9 dicembre forconi: Dl sicurezza
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martedì 20 novembre 2018

SALVINI LANCIA IL SUO ULTIMATUM AI GRILLINI: "MI RIFIUTO DI PENSARE CHE QUALCUNO VOGLIA TORNARE INDIETRO"


“O IL DL SICUREZZA PASSA ENTRO IL 3 DICEMBRE O SALTA TUTTO” 

IL TESTO ARRIVERA' ALLA CAMERA IL 23 NOVEMBRE E IL GOVERNO POTREBBE METTERE LA FIDUCIA, COME GIA' ACCADUTO AL SENATO 
MA LA FRONDA GRILLINA INVIA UNA LETTERA AL CAPOGRUPPO M5S D'UVA PER LAMENTARE LE CONTRADDIZIONI CON IL PROGRAMMA ELETTORALE

ALT DI SALVINI SUL DL SICUREZZA: 'O PASSA ENTRO IL 3 DICEMBRE O SALTA TUTTO'

MATTEO SALVINI IN SMOKINGMATTEO SALVINI IN SMOKING
Altolà del ministro dell'Interno Matteo Salvini sul decreto sicurezza."Il Dl sicurezza - ha detto il leader della Lega a margine della presentazione di una iniziativa per la donazione del sangue nel piazzale del Viminale - serve al Paese e passerà entro il 3 dicembre o salta tutto e mi rifiuto di pensare che qualcuno voglia tornare indietro".

Il testo arriverà in Aula alla Camera il 23 novembre e il governo potrebbe decidere di mettere la fiducia, come già al Senato. Una fronda dei pentastellati contrari al provvedimento si è però fatta sentire anche a Montecitorio con una lettera inviata al capogruppo Francesco D'Uva per lamentare scarsa "collegialità" nell'esame del provvedimento che "non trova, in molte sue parti, presenza nel contratto di Governo ed è, in parte, in contraddizione col programma elettorale del M5s".

gregorio de falco paola nugnesGREGORIO DE FALCO PAOLA NUGNES
Obiettivo della lettera di protesta, che riporta 19 firme pure se due di queste - sembra - sarebbero state aggiunte per errore, è quello di testimoniare la contrarietà ad alcune parti del provvedimento anche se, precisano i firmatari, "non è nostra intenzione complicare i già delicati equilibri di governo".

M5S, la rivolta dei 18 deputati: cambiamo il decreto sicurezza
Alessandro Trocino per il “Corriere della Sera”

Sono diciotto, giovani, forti e piuttosto arrabbiati. La pattuglia dei neodeputati strappa il velo e decide che il re è nudo. Lo fa scrivendo una lettera ufficiale al capogruppo del Movimento 5 Stelle, con una sorta di ultimatum che arriva alla fine: «Concludiamo, non più sperando in maggiore condivisione e collegialità, come facciamo da tempo, ma chiedendola con forza».

matteo salvini al maurizio costanzo showMATTEO SALVINI AL MAURIZIO COSTANZO SHOW
Il cuore della lettera è l' attacco a testa bassa contro il decreto sicurezza. Quel provvedimento, targato Matteo Salvini, che al Senato è passato ma non è stato votato da cinque dissidenti 5 Stelle, tra i quali Gregorio De Falco ed Elena Fattori. Prontamente deferiti ai probiviri. Che tanto pronti nel procedimento non sono stati, visto che si attendono ancora gli esiti.

Ma forse questo «lassismo» (almeno in confronto alla raffica di espulsioni della scorsa legislatura) ha incoraggiato i 18 a prendere in mano la loro coscienza e a lasciarne traccia su un documento ufficiale.

I 18 allegano otto emendamenti «che sicuramente non renderebbero il decreto ottimale, ma migliorerebbero sostanzialmente alcune parti davvero critiche». Cosa che non accadrà. Perché modificare anche solo di una virgola il testo, significherebbe far tornare il provvedimento al Senato, con effetti imprevedibili.

gregorio de falco elena fattoriGREGORIO DE FALCO ELENA FATTORI
Che non ci sia nessuna intenzione di fare concessioni lo confermano le prime dichiarazioni. Salvini non fa passare che pochi minuti prima di spiegare, secco: «Il decreto sicurezza deve essere approvato, e in fretta, per il bene degli italiani».

Ma anche Luigi Di Maio, chiamato in causa dai dissidenti, interviene con durezza: «Auspichiamo che il decreto sicurezza venga approvato alla Camera senza altre modifiche». Anche perché, aggiunge, «chi ha firmato lo ha fatto spiegando che riconosce l' importanza del decreto per governo e maggioranza. Credo che vogliano fare un' azione di testimonianza. Mi aspetto lealtà e rispetto».
SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIOSALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO

Testimonianza, ma fino a un certo punto. Visto che i 18 chiedono ai destinatari di «girare mail a tutti i portavoce deputati» perché «gli emendamenti sono aperti alla firma di tutti».

Proposito minaccioso che inquieta i vertici. Anche se si fa sapere che «gli irriducibili sono soltanto due o tre». Per ora non sarà preso nessun provvedimento ma si valuta la fiducia.

Tra i 5 Stelle ci si chiede se non sia il caso di fare concessione ai peones, sempre più irrequieti perché tenuti ai margini. Fa pensare soprattutto un passaggio: «Sappiamo che questo iter di condivisione possa non essere canonico e che la firma su un emendamento dovrebbe essere il passo conclusivo di un percorso: tale percorso però non c' è mai stato e la responsabilità non è certo dei singoli deputati. Non rimane altra strada, al momento, di procedere in questa maniera».

LUIGI DI MAIOLUIGI DI MAIO
Qualcuno sospetta che dietro la lettera ci sia lo zampino di Roberto Fico. E autorizzerebbe il pensiero il fatto che tra i firmatari ci sono due «fichiane». Gilda Sportiello, che protestò contro l' eccesso di poteri a Di Maio. E Doriana Sarli, che scrisse dopo il caso Diciotti: «Sui diritti civili subiamo un' impostazione leghista che sta fomentando odio e paura. Cosa stiamo diventando?».

Mancano all' appello alcuni fichiani doc, di peso. Come Luigi Gallo, presidente della Commissione Cultura. Ma anche questo, secondo alcuni uomini della maggioranza, sarebbe un segnale che fa puntare il dito contro Fico.

Fonte: qui


PER SALVARE LA GIUNTA DI TORINO LA SINDACA APPENDINO HA DOVUTO CEDERE: AL CORTEO NO TAV CI SARÀ ANCHE IL COMUNE, CON TANTO DI VICESINDACO CON FASCIA TRICOLORE 

NON CI SARANNO STEMMA, GONFALONE E BANDIERA, MA LE PRETESE DELL’ALA GRILLINA PIÙ INTRANSIGENTE SARANNO ACCONTENTATE


Per salvare se stessa e la sua maggioranza, alla fine Chiara Appendino ha dovuto capitolare, quasi senza condizioni. Al corteo No Tav dell' 8 dicembre, organizzato in risposta alla piazza pro-Alta velocità del 10 novembre, ci sarà anche la città di Torino con tanto di vicesindaco con fascia tricolore.

grillo no tavGRILLO NO TAV
«Non ci saranno stemma, gonfalone e bandiera», ha precisato la capogruppo 5 Stelle. Ma la pretesa del M5S di poter contare su un rappresentante del Comune «in veste ufficiale» alla marcia è stata accontentata. «Una scelta di buonsenso», ha commentato Appendino, dopo aver firmato l' armistizio con la sua maggioranza.

Del resto, anche se mai a Torino, non sarebbe la prima volta che il suo vice, il professore del Politecnico Guido Montanari, si fa vedere a una manifestazione No Tav. E l' 8 dicembre è atteso in città anche il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin.

Fonte: qui

venerdì 2 novembre 2018

MENTRE AL SENATO I GRILLINI DISSIDENTI MINACCIANO SUL DL SICUREZZA, ALLA CAMERA C’È IL CASO DEL DDL ANTICORRUZIONE E DELL’EMENDAMENTO CHE SOSPENDE LA PRESCRIZIONE DOPO LA SENTENZA DI PRIMO GRADO


LA LEGA STOPPA: “NON SIAMO D’ACCORDO”. BONAFEDE: “FACEVA PARTE DEL CONTRATTO”

Simone Canettieri per “il Messaggero”

ALFONSO BONAFEDE MATTEO SALVINIALFONSO BONAFEDE MATTEO SALVINI
Il gioco degli specchi. Se al Senato c' è lo stallo sul dl sicurezza (con l' arma fiducia agitata per stanare i pentastellati ribelli accompagnandoli così alla porta), alla Camera adesso piomba il caso prescrizione a dividere Lega e M5S.

«Non siamo d' accordo con il metodo, perché è anticostituzionale e nemmeno tanto nel merito perché abbiamo una cultura diversa sulla giustizia», filtra dai vertici della Lega. «Faceva parte del contratto di governo, questa riforma, dunque nessuna tensione: i patti sono patti», trapela invece dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che ieri, raccontano, si è sentito per messaggi con Matteo Salvini per cercare di trovare una «quadra».

Essendo l' ennesimo dossier divisivo per la maggioranza sono in molti a ritenere che questa vicenda, nello specifico, possa sbloccarsi solo con un vertice tra i due vicepremier. Difficile da fissare anche a stretto giro di posta: Di Maio parte per la Cina e tornerà in Italia solo mercoledì. La vicenda ha avuto una svolta l' altra notte.

Nell' ufficio di presidenza delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera sono stati espressi forti dubbi dalla Lega che ha chiesto ai presidenti, insieme alle opposizioni, più tempo per esaminare il ddl anticorruzione.

LA NOTTE
La riunione c' è stata dopo il voto in Aula del dl Genova per organizzare i lavori dopo i 300 emendamenti presentati. I gruppi (tranne M5s) hanno chiesto di scrivere al presidente Fico per far slittare l' arrivo in Aula del ddl, previsto a dicembre.

Ma Giuseppe Brescia, presidente M5S della commissione Affari Costituzionali della Camera, ribatte alla richiesta della Lega e delle opposizioni di far slittare l' esame del testo: «L' ammissibilità di tutti gli emendamenti al ddl anticorruzione, compreso l' 1.100 che tocca il tema della prescrizione, sarà valutata attentamente lunedì, nella piena consapevolezza della delicatezza e della rilevanza dell' argomento, ma anche condividendo lo spirito dei presentatori che non vogliono più rinviare la discussione »

Nel merito si tratta dell' emendamento che farebbe scattare la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. La modifica però non ha la firma del Guardasigilli ma dei relatori del provvedimento, i deputati M5s Francesca Businarolo e Francesco Forciniti. Le critiche arrivano da destra a sinistra, passando per le associazioni degli avvocati. Ma il problema rimane la Lega.

Anche quest' ennesima sfida si inserisce nella complicata missione con cui è alle prese Di Maio in questo momento: ricompattare il Movimento. La deputata Giulia Sarti infatti ricorda che si tratta di una «nostra battaglia storica». Ballano sullo sfondo appunto gli equilibri con il Carroccio.

DI MAIO BONAFEDEDI MAIO BONAFEDE
I DOSSIER
Per il leader pentastallato si tratta di dosare con perizia i toni in un momento in cui il corteggiamento di Salvini da parte del centrodestra si riaffaccia e mentre il leader del Carroccio ragiona sull' opportunità di sostituire i voti dei ribelli 5 Stelle sul dl sicurezza con quelli di Fdi anche nell' ottica di un possibile impegno comune in caso di elezioni anticipate a Roma.

DI MAIO SALVINIDI MAIO SALVINI
I fronti dunque si affastellano sempre di più. E proprio sul no alla prescrizione rischia di formarsi una vera e propria saldatura nel centrodestra che mette a rischio i nervi della maggioranza gialloverde.

Enrico Costa, deputato di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Giustizia del movimento azzurro dice: «Su questo tema daremo battaglia a difesa di sacrosanti principi di civiltà giuridica. Anche la Lega la pensa come noi». Ecco perché i due vicepremier devono vedersi il prima possibile anche se il vertice dovrà attendere almeno cinque giorni.

Fonte: qui

martedì 30 ottobre 2018

GOLDMAN SACHS: IL GOVERNO CADE ENTRO GIUGNO



GLI ANALISTI DELLA BANCA D'AFFARI LEGGONO I RETROSCENA DEI GIORNALI E ''PREVEDONO'' UN'IMPLOSIONE DELL'ALLEANZA TRA MATTEO E LUIGI DOPO LE EUROPEE DI MAGGIO. 

MA CI METTE ANCHE TUTTI I POSSIBILI SCENARI ECONOMICI, IN CASO DI DECLASSAMENTO, IN CASO DI NUOVE ELEZIONI, E IN CASO DI NUOVE POLITICHE FISCALI…

Rodolfo Parietti per il Giornale

Il governo Salvini-Di Maio non mangerà il panettone 2019. A pronosticare un cambio di panchina prima dell' estate del prossimo anno è Goldman Sachs, che da settimane ha posato la lente sul governo giallo-verde fino a prevedere vendite di Btp per 100 miliardi di euro in caso di declassamento del nostro Paese a livello junk, spazzatura.
DI MAIO CONTE SALVINIDI MAIO CONTE SALVINI

Lo scenario ipotizzato dalla banca d' affari Usa ingloba un' implosione dell' alleanza dopo le elezioni europee di maggio, cui farebbe seguito la composizione di una coalizione di centro-destra o di centro-sinistra. M5s out, insomma. Parafrasando lo slang delle agenzie di rating, l' outlook del leader pentastellato passerebbe in un sol colpo da «governativo» a «fuori corso». Una prospettiva poco benigna per il vice-premier e ministro del Lavoro.

Il primo obiettivo della nuova squadra di governo dovrebbe essere quello di smussare le asperità contenute nella manovra, che tanti contrasti stanno producendo con Bruxelles. E, soprattutto, Goldman invita a fare una precisa scelta di campo: o privilegiare un taglio delle tasse, oppure scegliere forme di sostegno sociale come il reddito di cittadinanza. L' Italia indebitatissima non può reggere il peso contemporaneo di due misure succhia-risorse.

GOLDMAN SACHSGOLDMAN SACHS
L' analisi parte dalla constatazione che la strana coppia Matteo&Luigi - forte di un consenso del 60% degli elettori - rimarrà in sella fino alle prossime elezioni europee di maggio senza cambiare i connotati della legge di bilancio. Ciò per «massimizzare» l' esito del voto verosimilmente favorevole alle forze sovraniste e provare a cambiare il sistema.

Inteso, suggerisce Goldman, come un «allentamento delle regole fiscali, cambio del mandato della Bce, stretta sulle politiche riguardanti l' immigrazione». Ma se la situazione economica dell' Italia dovesse peggiorare, con una prevedibile perdita dell' indice di gradimento, Lega e M5s potrebbero sopravvivere insieme solo rendendo «la politica economica più credibile».

In caso contrario ci sarebbe il ribaltone: esclusa la formazione di un governo tecnico o di larghe intese, la merchant Usa mette in conto nuove elezioni e un nuovo governo, o di centrodestra o di centrosinistra, ma «con una inversione rispetto alle attuali politiche economiche» che si tradurrebbe in una politica fiscale «complessivamente meno espansiva» tale da portare «probabilmente a un miglioramento nei mercati finanziari e a una ripresa delle attività».
di maio salviniDI MAIO SALVINI

Comunque, sarebbe solo una boccata d' ossigeno, dal momento che un governo di questo tipo non sarebbe in grado di migliorare la qualità delle istituzioni, far le riforme necessarie per aumentare la produttività e la crescita e creare «quel circolo virtuoso di lungo termine» che serve per abbattere il debito-Pil».

È la stessa boccata d' ossigeno che hanno preso ieri i mercati dopo che Standard&Poor' s, venerdì scorso, ha deciso di lasciare invariato il rating dell' Italia - confermato a BBB - , tagliandone però le prospettive. A questo giro si è preferito pensare un po' più positivo, e sia Piazza Affari (+1,9%), sia lo spread arretrato sotto quota 300 (298 punti in chiusura) ne hanno beneficiato. Così le banche hanno rifiatato, con un robusto recupero del 3,6% dell' indice di categoria che ha ridotto la perdita dell' ultimo mese al 12,2% e quella del semestre al 34,7%. Per Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Ubi Banca l' appuntamento clou della settimana è comunque per venerdì, quando saranno resi noti i risultati dello stress test europeo.

Fonte: qui

Dl Sicurezza, la fronda M5s vuole sabotare la maggioranza



I dissidenti grillini verso il non voto sul decreto voluto da Salvini. E adesso l'asse M5s-Lega è a rischio

La battaglia sul Dl Sicurezza tra la Lega e il Movimento Cinque Stelle non si chiude.
La fronda pentastellata si prepara per affondare il colpo su Salvini proprio sul provvedimento che il titolare del Viminale ha curato nei minimi dettagli facendone un manifesto della sua azione di governo. I dissidenti grillini avrebbero intenzione di non partecipare al voto. Una scelta che potrebbe inguaiare e non poco la Lega ma che di fatto potrebbe mettere in discussione la tenuta della stessa maggioranza e del governo. Al Senato M5s e Lega hanno una maggioranza con 167 senatori, solo sei in più rispetto al "magic number" 161. Già tra i pentastellati si contano quattro firmatari degli emendamenti che possono mettere a rischio il Dl Salvini. I nomi di questi grillini sono ormai noti: Paola Nugnes, Gregorio De Falco, Elena Fattori e Matteo Mantero.
Ma a quanto pare potrebbero essere più di quattro i componenti della fronda a palazzo Madama. Un problema non da poco per la maggioranza e soprattutto per il Movimento Cinque Stelle sempre più logorato dalle correnti. Di Maio non riesce a serrare i ranghi e la sua debolezza sulla linea da seguire preoccupa e non poco l'alleato leghista. Di Maio avrebbe rivolto un appello ai grillini dissidenti perché ritirino gli emendamenti. Ma i dissidenti rispondo picche e rilanciano: ""Faccio un appello a Luigi di Maio ad aiutarci ad essere quello che siamo sempre stati. Vogliamo aiutare il governo ad andare nella direzione giusta. I nostri emendamenti sono di garanzia", afferma la grillina Fattori. Un messaggio chiaro che apre ad uno scontro interno al Movimento e nella maggioranza dagli esiti imprevedibili.
Fonte: IlGiornale