9 dicembre forconi

martedì 19 marzo 2019

LA "FLAT TAX" FA LITIGARE M5S E LEGA

IL MINISTRO GRILLINO LEZZI: "COSTA 60 MILIARDI €, È UNA PROMESSA CHE NON SI PUÒ MANTENERE", SALVINI INSISTE: “E' NEL CONTRATTO, LE COPERTURE CI SONO. IL COSTO DI 60 MILIARDI €? NUMERI STRAMPALATI, NON E' IL SUPERENALOTTO” 
TRIA PRECISA: “NON C’E’ NESSUNA STIMA DEL MEF SULLE RIFORME IN DISCUSSIONE”
Da ansa.it

barbara lezziBARBARA LEZZI
Nuovo duello tra Lega e M5s sulla Flat tax. Tria: 'Nessuna stima del Mef'. "La flat tax c'è nel contratto di governo. Spero non ci siano resistenze da parte di nessuno". Lo ha sottolineato il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini a margine di una riunione del gruppo Lega al Pirellone, aggiungendo che "le coperture ci sono, perché quando l'economia corre lo Stato incassa".

In precedenza il leader leghista aveva criticato un'ipotesi di simulazione fatta dal Ministero dell'Economia. "Sono stati fatti numeri strampalati, 50-60 miliardi di euro, non siamo al Superenalotto. Per la prima fase bastano tra i 12 e i 15 miliardi di euro per un abbattimento fiscale a tante persone":  ha detto a Rtl il ministro dell'Interno.

"L'ultima cosa da fare - ha aggiunto - è aumentare le tasse, anche se lo chiede l'Europa. Sulle clausole di salvaguardia una riflessione va fatta, noi non abbiamo nessuna intenzione di aumentare l'Iva. Stiamo facendo tutti i conti, siamo convinti che se abbassi le tasse, dal secondo anno lo Stato incassa di più".

salvini triaSALVINI TRIA
Non c'è "nessuna stima fatta su una riforma che né io né il Mef abbiamo mai ricevuto", non c'è "nessuna stima del Mef sulle riforme in discussione". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, parlando della flat tax. "Proposte specifiche non sono arrivate all'analisi del Mef - ha aggiunto entrando all'Agenzia delle Entrate - La flat tax è allo studio da luglio su varie possibili ipotesi, quindi non c'è nulla di nuovo".

"La flat tax costa 60 miliardi di euro e il nostro Paese non se li può permettere, dunque è una promessa che non si può mantenere", ha affermato la ministra per il Sud Barbara Lezzi ospite del programma "24 Mattino - Morgana e Merlino" su Radio 24 commentando l'annuncio fatto ieri da Salvini.

di maio salviniDI MAIO SALVINI
Sulla flat tax "credo che non si debba continuare a sparare alto con cose irraggiungibili, anche fossero 15 miliardi di riforma dell'Irpef oggi sono insostenibili perciò è necessario riordinare quello che già esiste". Così la sottosegretaria al Mef, Laura Castelli, a margine di un evento Consob aggiungendo "perché bisogna concentrare le risorse verso la direzione corretta che nel caso nostro e di tutto il governo è un politica dedicata alla famiglia". 

Sulla flat tax "Si tratta di essere realisti rispetto a possibilità e compagini economiche che ci sono oggi". "Noi prevediamo impatti minori nel riordino dell'esistente, anche una visione diversa di quella che è la pressione fiscale", ha aggiunto Castelli.

"Io non so se esiste questo studio del Mef, ma se esiste io non l'ho mai visto. Stiamo parlando di un progetto molto diverso dalla fase 2 della Flat Tax che invece abbiamo in mente noi, ovvero il voler applicare fino a 50 mila euro di reddito il 15% di aliquota fissa con le deduzioni che sono inversamente proporzionali al reddito". Così Armando Siri, sottosegretario alle infrastrutture (Lega Nord) al Giornale radio Rai (Radio1) sostenendo che il costo è di 12 miliardi.
lezziLEZZI

"La Flat tax é una bufala senza spazi fiscali per sostenerla, l'hanno subito fatto capire a Salvini. L'insofferenza viene dagli imprenditori del Nord che hanno capito la mutazione genetica della Lega, che per prendere voti in tutta Italia paralizza il Paese". Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti a Circo Massimo su Radio Capital. "Serve la progressività delle imposte, non l'illusione che se i ricchi hanno più soldi spendono di più - ha aggiunto -. Queste sono le teorie di Paperon de Paperoni, non di Paperino e Qui Quo Qua".

Fonte: qui

LA VIA DELL’INFERNO E’ FODERATA DI SETA 
ALBERTO FORCHIELLI: “PER LA CINA È UNA VITTORIA SENZA PRECEDENTI. È UNA VITA CHE STANNO CERCANDO QUALCUNO CHE METTA UNA FIRMA SUL MEMORANDUM, E NESSUNO GLIEL'AVEVA MAI CONCESSA. SIAMO GLI UNICI POLLI CHE CI SONO CASCATI. INFATTI I GIORNALI CINESI ESULTANO - PECHINO VUOLE DOMINARE IL MONDO IN CHIAVE ANTIAMERICANA E IL NOSTRO GOVERNO HA ABBOCCATO. UNA ROBA DA CACCIARCI A PEDATE DALLA NATO E DAL G7”
Federico Novella per “la Verità”

«Siamo veramente dei pirla. Dei poveracci. Una roba da non credere».

Avvertenza per il lettore: Alberto Forchielli è un economista sui generis. Uno che parla come mangia. Master alla Business School di Harvard, è il finanziere fondatore di Mandarin Capital Partners, un fondo di private equity che aiuta le aziende italiane a internazionalizzarsi. Nato a Bologna, vive tra gli Stati Uniti e il Sud Est Asiatico.
xi jinpingXI JINPING
Conteso dai talk show per la sua parlata sciolta, dopo l' imitazione di Maurizio Crozza ha conquistato la grande celebrità: «Divertentissima, l' imitazione. Se devo scegliere tra il Nobel per l' economia, un' udienza con il Papa, Cavaliere del lavoro e lo sketch di Crozza, scelgo tutta la vita Crozza».

Quando da Hong Kong tira su la cornetta, la cadenza emiliana è carica di indignazione. L' Italia si prepara a firmare il memorandum d' intesa «Belt and road» con Pechino, con gli altolà leghisti sulla difesa dei settori strategici per la sicurezza nazionale. E Forchielli sfoglia sconsolato i quotidiani cinesi: «Guarda qua. Siamo su tutte le prime pagine. Titoloni a nove colonne. "L' Italia aderisce alla Via della seta". Qua i cinesi stanno stappando la bottiglia buona. Siamo gli unici polli che ci sono cascati».
donald trump xi jinping mar a lagoDONALD TRUMP XI JINPING MAR A LAGO

Si spieghi meglio.
«Per la Cina è una vittoria senza precedenti. È una vita che stanno cercando qualcuno che metta una firma sul memorandum, e nessuno gliel' aveva mai concessa. Poi siamo arrivati noi. Siamo la prima grande economia occidentale che ci sta. Infatti i giornali cinesi esultano».

Quindi giudica negativamente l' accordo economico?
«Quale accordo economico? Qua di economico non c' è un tubo».

Ma come: infrastrutture, terminal container, autostrade
«Ma va là. Sono piccolezze. Pensiamo davvero che i cinesi prima di comprare qualcosa chiedano il permesso? La pagano e se la comprano, punto. Così hanno fatto in passato con Pirelli e Candy, senza che nessuno fiatasse».

LUIGI DI MAIO IN CINA CON MICHELE GERACILUIGI DI MAIO IN CINA CON MICHELE GERACI
Sarà così anche per il porto di Trieste, ingresso d' Europa?
«Ma andiamo. Trieste per loro è un investimento ridicolo. Gli investimenti a Trieste e Genova li avrebbero fatti comunque, firma o non firma».

Ma se non è un accordo economico, di che stiamo parlando?
«Questo accordo ha un pericoloso significato politico e simbolico. L' Italia sta aderendo formalmente al progetto cinese di controllo del mondo in chiave antiamericana. È esattamente quello che vogliono a Pechino».
LUIGI DI MAIO IN CINALUIGI DI MAIO IN CINA

Ma Luigi Di Maio parla di «grande opportunità commerciale» e «vittoria del made in Italy».
«Hanno fatto credere ai nostri governanti che dietro ci fosse un qualche vantaggio commerciale. Ma il tornaconto per noi è nullo: di sicuro non si metteranno a comprare i foulard di Dolce e Gabbana per ringraziarci. La verità è ci stiamo vendendo per quattro lire. Possiamo ben parlare di circonvenzione di incapaci».

Ma anche altri Paesi europei hanno ricevuto ingenti capitali cinesi
ALBERTO FORCHIELLIALBERTO FORCHIELLI
«Certo, ma gli altri non sono andati a strombazzare l' adesione alla Via della seta. Duisburg in Germania è il terminale ferroviario della Via della seta, ma i tedeschi, che sono più furbi di noi, si sono ben guardati dall' aderire formalmente al progetto. Noi invece stiamo dicendo al mondo che l' Italia sta dalla parte della Cina in uno schema antagonista a quello degli alleati americani. Agli occhi dei partners e della stampa internazionale è un tradimento. Guardi il South China Morning Post: ha in prima pagina la foto di Giuseppe Conte e scrive che "l' Italia ha ignorato le richieste americane". Una roba da cacciarci a pedate dalla Nato e dal G7».

Il governo dice che gli Stati Uniti restano comunque il nostro primo alleato.
«Ormai abbiamo fatto incazzare tutti. Proprio mentre gli americani cercano di mantenere compatto il fronte occidentale, noi siamo l' unico Pierino che fa di testa sua. Ma ci rendiamo conto? Adesso ci isoleranno nel G7, anche nel dossier Libia».

Tra Usa e Cina, stiamo andando dalla parte sbagliata?
paolo gentiloni con xi jinping al forum per la via della seta 1PAOLO GENTILONI CON XI JINPING AL FORUM PER LA VIA DELLA SETA
«Oramai andiamo verso il "decoupling della supply chain", cioè la separazione in due sfere di attività economica: Est contro Ovest. Diversi standard antitrust, le norme sui dati, la balcanizzazione di Internet, la spaccatura sul 5G. Tutto ciò renderà difficile per un' impresa competere in entrambi i contesti. Ogni azienda avrà un baricentro di là o di qua, e solo una parte marginale nella sfera opposta».

E che fine farà il mondo globale, economicamente bilanciato su tre poli, Stati Uniti, Cina ed Europa?
paolo gentiloni con xi jinping al forum per la via della seta 2PAOLO GENTILONI CON XI JINPING AL FORUM PER LA VIA DELLA SETA
«Quella temo sia un' illusione che va svanendo ogni giorno che passa. Io non vedo questa nuova guerra fredda con sfavore, perché forse è l' unico modo che ha l' Occidente per mantenere un minimo di indipendenza. E noi invece rompiamo le righe e facciamo un passo verso Est. Con un piccolo particolare: oggi esportiamo molto di più verso Usa, Canada ed Europa. In Cina esportiamo 15 miseri miliardi, il 2-3% del totale export, con un deficit cronico di altri 10-15. Se pensiamo che questi numeri salgano firmando il memorandum siamo infantili. Le nostre piccole imprese continueranno a patire problemi strutturali. Al contrario in uno scenario di decoupling potremmo riacquistare molta competitività verso Ovest. I nodi arriveranno comunque al pettine molto presto».

Dunque siamo terra di conquista?
Tav. - Salvini Di Maio ToninelliTAV. - SALVINI DI MAIO TONINELLI
«La Cina si muove così: formalmente arriva qui per motivi economici, ma in realtà cerca solo di rafforzare la sua influenza politica. È la prima civiltà al mondo che esporta capitali, tecnologie, personale. Vorrebbe esportare anche il suo modello politico, e questo non possiamo permetterlo».

La tecnologia 5G è un cavallo di Troia per spiarci?
trump e xi jinping alla citta proibita piazza tien an menTRUMP E XI JINPING ALLA CITTA PROIBITA PIAZZA TIEN AN MEN













«Su Huawei dobbiamo andarci cauti. Tutte le aziende pubbliche cinesi obbediscono al partito. Se gestiranno le nostre infrastrutture non saremo più tranquilli. Ma non mi aspetto che l' Italia faccia queste considerazioni: ormai siamo succubi e servili, la colonia ce l' abbiamo nel cervello».

Comunque il presidente Conte parla di un «accordo quadro non vincolante».
«Forse hanno realizzato di aver esagerato. Faranno un accordo in tono minore per annacquare il memorandum, ma ormai ci siamo esposti. E intanto i cinesi ridono».

Insomma, ne usciremo con un cavillo, un po' quello che sta accadendo nell' infinito tira e molla sulla Tav.
«Ah, la Tav. Quella i cinesi la tiran su in un fine settimana».

Come dice Crozza, «I cinesi il tunnel della Tav lo scavano con il Black&Decker»?
TONINELLI DI MAIO SALVINI 19TONINELLI DI MAIO SALVINI 19
«Esattamente. Sono bestiali. Tostissimi».

Mi pare di capire che non ha una grande opinione dei 5 stelle.
«Quelli sono pericolosi come i Khmer rossi. Bloccano tutto quello che c' è da bloccare. Ma se un progetto come la Tav parte, poi lo devi terminare».

Che ne pensa della nuova quota 100 sulle pensioni?
«Penso che siamo un Paese di vecchi. E quindi le elezioni si vincono regalando soldi ai vecchi. Ma così non c' è futuro».

E i giovani?
«Quelli bisognerebbe evacuarli dall' Italia a bordo dell' arca di Noè.
A loro consiglio di studiare tanto, accettare tutti i lavori possibili, girare il mondo, imparare dai ragazzi cinesi».
LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE

Perché?
«Ormai i giovani cinesi divorano i ragazzi occidentali. Lavoratori instancabili, studiano senza sosta, niente vacanze, niente spinelli. Hanno una forza vitale che in Italia abbiamo perso da tempo».

Cos' è che i cinesi invidiano agli italiani?
«Soprattutto l' aria pulita».

Se fosse a Palazzo Chigi, quale sarebbe il suo primo provvedimento?
paolo gentiloni con xi jinping al forum per la via della seta 3PAOLO GENTILONI CON XI JINPING AL FORUM PER LA VIA DELLA SETA
«Raderei al suolo il Tar, la Corte dei conti e il Consiglio di Stato».

Perché ha postato un video mascherato da Winston Churchill?
«Ricorda il primo discorso di Churchill a Westminster, da primo ministro? "Ci attendono sudore, lacrime e sangue". È quello che un buon governante dovrebbe dire oggi agli italiani, con trasparenza e onestà. Altro che reddito di cittadinanza».

Oggi invece gli inglesi sembrano sull' orlo di una crisi di nervi.
«Gli inglesi sono dei poveracci. Hanno voluto giocare duro e adesso ne pagano il prezzo. Hanno rallentato per anni il processo di integrazione europea per interessi di parte. Per l' Europa sono come un grazioso gattino attaccato ai maroni».
trump xiTRUMP XI

La guerra commerciale tra Donald Trump e Pechino è arrivata a una svolta?
«Purtroppo Trump - della cui linea non condivido quasi nulla - arriverà a un accordo, ne ha bisogno in vista delle elezioni. Ma dazi selettivi sono necessari per ragioni di indipendenza economica, di sicurezza e di politica. Passate le elezioni del prossimo anno, il vento anti Cina in Usa soffierà più forte che mai e il "decoupling", lo scontro tra Est e Ovest, accelererà il passo».
trump xiTRUMP XI

Come giudica il vento sovranista che attraversa l' Europa?
«Non sono d' accordo con il fronte sovranista. Però la crociata contro l' immigrazione selvaggia è sacrosanta. Ci raccontano che è un fenomeno inarrestabile, ma non è vero. Ci sono battaglie che vanno combattute. Le navi delle Ong erano un andazzo inaccettabile, adesso grazie alla linea di Matteo Salvini non ci sono più.
Diamogliene atto».
recessione di maio salviniRECESSIONE DI MAIO SALVINI

Cosa le manca di più dell' Italia?
«Ben poco. Torno una volta l' anno. Forse mi manca la mia gioventù. Tra l' altro oggi la cucina italiana la trovi ovunque: quindi ho sconfitto anche la nostalgia dei tortellini».

Fonte: qui




MERCOLEDÌ SI VOTA SUL PROCESSO PER SALVINI E GIOVEDÌ PER LA SFIDUCIA A TONINELLI, MA IL GOVERNO NON CORRE RISCHI: IL M5S AVVERTE I DISSIDENTI CHE CHI VOTA CONTRO È FUORI, MA “NIENTE SGAMBETTI” SUL MINISTRO DEI TRASPORTI O “CADE IL GOVERNO” 
CI SARANNO ASSENZE STRATEGICHE DA ENTRAMBE LE PARTI, MA SOLO PER MANDARSI SEGNALI E VERIFICARE LA CONSISTENZA DELLA FRONDA
Emilio Pucci per “il Messaggero”

Tav. - Salvini Di Maio ToninelliTAV. - SALVINI DI MAIO TONINELLI
I vertici M5S hanno avvertito i dissidenti ancora una volta: sul caso Diciotti «chi vota contro la posizione espressa dalla base sulla piattaforma Rousseau» si mette fuori dal Movimento. Ma un messaggio è arrivato anche alla Lega: «Niente sgambetti» sulla mozione di sfiducia contro Toninelli, «altrimenti cade il governo».  Le due votazioni - la prima sull' operato di Salvini (mercoledì) la seconda (giovedì) sul ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture - rappresentano uno snodo importante della legislatura. Costituiscono di certo un test per l' esecutivo e per la maggioranza. Ma non dovrebbero riservare sorprese.

DANILO TONINELLI E IL RISCALDAMENTO GLOBALEDANILO TONINELLI E IL RISCALDAMENTO GLOBALE










IL TEST
Sono state preparate con largo anticipato dalle due forze politiche che hanno contratto il programma di governo. Perché è la linea da sempre dei pentastellati non sono previste maggioranze variabili. Ovvero poco importa se FI e FdI si siano schierate a favore del responsabile del Viminale, non cambiano i rapporti interni.

Non sono in discussione i numeri del 20 marzo quando i senatori dalle 13 saranno chiamati a pronunciarsi sulla proposta della Giunta delle immunità di Palazzo Madama che ha chiesto all' Aula di non concedere alla procura di Catania l' autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier.
salvini toninelliSALVINI TONINELLI

Mantero e La Mura dovrebbero uniformarsi alla linea M5S, Fattori potrebbe è l' exit strategy chiesta dai vertici del gruppo al Senato uscire dall' Aula, Nugnes invece dovrebbe tenere il punto. In ogni caso Salvini interverrà mercoledì nell' emiciclo del Senato - ha messo in conto i mal di pancia interni al Movimento.

salvini diciotti 5SALVINI DICIOTTI




Considera fisiologico che qualcuno possa non partecipare al voto o addirittura concordare con le accuse del Tribunale etneo sulla gestione della nave della guardia costiera italiana bloccata per cinque giorni di fronte al porto di Catania, con 177 migranti a bordo.

Non si è trattato affatto di un sequestro di persona, ci fu una decisione collegiale nell' interesse del Paese, hanno messo nero su bianco il premier Conte, il vicepremier Di Maio e il ministro Toninelli. «Se mi processano per aver difeso i confini italiani io ne sarò orgoglioso, andrò a testa alta», continua a ripetere il segretario del partito di via Bellerio, «ognuno sarà libero di esprimersi secondo coscienza». Qualche timore invece riguarda l' esito della partita del giorno dopo.

DANILO TONINELLI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINIDANILO TONINELLI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI
L' ATTACCO DEL PD
Il Pd sta preparando l' attacco a Toninelli, l' obiettivo di sfiduciare il ministro più criticato del governo è condiviso da tutte le forze dell' opposizione. Non sarà facile per la Lega difendere chi, a detta degli esponenti del partito di via Bellerio, è il maggior responsabile dello scontro sulla Tav. Dipenderà anche da come evolverà il dibattito sullo sblocca cantieri, con il Movimento 5Stelle che vuole inserire delle norme preparate dal ministro dell' Ambiente Costa sul consumo del suolo, contro l' eccessiva cementificazione, e non vuole abbassare la guardia sull' edilizia privata perché così spiegano fonti di governo si tornerebbe al piano Lupi' o alle promesse di Berlusconi.
salviniSALVINI

Ecco, le tensioni sulle grandi opere potrebbero sfociare non tanto in un dissenso aperto contro il ministro quanto in assenze in Aula che andrebbero in ogni modo a pesare sui numeri finali.
Naturalmente la Lega non pensa di votare sì alla sfiducia di Toninelli, difeso a spada tratta dal presidente del Consiglio e dalla maggior parte dei senatori pentastellati.

toninelli salviniTONINELLI SALVINI
«Toninelli è perfettamente in linea con il Movimento», lo blinda il senatore Dessi. Il malcontento di un gruppo di senatori ora è legato soprattutto al fatto che i rimborsi al movimento andranno su un conto corrente «e non allarga le braccia un esponente pentastellato al microcredito e agli alluvionati, è un finanziamento mascherato».

Tuttavia la convinzione anche da parte dei malpancisti è che in questo momento nessuno possa sfilarsi. Per questo M5S e Lega in settimana blinderanno l' esecutivo. Con le tensioni che rimarranno però sotto traccia.

Fonte: qui

lunedì 18 marzo 2019

CHE SUCCEDE ALLA METRO DI MILANO?


ENNESIMA BRUSCA FRENATA NEI TRENI SOTTERRANEI E ALTRI FERITI, MA ANCORA NON SI SPIEGANO GLI STOP IMPROVVISI

LA QUESTIONE STA TUTTA IN UN SOFTWARE CHE RILEVA UN’ANOMALIA E FA INCHIODARE I CONVOGLI, MA ANCORA NON È STATO UNIFORMATO ALLE TRE DIVERSE LINEE

L’ASSESSORE AI TRASPORTI: “QUEL CHE È CERTO È CHE IL SISTEMA FUNZIONA”, FORSE ANCHE TROPPO, VISTO CHE IN POCO PIÙ DI UN ANNO CI SONO STATI UNA CINQUANTINA DI INCIDENTI CON ALTRETTANTI FERITI


Grazia Longo per “la Stampa”

incidente metro milano 8INCIDENTE METRO MILANO
Mentre ieri mattina si è registrata l' ennesima brusca frenata sulla metropolitana di Milano, con quattro contusi in modo lieve e nessuna sospensione della linea, le notizie acclarate sono due. La prima: non è ancora chiara la causa dei continui stop improvvisi della metro. La seconda: dovranno trascorrere ancora alcuni mesi prima che si risolva il problema. Lo dice chiaro e tondo l' assessore comunale ai trasporti Marco Granelli: «Servirà qualche mese per omologare il software dei treni più vecchi e lenti a quello dei mezzi nuovi e più veloci.

incidente metro milano 3INCIDENTE METRO MILANO



Inoltre la Alstom, la multinazionale che ha progettato i sistemi di Atm (Azienda Trasporti milanesi, ndr) dovrà uniformare i tre diversi sistemi delle tre diverse linee metropolitane». E nel frattempo? «Stiamo lavorando insieme all' Atm per affinare il metodo di segnalazione allarme in modo da contenere il fenomeno delle frenate brusche. L' Atm sta davvero facendo il possibile per affinare il rilevamento della criticità. E comunque crediamo sia meglio avere un episodio di frenata o di rallentamento in più rispetto ad un incidente che porterebbe conseguenze più gravi».
MARCO GRANELLIMARCO GRANELLI

L' origine del disagio intanto resta un giallo. «Quel che è certo - prosegue l' assessore - è che il sistema funziona, nel senso che il rilevamento di un' anomalia fa scattare il meccanismo della frenata brusca. Ma per quanto concerne l' anomalia, chissà potrebbe essere grasso, polvere sui binari: l' Atm è impegnata a capire cosa sia».

incidente metro milano 2INCIDENTE METRO MILANO








Sul caso indaga anche la magistratura. Il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano ha raggruppato tutti i fascicoli relativi ai vari casi e ha aperto un' inchiesta al momento contro ignoti. Finora l' episodio più grave si è verificato sabato scorso con undici feriti, nove quelli ricoverati in ospedale dal 118. Tra questi anche due bambini di 16 mesi e di 8 anni. Ultimo anello di una catena di oltre 50 incidenti negli ultimi mesi e altrettanti feriti.

incidente metro milano 1INCIDENTE METRO MILANO
Il treno coinvolto sabato è stato posto sotto sequestro dal pm Stefano Ammendola che ha inoltre incaricato la polizia di indagare sul caso. Sul tavolo di inquirenti e investigatori ci sono varie ipotesi. Oltre che dalla possibile presenza di quantità eccessiva di grasso o sporcizia sui binari, il falso allarme potrebbe essere scatenato da un «buco» nel sistema, una sorta di interruzione di comunicazione tra i vari elementi del sistema che gestisce la marcia automatica dei mezzi o da un errore umano dei macchinisti (ma questa pista sembra al momento la meno probabile).
MARCO GRANELLI 1MARCO GRANELLI



L' assessore Granelli precisa che gli episodi in cui la metro ha dovuto inchiodare all' ultimo minuto «sono aumentati in tre anni per poi diminuire nel 2018: nel 2015 sono state 67, nel 2016 sono salite a 79, nel 2017 sono salite ancora a 109, per poi scendere nel 2018 a 83». Ma il Codacons annuncia battaglia e un esposto in procura. «Inaccettabile - si legge in una nota - che possa essere messa così a repentaglio la salute e la sicurezza di migliaia di passeggeri che giornalmente utilizzano la metropolitana milanese. L' Atm deve garantire la sicurezza ».
incidente metro milano 6INCIDENTE METRO MILANO

Per quanto concerne, nello specifico, la circostanza di ieri mattina alla fermata di Cassina de' Pecchi, nell' hinterland milanese lungo la linea 2, la frenata brusca, secondo l' Atm è legata al cattivo funzionamento di un apparecchio a bordo del convoglio. «Il temporaneo malfunzionamento della strumentazione ha individuato erroneamente un semaforo rosso» e, quindi, quando la velocità era di circa di 25 chilometri all' ora, il treno si è improvvisamente arrestato.

12 Marzo 2019

Fonte: qui

IL GENERALE RAPETTO SPIEGA PERCHÉ LA NATO È PREOCCUPATISSIMA CHE L’ITALIA DIA IN MANO AI CINESI I SISTEMI DI TELECOMUNICAZIONE 5G


CHI PROGETTA E GESTISCE GLI APPARATI DI TRASMISSIONE HA IL DOMINIO ASSOLUTO 

OLTRE AL RISCHIO SPIONAGGIO, I CINESI POTREBBERO DECIDERE A LORO PIACIMENTO DI TAGLIARE I COLLEGAMENTI AGLI OSPEDALI E AI CENTRI DI COMANDO E CONTROLLO DELLA DIFESA

Umberto Rapetto per www.startmag.it
huaweiHUAWEI

I sistemi di telecomunicazioni 5G fanno sognare gli utenti, ma l’esperienza onirica potrebbe rapidamente trasformarsi in incubo. Le preoccupazioni affiorano nel contesto militare, là dove una guerra – magari dai contorni tecnologici – è sempre dietro l’angolo.

LUIGI DI MAIO E LA CINALUIGI DI MAIO E LA CINA
Mentre si decantano le mirabolanti prestazioni per la mobilità del futuro e per la possibilità di sfruttare l’Internet delle cose, la Nato concentra le proprie risorse per scendere a fondo sui rischi delle tecnologie tlc, per identificare le minacce alla sicurezza, per contribuire all’analisi del dilemma Huawei-sì/Huawei-no al cui proposito molte “terre dei cachi” continuano a rinviare qualsivoglia decisione.

UMBERTO RAPETTOUMBERTO RAPETTO
I pericoli in ambito Difesa sono agevolmente individuabili e l’apprensione degli esperti delle Forze Armate si profilano ragionevoli e comprensibili ai più. Le reti 5G sono caratterizzate anzitutto dalla elevata velocità di trasmissione dati in grado di insidiare persino le connessioni in fibra ottica e capace di soddisfare i dispositivi maggiormente “assetati” di informazioni per il loro regolare funzionamento.
xi jinpingXI JINPING



Questa tecnologia, ad esempio, si profila come la panacea per i collegamenti clinico-sanitari consentendo l’istantaneo trasferimento di dati, immagini, voci e comandi per operazioni chirurgiche a distanza. Cosa succede, però, se quel bisturi perde la connessione nel momento più delicato dell’intervento? La stessa riflessione può essere mutuata in qualunque altro contesto, dall’energia ai trasporti, dalla finanza alla guerra.
smart citySMART CITY



Se fino a qualche tempo fa il principale timore si incentrava su possibili hacker senza scrupoli, oggi (e sempre di più ogni giorno che passa) la paura si dilata guardando a chi realizza l’infrastruttura di connessione. Chi progetta e costruisce gli apparati ha potenzialmente il dominio assoluto. Quasi esistesse un interruttore generale, potrebbe “tranciare” qualunque collegamento. Le infinite funzioni esposte commercialmente potrebbero essere affiancate da azioni maligne invisibili per chi se ne serve, alimentando lo spionaggio o introducendo informazioni fuorvianti confezionate ad hoc.

huaweiHUAWEI
Il roseo orizzonte del progresso – visto attraverso la lente di tattiche e strategie militari – diventa rapidamente cupo. Le reti sono il tessuto connettivo del vivere quotidiano, ma sono anche il sistema nervoso delle attività di “comando e controllo” su cui la Difesa fa perno dai processi decisionali fino all’ultima operazione sul campo di battaglia. Se gli “ingranaggi” di questo immaginario motore di telecomunicazione lasciano trasparire dubbi e sospetti in ordine alla loro affidabilità, è d’obbligo far scattare ogni iniziativa volta a eviscerare ogni dettaglio tecnico e organizzativo e a prevenire sgradevoli sorprese.
DONALD TRUMP XI JINPINGDONALD TRUMP XI JINPING

La tecnologia 5G permette di manovrare i mezzi di trasporto il cui sistema “vascolare” è garantito dal dialogo istantaneo tra i sensori e i computer remoti e dalle conseguenti decisioni (movimenti o altre azioni) assunte grazie alle applicazioni di intelligenza artificiale. Se il veicolo è un drone (aereo, terrestre o navale) in missione militare cosa succede in caso di interferenza?

5g smart city5G SMART CITY
Il 5G porta con sé una sorta di network-dipendenza: il venir meno del collegamento genera “crisi di astinenza” che portano all’immediata paralisi di ogni attività condizionata dalla costante e continua disponibilità di dati e di riscontri.

Il fatto che la supremazia tecnologica sia in mano alle aziende cinesi impone analisi tecniche e controlli operativi per sincerarsi dell’effettiva affidabilità: non bastano dotazioni dalle prestazioni eccellenti, ma occorre la garanzia che quei sofisticati dispositivi non facciano qualche impercettibile “marachella” che può pregiudicare le sorti di una Nazione o addirittura dell’Alleanza atlantica.

Fonte: qui

UN ALTRO BUS IN FIAMME NELLA NOTTE, A PIAZZALE CLODIO, VICINO AL TRIBUNALE: NESSUN FERITO

È L’ENNESIMO CASO A ROMA, DOVE GLI AUTOBUS PUBBLICI HANNO UN’ETÀ MEDIA DI 12 ANNI 

L’INCHIESTA DELLA PROCURA DELLO SCORSO ANNO AVEVA ACCERTATO CHE NON SI TRATTA DI MANOMISSIONE, MA DI PESSIME CONDIZIONI DEI MEZZI - VIDEO


Foto di Ferdinando Mezzelani per Dagospia

bus in fiammeBUS IN FIAMME
Un bus di linea è andato a fuoco giovedì sera(14 Marzo 2019) a piazzale Clodio a Roma, nei pressi del tribunale. Sul posto i vigili del fuoco per spegnere le fiamme che hanno avvolto il mezzo. Non si registrano feriti. Secondo quanto si è appreso dai pompieri, non c’erano passeggeri a bordo.

È l’ennesimo caso nella capitale, dove gli autobus dell’Atac hanno in media oltre 12 anni, e lo stato di manutenzione risulta costantemente insufficiente. Su alcuni episodi la Procura di Roma ha anche aperto un’inchiesta: come nel caso dell’incendio dell’8 maggio del 2018, quando un autobus prese fuoco nel bel mezzo di via del Tritone, ferendo una commessa.
bus in fiamme 8BUS IN FIAMME 

Le immagini del mezzo avvolto dalle fiamme fecero tristemente il giro del mondo. Ma finora le indagini non hanno rivelato alcun sabotaggio: i mezzi prenderebbero fuoco solo per le condizioni pessime dei motori. Tra gli ultimi autobus distrutti dalle fiamme, ci sono una vettura RomaTpl e una Atac, in fiamme in via di Vigna Murata nella notte tra il 24 e il 25 gennaio. Gli autobus erano fuori servizio, senza passeggeri a bordo, e per fortuna non ci sono state conseguenze per l’autista. 


Fonte: qui
bus in fiamme 3BUS IN FIAMME 

bus in fiamme 11

“NON È VERO CHE ERO MALATO TERMINALE”

BOGDAN AMMETTE DI AVER INVENTATO UNA BALLA A GIULIA SARTI: “LE HO DETTO CHE AVEVO UN TUMORE AL TELEFONO IL 13 FEBBRAIO 2018”. CHE POI SAREBBE ESATTAMENTE IL GIORNO DOPO L’ESPLOSIONE DEL CASO DELLE MANCATE RESTITUZIONI DELLA DEPUTATA 
PERCHÉ SI È DOVUTO INVENTARE UNA CAZZATA COSÌ GROSSA? 
PER FORNIRE UN ALIBI PER I MANCATI BONIFICI DELLA GRILLINA, MA…
Marco Lillo e Antonio Massari per “il Fatto Quotidiano”

bogdan tibusche su giulia sarti alle ieneBOGDAN TIBUSCHE SU GIULIA SARTI ALLE IENE
"Sì è vero. Io ho detto a Giulia Sarti che ero malato terminale di tumore al telefono il 13 febbraio 2018. Sì è vero. L' ho scritto anche nella chat con lei. Sì: non era vero. Però questo non conta ai fini penali". Parola di Bogdan Tibusche. "Il Gip lo spiega bene nell' archiviazione", chiosa il 38enne di Bacau e ha ragione: "Non c' è truffa per il Gip perché la cosa del tumore la dico al telefono a Giulia solo a febbraio mentre i soldi li ho presi dal conto anche molto tempo prima, con il suo consenso".
GIULIA SARTIGIULIA SARTI

Effettivamente la balla non è importante anche per i magistrati perché Giulia Sarti già gli aveva affidato le credenziali e il token per l' accesso on line. Comunque per Bogdan la bugia sulla malattia è durata poco: "Un giorno dopo le scrivo in chat che questa cosa l' avevo detta e scritta per darle un alibi alle mancate restituzioni al M5S ".

Giulia Sarti Peter Gomez e Marco TravaglioGIULIA SARTI PETER GOMEZ E MARCO TRAVAGLIO






Questa è la versione di Bogdan, il misterioso ex ragazzo rumeno di Giulia Sarti che oggi nega anche la relazione. Attenzione alle date: la telefonata del 13 febbraio 2018 con la balla della malattia si inserisce il giorno dopo l' esplosione del caso delle mancate restituzioni al Fondo per il microcredito del Mef da parte di Giulia Sarti.

alessandro di battista in spiaggia con giulia sarti nel 2016 1ALESSANDRO DI BATTISTA IN SPIAGGIA CON GIULIA SARTI NEL 2016 1
Ancora un giorno e il 14 febbraio la parlamentare annuncerà al suo ex Bogdan la decisione di denunciarlo, cosa che farà poi il 15 febbraio. E lui il 16 si farà interrogare e porterà in Procura il telefonino con le chat di whatsapp e Telegram.

Il contenuto di quella conversazione e della chat successiva tra i due rende evidente tre cose: Bogdan ammetteva di essere stato il compagno di Giulia, almeno con lei. Bogdan le aveva detto di aver bisogno di soldi per questioni importanti già prima. In quella chiamata fa cadere solo il velo sulla ragione: Bogdan 'confessa' con tono solenne di avere avuto bisogno di soldi per la cura di una malattia terminale che gli dava 6-8 mesi di vita.
le iene su giulia sarti e bogdan tibusche 4LE IENE SU GIULIA SARTI E BOGDAN TIBUSCHE

Ma tutto era stato inutile. Non solo. Leggendo la chat seguente alla telefonata si intuisce che il lavoro di Bogdan - stando a quanto raccontava lui a Giulia Sarti - aveva a che fare con i servizi segreti. Sul punto al Fatto Bogdan dice solo: "Per ora parliamo solo di quello che è agli atti pubblici. Sul resto parleremo poi ma di certo non finisce qui".

Sulla malattia finta invece replica: "In quella telefonata offro a Giulia questo alibi per i mancati bonifici. Non è vero che sono malato. Non lo dico subito al telefono ma poi le scrivo il giorno dopo nella chat che la malattia è solo un alibi". In effetti però si potrebbe anche pensare che Bogdan il 14 febbraio scriva nella chat a Giulia "quello che ti ho scritto era per darti l' alibi della denuncia non lo hai capito?" solo dopo aver appreso da Giulia che lei il giorno dopo lo avrebbe denunciato.
bogdan tibusche su giulia sarti alle ieneBOGDAN TIBUSCHE SU GIULIA SARTI ALLE IENE

Bogdan a quel punto sa che la balla della finta malattia può finire nella denuncia per truffa e - con quel messaggio a Giulia - mette le mani avanti smontando in anticipo l' accusa? Pm e Gip non si pongono nemmeno la domanda. I magistrati accertano reati e si disinteressano dei fatti irrilevanti penalmente ma che hanno una grande rilevanza nel dibattito pubblico.

le iene su giulia sarti e bogdan tibusche 2LE IENE SU GIULIA SARTI E BOGDAN TIBUSCHE 2
Mai come in questo caso è evidente la distanza tra verità giudiziaria e verità tout court. Per il Gip Bogdan Tibusche non ha commesso appropriazione indebita ai danni di Giulia Sarti e non è un truffatore per la balla del tumore. La ragione? I bonifici per 35 mila euro in suo vantaggio, denunciati da Giulia Sarti, risalgono a molto prima che Bogdan le raccontasse la balla della malattia. Inoltre Giulia aveva dato al suo ex ragazzo il token del conto e quindi per prenderle i soldi lui non aveva bisogno di truffarla. Il Gip è sovrano in materia penale ma nel dibattito pubblico queste conclusioni lasciano delusi.

giulia sartiGIULIA SARTI





Troppe domande inevase. Giulia Sarti presentava Bogdan come il suo ragazzo e Bogdan oggi lo nega. Perché? Sarti sostiene che Bogdan le aveva detto che era una sorta di agente di un super servizio segreto. Bogdan aveva installato telecamere nella casa della Sarti per videosorvegliare le stanze. Era d' accordo con lei, come sostiene il rumeno? E con quelle telecamere sono davvero stati registrati incontri con terzi?

giulia sartiGIULIA SARTI




Davvero Bogdan dispone di un backup delle videoregistrazioni? Il pm Davide Ercolani ha finora fatto una scelta rispettosa della privacy tenendo fuori la relazione, la malattia e le chat sulle missioni segrete dalle indagini.

giulia sartiGIULIA SARTI
Eppure l' amore, la malattia e la professione di Bogdan potrebbero essere importanti per capire il 'senso' dei comportamenti di Giulia Sarti che oggi appaiono inspiegabili dall' esterno. Forse, anche alla luce della gogna mediatica seguita alla pubblicazione della verità monca di natura giudiziaria, sarebbe il caso che la magistratura facesse un passo avanti nella ricerca della verità.

Fonte: qui



 

''LE FOTO HARD DI GIULIA SARTI? NON È REVENGE PORN, È UNA VENDETTA POLITICA INTERNA AL M5S''. OCCHIO A QUELLO CHE DICE GIOVANNI FAVIA, EX DELLA GRILLINA RIMINESE, ESPULSO DAL MOVIMENTO: ''GENTE SENZA ARTE NÉ PARTE SI È RITROVATA IN PARLAMENTO. INCONTRI PERSONE FAMOSE, HAI MIGLIAIA DI EURO IN TASCA... QUEL REALITY DIEDE LORO UN SENSO DI ESALTAZIONE. GIULIA HA TRADITO I SUOI PRINCIPI E LE HO TOLTO IL SALUTO. HA FATTO BENE A METTERE LE TELECAMERE IN CASA PERCHÉ…'' 

QUELLO CHE PENSA DI ROCCO CASALINO E BOGDAN

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

Passato alla storia del M5S come uno dei primi espulsi (via blog) da Grillo, l' ex consigliere regionale emiliano Giovanni Favia ha aperto quattro ristoranti a Bologna e si tiene alla larga dagli amici di un tempo. Lui e Giulia Sarti erano inseparabili.

Siete stati fidanzati?
«Tecnicamente non eravamo fidanzati, ma le ho voluto moltissimo bene. La nostra amicizia è iniziata nel 2007, era sempre al mio fianco. Poi io ho rotto con i vertici, mentre altri sono rimasti dentro, spinti dalla voglia di arrivare.
Raccontavano la favoletta di voler cambiare il Movimento dall' interno».

giovanni favia e beppe grillo 2GIOVANNI FAVIA E BEPPE GRILLO
Mentivano?
«Gente senza arte né parte si è ritrovata in Parlamento.
Incontri persone famose, hai migliaia di euro in tasca... All' inizio volevano fare un po' i dissidenti come Pizzarotti.
Ma poi quel reality diede loro un senso di esaltazione. Giulia ha tradito i suoi principi, si è messa a frequentare lo star system de' noantri . È diventata una talebana e le ho tolto il saluto».

Per i rimborsi?
«No, perché non era più la stessa. Delle disavventure di Giulia non mi va di parlare, ma mi dispiace che sia finita alla gogna e voglio dire quello che so per certo. Il caso delle foto rubate non c' entra nulla con il revenge porn ».
GIULIA SARTIGIULIA SARTI

Quegli scatti non sono una vendetta personale?
«No, credo siano una vendetta politica interna al M5S. Lì dentro c' è una cyberguerra. Alla Casaleggio avevano una fobia nei miei confronti e tutti quelli che erano stati vicini a me erano visti con sospetto e subivano uno spionaggio stile Stasi. Non si fidavano di lei, pensavano che avesse dentro il germe della dissidenza. Il suo nemico era Max Bugani, l' unico in Emilia che ha tradito me e Pizzarotti».

Sospetta di Bugani? Vuole prendersi un' altra querela?
«Non dico che fu lui ad hackerare mail e foto. Non so chi sia stato, se attivisti o eletti, ma certo la corrente era quella. Il solo fatto che Giulia non mi avesse rinnegato era un problema, perché io ebbi uno scontro fortissimo con Bugani. Questa storia è un inside job , inutile prendersela con i media. Gli autori sono persone legate all' ala fideistica e hanno colpito lei perché era sopravvissuta alle epurazioni e se la sapeva cavare in tv».
GIULIA INNOCENZI E GIOVANNI FAVIAGIULIA INNOCENZI E GIOVANNI FAVIA

Dopo cosa è successo?
«L' hackeraggio è stata una ritorsione. Per allontanarla dal cerchio magico di Di Maio cercavano la prova che nascondesse qualcosa. La storia del porno è una casualità che gli cade dal cielo. Ma Giulia prese una tale batosta che non osò più alzare le penne».
le iene su giulia sarti e bogdan tibusche 1LE IENE SU GIULIA SARTI E BOGDAN TIBUSCHE

L' ex fidanzato Andrea Bogdan Tibusche che ruolo ha?
«Non c' entra niente».

Come fa a esserne così certo?
«Anche Giulia si è messa in un casino più grande di lei e non sa come uscirne. Magari ha esagerato in ambizione, ma non merita il momento terribile che sta vivendo».

Perché Sarti si fece installare le telecamere in casa?
«Se le ha messe per tutelarsi da quel covo di serpi che è il M5S ha fatto più che bene.
Tutto è ipercontrollato, c' è una psicosi che porta a fotografarsi i messaggi telegram, quelli che poi spariscono. È una macchina di potere».
giulia sartiGIULIA SARTI

Rocco Casalino?
«È un professionista, la persona che ha più forza nel M5S. Ma la comunicazione è organizzata in modo militare.
Non era così nemmeno con Berlusconi».

Fonte: qui