9 dicembre forconi

martedì 19 novembre 2019

ELISABETTA TRENTA VOLEVA DIVENTARE UNA 007 MA FU BOCCIATA AL TEST E RICONOSCIUTA NON IDONEA

FECE DOMANDA DI ASSUNZIONE NEI SERVIZI SEGRETI E NON PASSÒ I COLLOQUI PSICO-ATTITUDINALI 
“IL GIORNALE”: “ERA PROPRIO UNA LOVE STORY, QUELLA TRA I SERVIZI SEGRETI E LA LINK CAMPUS…APPARE SINGOLARE CHE UN SOGGETTO CHE NON HA SUPERATO L'ESAME PSICHICO PER UNA POSIZIONE DI BASSO LIVELLO VENGA SCELTO COME MINISTRO DELLA DIFESA…
Luca Fazzo per “il Giornale”

elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
Era proprio una love story, quella tra i servizi segreti e la Link Campus, l' università romana fucina dei politici del Movimento 5 Stelle finita al centro dello scandalo del Russiagate. Dopo le rivelazioni sul ruolo nel complotto anti-Trump del professor Jospeh Mifsud, ormai irreperibile da tempo, ora salta fuori un dettaglio che riguarda la più nota tra gli esponenti grillini formatisi nell' ateneo fondato dall' ex ministro degli Interni Vincenzo Scotti. Si tratta di Elisabetta Trenta, laureata alla Link e nominata ministro della Difesa nel governo Conte 1.

elisabetta trenta lorenzo gueriniELISABETTA TRENTA LORENZO GUERINI
Che la Trenta avesse contatti nel mondo dell' intelligence per via familiare era noto: suo marito è un ufficiale dell' esercito che ha lavorato a lungo alle dipendente del generale Giovanni Caravelli, attualmente vicedirettore dell'Aise (l' ex Sismi). Ma evidentemente alla Trenta non bastava: voleva per se stessa un futuro da agente segreto in prima persona. Un atto interno all' Aise, che il Giornale ha a sua disposizione e di cui ha verificato l'autenticità, racconta che Elisabetta Trenta fece domanda di assunzione all' Aise all' epoca in cui gli 007 esteri erano guidati dal generale Alberto Manenti.

GIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTAGIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTA
La Trenta riuscì a fare prendere in esame la sua candidatura, superò il primo scoglio e quando era a un passo dall' arruolamento si scontrò sull' ostacolo più banale, il colloquio psico-attitudinale. Si tratta dell' esame cui tutte le aspiranti spie devono sottoporsi anche nel caso (come quello della Trenta) che non siano destinate ad attività operative sul campo o a infiltrazioni. Si tratta di verificare parlando con psicologi e psichiatri se i candidati abbiano la solidità caratteriale per reggere una professione comunque complessa. E la Trenta viene bocciata.

ELISABETTA TRENTAELISABETTA TRENTA
I documenti dell' Aise dicono che alla dottoressa fu offerta a quel punto una sorta di premio di consolazione: l'assunzione come «articolo 7». L'articolo prevede una assunzione a tempo, per seguire progetti specifici alle dipendenze dirette del capo dell'agenzia.
Quando il direttore cambia, gli «articoli 7» cessano automaticamente il servizio. E questo spiega perché la Trenta declina l'offerta: il suo referente sarebbe stato Manenti, il cui mandato alla testa dell'Aise era in scadenza. Appena il tempo di cominciare, e sarebbe rimasta a casa.

elisabetta trenta all'adunata degli alpini 3ELISABETTA TRENTA ALL'ADUNATA DEGLI ALPINI 
L'esponente grillina, d'altronde, da lì a pochi mesi si consolò a livelli ben più alti, venendo designata a ministro della Difesa, e incamerando in questo modo rapporti con i servizi segreti ben più solidi di quelli che avrebbe avuto come semplice agente a tempo determinato. Certo, può apparire singolare che un soggetto che non ha superato l'esame psichico per una posizione di basso livello venga scelto come ministro della Difesa: ma per i membri del governo non sono previste visite attitudinali.
elisabetta trenta all'adunata degli alpini 6ELISABETTA TRENTA ALL'ADUNATA DEGLI ALPINI 

Da notare c' è che nella nuova veste, il ministro Trenta utilizza e rinsalda i rapporti che aveva già nella sua vita precedente: sia con Caravelli, l' ex superiore gerarchico di suo marito, sia con l' altro vicedirettore dell' Aise nominato dal premier Giuseppe Conte (prima versione, governo gialloverde) ovvero il generale della Finanza Giuseppe Caputo. I rapporti della Trenta con Caravelli e Caputo sono di pubblico dominio. E non si sfilacciano neanche quando nel maggio scorso l'Espresso accusa Caputo di essere tra i responsabili dell' acquisto di un software di spionaggio chiamato Exodus, che la Procura di Roma considera in realtà un pericoloso malware.

elisabetta trenta all'adunata degli alpini 7ELISABETTA TRENTA ALL'ADUNATA DEGLI ALPINI 
In estate il governo Conte 1 cade, e nel nuovo gabinetto la Trenta non viene confermata.
Ma la storia della sua domanda di assunzione all' Aise rinfocola inevitabilmente gli interrogativi sul ruolo effettivo giocato dalla Link Campus nelle attività di intelligence del nostro governo. A partire dal ruolo di Alberto Manenti, che era a capo del' Aise quando i servizi americani chiesero l' aiuto italiano per frenare la corsa alla presidenza di Donald Trump, e che nei giorni scorsi La Verità ha indicato come il suggeritore della scomparsa di Mifsud. E che, nonostante sia in pensione, ha incontrato il capo della Cia in occasione della sua ultima visita a Roma.

Fonte: qui

“ORMAI LA CASA È STATA ASSEGNATA A MIO MARITO E IN MANIERA REGOLARE. PER QUALE MOTIVO DOVREBBE LASCIARLA?” - 

ELISABETTA TRENTA: “AVEVO BISOGNO DI UN POSTO DOVE INCONTRARE LE PERSONE, DI UN ALLOGGIO GRANDE 

DUE GIORNI FA È STATO PUBBLICATO UN DOCUMENTO RISERVATO CON IL MIO TEST ATTITUDINALE PER L'AGENZIA DEI SERVIZI SEGRETI. POI È SALTATA FUORI LA STORIA DELLA CASA. È EVIDENTE CHE SONO SOTTO ATTACCO. È UN ATTACCO A CONTE? ALL'AISE, AL MOVIMENTO? ALLA LINK CAMPUS, DOVE SONO TORNATA A LAVORARE?

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della sera”

ELISABETTA TRENTA E PAOLO RAUDINOELISABETTA TRENTA E PAOLO RAUDINO
«Sono molto arrabbiata. Questa storia mi porterà dei danni. È evidente che ormai sono sotto attacco». Elisabetta Trenta risponde al cellulare alle 9.30 di domenica mattina mentre prepara il post da pubblicare su Facebook. «Devo chiarire, è tutto regolare».

Vuol dire che rimarrà nell' alloggio che aveva da ministra?
«Ormai la casa è stata assegnata a mio marito e in maniera regolare. Per quale motivo dovrebbe lasciarla?».

E crede sia giusto tenerla?
«Mi faccia spiegare. Non ho chiesto subito l'alloggio pur avendone diritto, ma soltanto nell'aprile scorso. Ho resistito il più possibile nel mio. Un ministro durante la sua attività ha necessità di parlare con le persone in maniera riservata e dunque ha bisogno di un posto sicuro».

elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
Lei ha una casa al quartiere Pigneto di Roma. Non poteva rimanere lì, sia pur con misure di protezione adeguate?
«No, c' erano problemi di controllo e di sicurezza. In quella zona si spaccia droga e la strada non ha vie d' uscita. E poi io avevo bisogno di un posto dove incontrare le persone, di un alloggio grande. Era necessaria riservatezza».

Ma ora non è più ministra.
«Ho l' atto di cessazione dell' esercito a me e ho tre mesi per andare via. Intanto mio marito ha fatto richiesta perché è aiutante di campo di un generale e per il suo ruolo può avere quell' appartamento».

GIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTAGIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTA
Scusi ma se era così semplice e regolare, perché avete deciso di farlo solo adesso?
«Quando sono diventata ministra, mio marito è stato demansionato. Ora ha di nuovo i requisiti. E comunque noi prima facevamo una vita completamente diversa. Dopo la vita del marito ha seguito quella della moglie. Se vivevamo in due uno sull' altro poteva andare bene, poi le condizioni sono cambiate. E anche adesso continuo ad avere una vita diversa».

Che vuol dire?
«È una vita di relazioni, di incontri».

Però avete una casa di proprietà e questo vi impedisce di poter usufruire dell'alloggio di servizio.
GIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTAGIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTA
«In realtà mio marito ha la residenza nella sua città dove ha una casa, ma ha diritto ad avere l' alloggio dove lavora. Invece l' appartamento di Roma al quartiere Pigneto è intestato soltanto a me. Finora è rimasto vuoto, non l'ho affittato. Continuo a pagare il mutuo e sono nella legalità e per questo non capisco gli attacchi. Crede davvero che se non fosse stato tutto in regola lo Stato maggiore avrebbe dato il via libera?».

Lei è stata ministra. Non ritiene che fosse difficile dire di no a suo marito?
«Potevano farlo. E comunque se avessi lasciato quell'alloggio di servizio per trasferirmi in un altro avrei dovuto fare un doppio trasloco visto che quello di mio marito era a carico dello Stato. Invece così lo Stato ha risparmiato».

ELISABETTA TRENTAELISABETTA TRENTA
Al momento della sua nomina lei aveva assicurato che suo marito sarebbe stato trasferito ad altro incarico. Come mai non è successo?
«L'avevo spostato e adesso è tornato a fare quello che faceva. Non è giusto che lui paghi le conseguenze del mio incarico. Posso assicurare che da questa mia nomina è stato solo svantaggiato: è andato in un altro ufficio per motivi di opportunità perché ero convinta fosse giusto. Quando ho cessato l'incarico è stato reintegrato».

Lei è stata nominata in quota 5 Stelle e il Movimento ha sempre dichiarato guerra ai privilegi.
«Non credo proprio che si tratti di un privilegio perché io l'appartamento lo pago e lo pago pure abbastanza».

la ministra elisabetta trenta (1)LA MINISTRA ELISABETTA TRENTA (1)
Molti militari lamentano di non aver ottenuto l'alloggio pur avendo i requisiti.
«Durante il mio mandato io mi sono occupata delle esigenze di tutti i militari. E infatti è sempre stato detto e scritto che i generali mi osteggiavano e la base mi difendeva. Lasci stare, qui ci sono altre ragioni. Due giorni fa è stato pubblicato un documento riservato con il mio test attitudinale per l'Aise, l' agenzia dei servizi segreti. Poi è saltata fuori la storia della casa. È evidente che sono sotto attacco».

Da parte di chi?
«Non lo so. È un attacco al presidente Conte? All' Aise, al Movimento? Alla Link Campus, dove sono tornata a lavorare?».

Elisabetta TrentaELISABETTA TRENTA
Nel pomeriggio Luigi Di Maio le chiede pubblicamente di lasciare la casa. Vi siete parlati?
«Si, gli ho spiegato che tutto è stato fatto correttamente».

E quindi?
«Quando l' incarico di mio marito sarà terminato lasceremo la casa come dicono le regole».

Stefano Buffagni dice che lei non ha rispettato le regole del Movimento.
«Se mi avesse chiamato l'avrei spiegato anche a lui».

Quindi resterà nel M5S?
«Ho chiesto di essere una dei 12 facilitatori. Ci rimarrò di sicuro».

Fonte: qui

elisabetta trenta 1ELISABETTA TRENTA 
HA OTTENUTO L'ALLOGGIO “DI SERVIZIO” POCO DOPO ESSERE STATA NOMINATA MINISTRA DELLA DIFESA MA IN QUELL'APPARTAMENTO (IN UNO DEI LUOGHI PIÙ SUGGESTIVI DEL CENTRO DI ROMA), ELISABETTA TRENTA HA DECISO DI RIMANERCI ANCHE ADESSO CHE NON HA PIÙ ALCUN RUOLO PUBBLICO - COME CI È RIUSCITA? FACENDOLO ASSEGNARE AL MARITO, IL MAGGIORE DELL'ESERCITO CLAUDIO PASSARELLI 

E ORA LA MAGISTRATURA CONTABILE POTREBBE VERIFICARE SE CI SONO DANNI ERARIALI...

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della sera”

ELISABETTA TRENTA E PAOLO RAUDINOELISABETTA TRENTA E PAOLO RAUDINO
Ha ottenuto l' alloggio «di servizio» poco dopo essere stata nominata ministra della Difesa. Ma in quell' appartamento in uno dei luoghi più suggestivi del centro di Roma, Elisabetta Trenta ha deciso di rimanerci anche adesso che non ha più alcun ruolo pubblico. E ci è riuscita facendolo assegnare al marito, il maggiore dell' Esercito Claudio Passarelli. Una vicenda che imbarazza il dicastero ma soprattutto il Movimento 5 Stelle che l' aveva indicata per l' esecutivo come «esperta di questioni militari» e da sempre è schierato - almeno a parole - contro i privilegi.

Anche perché la concessione potrebbe essere avvenuta aggirando i regolamenti, visto che la coppia ha una casa di proprietà nella capitale e dunque non sembra avere necessità di usufruire dell' alloggio.

elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
In ogni caso il «livello 1» di dimora attribuito al momento di scegliere la casa per la ministra, è molto superiore a quello previsto per l' incarico e il grado del suo consorte. E dunque non è escluso che la magistratura contabile sia chiamata a valutare eventuali danni erariali e quella ordinaria debba verificare la regolarità della procedura di assegnazione. Senza contare che potrebbe essere il Movimento, primo fra tutti il capo politico Luigi Di Maio, a chiedere conto all' ex ministra di quanto accaduto.
GIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTAGIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTA

Si torna dunque al giugno 2018 quando Movimento 5 Stelle e Lega formano il governo guidato da Giuseppe Conte. Trenta viene scelta come responsabile della Difesa. In genere i ministri che risiedono a Roma o comunque hanno a disposizione un appartamento in città non ottengono l' alloggio di servizio. Si provvede a «blindare» la loro casa e a predisporre tutte le misure di sicurezza adeguate al ruolo mentre il trasferimento viene deciso soltanto in situazioni eccezionali di grave minaccia.

elisabetta trenta all'adunata degli alpini 3ELISABETTA TRENTA ALL'ADUNATA DEGLI ALPINI 
Lei ha una casa al quartiere Pigneto, non sembra ci siano rischi particolari, però chiede una «residenza» dove si trasferisce con il marito. Si trova in uno stabile del ministero a poche centinaia di metri da piazza San Giovanni in Laterano. L' appartamento è al 2° piano, molto ampio, chi lo ha visto parla di «casa di alta rappresentanza».

La procedura viene seguita dal V reparto della Stato Maggiore dell' esercito guidato dal generale Paolo Raudino. Ben prima che il governo gialloverde entri in crisi, la ministra decide di rendere definitiva l' assegnazione. E così si stabilisce che l' intestatario sia il marito. In realtà appena due giorni dopo l' arrivo alla Difesa il rapporto tra Trenta e il consorte era stato al centro delle polemiche su un possibile conflitto di interessi.
la ministra elisabetta trenta col marito claudio passarelli (1)LA MINISTRA ELISABETTA TRENTA COL MARITO CLAUDIO PASSARELLI 

Passarelli era infatti «ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all' ufficio Affari generali» e questo aveva spinto l' opposizione a sollevare il problema di possibili incompatibilità. Con una nota ufficiale i collaboratori di Trenta avevano dunque comunicato che «la ministra ha chiesto il trasferimento del capitano maggiore Claudio Passarelli per questioni di opportunità all' ufficio Affari generali, retto da un dirigente civile, che sovrintende alle esigenze organizzative e logistiche del funzionamento del segretariato generale».

Elisabetta TrentaELISABETTA TRENTA
Lo spostamento in realtà non risulta avvenuto, ma evidentemente Trenta non ritiene che il suo legame familiare possa crearle problemi. Dunque va avanti la procedura relativa all' appartamento. E quando a fine agosto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte decreta la fine del governo gialloverde, Passarelli risulta intestatario dell' alloggio.

Secondo le regole del ministero della Difesa - pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale - gli alloggi «di servizio» vengono assegnati in base all' incarico ricoperto. E il grado di capitano maggiore di Passarelli non rientra tra quelli che possono ottenere un alloggio di primo livello, come è appunto quello occupato dalla ministra e ora rimasto nella disponibilità della coppia. E poi c' è da chiarire il problema della casa al quartiere Pigneto, visto che uno dei requisiti per entrare in graduatoria è dimostrare di non avere un' altra abitazione nel Comune di residenza. Circostanze sulle quali Trenta e suo marito dovranno fornire spiegazioni.

Fonte: qui



lunedì 18 novembre 2019

A NAPOLI UN 34ENNE GHANESE PICCHIA UN PASSANTE CHE LO AVEVA RIMPROVERATO PER AVER SMOLLATO I SUOI BISOGNI ACCANTO ALLA STAZIONE CENTRALE


L’UOMO, CHE AVEVA GIÀ RICEVUTO UN DECRETO DI ESPULSIONE, E' STATO DENUNCIATO PER L'AGGRESSIONE E PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME SULL'IMMIGRAZIONE, PIÙ UNA SANZIONE DA 10MILA EURO PER GLI ATTI OSCENI IN LUOGO PUBBLICO

Federico Garau per www.ilgiornale.it

Ha aggredito un uomo che lo aveva rimproverato per aver espletato le proprie necessità fisiologiche nelle immediate vicinanze della stazione centrale di Napoli, per questo motivo ha subìto una sanzione amministrativa ed una semplice denuncia a piede libero. Il responsabile è un ghanese di 34 anni, clandestino sul territorio nazionale, innervosito e particolarmente aggressivo nei confronti del viaggiatore che lo aveva ripreso, probabilmente perchè convinto che non ci fosse nulla di esecrabile nell'atto appena compiuto.

stazione napoli centraleSTAZIONE NAPOLI CENTRALE
Con assoluta tranquillità e senza preoccuparsi minimamente del resto delle persone che lo circondavano, molto numerose visto il luogo scelto per le sue impellenti necessità, si è infatti calato i pantaloni e ha deciso di espletare i propri bisogni fisiologici nei pressi dell'ingresso della stazione centrale.

Come se nulla fosse, si è poi ricomposto per allontanarsi dal posto, ma proprio in quel momento uno dei tanti viaggiatori rimasti schifati dallo squallido spettacolo si è avvicinato a lui per rimproverarlo e per ricordargli che per quel genere di necessità esistono appositamente i bagni.

Fuori di sè per essere stato redarguito, l'africano ha aggredito il cittadino, scagliandosi contro di esso e centrandolo con un forte pugno in pieno volto. Dopo di che ha voltato le spalle alla vittima per allontanarsi tranquillamente dal posto, come se le cose che aveva appena fatto non fossero mai accadute. Nel frattempo il viaggiatore si è affrettato a contattare le forze dell'ordine, rivolgendosi innanzi tutto agli agenti della polizia ferroviaria in servizio nella stazione di Napoli.

NAPOLI - STAZIONE CENTRALENAPOLI - STAZIONE CENTRALE
I poliziotti si sono immediatamente attivati, e non è occorso loro tanto tempo per individuare il responsabile, rintracciato nei pressi delle banchine. Trasportato negli uffici della Polfer per le prime operazioni di identificazione, sono emersi i suoi precedenti, nonchè il suo status di irregolare sul territorio nazionale. Il ghanese, infatti, risultava clandestino oltre che destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dalla questura di Mantova.

A causa di ciò il 34enne ha subito una semplice denuncia a piede libero per violazione della normativa sull'immigrazione, alla quale va ad aggiungersi il deferimento all'autorità giudiziaria per il reato di percosse a danno del cittadino che aveva avuto l'ardire di rimproverarlo. Per la questione dei bisogni fisiologici effettuati davanti a numerosi passanti e nelle immediate vicinanze di un luogo di ampia frequentazione quotidiana, rientrata negli atti osceni in luogo pubblico, gli è invece stata comminata una sanzione amministrativa pari a 10mila euro.

Fonte: qui

A MILANO UN AFRICANO SI SPOGLIA SU UN TRAM IN ZONA BICOCCA E TENTA DI VIOLENTARE UNA STUDENTESSA DI 21 ANNI 
L'EPISODIO SI SAREBBE CONSUMATO MENTRE SUL MEZZO ERA RIMASTA SOLTANTO LA RAGAZZA. A IMPEDIRE LA VIOLENZA, L'INTERVENTO DELL'AUTISTA ALLARMATO DALLE GRIDA…
Lavinia Greci per www.ilgiornale.it

Avrebbe approfittato del fatto che sul mezzo non ci fosse rimasto nessuno se non la sua presunta vittima, una studentessa di 21 anni presente sullo stesso tram Atm. A quel punto, solo con lei, l'uomo in questione avrebbe iniziato a spogliarsi e avrebbe provato un approccio. Poi il tentativo di violenza sessuale. È accaduto a Milano e secondo quanto riportato da Milano Today, i fatti risalirebbero all'ottobre scorso, ma sarebbero emersi soltanto nella giornata di Venerdì 15 Novembre 2019.

Le indagini e la ricerca
ESIBIZIONISTA IN TRAMESIBIZIONISTA IN TRAM
Sull'episodio, in queste ore, sta indagando il pool "fasce deboli" dela procura di Milano, coordinato dal procuratore aggiunto Letizia Mannella. Le forze dell'ordine, in queste ore, in base alle ricostruzioni, stanno cercando di indagare sull'identità del responsabile del gesto e stanno provando a rintracciarlo. Perché dopo il fatto, di lui, si sarebbe persa ogni traccia.

La dinamica dei fatti
L'episodio si sarebbe verificato intorno alle 15 del 24 ottobre, in zona Università Bicocca, nella zona nord di Milano. In base al racconto della vittima e al ricordo che la giovane ha di quella giornata, il presunto responsabile sarebbe un uomo di origine centrafricana. A intervenire, per salvarla dall'aggressione, sarebbe stata la sua tenacia e l'interessamento del tranviere, insospettito dalle urla della ragazza. L'autista, infatti, sentendo la giovane gridare, ha fermato il mezzo, è sceso ed è intervenuto facendo fuggire l'aggressore che, nel frattempo, si era già spogliato, abbassando i pantaloni.

Diverse violenze in poche ore
Nel capoluogo lombardo, soltanto nelle ultime ore, sarebbero stati almeno tre gli episodi di stupri (o tentate violenze), tutti avvenuti nelle zone più o meno centrali della città. Due giorni fa, infatti, in zona Paolo Sarpi, una turista di origini russe è stata palpeggiata, sequestrata e picchiata all'interno di un ristorante della catena McDonald's da un 37enne egiziano: la donna era entrata nel fastfood (a quell'ora già chiuso) per utilizzare la rete wifi (dopo avere chiesto il permesso all'inserviente).

Una volta dentro, l'uomo l'avrebbe tentato un approccio sessuale e, una volta rifiutato, l'avrebbe colpita in pieno volto, rompendole il naso. Sempre nei giorni scorsi, una donna di 70 anni è stata violentata all'interno del suo appartamento, in zona Arco della Pace, da un 29enne che aveva concordato con lei delle prestazioni sessuali. Il ragazzo, originario di Lodi, una volta entrato nella sua abitazione l'ha picchiata e minacciata con un coltello e l'ha stuprata per undici ore, poi è scappato. Nelle ultime ore, poi, ha fatto parlare il caso del giovane italiano, in giacca e cravatta, che, davanti tutti sulla linea gialla della metropolitana, si è masturbato dietro a una donna, sporcandole il vestito del suo liquido seminale.
Fonte: qui

domenica 17 novembre 2019

PECHINO FA’ DELLA GRECIA LA TESTA DI PONTE – E CON QUATTRO SOLDI (CHE LA MERKEL HA RISPARMIATO)

Una premessa:  io stesso  mi chiedo  perché non mi viene voglia  di  commentare la politica italiana. Sull’Ilva perduta,   la sparizione delle ultime industrie nazionali, il collasso economico che avanza,  su  la  Sacra Segre proposta alla presidenza della repubblica,  sulla “unica religione rimasta” – la sola di cui  nessuno  può  dichiararsi agnostico  o ateo, nessuno è esentato dal professare culto pubblico  (come quello a Cesare nella Roma antica,  che migliaia di martiri cristiani rifiutarono) qualunque cosa pensi in privato, è  meglio si tenga per sé.
Sul governo, composto di neo-primitivi di zero cultura e di scarsa intelligenza,  di moralità politica sotto-zero (onestà, onesta!)  servile ad un’Europa in paralisi e disfacimento ma contemporaneo indurimento  verso il debole Italia,  che  si è resa  prona e aperta al saccheggio.
Non mi eccita  il  fatto che questo governo di servi e disonesti verso i suoi stessi elettori,    sia pericolante e sembri cadere da un momento all’altro. Perché  anche se  si arriva ad elezioni,  a vincerla sarà un ancor più neo-primitivo:  tremo all’idea di quel che potrà essere un  governo Salvini e con quali risorse mentali, culturali e  livello di (ir)responsabilità affronterà la  crisi  abissale in cui stiamo precipitando inermi.  Da questa crisi non si esce se non uscendo dalla UE e dall’euro, nessuna terapia è possibile restandoci  – e Salvini, anzi tutta la Lega,  giurano che loro dall’euro non escono (ed hanno pure ragione, altrimenti la UE è capace di ogni atto di sabotaggio crudele, come ha dimostrato in Grecia).
Ormai agli sgoccioli, vedo che il PD – a cui va addebitata la colpa storica di aversi regalato, non bastandone le tre autoctone,  la   quarta mafia: la  mafia nigeriana, la più feroce e  intrattabile –  vuole chiudere facendo qualcosa di sinistra: varerà lo jus culturae, i  grillini sono d’accordo,  darà  la cittadinanza ai 200 mila bambini figli di immigrati: ovviamente aprendo con ciò alle conseguenze degli  immani ricongiungimenti familiari, le torme di nonni e   zie e parenti scioperati a pesare sul sistema sanitario e pensionistico, a far crollare quel poco che resta di stato sociale –  e  che avvicineranno la profezia di Rol: nel 2025, il 40 per cento della popolazione italiana sarà di colore.
Non mi appassiono alla politica terminale  che dà di sé questo e il futuro governo,  o il presidente, o la magistratura aberrante di  Palamara, e il loro avanzare a tastoni nella storia come ubriachi, del resto sul modello di una gioventù  italiana ad encefalogramma appiattito,   che si agglutina non per nessuna protesta, ma per feste rave,  discoteche  da neo-selvaggi,  Vasco Rossi e simili; che non studia né lavora e consuma capitali in cocaina  e in giochi d’azzardo deficienti, sempre  prona a qualunque tossico-dipendenza.
Se non mi appassiono, è perché non spero:  occorrerebbe una classe  dirigente che non abbiamo mai avuto, ed un popolo che la esigesse.  Mi  limito a constatare la precisione  con cui si sta realizzando la profezia  – data prima del 1959,  oltre mezzo secolo fa – “in  Italia le cose vanno selvaggiamente”.
Le ultime speranze sono  affidate al milione (almeno) di italiani laureati e diplomati che  stanno lavorando ed imparando all’estero la responsabilità e il sacrificio : dopo  il repulisti, in un  nuovo ordine europeo, a loro spetterà di ricostruire l’Italia,  liberata da alcuni milioni di neo-selvaggi  di  troppo,  come  paese del bello e del vero.
Ai pochi  lettori che capiscono,  segnalo i sintomi di rivolta o cambiamento che avvengono nella cosiddetta “Unione Europea”, perché  da lì si avvicina il collasso da cui si può (vagamente)sperare in una liberazione –   a cui i  neo-primitivi  non saranno all’altezza.

Tre miliardi: Berlino poteva spenderli?

Segnalo che, con gran dispetto del padrone tedesco,   a gran passi  accelerati  Pechino sta facendo della Grecia la sua testa di ponte europeo.
Direte che non è una novità, son dieci anni che la Cina ha comperato il Pireo,  attraverso   la  sua China Ocean Shipping Company (COSCO), che è  di proprietà statale.
Ma ora è accaduto questo: lunedì 11, il  capo supremo Xi Jinping s’è recato in Grecia nella prima visita ufficiale, inaugurando “una nuova era” in fatto d’ investimenti e  rapporti commerciali.
La cinese Banca dell’Industria e commercio aprirà  una sede ad Atene “per finanziare progetti  di energia rinnovabile”   (un obbligo politicamente corretto), che si aggiungeranno  alla costruzione di una centrale solare a Creta,  da 50 megawatt,  con   le competenze tecnologiche del China Energy Engineering Group.
Atene ora spera che Pechino possa persino acquistare la società elettrica statale DEL, fallita, e diventare attiva nel campo dell’energia verde.
Ciò che colpisce,  sono le cifre che la Cina ha messo in gioco per assicurare la Grecia al suo progetto.  Al Pireo, fino ad oggi, COSCO ha investito  – in un decennio –  800 milioni di euro, cifra  che è  bastata per trasformare l’antico porto  nell’hub delle esportazioni cinesi verso la UE, e  farlo passare dalla  capacità di gestire 685 mila containers  che aveva nel 2010, a 5 milioni di oggi,  un aumento di 8 volte. Passa di  lì il 10 per cento delle  merci cinesi esportate in Europa.   Nei prossimi  5 anni, i cinesi intendono investire altri 600 milioni di euro nel Pireo, espandere ulteriormente il porto container ed “entrare sempre più nel settore alberghiero e nelle crociere”.  Il numero di turisti cinesi che visitano la Greci raddoppia da un anno all’altro, e nel 2020 sarà sui 400-500 mila presenze; sicché la Cina ha inaugurato un volo diretto Shanghai-Athene.
Nell’insieme, gli investimenti che la Cina ha programmato di fare in Grecia sono di 3 miliardi di euro  in 5 anni,  ossia 600 milioni di euro l’anno.
Sottolineo, di queste cifre, la levità.  La  piccolezza. Niente che non fosse alla facile portata della Germania, col suo surplus annuo di export di 250 miliardi;  basta pensare alle centinaia di miliardi che Deutsche Bank e Commerzbank hanno sprecato in cattivi investimenti  dovunque nel mondo tranne in Europa, dalla Turchia a Wall Street , per  mancanza di occasioni  d’investimento in Europa data l’austerità che Berlino ha imposto a tutti membri.  Col risultato che  “le imprese tedesche hanno investito i loro profitti all’estero, aiutando di fatto a finanziare le importazioni straniere” (Adam Tooze)
e senza ricavare profitti, tra l’altro. Ma che dico, mal investimenti? Basta paragonare i 3 miliardi cinesi in Grecia con i 12 miliardi  che la sola Deutsche  Bank ha pagato in multe per  i suoi trucchi sul Libor ed altre malversazioni agli …  Stati Uniti.
Con 600 milioni qui e là, in  tutti questi anni, la Germania poteva tenersi legata la Grecia  – facendo tra l’altro in  buon affare (la COSCO dal porto del Pireo, ricava ovviamente profitti, avendone  aumentato di un terzo  la  superficie  e quadruplicato  la redditività). Invece, che cosa è andata a fare la Merkel nelle sue visite ufficiali ad Atene?   Mai a dare un soldo, ma questo è il meno;  a fare della Grecia la discarica delle sue scelte migratorie dementi   – senza alcun compenso. Ma questo non è ancora tutto.   Quando la Merkel è comparsa in visita ad Atene, è stato per  imporre , fra aspri rimproveri di “vivere  al disopra dei propri mezzi” – al”suo” Tsipras,   che ha reso il suo schiavo  –    di non spendere.
Apprendiamo infatti  – dal China Daily   – che nell’anno in corso, il governo conservatore di Atene ha approvato investimenti cinesi per 611,8 milioni di euro, “che erano stati precedentemente congelati dal governo di Tsipras   per  un periodo di 18 mesi” per il divieto imposto dalla UE.
Già, perché senza mai cacciare un centesimo, e continuando a rimproverare i greci di  aver voluto vivere al disopra dei propri mezzi  accettando di indebitarsi troppo con la banche germaniche e francesi, e quindi   devono soffrire, per  giunta Bruxelles (ossia Berlino) e la NATO (ossia gli USA)   “dal punto di vista geopolitico, i partner occidentali sono preoccupati che il flirtare della Grecia con La Cina potrebbe indebolire il fianco sud-est della NATO e dell’UE”.
Stanno parlando del fianco sud-est  già  “indebolito” dalla Turchia  di Erdogan .  Della NATO in stato di  “morte cerebrale” secondo  il capo della sua maggior forza armata europea. Di Stati Unitidi cui persino la Merkel riconosce che non si può più confidare come difensori della UE.  Gli Stati Uniti in condizione tale, che secondo  un sondaggio  Rasmussen in 2018 ,  il 31 % degli elettori americani ritengono che l’America “vedrà una seconda guerra civile nei prossimi 5 anni”, con  i trumpisti armati  contro gli anti-Trump.

Tirchieria  patologica e paralitica

Migranti affollano l’isola di Lesbo. Da Berlino mai un aiuto.
In una simile situazione di autodistruzione del vecchio  ordine  geopolitico occidentale (in fondo sono stati i capitalisti americani a far sorgere la Cina come potenza rivale, avendovi esportato capitali e conoscenza per cieca sete di profitto a breve)  il governo di Atene non solo fa benissimo a diventare il crinale della”Nuova linea di faglia” fra Est ed Ovest,   e partecipare al “nuovo sistema parallelo” all’Occidente che la Cina sta costruendo con  deliberata intelligenza programmatica e  capitali a disposizione  creando istituzioni come la Asian Infrastructure Investment Bank e la New Development Bank, che imitano entrambe le strutture internazionali create dagli USA e Londra nel dopoguerra 1945.
Un analista britannico vuol fare  la  lezione ai greci che  non si fidino dei regali di Pechino. “Penso che la parte greca non possa intercettare  più dell’uno percento dei benefici totali del [Pireo]”, che lui valuta  un valore di 30-40 miliardi di euro per tutti questi beni cinesi che arrivano in Europa ogni anno “.
Ma l’1 per cento è meglio di niente. Del  niente che  ha offerto la Merkel e una Germania in  preda alla tirchieria patologica che non solo ha paralizzato l’Europa, ma la rende lei stessa paralitica.
Il Primo Ministro greco   Mitsotakis  ha avuto buon gioco a ricordare,  salutando Xi , che la Cina è stato  uno dei pochi paesi che aveva investito in Grecia durante la grave crisi finanziaria degli ultimi anni.
Bastavano   600 milioni  alla Germania,  3   miliardi in 5 anni, per  tenere la Grecia legata all’Europa. Ha preferito”investire” decine di miliardi in derivati tossici .
Anzi: la stessa Italia  poteva  adottare la Grecia e farla rinascere,  è perfettamente nell’ambito delle sue possibilità economiche. A riprova che quel che manca alla UE non sono i soldi.  Manca  il progetto unificante del destino comune,   manca il cervello,  manca una idea che non sia tirchia e malevola  – e perdente.
“E’ tempo di svegliarsi  da questo sogno dannoso e senza frutto”  che è stato il progetto di unificare l’Europa a  forza attraverso l’euro, come ha detto  il banchiere centrale   ungherese Gyorgy Matolcsy.  In Italia non lo ascolta né il governo neo-primitivo né lì’opposizione neo-selvaggia. Per questo  mi astengo.
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