9 dicembre forconi: dichiarazioni
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giovedì 14 marzo 2019

L'ammiraglio degli Stati Uniti avverte sull'accumulo militare "pericoloso" nel Mar Cinese Meridionale

Anche se raramente fa notizia negli Stati Uniti, la rivincita latente tra le forze militari americane e cinesi ha spinto alcuni a dichiarare il Mar Cinese Meridionale - dove Pechino ha costruito le sue infrastrutture militari e navali in spregio alle sentenze della corte internazionale - il "mondo più hotspot pericoloso ".
E mentre la Cina ha trasformato atolli rocciosi in portaerei stazionarie, nessuno è stato più esplicito sui pericoli della posizione sempre più aggressiva della Cina nel Pacifico rispetto all'ammiraglio Philip Davidson , il comandante del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, che ha avvertito della crescente minaccia geopolitica anche se molti economisti affermati hanno minimizzato il rischio di un conflitto perché, in teoria, i legami economici tra le due maggiori economie del mondo rappresentano un contrappeso affidabile.
Davidson
Ammiraglio Philip Davidson
Offrendo un altro minaccioso avvertimento pochi giorni dopo che Washington ha di nuovo provocato Pechino facendo volare due bombardieri B-52 sul mare contestato, Davidson ha detto a un gruppo di giornalisti di aver osservato un aumento dell'attività militare cinese nel Pacifico.
Nove Dash
Alla domanda sulle operazioni di "libertà di navigazione" degli Stati Uniti nella regione, Davidson ha rifiutato di offrire specifiche, ma ha detto solo che gli Stati Uniti sarebbero rimasti "una potenza pacifica del Pacifico". Ma tornando a concentrarsi sulla Cina, Davidson ha avvertito che l'accumulo militare della Cina era un "pericolo" per i flussi commerciali e le informazioni finanziarie che circolano attraverso cavi in ​​fibra ottica che corrono sul fondo oceanico sotto il Mar Cinese Meridionale.
"Sta costruendo, non sta riducendo in ogni caso", ha detto Davidson ai giornalisti a Singapore quando gli viene chiesto delle attività militari della Cina nel Mar Cinese Meridionale. "C'è stata più attività con navi, combattenti e bombardieri nell'ultimo anno rispetto agli anni precedenti."
"È un rischio per i flussi commerciali, l'attività commerciale, l'informazione finanziaria che scorre sui cavi sotto il Mar Cinese Meridionale, scrivono in grande," ha aggiunto Davidson.
Come sottolineato da Bloomberg , i commenti di Davidson sembravano placare le preoccupazioni degli alleati degli Stati Uniti su un possibile ritiro degli Stati Uniti dalla regione, che si sono intensificati grazie alla retorica isolazionista del presidente Trump.
I commenti di Davidson sono l'ultimo di un alto funzionario statunitense che cerca di rassicurare gli alleati nel sud-est asiatico dell'impegno americano su ciò che Washington definisce la regione indo-pacifica. Il Segretario di Stato Michael Pompeo la scorsa settimana a Manila ha assicurato alle Filippine che un trattato di difesa si applicherebbe se le sue navi o gli aerei fossero stati attaccati nel Mar Cinese Meridionale.
Tuttavia, molti degli alleati regionali degli Stati Uniti, in particolare le Filippine, si sono chiesti se gli Stati Uniti hanno fatto abbastanza per frenare le ambizioni di Pechino. Alcuni alti ufficiali militari filippini hanno persino chiesto se il patto di difesa degli Stati Uniti debba essere modificato.
I principali funzionari filippini si sono scontrati sulla necessità di cambiare il patto di difesa reciproca con gli Stati Uniti. Mentre il ministro degli Esteri Teodoro Locsin ha detto che l'accordo del 1951 dovrebbe rimanere lo stesso, il segretario alla Difesa Delfin Lorenzana vuole rivederlo, anche dopo le assicurazioni di Pompeo.
Gli Stati Uniti non hanno fermato finora le "azioni aggressive" cinesi, ha osservato Lorenzana in una dichiarazione all'inizio di questa settimana, avvertendo che la vaghezza del documento potrebbe causare "il caos durante una crisi" e che le Filippine non volevano essere trascinate in una guerra sparatoria non è iniziata.
La Cina ha preso di mira un aumento del 7,5% della spesa per la difesa nel 2019, un rallentamento rispetto all'aumento previsto dell'8,1% dello scorso anno, sebbene sia ancora coerente con i piani del presidente Xi Jinping di crescere e far progredire l'esercito.
E anche con il rallentamento della crescita interna, la Cina continua a spendere per il suo accumulo militare. E Davidson non si aspetta che questo cambi. E la retorica sempre più bellicosa di Pechino sui suoi piani per il "ricongiungimento" con Taiwan sembrerebbe confermare questa valutazione.
Tradotto automaticamente con Google
Fonte: qui

venerdì 2 novembre 2018

17 PERSONE RINVIATE A GIUDIZIO PER AVER DICHIARATO IL FALSO NEL PROCESSO DI “MAFIA CAPITALE”. CI SONO ANCHE LA DEPUTATA DEL PD E ANTONIO LUCARELLI, EX BRACCIO DESTRO DI ALEMANNO


LA MICAELA CAMPANA AVEVA NEGATO “NUMEROSE CIRCOSTANZE DELLA SUA VITA PROFESSIONALE”, MENTRE L’EX COLLABORATORE DELL’EX SINDACO AVEVA AFFERMATO DI NON CONOSCERE CARMINATI

MICAELA CAMPANAMICAELA CAMPANA

Sono accusati di aver dichiarato il falso durante il processo di primo grado a Mafia Capitale. Per questo motivo la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 persone. L’udienza preliminare è stata fissata al prossimo 18 dicembre davanti al gup Costantino De Robbio.

Tra le persone che il giudice dovrà decidere se mandare a processo, come chiesto dal pm Luca Tescaroli, ci sono anche Micaela Campana, deputata del Pd, e Antonio Lucarelli, stretto collaboratore dell’allora sindaco di Roma, Gianni Alemanno. I pm hanno chiesto l’archiviazione per l’ex sottosegretario degli Interni, Filippo Bubbico.

carminati londraCARMINATI LONDRA





In base all’impianto accusatorio, Lucarelli, sentito il 20 marzo del 2017 nell’aula bunker di Rebibbia, “ha affermato, contrariamente al vero, di non conoscere Massimo Carminati, di non essere mai stato contattato dallo stesso nel periodo in cui ha svolto le mansioni di capo segreteria di Alemanno, di non aver subito da Carminati alcuna intimidazione e di aver avuto rapporti conflittuali con Salvatore Buzzi che, poi, ridimensionava nella rilevanza”.
ANTONIO LUCARELLI GIANNI ALEMANNOANTONIO LUCARELLI GIANNI ALEMANNO

Alla Campana, invece, viene contestato di avere “negato reiteratamente numerose circostanze della sua vita politica e personale”, fra le quali “la richiesta rivolta a Buzzi di curare il trasloco per il cognato Nicolò Corrado“.

Diversi i passaggi contestati alla deputata nel corso della sua audizione del 17 ottobre del 2016. Tanto che la presidente del collegio giudicante, Rosanna Iannello, l’aveva esortata più volte a dire la verità. “Lei non può rispondere dicendo: ‘Probabilmente sì’.

buzziBUZZI









Lei è una componente della commissione Giustizia e dovrebbe sapere che il testimone risponde sui fatti di cui è a conoscenza. E qui non facciamo giudizi sulla base di probabilità”, diceva la giudice. “Lei è anche una persona giovane – aggiungeva – quindi questo “non ricordo” continuo come ce lo spiega?“. “Faccio anche altre cose“, era la risposta lapidaria della parlamentare Pd. Fonte: qui
micaela campanaMICAELA CAMPANA

giovedì 25 ottobre 2018

MOSCOVICI E OETTINGER DENUNCIATI IN PROCURA A ROMA!



DUE GIORNALISTI, FRANCESCO PALESE E LORENZO LO BASSO, HANNO PRESENTATO DENUNCIA PER AVER TURBATO I MERCATI CON LE LORO DICHIARAZIONI: “HANNO INCISO IN MODO SIGNIFICATIVO SULLA FIDUCIA E L’AFFIDAMENTO CHE IL PUBBLICO PONE DELLA STABILITÀ PATRIMONIALE DI BANCHE E GRUPPI BANCARI, ALTERANDO CONTESTUALMENTE IL VALORE DELLO SPREAD ITALIANO”

(AGENPARL) – Una denuncia contro i commissari europei Pierre Moscovici e Guenther Oettinger per manipolazione del mercato in relazione alle loro dichiarazioni sulla manovra del Governo italiano. E’ stata presentata ieri mattina presso la Procura della Repubblica di Roma da due giornalisti Francesco Palese e Lorenzo Lo Basso.

PIERRE MOSCOVICIPIERRE MOSCOVICI
“Nelle ultime settimane – si legge nella denuncia – alcune dichiarazioni dei commissari europei Pierre Moscovici e Guenther Oettinger hanno pesantemente turbato i mercati italiani. Dichiarazioni rese alla stampa (non quindi comunicazioni ufficiali come il loro ruolo istituzionale imporrebbe) a mercati aperti che hanno manifestamente modificato l’andamento degli stessi, incidendo in modo significativo sulla fiducia e l’affidamento che il pubblico pone della stabilità patrimoniale di banche e gruppi bancari, alterando contestualmente il valore dello spread italiano.

Tali dichiarazioni sono state rese PRIMA che detti commissari ricevessero l’intera documentazione da parte del Governo italiano, avvenuta in data 16/10/2018 con il Documento programmatico di bilancio. In tal modo hanno diffuso notizie false e posto in essere operazioni simulate sulle conseguenze per l’Italia da tale manovra di bilancio provocando l’alterazione del prezzo di strumenti finanziari (violazione art. 185 TUF E ART. 501 C.P.) Lo Spread, che incide sui risparmiatori italiani, è infatti cominciato a salire. Si consideri che a fine Settembre era sul livello di 240 punti mentre è cominciato a salire vertiginosamente unitamente alle dichiarazioni dei due funzionari.

GUNTHER OETTINGERGUNTHER OETTINGER
Nella denuncia vengono citate le dichiarazioni di Moscovici dello scorso 28 Settembre alla tv francese Bfm, riprese dalle agenzie di stampa italiane alle ore 10. “Fare rilancio economico – disse Moscovici – quando uno è indebitato si ritorce sempre contro chi lo fa, ed è sempre il popolo che paga alla fine”. Quel giorno lo spread, partito a 236, arrivò a toccare i 282 punti per poi chiudere a 267.

E ancora le dichiarazioni sempre di Moscovici del primo Ottobre parlando con i giornalisti in Lussemburgo. ‘Il 2,4% – affermò il commissario – una deviazione molto molto ampia”. Dopo queste affermazioni lo spread chiuse a 282 punti, partendo da 267.

E infine le dichiarazioni del 17 Ottobre di Oettinger allo Spiegel on line: “La commissione Ue rigetterà la manovra del bilancio italiano”. La lettera ufficiale della Commissione – si fa notare nella denuncia – sarà recapitata al Governo italiano in serata (a mercati chiusi) ma Oettinger avverte la necessità di anticiparne i contenuti nel primo pomeriggio ad un giornale tedesco on-line!” Lo spread passò da 292 a 308 punti”.

Fonte: qui

sabato 21 luglio 2018

IL COSTRUTTORE VA AI DOMICILIARI DOPO CHE IL GIP HA ACCOLTO L’ISTANZA PRESENTATA DAI DIFENSORI

LA DECISIONE È LEGATA ALL'ULTIMO INTERROGATORIO DURANTE IL QUALE L'INDAGATO AVREBBE RESO DICHIARAZIONI CHE HANNO ATTENUATO LE PROBABILITÀ DI INQUINAMENTO PROBATORIO…

(ANSA) - Il costruttore Luca Parnasi è stato posto ai domiciliari dal gip di Roma dopo una istanza presentata dai difensori. Il costruttore è coinvolto nell'inchiesta sul nuovo stadio che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle. La decisione del gip Maria Paola Tomaselli è legata all'ultimo interrogatorio durante il quale l'indagato, in base a quanto si apprende, avrebbe reso dichiarazioni che hanno attenuato le probabilità di inquinamento probatorio.

venerdì 29 giugno 2018

ANCHE UN PORTAVOCE DELLA ONG “LIFELINE” AMMETTE: “LE PAROLE DI SALVINI DISPIACCIONO MA L'ITALIA È STATA LASCIATA MOLTO SOLA IN QUESTI ANNI NELL'EMERGENZA IMMIGRAZIONE”

“LA GERMANIA HA LA RESPONSABILITÀ DI AVER TRASCURATO IL PROBLEMA. IL COMPORTAMENTO DEL GOVERNO TEDESCO È SCANDALOSO”

LIFELINE: SALVINI SHOCK MA ITALIA SOLA

lifelineLIFELINE
"Dispiacciono le parole di Salvini: le accuse che ci ha rivolto ci hanno scioccato", ha detto una portavoce di Lifeline in conferenza stampa a Berlino, ma, ha aggiunto, "l'Italia è stata lasciata molto sola in questi anni nell'emergenza immigrazione. Ed è chiaro che non possa affrontare da sola il peso dell'emergenza". La portavoce della ong, la cui nave è ora sotto sequestro a Malta, ha poi definito "scandaloso" il comportamento del governo tedesco, "anche perché la Germania è fortemente responsabile del fatto che l'Italia sia stata lasciata sola. Non è possibile da un lato bloccare la soluzione europea, come ad esempio sul sistema di Dublino, e dall'altro venire meno alla cooperazione e rifiutare la solidarietà".

Tornando poi al ministro dell'Interno italiano, la portavoce ha affermato che "Salvini ha detto che abbiamo violato le leggi, il che non è vero, e lui non ne ha le prove" e "si è espresso in modo sprezzante nei confronti delle persone che avevamo a bordo, parlando di 'carne umana'".

LIFELINELIFELINE
MIGRANTI: LA LIFELINE A MALTA. MUSCAT: 'MIGRANTI IN OTTO PAESI, LA NAVE SARÀ SEQUESTRATA'

Finisce poco prima delle 20 di mercoledì 27 giugno l'odissea della Lifeline, rimasta per otto giorni in mare aperto. Gli ultimi due a 25 miglia dalla costa maltese, con mare forza 5 e vento a 40 nodi. Il via libera all'attracco è arrivato nelle prime ore del pomeriggio. Scortata da una nave della marina militare, la carretta dei disperati ha fatto rotta verso la Valletta a 3 nodi, praticamente a passo d'uomo, ed ha impiegato oltre sei ore per raggiungere l'ingresso del porto, un'altra mezz'ora per completare l'ormeggio al molo 'Boilers Wharf' di Senglea.
NAVE LIFELINE ONG TEDESCANAVE LIFELINE ONG TEDESCA

"Dispiacciono le parole di Salvini: le accuse che ci ha rivolto ci hanno scioccato", ha detto una portavoce di Lifeline in conferenza stampa a Berlino. "L'Italia è stata lasciata molto sola in questi anni nell'emergenza immigrazione - ha aggiunto -. Ed è chiaro che non possa affrontare da sola il peso dell'emergenza".

"La Germania ha la responsabilità originaria di aver trascurato il problema", ha spiegato. "Il comportamento del governo tedesco è scandaloso, anche perché la Germania è fortemente responsabile del fatto che l'Italia sia stata lasciata sola - ha detto la portavoce di Lifeline, Marie Naass, rispondendo all'ANSA a una domanda sul comportamento dell'esecutivo tedesco -. Non è possibile da un lato bloccare la soluzione europea, come ad esempio sul sistema di Dublino, e dall'altro venire meno alla cooperazione e rifiutare la solidarietà".
MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIOMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO

La nave blu ha poi issato la bandiera gialla, quella dell'emergenza medica, che diventa anche il simbolo della resa. E mentre il sole tramonta e dalla capitale della Cultura arrivano le note di un party, la Lifeline va incontro al suo destino. Sul molo l'attendono medici in tuta bianca, decine di poliziotti, ambulanze, sei pullman della polizia ed uno sparuto gruppo di 'Patrioti maltesi' che issa lo striscione 'Stop human trafficking'.

NAVE LIFELINE ONG TEDESCANAVE LIFELINE ONG TEDESCA



Le operazioni si concludono poco dopo le 21. Lo stallo si era sbloccato all'ora di pranzo, quando il premier Joseph Muscat ha annunciato l'accordo ad hoc tra otto paesi per distribuirsi i 234 migranti raccolti la settimana scorsa al largo della Libia. Francia e Italia hanno detto sì, assieme a Portogallo, Irlanda, Lussemburgo, Belgio e Olanda. La Germania no, anche se è verosimile che la 'carriera' della Lifeline sia finita qui.

All'arrivo in porto, il capitano Carl Peter Reisch ed i nove membri dell'equipaggio sono stati interrogati mentre il capitano potrebbe essere fermato su ordine della magistratura maltese che, come annunciato da Muscat, ha aperto un'indagine per disobbedienza agli ordini della Guardia Costiera italiana. A bordo della nave, si è appreso in serata, c'era anche un giovane fotografo freelance italiano: Danilo Campailla, 30 anni, originario di Vittoria, in provincia di Ragusa.
MUSCATMUSCAT

Il probabile fermo così come il sequestro della nave erano stati anticipati in conferenza stampa dal premier, ma in serata il portavoce della Ong, Axel Steier, arrivato ad attendere l'imbarcazione sul molo della Valletta, ha negato di essere a conoscenza di alcun provvedimento. Ma intanto emerge che tutti i membri dell'equipaggio hanno provveduto a nominare avvocati difensori.

E se da una parte Steier non riesce a spiegare compiutamente il controverso punto della registrazione della nave (che secondo Muscat ha solo una licenza da diporto), dall'altra lancia un appello: "Speriamo che gli stati membri dell'Unione europea riescano ad organizzare operazioni di search and rescue che permettano ai privati di non doversi occupare di salvare le vite. Il comandante ha deciso di non tornare in Libia perché molte delle persone a bordo erano fuggite dai campi e dalla torture subite in Libia". Fonte: qui

martedì 8 maggio 2018

VIDEO: LA IENA MONTELEONE VA A POSILLIPO E SCOPRE CHE NELLA CASA IN CUI È RESIDENTE, ROBERTO FICO NON CI VIVE DA ANNI. LA SUA VERA ABITAZIONE (COME LUI AMMETTE) È QUELLA AL VOMERO DELLA COMPAGNA, DOVE LAVORA IMMA PER 500 € AL MESE

L'AVVOCATO: ‘A ROMA LA SUA DONNA DELLE PULIZIE È REGOLARE’. 

E TI CREDO! 



FICO OGNI MESE SI FA RIMBORSARE DALLA CAMERA 1200 EURO DI PULIZIE E BOLLETTE (+ 1400 DI AFFITTO): COSÌ SO’ BONI TUTTI A ESSERE IN REGOLA… AHAHAHAHAH!!!


Le Iene tornano sul caso Fico e scoprono che...



FICO HA UNA COLF REGOLARE? SÌ, SE LA FA RIMBORSARE DALLO STATO
PAGINA DI ROBERTO FICO TIRENDICONTOPAGINA DI ROBERTO FICO TIRENDICONTO
DAGONOTA - Molti di quelli che hanno difeso Fico in queste settimane hanno detto “Eh ma lui una colf ce l’ha, è nella sua casa a Roma, e la paga con regolare contratto”. Vero, una colf ce l’ha, il contratto è regolare, ma a pagarla non è lui. Come si legge sul sito www.tirendiconto.it , creato dal M5s per rendicontare i versamenti al fondo del microcredito dei parlamentari, a pagarla sono i contribuenti italiani.

L’attuale presidente della Camera, nei suoi 5 anni da deputato e presidente della Commissione di Vigilanza Rai, si è fatto rimborsare dallo Stato 1400 euro ogni mese per l’affitto e – prendendo l’ultimo mese disponibile sul sito, dicembre 2017 – altri 1200 euro per bollette e spese di pulizia.
SPESE DI ROBERTO FICO PER LA CASA DICEMBRE 2017SPESE DI ROBERTO FICO PER LA CASA DICEMBRE 2017



Come dicono a Roma, ma pure a Napoli, così so’ boni tutti ad avere la colf regolare…

A proposito, già che si parla del sito www.tirendiconto.it, una postilla dedicata a chi pensa che i parlamentari del M5s si siano “dimezzati lo stipendio”, come promisero in campagna elettorale. A dicembre 2017 Roberto Fico ha ricevuto come ogni parlamentare 5200 euro netti di stipendio e 7200 euro di rimborsi spese. Un totale di 13400 euro che ha avuto nella sua piena disponibilità (tolti dunque tasse e contributi, comunque versati dallo Stato).

le iene e la colf in nero a casa di roberto fico 5LE IENE E LA COLF IN NERO A CASA DI ROBERTO FICO 
La sua “restituzione” è stata di 1999 euro, ovvero il 15%. Che è sicuramente un bellissimo gesto, ma lungi dall’immagine francescana che molti elettori si sono fatti


COLF IN NERO: QUELLO CHE IL PRESIDENTE FICO NON HA CHIARITO

Nell’ultima puntata de “Le Iene Show” Antonino Monteleone è tornato a occuparsi dei presunti collaboratori domestici che lavorerebbero nella casa di Yvonne, compagna di Roberto Fico, neo-eletto presidente della Camera dei Deputati, dove egli stesso abiterebbe quando si trova a Napoli.

le iene e la colf in nero a casa di roberto fico 4LE IENE E LA COLF IN NERO A CASA DI ROBERTO FICO 
Dopo la messa in onda del primo servizio, l’unico commento da parte del Presidente della Camera è giunto tramite il suo avvocato, il quale ha rilasciato una nota – ripresa dalle agenzie di stampa – in cui si legge: «Stiamo valutando di sporgere querela per diffamazione nei confronti della trasmissione “Le Iene” che insinuano il dubbio (per loro certezza, per come è stato montato il pezzo e per i commenti che accompagnano il servizio) che il presidente Roberto Fico abbia assunto ‘a nero’ una colf/baby sitter nella casa napoletana della signora Yvonne».

In questo nuovo servizio, la Iena Antonino Monteleone ripercorre la vicenda e replica alle suddette critiche.
le iene e la colf in nero a casa di roberto fico 3LE IENE E LA COLF IN NERO A CASA DI ROBERTO FICO 

Settimana scorsa, alle domande sulla situazione dei collaboratori domestici presenti nella casa in cui vivrebbe a Napoli, Fico rispondeva: «La situazione è tranquilla, nessun collaboratore con contratto o senza».

Queste parole sono, però, secondo la Iena, in contraddizione con quanto era emerso da due testimonianze raccolte.

La prima era di una persona che frequenta il quartiere della casa in questione, che riferiva delle mansioni di Imma (la presunta collaboratrice domestica) e della sua probabile paga mensile, 500 euro, in contanti. La fonte riportava anche che il compenso e le ore di impiego della ragazza per 5 giorni a settimana si sarebbero ridotti nel tempo per l’arrivo in casa di un altro collaboratore domestico, Roman. L’uomo, un ucraino, secondo quanto dichiarato dal testimone non avrebbe permesso di soggiorno e sarebbe stato mandato via dopo l’elezione di Fico a Presidente della Camera.
le iene e la colf in nero a casa di roberto fico 2LE IENE E LA COLF IN NERO A CASA DI ROBERTO FICO 

La seconda testimonianza era proprio quella di Imma, incontrata all’uscita della suddetta casa: diceva di lavorare come baby sitter e di sbrigare commissioni varie, da 6 anni a questa parte, con turni giornalieri di 4 ore e mezza, 5 giorni su 7, per 500 euro al mese.

Nel corso dell’intervista, Fico – che aveva detto di non avere collaboratori domestici – appena sentito il nome di uno dei testimoni della Iena, quello di Imma appunto, sembrava però cambiare versione, riconoscendo la presenza di una persona che frequenta la casa. La definiva però un’amica e non una colf, facendo intendere che si trattasse quindi di una collaborazione a titolo gratuito, in contraddizione – come sottolinea Monteleone - con quanto raccontato da Imma.
le iene e la colf in nero a casa di roberto fico 1LE IENE E LA COLF IN NERO A CASA DI ROBERTO FICO 

Anche per ciò che concerne Roman, quanto dichiarato dal Presidente - evidenzia la Iena - non corrisponde alle affermazioni del testimone, che parlava di una collaborazione domestica. Fico riduceva tutto, invece, ad un gesto di beneficenza verso una persona conosciuta alla fermata dell’autobus che avrebbe fatto lavoretti domestici per sdebitarsi.

roberto ficoROBERTO FICO




Rispetto a quanto scritto dall’avvocato nella nota, inoltre, Antonino Monteleone asserisce di non aver mai affermato con certezza o insinuato il dubbio che il Presidente abbia assunto in nero una colf/baby sitter, ma di essersi limitato invece a porre una domanda: se, appunto, una colf/baby sitter e un collaboratore ucraino abbiano mai lavorato in nero presso la casa dove vive a Napoli Roberto Fico.



roberto fico colf 3ROBERTO FICO COLF 


E ancora, nonostante l’avvocato scriva «Fico abita a Roma, nella cui casa ha una colf assunta con regolare contratto, risiede a Napoli, ma a casa propria a Posillipo, e non nella casa della signora Yvonne», dalle immagini andate in onda settimana scorsa si vede Fico arrivare e rimanere a dormire proprio nella casa della sua compagna, al Vomero.

Nell’intervista, peraltro, Fico definiva in alcuni passaggi la casa al Vomero come “la casa della mia famiglia” (ndr, «Se c'è una persona che ha qualcosa da dire sulla casa della mia famiglia giustamente lo dica») e “la mia abitazione”.

roberto fico colfROBERTO FICO COLF



L’inviato quindi si chiede: Fico abita nella casa di sua proprietà a Posillipo, come dichiara l’avvocato, o abita nella casa che lui stesso chiama «la mia abitazione» e dove si è chiesto di chiarire se abbiano lavorato delle persone in nero?

Per dare una risposta a questa domanda, “Le Iene” sono andate a Posillipo a parlare con alcuni negozianti e vicini di casa dei genitori del presidente della Camera: tutti sostengono che Fico non viva più lì ma al Vomero, presso la casa della compagna, appunto.

Di seguito, alcuni stralci delle interviste.

fico con la compagna Yvonne De rosaFICO CON LA COMPAGNA YVONNE DE ROSA
Passante

Domanda: Volevo salutare la famiglia di Roberto Fico… lui è cresciuto qui, ricordi?

Risposta: Ma non credo che abiti qui eh. Non abita qui a Posillipo.

D: Non abita qui?

R: Mi sembra che abita al Vomero

D: Al Vomero?

R: Sì.

fico con la compagna Yvonne De rosaFICO CON LA COMPAGNA YVONNE DE ROSA
Macellaio

Domanda: Roberto Fico vive qua?

Risposta: No, non vive qua, qua abita la madre, il padre… ma non lui.

D: Ma lei è sicuro di questo?

R: Lavoriamo qua lo sappiamo no? Qualche volta lo vedo passare per trovare la mamma.

Calzolaio

Domanda: Scusatemi ma Roberto Fico abita qua?

Risposta: Abitava da ragazzo.

D: Non lo vediamo più.

FICOFICO
Barista

Domanda: Roberto Fico, mi hanno detto che non abita più qua.

Risposta: I genitori abitano qua… la compagna vive al Vomero.

D: E lui quando viene a Napoli dove dorme?

R: Dalla compagna.

Vicino di casa
ROBERTO FICO AL QUIRINALEROBERTO FICO AL QUIRINALE

Domanda: Roberto Fico vive qua?

Risposta: No, qua ci stanno i genitori.

D: Io sapevo che viveva qua.

R: No, sta al centro lui, al Vomero. Può essere al Vomero.

D: E da quant’è che non vive più qua?

R: Io sto a 4-5 anni ma non c’è mai stato lui.

D: Ah.

FICO SCORTA QUIRINALE 2FICO SCORTA QUIRINALE 
R: Da parecchio che non viene… convive con la compagna, ma non so da quanto tempo.

Infine, dopo la messa in onda del primo servizio, qualcuno ha sostenuto che “Le Iene” non avrebbero rivolto le domande sulla posizione dei presunti collaboratori domestici alla stessa Yvonne perché al corrente dei problemi di salute della donna. Monteleone spiega di non averla incontrata perché è una privata cittadina e dunque non deve rendere conto pubblicamente di quello che fa a casa sua, mentre - conclude la Iena - altre regole valgono per la terza carica dello Stato. Fonte: qui

roberto fico al lavoro con il busROBERTO FICO AL LAVORO CON IL BUS