9 dicembre forconi

domenica 14 ottobre 2018

IL CARDINALE DI WASHINGTON SI DIMETTE. DONALD WUERL È ACCUSATO DI AVER COPERTO VARI PRETI PEDOFILI


AVEVA RIMESSO IL SUO MANDATO NELLE MANI DI BERGOGLIO GIÀ LO SCORSO AGOSTO, MA IL PONTEFICE STAVA PRENDENDO TEMPO PER NON DARE SEGNALI DI DEBOLEZZA DOPO LA LETTERA-BOMBA DI VIGANÒ 

WUERL AVEVA PRESO IL POSTO DI MCCARRICK, UN ALTRO TRAVOLTO DALLO SCANDALO DEI SUOI RAPPORTI OMO CON SEMINARISTI

(ANSA) - Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi di Washington, presentata dal cardinale Donald W. Wuerl. Lo comunica il bollettino della Sala stampa vaticana. Nell'indagine sugli abusi sessuali su minori condotta nello Stato Usa della Pennsylvania, il card. Wuerl era stato accusato di aver coperto numerosi preti pedofili quand'era vescovo di Pittsburgh.

Il card. Wuerl, 78 anni il prossimo 12 novembre, arcivescovo di Washington dal 16 maggio 2006, è il prelato più alto in grado coinvolto nelle recenti indagini sulla pedofilia condotte in vari Stati americani, tra cui la Pennsylvania. Il suo coinvolgimento riguarda in particolare l'accusa di aver coperto numerosi casi di abusi sessuali di sacerdoti nel periodo, tra il 1988 e il 2006, era vescovo di Pittsburgh. Dopo l'uscita del report del procuratore della Pennsylvania, nell'agosto scorso, Wuerl - che aveva già dato le dimissioni da arcivescovo di Washington al compimento dei canonici 75 anni di età - ha rimesso nuovamente il suo mandato nelle mani di papa Francesco, che lo ha dapprima invitato a consultarsi con i sacerdoti della sua diocesi.
papa francesco bergoglio e il cardinale donald wuerlPAPA FRANCESCO BERGOGLIO E IL CARDINALE DONALD WUERL

Successivamente Wuerl ha annunciato di stare per recarsi in Vaticano per discutere le sue dimissioni col Papa, che ora le ha accettate. Al momento, non è stata annunciata la nomina del successore di Wuerl alla guida dell'arcidiocesi della capitale americana. In quella carica, nel 2006 Wuerl aveva preso il posto del cardinale Theodore McCarrick, dimissionario per raggiunti limiti di età e oggi 88/enne, poi a sua volta coinvolto in un clamoroso scandalo per i suoi rapporti omosessuali con seminaristi e per gli abusi su minori quand'era sacerdote e New York (per questo recentemente privato della porpora da papa Francesco).
papa francesco bergoglio e il cardinale donald wuerlPAPA FRANCESCO BERGOGLIO E IL CARDINALE DONALD WUERL




La vicenda di McCarrick è stata anche al centro del 'dossier' dell'ex nunzio negli Stati Uniti, mons. Carlo Maria Viganò, che ha chiesto le dimissioni del Pontefice accusandolo di aver ignorato le informazioni sui misfatti gay dell'ex cardinale e di aver di fatto annullato una precedente 'sanzione' emessa dal Papa emerito Benedetto XVI: accuse duramente smentite nei giorni scarsi dal cardinale canadese Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Fonte: qui

Pedofilia, Papa Francesco riduce allo stato laicale due vescovi cileni 

"La decisione adottata dal Papa non ammette appello. La Congregazione per la Dottrina della Fede ha già informato le parti interessate" 

13 ottobre 2018 

Papa Francesco ha dimesso dallo stato clericale due vescovi cileni accusati di abusi: Francisco Jos Cox Huneeus, arcivescovo emerito di La Serena, membro dell'Istituto dei Padri di Schoenstatt e Marco Antonio Ordenes Fernandez, vescovo emerito di Iquique. 

E' il provvedimento più severo che poteva essere assunto nei loro confronti. 

E dimostra, ancora una volta, la determinazione con cui il Pontefice ha deciso di affrontare i casi di abusi denunciati e accertati nella Chiesa. "In entrambi i casi", per i vescovi cileni Francisco Jos Cox Huneeuse Marco Antonio Ordenes Fernandez, "è stato applicato" l'articolo del Motu proprio 'Sacramentorum Sanctitatis Tutela', "come conseguenza di atti evidenti di abuso di minori", sottolinea un comunicato della Santa Sede.  

"La decisione adottata dal Papa giovedì 11 ottobre 2018 non ammette appello. 

La Congregazione per la Dottrina della Fede ha già informato le parti interessate, tramite i loro rispettivi superiori, nelle rispettive residenze. Francisco Jos Cox Huneeus continuerà a far parte dell'Istituto dei Padri di Schoenstatt" conclude la nota. La "dolorosa piaga degli abusi contro i minori" è stato uno dei temi al centro dell'incontro tra Papa Francesco e il Presidente del Cile Sebastian Pinera. 

"Nel corso dei cordiali colloqui è stato espresso compiacimento per i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e il Cile. Successivamente ci si è soffermati sulla situazione del Paese, con particolare riferimento - si legge nella nota del Vaticano - alla difesa della vita e alla dolorosa piaga degli abusi contro i minori, ribadendo l'impegno di tutti alla collaborazione per combattere e prevenire il perpetrarsi di tali crimini e il loro occultamento. 

Nel prosieguo della conversazione - conclude il comunicato - sono stati affrontati altresì temi di comune interesse in ambito internazionale e regionale, soprattutto in riferimento all'accoglienza dei migranti". 

Conferenza episcopale Cile: chiediamo perdono 

"La nostra parola è di vicinanza a coloro che hanno subito abusi e danni causati dai vescovi. Chiediamo il loro perdono a nome dei vescovi e della Chiesa": è quanto riporta una nota del Comitato permanente della Conferenza episcopale cilena che commenta la notizia della decisione di Papa Francesco. "Come vescovi della Conferenza Episcopale proseguiamo il nostro cammino di rinnovamento ecclesiale", conclude la nota. 

Fonte: rainews.it

ASPIRINA


“OGGI NON ESISTE UN ALTRO FARMACO CHE CONCENTRA IN UNA SOLA PILLOLA UN EFFETTO PREVENTIVO NON SOLO CARDIOVASCOLARE MA SOPRATTUTTO ONCOLOGICO, GRAZIE ALLA SUA AZIONE ANTINFIAMMATORIA” 

“LE UNICHE CONTROINDICAZIONI SONO L'ALLERGIA ALL'ACIDO ACETILSALICILICO E I DIFETTI EMATOLOGICI DELLA COAGULAZIONE” 

“MA CHI NON HA UN RISCHIO CARDIOVASCOLARE…”

Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”

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È il farmaco più conosciuto al mondo, scoperto dal chimico francese Charles Frédéric Gerhardt nel 1853, ma il cui preciso meccanismo d'azione fu conosciuto solamente nel 1970.

L' Aspirina, chimicamente nota come acido acetilsalicilico, è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (Fans), comunemente usato come antipiretico, come analgesico per dolori lievi, per le cefalee, per le piccole flogosi, per i sintomi influenzali, ed è classificato come antiaggregante per il suo effetto fluidificante del sangue, per cui, utilizzato a piccole dosi e a lungo termine, blocca irreversibilmente la aggregazione delle piastrine e quindi la formazione di trombi, per cui previene gli attacchi cardiaci, evitando quindi infarti del miocardio, eventi ischemici ed ictus cerebrali.
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Il nome 'Aspirin' fu coniato dalla Bayer, l'azienda farmaceutica produttrice, poi volgarizzato in diverse lingue, ed oggi si trova in commercio con i nomi di Ascriptin, CardioAspirin, Aspegic, Aspidol, Flectadol e diversi altri composti.

Gli effetti collaterali più indesiderati, specialmente ad alti dosaggi per assunzione a stomaco vuoto, riguardano il tratto gastrointestinale, dove si possono avere ulcere ed emorragie, ma gli effetti benefici dell'aspirina sono talmente tanti e straordinari, da essere spesso prescritto in forti dosi immediatamente dopo attacchi cardiaci acuti, perché in grado di sciogliere in tempo anche le più complicate occlusioni coronariche.
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Una famosa ricerca del 2010, eseguita alla Oxford University su 25mila pazienti, ha mostrato inoltre, che una bassa dose di acetilsalicilico, 75mg, assunta quotidianamente per un periodo tra i quattro e gli otto anni, riduce sostanzialmente il tasso di morte di almeno un quinto per le comuni forme di tumori maligni, indipendentemente dal sesso, riducendo del 40% il rischio di cancro dell'intestino, del 30% quello dei polmoni, del 10% quello della prostata, del 60% per quello dell'esofago, mentre le riduzioni nel cancro al pancreas, stomaco, cervello, seno e ovaie sono state considerate probabili, anche se ancora difficili da quantificare,a causa dei ritardo dei dati, ma sulle quali fervono studi al riguardo.
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La notizia è che il mese scorso uno studio apparso sul New England Journal of Medicine, mette in guardia sull'assunzione della cardioaspirina negli individui che non presentano fattori di rischio vascolare, consigliando alle persone anziane e in buona salute di non fare uso di tale farmaco per proteggersi da infarto ed ictus, poiché, si legge nella ricerca, non trarrebbero alcun beneficio, anzi, sarebbero esposte ad effetti collaterali, elencando dati certificati dai quali emerge che tale comportamento non sarebbe utile alla riduzione degli eventi cardiaci.
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Cioè le persone completamente sane, secondo questo studio, non dovrebbero scegliere di prendere l'aspirina per ridurre il rischio cardiocircolatorio, e gli over-75 che la assumono quotidianamente, senza associare farmaci protettivi dello stomaco, sarebbero esposti a rischio di emorragie gravi e fatali.

Per capire questa insolita e discutibile presa di posizione, che si riferisce soprattutto ai pazienti che assumono l'addio acetilsalicilico con auto-prescrizione, ossia senza controllo medico, e che hanno avuto effetti avversi, bisogna risalire al fatto che molte compresse di aspirina non sono gastroprotette, cioè non sono ricoperte da un film protettivo, quello che permette loro di passare indenni lo stomaco per poi sciogliersi nell' intestino, da dove poi agiscono in tutto l'organismo; questo perché la maggior parte delle aspirine, per avere un effetto immediato, devono degradarsi al più presto una volta assunte, oppure essere prese già sciolte come quelle che effervono in un bicchiere d'acqua, mentre quelle protette hanno un effetto più lento e costante.
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Ma per le terapie a lungo termine, quelle per intenderci preventive, è assolutamente necessario usare l'aspirina gastro-protetta, come è per esempio la CardioAspirin, che azzera il rischio gastrico di sanguinamento, a fronte di vantaggi ineguagliabili con qualunque altro principio attivo in commercio.

Quindi rinunciare all'aspirina nei soggetti a rischio sarebbe una follia, poiché a tutt'oggi nessun altra molecola assicura una protezione certa dagli accidenti vascolari e soprattutto si è rivelato un principio attivo preventivo per molti tipi di tumori, quelli che insorgono a seguito di infiammazioni croniche non curate,( colon, stomaco, pancreas, polmone, esofago, prostata, laringe, fegato, utero, ecc), le quali, se lasciate agire indisturbatamente, dopo diversi anni sono in grado di malignizzare e quindi di sviluppare il cancro.

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Negli Stati Uniti infatti, nei soggetti con familiarità di cancro del colon, ormai da diversi anni l'aspirina gastro-protetta viene prescritta a dosi quotidiane per ridurre il rischio di sviluppare il tumore, con risultati talmente incoraggianti da estendere questa terapia preventiva anche per altri tipi di tumori maligni.

Quindi, le uniche controindicazioni all' aspirina sono l'allergia accertata all'acido acetilsalicilico e i difetti ematologici della coagulazione, perché ad oggi non esiste un altro farmaco che concentra in una sola pillola un effetto preventivo non solo cardiovascolare ma soprattutto oncologico, grazie alla sua potente azione antinfiammatoria che spegne le flogosi, ovvero quelle infiammazioni che oggi sono riconosciute avere un ruolo cruciale nello sviluppo delle malattie neoplastiche.
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Per tutti questi motivi la comunità scientifica si tiene stretta questa straordinaria molecola sintetizzata oltre 100 anni fa, capace di curare indistintamente l'influenza, prevenire l'infarto, e ridurre il rischio di cancro.

Fonte: qui

BORGIA – SESSO SELVAGGIO, INTRIGHI, TRADIMENTI DELLA FAMIGLIA CHE, PARTITA DALLA SPAGNA, GIUNSE IN ITALIA PER CREARE LA SUA LEGGENDA NERA


LE AMANTI DI ALESSANDRO VI, LE ASPRE CRITICHE DI GIROLAMO SAVONAROLA CHE FINÌ IMPICCATO E BRUCIATO, L’ELIMINAZIONE CAPILLARE DEI NEMICI 

ASCESA E TRACOLLO DELLA DINASTIA CHE INFERVORÒ IL RINASCIMENTO


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In Spagna li chiamano Borja, in Italia Borgia. Un nome che da noi gode di pessima fama, non senza qualche motivo. A creare la leggenda nera  contribuirono molti, ma più di tutti Rodrigo (1431-1503) alias Alessandro VI che diventò papa nel 1492 (l'anno della scoperta dell'America) e già prima di iniziare dimostrò di che pasta era fatto, comprando il conclave.
SODOMAGli 11 anni di pontificato che seguirono furono un'orgia di nepotismo, simonia, intrighi, tradimenti e sesso selvaggio. Una delle amanti del papa era la nobildonna Giulia Farnese che possedeva una casa collegata direttamente a San Pietro.
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Un'altra era l'ostessa Giovanna Cattanei detta Vannozza che gestiva tre locande in centro città e che diede al papa i 4 figli prediletti (Giovanni, Cesare, Lucrezia e Goffredo). Una terza era probabilmente la stessa figlia Lucrezia (1480-1519), intrigante e forse incestuosa, ricordata come un archetipo di femminilità negativa, peggio della strega di Biancaneve.

IL PRINCIPE. Le reazioni del clero, indignato dai ripetuti festini, erano scandalizzate. Il critico più aspro fu un frate fiorentino, Girolamo Savonarola che, anche per questo, finì scomunicato, impiccato e poi bruciato.
cesare borgiaCESARE BORGIA

A fare il "lavoro sporco" di eliminare i nemici non era mai però il papa in persona, che lasciava ad altri lo spiacevole incarico. In primis a suo figlio Cesare, detto il Valentino. L'uomo che il padre della filosofia politica moderna, Niccolò Machiavelli, nel Rinascimento definì "signore molto splendido e magnifico et nelle armi tanto animoso".

UNA BRUTTA FINEQuanto splendido fosse lo ricordano alcuni episodi tra cui la famosa "cena di Senigallia" (1503): fatta pace con cinque nobili ribelli Cesare li invitò a un banchetto di riconciliazione ma poi, dopo averli accolti, ne ammazzò quattro.
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La fine della saga dei Borgia italiani cominciò quello stesso anno. Alessandro VI morì infatti con sospetti sintomi di avvelenamento e, mancato lui, il Valentino declinò in fretta: arrestato ed evaso per due volte morì in battaglia nel 1507.

Lo stesso declino culturale non avvenne in Spagna dove invece la casata dei Borja continuò a prosperare fino all'Ottocento diventando un esempio di nobiltà illuminata capace di lasciare dietro di se ricordi positivi: non a caso a quelle latitudini i Borja vengono infatti considerati come  benefattori, mecenati, quando non addirittura eroi.

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DALLA SPAGNA ALL'ITALIA. Ma perché i Borgia, di origine spagnola, giunsero in Italia? A dare il là all'epopea italiana fu Alonso (1378-1458), alias Callisto III. Fu lui che lasciò la tranquilla vita agreste spagnola per dedicarsi agli studi: prese tre lauree e diventò, tra le altre cose, vicecancelliere del re di Aragona Alfonso V. Fonte: qui

alessandro sesto borgiaALESSANDRO SESTO BORGIA

LA DOTT. ANNAMARIA VERONESI RACCONTA LA SUA LOTTA CON GLI ATTACCHI DI PANICO E DÀ UNA SERIE DI SUGGERIMENTI PER ‘NON AVERE PAURA DELLA PAURA’

‘NON SI PUO' SUPERARE DA SOLI. 

L’ACCOPPIATA PSICOLOGA-FARMACI MI HA FATTO CAPIRE CHE RECITAVO UN COPIONE DA ANNI: HO SCOPERTO UNA NUOVA ME, HO INIZIATO A MEDITARE E HO SUPERATO I MIEI BLOCCHI’ 

I SEI CONSIGLI PER AFFRONTARE IL PROBLEMA

Grazia Pallagrosi per "www.iodonna.it"
Ansia, panico, paura abbattono la qualità di vita di sempre più persone (il 30% della popolazione occidentale, secondo l’OMS), manifestandosi all’improvviso oppure con un crescendo lento. Per fortuna esistono soluzioni gentili che possono liberarci dalla “paura di avere paura”, sprigionando una potente energia di cambiamento.
La storia di Annamaria Veronesi ne è un esempio. Medico, pur lavorando con successo viveva nel timore di non farcela e cercava di dare sempre di più, tenendo ogni cosa sotto controllo.
Poi sono arrivati gli attacchi di panico. Aveva 40 anni. Oggi ne ha 59, e qui ci racconta come ne è uscita diventando un’altra donna. Ha un motto: “Anche tu lo puoi fare”. Ecco la sua storia.
Fuori copione
Tutto iniziò nel 2002 quando, in autostrada con mio marito per un weekend al mare, il mio cuore iniziò a battere all’impazzata. Mi mancava l’aria, sudavo, credevo di morire. Una, due, tre soste in autogrill non bastarono a calmarmi: se tornavo in macchina, tutto ricominciava. Facemmo dietrotrofront verso casa.
Poi non successe più nulla e mi sembrava di stare bene, ma dopo 20 giorni su un aereo ebbi un altro attacco, peggiore del primo: era come soffrire di vertigini e trovarsi sul cornicione di un palazzo al trentesimo piano. Con un terrore che ti prende senza preavviso, dura un paio di interminabili minuti e poi se ne va, lasciandoti con la paura che possa tornare ancora.
ansia ANSIA 
Ed è proprio questa paura della paura a paralizzarti la vita, limitandoti sul piano sociale, lavorativo, affettivo. Una schiavitù spesso tenuta nascosta persino a se stessi, sperando che non torni più. Invece la prima cosa da fare è chiedere aiuto.
Scopri chi sei
Quando decisi di rivolgermi a un amico neurologo mi sentivo in preda a un controsenso: ero un medico affermato, una donna estroversa, con mille cose da fare. Perché proprio a me? Cosa aveva innescato questa bomba atomica nella roccaforte delle mie sicurezze? Non volevo prendere psicofarmaci perché temevo che mi avrebbero tolto il controllo sulla mente.
Però avevo una bimba piccola, che non doveva crescere condizionata dal mio problema. Così dissi al neurologo che volevo curarmi ma non “impasticcarmi” e lui mi indirizzò verso una psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Questo mi aiutò ad accettare l’idea di assumere degli ansiolitici e l’accoppiata psicologa-farmaci mi portò in una condizione di sufficiente tranquillità per iniziare a occuparmi veramente di me.
Iniziai a guardarmi dentro e scoprii che c’era un’altra donna, nel profondo di me, davanti cui mi ero tappata gli occhi, le orecchie e, soprattutto, il cuore. Era una donna fragile, delicata, insicura e tenera. Tutto il contrario di quella con cui mi ero sempre identificata.
Primo: non scappare
La mia bravura fu quella di non scappare, di osservare e riconoscere che, da troppi anni, stavo vivendo un copione non mio: mi ero lasciata condizionare dalle aspettative dei miei genitori, di mio marito, dal nostro status sociale. Gli attacchi di panico quindi non erano una malattia ma un segnale forte della necessità di cambiare.
Ora so che è molto comune: persone efficienti, a furia di controllare che tutto vada bene e sia perfetto, si dimenticano dei loro reali bisogni. E non capiscono che l’unico territorio su cui puoi esercitare il controllo non è all’esterno, ma dentro di te. Ma puoi farlo solo se ti conosci nel profondo.
E quando inizi a stare bene non devi interrompere il cammino: è il momento in cui spiccare il grande salto. Io l’ho fatto. A 47 anni ho cambiato lavoro, ho chiesto la separazione. E quando la psicoterapia si è conclusa, mi sono detta che non avrei più chiuso gli occhi di fronte a me stessa. Per questo ho iniziato a meditare
Medito ergo sum
All’inizio ho frequentato dei gruppi che meditavano recitando un mantra: ripetevo, ripetevo, ma dentro di me non cambiava nulla. Poi ho provato le meditazioni di Deepak Chopra e infine sono approdata alla mindfulness secondo la tradizione del monaco vientamita Thich Nhat Hanh.
ansia 4ANSIA
Poiché sono un medico, non una religiosa, avevo bisogno di concretezza, di un addestramento sistematico che mi aiutasse a sviluppare consapevolezza e padronanza sulle mie reazioni emotive. In due mesi, sotto la guida di un’insegnante, ho imparato a “ricentrarmi” in qualsiasi situazione, prendendo coscienza delle mie emozioni e dei miei pensieri senza farmi trascinare via. Mi ha permesso di accogliere tutto ciò che c’è in me – anche la paura – senza paura.
Attraversare il ponte
La prova del nove è stata ricominciare a viaggiare. Ho deciso di andare a New York con mia figlia e abbiamo prenotato il volo. A qualche giorno dalla partenza, notando la preoccupazione che saliva, semplicemente l’ho osservata e mi sono detta: io non sono più la donna di prima! In effetti, tutto è filato liscio.
Poi c’è stata la camminata sul ponte tibetano! Soffro di vertigini, figuratevi avanzare sospesa nel vuoto. Eppure ho attraversato lo spazio tra paura e coraggio. Dopo i primi 50 metri ho iniziato a praticare la meditazione camminata: lentamente, un passo dopo l’altro, tenevo tutta l’attenzione nella pianta dei piedi, ascoltando le sensazioni del corpo. Un’ora e mezza per andare e tornare… Ma l’ho fatto!
Consigli dal cuore
Le pazienti mi chiamano “la dottoressa del cuore” ed è parlando al vostro cuore che vi assicuro: la paura è il più forte richiamo ad ascoltarci. Ne uscirete non combattendola, ma abbracciandola. Non fuggendola, ma osservandola così come si presenta, con quel volto terribile che non vorreste mai vedere.
È lei il fantasma che scatena terrore. Ma come ogni fantasma si presenta al buio. E svanisce quando lo inondi di luce. Con la meditazione di consapevolezza il processo si fa veloce e gentile: impari ad entrare in contatto con le tue ferite senza dolore. Ti senti più vicina a te stessa così come sei e scopri che puoi prendere ogni tua parte per mano e insegnarle ad andare avanti con amore. Un passo dopo l’altro. Insieme.
CONSIGLI CONSAPEVOLI
Ecco cosa Annamaria Veronesi suggerisce a chi vuole superare ansia, panico e paura
1- Riconosci il problema. Molti lo nascondo agli altri, per vergogna, ma soprattutto lo nascondono a se stessi pensando che, magari, domani passerà. Ebbene, non è così.
Quando il segnale scatta, è importante ascoltarlo. E non prenderlo come un sintomo di squilibrio mentale: è uno squilibrio esistenziale quello che va sanato. Il tuo corpo, per fortuna, ti sollecita a farlo.
2 – Non pensare di poter fare da soli. Chiedi aiuto. A una terapeuta e a un insegnante di meditazione: se sono validi, assieme ti traghetteranno verso la nuova te stessa.
3 – Non fermarti. Due nemici del percorso sono il dubbio (“Ce la farò mai?”) e l’illusione di essere arrivata (“Ora sto bene, non c’è bisogno di cambiare”). Quando si manifestano, non farti condizionare e non fermarti.
4 – Mai dire “ormai”. Ho pazienti trentacinquenni che mi dicono: “Ormai… cosa ci vuoi fare?”. In realtà la parola “ormai” per noi non esiste: come il respiro, la nostra vita ricomincia in ogni momento. Quindi, indipendentemente dall’età, il momento giusto per cambiare è proprio ADESSO.
5 – Sii costante. I risultati sono proporzionali alla costanza: per questo medito appena mi sveglio, tutti i giorni. Poi mi lavo, mi vesto ed esco dotata degli strumenti che mi consentiranno di essere me stessa in ogni occasione.
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6 – Non pensare di non aver tempo. Molti mi dicono: “Adesso non ho tempo per queste cose!”. Ebbene: è una scusa autoboicottante. Io mi alzo 20 minuti prima e, quando tutti dormono, trovo la miglior condizione di silenzio e calma per sedermi, ascoltare la mia mente, accogliere ciò che si manifesta e, con un sorriso, lasciarlo andare. Fonte: qui

ROMA, INTORNO A SAN PIETRO BOOM DI PROSTITUTE


ECCO LA MAPPA QUARTIERE PER QUARTIERE IN BASE ALLA DENSITÀ DI SQUILLO 

Valentina Conti per ''il Tempo''

Capitale delle escort e in cima ai sexy quartieri c' è la zona intorno al Vaticano, da Borgo, a Prati fino a via Gregorio VII, poi Parioli, San Giovanni e Garbatella. Con quasi duemila accompagnatrici "certificate" Roma si piazza in testa alla classifica prima di Milano e Torino. E i romani sono il 20 per cento di tutti i cercatori di compagnia. A sorpresa, il 27% di questi tra i 18 e i 24 anni.

Chiamatele come vi pare: accompagnatrici, call girl, ragazze squillo. Tante definizioni o traduzioni dalla lingua inglese per descrivere le ambite "professioniste" del sesso. Lo dice Escort Advisor, primo sito di recensioni del genere (e di incontri per adulti) in Europa, con più di 1,5 milioni di utenti I romani rappresentano il 20% dei cercatori di compagnia unici mensili: Roma è la Capitale delle escort. In pole position nelle vesti di prima provincia in Italia, secondo i dati ufficiali, per l' appunto, per numero di escort (e di trans) attive indicizzate.

Con 1.756 accompagnatrici «qualificate» supera Milano, che si ferma a 1.575. Città che scala il secondo posto della hit, seguita da Torino (dove il numero scende a 848), Napoli e Brescia, rispettivamente con 705 e 651 call girl.

Il dossier, nei suoi dettagli, scopre marcatamente gli altarini: gli utenti romani sono il 20% del totale dei cercatori di compagnia italiani; si collegano circa 400mila volte al mese (il dato è corretto, eh) e sono persone di varia estrazione sociale ed età anagrafica. Più nello specifico, spicca che nel 27% dei casi parliamo di giovani dai 18 ai 24 anni e, per il 21,5%, di over 65.

Il prezzo medio di una prestazione in quel della Caput Mundi è pari a circa 90 euro, poco superiore a quello medio della regione Lazio (80 euro). Roma si posiziona così al 28° posto fra le province, con il costo medio per prestazione più alto d' Italia.

Altre sorprese escono dal cilindro, se ci soffermiamo sul capitolo collocazioni geografiche delle attività note volmente redditizie: la zona attorno al Vaticano (dal quartiere Borgo a Prati fino a Gregorio VII) è quella con la più elevata concentrazione di escort, seguita a breve distanza dai Parioli, poi San Giovanni e Garbatella. Tra le 14 nazionalità diverse di escort presenti in città, solo le brasiliane (21%) superano le italiane (18%).

Notevoli anche le presenze da Cuba (13%) ed Argentina (10%). Linguaggi in codice, sotto traccia, ed escamotage per mantenere la privacy dei clienti, l' offerta romana si attesta, dunque, come altamente concorrenziale in relazione ad un settore che nel Paese fattura oltre 4 miliardi.

Mixando in un contenitore vasto quanto basta le nuove strategie connesse alle vie del sesso ramificate nella Città Eterna, che da un pezzo trovano man forte nella rete. Sono i social, infatti dove tutto è molto più lecito - il regno delle sexy public relations. Online si formano persino i contatti a numero chiuso per accedere a luoghi esclusivi dell' Urbe nei quali si organizzano scappatelle durante la pausa pranzo: tutta gente selezionata, romana (in questi casi), con profili reali.

Come spopola la pubblicità al sexy shop elettronico o alla Spa con percorsi speciali nel centro storico. Per le adepte dei social network, descrizioni degli argomenti e tipo di clientela avvengono direttamente in rete;

Fare la escort di lusso è diventato un secondo mestiere soprattutto fra professioniste della Capitale. Imprenditrici e manager che scelgono con tutta tranquillità di essere accompagnatrici gold. Tante hanno profili in rete coperti da pseudonomi per non essere riconosciute, e nel calderone ci sono altresì adolescenti decisi a barattare incentivi economici di peso con le loro vite segrete.

Del resto, se su qualsiasi motore di ricerca clicchiamo i termini "escort Roma" ci si apre davanti un intero mondo, compresi i siti con le suddivisioni per quartiere e relativa tariffa, con tutti i particolari delle proposte. Le pubblicizzazioni sono di ogni tipo.

L' anno scorso, nel programma ECG in onda su Radio Cusano Campus, la rivelazione choc di una delle escort più ricercate di Roma, Escort per 1.000 abitanti tra racconti di lusso e incontri programmati esclusivamente sul web, fece tremare i polsi al "giro", alludendo a una sorta di "faida" tra le escort capitoline: «Qualche volta - disse - mi sono entrati i ladri in casa, ma secondo me sono stati mandati da colleghe invidiose. Una escort può essere un bel regalino. Io faccio 3.000 euro al giorno, c' è chi ne fa solo 600 e magari è invidioso». Ecco.

Fonte: qui

KHASHOGGI: ''SI SENTE IL REPORTER URLARE...''


C'ERANO MICROSPIE NEL CONSOLATO SAUDITA, E LA CONTROPROVA DI UN COMMANDO DI 15 PERSONE, TRA CUI UN MEDICO LEGALE E MEMBRI DELLE FORZE SPECIALI, ARRIVATI A ISTANBUL CON DUE AEREI 

E ORA MOLTI 'GRANDI' VOGLIONO BOICOTTARE LA DAVOS SAUDITA, CHE IL PRINCIPE BIN SALMAN HA ORGANIZZATO PER APRIRE IL PAESE AL MONDO. FORSE PRIMA DOVREBBE SMETTERE DI FARE A PEZZI I DISSIDENTI

«KHASHOGGI URLA», LA PROVA DELL' OMICIDIO
Guido Olimpio per il ''Corriere della Sera''

L' Operazione Khashoggi è una storia con un mare di indizi che potrebbero diventare incriminanti. Molto dipenderà dagli attori coinvolti nel caso del giornalista sparito nel consolato saudita di Istanbul il 2 ottobre. Al momento sono tre i sentieri investigativi.
JAMAL KHASHOGGIJAMAL KHASHOGGI

Il primo. Fonti ufficiose hanno confermato al Washington Post di avere la prova dell' omicidio grazie a delle microspie: audio e forse immagini che hanno registrato l' uccisione dell' esule. L' orologio Apple della vittima, sincronizzato con il cellulare lasciato alla fidanzata, potrebbe aver fornito dati sulla localizzazione. Secondo una versione, l' oppositore è stato aggredito in una stanza da almeno due persone, si sentirebbero voci concitate e grida.

Quindi lo hanno spinto in una camera vicino dove è stato eliminato, il corpo smembrato in un altro ambiente.
Il secondo punto. Le autorità hanno «fissato» movimenti e presenza del presunto commando di 15 elementi, arrivati a Istanbul a bordo di due aerei.

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Tra loro il medico legale e membri delle forze speciali. Ricostruiti anche gli spostamenti dei veicoli coinvolti, compreso un furgone nero Mercedes che ha raggiunto la villa del console, il punto dove avrebbero fatto sparire il cadavere. A meno che non abbiano preso il rischio di infilarlo in un «contenitore» (un sacco? un baule?). Ma la polizia sembra escludere questo scenario e lascia trapelare che sarebbe stata individuata una telefonata sospetta partita dalla residenza.

Il terzo punto. L' intelligence Usa ha captato conversazioni tra esponenti sauditi dove si parlava di un piano per attirare in una trappola Khashoggi al fine di trasferirlo in patria. Solo che l' azione si è tramutata, per motivi che non conosciamo, in un delitto brutale ordinato dal principe Mohammed, l' erede al trono.
JAMAL KHASHOGGIJAMAL KHASHOGGI
Siamo, però, in un campo dai confini vaghi, nulla è scolpito sulla pietra. E questo vale anche per il sultano Erdogan che ha chiesto e ottenuto la creazione di una commissione d' inchiesta mista con i sauditi.

Un pool di funzionari è già arrivato in Turchia, oggi ci sarà la prima riunione. Non meno importante la missione ad Ankara del principe Khaled al Faisal, l' influente governatore della Mecca mandato dal re Salman per cercare di rimediare. La saggezza di un veterano contro l' arroganza di Mohammed. Gli analisti insistono nell' affermare che esistono margini di manovra, con i sauditi che possono indennizzare gli ospiti investendo in un' economia traballante affiancando i rivali del Qatar, anche loro parte di questa battaglia. Ogni cosa ha un prezzo.

La Turchia ha deciso di liberare il pastore evangelico statunitense Andrew Burson, detenuto da due anni con l' accusa di aiuto al terrorismo. Vicenda che ha inasprito il contrasto con Washington, al punto che Trump era pronto a varare nuove contromisure finanziarie.
Una via d' uscita che non cancella la crisi ma aiuta a superare un ostacolo.
JAMAL KHASHOGGIJAMAL KHASHOGGI

PARTE IL BOICOTTAGGIO ALLA «DAVOS SAUDITA» MA TRUMP VUOLE PROTEGGERE GLI AFFARI
Giuseppe Sarcina per il ''Corriere della Sera''

Donald Trump assicura di «voler andare fino in fondo» sulla scomparsa del giornalista Jamal Khashoggi.
Ma gli affari con l' Arabia Saudita non si toccano. Il presidente è chiaro: «I sauditi ci compreranno armi per 110 miliardi di dollari. Che succede se cancelliamo il contratto? Semplice: le compreranno in Russia o in Cina».

MOHAMMED BIN SALMANMOHAMMED BIN SALMAN
L' accordo fu annunciato dallo stesso presidente americano nel maggio 2017, durante la visita a Riad. Anzi, all' epoca, Trump parlò di una vendita per 270 miliardi di dollari. In realtà, scrive il Washington Post, le cifre sarebbero gonfiate e, per ora, le aziende americane stanno lavorando solo sul sistema di difesa anti-missilistico. Valore 15 miliardi di dollari.

Tuttavia ciò che in questo momento conta di più è il segnale politico. E Donald Trump non poteva essere più esplicito. La sua cautela ha innescato l' aspra reazione di molti parlamentari. Questa volta anche il senatore repubblicano Lindsay Graham, da ultimo sempre allineato con la Casa Bianca, promette che a Capitol Hill «ci sarà l' inferno» se dovesse risultare che Khashoggi è stato ucciso per ordine del governo saudita.
Nella polemica entra tutto.
i principi carlo e william con il principe della corona saudita mohammed bin salmanI PRINCIPI CARLO E WILLIAM CON IL PRINCIPE DELLA CORONA SAUDITA MOHAMMED BIN SALMAN

Per l' occasione i media americani hanno rispolverato gli antichi rapporti d' affari dell' imprenditore Trump: i finanziamenti, la cessione di alberghi, persino di uno yacht ai principi di Riad. Il senatore del Connecticut, il democratico Richard Blumenthal ricorda di aver presentato un' interrogazione per sapere quanto abbiano incassato i Trump hotel a Washington e a New York, grazie alla costante presenza di alti dignitari sauditi.
La Casa Bianca aveva già risposto che i ricavi sarebbero finiti nelle casse federali.

Il clan Trump è fonte inesauribile di conflitti di interesse. A quelli di «The Donald», vanno aggiunte le attività immobiliari del genero-consigliere Jared Kushner, che ha consolidato l' asse personale con il principe ereditario Mohammed Bin Salman.
putin Mohammed bin SalmanPUTIN MOHAMMED BIN SALMAN

Ma ci sono altre tracce, anche più importanti, da seguire.
Gli intrecci economici tra i due Paesi si sono sviluppati su larga scala. C' è il petrolio, naturalmente. Ma non solo. Il fondo sovrano dell' Arabia Saudita, pilotato dal trentatreenne bin Salman, ha investito circa 100 miliardi di dollari nelle principali società della Silicon Valley e in diverse start-up.

Lo stesso principe ereditario organizza ogni anno a Riad la Future investment initiative, una conferenza soprannominata «la Davos del deserto».
MACRON BIN SALMANMACRON BIN SALMAN
L' edizione di quest' anno comincerà la prossima settimana. Parteciperà anche il ministro del Tesoro, Steven Mnuchin che ieri, in un' intervista alla Cnbc, ha confermato: «per ora non vedo ragione per cancellare l' impegno», sganciando il business dalla questione Khashoggi.

Altri invitati, però, stanno rinunciando, come Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale; Bob Bakish, amministratore delegato di Viacom; Dara Khosrowshahi, amministratore delegato di Uber. New York Times, Cnn e Financial Times hanno ritirato la sponsorizzazione dell' evento. Larry Fink, numero uno del fondo BlackRock non ha ancora deciso e fa sapere di stare «seguendo da vicino la situazione».

Tutti chiedono «indagini approfondite» sul giornalista scomparso.
mohammed bin salman 1MOHAMMED BIN SALMAN 1
Nell' amministrazione i più preoccupati sono i generali del Pentagono. Il rapporto militare con l' Arabia Saudita è naturalmente cruciale per la stabilità nel Medio Oriente. George W. Bush decise di ritirare il grosso del contingente americano nel 2003, lasciando solo alcuni centri di addestramento. Negli anni, grazie alla tecnologia e al training Usa, l' Arabia Saudita ha messo in piedi un esercito con 75 mila soldati più altri 100 mila della Guardia nazionale alle dirette dipendenze del Re.

Le ambizioni regionali dei sauditi sono evidenti. Dall' intervento in Yemen ai raid anti-Iran in Siria. Finora sempre nel solco della politica estera americana. E così deve continuare, dicono al Pentagono.

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