9 dicembre forconi: terra
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giovedì 22 agosto 2019

L'asteroide "God Of Chaos" passerà molto vicino alla terra nel 2029, i ricercatori avvertono che l'impatto sarebbe "devastante per tutta la vita"

Potrebbe essere tra 10 anni, ma la NASA si sta già preparando per l'arrivo di quello che viene chiamato l' asteroide "Dio del Caos", che è previsto per sfiorare la terra in 10 anni, secondo Express . L'asteroide è stato nominato 99942 Apophis.
L'asteroide è gigantesco, misura 340 metri di larghezza e arriverà entro 19.000 miglia dalla superficie terrestre. È uno dei più grandi asteroidi che sia mai passato così vicino alla terra e una collisione con esso potrebbe essere "devastante per tutta la vita sulla terra". Tuttavia, non si sa se eliminerà o meno tutto il debito degli studenti. 
L'asteroide si avvicinerà ancora di più alla terra rispetto alla maggior parte dei satelliti di comunicazione e meteorologici attualmente in orbita. Questi satelliti sono a circa 22.236 miglia dalla terra.
Nel frattempo, l'asteroide viaggia a circa 25.000 miglia orarie, il che significa che se dovesse essere leggermente staccato dal suo corso, potrebbe essere una catastrofe per la terra. Le dimensioni dell'asteroide e la sua vicinanza alla terra hanno portato alla sua classificazione come "Asteroide potenzialmente pericoloso" (PHA). Gli scienziati della NASA sono consapevoli che la traiettoria dell'asteroide potrebbe cambiare tra oggi e il 2029, sollevando potenziali timori di una collisione.
Se non dovesse scontrarsi con la terra, dovrebbe brillare "eccezionalmente luminoso" e prendere velocità mentre attraversa il nostro pianeta. Si sta muovendo così velocemente che attraverserà la larghezza della luna in un minuto e sarà illuminato come le stelle.
Alcuni ricercatori affermano che la roccia non è un problema, tuttavia, e che esiste solo 1 probabilità su 100.000 di colpire la terra. Indipendentemente da ciò, la NASA ha iniziato a studiarlo mentre vola oltre il nostro pianeta e ha insistito sul fatto che sarebbe una grande opportunità per conoscere asteroidi simili.
Marina Brozovic, scienziata della NASA radar, ha dichiarato: "L'approccio ravvicinato di Apophis nel 2029 sarà un'incredibile opportunità per la scienza".
Astronomer Davide Farnocchia added:
" Sappiamo già che l'incontro ravvicinato con la Terra cambierà l'orbita di Apophis.  Ma i nostri modelli mostrano anche che l'approccio ravvicinato potrebbe cambiare il modo in cui questo asteroide gira ed è possibile che si verifichino cambiamenti di superficie, come piccole valanghe."
Si prevede che l'asteroide sia visibile per primo nell'emisfero meridionale, sparando attraverso la costa orientale fino alla costa occidentale dell'Australia. Da lì, si farà strada in tutto il mondo, attraversando l'Oceano Indiano mentre si dirige verso gli Stati Uniti. Il più vicino che otterrà sarà sull'Oceano Atlantico durante la serata negli Stati Uniti. Si prevede che l'asteroide attraversi l'oceano in un'ora e poi continui a volare nello spazio.
Paul Chodas, direttore di CNEOS, ha concluso: “Apophis è un rappresentante di circa 2.000 asteroidi potenzialmente pericolosi attualmente conosciuti. Osservando Apophis durante il suo sorvolo del 2029, acquisiremo importanti conoscenze scientifiche che un giorno potrebbero essere utilizzate per la difesa planetaria. " Fonte: qui

lunedì 18 giugno 2018

Siamo lo 0,01% della vita sulla Terra, e la stiamo uccidendo

E’ ufficiale: siamo la peste della Terra. Lo si sapeva già, ma ad aggravare il quadro provvede una sconvolgente ricerca statistica: i 7,6 miliardi di umani rappresentano solo lo 0,01% di tutti gli esseri viventi. Eppure, dagli albori della civiltà, l’umanità ha provocato la scomparsa dell’83% di tutti i mammiferi selvatici e della metà delle piante viventi. Su tutto domina il bestiame destinato alle nostre tavole: il 60% dei mammiferi terrestri è ormai costituito da bovini e suini d’allevamento, mentre il pollame rappresenta il 70% degli uccelli viventi sul pianeta. Lo afferma il professor Ron Milo, del Weizmann Institute of Science di Israele, che ha diretto il lavoro, pubblicato negli atti del National Academy of Sciences. Questa ricerca, scrive Damian Carrington sul “Guardian”, è la prima stima completa sul peso percentuale esercitato da ciascuna classe di creature viventi. Lo studio ribalta i presupposti che finora ci avevano sempre accompagnato. In sintesi: dopo i batteri (il 13% del totale) la forma di vita più importante sono le piante: la vegetazione costituisce l’82% di tutta la materia vivente. Tutto il resto – insetti, funghi, pesci, specie terrestri – arriva appena al 5% della biomassa mondiale. Altra sorpresa: gli oceani ospitano solo 1% della vita sulla Terra. Il problema? L’uomo: stiamo divorando tutto, alla velocità della luce.
«Non avrei mai creduto che non esistesse ancora una valutazione completa e ufficiale di tutte le diverse componenti della biomassa», ammette il professor Milo. «Spero che questo studio permetta alla gente di prendere coscienza della veraLeopardo delle neviprospettiva del ruolo tanto vessatorio che l’umanità sta giocando sulla Terra». Impressionante, ad esempio, l’impatto ambientale che ha il semplice consumo quotidiano di carne. La trasformazione del pianeta per effetto delle attività umane, ricorda il “Telegraph” in un articolo tradotto da “Come Don Chisciotte”, ha portato gli scienziati ad essere vicini a dichiarare una nuova era geologica: l’Antropocene. «Un segnale di questo cambiamento lo possiamo vedere nei resti delle ossa di pollo domestico, che ormai sono sparse per tutto il mondo». Un quadro desolante: gli uccelli in libertà sono appena il 30%, mentre la quota di mammiferi selvatici si riduce ad appena il 4% (al 60% rappresentato dal bestiame, infatti, bisogna aggiungere i “mammiferi umani”, che sono il 36% del totale). Attenzione: «La distruzione dell’habitat selvaggio prodotta dall’agricoltura, dal disboscamento e dallo sviluppo (industriale) ha portato all’inizio di quella che molti scienziati considerano la sesta estinzione di massa della vita che si sta producendo nella storia della Terra da quattro miliardi di anni».
Si è valutato che circa la metà degli animali esistenti sulla Terra si sia estinta negli ultimi 50 anni, aggiunge il “Telegraph”, citando lo studio israeliano. Ma solo il confronto del risultato di queste nuove stime con quello che esisteva prima che gli umani diventassero contadini stanziali, e che poi cominciasse la rivoluzione industriale, rivela la vera portata di questo enorme declino. «E’ stata una sorpresa anche per gli scienziati rendersi conto che solo un sesto dei mammiferi selvatici sono sopravvissuti, dai topi agli elefanti. E dopo tre secoli di  caccia alle balene sono rimasti, negli oceani, solo un quinto dei mammiferi marini». Da quando è cominciata la civiltà umana, si è estinto l’83% dei mammiferi selvatici, l’80% dei cetacei, il 50% delle piante e il 15% dei pesci. «È qualcosa di veramente sorprendente, la sproporzione del posto che occupa l’uomo sulla Terra», dice Milo. «Quando faccio un puzzle con le mie figlie, di solito trovo un elefante accanto a una giraffa e accanto un Il professor Ron Milorinoceronte. Ma se provo a rendere più realistico il modo di guardare il mondo, dovrei trovare una mucca accanto a una mucca accanto a una mucca e poi accanto a un pollo».
Nonostante la supremazia assunta dall’umanità, in termini di peso, l’Homo Sapiens sulla Terra è ben piccola cosa. I virus, da soli, messi insieme hanno un peso percentuale combinato di tre volte superiore a quello degli esseri umani e così pure i vermi. I pesci sono 12 volte più delle persone e i funghi sono 200 volte di più. Le piante rappresentano l’82% di tutte le biomasse del pianeta – 7.500 volte di più degli esseri umani. Comparando il totale della massa degli umani – aggiunge il “Telegraph” – troviamo che i virus sono tre volte di più, i vermi sono tre volte di più, i pesci 12 volte di più e insetti, ragni e crostacei 17 volte di più. Ma l’impatto dell’uomo sul mondo della natura rimane immenso – insiste Milo – soprattutto per le nostre scelte alimentari, «che hanno un enorme effetto sull’habitat di animali, piante e altri organismi». Lo scienziato si augura che il pubblico prenda coscienza delle dimensioni, sconcertanti, del fenomeno: per esempio, cominciando a mangiare meno carne. Oggi non possiamo più fingere di non sapere. Paul Falkowski, della Rutgers University statunitense, conferma: quella di Milo «è la prima analisi completa sulla distribuzione della biomassa di tutti gli organismi viventi sulla terra, inclusi i virus». La sorpresa? Il virus di gran lunga più pericoloso, sulla Terra, siamo proprio noi. Fonte: qui

lunedì 9 gennaio 2017

Malati a terra, Nas in ospedale a Nola

Dopo segnalazioni su malati adagiati per assenza letti

Ansa- I carabinieri del Nas sono stati inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin all'ospedale di Nola dopo le denunce sulle condizioni in cui sono stati accolti, su materassi per terra, alcuni malati. I Nas dalle ore 10 di questa mattina sono nel nosocomio a controllare quanto accaduto.


"Ho sentito il ministro Lorenzin sul caso del Santa Maria della Pietà, il presidio sanitario di Nola. È una situazione intollerabile e scandalosa". A dirlo è Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania in riferimento alla situazione dell'ospedale dove malati sono stati adagiati a terra in assenza di letti e barelle come segnalato da alcuni familiari.


"Inoltre, - aggiunge - chiedo al presidente De Luca di prendere provvedimenti seri anche perché in Campania ci sono tante strutture di eccellenza, così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale".

Ospedale di Nola, pazienti curati  a terra: la denuncia su Facebook
I Nas già inviati dal ministero

La foto postata sui social network: mancano barelle e posti letto e i malati vengono curati sul pavimento. Il governatore della Campania De Luca annuncia l'apertura di un'indagine interna. Il direttore sanitario: «Meglio così che non visitarli del tutto»






Annalisa Grandi per www.corriere.it

Una foto, pubblicata su Facebook. Due donne, sdraiate per terra. Un operatore del 118 accanto a una delle due. L’immagine racconta e denuncia quello che avviene nell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, nel napoletano. Pazienti stesi sul pavimento, per la mancanza di barelle e posti letto.
CONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLACONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLA

«ECCO COME VENGONO CURATI I PAZIENTI»
La denuncia parte dai social, da uno scatto postato su Facebook e che immortala la situazione nel nosocomio: gli ammalati stesi a terra, sulle coperte o direttamente sul pavimento. Non ci sono barelle, né abbastanza posti letto. «Ecco come vengono curati e dove messo i pazienti all'ospedale di Nola» si legge.

LE REAZIONI
Decine i commenti, anche di chi racconta di essere stato nella struttura e di aver vissuto sulla propria pelle quanto immortalato nella foto. «Sono stata sette giorni su dieci su una barella e un medico mi disse "Signora pregate"» racconta una donna, mentre il deputato Paolo Russo di Forza Italia annuncia un'interrogazione parlamentare.
CONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLACONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLA

«Altro che De Luca commissario alla Sanità - continua rivolgendosi direttamente al governatore della regione Campania - mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini. Se il Santa Maria della Pietà deve funzionare in questo modo è meglio chiuderlo perché di ospedali così si muore. De Luca aveva promesso che non saremmo mai più stati ultimi, ci ha ridotti all'indigenza».

OSPEDALE DI NOLAOSPEDALE DI NOLA
Russo chiede anche l'intervento del ministro: «Restituisca il diritto alla salute a un'area che conta 600 mila abitanti. Non si scarichi ora la responsabilità sui medici che tentano, pur senza strumenti a disposizione, di difendere la vita delle persone». «Ho sentito il ministro Lorenzin e mi ha assicurato che manderà gli ispettori» dice Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania.
beatrice lorenzinBEATRICE LORENZIN

«È una situazione intollerabile e scandalosa» aggiunge, per poi rivolgersi a De Luca: «Chiedo di prendere provvedimenti seri, , così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale».«Quando accaduto al Santa Maria della Pietà è il risultato delle cattive gestioni della passate legislatura, orientate unicamente al taglio di risorse e alla riduzione di servizi» dice Enzo Alaia, vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Campania. «È evidente che le immagini che abbiamo visto sono raccapriccianti» aggiunge.

DE LUCA: «INDAGINE INTERNA», LORENZIN INVIA I NAS
E dopo la polemica, è intervenuto proprio il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha annunciato l'apertura di un'indagine interna. «In merito al caso denunciato da familiari di pazienti, relativo a gravi disagi riscontrati e alla carenza di barelle all'ospedale di Nola (Napoli)b - si legge in un comunicato - il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha disposto l'apertura immediata di una indagine interna per una puntuale verifica dei fatti e per accertare tutte le responsabilità».

CONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLACONDIZIONI DEI PAZIENTI ALL OSPEDALE DI NOLA
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato i carabinieri del Nas nella struttura. In mattinata sono arrivate anche le prime repliche da parte dei vertici dell’ospedale di Nola: «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo “sequestrate” due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare». Così ha dichiarato Andreo De Stefano, direttore sanitario dell’ospedale civile “Santa Maria la Pietà” .


«Una di quelle persone era in arresto cardiaco — ha aggiunto — , ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto’’. A suo giudizio le immagini mostrate in tv, «non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza». «L’altra persona ritratta a terra - ha raccontato - era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito».
   

mercoledì 15 giugno 2016

L’UOMO ESTINTO: C’È LA DATA (VICINISSIMA) LA TERRA RIDOTTA IN CENERE, NASA AL LAVORO

1465670713581.jpg--l_uomo_estinto__c_e_la_data__vicinissima___la_terra_ridotta_in_cenere__nasa_al_lavoroUn allarme “finale” per il pianeta Terra. Lo scorso venerdì due piccoli asteroidi ci hanno sfiorato, e ancor più allarmante, forse, è il fatto che gli astronomi se ne siano accorti soltanto pochi giorni prima. Il più piccolo dei due è passato a 80mila km dalla Terra, il più grande a 450mila km.
Ma a preoccupare è un altro asteroide, del diametro di circa 2,5 km, che si è avvicinato alla Terra nella notte tra domenica venerdì. Il punto è che gli astronomi prevedono che tra 12 anni, nell’ottobre del 2028, le cose potrebbero andare molto peggio: è previsto infatti che l’asteroide possa tornare, per giunta con una rotta in grado di collidere con il nostro pianeta. L’impatto con un corpo celeste di simili dimensioni, spiegano gli esperti, potrebbe causare l’estinzione dell’uomo.
Nel frattempo, la Nasa lavora a piani per la deviazione di asteroidi in rotta di collisione con la Terra. L’ipotesi è quella di piazzare grosse cariche esplosive sulla superficie di una massa non troppo lontana da noi per forzarne il cambio di strada. Il primo esperimento di tal genere dovrebbe tenersi nel 2020.