9 dicembre forconi: Bolzano
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domenica 6 gennaio 2019

BOLZANO, SOLO IN TEDESCO I CARTELLI CHE PROIBIVANO GLI SLITTINI SULLA PISTA IN CUI È MORTA LA PICCOLA EMILY.


LA MADRE, ORA IN FIN DI VITA, AVREBBE DOVUTO SAPERE IL SIGNIFICATO DI ''RODELN VERBOTEN''. 
MA FINO A PROVA CONTRARIA QUEL TERRITORIO FA PARTE DEL NOSTRO PAESE, E LA LEGGE PARLA CHIARO, SOPRATTUTTO SULLE QUESTIONI DI SICUREZZA.
Luigi Ruggera per il ''Corriere della Sera''

EMILYEMILY
Potrebbero aver sbagliato pista perché il divieto di discesa con gli slittini era scritto solo in tedesco: la turista di Reggio Emilia Renata Dyakowska, di 38 anni, e la figlia Emily Formisano, di 8 anni, sono così passate oltre, venerdì all' ora di pranzo, e dopo pochi metri hanno iniziato la discesa lungo la pista da sci nera, schiantandosi alla prima curva contro un albero.

La Procura ha aperto un' inchiesta per omicidio colposo per la morte della piccola Emily, deceduta sul colpo. Ci sono anche due indagati, come atto dovuto in questa circostanza: la stessa madre della bambina - ancora gravissima all' ospedale di Bolzano e ieri sottoposta ad un intervento chirurgico - e il gestore degli impianti di risalita. Tra i vari accertamenti degli inquirenti ci saranno anche quelli sul cartello posto a un bivio, che indica a destra l' inizio della pista nera, e recita solo in tedesco: «Rodeln verboten» («slittini vietati»).

RENON BOLZANO PISTA SLITTINIRENON BOLZANO PISTA SLITTINI

Il presidente e legale rappresentante della società Funivie Corno del Renon Spa, Siegfried Wolfsgruber, abbozza già una difesa: «L' indicazione della pista da slittino - che si trova a sinistra, nella direzione opposta a quella da sci nera - c' è anche in italiano, proprio su quel cartello. Non solo: accanto all' indicazione della pista nera, c' è anche un simbolo di divieto per gli slittini. Un secondo cartello poi, più grande e ben visibile a bordo pista, è situato poco più a valle e si incontra prima del luogo in cui è avvenuto il tragico incidente. La nostra società rispetta le norme in materia di segnaletica».
lo slittino sul renonLO SLITTINO SUL RENON

Sarà ora la magistratura a fare tutte le valutazioni del caso: ieri la pm di turno, Luisa Mosna, ha effettuato un sopralluogo con i carabinieri, che conducono gli accertamenti, e gli stessi responsabili dell' impianto di risalita. La pista è stata posta sotto sequestro.

Sulla vicenda della segnaletica il giurista ed ex senatore Francesco Palermo è netto: «Non è una questione legata alla specifica normativa del bilinguismo in Alto Adige. C' è un obbligo che trascende la natura pubblica o privata del fondo e riguarda proprio le indicazioni di sicurezza, che devono comunque risultare comprensibili e devono essere anche nella lingua ufficiale, quindi in italiano».

LA PISTA DA SLITTINO RENON BOLZANOLA PISTA DA SLITTINO RENON BOLZANO
In Alto Adige la vicenda sta diventando un caso politico proprio per l' assenza della scritta in italiano. «Adesso si può capire a quali tragedie possa portare la rimozione, da parte dei gestori, di indicazioni fondamentali in italiano sui sentieri di montagna e ora anche sulle piste da sci», attacca il consigliere provinciale Alessandro Urzì (L' Alto Adige nel cuore-Fratelli d' Italia).

Intanto non può darsi pace il padre della bimba e marito della donna in fin di vita, Ciro Formisano: «Il mio angelo è morto, perché non sono morto io al suo posto?», ha detto disperato ai soccorritori.

Fonte: qui

venerdì 12 gennaio 2018

Bolzano - sacchetti, l'ultima beffa: sono biodegradabili ma non vanno nell'organico

In pochi hanno salutato con giubilo la legge che impone il pagamento per i sacchetti biodegradabili da usare al supermercato per pesare la frutta e la verdura. 
Le proteste sono state veementi e hanno inondato i social per giorni. 
L'ultima beffa riguarda i cittadini di Bolzano e provincia: secondo l'agenzia provinciale per l'ambiente, infatti, i loro sacchetti non possono finire nella raccolta differenziata dell'organico e non possono dunque essere usati per raccogliere bucce di banana o simili.
Sacchetti
© Newpress Sacchetti
Secondo quanto scrive l'Alto Adige, in questi giorni tra i cittadini di Bolzano erano sorti alcuni dubbi sulla possibilità di raccogliere quei sacchetti col l'organico nel territorio altoatesino. 
Essi, infatti, hanno tempo di abbattimenti inadeguati per gli impianti di compostaggio e fermentazione in uso in provincia di Bolzano per il trattamento dei rifiuti organici. 
Tradotto: non vanno bene. 
Quindi per quanto biologici e biodegradabili, non possono finire insieme agli scarti del pranzo e della cena.
Negli impianti i rifiuti organici vengono trasformati in biogas, ma l'eccessivo tempo di degradazione delle buste bio renderebbe il processo troppo lento e inadeguato. 
Non solo. Perché potrebbero sorgere problemi anche da un punto di vista meccanico, visto che - nel caso dell'Alto Adige - c'è il rischio che i sacchetti finiscano a rovinare gli ingranaggi delle macchine del sito di compostaggio.
Altrove in Italia non ci sono questi problemi. Il Consorzio Italiano Compostatori (Cic), infatti, aveva spiegato all'Ansa che nella quasi totalità accettano e gestiscono senza alcun problema i sacchetti in plastica compostabile nel flusso di organico conferito, sia nel caso di processi biologici di solo compostaggio che nei processi integrati digestione/compostaggio. 
Il problema qui è un altro: le etichette con il peso e il costo della frutta non sono bio, quindi andrebbero staccate prima di gettare il sacchetto. 
Fonte: qui