9 dicembre forconi: Consiglio dei Ministri
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sabato 17 novembre 2018

ITALIA-EUROPA, SCONTRO FRONTALE - SALVINI E DI MAIO PRONTI A METTERE IL VETO AL BILANCIO UE


IN CONSIGLIO DEI MINISTRI DUELLO TRA SAVONA E TRIA SULLA MANOVRA 

MATTARELLA SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI: VOLEVA CHE SI EVITASSE LO SCONTRO CON L’EUROPA E ORA TEME IL RISCHIO COMMISSARIAMENTO DEL PAESE

Marco Antonellis per Dagospia

MOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLAMOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLA
Mattarella ci ha sperato fino all'ultimo: secondo i consiglieri del Quirinale la rottura tra il governo gialloverde e la Commissione europea si doveva, anzi poteva evitare. Ma a nulla sono valse le ripetute sollecitazioni, riservate e informali, dei consiglieri del Colle nei confronti di chi ha da tempo scelto la strada del "realismo politico", Giancarlo Giorgetti in primis (sempre più in sintonia politica con il grillino Buffagni).

Ma lo strappo alla fine si è consumato, con buona pace del Quirinale. La lettera che è stata inviata a Bruxelles prima della mezzanotte di ieri era stata in un primo momento approvata in un incontro riservato tra il Premier Conte, i dioscuri Vicepremier Salvini e Di Maio ed il Ministro Tria e solo successivamente approvata formalmente in Consiglio dei Ministri. Il "dietro le quinte" del Cdm rivela però di un duro confronto-scontro tra il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, e il responsabile degli Affari Europei, Paolo Savona.
di maio e salviniDI MAIO E SALVINI

Oggetto del contendere, ovviamente, la posizione da tenere nei confronti dell'Europa. Ma gli altri Ministri, in particolare i 5Stelle, hanno subito fatto muro mettendo in minoranza il povero Tria: la manovra non si tocca e con l'Europa si va allo scontro. L'umore del Capo dello Stato non è proprio dei migliori, rivela chi ha avuto modo di incontrarlo in queste ultime ore.

Per il Colle "il governo sta scherzando con il fuoco. Scommettere che l'Europa non possa fare all'Italia ciò che ha già fatto alla Grecia è un azzardo troppo grande". Insomma, per il  Quirinale il rischio commissariamento del  Paese è un'ipotesi ben presente e da non escludere affatto.
il ministro giovanni tria (2)IL MINISTRO GIOVANNI TRIA

Ma c'è di più perché nelle ultime ore sta prendendo sempre più forza l'idea, da parte di Salvini e Di Maio di porre il veto al bilancio Ue, forse già in occasione del prossimo Consiglio Europeo: "Se l'Europa continua di questo passo non potremo più farne a meno" si spiegava off the record a Palazzo Chigi. Insomma, quello che nelle scorse settimane sembrava solo una vaga minaccia dal sapore elettoralistico, rischia di diventare una clamorosa realtà.

Fonte: qui

domenica 21 ottobre 2018

GIUSEPPE CONTE: “ABBIAMO L’ACCORDO SUL DECRETO FISCALE: NON CI SONO SCUDI DI SORTA ALL’ESTERO”


GIUSEPPE CONTE ANNUNCIA L’INTESA DOPO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI: “NON CI SARA’ NESSUNA CAUSA DI NON PUNIBILITÀ: POTEVA PRESTARSI A EQUIVOCI. HO RIFERITO DELLE INTERLOCUZIONI CON MERKEL E MACRON, 50 MINUTI E NON IN PIEDI. IL CLIMA CHE ABBIAMO IN EUROPA È DI DIALOGO E DI DISPONIBILITÀ” 

SALVINI RASSICURA I MERCATI: "NON ABBIAMO VOGLIA DI USCIRE DALL'UNIONE O DI USCIRE DALL'EURO" 

DI MAIO LO SEGUE: "FINCHE' CI SARO' IO COME CAPO POLITICO DEL M5S, NON CI SARA' NESSUNO PROGETTO DI USCIRE DALL'EURO"

Ansa - Accordo raggiunto sul decreto fisco tra M5S e Lega. "Abbiamo approvato il decreto fiscale nella sua stesura definitiva, abbiamo raggiunto un pieno accordo". Lo afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Cdm." La Dichiarazione integrativa riguarda il 30% in più di quanto già dichiarato con il tetto di 100mila per anno d'imposta: no a scudi di sorta all'estero" precisa il presidente del Consiglio in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Inoltre 'Non c'è nessuna volontà di fare una patrimoniale" affermano sia il premier Giuseppe Conte sia i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.
"C'è un accordo politico per cui in sede di conversione di questo decreto legge troveremo una formulazione adeguata a tutti i contribuenti che versano in situazioni di specifiche, oggettive, oggettiva, difficoltà economica" dice Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Cdm. "Nella sostanza ora consentiremo un ravvedimento operoso ma abbiamo pensato che forse resta scoperto una delle promesse contenute nel contratto", aggiunge
"A scanso di equivoci abbiamo anche valutato che tutto sommato poteva prestarsi a equivoci qualche causa di non punibilità, che avrebbe consentito di stimolare contribuenti ad aderire ma avrebbe dato un segnale di fraintendimento, quindi non ci sarà nessuna causa di non punibilità". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine del Cdm.  
"Ho riferito delle interlocuzioni con Merkel e Macron, 50 minuti e non in piedi. Il clima che abbiamo in Europa è di dialogo e di disponibilità e lo abbiamo ribadito, siamo comodamente collocati in Europa" precisa Conte. "La cosa più importante è spiegare la manovra ai nostri interlocutori europei: intendo incontrare Juncker: stiamo varando il piano di riforme strutturali più grande nella storia d'Italia. Sono queste che servono di più al nostro Paese. Solo da queste - prosegue Conte - avremo aumento del Pil dallo 0,5 allo 1,2 in più. Siamo convinti di non aver gonfiato i nostri numeri".
La bollinatura del decreto fiscale varato in Cdm, orientativamente, dovrebbe avvenire lunedì. E' quanto si apprende da fonti di governo. 

SALVINI "Finalmente si chiudono due o tre giorni surreali, nessuno aveva intenzione di scudare, condonare regalare, non tutto il male vien per nuocere, tutto è bene quel che finisce bene". Così il vicepremier  al termine del Cdm. C'è l'accordo "per recuperare quello che c'era nel contratto e non aveva trovato spazio, il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia, per le persone che versano in difficoltà economiche. Chiudiamo questa settimana con serenità fiducia compattezza e con questo impegno, e qua ci sono tre uomini di parola". "Quello che poteva essere un passo indietro, poi è diventato un passo avanti, visto che ora faremo la rottamazione delle cartelle di Equitalia" ha detto Salvini, tornando sulla querelle della presunta manipolazione del testo decreto. "Non c'è alcun proposito di uscire dall'Ue o dalla moneta unica, stiamo bene in Ue le cui regole vogliamo modificare". Lo afferma il vicepremier Matteo Salvini in conferenza stampa. 
DI MAIO "Potenziamo lo strumento di saldo e stralcio delle cartelle Equitalia per tutte le persone in difficoltà. Abbiamo ribadito all'unanimità in Cdm che non c'è alcuna volontà di favorire chi ha capitali all'estero. "Grazie a questo decreto nasce oggi uno Stato amico che aiuterà la parte più debole dei contribuenti. E' stato un pomeriggio di lavoro proficuo" precisa il ministro del lavoro che rincalza :" "Finche resterò capo politico del M5S e finché ci sarà questo governo non c'è nessuna volontà di lasciare Ue o la zona euro, c'è la volontà di sedersi con le istituzioni Ue". "La dichiarazione integrativa già c'è nel nostro ordinamento, ma ora noi mettiamo un tetto: la norma è quella che si è letta in bozza ma precisando su base annua. Stiamo su 100mila di imponibile". 
Il consiglio dei ministri convocato in fretta e furia oggi per mettere fine alla tensione tra Lega e Movimento Cinque Stelle inevitabilmente cambia i 'piani' dei due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il leader M5s ad un certo punto lo dice anche nel corso della conferenza stampa 'Scusate ma ora devo andare a Italia a Cinque Stelle'...", la kermesse del Movimento che si svolge oggi e domani al Circo Massimo dove tra l'altro viene mandata in diretta la conferenza stampa in corso nella sede del governo. Poco prima anche il ministro dell'Interno, forse non pensando ai microfoni aperti, aveva fatto capire a Conte e Di Maio di avere i minuti contati: "Devo andare da mia figlia altrimenti chiama il telefono azzurro". Prima di lasciare la sala delle conferenza stampa a palazzo Chigi, ai tre viene chiesto di fare una foto insieme. Nell'alzarsi e mettersi più vicino al premier Conte (Di Maio era dall'altro lato) il leader della Lega sorride per i flash e dice: "Gioia, letizia... oh yeah".

martedì 26 giugno 2018

TUTTE LE NOVITÀ DEL “DECRETO DIGNITÀ” DI LUIGI DI MAIO

SLITTA LA FATTURA ELETTRONICA 

STRETTA (MINI) SUI CONTRATTI A TERMINE, STOP AL REDDITOMETRO, SPESOMETRO E SPLIT PAYMENT, PENSATE PER ARGINARE L'EVASIONE DELL'IVA 

ARRIVA LA NORMA CONTRO LE DELOCALIZZAZIONI

Lorenzo Salvia per il “Corriere della Sera”

LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE
Dopo una lunga serie di annunci quotidiani, dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri il primo vero provvedimento di legge del nuovo governo. Si tratta del cosiddetto «decreto dignità», presentato dal vice premier Luigi Di Maio, che in realtà segue un piccolo decreto ad hoc, quello sulla sospensione dei temini per i processi al tribunale di Bari, da tempo inagibile.

LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTEE sul quale il governo ha accelerato per la necessità di inserire nel testo il rinvio dell' obbligo di fatturazione elettronica per i carburanti, che altrimenti sarebbe scattato sabato prossimo. Proprio domani è in calendario uno sciopero dei benzinai che contestano la misura, ma la protesta dovrebbe essere cancellata oggi dopo un incontro al ministero.
LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE

L' obbligo di fatturazione elettronica sarà rinviato al primo gennaio del 2019. Riguarda 6 milioni di italiani che hanno la partita Iva. «Questa categoria - spiega Di Maio - si è trovata ad essere prescelta per sperimentare la misura, in anticipo su tutte le altre». Si comincia con una proroga, dunque. Che potrebbe essere accompagnata da altri rinvii ancora in fase di studio, ad esempio sulla gestione commissariale dell' Ilva che potrebbe essere allungata almeno di un mese. Ma nel decreto ci sono anche altre novità, importanti. A partire dalla stretta sui contratti a termine, di fatto liberalizzati dal governo Renzi.

Gli interventi dovrebbero essere due: la riduzione da 5 a 4 delle proroghe e la reintroduzione delle causali, cioè del motivo per cui si usa il contratto a termine invece di quello stabile, cominciando dalla prima proroga. Non ci dovrebbero essere, invece, altri paletti che pure erano stati presi in considerazione negli ultimi giorni, come la riduzione da tre a due anni della durata massima dei contratti o l' aumento delle indennità da pagare al lavoratore in caso di licenziamento con il nuovo contratto a tutele crescenti.

spesometro tiltSPESOMETRO TILT
L' inversione di rotta rispetto al Jobs act resta. Ma è meno netta rispetto alle attese sia per il timore che un intervento troppo deciso potrebbe avere effetti sull' andamento del Pil, già in frenata. Sia per la resistenza dell' alleato di governo, la Lega, su una misura non proprio gradita dal suo elettorato storico, i piccoli imprenditori del Nord.

Confermate le altre misure annunciate nei giorni scorsi. Lo stop non solo al redditometro, di fatto già abbandonato, che consente di stimare il reddito del contribuente in base alle sue spese. Ma anche allo spesometro e allo split payment, due misure pensate per arginare l' evasione dell' Iva, la cui cancellazione potrebbe far scendere le entrate pubbliche.

GIOCHI AZZARDO ONLINEGIOCHI AZZARDO ONLINE
Nel decreto ci sarà anche la norma contro le delocalizzazioni, anche questa più realistica rispetto agli annunci dei giorni scorsi. Il meccanismo si dovrebbe applicare alle aziende italiane ed estere con almeno mille dipendenti che hanno ricevuto contributi pubblici. E che spostano fuori dall' Unione europea gli impianti con il risultato di ridurre il personale. Sarebbero obbligate a trovare un acquirente in grado di garantire i livelli occupazionali. Altrimenti dovrebbero restituire i contributi ricevuti e, la vera novità sarebbe questa, pagare una sanzione pari al 2% del loro fatturato.

Confermato anche l' intervento sui giochi con lo stop alla pubblicità per i giochi d'azzardo. Alcune limitazioni erano state già introdotte due anni fa, lasciando però piena libertà sulle tv a pagamento. I dettagli devono essere ancora definiti ma stavolta il divieto dovrebbe essere generale.

Fonte: qui