9 dicembre forconi: militare
Visualizzazione post con etichetta militare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta militare. Mostra tutti i post

mercoledì 18 settembre 2019

“SPERAVO DI MORIRE, VOLEVO RAGGIUNGERE IL PARADISO DI ALLAH”, ALLA STAZIONE DI MILANO UN 23ENNE YEMENITA CLANDESTINO COLPISCE AL COLLO E ALLA SCHIENA CON UNA FORBICE UN CAPORALE DELL' ESERCITO E POI GRIDA “ALLAH E’ GRANDE”


I PM INDAGANO PER TERRORISMO 

LORENZO GOTTARDO per Libero QUotidiano

aggressione stazione milanoAGGRESSIONE STAZIONE MILANO
Lo ha aggredito alle spalle approfittando della confusione all' esterno della stazione Centrale di Milano. Il militare ha fatto appena in tempo a sentirsi bloccare da dietro, poi in rapida successione i due fendenti sferrati con un paio di forbici affilate mirando alla gola della vittima. Uno ha effettivamente raggiunto il bersaglio, fortunatamente non provocando lesioni gravi, l' altro si è fermato sulla spalla. Poi, quando carabinieri e commilitoni del soldato ferito sono riusciti a bloccare l' aggressore, quel grido arrivato a gelare il sangue.

«Allah akbar», ripetuto pare più di una volta. Una rivendicazione, come a testimoniare che dietro quell' aggressione non c' era l' azione di un singolo squilibrato, ma un disegno più grande ispirato dall' odio religioso.
Questi i momenti salienti dell' attentato terroristico compiuto ieri nel cuore di Milano, tra turisti e passanti, puntando un obiettivo non casuale. Un soldato dell' Esercito italiano, ma anche un simbolo che in sé rappresenta lo Stato italiano tutto.

L' aggressore, catturato dai militari dei carabinieri e subito condotto in caserma per un lungo interrogatorio, si è scoperto essere un 23enne yemenita di nome Mahamad Fathe.
L' uomo è in stato di arresto con l' accusa di attentato per finalità terroristiche o eversione, tentato omicidio e violenza. «Speravo di morire dopo l' aggressione, volevo raggiungere il paradiso di Allah», ha detto l' uomo agli inquirenti.

aggressione stazione milanoAGGRESSIONE STAZIONE MILANO
VITA DA SBANDATO 
L' attentatore era giunto in Italia dalla Libia nel 2017 come richiedente protezione internazionale. L' iter, però, non era mai stato completato perché l' uomo si era allontanato dal Paese verso la Germania. Salvo fare poi ritorno lo scorso luglio dopo essere stato espulso in base al trattato di Dublino. Il 23 agosto la questura di Mantova gli aveva anche riconosciuto un permesso di soggiorno provvisorio e l' ospitalità presso l' ex hotel California di Ortiglia.
Ma da lì Fathe aveva raggiunto Milano per vivere come uno sbandato senzatetto. Fino alla giornata di ieri.

Ieri, verso le 10,45 circa, Mahamad Fathe si è incamminato verso la stazione Centrale e, giunto in piazza Duca d' Aosta con in tasca un paio di forbici, ha individuato la vittima "perfetta" per il suo folle gesto terroristico. Un caporal maggiore 34enne dell' Esercito italiano che stava risalendo a bordo del mezzo blindato in dotazione.

Fathe lo ha aggredito alle spalle colpendolo due volte alla gola e alla schiena. Per bloccare l' aggressore è stato necessario l' intervento non solo dei commilitoni di pattuglia, ma anche dei carabinieri in servizio presso la piazza. Nell' azione le Forze dell' ordine sono state assistite anche da un cittadino senegalese di 52 anni intervenuto in loro aiuto.

In quel momento, Mahamad Fathe, circondato e ormai immobilizzato, ha urlato la rivendicazione «Allah akbar». Il 23enne è stato arrestato con le accuse di lesioni e violenza a pubblico ufficiale, ma ulteriori indagini sono in atto per verificare la "radicalizzazione" dell' attentatore ad opera del pool antiterrorismo di Milano guidato dal pm Alberto Nobili.

beppe sala luciana lamorgese matteo salvini attilio fontanaBEPPE SALA LUCIANA LAMORGESE MATTEO SALVINI ATTILIO FONTANA
Il caporal maggiore è stato ricoverato all' ospedale Fatenebefratelli in codice verde e successivamente dimesso con una prognosi di 12 giorni.

Ovviamente, nel corso della giornata, sono arrivate numerose le attestazioni di solidarietà nei confronti del militare ferito provenienti da esponenti di diversi partiti politici che si sono poi anche fermati ad analizzare la vicenda.

«GUARDIA RESTI ALTA» 
«Possiamo dire che questa volta è andata bene!», ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

«Si tratta dell' ennesimo episodio di violenza che ci induce a non abbassare la guardia. Un segnale che deve giungere forte e chiaro, soprattutto al nuovo governo». Su Facebook Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d' Italia, ha puntato il dito contro le pene troppo «leggere» per chi commette simili reati. «Continuiamo a chiedere condanne più severe per i farabutti che aggrediscono i nostri uomini e donne in divisa. Difendiamo chi ci difende».

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini, ha invece parlato di «massima attenzione perché il degrado non diventi uno strumento del pericoloso radicalismo religioso». Fonte: qui

giovedì 4 ottobre 2018

A LADISPOLI UN ELICOTTERO MILITARE HA RISUCCHIATO UN 50ENNE ROMANO CHE STAVA FACENDO KITESURF


L’UOMO E’ RICOVERATO IN GRAVI CONDIZIONI 

L’INCIDENTE SARA’ OGGETTO DI INCHIESTA FORSE ANCHE DELLA PROCURA MILITARE DI UN ALTRO PAESE EUROPEO PERCHÉ L'ELICOTTERO POTREBBE APPARTENERE A UNA FORZA ARMATA STRANIERA... 

Emanuele Rossi per www.ilmessaggero.it
kitesurfer ladispoli elicotteroKITESURFER LADISPOLI ELICOTTERO

Risucchiato e scaraventato a terra da un elicottero militare, un cinquantenne romano kitesurfer è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Gemelli. Ferito sul litorale di Ladispoli anche un altro uomo. Il potente velivolo non è nemmeno tornato indietro dopo aver innescato quel turbine devastante. Il pilota potrebbe non essersene accorto, ma non i colleghi ai comandi di altri elicotteri che volavano "in contatto visivo" nella stessa zona.

Un incidente gravissimo e senza precedenti non solo in Italia che sarà oggetto di inchieste della Procura di Civitavecchia e della Procura militare. E forse anche della Procura militare di un altro paese europeo perché l'elicottero “pirata”, che non fa parte dell'Aeronautica militare italiana, potrebbe appartenere a una forza armata straniera. 

Tutto è accaduto in pochi istanti ieri verso le 15 a Torre Flavia, Ladispoli, zona da anni amata dai kitesurfer, lo sport che permette ai surfisti di compiere anche evoluzione aeree grazie a un piccolo paracadute, una "vela" a cui sono uniti tramite funi e un'imbragatura. In condizioni meteo avverse non mancano gli incidenti in questa disciplina, ma mai si era mai registrato un episodio come quello di Ladispoli. 

kitesurfer ladispoli elicotteroKITESURFER LADISPOLI ELICOTTERO
L'uomo ferito è un romano di 50 anni, Alessandro Ognibene, residente a Casal Lumbroso, trasportato in gravi condizioni al Policlinico Gemelli con l'eliambulanza (un elicotterocausa l'incidente, un altro incidente interviene in soccorso) dopo essere stato inghiottito dal vortice d'aria creato dalle eliche e poi sbalzato a terra dall'alto sotto gli occhi della moglie e di villeggianti. È rimasta lievemente ferita al piede una guardia giurata che si trovava in spiaggia. Intervenuti il 118, i carabinieri e la guardia costiera. Ognibene ha diversi traumi e un ematoma al torace.

IL GIALLO
«Era un elicottero militare e l'elica ha aspirato il kitesurfer che neanche si trovava ancora in acqua» ha raccontato ai carabinieri uno dei testimoni. «Ho anche le foto degli elicotteri che sono passati a neanche 100 metri. Quello dell'incidente se n'è andato via, il surfista ha riscontrato un'emorragia interna. Quest'area è inaccessibile da anni persino per le ambulanze, l'elisoccorso è arrivato dopo un'ora. Ci sono nomi e cognomi dei responsabili» sostiene Santino Esigibili titolare di un'ex area camping.

È un giallo quanto accaduto di fronte al sito protetto della Palude di Torre Flavia sul quale ora dovranno fare luce gli uomini della Capitaneria di porto e i carabinieri di Ladispoli coordinati dalla compagnia di Civitavecchia. La vela del 50enne è stata sequestrata. Da diversi giorni i cittadini di Ladispoli e Cerveteri lamentavano la presenza di mezzi in addestramento sulle città. Esercitazioni interforze di squadre speciali degli incursori che farebbero riferimento alla sede dell'aeroporto di Furbara. Voli radenti come emerso dalle foto pubblicate sui social da centinaia di cittadini con elicotteri minacciosi a bassa quota anche sopra ai tetti. Da quel che si è appreso in questi giorni è in corso un'esercitazione interforze (ovvero che coinvolge più "armi" della Difesa italiana) e internazionale che fa riferimento alla base di Furbara, a un passo dal luogo dov'è avvenuto l'incidente.
kitesurfer ladispoli elicotteroKITESURFER LADISPOLI ELICOTTERO

«Sembra un film sulla guerra del Vietnam, volano troppo bassi e vicino alle case» si sfoga Elena Giacobbe, residente a Cerveteri. Quello coinvolto nell'incidente di ieri non risulta essere dell'Aeronautica militare italiana.

Fra i vari modelli che fanno parte dell'esercitazione ci sono anche Augusta Westland Aw 139, fra i modelli più presenti nelle forze armate dei paesi della Nato, che non si esclude possa essere l'elicottero che ha fatto sbalzare il surfista.

Ma solo le attività investigative di carabinieri e guardia costiera, e della procura militare,  potranno stabilirlo con certezza. Polemiche sull'area di Torre Flavia. «Noi cerchiamo con ogni mezzo di difendere il nostro simbolo ma da tempo elicotteri sorvolano la Palude a bassa quota: è pericoloso per l'ecosistema» commenta Corrado Battisti, il responsabile del sito naturale per conto di Città Metropolitana. Fari puntati anche sulla fruizione delle spiagge. «Già durante l'estate un'ambulanza ha avuto ostacoli per entrare e salvare una persona. Non si può lasciare Torre Flavia senza servizi e assistenza. È l'unica strada percorribile per i disabili per raggiungere il mare e la natura del sito storico di Ladispoli. La Regione ci dica come rendere accessibile l'area» critica Giovanni Ardita, consigliere comunale di Ladispoli di Fdi.
kitesurfer ladispoli elicotteroKITESURFER LADISPOLI ELICOTTERO

Nello storica base di Furbara, una delle più antiche in Italia, costruita nel 1915 e fino al Ventennio dotata solo di pista erbosa poi dismessa, sono acquartierati gli Incursori dell'Aeronautica militare del 17° stormo, truppe d'elite della nostra Difesa, che non risultano comunque coinvolti nella vicenda di ieri. Lo scalo di Furbara è in grado di accogliere l'attività solo di elicotteri.  

Fonte: qui

lunedì 30 gennaio 2017

TRUMP AUTORIZZA IL PRIMO RAID DELLA SUA PRESIDENZA: UN ATTACCO NELLO YEMEN IN CUI SONO STATI UCCISI 14 MILIZIANI DI AL QAEDA E UN SOLDATO USA

OBAMA PREFERIVA BOMBARDARE CON I DRONI, “THE DONALD” VUOLE CORRERE PIU’ RISCHI CON OPERAZIONI DI TERRA, UNICO MODO PER ELIMINARE L'ISIS

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

yemenite antisauditeYEMENITE ANTISAUDITE
Il primo raid lanciato dall'amministrazione Trump nello Yemen è costato la vita a un soldato americano e 14 membri di Al Qaeda, ha prodotto importanti informazioni di intelligence, ma soprattutto ha segnato un cambio di strategia.

Il nuovo governo di Washington ha deciso di facilitare le operazioni sul terreno, in modo da accelerare la campagna contro i successori di Osama bin Laden e l'Isis, nel cuore di un Paese già dilaniato dalla guerra civile tra i sostenitori del governo sunnita del presidente Hadi, e le milizie sciite dei ribelli houthi.

sanaa yemenSANAA YEMEN
L'attacco è scattato sabato notte nella provincia di Bayda, quando una squadra del Navy Seal Team 6 ha assalito una base di Al Qaeda nella Penisola Arabica (Aqap). Secondo la versione del Pentagono, l'obiettivo non erano leader di alto livello dell' organizzazione, ma informazioni custodite nella casa, che potevano rivelare i piani per nuovi attentati nello Yemen e all' estero. Il raid è durato circa un'ora, ma i militari delle forze speciali Usa hanno incontrato resistenza.

YEMEN FORZE GOVERNATIVE CONTRO RIBELLI HOUTIYEMEN FORZE GOVERNATIVE CONTRO RIBELLI HOUTI
Uno di loro è stato ucciso e tre sono rimasti feriti, mentre 14 terroristi hanno perso la vita. A quel punto i Seal hanno chiesto aiuto per evacuare le vittime, ma un aereo MV-22 Osprey decollato per portarli in salvo è precipitato vicino alla zona dell' attacco, ferendo altri due soldati. Siccome il mezzo non era più in grado di ripartire, i caccia Usa lo hanno bombardato per distruggerlo.

Ieri Trump ha pubblicato un comunicato, in cui ha detto che «in un'azione di successo contro al Qaeda nella Penisola arabica, le coraggiose forze americane hanno ucciso 14 membri di Aqap, catturando importanti informazioni di intelligence che aiuteranno gli Stati Uniti a prevenire azioni di terrorismo contro i suoi cittadini e la gente nel mondo. Gli americani sono rattristati dalla notizia che la vita di un eroico militare è stata persa, nella nostra lotta contro il diabolico terrorismo dell'islam radicale».
navy seals 8NAVY SEALS 8

Secondo al Qaeda, nessuno dei suoi uomini è stato ucciso nell' operazione, ma sono morti circa 30 civili, tra cui donne e bambini. Il Pentagono ha risposto escludendo danni collaterali. I raid contro i successori di Bin Laden avvenivano anche durante l'amministrazione Obama, che però preferiva colpire dall'alto con i droni.

Le operazioni di terra erano molto rare, e richiedevano tempi lunghi e obiettivi importanti per essere autorizzate. Il fatto che questo attacco sia avvenuto dopo appena otto giorni dall'Inauguration di Trump, dimostra che il processo per dare luce verde a simili assalti si è accorciato.

Il nuovo presidente vuole accelerare la lotta contro il terrorismo, e per farlo è disposto a correre più rischi. Il risultato è la morte di un Seal, a fronte di informazioni di intelligence che secondo la Casa Bianca serviranno a prevenire attentati. Il raid è avvenuto anche in un contesto molto complesso, perché lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile, oltre che dalla presenza di Al Qaeda.

navy seals 7NAVY SEALS 7
Il governo sunnita di Hadi è in lotta da quasi due anni contro i ribelli sciiti houthi, e oltre 7000 persone sono morte. Hadi è sostenuto da una coalizione guidata dall' Arabia Saudita, mentre gli houthi sono appoggiati dall' Iran. Al Qaeda e l' Isis sono gruppi terroristici sunniti, ma non sono schierati con Hadi, e piuttosto sfruttano la situazione di caos per conquistare territorio e organizzare le loro azioni. Proprio ieri Trump ha parlato con il re saudita, il cui Paese è stato escluso dal bando degli immigrati islamici, per discutere come combattere il terrorismo e cosa fare per stabilizzare la Siria.


Fonte: qui

lunedì 12 settembre 2016

Russia, India e Cina unite. Ora l'EURASIA è la prima potenza militare ed economica del mondo

In un mondo in costante guerra (per procura) tra le grandi potenze del mondo, qualcosa sta cambiando nello scacchiere geopolitico: si sta formando un’asse politica, economica e militare contro l’egemonia dell’Occidente. Un’alleanza orientale che vede la partecipazione dei tre eserciti più potenti dell’Eurasia, insieme al Giappone.

L’India, una potenza nucleare e uno dei pochi paesi a non essere stati scalfiti dalla recente crisi economica e finanziaria che ha travolto i mercati emergenti, ha appena stretto un accordo per tenere esercitazioni militari insieme alla Russia. Si chiameranno Indra 2016. È l’ennesima prova di un rafforzamento della partnership militare tra i due paesi.

Il tutto mentre la Cina si è schierata a fianco dei russi nel braccio di ferro diplomatico con gli Stati Uniti e l’Europa, che hanno punito Mosca con una serie di sanzioni economiche dopo il suo presunto coinvolgimento strategico e militare nella guerra civile in Ucraina e dopo l’annessione della Repubblica di Crimea. Dopo Stati Uniti e Russia, la Cina possiede la più grande aviazione militare al mondo.

Un’alleanza economica non solo militare

Anche sul fronte economico i paesi facenti parti dei Brics hanno messo a punto un sistema bancario e monetario alternativo quello di matrice occidentale e una grande banca mondiale dei paesi emergenti. L’AIIB, le cui attività concrete tra cui investimenti in Bangladesh e Pakistan hanno preso il via quest’anno, ambisce a diventare un punto di riferimento anche in America Latina e Africa, non solo in Asia.

Nella tappa delle trattative tra India e Russia che hanno preso il via oggi sulle coste dell’Estremo Oriente russo, si è parlato di nuovo dell’interesse del governo indiano per il sistema antimissile russo S400 Triumph, sebbene il Cremlino a maggio abbia negato l’esistenza di contratti.

Secondo un portavoce del Distretto Militare Orientale russo, le forze armate russe e indiane sono tenute a partecipare a tre grandi esercitazioni militari quest’anno: Indra Navy 2016 addestramento navale, AviaIndra 2016 e Indra 2016. Le attività previste dal programma Indra si sono già svolte nel 2003. 

L’obiettivo è quello di incrementare la capacità di intervento e l’interoperabilità tra le forze russe e quelle indiane.

Due sottomarini nucleari russi per l’India

Il ministero della Difesa russo ha stimato un totale di 500 partecipanti. Alle esercitazioni, il cui avvio è previsto per dicembre, verranno impiegati da parte russa anche una grande nave anti-sommergibile, un cacciatorpediniere, un elicottero anti-sommergibile, una petroliera e un rimorchiatore.

Oltre alle esercitazioni congiunte l’India ha stretto un’altra importante intesa con il Cremlino: noleggerà un secondo sottomarino nucleare dai russi. L’affare non dovrebbe influire minimamente sull’efficienza militare di Mosca, secondo quanto riferito da Sputnik, media filo russo. Nella disponibilità della Flotta di Vladimir Putin ci sono infatti altri sottomarini, Kalmar, Antej e Borej.

Sul sottomarino, riferisce la testata Kommersant, “saranno installati dei lanciatori per i siluri supersonici BrahMos”. Nel 2012 l’India ha preso a nolo un altro sottomarino russo, il Nerpa, per dieci anni. I sottomarini classe Akula appena noleggiati sono un gruppo di sommergibili multiruolo nucleari di terza generazione, costruiti dal 1983 al 2004.

Fonte: qui