9 dicembre forconi: Direttore Generale
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lunedì 20 novembre 2017

LE FINANZE DI SAN MARINO NELLA TEMPESTA: VORAGINE DA 1 MILIARDO NEI CONTI DELLA BANCA CENTRALE, IL DG RAFFAELE CAPUANO SI DIMETTE DOPO UN MESE: "NON MI SENTO GARANTITO"

IL GOVERNO LOCALE PENSA A UN’EMISSIONE DI BOND
Roberta Amoruso per il Messaggero
TitanoTITANO

Le finanze di San Marino sono sempre più nella tempesta. Ieri il dg della Banca centrale del Titano, Raffaele Capuano, nominato da appena un mese, ha rassegnato le dimissioni per «la posizione personale afflitta da mancanza di certezze giuridiche» dopo «la perquisizione domiciliare dell'abitazione messa a mia disposizione dalla banca avvenuta in mia assenza e senza la mia autorizzazione».

Una dichiarazione pesante, che denuncia il clima intimidatorio che si respira a San Marino. La locale Banca centrale resta così acefala dopo l'uscita a settembre del governatore Wafik Grais. Nella nota diffusa ieri in serata, il Congresso di Stato si dichiara preoccupato che l'attività tesa alla riorganizzazione della Banca centrale, «oggi più che mai è diventata una questione prioritaria». Secondo l'esecutivo della piccola repubblica, «le continue polemiche su Banca centrale, spesso coinvolta in spinose questioni giudiziarie, impongono infatti una definitiva chiarezza in tutte le sue articolazioni».

CASSA RISPARMIO SAN MARINOCASSA RISPARMIO SAN MARINO
Che cosa sta accadendo a San Marino dopo la breve primavera della trasparenza e della legalità? Grais, egiziano di nascita ed ex membro della Banca Mondiale, era stato messo a dura prova dagli intrecci di potere locali che, qualche mese fa, lo aveva privato del suo dg, Lorenzo Savorelli, che a sua volta aveva aperto il vaso di Pandora dei disastri nel credito sammarinese. L'improvviso addio di Capuano, ex dg della Covip e già dirigente  del ministero delle Finanze, ci dice che la situazione è peggiore di quel che si pensava, e che le consorterie locali e l'intreccio familistico che per decenni ha scandito la politica del Titano, sono lungi dal voler cedere il passo. Ciò, nonostante sia sceso in campo persino il Fmi.

LE CIFRE NON UFFICIALI

MONTE TITANO - SAN MARINOMONTE TITANO - SAN MARINO
I fatti. A poco più di un anno dall'avvio del tentativo di risanamento, solo ora si conoscono le vere cifre del dissesto sanmarinese. Eccole, ancorché non ufficiali: a fine 2016 le perdite del sistema bancario erano pari a circa 900 milioni di euro (ora sfiorerebbero il miliardo), a fronte di un Pil locale che non arriva al miliardo e mezzo. Con una conseguenza inquietante: se risparmiatori e pensionati decidessero di chiudere i conti, le banche andrebbero rapidamente in debito di liquidità, con gli effetti a catena che si possono immaginare sul trend del Paese.
Ma come si arriva al buco da 900 milioni di fine 2016? Si parte con la Cassa di Risparmio di San Marino, costretta a fare rettifiche sugli attivi per oltre 500 milioni: 400 milioni sono crediti del gruppo Delta (la società di credito al consumo legata alla Cassa) riclassificati a zero.

capuanoCAPUANO
Poi c'è Asset Banca, che Savorelli aveva provato invano a ripulire, con un deficit di capitale superiore a 60 milioni e perdite totali passate e previste per più di 160 milioni. C'è inoltre bisogno di liquidità per far fronte alle richieste dei depositanti, che però il Fondo di Garanzia non è in grado di coprire e che si aggira intorno a 72 milioni. Infine c'è Banca CIS, in cerca di 50 milioni per coprire le sofferenze. Il resto, per arrivare a 900 milioni, va ascritto alle piccole banche.

In tale deprimente scenario viene da chiedersi che cosa rischiano o quanto hanno già perso i fondi pensione di San Marino. 

Presto detto: Iss, che equivale all'italiana Inps, ha depositi nelle banche locali per circa 500 milioni. Presso Asset Banca ha 22 milioni, già bloccati visto il congelamento delle attività della banca. 

Quindi, ne ha circa 235 presso la Cassa che, come abbiamo visto, è in difetto di 500 milioni e pressoché illiquida. Perciò, se ISS volesse estinguere i propri depositi dovrebbe rinviare a tempi migliori.

Come provvederà il governo del Titano?  

Il piano è disarmante: ripianare i debiti di Asset e Cassa in trent'anni e nel frattempo ai depositanti offrire bond di Stato non negoziabili e quindi di valore incerto. 

Quasi a dire: cari concittadini, scordatevi di rivedere a breve i vostri risparmi.

Fonte: qui
SAN MARINOSAN MARINO

sabato 17 settembre 2016

DRAGHI: DERIVATI, UN SILENZIO ASSORDANTE!

E’ con infinita tristezza che durante la settimana abbiamo assistito alla celebrazione del genio di Mario Draghi. Mai visto una simile ondata a senso unico soprattutto sulla stampa locale,  di elogi ad un uomo che è tra i principali responsabili di questa crisi, come abbiamo visto recentemente.


Ieri su Repubblica è apparsa la seguente notizia…

La procura regionale per il Lazio della Corte dei Conti ha invitato a comparire la banca d’affari Usa e i responsabili del Tesoro che hanno stipulato contratti con la controparte statunitense: Cannata, La Via, Siniscalco e Grilli.

ROMA – L’accusa è pesante: hanno scommesso con i soldi degli italiani. E costretto lo Stato a chiudere in fretta e furia contratti con Morgan Stanley in perdita per tre miliardi di euro tra dicembre 2011 e gennaio 2012. Ora la Corte dei conti li ha convocati tutti e ha chiesto loro danni per 4,1 miliardi.

Davanti alla magistratura contabile dovranno presentarsi, oltre alla banca d’affari Usa, Maria Cannata, direttore del Debito pubblico, che dal 2000 ad oggi ha firmato molti di quei contratti e i relativi decreti di approvazione e Vincenzo La Via, predecessore della Cannata.

Insieme a loro, Domenico Siniscalco, direttore generale del Tesoro, che terminata la propria esperienza ha pensato bene di andare a lavorare proprio per Morgan Stanley e Vittorio Grilli, anche lui direttore del Tesoro, e passato, una volta uscito dallo Stato, nelle fila di un’altra banca d’affari Usa, la Jp Morgan.

Il resto lo lascio leggere a Voi a me interessa un particolare, ovvero il motivo per il quale non è stato convocato anche Mario Draghi!

Cosa centra Mario Draghi? La firma di Mario Draghi sui derivati di Stato

Quando era al Tesoro, negli anni ’90, ne sottoscrisse per centinaia miliardi. E ora sono un problema

Dopo l’annuncio del Quantitave Easing di ieri, Mario Draghi è oggi su tutte le prime pagine, celebrato come il salvatore dell’Italia e dell’Europa.

Nel passato di Draghi, tuttavia, c’è una vicenda che ancora fa sentire il suo peso nei nostri disastrati conti pubblici e che rischia di minare la ripresa della nostra economia. La storia è quella dei derivati sottoscritti tra il 1991 e il 2001 quando Draghi era Direttore Generale al Ministero del Tesoro.

È una storia scivolosa, quella dei derivati della Repubblica, e forse è meglio cominciare dall’inizio.

Ovviamente non è il caso di chiamare un governatore centrale che ha appena ricevuto il premio come costruttore d’Europa a testimoniare su decisioni alquanto irresponsabili.


Questo non lo dico io ma un deputato del PD, un certo Galli, il quale suggerisce che di questi tempi meglio pensarci su un attimo a mettere Draghi davanti alle sue responsabilità.

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3,8 Miliardi Di Perdite: La Corte Dei Conti Accusa


Il resto lo lascio alla Vostra consapevolezza mentre osservate estasiati le gesta quotidiane di questo super banchiere, noi continuiamo ad occuparci di quello che succede dietro le quinte dove un altro ” public servant” si è trasferito in Goldman Sachs, per fare i conti della serva.

Ue: Barroso attacca Juncker, “contro di me azione discriminatoria”

E’ quantomeno singolare che a fare le pulci a Barroso sia questo uomo, che mentre l’Europa affondava, stipulava contratti che favorivano l’elusione fiscale a danno degli altri Paesi

Pubblicati nel 2014 in maniera congiunta da alcuni giornali internazionali, e in Italia da “l’Espresso”  , i documenti hanno dimostrato come il Lussemburgo sia riuscito nel tempo a diventare il paradiso fiscale preferito dalle più famose aziende. Un successo ottenuto attirando le grandi imprese attraverso contratti segreti e imposte bassissime. Che hanno fatto perdere, al contempo, miliardi di entrate fiscali ai governi delle nazioni in cui queste multinazionali operavano prevalentemente. Insomma, centinaia di miliardi sottratti ai contribuenti di tutto il mondo.

LuxLeaks fa tremare Juncker. “Elusione fiscale in Lussemburgo

Si Juncker, uno che mentre si beve quattro coppe di champagne durante un’intervista nega di avere problemi con l’alcool…

Jean-Claude Juncker denies alcohol problem during

Niente di particolare è solo il presidente della Commissione europea che ogni tanto fa discorsi di elevata ispirazione, se non ci credete guardatevi questo video…

JUNCKER: UN’EUROPA UBRIACA FRADICIA!

E così, tra una crisi e l’altra, uno fa il banchiere centrale, l’altro il presidente dell’unione europea e … scusate se faccio la marmellata mentre scrivo, un altro ancora viene premiato con 3 milioni di euro per aver contribuito a risollevare le sorti di MPS…o sbaglio?

Mps: il presidente Massimo Tononi presenta dimissioni al cda

A dimenticavo, giusto per non farci mancare nulla, sembra che il nuovo amministratore delegato di Monete dei Paschi di Siena abbia…

Mps, quando il nuovo Ad prestò 60 milioni a Fusi.

L’amico di Verdini

Il 12 giugno 2008 Pisaneschi dice che c’è bisogno di una spinta nel comitato crediti, ma esulta già: “Non ho difficoltà perché se la pratica è ben istruita eccetera… lì c’è… il Morelli c’è”. Il 17 giugno Fusi dice al suo socio Bartolomei che “Pisaneschi ormai di banda c’è” e aggiunge che “poi il passaggio va fatto anche con Marino e con Morelli … perchè loro quando va in Comitato (crediti) bisogna che ci siano”.

Ovviamente sono solo intercettazioni, per carità, magari diceva tanto per dire…per fortuna che Morelli c’è!



Ieri abbiamo scoperto che l’Italia è in deflazione ormai da un anno, un particolare da nulla, sai specialmente a livello di debito pubblico, in fondo , lui il salvatore della patria ci teneva a farlo sapere, lo ha dichiarato recentemente…

“La trasmissione degli effetti della politica monetaria all’economia reale non ha mai funzionato così bene come oggi”.


Si Mario, bravo, grazie Mario!

Fonte: qui