una turbina può liberare la strada e chiede se qualcuno la stia inviando.

Ore 13.16
valanga al rigopianoVALANGA AL RIGOPIANO
Ruffini viene chiamato da Marianna Di Stefano, segretaria di D’Alfonso, che lo avvisa di avere in linea Igino Lai, direttore di esercizio di Strada dei Parchi, e che D’Alfonso ha detto di aver già parlato con Cesare Ramadori (a.d. di Strada dei Parchi) per farsi dare una fresa che garantisca un accesso ad Atri da Nord. Ruffini, inizialmente perplesso, dice di passargli la telefonata: Lai dice che Ramadori ha detto di chiamarlo, Ruffini dice che gli serve una fresa per Atri, Lai dice che le frese “servono a loro” e che hanno gravi criticità sul Gran Sasso e che se ne dà una a loro poi resta in difficoltà, e che Ramadori aveva detto che invece gli serviva una “lama sgombraneve a spinta” (spazzaneve). Ruffini dice che si informa se va bene e che lo farà chiamare da Monica Di Mattia della provincia di Teramo.

Ore 14.16
Sindaco di Cermignano chiama Ruffini, precisando che lo chiama da un telefono fisso in quanto la rete cellulare non funziona più. Spiega che il comune è senza corrente e non riescono a tenere pulite le strade con i mezzi che hanno a disposizione. Ruffini dice che hanno chiesto una turbina all’autostrada (senza precisare che non è previsto l’impiego in quel comune) e che non ci si può fare molto. Sindaco richiede l’intervento dell’esercito, Ruffini dice che lo deve richiedere la Prefettura e di rivolgersi pertanto al Prefetto anche se “c’è una prefetta che a me sembra più una impiegatuccia di campagna …  completamente assente” e chiude dicendo “speriamo, che ti devo dire”».

Ore 18.32
IL SALVATAGGIO DI UNA DONNA A RIGOPIANOIL SALVATAGGIO DI UNA DONNA A RIGOPIANO
Monica Di Mattia  conferma a Ruffini l’avvenuto arrivo delle varie turbine attese e specifica che di una ne hanno perse le tracce da quando un poliziotto vi è salito a bordo e non si è capito dove sia andata. A domanda di Ruffini, Monica dice che a Valle Castellana non sono arrivati e che stanno operando principalmente a servizio di Terna per far riattivare l’energia elettrica ove possibile.
18.01.2017
Claudio Ruffini si è recato in ufficio a Pescara, presso la sede di Viale Bovio, ove è giunto alle ore 9.00 circa

Ore 9.53
Ruffini riceve il seguente sms dal sindaco di Notaresco: “Presidente, non mi altero mai. Sono 4 giorni che siamo soli. Stiamo investendo migliaia di euro con 11 mezzi nostri per pulire le provinciale più Sp553 (ex statale) che sta franando. Per vostre mancanze sto lasciando le mie zone isolate. Con me c'è il comandante dei carabinieri. Mi alternerò. Vi sto scrivendo dentro la ruspa con me presente il comandante dei carabinieri”.
Ore 10.25
Ruffini (a Pescara) è a telefono con Silvia Aloisio (che si trova a L’Aquila) e stanno parlando di questioni d’ufficio quando viene registrata la prima scossa di terremoto (ore 10.25.50 a L’Aquila).
Ore 10.42
valanga di neve su un hotel a rigopiano 1VALANGA DI NEVE SU UN HOTEL A RIGOPIANO
Ruffini chiama il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e gli passa Luciano D’Alfonso, che gli chiede notizie su Campotosto e Capitignano (epicentro sisma). Pietrucci dice di essere sul posto. D’Alfonso chiede se ci siano stati crolli, Pietrucci dice di non saperlo e che farà sapere, e spiega che la necessità è di avere turbine per aprire le strade, e aggiunge di aver già parlato con Marasco il quale ha detto di avere pochi mezzi a disposizione (rispetto alle esigenze). D’Alfonso dice che ha bisogno di informazioni certe sulla situazione della diga di Campotosto. Pietrucci dice che per questa ed altre informazioni farà sapere appena possibile.

Ore 10.43
Ruffini chiama Silvio Liberatore e gli chiede informazioni sul sisma (magnitudo ed epicentro). Chiede se siano pervenute segnalazioni di crolli o riguardanti la diga di Campotosto. Liberatore dice che ha assunto l’iniziativa di predisporre una lettera per convocare il Comitato Operativo Regionale. Testualmente: “Io adesso, non so se lo sai, sto facendo una nota per il Presidente per convocare - perchè qua Claudio qua le cose non funzionano più - il Comitato Operativo Regionale per le emergenze, cioè è la struttura che prende in mano l'emergenza quando è di carattere Regionale, con il presidente che lo presiede, con tutti gli enti competenti con potere di decisione.. sto facendo la lettera, ho chiamato Mazzocca e Mazzocca ne ha parlato con il Presidente (in sottofondo si sente D'Alfonso chiedere a Ruffini "chi è" e Ruffini rispondere "è Liberatore .. dice che deve mandare la lettera per istituire il comitato regionale.." e poi rivolto a Liberatore dice "Mandala che la firma subito il Presidente") .. Liberatore aggiunge: "questa lo presiede lui che poi penso delegherà Mazzocca, ma qua dobbiamo fare un tavolo perchè sennò qua ci scappa il morto e poi.. dove ci sta l'ENEL con quello che decide, l'ANAS con.." Ruffini lo blocca e dice di prepararla subito.
HOTEL RIGOPIANO SOCCORSIHOTEL RIGOPIANO SOCCORSI

Ore 10.47
Ruffini chiama Antonio Iovino (responsabile del Servizio programmazione attività di Protezione Civile della Regione Abruzzo) e gli chiede dove sia, Iovino dice che si trova a Roma per una riunione. Ruffini passa il telefono a D’Alfonso che ordina a Iovino di fare immediato rientro e che vuole “un report con tutte le situazioni”. Iovino dice di aver parlato con i sindaci della zona di Montereale e “c’è un problema che solo Marasco ci può risolvere: ci serve una turbina che deve liberare le strade provinciali.. almeno questo fallo tu e io consegno le carte e sto ripartendo” D’Alfonso dice che provvederà subito a chiamare Marasco.
Ore 10.56
Pietrucci chiama Ruffini e gli dice che la situazione è grave a Capitignano e Montereale e di riferire a D’Alfonso servono turbine ed esercito e che c’è una situazione critica dovuta alla neve ed al panico nella popolazione.

Ore 11.15 vengono registrare ulteriori due scosse di terremoto nell’aquilano.
Ore 11.24
Pietrucci chiama Ruffini e chiede che gli venga passato D’Alfonso. Ruffini risponde che è impossibilitato in quanto impegnato con altra telefonata. Pietrucci dice di riferire che in occasione delle ultime scosse ci sono stati certamente crolli e ribadisce la richiesta di turbine per liberare le strade e di militari dell’esercito. Ruffini assicura che D’Alfonso ha già parlato con Armani di ANAS e che questi
Ha già disposto l’invio di turbine nella zona.

Ore 11.57
Ruffini chiama Antonio Di Marco (Presidente della Provincia di Pescara) e gli dice che deve mettere a disposizione la sala giunta per le 15.30 perché il Presidente (D’Alfonso) coordinerà il Comitato per l’emergenza regionale. Di Marco dice che va bene e che se serve mette a disposizione la Sala dei marmi, Ruffini dice che hanno già scritto sala giunta (nella convocazione). Di Marco aggiunge “Tieni conto che abbiamo problemi molto seri, abbiamo bisogno di turbine, siamo bloccati”. Ruffini dice “Lo so, ma questa è la riunione per questi motivi qua.”
SOCCORRITORI HOTEL RIGOPIANOSOCCORRITORI HOTEL RIGOPIANO
Ore 12.02
Pietrucci richiama Ruffini e gli dice che la situazione nell’Alta Valle dell’Aterno è disastrosa e spiega di crolli e di blocchi stradali, dicendo di trovarsi insieme a Marasco e ribadendo di informare il Presidente.

Ore 12.21
Ruffini chiama Antonio De Crescentis (Presidente Provincia L’Aquila) e gli chiede se può fornire un autista per guidare una turbina. De Crescentis dice che non ha autisti a sufficienza neanche per i propri mezzi. Ruffini chiede l’indicazione di privati disponibili. Si risentiranno.
Ore 12.24
Ruffini chiama Renzo Di Sabatini (Presidente Provincia Teramo) – Durante gli squilli, Ruffini dice a D’Alfonso “Di Marco ha detto che l’autista a costo di prenderlo dal privato lo trova..” – Risponde Di Sabatino e gli chiede autisti per turbine che stanno procurando tramite Strada dei Parchi. Parlano della situazione del Teramano. Ruffini passa il proprio telefono a D’Alfonso e si ripetono le informazioni. Di Sabatino richiede l’intervento dell’esercito e dice “la prefetta non è in grado di gestire la situazione”. D’Alfonso  e Di Sabatini parlano di alcune criticità a Atri, Civitella, Castelnuovo, Cellino Attanasio, nella Valfino, Bellante, Isola del Gran Sasso, Rocca Santa Maria e Valle Castellana. D’Alfonso richiede un “quadro veritiero” così da poter inviare l’esercito.
HOTEL RIGOPIANOHOTEL RIGOPIANO

Ore 13.09
Ruffini chiama Carlo Giovani e gli dice che il Presidente intende procedere con la richiesta di stato di emergenza e chiede “cosa deve chiedere ai comuni”. Carlo Giovani risponde che non bisogna chiedere nulla ai comuni, ma le uniche informazioni sono detenute dalla sala operativa ovvero Silvio Liberatore. Ruffini obietta che il Presidente ha detto che vuole chiedere direttamente ai comuni, Carlo Giovani ribadisce più volte che contattare i comuni è addirittura impossibile in quanto diversi di questi sono isolati e bisogna contattare la sala operativa. RUFFINI chiede quali dati debbano chiedere ai comuni, Carlo Giovani ribadisce che gli unici dati li può fornire la sala operativa, affermazione alla quale Ruffini ribatte spazientito “ma se il Presidente vuole assumere questa iniziativa, tu non puoi… lascia perdere la sala operativa.. ” In seguito Ruffini chiede i riferimenti normativi per richiedere lo stato d’emergenza. Ruffini in seguito specifica che la dichiarazione di stato d’emergenza dovrà essere pronta nei prossimi due o tre giorni, non subito. In seguito Carlo Giovani dice che le sole informazioni sono in possesso della Sala Operativa e che non è assolutamente opportuno, al momento, contattare i comuni e aggiunge testualmente “Però, Claudio, sarebbe stato opportuno che il Presidente venisse qui a L’Aquila a fare questa riunione di oggi pomeriggio, qui a L’Aquila.. anzi, no opportuno, assolutamente obbligatorio perché le uniche informazioni che arrivano in maniera disordinatissima dappertutto stanno alla sala operativa, Silvio non verrà a Pescara.. Silvio non verrà a Pescara e non avremo le informazioni che ci servono…“ Ruffini ribatte “Il Presidente ha deciso così … Viene Iovino che si tiene in contatto con coso.. capisci.. “. Carlo Giovani chiude dicendo “Vabbè, non mi riesco a spiegare”.
valanga di neve su un hotel a rigopiano 11VALANGA DI NEVE SU UN HOTEL A RIGOPIANO

Ore 13.44
Ruffini e Silvio Liberatore parlano della slavina caduta a Ortolano. Silvio Liberatore dice di aver inviato il soccorso alpino di essere in videoconferenza con “il dipartimento” (nazionale). Ruffini, agitato, dice “lascia perdere la videoconferenza.. dovete salvare le vite umane”. Liberatore ribatte “E quello stiamo facendo! Stiamo organizzando le squadre con loro!”.
Ore 13.51
Silvio Liberatore invia il seguente sms a Ruffini “Squadre Alpini partite o in partenza : 1 squadra di Latina verso Penne, 1 squadra di Rieti verso Campotosto , Montereale, Ortolano, 1 squadra da Roma verso Prefettura Aquila.
valanga di neve su un hotel a rigopiano 13VALANGA DI NEVE SU UN HOTEL A RIGOPIANO
Ore 15.01
Ilario Lacchetta, sindaco di Farindola, chiama Claudio Ruffini che non risponde né richiamerà.

Ore 15.21
Ruffini inoltra il seguente sms a Antonio De Crescentis, Renzo Di Sabatino, Antonio Di Marco, Mario Pupillo  (rispettivamente presidenti delle province di L’Aquila, Teramo, Pescara, Chieti). “Mi puoi inviare x sms il numero delle frese a turbina in azione sulle strade. Oltre alle frese quali e quanti mezzi sono in azione? Infine quante turbine occorrerebbero ulteriormente?”.
Ore 15.45
Ruffini chiama tale Falone al quale si presenta come “il segretario di D’Alfonso ” e chiede dove si trovi, questo risponde “A Farindola.” Ruffini chiede “A Farindola? Ma non sta andando alla Valle del Salto?” e questi risponde “No, non ancora. Ci andrò domani”. Ruffini dice di attendere perché lo richiamerà subito.

Ore 16.10
valanga di neve su un hotel a rigopiano 15VALANGA DI NEVE SU UN HOTEL A RIGOPIANO
viene chiamato dal consigliere regionale Lorenzo Sospiri il quale dice “Mi ha detto D’Alfonso che tu coordini i mezzi che lui ha ottenuto, turbine dall’Anas e dall’autostrade.. che programmi hai fatto con questi mezzi perché io ho due paesi che..” Ruffini risponde che “uno va nella Valfino ed uno nell’area vestina”. Sospiri chiede espressamente il programma del mezzo destinato all’area vestina, Ruffini dice che è a disposizione a Valle del Salto e ancora nessuno è andato a prenderlo e poi verrà coordinato da Di Marco, presidente della Provincia. Sospiri dice “Ha capito che là c’è gente che non risponde più nella case, non sappiamo se è viva o morta”. Ruffini risponde che non è solo lì il problema e che se vuole gli passa il Presidente. Sospiri ribatte “Ma se ho appena finito di parlare con il presidente che mi ha detto di chiamare te” e Ruffini dice “So che deve andare nell’area vestina ma io non conosco le strade della zona di Pescara” e di risentirsi tra un’ora circa. Sospiri chiude dicendo “La gente sta morendo e voi non vi rendete conto”.

Ore 16.26
Sellecchia dice che ha trovato anche il secondo autista e chiede dove deve operare, Ruffini risponde che è la zona “Farindola. Montebello e Villa Celiera”. Sellecchia dice che gli stanno arrivando due frese da Campobasso fornite dal nazionale per andare a controllare la diga di Campotosto, ma lì in realtà ci sono già mezzi e quindi avrebbe pensato di dirottarli altrove. Ruffini dice che allora le due frese in arrivo da Campobasso ne deve portare una “per Pescara” ed un’altra su Teramo e, al tempo stesso, gli deve comunque trovare i due autisti per le due di Strada dei Parchi per mandarle entrambe nel teramano. Sellecchia obietta che devono pensare anche alle zone colpite dal terremoto e che, una volta liberata l’area del cratere, manderebbe i mezzi nella zona di Farindola . Ruffini dice che gli farà sapere.
valanga di neve su un hotel a rigopiano 18VALANGA DI NEVE SU UN HOTEL A RIGOPIANO

Ore 20.20
Sellecchia chiama Ruffini e gli passa Marasco che dice di aver preso i mezzi di Strada dei Parchi dicendo che sono inutili al momento perché sono mezzi utili a fare gli allargamenti. Marasco spiega più volte che il mezzo non è idoneo alle attuali emergenze. Marasco dice che servono frese frontali grandi. Ruffini dà la colpa a Sellecchia per il fraintendimento. Marasco ribadisce che i mezzi in questione non servono a nulla  e servono solo a impegnare operatori ed esorta a chiedere una fresa frontale grande. Marasco poi esorta a precettare le officine meccaniche a L’Aquila per farle stare aperte notte e giorno per riparare i mezzi guasti.
Ore 20.26
Ruffini chiama Igino Lai e si lamenta perché hanno dato due mezze frese e non frese frontali. Lai dice che questi aveva a disposizione da dare e che erano a disposizione dalla mattina e l’obiezione, se fatta per tempo, avrebbe sortito altro effetto avendo avuto tutto il tempo di trovare il mezzo richiesto. Inoltre, Lai dice che la fresa inviata il giorno precedente ad Atri era una fresa frontale e l’avevano fatta tornare indietro proprio perché troppo grande. Lai ribadisce che i mezzi erano pronti dalla mattina e si stanno ponendo il problema solo adesso e che avrebbero fatto in tempo a modificare i mezzi secondo le esigenze.

Ore 23.31
Ruffini chiama Sandro Sellecchia e dice che il mezzo “deve andare nel Valfino, lo decide D’Alfonso e nessun’altro”. Sellecchia dice “Abbiamo avuto un’emergenza, c’è gente sotto a una slavina” Ruffini risponde “Non se ne frega niente D’Alfonso, queste sono le disposizioni. E’ un problema di D’Alfonso, non è un problema vostro.. ”. Sellecchia dice che ha avute disposizioni da Marasco. Ruffini dice “D’Alfonso domani va a Roma e trasferisce Marasco”. Sellecchia comunica che delle due frese attese da Campobasso ne è stata mandata solo una, e ribadisce che a Ortolano c’è una slavina con delle persone rimaste sotto e stavano andando a liberare la strada lì. Ruffini dice “Io non ne voglio sapere perché adesso D’Afonso darà da matto”. Sellecchia dice che sono stati inviati dal Prefetto, Ruffini dice che D’Alfonso conta più del Prefetto e poi dice “credo che la situazione si farà difficile per Marasco”.

Ore 23.35
Ruffini chiama D’Alfonso dice che da Campobasso è arrivata una sola turbina e “hanno deciso Marasco e company di portarla su Ortolano perchè dice che c’è stata una slavina .. dice che c’è stata una slavina che ha coperto una casa ma credo che problemi di persone, di vite umane, non ce ne stanno.. mi sembra… non lo so esattamente…” D’Alfonso vuole sapere cosa abbia detto Marasco circa il fatto che “decide D’Alfonso” e poi dice che adesso chiamerà Marasco.
Ore 23.56
valanga di neve su un hotel a rigopiano 19VALANGA DI NEVE SU UN HOTEL A RIGOPIANO
D’Alfonso chiede la turbina che doveva andare nella zona vestina dove si trovi. Ruffini dice che era la seconda che doveva arrivare da Campobasso e non è arrivata, poi chiarisce cosa è successo con Strada dei Parchi e che alle 11 dovrebbe essere arrivata una a Città Sant’Angelo. Dice di mandarla nell’area vestina.

Ore 08.02
Luciano D’Alfonso chiama “Ruffini e gli chiede di alcuni mezzi (turbine) impiegati nel territorio della provincia di Pescara. Insistendo più volte, esorta Ruffini a “risalire” a dove stia operando il mezzo e a chi “abbia messo becco” sul suo impiego.
Ore 08.39
Ruffini invia il seguente sms a Luciano D’Alfonso: “Il mezzo che ieri sera è arrivato dalla Soc Autostrade è stato inviato su disposizione del geometra Della Rovere della Provincia nella zona di Penne a liberare un dializzato (zona Villa Degna). L'operaio della Provincia Iannascoli con cui ho parlato e sta sul posto dice che adesso andranno nella zona di Farindola, Montebello ecc.”.
D’Alfonso risponde con un sms dal testo “A Penne anche deve andare”.

Ore 08.58
VALANGA A RIGOPIANOVALANGA A RIGOPIANO
Luciano D’Alfonso chiede a Ruffini di riassumergli le informazioni sul mezzo impiegato da Iannascoli. D’Alfonso chiede dove si trovino gli altri mezzi forniti dalle autostrade. Parlano della situazione di Civitella del Tronto (preme a D’Alfonso e Ruffinj spiega che le esigenze di quel comune non sono risolvibili con i mezzi a disposizione). Si sente squillare un cellulare e D’Alfonso dice a Ruffini di attendere. Si sente D’Alfonso rispondere “Si Vasco, dimmi Vasco…si, si adesso sto costruendo un comunicato che poi faccio firmare e condividere dai sindaci ma non ci sono problemi, dimmi… si… si, si.. ho già detto al Presidente della provincia ed al sindaco.. si si… va bene… no, io ho già stoppato, il presidente della provincia mi ha detto va bene, il sindaco di Farindola mi ha detto va bene.. va bene.. ok.. va bene..” Riprende conversazione con Ruffini e parlano delle turbine in arrivo a Teramo e Ruffini non sa se siano arrivate o meno. D’Alfonso dice che la priorità è liberare la strada d’accesso al centro storico di Civitella.

Fonte: qui
hotel rigopiano 4HOTEL RIGOPIANO 

lunedì 27 novembre 2017

PRIMA I RACCOMANDATI - "A RIGOPIANO NON DEVONO ROMPERE IL CA**O”

LE INTERCETTAZIONI DEL CAPO DELLO STAFF DEL GOVERNATORE, CHE SMISTAVA GLI SPALANEVE A SECONDA DELLE PRIORITA’ DEGLI AMICI. E’ UN POLITICO DI LUNGO CORSO DEL PD ABRUZZESE. 

I PM ASCOLTAVANO LE SUE TELEFONATE PERCHE’ ERA INDAGATO PER UNA STORIA DI APPALTI

Paolo Mastri per Il Messaggero

vittime del rigopianoVITTIME DEL RIGOPIANO
Più delle telefonate della vergogna, più della iattanza di troppi funzionari appostati nella catena di comando, tra Prefettura, Provincia e centrale del 118. Più della gamma di rispostacce che va dal «non devono rompere» alla «mamma degli imbecilli sempre incinta». Molto di più, sulla giornata maledetta del 18 gennaio scorso e sulla strage dell'hotel Rigopiano, dirà un altro stock di intercettazioni contenuto nell'informativa del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri che, insieme agli atti dell'inchiesta, da oggi sarà a disposizione delle difese dei 23 indagati per disastro colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali e altro.

Claudio RuffiniCLAUDIO RUFFINI
Neutre nei toni, non direttamente rilevati sul piano penale, non ancora almeno, ma senz'altro utili a completare una ricostruzione di contesto che fotografa la totale impreparazione della macchina dei soccorsi di fronte alla nevicata più eccezionale dell'inverno scorso. Le telefonate sono quelle che partono dalla segreteria del presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso. A parlare è Claudio Ruffini, politico di lungo corso del Pd abruzzese, all'epoca capo dello staff personale del governatore.

Anche lui, come il funzionario dell'ufficio viabilità della Provincia Mauro Di Blasio, sembra essere il grande collettore delle richieste di intervento mediate dalla politica: prima quella strada, prima quel paese, prima quella contrada, a prescindere dalle reali ragioni di urgenza e da un ordine di priorità dettato dalla gravità del quadro meteo, ma solo perché così vogliono i politici di riferimento.
LUCIANO DALFONSOLUCIANO DALFONSO

«Il presidente chiede che sia aperta subito la strada per Abbateggio», «il presidente vuole uno spazzaneve per la strada di Passolanciano», elenca al telefono Di Blasio con il suo capo Paolo D'Incecco, dirigente del servizio viabilità. Che quando arriva il turno della richiesta del direttore dell'hotel Rigopiano, da ore completamente isolato, risponde bruscamente: «Quello dell'albergo non deve rompere il c...».

LE INTERCETTAZIONI
Non sono diverse nel tenore le pressioni arrivate fin dalle prime ore di quella mattina dalla segreteria del governatore. Il Noe le ha intercettate perché all'epoca Claudio Ruffini era sotto inchiesta per una serie di appalti, a partire dalla ristrutturazione di palazzo Centi, sede aquilana della presidenza della Regione.
rigopiano 3RIGOPIANO 3

Su questa sorta di manuale Cencelli della protezione civile, che non ha tenuto conto degli ostaggi di Rigopiano, ma neanche di tanti anziani dializzati bloccati in vari centro dell'Abruzzo interno, i Carabinieri hanno costruito buona parte delle contestazioni rivolte al filone provinciale del 23 indagati per la strage di Rigopiano: 29 morti tra gli ospiti e i lavoratori del resort di lusso alle pendici del Gran Sasso, 9 feriti con gravissime lesioni permanenti, due soli scampati al crollo della struttura investita dalla valanga.
valanga al rigopianoVALANGA AL RIGOPIANO

Più in generale, il capitolo delle telefonate della vergogna, quella di D'Incecco, quella della funzionaria della prefettura che snobba le richieste di soccorso rimbalzate dal cuoco Quintino Marcella, quella del responsabile del 118 Vincenzino Lupi, che induce in errore il direttore dell'hotel Bruno Di Tommaso, disegna un quadro di totale disorganizzazione della macchina dei soccorsi nelle ore cruciali che precedono e seguono di poco la valanga staccatasi dal Monte Siella intorno alle cinque del pomeriggio.

I PERMESSI
RIGOPIANORIGOPIANO
Un caos operativo a valle che potrebbe finire per ridimensionare il filone di responsabilità a monte della tragedia: la mancata approvazione della Carta del pericolo valanghe da parte della Regione, i permessi rilasciati dal Comune di Farindola per l'ampliamento dell'albergo e per la costruzione del centro benessere, l'assenza di un piano regolatore avallata da almeno tre sindaci.

Fonte: qui

domenica 26 novembre 2017

LE TELEFONATE CHOC DI RIGOPIANO

''QUELLI DELL'HOTEL NON DEVONO ROMPERE IL CAZZO'', DICE IL FUNZIONARIO DELLA PROVINCIA DI PESCARA. MA NON C'ERA ANCORA STATO IL TERREMOTO, NÉ LA VALANGA

ERA SOLO UN UOMO IN MEZZO AL BORDELLO DI UN SISTEMA DI INTERVENTO ORGANIZZATO MALISSIMO CHE TRA DECINE DI TELEFONATE PENSA CHE GLI OSPITI DI UN ALBERGO CHE AVEVA ANCORA LUCE E RISCALDAMENTO NON FOSSERO UNA PRIORITÀ

Paolo Mastri per ''Il Messaggero''
rigopiano 3RIGOPIANO 

«E poi c'è il direttore dell'hotel Rigopiano. Chiede una turbina per far ripartire gli ospiti, bloccati dalla nevicata». Intorno alle 9,30 del 18 gennaio scorso, il funzionario della Provincia di Pescara Mauro Di Blasio termina così il briefing telefonico con il suo capo, Paolo D'Incecco, dirigente del servizio viabilità. Che senza riflettere un attimo taglia corto: «Quello dell'albergo non deve rompere il c... Digli che deve stare calmo».

Non c'è stata ancora la grande scossa di terremoto di grado 5, non c'è stata ancora la valanga, non ci sono stati i 29 morti e neanche le altre due telefonate della vergogna. Ma c'è tanta neve, paesi isolati, malati intrasportabili, black out. È questa la frase choc, sconosciuta fino a oggi, che imprime alla storia maledetta del resort sul Gran Sasso la prima virata verso la tragedia.

HOTEL RIGOPIANOHOTEL RIGOPIANO
D'Incecco e Di Blasio, indagati della prima ora, condividono con altre 21 persone la seconda ondata di contestazioni della Procura di Pescara, grazie a questa e ad altre telefonate ritenute centrali dagli inquirenti. Ad avere il telefono sotto controllo, dieci mesi fa, era Paolo D'Incecco, indagato anche in un filone della procura aquilana sugli appalti della Regione Abruzzo.

La squadra mobile ha avuto così la possibilità di conoscere in diretta una modalità di gestione dell'emergenza neve improntata alla più assoluta improvvisazione. Per due motivi fondamentali: l'impreparazione tecnica della Provincia, i cui mezzi spazzaneve sono in gran parte fermi per guasti, e il rifiuto di fare ricorso ad altri enti.

IL GIORNO PRIMA

HOTEL RIGOPIANOHOTEL RIGOPIANO
Il giorno prima della tragedia, 17 gennaio, è sempre Di Blasio a suggerire al dirigente la richiesta delle turbine dell'Anas. «E già - risponde il dirigente -, adesso mi faccio espropriare in casa mia». Le uniche in grado di mobilitare la Provincia, in un quadro di generale marasma, sono le richieste gerarchizzate dalle spinte politiche: «Il presidente chiede che venga aperta la strada per Abbateggio», elenca il funzionario con evidente riferimento al presidente della Provincia Antonio Di Marco, che è anche sindaco del piccolo Comune. «Il presidente vuole la riapertura della strada per Passolanciano», insiste in un'altra telefonata che farebbe riferimento a un intervento del governatore Luciano D'Alfonso. E così via, di raccomandazione in raccomandazione.

hotel rigopiano prima della slavinaHOTEL RIGOPIANO PRIMA DELLA SLAVINA
Impreparazione, impotenza, superficialità. È fatto di tanti tasselli come questo, secondo i Pm di Pescara, il copione di una tragedia annunciata. Purtroppo noti gli altri due: la risposta della funzionaria della Prefettura addetta alla sala operativa di Protezione civile, che bolla malamente come «bufala» la richiesta di soccorso raccolta dal cuoco Quintino Marcella, amico di uno dei sopravvissuti; e la telefonata surreale del responsabile del 118, che induce il direttore dell'hotel, non presente a Rigopiano, a escludere il crollo della struttura.

hotel rigopiano prima della slavina 3HOTEL RIGOPIANO PRIMA DELLA SLAVINA 
Secondo la contestazione cardine della seconda bordata di avvisi di garanzia che ha raggiunto l'ex Prefetto della città, Francesco Provolo, due dirigenti della Prefettura, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e due suoi predecessori, i dirigenti regionali del servizio valanghe, c'è una relazione diretta tra questa catena di decisioni mancate, la morte di 29 tra ospiti e lavoratori dell'albergo e le gravi lesioni riportare da alcuni tra gli 11 sopravvissuti. Omicidio e lesioni colpose le imputazioni attuali, che potrebbero però virare verso la più grave combinazione tra omissione di atti d'ufficio e morte come conseguenza di altro reato. La battaglia con la difesa, orientata a contestare l'utilizzabilità delle intercettazioni, è appena all'inizio.

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