9 dicembre forconi: Pil
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martedì 1 ottobre 2019

Quali paesi sono il più grande freno (o aumento) sul bilancio dell'UE?

Con 28 paesi e oltre 15,800 miliardi di euro nel PIL (PPP) 2018 al suo nome , non c'è dubbio che l'Unione Europea (UE) sia altamente influente in economia e politica. La  "superpotenza"  affronta una vasta gamma di questioni dai cambiamenti climatici e sanitari alle relazioni esterne, alla giustizia e alla migrazione.
Naturalmente, come indicato di seguito da Jenna Ross di Visual Capitalist , i soldi necessari per affrontare queste preoccupazioni devono provenire da qualche parte - ed è qui che entra in gioco il bilancio dell'UE. Ciascuno Stato membro contribuisce alle entrate, ma è stato sostenuto che non tutti stanno aumentando.
Il grafico odierno si basa sui dati di bilancio della  Commissione europea e classifica gli Stati membri che hanno contribuito maggiormente e almeno al bilancio dell'UE per il 2018. In particolare, abbiamo tracciato i contributi netti, misurati come il contributo totale del paese meno le spese, su base assoluta e pro capite. Inoltre, analizziamo le principali fonti di entrate e le aree di spesa dell'UE per l'anno.

Una quota disuguale

Forse non a caso,  Germania e Regno Unito  sono i primi due contribuenti netti in termini assoluti. Insieme, queste due centrali avevano un PIL (PPP) di  oltre 5 trilioni di euro  nel 2018.
All'altra estremità della scala, la  Polonia è in  cima alla lista dei beneficiari netti con un deficit di - € 11.632 milioni - più del doppio di quello dell'Ungheria al secondo posto  Sulla scia della crisi del debito sovrano europeo, la  Grecia e il Portogallo  scivolano rispettivamente al quarto e al quinto posto.
Quando si tiene conto della popolazione, queste classifiche cambiano radicalmente. I Paesi Bassi pro capite sono in   cima alla lista con € 284 concessi per residente, mentre il  Lussemburgo  arriva all'ultimo posto con un deficit di - € 2.710. Il piccolo paese ospita molte istituzioni dell'UE, con conseguenti elevate spese amministrative: nel 2018 l'amministrazione ha rappresentato l'80% delle spese totali.
Ecco una classifica completa dei 28 stati membri, in termini sia assoluti (€ M) che pro capite (€ per residente):
È facile vedere cosa potrebbero guadagnare i beneficiari netti dall'UE, ma che dire dei principali contribuenti netti? Oltre agli stanziamenti di bilancio semplici,  gli Stati membri  hanno accesso a un unico mercato aperto e beneficiano, tra l'altro, del peso politico di 28 paesi uniti.

Seguendo i soldi

Quindi, in che modo l'UE riscuote le sue entrate e per cosa spende i suoi soldi? Le entrate  sono suddivise in quattro categorie principali:
  1. Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Risorse proprie basate (totale 2018: € 17.600 milioni)
    Gli Stati membri pagano in base a quanto ricevono in IVA. La "base" IVA è limitata al 50% del reddito nazionale lordo (RNL) di un paese e si applica un prelievo standard dello 0,3%. Germania, Paesi Bassi e Svezia beneficiano di un'aliquota ridotta dello 0,15% nel tentativo di riequilibrare i loro contributi eccessivi.
  2. Reddito nazionale lordo (RNL) - Risorse proprie basate (totale 2018: 105.800 milioni di euro)
    Calcolato come differenza tra la spesa totale e la somma di tutte le altre entrate, questo flusso di entrate è l'importo necessario per bilanciare il bilancio dell'UE. L'UE applica una percentuale standard tra gli Stati membri, con Danimarca, Paesi Bassi e Svezia che hanno ricevuto una riduzione forfettaria nel 2018.
  3. Risorse proprie tradizionali (totale 2018: € 20.200 milioni)
    Gli Stati membri riscuotono dazi doganali e contributi zucchero, che vanno direttamente al bilancio dell'UE dopo che il paese ha dedotto un costo di riscossione del 20%.
  4. Altre entrate (totale 2018: € 15.700 milioni)
    Si tratta di varie voci tra cui le imposte sugli stipendi dei lavoratori dell'UE, gli interessi sui ritardi di pagamento e le ammende e i contributi dei paesi terzi ai programmi di ricerca.
Le entrate potrebbero anche includere un avanzo di bilancio rispetto all'anno precedente o rettifiche nette apportate ai dati finanziari degli anni precedenti. Dall'altro lato del bilancio, l'UE ha un'ampia varietà di  spese , suddivise in sei categorie principali:
  1. Crescita intelligente e inclusiva (totale 2018: € 75.900 milioni)
    Questa categoria si concentra sulla promozione della crescita, sulla creazione di posti di lavoro e sulla promozione della coesione economica e sociale attraverso la formazione, l'istruzione, la ricerca e la politica sociale.
  2. Crescita sostenibile: risorse naturali (totale 2018: € 58.000 milioni)
    L'UE stanzia finanziamenti per la crescita sostenibile dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca. Finanzia inoltre programmi dedicati all'azione per il clima.
  3. Sicurezza e cittadinanza (totale 2018: € 3.100 milioni)
    Incentrata sulla sicurezza e sui diritti dei suoi cittadini, questa voce di bilancio comprende tutto, dalla migrazione e la protezione delle frontiere alla sicurezza alimentare e alla protezione dei consumatori.
  4. Europa globale (totale 2018: € 9.500 milioni)
    Questo riguarda tutta la politica estera, compresi lo sviluppo internazionale e gli aiuti umanitari.
  5. Amministrazione (totale 2018: € 9.900 milioni)
    Le spese di tutte le istituzioni dell'UE sono registrate in questa rubrica, compresi gli stipendi del personale, l'affitto degli immobili, l'informatica e la formazione.
  6. Strumenti speciali (totale 2018: € 200 milioni)
    Quest'area consente all'UE di mobilitare fondi per eventi imprevisti, come catastrofi naturali e importanti schemi commerciali mondiali che sostituiscono i lavoratori.
Il bilancio 2018 ha comportato un avanzo di due miliardi di euro, ma sarà bilanciato nei prossimi anni?

Il bilancio 2020 e oltre

L'attuale quadro di bilancio dell'UE termina nel 2020. È già stata presentata una proposta per il bilancio 2021-2027 e sono in corso riunioni del Consiglio.
Con l'incombenza del termine due volte posticipato della Brexit, la partenza del Regno Unito lascerà un  "divario considerevole"  nel bilancio dell'UE. Ciò potrebbe lasciare gli Stati membri in difficoltà per trovare ulteriori fonti di reddito e modi per ridurre le spese. Fonte: qui

sabato 8 giugno 2019

GERMANIA, LA PRODUZIONE INDUSTRIALE VA PEGGIO DEL PREVISTO: AD APRILE -1,9. ANCHE IL PIL RALLENTA: PER IL 2019 PREVISTO LO 0,6

IL CALO DELL'ATTIVITÀ PRODUTTIVA COMPLESSIVA SECONDO GLI ANALISTI DOVEVA ESSERE DI -0,5% 

SU BASE MENSILE, LE ESPORTAZIONI SONO SCESE DEL 3,7 PER CENTO E LE IMPORTAZIONI DELL’1,3

angela merkelANGELA MERKEL
  
La Germania si risveglia raggelata dai dati sulla produzione industriale di aprile. Il calo è più ampio di quanto previsto dagli analisti: -1,9 per cento rispetto a marzo, mentre sull’anno la diminuzione è dell’1,8%. Gli esperti prevedevano un calo congiunturale pari a -0,5 per cento.

Le notizie non sono buone nemmeno sul Pil perché le stime di crescita sono state tagliate dalla Bundesbank allo 0,6 per cento nel 2019 contro l’1,6 indicato in precedenti previsioni. Nel 2020 le cose, secondo la banca centrale tedesca, andrebbero meglio con una crescita dell’1,2 ma sempre con un tasso inferiore da quanto stimato in precedenza (1,6). Il taglio delle stime sul Pil della Bundesbank seguono quelle del governo tedesco che ad aprile aveva rivisto le stime di crescita allo 0,5 per cento quest’anno indicando però un aumento del Pil dell’1,5 per cento nel 2020.
angela merkel in costumeANGELA MERKEL IN COSTUME


Quanto al cosiddetto avanzo commerciale, questione annosa per Berlino anche rispetto alle regole dell’Ue, la Germania ha registrato in aprile un avanzo commerciale di 17 miliardi di euro, in calo rispetto ai 20 di marzo (i dati in questo caso sono quelli pubblicati dall’Ufficio federale di statistica). Su base mensile, le esportazioni sono scese del 3,7 per cento e le importazioni dell’1,3.
ANGELA MERKEL GIOCA CON PHON E PALLINAANGELA MERKEL GIOCA CON PHON E PALLINA












GERMANIA
Michelangelo Colombo per www.startmag.it

CHE COSA HA DECISO LA BUNDESBANK La banca centrale tedesca ha tagliato le stime di crescita della Germania portandole allo 0,6% nel 2019 rispetto all’1,6% precedentemente indicato e all’1,2% nel 2020 (sempre 1,6% in precedenza).
 
LA REVISIONE DELLE STIME ANCHE DEL GOVERNO Secondo la Bundesbank l’inflazione nel Paese sarà dell’1,4% quest’anno e dell’1,5% il prossimo. Il taglio delle stime sul Pil della Bundesbank seguono quelle del governo tedesco che ad aprile aveva rivisto le stime di crescita allo 0,5% quest’anno indicando però un aumento del pil dell’1,5% nel 2020.
 
COME CALA LA PRODUZIONE INDUSTRIALE Non sono finite qui le pessime notizie per Berlino. La produzione industriale tedesca è scesa dell’1,9% su mese ad aprile, dopo due mesi di segno positivo, secondo i dati destagionalizzati.
 
IL CALO TENDENZIALE Si tratta di un calo ben più significativo di quanto previsto (-0,5)%. Su base tendenziale il calo è stato dell’1,8%. La produzione manifatturiera è scesa del 2,5% congiunturale. Dopo due mesi di aumenti della produzione, i segnali sul fronte economico non sono positivi. Gli ordini registrano un piccolo rialzo ad aprile, dopo un aumento ben piu’ significativo il mese prima, indice che il rallentamento persiste.
mattarella merkelMATTARELLA MERKEL
 
LO STATO DELL’INDUSTRIA MANIFATTURIERA
L’industria manifatturiera mostra un calo diffuso a tutti le attività: beni capitali -3,3%, semilavorati -2,1%, beni di consumo -0,8% ed energia -1,1%. La debolezza dell’industria, motore dell’economia tedesca ed europea, ha provocato il taglio drastico delle previsioni di crescita da parte della Bundesbank e di altre organizzazioni internazionali.
 
merkelMERKEL
LA BILANCIA COMMERCIALE Oggi sono stati diffusi anche i dati sulla bilancia commerciale nello stesso mese che vede un surplus in calo: le sportazioni sono state pari a 109,7 miliardi ad aprile e l’import a 91,7 miliardi. L’Europa ha assorbito 63,8 miliardi di merci tedesche, cioè il 3,5% in meno di un anno prima, mentre l’export verso paesi terzi e’ aumentato del 4% su anno a 45,8 miliardi. Quindi anche su questo fronte la Germania continua a soffrire sotto il peso delle tensioni commerciali mondiali.

Fonte: qui

giovedì 7 marzo 2019

OCSE, AVANTI CON LA RECESSIONE: L’ORGANIZZAZIONE RIVEDE AL RIBASSO LE STIME DEL PIL, CHE NEL 2019 PERDERÀ LO 0,2%

FINORA LA PEGGIORE PREVISIONE ERA QUELLA DELL’UE, CHE COMUNQUE ERA POSITIVA (+0,2%), MENTRE IL GOVERNO HA BASATO LA MANOVRA SU UNA CRESCITA DELL'1% 

MOODYS, FITCH, UPB, FMI E ISTAT: ECCO TUTTE LE STIME AGGIORNATE

L'OCSE RIVEDE AL RIBASSO LA CRESCITA ITALIANA
giuseppe conte pil recessioneGIUSEPPE CONTE PIL RECESSIONE

L'Ocse rivede al ribasso la crescita italiana: secondo l'Interim Economic Outlook presentato ieri a Parigi, il Pil dell'Italia sarà di segno negativo, -0,2, nel 2019, per risalire allo 0,5 nel 2020, rispettivamente -1,1 punti e -0,4 punti rispetto alle previsioni del precedente Economic Outlook di novembre.

L'Ocse prevede un rallentamento della crescita anche per l'insieme dell'area euro. Il Pil nell'area euro sarà dell'1% nel 2019 (-0,8 punti rispetto a quanto previsto nel precedente Economic Outlook di novembre) e dell'1,2% nel 2020 (-0,4 punti). Il Pil mondiale dovrebbe invece attestarsi al 3,3% nel 2019 (-0,2 rispetto alle precedenti stime) e del 3,4% nel 2020 (-0,1). Le stime di crescita dell'Ocse sono state tagliate nella grande maggioranza delle economie del G20, in particolar modo, nell'area euro.

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 14CONFERENZA STAMPA SU REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100 14
"L'incertezza politica, le tensioni commerciali e un'ulteriore erosione della fiducia dei consumatori" sono tra le cause che contribuiscono al rallentamento della crescita al livello globale. Secondo l'Ocse, tra l'altro, le "restrizioni commerciali introdotte lo scorso anno sono un freno alla crescita, agli investimenti e agli standard di vita, in particolare per le famiglie a basso reddito". L'organismo internazionale lancia un forte appello ad "intensificare il dialogo multilaterale al fine di evitare nuove e dannose restrizioni commerciali". Mentre un'ulteriore "liberalizzazione"(la solita ricetta economica fallimentare dei Grandi Usurai!!!) potrebbero rappresentare un vantaggio per tutte le economie.
giuseppe conte recessioneGIUSEPPE CONTE RECESSIONE

Un uscita disordinata della Gran Bretagna dall'Unione europea, vale a dire il rischio di un 'no deal' con Londra, farebbe "sostanzialmente aumentare i costi per le economie europee". Secondo l'organismo, le "incertezze politiche" continuano a pesare, più in generale sull'Europa.

L’UE SI APPRESTA A TAGLIARE LE STIME DEL PIL ITALIANO NEL 2019 ALLO 0,2% 

L’ULTIMA PREVISIONE DI BRUXELLES SUL PRODOTTO INTERNO LORDO DI NOVEMBRE ERA ALL’1,2, PER IL GOVERNO INVECE CI SARÀ UNA CRESCITA DELL’1% – PERCHÉ QUESTA DIFFERENZA? IL DATO AGGIORNATO DA BRUXELLES TIENE IN CONSIDERAZIONE GLI EFFETTI DELLA MANOVRA…

GIUSEPPE CONTE E THERESA MAY GIOCANO A BILIARDOGIUSEPPE CONTE E THERESA MAY GIOCANO A BILIARDO

MENO PIL PER TUTTI 

DOPO L'UE ANCHE FMI E UPB RIVEDONO LE STIME SUL PIL 

SECONDO L’UFFICIO PARLAMENTARE DI BILANCIO NEL 2019 LA CRESCITA NON SUPERERÀ LO 0,4%, PER IL FONDO MONETARIO INVECE POTREBBE ARRIVARE ALLO 0,6


FITCH – L’AGENZIA DI RATING TAGLIA LE STIME SULLA CRESCITA DEL PIL DELL’ITALIA ALLO 0,3% E VEDE NERO PER TUTTA L’EUROZONA: PURE LA GERMANIA SCENDE ALL’1% 

IL REPORT/PROFEZIA: “SALVINI STA CERCANDO ALLEANZE MA RESTERÀ MINORANZA. LA PROSPETTIVA DI CRESCENTI FORZE EUROSCETTICHE POTREBBE AUMENTARE LE TENSIONI, DANNEGGIARE LA FIDUCIA E RIDURRE GLI INVESTIMENTI”


SALVINI DI MAIO CONTE BY SPINOZASALVINI DI MAIO CONTE BY SPINOZA
L’ENNESIMA PROFEZIA NEFASTA PER L’ECONOMIA ITALIANA DI MOODY’S: “LA CRESCITA RIMARRÀ ANEMICA NEL CORSO DEI PROSSIMI DUE ANNI. IL PIL CRESCERÀ DELLO 0,4% NEL 2019 E DELLO 0,8 NELL’ANNO SEGUENTE” 

L’AGENZIA DI RATING HA TROVATO ANCHE I COLPEVOLI: “LE DINAMICHE POLITICHE ED ECONOMICHE STANNO CREANDO RISCHI AL RIBASSO SIGNIFICATIVI”

luigi di maio giuseppe conte e la card per il reddito di cittadinanzaLUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA

PIL, L'ISTAT RIVEDE AL RIBASSO IL DATO DEL PIL 2018: +0,9 (INFERIORE ALLE PREVISIONI DEL GOVERNO), SALE IL DEBITO

lunedì 4 marzo 2019

Se l'Europa continua a rallentare, l'Italia va in crollo verticale


Appena usciti gli ultimi Indici PMI Markit Manifatturieri dell'Eurozona

che non sono gli indici delle Piccole e Medie Imprese come credeva Renzi e come crede Giggino... ;-)
ma sono i Purchasing managers Index, cioè gli indici dei direttori agli acquisti che hanno il polso della situazione delle imprese: dunque questo Indice è un ottimo Leading Indicator con efficace potere previsionale sui trend futuri e sbaglia raramente.

Del resto per chi è esperto/sgamato da anni di queste cose...la sparata di Tria di un paio di giorni fa faceva presagire che stavano per arrivare dati economici italiani molto brutti ... ;-)

Ed infatti ... com'era prevedibile l'Italia si prende un'altra MAZZATA
che - dopo gli ultimi due trimestri 2018 in contrazione = Recessione Tecnica -
fa presagire anche un primo trimestre 2019 in Recessione:

Italia: Pmi manifatturiero cala a 47,7 punti a febbraio, minimo da maggio 2013

Tanto per capirci 50 è la parità tra crescita e decrescita

47.7 indica una decrescita molto forte, per di più con produzione in calo ben da 7 mesi di fila (!)
Come vi anticipo da mesi (e controvento) l'inchiodata del settore manifatturiero italiano è stata molto forte e veloce, peggiore come sempre rispetto agli altri Paesi. 

vedi il mio post dell'1 febbraio scorso: Crolla l'indice PMI Manifatturiero = FallitaGlia adesso rischia di passare da una Recessione Tecnica a qualcosa di peggio...

Io sono stato trai primi analisti indipendenti ad anticiparvi almeno 8 mesi fa che FallitaGlia stava per scivolare in Recessione tecnica

mentre il Governo sognava di crescite del PIL 2019 che oscillavano .......................
.
tra i deliri di Savona al +2%/+3% per poi passare ad un +1.5% usato come riferimento dal Ministero delle Finanze per la manovra economica e poi corretto (bontà loro) all'1%.
Tanto per semplificare e per capirci è come se TU facessi un tuo budget plan familiare per il 2019 pensando di guadagnare 300mila euro (che non hai mai guadagnato negli ultimi decenni ma ti senti ottimista...), poi riduci le tue previsioni a 100mila euro mentre però tutti calcolano che se va bene ne guadagnerai 30mila... immaginate che budget plan "allegro ed affidabile" sarai riuscito a fare sulle tue spese....
Che poi basandosi sul trend attuale si rischia ormai un 2019 di RECESSIONE (circa un -0.3% ma che se tutto va storto potrebbe diventare un -1%)...altro che un 2019 "bellissimo", di Boom economico etc etc come spara certa gente di questo Governo del Cambiamento (di 'sto caxxo).

Vedi mio post profetico qui allegato dei primi di settembre 2018
ma ne avevo già parlato fin da giugno 2018 

(se continua e/o continuano così) In arrivo a breve Recessione Tecnica in FallitaGlia (e poi makari strutturale...ma "stranamente" NON per colpa di Soros...)
ed ancora come scrivevo a novembre 2018
L'effetto "Governo degli scappati di casa" si amplifica sempre di più sull'economia italiana che sta andando verso l'ennesima RECESSIONE in pochi anni
Visto però che non si prende mai un solo dato od un solo indicatore, il tutto è stato confermato anche dagli ultimi devastanti dati industriali di dicembre 2018, come vi commentavo nella mia bacheca facebook qualche giorno fa:
AGGIORNAMENTO DI POCO FA: 

Madonna Benedetta dell'Incoroneta... 
qui andiamo in RECESSIONE SECCA (se continua così possibile anche un -1% per il 2019) con rallentamento globale + effetto recessivo supplementare di questi scappati di casa sempre più fuori di testa, mentre massa italopiteca si distrae con caxxate... Fatturato e ordinativi dell’industria. 
A dicembre 2018 il fatturato diminuisce del 7,3% e gli ordinativi del 5,3% in termini tendenziali https://www.istat.it/it/archivio/227300
Italian Industrial Orders MM SA Dec -1.8% (Prev. -0.2%, Rev. -0.4%)
Italian Industrial Orders YY NSA Dec -5.3% (Prev. -2.0%, Rev. -2.2%)
Italian Industrial Sales MM SA Dec -3.5% (Prev. 0.1%, Rev. -0.1%)
Italian Industrial Sales YY WDA Dec -7.3% (Prev. 0.6%, Rev. 0.5%)

Insomma l'unica "consolazione" (del pesce...) è che tutta l'Eurozona è in netto peggioramento nel settore manifatturiero con l'Indice PMI complessivo sceso in contrazione a 49,3.

Infine la CHICCA DELLE CHICCHE! ESULTATEEEE ITALIOTIIII! ;-)
L'indice Pmi crucco crolla a 47,6 in un mese, peggio persino dell'Italia che scende "solo" a 47.7...solamente che la Germania si contrae da solo un mese mentre noi ben da 7 di fila
e che la Germania viene da quasi 10 anni di crescita sostenuta e noi da anni di crescita da prefisso telefonico... 


Comunque la Guerra dei dazi, quella pseudo-ecologista contro i diesel ed anche quella personale di Trump contro la Germania stanno iniziando a dare i loro frutti

= al bar sport l'italiota frequentato da 7 su 10 che ormai si fanno mantenere da 3 su 10....esultano brindando&ruttando,
mentre la parte produttiva del Paese che li mantiene subisce in modo pesantissimo il contraccolpo visti i profondi rapporti di interdipendenza strutturale con la Germania...

Tra Nord Italia e Nord Europa c'è interscambio ed interdipendenza a mutuo vantaggio, altro che mitiche minkiate da Bar Sport l'Italiota... 

........400 pezzi della Golf sono made in Italy e non solo... 
Ma saranno sicuramente anche ripercussioni sull’indotto in Italia. Il gruppo Volkswagen acquista annualmente componentistica italiana per un valore di oltre 1,5 miliardi di euro, mentre nel 2014 l’intera Germania ha acquistato componenti dal nostro Paese per 3,97 miliardi di euro. I dati sono dell’Anfia, l’Associazione che rappresenta la filiera dell’industria automobilistica italiana....
... La Germania è di gran lunga il primo partner commerciale dell'Italia, sia come mercato di sbocco, sia come fonte di provenienza dell’import. Il volume dell’interscambio bilaterale è molto elevato: nel 2014 è stato di circa 103 miliardi di Euro, una cifra che ammonta quasi alla somma degli scambi che intratteniamo con Francia e Regno Unito insieme.
I rapporti di subfornitura industriale tra i due Paesi sono talmente rilevanti e consolidati da configurarsi come relazioni di mutua dipendenza ed i flussi di investimento sono particolarmente significativi in entrambe le direzioni: sono oltre 1.800 le imprese tedesche in Germania partecipate da aziende italiane (che danno lavoro a quasi centomila persone) e quasi 1.400 le aziende in Italia a capitale tedesco (che garantiscono oltre centoquarantamila posti di lavoro)....." 
Perché se la Germania rallenta in modo marcato = per l'Italia sono cavoli amarissimi....come stiamo già potendo vedere.
Classifica PMI® Manifatturiero per Paese di febbraio 

Grecia 54.2 massimo su 9 mesi 
Irlanda 54.0 massimo su 2 mesi 
Paesi Bassi 52.7 minimo su 32 mesi 
Austria 51.8 minimo su 37 mesi 
Francia 51.5 (flash: 51.4) massimo su 5 mesi 
Spagna 49.9 minimo su 63 mesi
Italia 47.7 minimo su 69 mesi 
Germania 47.6 (flash: 47.6) minimo su 74 mesi



E' il classico meccanismo della SPIRALE del DECLINO di un Paese che non vuole evolvere = quando gli altri crescono cresci la metà, quando gli altri correggono tu crolli... 
Infatti sostanzialmente la maggioranza delle altre nazioni continua a crescere, anche se meno. 
Del resto come vi spiegavo nella mia bacheca facebook:
L'Italia è (per ora) l'unico Paese dell'Eurozona ad essere entrato in RECESSIONE, mentre gli altri Paesi hanno solo rallentato e/o continuano a crescere a stecca come gli ex-PIIGS Spagna Portogallo Irlanda e persino Grecia (che però lascerei fuori perché è veramente un caso a parte).





La fiducia delle IMPRESE continua a scendere (insieme agli indici Markit PMI) a causa del clima di INCERTEZZA, il che significa blocco/diminuzione investimenti, stop assunzioni e/o inizio licenziamenti, crolli di fatturato industriale da -7,3% come quello di dicembre 2018 rispetto a dic. 2017 (come non si vedeva dal 2009). ..........

E naturalmente iniziano a peggiorare anche i Lagging Indicator (quelli che seguono più lentamente l'evoluzione economica) come la disoccupazione che comincia a risalire

Italia: disoccupazione a gennaio sale al 10,5%, peggio del previsto
con un netto peggioramento della componente giovanile: La disoccupazione giovanile torna al 33%



Proprio quella che il mitico Decreto Dignità di Giggino avrebbe dovuto combattere e sconfiggere per prima....ma vedete... taroccare i dati come fa un sito di PROPAGANDA come il Blog delle Stelle serve ben a poco...che prima o poi la realtà presenta sempre il conto.
Il Decreto Dignità non solo non sta funzionando ma come vi dico da tempo ha addirittura effetti recessivi, tanto più se fatto in un momento delicatissimo del ciclo economico dove siamo tornati in recessione e se fatto in un mercato del lavoro già rigidissimo fermo al '68 come quello italiano.


I dati Istat riferiti all’ultimo mese del 2018 fanno segnare una risalita dei contratti a tempo e una contrazione di quelli a tempo indeterminato, mentre continuano a crescere gli autonomi. Soffre ancora la classe d’età dei 25-34enni
@marattin

C’è un solo modo per giudicare i risultati occupazionali di un governo: da quando è in carica, che risultati ci sono? Per il governo Conte i numeri sono questi: 91 mila occupati in meno. 53 mila tempi indeterminati in meno. 32 mila precari in più. Fonte: dati Istat di poco fa.

Non a caso ormai si inizia a parlare di manovra correttiva da circa 9mld ...

Per forza! Se ti basi su previsioni di crescita 2019 alla caxxo!





Cottarelli che è persona seria&competente stima l'effetto peggiorativo di questo Governo (di scappati di casa ma lui è corretto e non lo dice...) sulla crescita economica a più di 1/3 del Rallentamento...


Quanto contano le politiche interne nello spiegare la decrescita degli ultimi mesi? 
Parecchio, più di un terzo.
Il tasso di crescita del Pil in Europa è sceso negli ultimi mesi e questo non ha fatto bene all’economia italiana, ma la decrescita è stata più forte in Italia, il che suggerisce che le cause interne abbiano contato.
...se fossimo scesi dall’1,5 per cento del 2017 a -0,2 per cento (un calo di 1,7 come accaduto nell’area euro) avremmo potuto dire che era solo colpa di quanto è successo in Europa. Ma ci abbiamo aggiunto del nostro: il calo è stato da 1,5 a -0,8. La maggiore perdita, di 0,6 per cento di Pil (su base annua), è probabilmente imputabile a cause interne (spread in aumento per annunci politici vari e incertezza che questo ha causato). Quindi più di un terzo del rallentamento (0,6/1,7=0,35) è stato dovuto a cause interne. Teniamone conto per il futuro.....

Ma se continuiamo così saliremo ben presto a 2/3 e così via = basta che i provvedimenti messi in atto da questo governo esplichino i loro effetti negativi fino in fondo

e/o che il Giggino di turno si inventi qualche altra stronxata recessiva da ideologizzati fuori dal Mondo...





Come spiegavo in questo sfogo Facebook
quello che mi fa girare le balle è
1. aver basato la finanziaria su previsioni economiche fantasy o perché fessi o con dolo, scegliete voi (l'hanno fatto anche i governi prima ma non con questa magnitudine)
2. in un contesto di ciclo economico globale in rallentamento (che infatti ci ha portato in recessione) avere fatto una finanziaria assistenzialista di spese correnti (a debito) che non porterà a nessuna crescita checché ne dica Tria e compari 
3. sempre in un contesto molto negativo e sempre più debole avere fatto dei provvedimenti ulteriormente recessivi come il decreto dignità, come l'Ecotassa che parte oggi, come aver rotto le balle su TAV TRIV + tutto il resto ... ed adesso dai che ne arriveranno altre come le chiusure domenicali obbligatorie per legge e tutto l'armamentario da Decrescita (in)felice.


I rivenditori di auto non sanno come regolarsi ed i consumatori sono assolutamente disorientati.... Gli appelli rivolti al governo da parte di case costruttrici, filiera dell’auto e rivenditori finora sono caduti nel vuoto......«Domani entra in vigore il Bonus/Malus introdotto con la legge di Bilancio 2019 ma case costruttrici e dealer non conoscono ancora le modalità operative per attuare la misura»...Situazione incredibile, insomma, tanto più se si considera che la legge di Bilancio è stata approvata oramai da due mesi. Per questo “le Associazioni rappresentanti la filiera industriale e commerciale del settore automobilistico in Italia, nonostante le ripetute istanze di chiarimento poste alle Istituzioni competenti, esprimono forti preoccupazioni circa le ripercussioni che tali incertezze stanno già determinando sul mercato e sull’operatività delle imprese.....

Dell'idiozia di fare un'Ecotassa "pseudo-ecologista-ideologgggica"

(che poi come al solito è una scusa per fare CASSA)
col timing peggiore e nel contesto produttivo specifico italiano avevo già detto...ma tanto che lo dico a fare?

ECO-tassa: per arrivare là dove nessuna decrescita (in)felice è mai giunta prima...
Che ormai la presa in giro della crociata contro l'auto, dei blocchi del traffico, della lotta al diesel etc et sta sempre più venendo fuori, ma ne riparleremo...
Ispra. Inquinamento. Riscaldamento 38%, allevamenti 15.1%, industria 11.1%, auto 9%, energia 4.8%
4. aver fatto una cagnara assurda ed inutile su tutto per ottenere in cambio una mazza, a parte lo sbavamento interno della massa italopiteca di supporters = siamo isolati in Europa e paghiamo la salita dello spread in modo salato e su più livelli (checché ne dicano certe capre che lo spread non cambia nulla). 
Nuovo Btp 10 anni a ruba, ma macigno spread incombe su Italia: +23 mld di interessi in 3 anni

Inoltre si è creato un ulteriore effetto incertezza che è devastante in economia

5. almeno alcuni provvedimenti si potevano RIMANDARE a tempi più pimpanti...no?

SOUTH KOREA FEB. FIRST 20 DAYS EXPORTS FALL 11.7% Y/Y, 

IMPORTS FALL 17.3 % Y/Y, 
CHIP EXPORTS DROP 27.1% Y/Y, 
EXPORTS TO CHINA DECLINE 13.6% Y/Y ... 
Mentre la Corea del Sud ovvero - per chi è del settore - il classico "canarino nella miniera" delle Recessioni Globali è uscito con dei dati pessimi...
in FallitaGlia non ci si rende conto che la Recessione Tecnica già in atto a causa del rallentamento dell' EZ+Globale 
è stata già considerevolmente PEGGIORATA dal Governo degli Scappati di Casa 
anche solo con l'enorme effetto INCERTEZZA innescato dalle sparate quotidiane a somma negativa costi/benefici, 
da una finanziaria assistenzialista insostenibile e "fuori dal mondo" che già si parla di correzione da 9mld, 
da provvedimenti recessivi come eco-tassa decreto dignità, chiusure domenicali forzose, no-TAV no-TRIV no-tutto etc etc (cose che al limite ti puoi permettere se sali del 2,5% e non in recessione! Conta anche il timing cazzo! Ma vuoi spiegarlo a delle Capre pure invasate?)
Dalla salita dello spread che ha portato ad una quasi chiusura emissione obbligazionarie bancarie su mercato istituzionale e ad un principio di credit crunch + a costi molto maggiori per le emissioni di titoli di stato etc etc 
Ma la gente non si rende conto anche perché ormai 7 su 10 si fanno mantenere da 3 su 10 e dunque non hanno alcuna percezione dell'economia reale ma vivono in un altro mondo in dissociazione dalla realtà (almeno fino al Default).... 
Ma il PEGGIO deve ancora arrivare: 
quando vedi scemo e +scemo esultare per 50mila richieste di quota100 come fosse un successo...esultare per dei prepensionamenti (in maggioranza al sud e molti trai disoccupati) che sono costi e non innescheranno quasi nulla di positivo! 
Quando senti parlare di piani per rimettere Bankitalia sotto al controllo totale dello Stato (che già oggi non è affatto privata al contrario della bufala che gira). 
Quando senti parlare di nazionalizzazioni qui e là in stile sudamericano, incluso quel buco nero di Alitalia. 
Quando senti parlare di riprendersi l'oro di Bankitalia e di venderlo per ridurre il Debito (si scenderebbe di ca. 4 punti percentuali...un nulla...ed intanto tutte le altre banche centrali COMPRANO ed accumulano ORO). 
Quando senti parlare di uscita dall'euro unilaterale e forzata. 
Quando metti un economista in stile egualitario&venezuelano come Tridico all'INPS. 
Quando ti incontri con golpisti francesi e crei il peggiore incidente diplomatico dal 1940 con la Francia nella quale esportiamo 46mld. 
Quando si inizia a parlare di patrimoniale straordinaria e/o di acquisto forzoso di titoli di Stato. 
Quando senti Giggino&Dibba sparare stronzate quotidiane da totali capre incompetenti invasate e fuori dal Mondo ma le loro stronzate pesano di brutto ed influenzano l'agenda di Governo. 
Quando senti la Lega che vuole imporre alle radio almeno 1/3 di canzoni italiane 
mentre l'economia si sta inchiodando, è ormai in recessione, il fatturato industriale crolla del 7,3% come non accadeva dal 2009 etc etc 
EBBENE i 7 su 10 mantenuti non si rendono conto che quei 3 su 10 che ancora li mantengono si stanno sempre più CAGANDO SOTTO 
il che imprimerà una forte accelerazione "venezuelana" della Recessione con FUGA di capitali a nastro, con congelamento delle dinamiche produttive delle imprese che bloccheranno investimenti assunzioni etc più di quanto stiano già facendo (vedi inchiodata indici PMI Markit), delocalizzazioni ovunque si riesca ad implementarle etc etc
L'accelerazione da deriva venezuelana impressa da questo Governo di Scappati di casa è solo all'inizio, che non si rendono vagamente conto di come funzioni l'economia di un Paese e che sono stati pure sfigati a beccarsi rallentamento del super ciclo espansivo di 10 anni post-crack Lehman Brother con pompaggio banche centrali ...ma sono i meno indicati per gestire un momento già difficile... 
Infine come elemento peggiorativo = = è stato sdoganato un trend venezuelano del declino condito da totale dissociazione dalla realtà +dallo spaccio massiccio di bufale surreali alle quali si appiglia la maggioranza per non adattarsi/evolvere 


#FALLITAGLIAVENEZUELADIEUROPA

Fonte: qui