9 dicembre forconi: vietato
Visualizzazione post con etichetta vietato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vietato. Mostra tutti i post

mercoledì 5 settembre 2018

VIETATO FERMARSI IN STRADA A MANGIARE LA FOCACCIA: FIRENZE MULTA I TURISTI

L’ORDINANZA DEL SINDACO NARDELLA, SANZIONI DA 150 FINO A 500 EURO: "NON E' UNA MISURA PUNITIVA MA UN DETERRENTE" 

Massimo Vanni per la Repubblica

focaccia firenzeFOCACCIA FIRENZE
Circolare, signori. Con la focaccia in mano si può solo circolare. È vietato mangiare sedendosi sul bordo del marciapiede. È vietato sedersi sull' ingresso dei negozi.
Ed è vietato mangiare perfino in piedi « soffermandosi » in strada.

Nella centralissima via de' Neri e nella piazza dell' uscita degli Uffizi, subito dietro Palazzo Vecchio. Per fermare il mangificio che ogni giorno richiama centinaia di turisti nella strada dell' Antico Vinaio, venditore di focacce ripiene con quattro locali dopo essere diventato campione mondiale di TripAdvisor, il sindaco di Firenze Dario Nardella firma un' ordinanza che, fino al 6 gennaio prossimo, vieta di consumare sul posto la focaccia: «Non una misura punitiva ma un deterrente».

I divieti, che valgono per il pranzo, dalle 12 alle 15, e per la cena, dalle 18 alle 22, entrano in vigore oggi. E sarà compito della polizia municipale, che avrà un presidio fisso in via de' Neri, far rispettare il diktat: «Vietato consumare alimenti soffermandosi e trattenendosi, anche singolarmente, sui marciapiedi, sulle soglie di negozi e abitazioni», si legge nel testo firmato ieri dal sindaco Nardella. E per chi si rifiuterà di allontanarsi con la focaccia alla finocchiona in mano, scatterà una sanzione da 150 a 500 euro.
focaccia firenzeFOCACCIA FIRENZE

Conciliabile con un importo ridotto entro 60 giorni nella misura di 167 euro, fa sapere Palazzo Vecchio.

Come avvertire le centinaia di turisti che si attengono ogni giorno ai suggerimenti dei social? Palazzo Vecchio ha stampato apposite locandine in italiano e in inglese, con la parola "Forbidden", cioè " Vietato" in evidenza. E da oggi saranno distribuite a tutte le attività commerciali con la vetrina affacciata sulla fetta di centro Unesco vietato, con l' obbligo di renderlo «visibile».

L' assedio dei turisti nella strada del rivenditore di focacce va avanti da anni. E ogni giorno la folla in coda davanti al Vinaio finisce per ostruire il passaggio dei fiorentini: «I clienti hanno iniziato a fermarsi all' esterno delle attività e a consumare gli alimenti, invadendo i marciapiedi nonché le soglie di negozi e abitazioni » , si dice del resto nel testo dell' ordinanza. E quando, il 20 agosto scorso, è scoppiata una rissa tra il titolare di un negozio di articoli in pelle e una famiglia spagnola che stava consumando il panino sulla soglia dell' esercizio, Palazzo Vecchio si è deciso ad intervenire.
focaccia firenzeFOCACCIA FIRENZE

Le tensioni che si creano, si spiega oggi dal Comune, sono il frutto della « grave situazione di sottrazione dell' area al libero utilizzo ». E in nome del decoro è arrivata l' ordinanza.

«Non è una misura punitiva ma un deterrente concreto. I turisti, se si comportano da noi come farebbero a casa loro, sono e saranno sempre nostri graditi ospiti, soprattutto se vogliono gustarsi le nostre specialità gastronomiche. Solo chi ama Firenze merita Firenze » , dice Nardella. I commercianti hanno accolto i divieti con favore: « Ci auguriamo solo che non vengano fatte multe ma si agiti solo uno spauracchio», dicono.

4 Settembre 2018

Fonte: qui

lunedì 7 maggio 2018

L’USO DI TELEGRAM È STATO VIETATO DAL GOVERNO, MA I RUSSI CONTINUANO A UTILIZZARE L’APP DI MESSAGGISTICA GRAZIE AI SERVER VPN

DOPO IL RIFIUTO DEL FONDATORE PAVEL DUROV DI CONSEGNARE I DATI DEGLI UTENTI A PUTIN, CI SONO STATE MANIFESTAZIONI E PROTESTE …


telegram.TELEGRAM.
La Russia blocca Telegram, i russi no. Malgrado il divieto imposto dal Roskomnadzor, l'ente che controlla le comunicazioni nella sterminata Federazione, all'uso dell'app di messaggistica crittografata, popolarissima in Russia molto più che in Occidente, Telegram continua a essere usato e il caos regno sovrano.

Tutto è nato dal rifiuto della società fondata da Pavel Durov e che in Russia a febbraio scorso contava circa 15 milioni di clienti di fornire all' Fsb - il servizio segreto di Mosca - le chiavi per decriptare i contenuti di Telegram. Un diniego motivato dalla nobile intenzione di difendere la privacy degli utenti, anche se da più parti si ipotizza che in realtà Durov stia progettando un suo sistema di criptovalute e per questo avrebbe bisogno della massima riservatezza. Da qui lo stop disposto il 16 aprile scorso da Mosca.

PROTESTE A MOSCA PER IL DIVIETO DI USARE TELEGRAMPROTESTE A MOSCA PER IL DIVIETO DI USARE TELEGRAM
Il blocco a Telegram ha provocato proteste anche ad alto livello, culminate in una grande manifestazione svoltasi qualche giorno fa a Mosca a cui avrebbero partecipato circa 10mila persone (molte di meno secondo la polizia, molte di più secondo gli organizzatori, ma questa non è una novità). Ma ha provocato anche una sorta di resistenza digitale da parte dei russi, soprattutto i più giovani, che sono stati incoraggiati a ciò anche da Human Rights Watch, che ha definito il blocco di Telegram un atto «ingiustificato» che ha «aggravato il diffuso assalto del governo alla privacy e alla libertà di espressione online».
vladimir putin vince le elezioniVLADIMIR PUTIN VINCE LE ELEZIONI

«La Russia - sottolinea l' organizzazione internazionale - dovrebbe smettere di bloccare Telegram e le compagnie internet dovrebbero resistere a qualsiasi ordine delle autorità russe di facilitare l' azione».

La resistenza però si è manifestata anche con la ostinazione con cui i russi hanno continuato a usare telegram grazie agli accessi tramite i server Vpn. Ogni giorno ne vengono chiusi decine, migliaia al mese, inclusi indirizzi ospitati sui server di Google, Amazon e Microsoft.

Il caos è tale che perfino le autorità non sembrano avere le idee chiare su che cosa sia consentito e che cosa sia permesso oggi in Russia in termini di utilizzo di sistemi di messaggistica. Secondo il ministro delle comunicazioni Nikolai Nikiforov sarebbe stato imminente un intervento analogo anche nei confronti di Viber ma il vicedirettore di Roskomnadzor, Vadim Subbotin, lo ha smentito precisando che una tale mossa non è in programma, visto che non ci sono le precondizioni.

PAVEL DUROVPAVEL DUROV
Ma tra gli obiettori di Telegram ci sono anche dei papaveri del regime. Perfino il viceministro delle comunicazioni Alexei Volin ha ammesso di aver aggirato il bando attraverso servizi Vpn e ha anche spiegato come ha fatto, così come i dipendenti della banca Sberbank, che sono stati istruiti direttamente dalla direzione sui metodi per superare il bando. Tutorial su come dribblare il bando governativo compaiono ovunque e sono stati diffusi perfino sul sito della televisione di stato Rossiya.

Fonte: qui

venerdì 12 gennaio 2018

Bolzano - sacchetti, l'ultima beffa: sono biodegradabili ma non vanno nell'organico

In pochi hanno salutato con giubilo la legge che impone il pagamento per i sacchetti biodegradabili da usare al supermercato per pesare la frutta e la verdura. 
Le proteste sono state veementi e hanno inondato i social per giorni. 
L'ultima beffa riguarda i cittadini di Bolzano e provincia: secondo l'agenzia provinciale per l'ambiente, infatti, i loro sacchetti non possono finire nella raccolta differenziata dell'organico e non possono dunque essere usati per raccogliere bucce di banana o simili.
Sacchetti
© Newpress Sacchetti
Secondo quanto scrive l'Alto Adige, in questi giorni tra i cittadini di Bolzano erano sorti alcuni dubbi sulla possibilità di raccogliere quei sacchetti col l'organico nel territorio altoatesino. 
Essi, infatti, hanno tempo di abbattimenti inadeguati per gli impianti di compostaggio e fermentazione in uso in provincia di Bolzano per il trattamento dei rifiuti organici. 
Tradotto: non vanno bene. 
Quindi per quanto biologici e biodegradabili, non possono finire insieme agli scarti del pranzo e della cena.
Negli impianti i rifiuti organici vengono trasformati in biogas, ma l'eccessivo tempo di degradazione delle buste bio renderebbe il processo troppo lento e inadeguato. 
Non solo. Perché potrebbero sorgere problemi anche da un punto di vista meccanico, visto che - nel caso dell'Alto Adige - c'è il rischio che i sacchetti finiscano a rovinare gli ingranaggi delle macchine del sito di compostaggio.
Altrove in Italia non ci sono questi problemi. Il Consorzio Italiano Compostatori (Cic), infatti, aveva spiegato all'Ansa che nella quasi totalità accettano e gestiscono senza alcun problema i sacchetti in plastica compostabile nel flusso di organico conferito, sia nel caso di processi biologici di solo compostaggio che nei processi integrati digestione/compostaggio. 
Il problema qui è un altro: le etichette con il peso e il costo della frutta non sono bio, quindi andrebbero staccate prima di gettare il sacchetto. 
Fonte: qui