9 dicembre forconi: decreto dignità
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lunedì 4 marzo 2019

Se l'Europa continua a rallentare, l'Italia va in crollo verticale


Appena usciti gli ultimi Indici PMI Markit Manifatturieri dell'Eurozona

che non sono gli indici delle Piccole e Medie Imprese come credeva Renzi e come crede Giggino... ;-)
ma sono i Purchasing managers Index, cioè gli indici dei direttori agli acquisti che hanno il polso della situazione delle imprese: dunque questo Indice è un ottimo Leading Indicator con efficace potere previsionale sui trend futuri e sbaglia raramente.

Del resto per chi è esperto/sgamato da anni di queste cose...la sparata di Tria di un paio di giorni fa faceva presagire che stavano per arrivare dati economici italiani molto brutti ... ;-)

Ed infatti ... com'era prevedibile l'Italia si prende un'altra MAZZATA
che - dopo gli ultimi due trimestri 2018 in contrazione = Recessione Tecnica -
fa presagire anche un primo trimestre 2019 in Recessione:

Italia: Pmi manifatturiero cala a 47,7 punti a febbraio, minimo da maggio 2013

Tanto per capirci 50 è la parità tra crescita e decrescita

47.7 indica una decrescita molto forte, per di più con produzione in calo ben da 7 mesi di fila (!)
Come vi anticipo da mesi (e controvento) l'inchiodata del settore manifatturiero italiano è stata molto forte e veloce, peggiore come sempre rispetto agli altri Paesi. 

vedi il mio post dell'1 febbraio scorso: Crolla l'indice PMI Manifatturiero = FallitaGlia adesso rischia di passare da una Recessione Tecnica a qualcosa di peggio...

Io sono stato trai primi analisti indipendenti ad anticiparvi almeno 8 mesi fa che FallitaGlia stava per scivolare in Recessione tecnica

mentre il Governo sognava di crescite del PIL 2019 che oscillavano .......................
.
tra i deliri di Savona al +2%/+3% per poi passare ad un +1.5% usato come riferimento dal Ministero delle Finanze per la manovra economica e poi corretto (bontà loro) all'1%.
Tanto per semplificare e per capirci è come se TU facessi un tuo budget plan familiare per il 2019 pensando di guadagnare 300mila euro (che non hai mai guadagnato negli ultimi decenni ma ti senti ottimista...), poi riduci le tue previsioni a 100mila euro mentre però tutti calcolano che se va bene ne guadagnerai 30mila... immaginate che budget plan "allegro ed affidabile" sarai riuscito a fare sulle tue spese....
Che poi basandosi sul trend attuale si rischia ormai un 2019 di RECESSIONE (circa un -0.3% ma che se tutto va storto potrebbe diventare un -1%)...altro che un 2019 "bellissimo", di Boom economico etc etc come spara certa gente di questo Governo del Cambiamento (di 'sto caxxo).

Vedi mio post profetico qui allegato dei primi di settembre 2018
ma ne avevo già parlato fin da giugno 2018 

(se continua e/o continuano così) In arrivo a breve Recessione Tecnica in FallitaGlia (e poi makari strutturale...ma "stranamente" NON per colpa di Soros...)
ed ancora come scrivevo a novembre 2018
L'effetto "Governo degli scappati di casa" si amplifica sempre di più sull'economia italiana che sta andando verso l'ennesima RECESSIONE in pochi anni
Visto però che non si prende mai un solo dato od un solo indicatore, il tutto è stato confermato anche dagli ultimi devastanti dati industriali di dicembre 2018, come vi commentavo nella mia bacheca facebook qualche giorno fa:
AGGIORNAMENTO DI POCO FA: 

Madonna Benedetta dell'Incoroneta... 
qui andiamo in RECESSIONE SECCA (se continua così possibile anche un -1% per il 2019) con rallentamento globale + effetto recessivo supplementare di questi scappati di casa sempre più fuori di testa, mentre massa italopiteca si distrae con caxxate... Fatturato e ordinativi dell’industria. 
A dicembre 2018 il fatturato diminuisce del 7,3% e gli ordinativi del 5,3% in termini tendenziali https://www.istat.it/it/archivio/227300
Italian Industrial Orders MM SA Dec -1.8% (Prev. -0.2%, Rev. -0.4%)
Italian Industrial Orders YY NSA Dec -5.3% (Prev. -2.0%, Rev. -2.2%)
Italian Industrial Sales MM SA Dec -3.5% (Prev. 0.1%, Rev. -0.1%)
Italian Industrial Sales YY WDA Dec -7.3% (Prev. 0.6%, Rev. 0.5%)

Insomma l'unica "consolazione" (del pesce...) è che tutta l'Eurozona è in netto peggioramento nel settore manifatturiero con l'Indice PMI complessivo sceso in contrazione a 49,3.

Infine la CHICCA DELLE CHICCHE! ESULTATEEEE ITALIOTIIII! ;-)
L'indice Pmi crucco crolla a 47,6 in un mese, peggio persino dell'Italia che scende "solo" a 47.7...solamente che la Germania si contrae da solo un mese mentre noi ben da 7 di fila
e che la Germania viene da quasi 10 anni di crescita sostenuta e noi da anni di crescita da prefisso telefonico... 


Comunque la Guerra dei dazi, quella pseudo-ecologista contro i diesel ed anche quella personale di Trump contro la Germania stanno iniziando a dare i loro frutti

= al bar sport l'italiota frequentato da 7 su 10 che ormai si fanno mantenere da 3 su 10....esultano brindando&ruttando,
mentre la parte produttiva del Paese che li mantiene subisce in modo pesantissimo il contraccolpo visti i profondi rapporti di interdipendenza strutturale con la Germania...

Tra Nord Italia e Nord Europa c'è interscambio ed interdipendenza a mutuo vantaggio, altro che mitiche minkiate da Bar Sport l'Italiota... 

........400 pezzi della Golf sono made in Italy e non solo... 
Ma saranno sicuramente anche ripercussioni sull’indotto in Italia. Il gruppo Volkswagen acquista annualmente componentistica italiana per un valore di oltre 1,5 miliardi di euro, mentre nel 2014 l’intera Germania ha acquistato componenti dal nostro Paese per 3,97 miliardi di euro. I dati sono dell’Anfia, l’Associazione che rappresenta la filiera dell’industria automobilistica italiana....
... La Germania è di gran lunga il primo partner commerciale dell'Italia, sia come mercato di sbocco, sia come fonte di provenienza dell’import. Il volume dell’interscambio bilaterale è molto elevato: nel 2014 è stato di circa 103 miliardi di Euro, una cifra che ammonta quasi alla somma degli scambi che intratteniamo con Francia e Regno Unito insieme.
I rapporti di subfornitura industriale tra i due Paesi sono talmente rilevanti e consolidati da configurarsi come relazioni di mutua dipendenza ed i flussi di investimento sono particolarmente significativi in entrambe le direzioni: sono oltre 1.800 le imprese tedesche in Germania partecipate da aziende italiane (che danno lavoro a quasi centomila persone) e quasi 1.400 le aziende in Italia a capitale tedesco (che garantiscono oltre centoquarantamila posti di lavoro)....." 
Perché se la Germania rallenta in modo marcato = per l'Italia sono cavoli amarissimi....come stiamo già potendo vedere.
Classifica PMI® Manifatturiero per Paese di febbraio 

Grecia 54.2 massimo su 9 mesi 
Irlanda 54.0 massimo su 2 mesi 
Paesi Bassi 52.7 minimo su 32 mesi 
Austria 51.8 minimo su 37 mesi 
Francia 51.5 (flash: 51.4) massimo su 5 mesi 
Spagna 49.9 minimo su 63 mesi
Italia 47.7 minimo su 69 mesi 
Germania 47.6 (flash: 47.6) minimo su 74 mesi



E' il classico meccanismo della SPIRALE del DECLINO di un Paese che non vuole evolvere = quando gli altri crescono cresci la metà, quando gli altri correggono tu crolli... 
Infatti sostanzialmente la maggioranza delle altre nazioni continua a crescere, anche se meno. 
Del resto come vi spiegavo nella mia bacheca facebook:
L'Italia è (per ora) l'unico Paese dell'Eurozona ad essere entrato in RECESSIONE, mentre gli altri Paesi hanno solo rallentato e/o continuano a crescere a stecca come gli ex-PIIGS Spagna Portogallo Irlanda e persino Grecia (che però lascerei fuori perché è veramente un caso a parte).





La fiducia delle IMPRESE continua a scendere (insieme agli indici Markit PMI) a causa del clima di INCERTEZZA, il che significa blocco/diminuzione investimenti, stop assunzioni e/o inizio licenziamenti, crolli di fatturato industriale da -7,3% come quello di dicembre 2018 rispetto a dic. 2017 (come non si vedeva dal 2009). ..........

E naturalmente iniziano a peggiorare anche i Lagging Indicator (quelli che seguono più lentamente l'evoluzione economica) come la disoccupazione che comincia a risalire

Italia: disoccupazione a gennaio sale al 10,5%, peggio del previsto
con un netto peggioramento della componente giovanile: La disoccupazione giovanile torna al 33%



Proprio quella che il mitico Decreto Dignità di Giggino avrebbe dovuto combattere e sconfiggere per prima....ma vedete... taroccare i dati come fa un sito di PROPAGANDA come il Blog delle Stelle serve ben a poco...che prima o poi la realtà presenta sempre il conto.
Il Decreto Dignità non solo non sta funzionando ma come vi dico da tempo ha addirittura effetti recessivi, tanto più se fatto in un momento delicatissimo del ciclo economico dove siamo tornati in recessione e se fatto in un mercato del lavoro già rigidissimo fermo al '68 come quello italiano.


I dati Istat riferiti all’ultimo mese del 2018 fanno segnare una risalita dei contratti a tempo e una contrazione di quelli a tempo indeterminato, mentre continuano a crescere gli autonomi. Soffre ancora la classe d’età dei 25-34enni
@marattin

C’è un solo modo per giudicare i risultati occupazionali di un governo: da quando è in carica, che risultati ci sono? Per il governo Conte i numeri sono questi: 91 mila occupati in meno. 53 mila tempi indeterminati in meno. 32 mila precari in più. Fonte: dati Istat di poco fa.

Non a caso ormai si inizia a parlare di manovra correttiva da circa 9mld ...

Per forza! Se ti basi su previsioni di crescita 2019 alla caxxo!





Cottarelli che è persona seria&competente stima l'effetto peggiorativo di questo Governo (di scappati di casa ma lui è corretto e non lo dice...) sulla crescita economica a più di 1/3 del Rallentamento...


Quanto contano le politiche interne nello spiegare la decrescita degli ultimi mesi? 
Parecchio, più di un terzo.
Il tasso di crescita del Pil in Europa è sceso negli ultimi mesi e questo non ha fatto bene all’economia italiana, ma la decrescita è stata più forte in Italia, il che suggerisce che le cause interne abbiano contato.
...se fossimo scesi dall’1,5 per cento del 2017 a -0,2 per cento (un calo di 1,7 come accaduto nell’area euro) avremmo potuto dire che era solo colpa di quanto è successo in Europa. Ma ci abbiamo aggiunto del nostro: il calo è stato da 1,5 a -0,8. La maggiore perdita, di 0,6 per cento di Pil (su base annua), è probabilmente imputabile a cause interne (spread in aumento per annunci politici vari e incertezza che questo ha causato). Quindi più di un terzo del rallentamento (0,6/1,7=0,35) è stato dovuto a cause interne. Teniamone conto per il futuro.....

Ma se continuiamo così saliremo ben presto a 2/3 e così via = basta che i provvedimenti messi in atto da questo governo esplichino i loro effetti negativi fino in fondo

e/o che il Giggino di turno si inventi qualche altra stronxata recessiva da ideologizzati fuori dal Mondo...





Come spiegavo in questo sfogo Facebook
quello che mi fa girare le balle è
1. aver basato la finanziaria su previsioni economiche fantasy o perché fessi o con dolo, scegliete voi (l'hanno fatto anche i governi prima ma non con questa magnitudine)
2. in un contesto di ciclo economico globale in rallentamento (che infatti ci ha portato in recessione) avere fatto una finanziaria assistenzialista di spese correnti (a debito) che non porterà a nessuna crescita checché ne dica Tria e compari 
3. sempre in un contesto molto negativo e sempre più debole avere fatto dei provvedimenti ulteriormente recessivi come il decreto dignità, come l'Ecotassa che parte oggi, come aver rotto le balle su TAV TRIV + tutto il resto ... ed adesso dai che ne arriveranno altre come le chiusure domenicali obbligatorie per legge e tutto l'armamentario da Decrescita (in)felice.


I rivenditori di auto non sanno come regolarsi ed i consumatori sono assolutamente disorientati.... Gli appelli rivolti al governo da parte di case costruttrici, filiera dell’auto e rivenditori finora sono caduti nel vuoto......«Domani entra in vigore il Bonus/Malus introdotto con la legge di Bilancio 2019 ma case costruttrici e dealer non conoscono ancora le modalità operative per attuare la misura»...Situazione incredibile, insomma, tanto più se si considera che la legge di Bilancio è stata approvata oramai da due mesi. Per questo “le Associazioni rappresentanti la filiera industriale e commerciale del settore automobilistico in Italia, nonostante le ripetute istanze di chiarimento poste alle Istituzioni competenti, esprimono forti preoccupazioni circa le ripercussioni che tali incertezze stanno già determinando sul mercato e sull’operatività delle imprese.....

Dell'idiozia di fare un'Ecotassa "pseudo-ecologista-ideologgggica"

(che poi come al solito è una scusa per fare CASSA)
col timing peggiore e nel contesto produttivo specifico italiano avevo già detto...ma tanto che lo dico a fare?

ECO-tassa: per arrivare là dove nessuna decrescita (in)felice è mai giunta prima...
Che ormai la presa in giro della crociata contro l'auto, dei blocchi del traffico, della lotta al diesel etc et sta sempre più venendo fuori, ma ne riparleremo...
Ispra. Inquinamento. Riscaldamento 38%, allevamenti 15.1%, industria 11.1%, auto 9%, energia 4.8%
4. aver fatto una cagnara assurda ed inutile su tutto per ottenere in cambio una mazza, a parte lo sbavamento interno della massa italopiteca di supporters = siamo isolati in Europa e paghiamo la salita dello spread in modo salato e su più livelli (checché ne dicano certe capre che lo spread non cambia nulla). 
Nuovo Btp 10 anni a ruba, ma macigno spread incombe su Italia: +23 mld di interessi in 3 anni

Inoltre si è creato un ulteriore effetto incertezza che è devastante in economia

5. almeno alcuni provvedimenti si potevano RIMANDARE a tempi più pimpanti...no?

SOUTH KOREA FEB. FIRST 20 DAYS EXPORTS FALL 11.7% Y/Y, 

IMPORTS FALL 17.3 % Y/Y, 
CHIP EXPORTS DROP 27.1% Y/Y, 
EXPORTS TO CHINA DECLINE 13.6% Y/Y ... 
Mentre la Corea del Sud ovvero - per chi è del settore - il classico "canarino nella miniera" delle Recessioni Globali è uscito con dei dati pessimi...
in FallitaGlia non ci si rende conto che la Recessione Tecnica già in atto a causa del rallentamento dell' EZ+Globale 
è stata già considerevolmente PEGGIORATA dal Governo degli Scappati di Casa 
anche solo con l'enorme effetto INCERTEZZA innescato dalle sparate quotidiane a somma negativa costi/benefici, 
da una finanziaria assistenzialista insostenibile e "fuori dal mondo" che già si parla di correzione da 9mld, 
da provvedimenti recessivi come eco-tassa decreto dignità, chiusure domenicali forzose, no-TAV no-TRIV no-tutto etc etc (cose che al limite ti puoi permettere se sali del 2,5% e non in recessione! Conta anche il timing cazzo! Ma vuoi spiegarlo a delle Capre pure invasate?)
Dalla salita dello spread che ha portato ad una quasi chiusura emissione obbligazionarie bancarie su mercato istituzionale e ad un principio di credit crunch + a costi molto maggiori per le emissioni di titoli di stato etc etc 
Ma la gente non si rende conto anche perché ormai 7 su 10 si fanno mantenere da 3 su 10 e dunque non hanno alcuna percezione dell'economia reale ma vivono in un altro mondo in dissociazione dalla realtà (almeno fino al Default).... 
Ma il PEGGIO deve ancora arrivare: 
quando vedi scemo e +scemo esultare per 50mila richieste di quota100 come fosse un successo...esultare per dei prepensionamenti (in maggioranza al sud e molti trai disoccupati) che sono costi e non innescheranno quasi nulla di positivo! 
Quando senti parlare di piani per rimettere Bankitalia sotto al controllo totale dello Stato (che già oggi non è affatto privata al contrario della bufala che gira). 
Quando senti parlare di nazionalizzazioni qui e là in stile sudamericano, incluso quel buco nero di Alitalia. 
Quando senti parlare di riprendersi l'oro di Bankitalia e di venderlo per ridurre il Debito (si scenderebbe di ca. 4 punti percentuali...un nulla...ed intanto tutte le altre banche centrali COMPRANO ed accumulano ORO). 
Quando senti parlare di uscita dall'euro unilaterale e forzata. 
Quando metti un economista in stile egualitario&venezuelano come Tridico all'INPS. 
Quando ti incontri con golpisti francesi e crei il peggiore incidente diplomatico dal 1940 con la Francia nella quale esportiamo 46mld. 
Quando si inizia a parlare di patrimoniale straordinaria e/o di acquisto forzoso di titoli di Stato. 
Quando senti Giggino&Dibba sparare stronzate quotidiane da totali capre incompetenti invasate e fuori dal Mondo ma le loro stronzate pesano di brutto ed influenzano l'agenda di Governo. 
Quando senti la Lega che vuole imporre alle radio almeno 1/3 di canzoni italiane 
mentre l'economia si sta inchiodando, è ormai in recessione, il fatturato industriale crolla del 7,3% come non accadeva dal 2009 etc etc 
EBBENE i 7 su 10 mantenuti non si rendono conto che quei 3 su 10 che ancora li mantengono si stanno sempre più CAGANDO SOTTO 
il che imprimerà una forte accelerazione "venezuelana" della Recessione con FUGA di capitali a nastro, con congelamento delle dinamiche produttive delle imprese che bloccheranno investimenti assunzioni etc più di quanto stiano già facendo (vedi inchiodata indici PMI Markit), delocalizzazioni ovunque si riesca ad implementarle etc etc
L'accelerazione da deriva venezuelana impressa da questo Governo di Scappati di casa è solo all'inizio, che non si rendono vagamente conto di come funzioni l'economia di un Paese e che sono stati pure sfigati a beccarsi rallentamento del super ciclo espansivo di 10 anni post-crack Lehman Brother con pompaggio banche centrali ...ma sono i meno indicati per gestire un momento già difficile... 
Infine come elemento peggiorativo = = è stato sdoganato un trend venezuelano del declino condito da totale dissociazione dalla realtà +dallo spaccio massiccio di bufale surreali alle quali si appiglia la maggioranza per non adattarsi/evolvere 


#FALLITAGLIAVENEZUELADIEUROPA

Fonte: qui

lunedì 28 gennaio 2019

Un reddito a immagine di Di Maio

Supponete di essere un trentenne figlio della piccola borghesia del sud, quella che si arrangia per campare, quella che vive facendo e ricevendo piccoli favori. Supponete di aver scaldato i banchi di scuola senza brillare particolarmente. Supponete di essere “saltati” dalla provincia alla grande città per fare l’università e abbiate cominciato a rimanere indietro con gli esami e comunque per campare un po’ meglio abbiate fatto piccoli lavoretti, mai manuali, perché con le mani non avete mai lavorato. 

E ora supponete di essere diventati ministro del lavoro e di varare una legge sul medesimo. Che legge potreste riuscire a pensare? Quella che nasce dalla vostra esperienza naturalmente, dove il lavoro, quello vero, quello che genera plusvalore (direbbe Carletto Marx), non vi ha mai sfiorato né per esperienza di famiglia né per esperienza personale. Fareste una legge che “aiuta” e con tanti codicilli per prolungare “l’aiutino” come avreste voluto per voi se non foste diventato ministro del lavoro. Ecco in soldoni la storia di Di Maio, del reddito di cittadinanza. Il resto  è  fuffa elettorale per galleggiare alle prossime europee, perché questa legge piacerà molto ai suoi simili, ma scontenterà molti elettori leghisti del nord e allora ecco presi due piccioni con una fava. 

Nel merito è una legge rabberciata nell’impianto da un Carneade che insegna all’università dell’Ohio per quanto poi ancora se quello che ha consigliato è la sua unica farina? Si dice che la legge riguarderà CINQUE MILIONI di italiani che saranno seguiti da dei navigator e che essendo insufficienti gli 8.000 esistenti dipendenti dei centri per l’impiego  se ne assumeranno altri 5.000. il che fa un totale, massimo di 13.000 e quindi ognuno di questi novelli Cristofori (Colombi oppure santi, perché il santo omonimo faceva di mestiere il traghettatore) avranno da guidare 5.000.000 diviso 13.000 uguale 385 persone contemporaneamente. 

Follia, ma nessuno sinora ha fatto questi conti, che è poi la prova di come la matematica sia in odio al 99% degli italiani, e non in sé, ma perché, soprattutto quella spicciola ci terrebbe lontani da bufale e imbrogli. Ma andiamo avanti con la legge, nessuno dice quali saranno gli impieghi possibili e soprattutto chi li addestrerà. Le industrie chiedono personale specializzato, ma in Italia ormai nessuno specializza più se non a livello teorico. I lavori pratici, dal tubista, al montatore di razzi interstellari, non te li insegna nessuno.

Certo ci sono le scuole professionali, ma anche quelle ormai sono piene di professori di lettere, lingue e compagnia cantante e quindi non esce un saldatore pronto se non per caso o per passione personale. Perché ormai le scuole, tutte, sono fatte per dar lavoro ai professori, ai bidelli e alle imprese di pulizia e non per gli studenti. Difatti per ridurre l’abbandono scolastico si promuovono tutti, e da scuole si sono trasformate in luoghi di incontro, centri di socializzazione. Il divertente è che i soldi cominceranno ad essere distribuiti dall’inizio di aprile, giusto prima di andare a votare per le europee. 

Combinazione? Mah, a me che sono vecchio ricorda i pacchi di pasta e le scarpe destre che venivano date prima delle elezioni negli anni ‘50. Si farà tutto in grande spolvero e poi? Poi come si dice, chi rompe NON paga e neppure i cocci sono nostri.

Fonte: qui

La dignità a tempo determinato degli Industriali


Il Decreto Dignità di Di Maio non è piaciuto a nessuno. Mi sembra evidente.


Non è piaciuto a Confindustria che ha fatto sapere per voce del suo Direttore Generale Marcella Panucci“così si disincentivano gli investimenti e si limita la crescita” senza però spiegarci in che modo un lavoratore che da 2 anni è confermato attraverso proroghe “flessibili” non abbia tutte le carte in regola per essere assunto regolarmente. Né tantomeno ci spiega per quale motivo – proprio lei che è a capo del più grande Centro di Divulgazione Comunicativa di Industria 4.0 e dintorni (più “dintorni”, direi) attraverso centinaia di Convegni autopromossi negli ultimi due anni – assimili ad una logica propedeutica i necessari investimenti di un’azienda per essere competitiva sui mercati di tutto il mondo con le altrettanto necessarie assunzioni di personale selezionato per rendere operativa tale competitività.

Non è piaciuto ad Assolavoro, l’Associazione delle Agenzie per il Lavoro presieduta dal Direttore di un’Agenzia per il Lavoro che, dopo anni di tavolate con tutti i Governi possibili, hanno goduto prima dell’abbrutimento della Legge Treu sul lavoro interinale abolendo a loro favore le 3 condizioni necessarie alla somministrazione (che permettevano sì un beneficio della flessibilità aziendale ma anche la tutela dei lavoratori), poi sono riusciti ad ottenere benefici straordinari (come l’assegno di ricollocazione nell’ordine dei 30.000 euro da spendere nelle APL) permettendo alle ex Agenzie interinali, divenute dei Centri di Consulenza a tutto tondo, di incrementare notevolmente la propria presenza nonché i fatturati.
Giusto per ricordarlo, queste erano le condizioni della prima legge sul lavoro interinale:
  • sostituzione di lavoratori assenti per qualsiasi ragione (compresa malattia o ferie) con l’esclusione dei lavoratori in sciopero, sospesi o con orario ridotto che hanno diritto al trattamento di integrazione salariale;
  • temporanea utilizzazione in qualifiche particolari non previste dai normali assetti produttivi dell’azienda;
  • motivazioni previste dal CCNL della categoria di appartenenza dell’impresa utilizzatrice, stipulati dai sindacati maggiormente rappresentativi.
Vietando l’abuso dell’utilizzo della flessibilità nelle aziende:
  • che sono state interessate, nei 12 mesi precedenti, da licenziamenti collettivi che abbiano interessato lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce la fornitura, salvo che la stessa non avvenga per sostituire lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto;
  • nelle quali sono in corso sospensioni dal lavoro o riduzioni d’orario con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce la fornitura;
  • che svolgono lavorazioni che richiedono una sorveglianza medica speciale o lavori particolarmente pericolosi in quanto comportano un rischio di grave infortunio (es.: manipolazione di materie esplodenti in attività di produzione, deposito e trasporto) o di tecnopatia grave derivante dall’esposizione ad agenti cancerogeni (amianto, cloruro di vinile monomero, ecc.).
Il Decreto Dignità non è piaciuto all’Associazione dei Direttori del Personale che, sebbene sempre attivi sul fronte del cambiamento, del welfare e dell’equilibrio fra vita professionale e lavoro, vedono di cattivo occhio questo cambiamento che prevede un sicuro miglioramento delle condizioni psicologiche dei loro dipendenti a tempo che avrebbero un sicuro impatto sull’equilibrio fra vita personale (non dovendo fare due o anche tre lavori per sbarcare il lunario) e professionale.

Non entro nel merito della proposta politica permettendomi un giudizio di merito sulla evidente impreparazione tecnica di Di Maio e Company (a loro sfavore), ma anche sulla evidente impreparazione politica (a loro favore) che in situazioni come queste li tiene lontani (a nostro favore) da lobby e tavoli di lavoro già apparecchiati per scambi di favore e opportunità che sono tali unilateralmente. 

Perché l’abolizione dell’Art 18, la legge Fornero, i contratti a tutele crescenti, i voucher utilizzati in un certo modo, Garanzia Giovani e altre meravigliose invenzioni la cui ingenuità applicativa non mi ha mai convinto, non sono stati di certo ideati a favore dei lavoratori.

Vorrei evitare di ripetere le dichiarazioni di Di Maio con cui non condivido alcuna appartenenza politica (se non per un’evidente delusione d’amore con l’area politica che una volta faceva leva su etica e valori. Una volta…), ma mi sembra evidente che ci sia un divario logico ed etico nelle velate minacce della DG di Confindustria nel dichiarare che le aziende non investiranno più, non comprendendo quale sia per un’azienda la differenza fra “usare un collaboratore in forma flessibile” e “assumere un dipendente in pianta stabile” se stiamo parlando della stessa persona che in quell’azienda sta lavorando ormai da un tempo troppo lungo per essere definito “di prova”, se sta ricoprendo un ruolo preciso all’interno di un organigramma aziendale e se in questa relazione sta vincendo solo una parte: la possibilità di lasciare a casa le persone con più leggerezza, non avendo vincoli contrattuali.

Non vorremmo pensare che il ruolo del Direttore delle Risorse Umane si sia trasformato da quella che dovrebbe essere la figura che in azienda garantisce continuità, crescita delle persone, sviluppo organizzativo ad un mero burocrate amministrativo che si misura con i suoi colleghi sui tagli del personale e sulle relazioni con i sindacati, eppure è allarmante se questi ritengono i vincoli ai contratti a tempo “non più attuali“, dando ad intendere che l’attualità coincida oggi con la necessità di contrattare a tempo in qualsiasi momento, per qualsiasi occasione e a favore di UNA SOLA DELLE PARTI.

Peggio ancora si giustifica la necessità di contratti a termine per “fronteggiare l’impossibilità di pianificare azioni a causa dell’imprevedibilità dei mercati” e in totale accordo con il tono di voce di Confindustria anche qui si paventano non ben precisate “ricadute su aziende e lavoratori” ma soprattutto “il favoreggiamento dell’emersione del lavoro nero“.

Se riguardo ai primi due oracoli può rispondere solo il tempo (alla faccia del cambiamento, dell’evoluzione e della trasformazione delle imprese!), riguardo alla terza ipotesi non mi è sembrato vedere dichiarazioni altrettanto sanguigne quando emerse il numero spropositato di voucher utilizzati in seguito alle modifiche di ben tre Governi (Sacconi, Fornero, Poletti). Governi abitualmente accondiscendenti nei confronti delle Associazioni di Categoria a fronte di dati che in maniera incontestabile dimostrarono l’emersione del lavoro nero a sei zeri.
In definitiva mi sembra che sotto certi aspetti si sia concordata da più parti una linea comunicativa che tende a minimizzare una modalità di intervenire che sicuramente è in pieno “stile 5 stelle”, ma dall’altra parte è molto più disruptive (termine che va molto di moda nelle aziende a patto che non le coinvolga direttamente, a quanto pare) di quanto non sembri proprio perché sposta i centri di controllo.

Di certo il Decreto non è perfetto ed è evidente una certa ingenuità nel trattare alcuni argomenti. È evidente, per esempio, che una deroga ai contratti collettivi di riferimento vada fatta (per esempio nel caso di aziende che vivono di flussi come il turismo) e che la reintroduzione dei voucher senza un elemento di controllo non andrà a risolvere quegli abusi che abbiamo già ampiamente visto.
D’altro canto mi viene da fare una riflessione molto critica nell’interpretazione imprenditoriale di questi Gruppi di Potere (nel senso puramente grammaticale del termine. Anche qui non vorrei dare adito a ipotesi errate di conformità politiche da parte dei retropensieristi più tenaci che sono arrivati fin qui e mi avranno già dato del “Grillino” almeno 10 volte).

Il rischio di impresa non può essere delegato a chi non partecipa alle imprese in quote societarie. Lo sanno bene i manager e gli imprenditori che oggi storcono la bocca di fronte ad una richiesta di presa di responsabilità in toto da parte delle aziende. Sono gli stessi manager che nelle lezioni delle business school amano ricordare Olivetti e i grandi imprenditori (fermi giustamente agli anni ’70, poiché di quelli non se n’è più visto nemmeno uno) che condividevano l’impresa ma se ne assumevano rischi e benefici.
La precarietà si combatte con la stabilità. Nonostante certi minestroni che ho visto in giro per la rete nel misero tentativo di fare squadra spostando l’attenzione come sempre su “qualcosa di più urgente” (che è poi l’anticamera dell’immobilismo), fin quando le banche, le istituzioni e le aziende stesse misurano la stabilità economica con un contratto di lavoro a tempo indeterminato per permettere alle Persone di costruirsi un futuro, non si può derogare da questo.

La sostenibilità di un’azienda si misura con l’attenzione alle Persone. Piani di welfare sbandierati a destra e sinistra, belle parole ai convegni, titoli incoerenti di Persone al Centro sulle slide delle convention non rendono un’azienda sostenibile. La sostenibilità inizia quando le Persone si sentono sostenute, non sospese.

La crescita di un’azienda avviene attraverso il senso di appartenenza. Non si può pensare di creare valore se la prima preoccupazione quando si assume una persona è sapere come la si potrà licenziare. Un collaboratore in prestito è un ostaggio che ha famiglia da mantenere e bollette da pagare. È naturale che, il giorno stesso in cui entrerà in azienda, starà già guardando fuori.

Riscuotere gli incentivi statali e poi produrre all’estero è scorretto. E per quanto mi riguarda è giustissimo che tali incentivi siano restituiti con gli interessi.

Gli imprenditori che conoscevano i propri dipendenti per nome e cognome non avevano i dati che abbiamo noi oggi a disposizione, le proiezioni e i sostegni informatici. Eppure riuscivano a pianificare. Quando sbagliavano la pianificazione, ci rimettevano di tasca propria. Appellarsi alla liquidità dei mercati è un’ammissione di incapacità manageriale e la conseguenza di un management impoverito da mancanza di formazione, stimoli e senso di appartenenza. 

Una piccola parentesi voglio aprirla, in merito ad un aspetto che all’interno del Decreto Dignità riguarda le società di gioco d’azzardo. Se siamo arrivati al punto in cui Confindustria ritiene necessario fare fronte all’emorragia di tessere che ormai da qualche anno stanno svuotando le casse dell’Associazione, sostenendo apertamente quella che è una vera e propria piaga sociale ormai conclamata, mi sembra che non ci sia più alcun dubbio che stiamo sostituendo i valori con gli interessi.

Credo sia arrivato il momento di smetterla di giocare con il lavoro e che ognuno si assuma le responsabilità e risponda del ruolo che ricopre al netto di qualsiasi parte politica, se siamo ancora capaci di pensare con la nostra testa e di immaginarci nei panni di chi genera valore per noi e per le nostre imprese.

Da Senzafiltro

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