9 dicembre forconi: stagnazione
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giovedì 10 gennaio 2019

I SONDAGGI HANNO DROGATO LA LEGA, MA A BREVE ARRIVERANNO BRUTTE NOTIZIE DALL'ECONOMIA.

SALVINI BOMBARDA IL GOVERNO SULL'IMMIGRAZIONE E ANCORA SOGNA IL VOTO ANTICIPATO PER CAPITALIZZARE UN CONSENSO CHE RISCHIA DI SCIVOLARGLI DALLE MANI, COME PRECONIZZA IL COLLE 

I GRILLINI NON CI PENSANO AFFATTO A FAR SALTARE LA LEGISLATURA E PERDERE 6.250 EURO AL MESE

E IN EUROPA, SIA IL CAPITANO CHE L'EX BIBITARO PARTENOPEO NON TROVANO ALLEATI 

IL SOGNO IMPOSSIBILE DI SALVINI DI INCONTRARE TRUMP E L'IRA DELLA LEGA PER LA SCOMPARSA DELLA FLAT TAX E L'ARRIVO DEL REDDITO DI CITTADINANZA ("UN REGALO AL SUD")

SALVINI CACCIA IL VU CUMPRA'SALVINI CACCIA IL VU CUMPRA'

Salvini è in allarme: i sondaggi hanno drogato la Lega ma in un'epoca di consensi liquidi, possono sfuggire di mano in pochi mesi (vedi Renzi). Il Nord, poi, è in subbuglio: il cavallo di battaglia della Lega, cioè la Flat Tax, è sparita dall'agenda politica, occupata come un macigno in mezzo all'autostrada dal reddito di cittadinanza, con una spruzzata di pensioni dei dipendenti pubblici, due argomenti che al nocciolo duro leghista fanno venire l'orticaria.

Continuano gli incontri tra i colonnelli nordisti, ovvero Zaia, Fontana e Fedriga, ovviamente contrari al reddito per tutti (liquidato come un "regalo al Sud"), e infastiditi dalle mosse di Salvini sull'affaire Elisa Isoardi (e pure sulle conseguenti scelte in Rai).

Ma lui ormai si sente un piccolo Trump, in preda a un delirio di onnipotenza causato dal suo indubbio successo politico. Il suo sogno è proprio quello di una visita ufficiale a Washington, accolto dal suo idolo Donald che incontrò una volta durante la campagna elettorale americana. Purtroppo per lui, il cerimoniale della Casa Bianca non prevede incontri con i vicepremier, ma solo con presidenti della Repubblica e del Consiglio.

SALVINI CON IL CASCO DEI VIGILI DEL FUOCOSALVINI CON IL CASCO DEI VIGILI DEL FUOCO
E a proposito di consigli, Salvini ha smesso di accettarne. Viaggia con la sua testa, decide tutto con lo staff della Bestia e con gli ''amici'' (ciao, amici!) di Instagram. La sua attuale ossessione è ''pescare quando l'onda è favorevole'', e incassare il prima possibile il suo consenso virtuale.

Non ha torto: se il suo popolo inizia a capire che con Quota 100 si perdono parecchi soldi rispetto a un pensionamento by Fornero, se il reddito di cittadinanza non fa da volano per l'occupazione (anzi), se l'Istat dovesse certificare che l'Italia è entrata in una fase recessiva…che ne sarà dell'amore per il Capitano detto Capitone?

I numeri che arrivano dal Natale non sono incoraggianti: il terzo trimestre, tra l'attesa per la manovra e la paura di una procedura d'infrazione, l'incertezza politica e il martellare dello spread, ha visto gli italiani parecchio spaventati, e le vendite sono state ben al di sotto delle attese.
zaiaZAIA

Il problema resta sempre quello: Mattarella, a Salvini, le elezioni anticipate non gliele concederà mai. I 5 Stelle non sono ovviamente interessati, e questo diventa ancor più chiaro dopo la conferma della tagliola dei due mandati: certi di dover mollare per sempre la poltrona, i grillini alla seconda legislatura cercheranno di farla durare più a lungo possibile.

Anche perché, e questo non molti lo hanno capito, hanno smesso di rendicontare le loro spese dopo lo scandalo dei parlamentari furbetti che facevano bonifici e poi li cancellavano. Ora ciascuno si può tenere 3.250 euro netti come stipendio, più 3mila forfait per spese di viaggio, vitto e alloggio. E chi glieli ridà più 6mila euro al mese alle decine di ''reddito zero'' parcheggiati in Parlamento a schiacciare pulsantini?

FEDRIGA TOTI FONTANA ZAIAFEDRIGA TOTI FONTANA ZAIA
Il Quirinale, insomma, non ha nessun interesse a sciogliere le Camere, anche se Salvini facesse cadere il governo, magari buttandola sull'unico tema forte che gli è rimasto, cioè l'immigrazione – le frasi di fuoco sullo sbarco della Sea Watch che riserva a Conte basterebbero da sole a far crollare tutto.

Ma nei prossimi mesi, è inevitabile, quel 33% di gradimento conquistato nel giro di 100 giorni, non potrà che calare, man mano che prenderanno forma le difficoltà economiche del Paese. E allora gli passerà la voglia del voto anticipato…

Salvini e MattarellaSALVINI E MATTARELLA




E poi, per chiudere il fronte delle preoccupazioni salviniane, le Europee si annunciano un successo in Italia, ma è a Strasburgo/Bruxelles che i conti non tornano. I due sovranisti all'amatriciana non hanno infatti trovato molto supporto tra i partiti ''cugini''.

Certo, Salvini è alleato della Le Pen, ma i gilet gialli che potrebbero succhiare un bel po' di consensi all'ex Front National hanno appena rimbalzato l'offerta di Di Maio, e il leghista ha dovuto prendere le distanze dalle violenze dei black bloc che hanno infiltrato la protesta francese (e ci mancherebbe, essendo lui ministro dell'Interno).

matteo salvini e marine le pen ballano in pista 3MATTEO SALVINI E MARINE LE PEN BALLANO IN PISTA 

Aggiungi che Alternative fuer Deutschland non vuole niente a che fare con gli italiani spendaccioni, Kurz filo-tedesco tendenza ''zero deficit'' neanche, Orban preferisce restare dentro al PPE a manovrare finanziamenti della UE. Resta il Pis polacco, e poco altro. L'onda degli euroscettici ci sarà, ma metterli d'accordo per ribaltare l'Unione non sarà facile…

"RISCHIO RECESSIONE" 
LA PRODUZIONE INDUSTRIALE INGRANA LA RETROMARCIA NEI MAGGIORI PAESI EUROPEI 
ITALIA, CROLLO DEL 2,6% RISPETTO AL 2017 
IN GERMANIA LA PRODUZIONE È CALATA DELL'1,9% 
GLI STATI UNITI CONTINUANO A CRESCERE MA NON COME PRIMA CAUSA ANCHE LA GUERRA COMMERCIALE CON LA CINA 
L'ITALIA SI PRESENTA UN ALTO DEBITO PUBBLICO E UNA MANOVRA ECONOMICA CHE AUMENTA ULTERIORMENTE IL DEFICIT PUBBLICO SENZA DARE UNA SPINTA SIGNIFICATIVA ALLE PROSPETTIVE DI CRESCITA.


RECESSIONERECESSIONE
La produzione industriale ingrana la retromarcia nei maggiori Paesi europei, pesando come un macigno sull'andamento dell'economia. Il dato italiano, che mostra a novembre 2018 un calo del 2,6% su base annua e dell'1,6% su ottobre, è solo l'ultimo dopo quelli altrettanto negativi di Germania e Francia, tanto da lasciare presagire una possibile recessione in tutta Europa. Dati negativi oggi anche in Spagna e in Gran Bretagna.

I dati italiani - Crolla a novembre 2018 la produzione nel settore auto. Secondo i dati Istat, l'indice corretto per gli effetti di calendario ha registrato un calo del 19,4% su base annuale, cioè nel confronto con novembre 2017, e dell'8,6% su base mensile, ovvero nel confronto con ottobre 2018. Il dato conferma, ma con un ulteriore peggioramento, l'andamento di ottobre, quando era stato registrato un calo tendenziale del 14%. Nella media degli 11 mesi 2018, la produzione è diminuita del 5,1%.

INDUSTRIA 2INDUSTRIA
La produzione industriale italiana a novembre 2018 è diminuita dell'1,6% rispetto ad ottobre e del 2,6% rispetto a novembre 2017. Nei primi undici mesi del 2018 la produzione industriale italiana è cresciuta dell'1,2% rispetto all'anno precedente. Lo comunica l'Istat in base alle stime sulla produzione di novembre, aggiungendo che, nella media del trimestre settembre-novembre 2018, il livello della produzione registra una flessione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti. 

LACHAPELLE FOTO INDUSTRIALACHAPELLE FOTO INDUSTRIA




Conte, ce lo attendevamo: bene aver fatto la manovra nel segno della crescita. "Mi attendevo e temevo un dato negativo della produzione industriale: già i dati per alcuni partner europei erano stati anticipati, ed era difficile che anche per l'Italia non fosse di segno negativo". Così il premier Giuseppe Conte. "Ma ancor di più è importante aver anticipato prima e compreso che sarebbe stata questa la ragionevole evoluzione del trend economico e ancora per questo è stato ancor più importante intervenire con quella manovra economica nel segno della crescita e dello sviluppo sociale".

FRA EUROPA, USA E CINA IL PERICOLOSO DOMINO DELLA RECESSIONE
Andrea Montanino per “la Stampa”

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni triaLUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI GIOVANNI TRIA
Molte nubi all' orizzonte fanno prevedere un anno difficile per l' economia mondiale. Forse (si spera) non sarà un' altra grande recessione ma certamente gli indicatori economici e le tensioni geopolitiche che osserviamo vanno tutti nella stessa direzione. Se nel 2007 pochi avevano avuto la capacità di vedere la crisi finanziaria che stava arrivando, oggi ci sono a disposizione molti elementi e messaggi univoci che non potranno far dire ai governanti che non si erano accorti di quello che stava succedendo.

GRAFICO FEDERAL RESERVEGRAFICO FEDERAL RESERVE
Partiamo dagli indicatori delle tre grandi aree economiche del mondo, Europa, Stati Uniti, Cina: in Europa l' indicatore composito della fiducia sulle prospettive economiche dell' euroarea è al livello più basso da due anni e cala ininterrottamente da 12 mesi. La sua più grande economia - la Germania - ha avuto una forte battuta d' arresto: la produzione industriale è calata dell' 1,9 per cento in novembre rispetto a ottobre, quando già era calata rispetto a settembre. Visti i forti legami che l' economia tedesca ha attraverso le catene del valore con le altre economie europee, in primis quella italiana delle industrie del Nord, un rallentamento della Germania ha immediate ripercussioni sul resto del continente.

brexitBREXIT
Gli Stati Uniti continuano a crescere ma non come prima causa anche la guerra commerciale con la Cina. James Bullard, presidente della Federal Reserve di St. Louis e membro votante del comitato che prende le decisioni di politica monetaria negli Stati Uniti ha esplicitamente parlato di rischi di recessione in una intervista sul Wall Street Journal di ieri, se continuasse l' aumento dei tassi di interesse. Diversi sondaggi tra esperti iniziano a mostrare percentuali non trascurabili di coloro i quali vedono un rischio recessione nel corso dei prossimi 24 mesi.
theresa may annuncia l'accordo sulla brexitTHERESA MAY ANNUNCIA L'ACCORDO SULLA BREXIT

La Banca mondiale ieri ha rivisto al ribasso le stime di crescita della Cina per il 2019 e questo ulteriore rallentamento si ripercuoterà su tutta l' area in quanto la Cina è l' hub produttivo intorno al quale ruotano le produzioni di molti Paesi del Sud-Est asiatico. Ma anche Apple si è accorta di cosa significhi un rallentamento della domanda cinese: l' annuncio di vendite più contenute in Cina rispetto alle attese ha fatto crollare il valore di Borsa della società, che in un giorno ha perso 75 miliardi di dollari.

Accanto a questi indicatori economici, ci sono molti fattori di rischio di tipo geopolitico. Primo fra tutti gli esiti della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti: entro il 1° marzo bisognerà trovare un accordo, altrimenti scatteranno tariffe più elevate su 200 miliardi di dollari di beni cinesi che produrranno ulteriore instabilità e rallentamento nell' economia mondiale. 
federal reserveFEDERAL RESERVE

Poi c' è la sostenibilità dei Paesi emergenti - Argentina e Turchia su tutti - che, essendo indebitati in dollari già subiscono gli effetti negativi di un aumento dei tassi di interesse americani. Come la storia insegna, da crisi economiche possono derivare instabilità sociali e politiche, profonde e pericolose.
STATI UNITI CONTRO CINASTATI UNITI CONTRO CINA





L' incertezza che ancora aleggia sulla Brexit - tempi, condizioni, modalità - non aiuta certo il clima di fiducia in Europa, che dovrà vedersela in maggio con elezioni del Parlamento europeo che potrebbero imprimere direzioni nuove al processo di integrazione.

Se dovessero materializzarsi tutti gli elementi di rischio, avremmo un problema nel problema: rispetto a 10 anni fa, il mondo è molto più diviso, manca una forte leadership americana, si prediligono soluzioni individuali rispetto a politiche condivise e coordinate.
STATI UNITI CONTRO CINASTATI UNITI CONTRO CINA
La capacità e volontà dei grandi leader di sedersi intorno a un tavolo per affrontare una nuova crisi globale è quantomeno dubbia.

L' Italia, in un contesto così complesso, si presenta con la sua debolezza atavica di un alto debito pubblico e una manovra economica che aumenta ulteriormente il deficit pubblico senza dare una spinta significativa alle prospettive di crescita. Insomma, un' Italia debole in un contesto internazionale a rischio.

Fonte: qui

venerdì 4 gennaio 2019

LA TEMPESTA STA ARRIVANDO


LA MANOVRA È STATA APPROVATA MA L’ECOFIN DEVE RATIFICARE LA RINUNCIA ALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE CONTRO L’ITALIA E L’UE TIENE D’OCCHIO ATTENTAMENTE I CONTI ITALIANI 
A FINE MESE ARRIVANO LE STIME SUL PIL, CHE POTREBBERO SANCIRE LA RECESSIONE. SENZA CONSIDERARE LA GUERRA COMMERCIALE USA-CINA E LE CRISI BANCARIE: TUTTI I GUAI CHE IL 2019 PORTERÀ AL GOVERNO
Antonio Signorini per “il Giornale”

conte abbraccia di maio dopo l'approvazione della manovra alla cameraCONTE ABBRACCIA DI MAIO DOPO L'APPROVAZIONE DELLA MANOVRA ALLA CAMERA
Difficile immaginare un momento meno favorevole a un governo votato alle politiche espansive più che al rigore nei conti. Che il 2019 sarebbe stato un anno complicato lo si sapeva da mesi. Ne era cosciente anche la maggioranza M5S-Lega. Ma i primi giorni dell' anno nuovo fanno pensare che le cosa possano mettersi peggio del previsto e che all' esecutivo non resti che alzare le paratie in vista di una tempesta perfetta fatta di mercati finanziari in crisi, crescita mondiale al palo, guerre commerciali planetarie.

TRIA E MOSCOVICITRIA E MOSCOVICI




Il tutto mentre l' Europa sembra volersi ritirare in se stessa, con i paesi forti impegnati a evitare il contagio più che a prevenire la crisi. Sul fronte domestico la prima tappa è stata superata; legge di Bilancio è stata approvata e il via libera della Commissione sulle grandi cifre è stato assicurato dalla trattativa condotta dal ministro dell' Economia Giovanni Tria e dal premier Giuseppe Conte con la benedizione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma i conti con Bruxelles non sono chiusi.
DONALD TRUMP XI JINPINGDONALD TRUMP XI JINPING

L' Ecofin del 22 gennaio dovrebbe ratificare l' intesa e la rinuncia alla procedura di infrazione contro l' Italia. Ma il testo della manovra licenziato dal Parlamento non è ancora stato esaminato dalle istituzioni europee. Il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici nei giorni scorsi ha sottolineato come il via libera non riguardi il dettaglio delle misure. Quelle devono essere ancora giudicate.

Il governo ha intenzione di confermare la riforma delle pensioni con quota 100 e il reddito di cittadinanza. Il costo delle due misure nel 2019 è stato ridotto, ma dal 2020 con le due riforme a regime tornerà a circa 8 miliardi per ogni riforma all' anno. Troppo per finanziare misure che Bruxelles non gradisce affatto.

Alla fine del mese dovrebbero arrivare altre notizie potenzialmente pericolose. Le stime sulla crescita del Pil nell' ultimo trimestre del 2018. Se dovessero confermare un segno meno come nel terzo trimestre, l' Italia sarà tecnicamente in recessione. Due tempeste domestiche legate a quanto sta succedendo oltre confine.

CARIGECARIGE
I principali fattori di rischio saranno gli effetti della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e l' aumento dei tassi d' interesse negli Stati Uniti annunciato dalla Fed che rischia di far scoppiare una nuova bolla finanziaria come quella del 2008 oltre che a un generale rallentamento della crescita", spiega Emanuele Cangrati, senior Analyst di BPPrimne.
mario draghiMARIO DRAGHI


Scenario che riguarda da vicino l' Italia, Paese manifatturiero che cresce soprattutto grazie alle esportazioni e non può che risentire delle crisi dei suoi partner commerciali. Gli analisti mesi fa davano la possibilità di una recessione negli Usa nel 2019 al 50%. Rischi che crescono con la prospettiva di nuovi aumenti dei tassi negli Stati Uniti, con il rischio di insolvenze dei mutui a tasso variabile. Il nostro principale partner commerciale, la Germania, non è messo meglio, con un indice Pmi di Markit sugli ordinativi che si avvicina a quota 50, l' annuncio di una recessione.

Dall' economia reale alla finanza pubblica, nel 2019 il Tesoro dovrà collocare una cifra vicina ai 260 miliardi in titoli di stato. Il debito pubblico italiano resta fortemente dipendente dal clima dei mercati internazionali e dai rapporti con l' Europa. Il governo spera che le istituzioni europee dopo le elezioni di maggio siano meno ostili all' Italia. Possibile. Ma potrebbe anche prevalere la linea di chi vuole isolare l' Italia e lasciare che se la cavi da sola. Anche a fronteggiare le crisi delle banche, altro tassello di un anno che si annuncia complicatissimo come dimostra la vicenda Carige..

Fonte: qui

lunedì 24 dicembre 2018

Il percorso verso la depressione globale

L'economia mondiale non ha mai affrontato una situazione più pericolosa. Mentre molti hanno appena iniziato a discutere se una recessione inizierà nel 2019 o nel 2020, pochissimi percepiscono il "buco nero" in cui l'economia globale sta per essere risucchiata ...
Il buco ha due principali "forze gravitazionali": l'ampia diffusione del rischio e la stagnazione della crescita della produttività. La banca centrale che si intromette con i loro programmi di acquisto di obbligazioni (QE) ha seriamente distorto i prezzi nei mercati dei capitali, il che significa che anche il rischio è stato erroneamente valutato in grande scala. Anche le implicazioni e le ripercussioni del periodo di sei anni di stagnazione della crescita della produttività globale non sono state comprese. Questi sviluppi intrecciati porteranno l'economia mondiale in una grave crisi economica, una depressione globale.

Non vedere alcun rischio, non sentire alcun rischio

Abbiamo dedicato la maggior parte del  numero  di marzo della nostra Q-review per spiegare in che modo i programmi di acquisto di attività (QE) delle banche centrali hanno creato un ambiente che incoraggia l'assunzione di rischi, la leva finanziaria e la ricerca di rendimento. Al centro di tutto ciò vi è la soppressione dei rendimenti sui beni considerati sicuri, in particolare i titoli di stato, che sono stati l'obiettivo principale dei loro programmi di QEIl QE ha creato un impulso straordinario e pluriennale di liquidità artificiale della banca centrale costretta nel sistema finanziario. Mentre le principali banche centrali continuavano a pompare, alla fine ha finito per aumentare il prezzo di quasi ogni singola classe di attività nel mondo con la possibile eccezione dei metalli preziosi.
Mentre la leva finanziaria può essere di solito misurata con una certa metrica adeguata (come il debito-reddito o -equity), la valutazione del rischio finanziario richiede un punto di riferimento considerato privo di rischio. Questo crea un problema sconcertante, perché i programmi di QE delle banche centrali hanno creato una situazione in cui non abbiamo punti di riferimento non manipolati che ci dicano quale sia il tasso di rendimento "senza rischi". Quindi, attualmente non c'è modo di dire la differenza tra attività che possono essere considerate sicure e quelle che non possono, e quindi nessun modo per misurare il rischio di un'attività finanziaria con una ragionevole certezza. Il vero rischio si rivelerà solo dopo che la liquidità artificiale indotta dalla banca centrale si ritirerà e la bolla immobiliare scoppierà. Quando ciò accade, è probabile che vedremo i bilanci di numerose banche, società, i governi e le famiglie si deteriorano in insolvenza. Purtroppo, le banche centrali hanno effettivamente creato Black Swans, eventi su larga scala sconosciuti e imprevedibili, che minacciano di indebolire i mercati finanziari.

'La grande stagnazione'

La massiccia intromissione dal mercato ha lasciato l'economia globale sia meno dinamica (innovativa) che più fragile. I salvataggi di banche e imprese in difficoltà combinate con una politica monetaria straordinariamente allentata hanno creato un periodo prolungato di crescita stagnante della produttività totale dei fattori (TFP), una "grande stagnazione".
Figura. Tassi di crescita regionali e globali della produttività totale dei fattori (TFP) in punti percentuali. Fonte: GnS Economics, Conference Board
La stagnazione nella crescita della produttività dimostra che le aziende non sono state in grado di aumentare l'efficacia della loro produzione (produttività), il principale  motore di miglioramenti durevoli degli standard di vitaIn questo modo mostra, effettivamente, la  "zombificazione"  dell'economia globale.
Quando i tassi di interesse aumentano e la disponibilità di credito diminuisce, gli "zombi", cioè le società con bilanci eccessivamente indebitati incapaci di coprire i costi degli interessi, inizieranno a fallireLa bancarotta del conglomerato globale di Steinhoff lo scorso anno e le finanze del gigante aziendale statunitense General Electric sono i primi segnali di questo. Il destino di GE e Steinhoff sarà condiviso da molti quando la crisi entrerà in azione. Ad esempio, si stima che  oltre il 14%  delle aziende dello S & P 1500 siano zombi.
Questa diminuzione del tasso di crescita della produttività mostra anche che l'economia mondiale non è stata in grado di crescere organicamente, ma è dipesa   dallo stimolo continuo (che ha peggiorato il problema). Quando questo stimolo viene ritirato, l'economia collasserà.

Nella depressione

Attualmente, l'economia globale affronta le minacce da tre fronti.
  • Il rallentamento della Cina minaccia di rimuovere il supporto critico per i settori di esportazione e importazione globali, che interesseranno in particolare l'Eurozona. Alla fine, il rallentamento in Cina si trasformerà in un "atterraggio duro" (vedi  Q-review 2/2017 ).
  • Ritirare la liquidità artificiale della banca centrale globale rischia di far crollare il mercato globale delle attività e del credito (vedi  Q-review 1/2018 ).
  • L'aumento dei tassi di interesse e l'inasprimento delle condizioni monetarie minacciano di far crollare il settore aziendale globale zombificato (si veda, ad esempio,  Q-review 3/2017 ).
Questi colpiranno tutti i lati dell'economia globale, invertendo la crescita del commercio globale, dei flussi finanziari e del reddito. Non c'è assolutamente nessun altro fine a questo di una depressione globale.