9 dicembre forconi

giovedì 25 ottobre 2018

LA 16ENNE DESIREE MARIOTTINI E’ STATA DROGATA E STUPRATA PRIMA DI ESSERE UCCISA


COME PAMELA MASTROPIETRO A MACERATA, ANCHE LA RAGAZZA E’ FINITA NELLE GRINFIE DI UN BRANCO (AFRICANI E ARABI, STANDO AL RACCONTO DI UN TESTIMONE SENEGALESE) NEL QUARTIERE SAN LORENZO A ROMA. E’ PROBABILE CHE SIA MORTA PER OVERDOSE

LA MINORENNE E’ STATA RITROVATA IN UNO STABILE ABBANDONATO, DI PROPRIETÀ È DELLA “TUNDA ORANGE” (SOCIETÀ IMMOBILIARE IL CUI AMMINISTRATORE UNICO È VALERIO, FRATELLO DI WALTER VELTRONI), ABITATO DA PUSHER E SENZATETTO, FORSE PER RECUPERARE UN TABLET CHE LE ERA STATO RUBATO. MA C’E’ ANCHE CHI GIURA CHE LO FREQUENTASSE DA TEMPO

LE RIVELAZIONI DEL TESTIMONE, LA FURIA DEI RESIDENTI E LE DUE TELEFONATE MISTERIOSE

UNO STUPRO DI GRUPPO SU DESIRÉE«UCCISA, ALTRE DUE IN TRAPPOLA»
RInaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

desiree mariottiniDESIREE MARIOTTINI
Come Pamela Mastropietro a Macerata, come Sara Bosco in un padiglione abbandonato del Forlanini. Età simile, analogo destino. Anche Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina trovata morta nella notte tra giovedì e venerdì in un cantiere abbandonato del centralissimo quartiere San Lorenzo a Roma, è finita in un «non luogo», in cerca di droga o forse attirata in una trappola, e non è più uscita.

Ma quello che sembrava un dramma della solitudine in un'adolescenza tormentata è ora qualcosa di più. Desirée ha subìto una violenza di gruppo prima di morire per cause ancora da accertare. Forse un collasso per abuso di sostanze, ma solo l'esame tossicologico potrà dirlo. Quello che l' autopsia ha reso però subito evidente è che la ragazza è stata vittima di un'aggressione a sfondo sessuale.

Le indagini sono da ieri in mano al pool dei magistrati che si occupano di violenza di genere, ma il pm Stefano Pizza e l' aggiunto Maria Monteleone, che indagano per violenza sessuale e omicidio, hanno una difficoltà in più da affrontare in una storia dalle tinte già scurissime. Almeno tre giorni sono stati persi a causa di una sbrigativa relazione del commissariato di zona che parlava di una donna di 25-30 anni morta per overdose e senza apparenti segni di violenza.
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Una storia forse liquidata con troppa fretta come triste routine nel mondo di sotto della Capitale e invece con precise responsabilità da individuare. Nella prima annotazione c' era scritto che Desirée era «vestita», poi si è scoperto che qualcuno l' ha rivestita per sviare le indagini.

In aiuto dei magistrati e della Squadra Mobile ci sono però alcuni elementi. Intanto la testimonianza di un cittadino del Senegal che si è recato in commissariato e ha raccontato (poi anche in televisione, al programma Rai «Storie Italiane») quello che avrebbe visto nello scheletro dell' edificio in via dei Lucani: «Io c' ero quella sera, dopo che è morta c'ero», ha spiegato il testimone.

«Sono arrivato lì a mezzanotte o mezzanotte e mezza e c'era una ragazza che urlava. Ho guardato quella che urlava e c' era un' altra ragazza a letto: le avevano messo una coperta fino alla testa ma si vedeva la testa. Non lo so se respirava, sembrava già morta, perché l' altra ragazza urlava e diceva che era morta. C' erano africani e arabi - ha continuato l' uomo - sei o sette persone. Anche un' altra ragazza era lì e parlava romano. Urlava che l' hanno violentata, poi lei ha anche preso qualche droga perché lì si vende la droga. Da quello che diceva lei sono stati tre sicuramente o quattro...».
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La sua ricostruzione viene verificata in queste ore anche grazie al racconto di altre persone identificate, tra cui le due ragazze e un altro cittadino nordafricano. Agli inquirenti è stato consegnato anche un telefono, forse proprio quello della vittima. Accanto al corpo di Desirée, che in passato è stata in cura con psicofarmaci, non c'erano siringhe o strumenti simili.

Quanto alle motivazioni che l'hanno spinta nel rudere abitato da senzatetto e covo dei pusher - si tratta di ex officine collegate allo scalo delle Ferrovie e mai recuperate ad altro uso - c'è anche la versione di una donna del quartiere, secondo la quale la ragazza sarebbe entrata per riprendere un tablet che le avevano rubato. E c'è poi il mistero sulla telefonata anonima al 118. Chi ha chiamato i soccorsi alle 3 di notte? Il personale dell' ambulanza è rimasto bloccato all' esterno del cancello di ingresso, sbarrato da catena e lucchetti. Solo l'arrivo dei Vigili del fuoco ha consentito di raggiungere il corpo senza vita della ragazza.
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San Lorenzo è uno dei quartieri della movida romana, frequentato tutte le sere da migliaia di ragazzi, molti dei quali studenti fuorisede della vicina La Sapienza. In tanti hanno portato fiori (anche gli zii della vittima) e lumini. Accanto al degrado del rudere c'è anche uno spazio dove si tengono concerti. I frequentatori del posto hanno dipinto di bianco il cancello dell'ex cantiere, adornandolo con cuori rossi e la scritta «Giustizia per Desirée, San Lorenzo non ti dimentica».

L'ULTIMA NOTTE DI DESIRÉE STUPRATA E UCCISA DAL BRANCO
Elena Panarella per “il Messaggero”

L'autopsia sul corpo di Desirée Mariottini, la 16enne trovata morta tra giovedì e venerdì notte in uno stabile occupato in via dei Lucani, a San Lorenzo, conferma il racconto del supertestimone: la ragazzina di Cisterna di Latina aveva assunto stupefacenti e ha segni compatibili con una violenza sessuale, molto probabilmente di gruppo.

La polizia ha ascoltato due immigrati africani e due ragazze per ricostruire le sue ultime ore di vita. E così il mistero ha lasciato posto alla più atroce delle verità. A quanto ricostruito finora dagli investigatori, la ragazza frequentava il magazzino semi-abbandonato da tempo e negli ultimi giorni sarebbe stata vista entrare e uscire in più di un' occasione. Sebbene gli esami tossicologici siano ancora in corso, i medici legali considerano probabile la morte per overdose. […]
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[…] Tanti i sopralluoghi, sono stati acquisiti anche i filmati delle telecamere della zona. […] La terribile fine di questa ragazzina, che abitava nella cittadina ai margini settentrionali dell'Agro Pontino con la madre e una sorella più piccola, è avvolta ancora da enormi interrogativi. L'unica certezza è che non aveva fatto rientro a casa giovedì sera, una circostanza inusuale che aveva indotto i familiari a presentare una denuncia: «Desirée era abituata a comunicare i suoi spostamenti», ripetono sconvolti gli zii. «Era un po' giù di morale, fragile. Ma niente di più», dicono le amiche.

C'è poi un altro testimone, sempre straniero, che è andato spontaneamente a raccontare di averla vista fuori l'edificio quella sera, sulla strada. «Cercava qualcuno. Ma io poi sono andato via». I residenti sono sul piede di guerra: «Una tragedia annunciata». Qualcuno racconta che forse le avevano rubato lo smartphone o il tablet e che era andata lì per riprenderselo. «Ci devono dire cosa è accaduto lì dentro», ripetono alcune mamme della zona mentre portano fiori e candele davanti al grosso cancello.
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IL TELEFONO SPORCO DI SANGUE
Tra i racconti della gente c' è anche chi dice che sempre ieri «qualcuno ha trovato all' interno della struttura un cellulare sporco di sangue e lo ha portato agli investigatori». Che questa storia potesse avere risvolti più tragici gli abitanti lo avevano capito da giorni, malgrado i depistaggi iniziali. «Le voci correvano velocemente, subito avevamo sentito parlare di violenza».

Quella sera ad avvertire i soccorsi una persona da una cabina telefonica. «Sbrigatevi c' è una ragazza che sta male», ha urlato dall' altra parte della cornetta la voce di un uomo al 112. «Sta morendo». Poi, la tragedia nella tragedia. Quando i soccorsi sono arrivati sul posto si sono trovati davanti una struttura abbandonata (utilizzata da persone senza fissa dimora) e un grosso cancello chiuso da catene e lucchetti. Dopo pochi minuti, al numero unico per le emergenze è arrivata una seconda telefonata, sempre da una cabina telefonica, sempre la stessa voce: «Correte, non c' è tempo».

Non riuscendo ad entrare il personale del 118 ha avvertito i vigili del fuoco. Una volta dentro però, non c' era più nulla da fare: era già morta. «Desy era un angelo, non è giusto», ripete disperato uno zio. A questa 16enne la vita non aveva risparmiato le sofferenze, sicuramente la separazione dei genitori, ma anche gli interventi chirurgici per un problema congenito ad un piede, un problema superato, tanto che era riuscita a frequentare anche la scuola di danza.
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Una vita come tante, fatta di sofferenze, di amicizie, di una strada da imboccare. Ma tutto questo si è interrotto in quel rudere di via dei Lucani dove Desirée ha incontrato l' orrore. Ora si cercano i responsabili, ci saranno indagini, ricostruzioni e una famiglia che dovrà convivere per sempre con questo immenso dolore. Una morte che inevitabilmente ricorda quella di un' altra giovanissima, Pamela Mastropietro, 18enne romana, fuggita da una comunità e andata a morire a Macerata drogata, violentata e poi uccisa.


IL FORTINO DEI PUSHER SENZA NOME «TENGONO IN OSTAGGIO IL QUARTIERE»
Camilla Mozzetti per “il Messaggero”

desiree mariottiniDESIREE MARIOTTINI
«Ogni fine settimana, quando fuori scende la notte, ci assale la paura di uscire di casa. Con gli ubriachi che si mischiano ai drogati, è diventata una strada maledetta perché qui non ci sono solo disperati, ci sono vere bande di delinquenti extracomunitari». Angelo Formiconi abita da anni a due passi da via dei Lucani, una stretta via in discesa del quartiere San Lorenzo, dove in un palazzo al civico 22 occupato da sbandati nigeriani, marocchini ed egiziani la giovane, Desirée Mariottini, 16 anni, originaria di Cisterna di Latina, è stata prima drogata e poi violentata e alla fine è morta.

La sua tragedia si è consumata in questo angolo della Capitale che un tempo ospitava molte botteghe di artigiani (se ne contavano 40 fino ai primi anni Duemila) e che poi è stato vinto dal degrado e dall' illegalità. «Sarebbe potuto accadere, due, tre, quattro anni fa racconta Fabio Pennacchia, artista con studio di fronte al palazzo dell' orrore qui è così da molto tempo e devi solo cercare di tenerti lontano o difenderti».

San Lorenzo è cambiato, e in peggio: quello che era solo un quartiere universitario si è trasformato prima in zona di movida anche selvaggia, fino a diventare poi territorio di diversi clan criminali. In questo contesto, la vicenda del palazzo dove è morta Desirée è quasi paradigmatico: uno stabile che doveva essere oggetto di una riqualificazione urbanistica (pensata dalla giunta Marino e mai realizzata) e che, lasciato in abbandono, è diventato ritrovo di pusher e di sbandati.
la morte di desiree mariottini via dei lucaniLA MORTE DI DESIREE MARIOTTINI VIA DEI LUCANI

IL PALAZZO
La proprietà è della Tunda Orange, società immobiliare il cui amministratore unico è Valerio Veltroni. Per una querelle giudiziaria, però, l' edificio è ora nelle mani di un custode giudiziario. Di più: i permessi a costruire sono scaduti. Proprietari e Municipio più volte hanno sollecitato gli sgomberi: ne sono stati fatti sette, l'ultimo lo scorso luglio, ma poi i gruppi di occupanti sono sempre tornati.

la morte di desiree mariottini via dei lucaniLA MORTE DI DESIREE MARIOTTINI VIA DEI LUCANI




I delinquenti da occasionali sono diventati stanziali, organizzati in bande dedite allo spaccio di stupefacenti sul territorio. Di giorno a caccia di vittime da rapinare o a cui vendere droga, di notte nascosti tra i cortili fatiscenti e i ruderi. Tra chi entra e poi esce, scavalcando i muri o insinuandosi tra le fessure dei cancelli, i volti non sono mai gli stessi: «Non è possibile capire quanti e chi sono ma questo quartiere è in forte difficoltà», racconta Laura dello studio di ingegneri e architetti al civico 27 di via dei Lucani.

SENZA ARGINI
la morte di desiree mariottini via dei lucaniLA MORTE DI DESIREE MARIOTTINI VIA DEI LUCANI
Non c' entra solo la droga. A via dei Lucani un uomo non molto tempo fa è stato anche gambizzato e nelle strade circostanti la delinquenza dilaga senza argini. Nel villaggio dei senza nome di via dei Lucani ci sono anche tre carrozzerie, tutte di italiani, che hanno preso in gestione i terreni dagli altri due proprietari dell' area: Santarelli e D' Antoni. «Mandare avanti l' attività è difficile in questo contesto racconta Vanessa che gestisce l'area di una delle tre carrozzerie dal palazzo occupato ci separa solo un muro, li vediamo questi delinquenti, abbiamo presentato esposti su esposti ma nulla, ora nella tragedia di una ragazza morta, ci auguriamo che sia presto ripristinata la legalità».
la morte di desiree mariottini via dei lucaniLA MORTE DI DESIREE MARIOTTINI VIA DEI LUCANI

LA PAURA
Un carrozziere seduto su una sedia aggiunge: «Per fortuna che vado via quando è ancora giorno, lavorare qui fa paura». Intanto l' amministrazione del II Municipio ha convocato per domani una nuova riunione con le autorità, compresa la polizia locale di Roma Capitale, e i tre proprietari dell' area per «discutere e riuscire a garantire spiega la presidente del Municipio, Francesca Del Bello un controllo e una maggiore sicurezza della zona».

Fonte: qui



L’ULTIMA TELEFONATA DESIRÉE MARIOTTINI L’HA FATTA ALLA NONNA: “HO PERSO IL BUS, RESTO A ROMA DA UN’AMICA” 

LA RAGAZZA HA CHIAMATO IL 17 OTTOBRE SCORSO, POI E’ SPARITA ED E’ STATA RITROVATA SENZA VITA LA MATTINA DEL 19 OTTOBRE IN UNO STABILE ABBANDONATO DI SAN LORENZO


Una chiamata alla nonna, poi la tragica fine. «Ho perso l'autobus, resto a Roma da un'amica», queste le ultime parole che Desirée Mariottini ha detto alla nonna materna, in una telefonata dello scorso 17 ottobre, prima di sparire ed essere trovata morta la mattina del 19 ottobre in uno stabile abbandonato di San Lorenzo. A rivelarlo l'avvocato della famiglia della ragazza, Valerio Masci. La ragazza viveva con la madre e la nonna, e una sorella più piccola, a Cisterna di Latina.
desiree mariottini 8DESIREE MARIOTTINI 

L'ipotesi, abusata quando non più cosciente. Proseguono le indagini sulla scomparsa di Desirée Mariottini, la sedicenne trovata senza vita in uno stabile abbandonato a San Lorenzo. Ascoltate in queste ore dalla polizia alcune persone che il giorno della morte della ragazza e nei precedenti hanno frequentato lo stabile abbandonato di via dei Lucani. Si cerca di ricostruire dunque con chi la sedicenne abbia trascorso le ultime ore di vita. Dalle risultanze dell'autopsia emergerebbero l'assunzione di droga e tracce di uno o più rapporti sessuali.

Fonte: qui


“SALVACE DA ‘STA JUNGLA!” 

SALVINI VA A SAN LORENZO E MENTRE I RESIDENTI DEL QUARTIERE LO OSANNANO (“SEI TUTTI NOI! NON CI LASCIARE, VOGLIAMO SICUREZZA”), I COLLETTIVI DEI CENTRI SOCIALI E LE FEMMINISTE (CHE IL QUARTIERE NON LO VIVONO) METTONO IN SCENA LA CONTESTAZIONE: “SEI UNO SCIACALLO!” 

MA LE RESIDENTI PRENDONO LE DISTANZE DALLE FEMMINISTE: “SALVÌ, PORTALE VIA...METTICE PURE LORO NEI GOMMONI…IL QUARTIERE E' CON TE



ROMA:VIMINALE, IN ARRIVO OLTRE 250 CARABINIERI-POLIZIA

salvini a san lorenzo 9SALVINI A SAN LORENZO 
 (ANSA) - Per i prossimi mesi, a Roma e provincia, sono previsti 154 poliziotti in più. Per quanto riguarda i carabinieri è stato programmato l'arrivo di 100 unità entro novembre. Lo si apprende da fonti del Viminale.

DESIREE: SALVINI CONTESTATO, 'SCIACALLO'
salvini a san lorenzo 7SALVINI A SAN LORENZO 



(ANSA) - Il coro "sciacallo, sciacallo" ha accolto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, davanti allo stabile abbandonato di San Lorenzo dove è stata trovata morta la sedicenne Desirée Mariottini.

DESIREE: SALVINI, PRESTO PIANO STRAORDINARIO SGOMBERI
(ANSA) -- "Nei prossimi mesi faremo un piano straordinario di sgomberi". Lo ha annunciato il ministro dell'Interno Matteo Salvini giunto, tra le contestazioni, in visita allo stabile abbandonato di via dei Lucani dove è stata trovata morta la sedicenne Desirée Mariottini.

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mercoledì 24 ottobre 2018

Il leghista Ciocca si pulisce la scarpa sulle carte di Moscovici


Un siparietto decisamente sopra le righe quello che ha visto protagonista un europarlamentare della Lega, Angelo Ciocca.



Che a Strasburgo, al termine della conferenza con cui commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici ha comunicato la bocciatura della Manovra del governo giallo-verde, si è tolto una scarpa pulendosi la suola sulle carte lasciate dallo stesso Moscovici sulla scrivania. 


Quindi si è vantato così, postando le immagini su Twitter: "#Strasburgo, HO CALPESTATO (con una suola Made in Italy... alla faccia sua!!!) la montagna di BUGIE che #Moscovici ha scritto CONTRO il #NostroPaese !!! L’Italia merita RISPETTO e questi #EuroImbecilli lo devono capire, non ABBASSIAMO PIÙ LA TESTA !!! Ho fatto bene ???". Clicca qui

Fonte: qui


“PRIMA SI SORRIDE, POI CI SI RISVEGLIA CON IL FASCISMO” 

MOSCOVICI CONTRO CIOCCA, L’EURODEPUTATO DELLA LEGA CHE IERI HA CALPESTATO CON UNA SCARPA “MADE IN ITALY” LA LETTERA DI BOCCIATURA DELLA MANOVRA 

IL PARLAMENTARE A “UN GIORNO DA PECORA”: “NON SONO PENTITO. MOSCOVICI SOFFRE DI QUALCHE SINDROME. OGNI VOLTA CHE C’È UN ITALIANO SECONDO LUI È XENOFOBO O FASCISTA” 



MANOVRA, CIOCCA: NON SONO PENTITO DI QUANTO FATTO, DEVO FRENARE ITALIANI CHE VORREBBERO FARE LO STESSO; MOSCOVICI? SOFFRE DI QUALCHE SINDROME QUANDO VEDE ITALIANI


Angelo CioccaANGELO CIOCCA
“Pentito di quanto fatto ieri? No, non solo non mi sono pentito ma in questo momento devo frenare i tanti cittadini italiani che in questo momento vorrebbero prendere un suola Made in Italy e portarla sul banco del Commissario Europeo”.

A parlare a Rai Radio1 Un Giorno da Pecora è Angelo Ciocca, eurodeputato della Lega, ieri autore di un gesto provocatorio nei confronti di Moscovici. Cos'è successo ieri a Strasburgo? “Dopo 10 minuti avevo già pensato di andarmene. Nell'uscire, viene fatta una domanda a Moscovici, chiedendogli: quando lei fece il ministro dell'Economia francese non rispettò mai le regole europee”. Cosa rispose Moscovici? “Che quando si comportò così era in una situazione di povertà perché la sua Francia aveva 6 milioni di poveri. In Italia ne abbiamo 5 milioni...”

cioccaCIOCCA
E lei cosa ha pensato di fare? “Un'idea così nei confronti del nostro popolo andava schiacciata, così' mi sono avvicinato con eleganza a Moscovici, ho preso il documento in cui bocciava l'Italia e l'ho 'timbrata' con una suola della mia scarpa, rigorosamente Made in Italy, fatta a Vigevano. Poi ho commentato il documento con un aggettivo inglese che inizia con la 's'...” Moscovici le ha dato del provocatore fascista...”Lui ormai vede i fantasmi, ogni volta che c'è un italiano è xenofobo e fascista secondo Moscovici, qualsiasi italiano.

O soffre di qualche sindrome o non si capisce perché provi ostilità nei confronti dell'Italia”. Salvini ha detto che l'Europa non si cambia con le provocazioni, mentre Giorgetti ha parlato di 'serietà' nel commentare l'episodio. “Hanno ragione entrambi: il governo - ha detto a Rai Radio1 l'eurodeputato - deve puntare ad avere un dialogo con l'Europa. In questo momento io però faccio opposizione all'Europarlamento”.

MOSCOVICI E DOMBROVSKIS BOCCIANO LA MANOVRA ITALIANAMOSCOVICI E DOMBROVSKIS BOCCIANO LA MANOVRA ITALIANA
MOSCOVICI SULLA SCARPA DEL LEGHISTA CIOCCA: “PRIMA SI SORRIDE, POI CI SI RISVEGLIA CON IL FASCISMO”

Futura D’Aprile per www.tpi.it

Il 23 ottobre 2018 la Commissione europea ha bocciato la legge di Bilancio presentata dall’Italia. La notizia è stata data dal vicepresidente responsabile per l’euro, Valdis Dombrovskis, e dal commissario Pierre Moscovici, nel corso di una conferenza stampa durante la quale Angelo Ciocca, eurodeputato della Lega, ha calpestato la lettera di bocciatura della manovra.

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“L’episodio della scarpa made in Italy è grottesco”, ha commentato il commissario Moscovici con un post su Twitter. “All’inizio si sorride e si banalizza perché è ridicolo, poi ci si abitua ad una sorda violenza simbolica e un giorno ci si risveglia con il fascismo. Restiamo vigili. La democrazia è un tesoro fragile”. Nella stessa giornata, il commissario era tornato sull’argomento in un’intervista ai media francesi. “Un provocatore e un fascista, per parlare chiaro. Si vede il germe di una violenza simbolica inammissibile”, ha detto il commissario Ue Pierre Moscovici riferendosi ad Angelo Ciocca. “È gente che attacca la democrazia basata sulle regole sul rispetto delle istituzioni e sulla libertà”.

Cosa è successo a Strasburgo
TRIA E MOSCOVICITRIA E MOSCOVICI
Angelo Ciocca, deputato della Lega al parlamento Europeo ha calpestato la lettera con cui la Commissione europea ha bocciato la manovra. “A Strasburgo, ho calpestato (con una suola Made in Italy!!!) la montagna di bugie che Moskovici ha scritto contro il Nostro Paese!!! L’Italia merita RISPETTO e questi EuroImbecilli lo devono capire, non abbassiamo più la testa!!! Ho fatto bene???!”, ha scritto Ciocca su Twitter.

Ciocca si avvicina al tavolo della conferenza degli oratori, prende i fogli della relazione del Commissario agli affari economici Pierre Moscovici e vi poggia sopra una scarpa. Infine porge la sua mano a Moscovici, che non ricambia il gesto, lo guarda e se ne va.

La bocciatura della manovra
La Commissione europea ha bocciato il testo della Legge di Bilancio presentata dall’Italia perché “il governo italiano sta apertamente e deliberatamente andando contro gli impegni che aveva preso”. (qui cos’è la legge di bilancio)
CONTE DI MAIO SALVINICONTE DI MAIO SALVINI

Secondo la Commissione, la manovra del governo configura una “inadempienza particolare grave rispetto alle regole Ue”, ha detto il vicepresidente responsabile per l’euro, Valdis Dombrovskis. “Per la prima volta al Commissione è obbligata a richiedere a un paese dell’area euro di rivedere il suo documento programmatico di bilancio. Ma non vediamo alternativa”.

“Se il governo non modificherà il documento programmatico di bilancio per rispettare le regole europee, la Commissione potrebbe aprire una procedura per deficit eccessivo per violazione della regola del debito”.

Fonte: qui

UN 13ENNE PRENDE A PUGNI IL PROFESSORE D’ARTE IN PROVINCIA DI BERGAMO.


IL DOCENTE LO HA FATTO USCIRE DALLA CLASSE E LUI LO HA AGGREDITO 

A MONTEPULCIANO DUE 17ENNI BULGARI CHIEDEVANO IL PIZZO AI COMPAGNI: AVVICINAVANO LE VITTIME CHIEDENDO PICCOLE SOMME TRAMITE MESSENGER, POI COMINCIAVANO A…

PUGNI A INSEGNANTE DELLE MEDIE SOSPESO UN ALUNNO DI 13 ANNI

Pietro Tosca per www.corriere.it

Invitato a uscire dall’aula perché disturbava la lezione, uno studente ripetente di 13 anni di seconda media si è scagliato contro il professore e con un pugno in faccia lo ha ferito al naso. Il fatto è accaduto alla secondaria di primo grado Cameroni di Treviglio (Bergamo) la mattina di giovedì della scorsa settimana.
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Vittima, il docente di arte Valentino Fimiani, residente a Cologno Monzese, che da pochi giorni aveva preso servizio nell’istituto della Bassa dopo che negli anni scorsi ha insegnato a Casirate, Verdello e Martinengo. Giovedì in pratica era la prima lezione in cui il docente doveva iniziare a spiegare, ma subito si è trovato a dover gestire quell’alunno che nella scuola è ben conosciuto e molto temuto dagli altri studenti.

Quando il ragazzo ha iniziato a disturbare durante la lezione, il professor Fimiani lo ha richiamato e infine l’ha fatto uscire dalla classe. Pochi minuti e poi è stato richiamato in aula, ma non ha cambiato atteggiamento. Anzi, a un certo momento, di fronte a un nuovo richiamo dell’insegnante, ha iniziato a prendersene gioco cercando di colpirlo con palline di carta.

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Quando il docente si è avvicinato dicendogli di uscire, è avvenuto l’impensabile. Il 13enne lo ha aggredito a sberle e calci sferrandogli un pugno in faccia tra gli sguardi terrorizzati dei compagni. Più di una studentessa è scoppiata a piangere mentre il docente si teneva la faccia dolorante.

Colpito sulla montatura degli occhiali, il professore si è trovato il volto graffiato e ha temuto che lo studente gli avesse fratturato anche il naso. Intanto alcuni alunni sono corsi nella classe a fianco per chiedere aiuto a un altro docente. Quando la situazione è tornata alla normalità, il professor Fimiani si è recato al Pronto soccorso dell’ospedale di Treviglio e solo dopo gli esami si è potuto escludere che avesse fratture.

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Ieri il docente non era a scuola. Raggiunto nella sua abitazione, ancora scosso, vorrebbe non parlare di quanto accaduto. Si sente nella sua voce l’imbarazzo e tutta la difficoltà di dover gestire una situazione di questo tipo. «Nei miei anni di insegnamento — si limita a dire — non mi era mai successo niente del genere». Riguardo al fatto in sé precisa solo: «Avevo invitato lo studente a uscire nuovamente dalla classe perché quando era rientrato non aveva cambiato atteggiamento. Mi ha lanciato contro delle palline di carta e quando gli ho detto di uscire mi si è praticamente scagliato contro».

Il 13enne non è nuovo a episodi di violenza sui professori. Già lo scorso 17 aprile era stato sospeso perché aveva preso di mira l’insegnante d’inglese durante le ore di recupero. In quel caso il ragazzino aveva perso le staffe perché alcuni compagni gli avevano nascosto lo zaino per fargli uno scherzo. Quando l’insegnante l’aveva richiamato, lui l’aveva spintonata e insultata. Solo l’intervento di un altro docente aveva posto fine all’aggressione. Lo studente era stato sospeso per tre settimane, ma poi non è rientrato a scuola. Bocciato a giugno, a settembre ha iniziato a ripetere la seconda in una sezione diversa.
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Come già successo ad aprile, la scuola — che sulla vicenda tiene una linea di massima riservatezza — ha provveduto anche in questo caso a sospendere per tre settimane l’allievo. «Non mi esprimo su fatti che riguardano singoli alunni — dichiara la dirigente scolastica Donatella Finardi —. Non credo che il clamore possa aiutare la scuola a intervenire, semmai rappresenta un ostacolo ulteriore».

L’istituto però dovrà dare delle risposte ai genitori degli studenti. A scuola non si parla d’altro da giorni e oggi pomeriggio sono in programma le assemblee di classe. «All’ordine del giorno c’è l’elezione dei rappresentanti — racconta una mamma della seconda dove è avvenuto il fatto —, ma chiederemo spiegazioni su quanto successo giovedì. Non possiamo nascondere che c’è molta apprensione». «Ci chiediamo — aggiunge un’altra mamma della stessa classe — come si possa proseguire nell’anno scolastico con una situa zione come questa. I nostri figli sono spaventati».


MONTEPULCIANO, BABY GANG  CHIEDEVA IL «PIZZO» AI COMPAGNI


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Avvicinavano i compagni dentro e fuori la scuola chiedendo inizialmente piccole cifre in denaro per acquistare cibo e sigarette per poi aumentare le richieste fino ad arrivare a pretendere somme sempre più ingenti addirittura di diverse migliaia di euro. È stata sgominata dai carabinieri, a Montepulciano, una baby gang composta da due diciassettenni bulgari, che, in pochi mesi, è riuscita a far cadere «nella rete» diversi minorenni loro coetanei che alla fine si sono decisi a denunciare i raggiri. La Procura di Siena teme che ci siano altre vittime di questi raggiri, le indagini continuano.

Il modo di operare dei «taglieggiatori» era sempre lo stesso. Una volta avvicinate le «vittime» chiedevano inizialmente piccole somme ma, in breve tempo e in costante crescendo, le pretese divenivano sempre più esose, pressanti e per certi aspetti persecutorie.
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Le richieste di denaro venivano avanzate in modo insistente anche tramite l’applicazione Messenger di Facebook, tanto che le vittime, non riuscendo più ad attingere dai propri risparmi, cominciavano a sottrarre denaro in famiglia. C’era stato un momento in cui la prima vittima aveva provato a non soddisfare più le richieste del compagno, ma questi non ammetteva ragioni: doveva dare dei soldi ad altre persone e se ciò non fosse avvenuto, avrebbe “passato dei guai” lui e, di conseguenza, gli stessi guai li avrebbe passati anche la vittima.

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Il passaggio del denaro avveniva in luoghi sempre diversi in particolare alle stazioni dei bus e alla consegna dei soldi non c’erano testimoni. Uno dei due baby «taglieggiatori» era già stato segnalato ai carabinieri dagli insegnanti dell’istituto proprio in merito a richieste di denaro avanzate nei confronti di alcuni compagni. Le indagini in quel caso, però, non avevano portato alla scoperta di alcun reato, perché interrogati dai militari i ragazzi, non avevano confermato.

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Fino ad una seconda denuncia da parte di un altro minorenne che, accompagnato dal padre, denunciava che il figlio aveva subito un raggiro, essendo stato indotto a elargire in più tranche 4.800 euro ad un altro ragazzo, «rubate» dalla cassaforte del padre. I due giovani al momento sono stati denunciati per truffa.

Fonte: qui

CEDE SCALA MOBILE NELLA STAZIONE METRO REPUBBLICA A ROMA: 24 FERITI, UNO GRAVE, QUASI TUTTI TIFOSI DEL CSKA


C'E' CHI PARLA DI VELOCITA' ECCESSIVA DELLA SCALA MOBILE - VIDEO 

LA PROCURA DI ROMA APRE UN FASCICOLO DI INCHIESTA PER LESIONI 

LA SINDACA RAGGI SUL LUOGO DELL'INCIDENTE



roma crollo scala mobileROMA CROLLO SCALA MOBILE

Una scala mobile ha ceduto nella stazione Repubblica della metropolitana di Roma: molti i feriti, quasi tutti russi. In un primo momento, stando ad alcune testimonianze, si è pensato che a provocare il cedimento fossero stati alcuni tifosi del Cska di Mosca, diretti all'Olimpico per la sfida contro la Roma in Champions League. Ma successivamente le immagini dell'incidente hanno mostrato una velocità anomala della scala mobile. Le persone ferite, e portate in ospedale, sono più di 20, sette in codice rosso: uno di loro ha un piede semiamputato. Gli altri sono in codice giallo. La fermata è stata chiusa. L’Atac (l’azienda dei trasporti della Capitale), a quanto si apprende, ha aperto un'indagine interna per accertare le ragioni dell'incidente. Anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, con i magistrati che ipotizzano il reato di lesioni e sono in attesa delle informative delle forze dell'ordine: la stazione è stata posta sotto sequestro.

Testimonianze contrastanti
Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni subito dopo il cedimento, alcune decine di tifosi russi sono scesi in metro per raggiungere lo stadio e si sono messi a saltare sulla scala mobile. Ma una ragazza russa di 28 anni ha smentito la versione: "Non stavamo saltando". Per i Vigili del fuoco, quello avvenuto in metro è un "incidente strano". Mentre Atac, dal canto suo, fa sapere che "i controlli e la manutenzione delle scale mobili della metropolitana di Roma all'interno delle stazioni vengono fatte con cadenza mensile. E ciò ha interessato anche la stazione di Repubblica". 
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La sindaca Raggi sul luogo dell’incidente
Sul luogo dell’incidente si è recata anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ha ripreso quanto detto da alcune persone presenti: "Testimoni sembra abbiano visto saltare e ballare sulla scala mobile - ha detto Raggi - Siamo qui per capire anche cosa è successo e siamo a disposizione dei feriti e delle famiglie".

Soccorritori: "Hanno ceduto ultimi gradini"
"La scala è integra per più di metà”, spiegano i soccorritori, “mentre gli ultimi gradini, meno di una decina, sono tutti spaccati e accartocciati uno sull'altro. Tutt'attorno ci sono bottiglie di birra e pezzi di vetro". La maggior parte dei feriti non ha riportato lesioni gravi, ma tagli soprattutto a piedi e gambe provocati proprio da lamiere e vetri. Nella piazza sono arrivate decine di mezzi di soccorso e il traffico è stato bloccato per metà. Presenti carabinieri, polizia, vigili del fuoco, vigili urbani e molte ambulanze.
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Video mostra velocità eccessiva scala mobile
L’incidente è stato anche ripreso da un video che è stato postato su twitter da un tifoso russo: si vede che la scala mobile aveva preso una velocità eccessiva, molto maggiore rispetto a quella a fianco, da dove viene ripreso il filmato. Alcuni passeggeri si gettano nella parte centrale della scala mobile, per non cadere in basso, altri rallentano la caduta aggrappandosi ai corrimani. Ad un certo punto la caduta dei passeggeri si ferma, con alcuni rimasti in piedi, mentre altri schiacciati in basso. 

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