9 dicembre forconi: gambiano
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martedì 9 ottobre 2018

DUE POLIZIOTTI VENGONO PICCHIATI A CALCI E PUGNI DA UN GRUPPO DI MIGRANTI AL CARA DI FOGGIA


I DUE AGENTI VOLEVANO ARRESTARE UN 26ENNE GAMBIANO CHE, FUGGENDO IN AUTO DA UN POSTO DI BLOCCO, AVEVA PROVATO A INVESTIRLI - I DUE POLIZIOTTI HANNO RIPORTATO MOLTE FERITE CON PROGNOSI CHE VANNO DAI 15 AI 30 GIORNI

“IN CINQUANTA CONTRO DUE, CE LA SIAMO VISTA BRUTTA…” 

RIVOLTA AL CARA DI FOGGIA
Vincenzo Damiani per “il Messaggero”
Circondati da una cinquantina di immigrati e picchiati per impedire l'arresto di un giovane gambiano. Due poliziotti della Stradale del distaccamento di Cerignola, in provincia di Foggia, sono stati aggrediti nelle campagne di Borgo Mezzanone durante un controllo anti caporalato e contro l' immigrazione clandestina, i due agenti hanno riportato diverse ferite ma se la sono cavata con prognosi di 30 e 15 giorni.
RIVOLTA AL CARA DI FOGGIARIVOLTA AL CARA DI FOGGIA
LA DENUNCIA
L'episodio è avvenuto sabato, ma è stato denunciato solo ieri dal sindacato di polizia Sap: secondo la ricostruzione fatta dagli agenti, la pattuglia avrebbe fermato un 26enne originario del Gambia per dei controlli di routine, infatti dopo il grave incidente stradale dello scorso agosto, che ha causato la morte di 12 braccianti agricoli, le verifiche si sono intensificate in quella zona. Il 26enne, Omar Jallow, però, alla richiesta di mostrare i documenti ha messo il piede sull' acceleratore, ha provato ad investire i due poliziotti con la sua auto ed è fuggito.
Gli agenti, a quel punto, sono risalti in macchina, lo hanno inseguito e, dopo alcuni tentativi di speronamento, sono riusciti a bloccare la sua corsa. Il migrante non si è dato per vinto e ha cercato la fuga a piedi, avvicinandosi al Centro accoglienza e richiedenti asilo (Cara) di Borgo Mezzanone.
RIVOLTA AL CARA DI FOGGIARIVOLTA AL CARA DI FOGGIA
Una sorta di trappola per i due poliziotti che, in pochi istanti, sono stati circondati da una cinquantina di immigrati: gli agenti hanno ammanettato ugualmente il 26enne gambiano, ma sono stati colpiti con calci e pugni dal gruppo di richiedenti asilo. Solamente l' arrivo di altre pattuglie, nel frattempo allertate via radio durante l'inseguimento, ha fatto disperdere gli altri migranti, permettendo l'arresto del gambiano. I due agenti della Polstrada rimasti feriti nella colluttazione sono stati medicati all' ospedale di Cerignola e guariranno rispettivamente in 15 e 30 giorni. Il 26enne, Omar Jallow, risulta avere già diversi precedenti di polizia e ora è detenuto nel carcere di Foggia.
LA RICHIESTA
«I due colleghi sostiene Francesco Pulli, segretario nazionale del Sindacato autonomo di polizia (Sap) - sono stati letteralmente pestati e hanno riportato importanti ferite con prognosi che vanno dai 15 ai 30 giorni. L'intervento di altre pattuglie ha scongiurato il peggio. Episodi del genere non sono nuovi e, sicuramente, a spingere questa gente a delinquere indisturbata, è anche la consapevolezza di restare impunita.
RIVOLTA AL CARA DI FOGGIARIVOLTA AL CARA DI FOGGIA
Servono pene severe per chi non rispetta le regole - aggiunge Pulli - e occorrono anche maggiori tutele per i poliziotti operativi su strada, come i taser ad esempio. Se fosse successo il contrario, nessuno avrebbe esitato ad urlare al razzismo. È ora che chi sbaglia paghi e che la polizia sia messa in condizioni di difendersi e operare in totale sicurezza in situazioni del genere, per dare un segnale positivo alla collettività».
A Borgo Mezzanone è presente la più grande baraccopoli d' Italia, nonostante i diversi tentativi di abbattimento le catapecchie in legno vengono prontamente ricostruite. In estate, durante la raccolta dei pomodori, in quella zona arrivano a vivere sino a 10mila immigrati.
FOGGIA, DUE POLIZIOTTI AGGREDITI DA 50 MIGRANTI NEL «GHETTO» DI BORGO MEZZANONE
IL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIAIL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIA
«In cinquanta contro due, ce la siamo vista brutta. Al gambiano, però, alla fine siamo riusciti comunque a mettere le manette...». C.T. 40 anni e A.G. di 45, del distaccamento Polstrada di Cerignola, sono i due poliziotti di pattuglia che venerdì pomeriggio, nei pressi del Cara di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, sono stati prima circondati e poi aggrediti da un gruppo di migranti proprio davanti al grande centro d’accoglienza per richiedenti asilo, il terzo per dimensioni in Italia.
Decine di extracomunitari intenzionati con ogni mezzo a liberare Omar Jallow, 26 anni, cittadino del Gambia con vari precedenti penali, che gli stessi agenti avevano appena arrestato, dopo un inseguimento in auto sulla provinciale e poi a piedi tra le baracche. I due poliziotti nel frattempo hanno già lasciato l’ospedale di Cerignola. A.G., il sovrintendente, ha avuto la peggio: 30 giorni di prognosi e setto nasale rotto; C.T., l’assistente, ha riportato lesioni sul corpo, guarirà in 15 giorni.
IL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIAIL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIA
Ancora scioccati, hanno raccontato quei minuti terribili al segretario provinciale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, Giuseppe Vigilante: «Quel pomeriggio eravamo in servizio anti-caporalato lungo la provinciale, quando abbiamo intimato l’alt a una macchina sospetta. A bordo c’era il gambiano, che invece di fermarsi è ripartito a razzo, cercando d’investirci. E durante l’inseguimento ha anche provato a speronarci per mandarci fuori strada.
Quando poi si è fermato, nei pressi del Cara, lui è sceso e noi l’abbiamo inseguito a piedi. In quel momento, un gruppo di altri immigrati ha visto la scena e c’è venuto addosso, ci hanno picchiato con calci e pugni, preso a sassate e bottigliate, per fortuna avevamo già dato l’allarme via radio e dopo 10 minuti sono arrivate altre quattro pattuglie che erano in zona: due dell’anticrimine, una del commissariato di Manfredonia, un’altra dei vigili urbani. E i rivoltosi allora si sono dati alla fuga, sennò chissà come sarebbe finita. Almeno il gambiano, però, ora si trova in carcere a Foggia: con l’accusa di lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale».

IL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIAIL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIA
«Il Cara di Borgo Mezzanone è diventato ormai un ghetto, una città nella città — è l’accorata denuncia del segretario Vigilante — Pensato per 200 posti, contiene ormai 600-700 persone, ma soprattutto là fuori, sulla pista di quello che un tempo era un aeroporto, si sono accampati migliaia di immigrati e insomma è diventata una baraccopoli enorme. Là dentro trovi di tutto: ladri d’auto, spacciatori di droga, trafficanti di rame. Una terra di nessuno in cui è sempre più difficile entrare, visti i mezzi limitati di cui disponiamo».
«Se fosse successo il contrario, se cioè degli agenti avessero colpito un migrante, nessuno avrebbe esitato ad urlare al razzismo — dice Francesco Pulli, il segretario nazionale del Sap — E invece episodi del genere, purtroppo, a Borgo Mezzanone non sono nuovi e a spingere questa gente a delinquere è anche la consapevolezza di restare impunita. É necessario, invece, che chi sbaglia paghi. Bisogna tutelare soprattutto i nostri poliziotti su strada: penso alla possibilità di utilizzare il taser, ad esempio, la pistola elettrica che già in altre parti d’Italia è in via di sperimentazione».
IL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIAIL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIA
«Dopo i fatti di mafia del 2017 (quando riesplose la faida del Gargano, ndr) sono arrivati un po’ di rinforzi – conclude Giuseppe Vigilante – Ma le pattuglie in strada sono ancora troppo poche: tra Questura e commissariati ce ne vorrebbero almeno cinque in più per ogni turno».
Fonte: qui

venerdì 31 agosto 2018

PUSHER GAMBIANO SCARCERATO PERCHÉ “VENDERE DROGA È LA SUA SOLA FONTE DI SOSTENTAMENTO”!!!

LA DECISIONE DEI GIUDICI DEL TRIBUNALE DEL RIESAME DI MILANO. 

L’UOMO, UN 31ENNE, ERA STATO ARRESTATO PERCHÉ BECCATO PER LA SECONDA VOLTA IN QUATTRO GIORNI A VENDERE ECSTASY, MA ORA…

Paola Fucilieri per www.ilgiornale.it

I giudici del Tribunale del riesame di Milano, concordando con l'avvocato difensore, il 18 luglio hanno fatto cadere le accuse a suo carico sentenziandone la scarcerazione per «assenza di gravi indizi».

Gli stessi indizi che, invece, il 27 giugno, dopo il giudizio per direttissima, avevano portato il gambiano 31enne Buba C. in cella a San Vittore, bollandolo come pusher recidivo e particolarmente operoso di una delle zone al momento più calde dello spaccio milanese quando, per la seconda volta in quattro giorni (la prima era stata il 23 giugno, ndr) era stato sorpreso a vendere ecstasy in via dei Transiti, periferia nord della città, dalla squadra investigava dei commissariati di polizia di «Greco Turro» e «Villa San Giovanni».
ECSTASYECSTASY

Anzi, seppur assai discutibili, nelle motivazioni al rilascio il Riesame ha voluto trovare anche alcuni «alibi» alla condizione di fuorilegge del gambiano che, già in precedenza, gli era costata, sempre a Milano, due denunce per il medesimo reato (prima di quella del 23 giugno, infatti, ce n'era stata un'altra esattamente cinque mesi prima, il 23 gennaio) e un analogo arresto datato 19 novembre 2016.

È così che l'africano - respinto dalla Svizzera come clandestino e fotosegnalato per la prima volta in Italia due anni fa a Como, con precedenti penali per spaccio, altre due denunce tra quest'anno e il 2017 rispettivamente per falsa attestazione sull'identità personale e per ricettazione - secondo i giudici milanesi che decidono per il rilascio dei detenuti, farebbe lo spacciatore perché, scrivono, non avendo «(...) alcun provento derivante da attività lavorativa, lo spaccio appare l'unico modo per mantenersi».
SPACCIOSPACCIO

E non è tutto. I giudici del Tribunale del riesame ammettono che ci sia «un concreto e attuale pericolo di reiterazione di analoghi reati, tenuto conto dei precedenti specifici, l'ultimo dei quali risale a pochi giorni prima dell'arresto» (e qui elencano anche le denunce che avevano già colpito Buba C.).

Così concludono: «Posto che il reato è stato commesso a Milano» e che le impronte sono tutte relative «a fatti commessi in questa città, va applicato il divieto di dimora nei territori del Comune di Milano, onde ad allontanare il ricorrente dal contesto territoriale in cui ha operato». 

Come se davvero fossero così ingenui da poter anche lontanamente sperare che un tipo del genere si possa fare degli scrupoli a tornare in un luogo che gli è stato precluso.
SPACCIO 1SPACCIO 

La parte più grave però è sicuramente la seguente. I giudici del Riesame accolgono il ricorso perché, anche se in direttissima si è deciso che Buba C. doveva andare in carcere, il tribunale ordinario a loro parere avrebbe ragionato in maniera errata.

«Il dato ponderale» (cioè le 5 pastiglie di ecstasy, ndr) - infatti per questi magistrati - è molto contenuto». Scordando come anche una sola pastiglia di questa sostanza psicoattiva possa significare morte sicura.

Infine concludono le loro motivazioni al rilascio del gambiano cantandosela e suonandosela. «I limiti di pena previsti dall'articolo 73, comma 5 della legge 309 del 1990 (che parla proprio di reati di lieve entità, ndr) non consentono la custodia cautelare in carcere» scrivono i giudici.

Che tradotto significa: «poiché per noi del Riesame si tratta proprio di un reato da nulla, il gambiano, come dice la legge a proposto dei crimini irrilevanti, in carcere non ci può stare». Ora un dato: solo le squadre investigative dei commissariati «Greco Turro» e «Villa San Giovanni» e nel solo nel mese di giugno in via dei Transiti hanno arrestato un gruppo di 10 gambiani, un sudanese e un giovane del Mali. Tutti pusher tra i 20 e i 25 anni. E, guarda un po', tutti richiedenti asilo.

Fonte: qui

giovedì 12 luglio 2018

VI RICORDATE IL GAMBIANO ARRESTATO PERCHÉ GIRAVA NUDO A GROTTAFERRATA?

È STATO RILASCIATO SUBITO E TRE GIORNI DOPO HA TENTATO DI STUPRARE UNA RAGAZZA CHE FACEVA JOGGING A ROMA, PRIMA DI ATTACCARE CON UN BASTONE CHI PROVAVA A DIFENDERLA. ORA È STATO ARRESTATO DI NUOVO


LA SUA DIMORA È LA STAZIONE TERMINI ED ERA GIÀ STATO ALLONTANATO DA SONDRIO PER MOLESTIE SESSUALI

Paolo Chiriatti per www.metronews.it

Il 26 giugno era stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri mentre girava completamente nudo in pieno giorno per le strade di Grottaferrata. L'immagine di quell'uomo era diventata virale, finendo sui social e su tutti i siti d'informazione. Tre giorni dopo nel centro di Roma la stessa persona ha tentato di violentare una donna che faceva jogging in via delle Camene a Caracalla.

Questa volta per Mama Djang Diallo, cittadino del Gambia di 28 anni, le porte del carcere dovrebbero rimanere chiuse più a lungo: l’uomo alle 8 di mattina del 29 giugno ha afferrato una donna romana di 38 anni mentre si allenava e ha tentato di strapparle i vestiti. Le urla della vittima hanno fatto accorrere un altro runner, un ufficiale dell’esercito, che ha cercato di allontanare il 28enne. L’aggressore anzichè scappare ha afferrato un bastone affrontando il militare. Il trambusto ha attirato le altre persone che ogni mattina si allenano nella zona e solo a quel punto è scappato.
roma tentato stupro caracallaROMA TENTATO STUPRO CARACALLA

La ragazza ha presentato una denuncia al commissariato Viminale, gli investigatori della giudiziaria hanno confrontato alcune recenti segnalazioni e hanno sottoposto diverse foto segnaletiche sia alla runner che al militare. I due hanno riconosciuto senza ombra di dubbio il 28enne, che sabato scorso è stato rintracciato alla stazione Termini e arrestato. Non era la prima volta che Mama Djang Diallo finiva nei guai per violenza sulle donne. Poche settimane prima era stato allontanato dal Comune di Sondrio per molestie sessuali.

Fonte: qui

giovedì 28 giugno 2018

IL 29ENNE DEL GAMBIA CHE, A GROTTAFERRATA, HA PICCHIATO IL CLIENTE DI UN BAR E HA AGGREDITO I CARABINIERI ERA OSPITE DEL CENTRO DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA

L’UOMO, CHE SI E’ SPOGLIATO COMPLETAMENTE, ERA UBRIACO E ORA RISCHIA L’ESPULSIONE 

LA RABBIA DEI RESIDENTI

Daniele Fognani per “il Messaggero”

Picchia il cliente di un bar, si spoglia completamente nudo girovagando per le strade del quartiere e poi aggredisce i carabinieri. E' quanto accaduto martedì pomeriggio a Grottaferrata. L' uomo, 29 anni, cittadino del Gambia, è ospite del Centro di Accoglienza Straordinaria Mondo Migliore (a Rocca di Papa). Arrestato, ora rischia l' espulsione.
IMMIGRATO NUDO GAMBIAIMMIGRATO NUDO GAMBIA

LA RICOSTRUZIONE
L'episodio è avvenuto in località Squarciarelli, i carabinieri della stazione di Grottaferrata e di Frascati hanno arrestato il gambiano, in flagranza di reato, per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il 29enne, nullafacente, attualmente domiciliato presso il centro di prima accoglienza di Rocca di Papa «era completamente ubriaco», hanno raccontato alcuni testimoni. «È una persona già conosciuta».

Prima dell' intervento dei militari, nei pressi del bar «black jack» completamente fuori controllo ha aggredito per futili motivi un 41enne di Frascati. E alla vista dei carabinieri intervenuti dopo le numerose telefonate dei cittadini, prima si è denudato e poi si è scagliato contro i carabinieri con calci e pugni che lo hanno immediatamente bloccato e arrestato.
Mentre il 41 enne è stato trasportato presso l' ospedale Civile di Frascati. L' uomo è stato arrestato e trattenuto in caserma in attesa del rito direttissimo.

GROTTAFERRATAGROTTAFERRATA
L'APPELLO
«Chiederò chiarimenti al Prefetto sull' episodio avvenuto ieri a Squarciarelli che va condannato senza mezzi termini - dice il sindaco di Grottaferrata, Luciano Andreotti - ed ho inoltre l' intenzione di costituire un comitato per l' ordine pubblico in coordinamento con le forze dell' ordine, che intendo presiedere personalmente di certo con il comandante della polizia locale».

POLEMICHE SUI SOCIAL
L'episodio ha scatenato, soprattutto su Facebook, sia le critiche contro il sindaco e l' Amministrazione comunale, accusati, soprattutto da militanti della Lega, di eccessivo buonismo, anche in vista dell' imminente arrivo di 76 rifugiati, per l' adesione della giunta allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che contro il Pd locale, favorevole al progetto.

Il sindaco poi dopo aver ringraziato i carabinieri per il tempestivo intervento ha espresso solidarietà a Silvana Pappaianni, segretaria del Pd di Grottaferrata «vittima di una ingiustificabile aggressione verbale - sono le parole di Andreotti - impregnata di volgare sessismo e razzismo pubblicata sulla pagina Facebook della sezione grottaferratese di un partito di governo».

Grottaferrata - ha ribadito il primo cittadino - è e resterà una cittadina solidale ed accogliente che rifiuta ogni forma di razzismo. Al cittadino del Gambia, già noto alle forze dell' ordine per ubriachezza molesta, è stato convalidato l' arresto per atti osceni in luogo pubblico e violenza e resistenza a pubblico ufficiale ed imposto il divieto di dimora nel territorio di Grottaferrata.

Fonte: qui