9 dicembre forconi

sabato 7 gennaio 2017

La nuova "tegola in testa" per l'Italia



Quando si parla come in questo periodo, riferendosi alla Fed, di rialzo dei tassi di interesse, la prima cosa a cui bisogna fare riferimento è l'aumento del costo per il servizio del debito. Bene, nell'anno appena iniziato i governi delle principali economie del mondo avranno qualcosa come 7,7 triliardi di dollari di debito che andrà a maturazione, come ci mostra il grafico a fondo pagina, e proprio il possibile aumento del costo del denaro potrebbe rendere più onerosi i conti da pagare, ora che un mercato da toro ventennale per i bond mostra i primi segnali di seria crisi. L'ammontare in obbligazioni sovrane di varia durata che andranno a scadenza per le nazioni del G7 più Brasile, Russia e India salirà di oltre l'8% rispetto ai circa 7 triliardi del 2016, stando a dati di Bloomberg. 

Il primo sostanziale aumento, da quando l'agenzia economica ha cominciato a raccogliere e classificare i dati nel 2012, è quello della Cina, dove redemptions attese per qualcosa come 588 miliardi di dollari rappresentano un salto del 132% rispetto all'anno scorso. Molti money managers, tra cui Pioneer Investment Management e Old Mutual Global Investors, si stanno già ponendo sulla difensiva rispetto ai bond governativi, visto che si attendono che la reflazione e l'espansione fiscale negli Usa gradualmente rimpiazzeranno la politica monetaria come driver della crescita, portando a un ulteriore aumento dei rendimenti. In molti, inoltre, si attendono maggiori emissioni di bond quest'anno come risultato sia di stimolo fiscale diretto che di riduzione del deficit di budget, ma questa sovrabbondanza di offerta rischia di trasformarsi in un vento contrario per investitori che stanno già affrontando un incremento dell'attività economica e dell'inflazione, dovuti proprio all'aumento della spesa fiscale.
Le valutazioni dei bond, già oggi poco attrattive da un punto di vista dei fondamentali, potrebbero quindi pagare un prezzo molto caro alle mutate condizioni macro: insomma, nuvole nere sull'orizzonte del reddito fisso. Ma mentre i segnali di crescita economica e aumento delle aspettative inflazionistiche hanno già fatto crescere i rendimenti sui bond a più lunga scadenza, questi restano comunque vicini ai minimi record. E anche se gli investitori chiederanno un premio di rischio più alto per detenere queste securities non attrattive, non possono certo vietare ai governi di emettere più debito a lunga scadenza quest'anno.
E se pensate che questo quadro sia di per sé già funereo per il reddito fisso, ricredetevi, perché Paul Schmelzing della Harvard University si è detto certo che se l'ultima bolla obbligazionaria esploderà, ci troveremo di fronte a uno scenario peggiore di quello del 1994, quando i bond governativi a livello globale patirono le peggiori perdite annuali di sempre. 

Ecco la sua spiegazione: «Riguardando e comparando i dati di otto secoli, ho scoperto che il bull market del 2016 è stato uno dei più grandi in assoluto: la storia ci suggerisce che questa possibilità di inversione sarà guidata dai fondamentali inflazionistici e lascerà gli investitori in condizioni peggiori del "bond massacre" del 1994». 

Schnelzing, le cui ricerche si concentrano sui sistemi finanziari internazionali, divide i mercati ribassisti dell'era moderna in tre tipi principali: l'inversione inflazionistica del 1967-1971, l'inversione drastica del 1994 e lo shock sul value at risk giapponese del 2003. Per mettere in prospettiva, nel 1994 il Bank of America-Merrill Lynch Global Government Index obbligazionario perse il 3,1%, peggior risultato di sempre, a causa delle decisione dell'allora capo della Fed, Alan Greenspan, di quasi raddoppiare il tasso di riferimento: il rendimento del Treasury a 10 anni salì dal 5,6% di gennaio all'8% di novembre. L'attuale bond market sta rischiando di affrontare la tempesta perfetta composta da una potenziale impennata della curva dei rendimenti, contrazione della politica monetaria e un periodo pluriennale di perdite sostenute a causa di un strutturale ritorno dell'inflazione che ricorda quello del 1967: basti rammentarsi che l'ultimo trimestre del 2016 è stato il peggiore per i bond governativi dal 1987, stando sempre a dati compilati da Bloomberg. 

Per Schmelzing, «basandoci sugli standard storici, questo implica sostenute perdite a due cifre sulle detenzioni obbligazionarie, crescita sotto la parità nei mercati sviluppati e rischi di bilancio per i sistemi bancari con un'ampia influenza interna». 

Cosa significa tutto questo per il nostro Paese?
Anche quest'anno l'Italia sarà il primo emittente di titoli di Stato nell'eurozona con emissioni a medio-lungo termine attorno ai 260 miliardi di euro e dovrà sborsare 214 miliardi circa per i titoli di Stato in scadenza (esclusi Bot e bond esteri), oltre al pagamento più elevato in Europa per le cedole sul debito pubblico, pari a 47 miliardi di euro. 
Si tratta del calendario di rimborsi più pesante dal 2010 e questo ammontare è ancor più eclatante se messo a confronto con i titoli di Stato tedeschi e francesi in scadenza nel 2017, due Paesi con Pil più grande dell'Italia: quest'anno rimborsano 145 miliardi circa di titoli di Stato ciascuno contro i 214 italiani.



Fonte: qui

venerdì 6 gennaio 2017

Usa, sparatoria all'aeroporto di Fort Lauderdale in Florida. Almeno cinque vittime




L'evacuazione dello scalo di Fort Lauderdale 
I feriti sono tredici. Arrestato il killer. I passeggeri sono stati evacuati

Un uomo ha aperto il fuoco nell'aeroporto di Fort Lauderdale in Florida, pochi chilometri a nord di Miami, uccidendo almeno cinque persone e ferendone altre otto. Il killer è stato catturato dalla polizia e sembra essere l'unico sospetto. Lo riferiscono le autorità locali.

LA DIRETTA VIDEO

La sparatoria è avvenuta nell'area ritiro bagagli del terminal 2. 
Le immagini mostrano passeggeri evacuati. Il movente del gesto resta ancora un mistero.

Ari Fleischer, ex portavoce di George W. Bush, era sul posto e ha scritto su Twitter che tutti stanno correndo nello scalo internazionale. Un'altra persona ha twittato una foto di un uomo seduto a terra sanguinante.

Fonte: qui

Usa, spari in aeroporto di Fort Lauderdale, in Florida. Media: “Almeno cinque morti e 8 feriti”



Non si hanno ancora dettagli, ma l’episodio sembra riguardare il Terminal 2 dello scalo, probabilmente la zona ritiro bagagli. Immagini mostrano passeggeri evacuati



Sparatoria nell’aeroporto Fort Lauderdale, in Florida. Il bilancio sarebbe di almeno cinque morti e otto feriti, secondo quanto riporta la Msnbc che cita forze di sicurezza. Un tweet dell’aeroporto ha confermato che la sparatoria è avvenuta nel Terminal 2 dello scalo, usato dalla Delta Air Lines e da Air Canada, nella zona ritiro bagagli. I passeggeri sono stati evacuata sulla pista di atterraggio.
Secondo i media Usa, la polizia ha arrestato un sospetto. A riportare tra i primi quanto accaduto è stato Ari Fleischer, ex portavoce della Casa Bianca nell’era di George W. Bush,  che ha scritto su Twitter di trovarsi nell’aeroporto e che “tutti stanno fuggendo via”. Aggiungendo in un secondo momento che “tutto ora sembra calmo. Ma la polizia non lascia uscire nessuno dall’aeroporto”.

Come funziona l'informazione di Vladimir Putin in Europa (e in Italia)

L’offensiva mediatica russa in Occidente ha il nome di Sputnik, il primo satellite mandato in orbita dai sovietici.


È un sito Internet in 30 lingue, con radio e agenzia. Basato a Mosca. 


E per l’edizione italiana c’è la firma di Giulietto Chiesa
Come funziona la propaganda di Putin in Europa (e in Italia)
Vladimir Putin
Da qualche tempo, in vetta alle ricerche Google sui fatti più importanti del mondo, compaiono nelle larghe finestre a pagamento gli articoli di Sputniknews Italia . “Sputnik”, come il primo satellite artificiale sovietico lanciato in orbita nel 1957 dal cosmodromo di Baikonur e la cui traduzione letterale significa “compagno di viaggio”. Un riferimento ai soviet e una strizzata d’occhio agli internauti nell’esplorazione di quella che si promette sia una «fonte unica di notizie alternative» che racconta «ciò che gli altri non dicono».

Il suffisso “it” è la variante italiana di un’agenzia, sito Web e radiobroadcast che si declina in realtà in 30 lingue tra cui quelle parlate nei Paesi a ridosso della Russia, in aree sensibili (l’arabo, il pashto di afgani e pakistani, il serbo dei correligionari ortodossi per il legami con i sempre turbolenti Balcani), oltre naturalmente all’inglese, francese, spagnolo, portoghese per veicolare messaggi dovunque. Uno sforzo economico enorme che contempla anche 800 ore di trasmissioni radiofoniche giornaliere e il lavoro 7/24 delle redazioni regionali di Washington, Cairo, Pechino, Montevideo.

Nuovi monumenti, musei, centri culturali.  Perfino concorsi  a premi dedicati  al dittatore. A Mosca e in provincia.  Perché nel paese di Putin il passato è più presente che mai. A 25 anni dal crollo dell’Urss e nel centenario della Rivoluzione bolscevica   

Il tutto controllato dall’agenzia Rossiya Segodnya, fondata dal Cremlino nel dicembre del 2013 per volere naturalmente di Vladimir Putin e affidata al giornalista Dmitry Konstantinovich Kiselev, 62 anni, già vicedirettore della tv di Stato, un fedelissimo del nuovo zar e in prima linea nel difendere le ragioni di Mosca in Ucraina come in Medioriente. A svolgere il ruolo di redattore capo c’è invece una donna, Margarita Simonyan, origini armene, che si è guadagnata i galloni sul campo coprendo la seconda guerra di Cecenia e la sanguinosa vicenda della presa d’ostaggi nella scuola di Beslan.

Il sito italiano, peraltro ben curato, ha sezioni che spaziano dai nostri affari interni alla politica internazionale, l’economia, news curiose di vita in Russia. Riporta interviste come quella all’indipendentista veneto Gianluca Busato su «tutte le cose che hanno in comune la Crimea e il Veneto». Fornisce in diretta le conferenze stampa del presidente russo, confuta puntigliosamente le teorie sull’invadenza degli hacker russi e la loro influenza sulle elezioni americane.

Difende l’operato di Mosca in Siria. Insomma, informazione a tutto campo. Più gli opinionisti che le commentano e tra i quali spicca il nome di Giulietto Chiesa, 76 anni, a lungo corrispondente da Mosca per l’Unità e La Stampa, giornalista, scrittore, politico, spesso controcorrente e convinto, per dire, che la versione ufficiale dell’11 settembre di New York sia una serie di colossali panzane americane fatte bere all’opinione pubblica.

Eloquenti alcuni dei suoi ultimi editoriali come quello sulle «falsificazioni mainstream» circa Aleppo, o l’appassionata autconfessione: «Scrivo su Sputnik e collaboro con diversi canali russi. Che ne sarà di me?». Dove il bersaglio è una risoluzione del Parlamento europeo che «equipara i media russi allo Stato islamico», bollata come «record del delirio russofobico».

Come in tanti altri Paesi, anche in Italia Sputnik è stato accusato di pesante propaganda al servizio di Putin che avrebbe voluto far cadere il governo Renzi per favorire i 5Stelle di Beppe Grillo. Il tutto per un commento di Marco Fontana, 39 anni, addetto stampa della Regione Piemonte, responsabile dell’ufficio stampa della Federazione medici pediatri di Torino, il quale si difende: «La cosa mi ha fatto parecchio incazzare. Mi hanno paragonato a un hacker russo, nientemeno, e solo perché il sito TzeTze, area Grillo-Casaleggio, aveva ripreso il mio scritto». Quando, giura, non ha mai subito pressioni dalla redazione centrale che sta a Mosca, che lo lascia libero di esprimere le sue idee, non ha mai cambiato una riga («certo so che non potrei scrivere che Putin deve andare in galera, ma forse che i media italiani non hanno un padrone contro il quale non possono esprimersi liberamente?») e semmai si è limitata, talvolta, a commissionare un articolo, come capita in ogni giornale: «È successo tre volte. Per un pezzo su Ratzinger, uno sulle foibe e uno sui rappresentanti della Duma in visita a Torino».

Le cose funzionano più o meno così, a suo dire. «L’unico che ha un legame diretto con la redazione centrale è Giulietto Chiesa. Io mando i miei scritti via email a un amico che sta a Mosca e lui li gira alla caporedattrice, di nome Elena. Altro non so, se non che io mi limito a fare il mio lavoro da professionista come farei per qualsiasi altra testata».

Sputnik è l’erede della storica “Voce della Russia”: «Il governo di Mosca», prosegue Fontana, «ha voluto fare un grosso investimento per rendere più moderna la sua informazione e ha fatto scouting in diverse nazioni per accaparrarsi delle firme. Scegliendole, naturalmente, tra coloro che hanno almeno un comune sentire con la politica ufficiale. Veniamo regolarmente retribuiti. Subiamo la doppia tassazione e, da quando è stato varato l’embargo, abbiamo dovuto sottoscrivere con la banca un documento in cui l’istituto di credito ci avverte che può fornire i nostri dati a chiunque li richieda perché riceviamo un compenso dalla Russia».

Fontana si chiede come mai ci sia tanto interesse per un organo che, nella sua pagina Facebook, raccoglie solo 32 mila “mi piace” quando i media filoccidentali sono centinaia e centinaia con milioni di seguaci. La risposta è nel rumore che, soprattutto negli ultimi mesi, hanno fatto notizie apparse sui vari Sputnik (vanno in Rete, è bene ricordarlo, da fine 2014, due anni fa). A partire da quella più discussa e che ha alimentato il sospetto di ingerenze del Cremlino nella campagna elettorale che ha portato all’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti. Era successo che Bill Moran, redattore di Sputnik Washington, avesse citato alcuni passaggi della corrispondenza privata di Hillary Clinton resa nota da Wikileaks, attribuendo erroneamente una citazione a un assistente della candidata democratica quando in realtà era il frutto di un articolo di “Newsweek”. Ecco La teoria difensiva che appare sul sito italiano: accortosi del pasticcio, «Moran invece di modificare l’articolo lo ha direttamente eliminato. Era rimasto online per solo 19 minuti. Tra i mille che lo avevano visualizzato c’era Trump che ha usato l’erronea citazione nel corso di un incontro coi suoi sostenitori». Da qui l’accusa al nuovo presidente Usa di usare tesi della propaganda russa quando in realtà si sarebbe trattato solo uno sbaglio materiale.

Resta il fatto che Trump con Putin ha più volte dichiarato di voler andare daccordo. E che Putin con Sputnik ha in mano un’arma efficace per veicolare la sua visione strategica ai quattro angoli del pianeta. Il che non è né illegale né vietato, sia chiaro. Solo l’ennesima dimostrazione di quanto lo zar stia investendo perché la Russia torni da protagonista della politica mondiale. Anche grazie a un moderno ed efficiente network mediatico.        
        

Fonte: qui

1959, quando i prezzi fermi non spaventavano un Paese pronto al boom

A fine anni '50 il Pil saliva del 7%, la lira era da Oscar e il debito appena al 33% del Pil

C'è una bella differenza tra quella e questa deflazione. Di solito il «non succedeva da...» serve a dare ai dati statistici uno spin negativo.
Il senso del progresso che si è interrotto o, ancora meglio dal punto di vista giornalistico, di un regresso in piena regola. Oggi non si può più fare. La deflazione datata 1959 fu registrata alla vigilia del boom economico, in un'Italia con un potenziale enorme, lontana dai rigori del Dopoguerra e ancora immune dalla degenerazione - iniziata esattamente dieci anni dopo - che ha trasformato una tigre dell'economia e della cultura mondiale in un Paese periferico, famoso per la bassa competitività, il debito pubblico monstre e i giovani inoccupati.
Quella era una deflazione della speranza.

Il dato Istat del 2016 è deflazione della disperazione.


Specchio di una periferia europea: prezzi in discesa perché calano i consumi, il commercio è in crisi e le famiglie che adottano («negoziano», dicono i sociologi) uno stile di vita più povero.
Nel 1959 tutti si sentivano più ricchi, anche se in termini assoluti erano più poveri. I Blue Jeans facevano capolino con i primi Levi's importati e venivano sdoganati come abbigliamento urbano. Gli italiani compravano soprattutto cibo (eredità dei rigori della guerra), pochi beni e zero servizi, ma regalavano ai figli la speranza di uno Stato solido, con un debito pubblico che era appena il 33% del Pil, 100 punti percentuali in meno rispetto a oggi. 
La crescita economica viaggiava intorno al 7%, ritmi che oggi si registrano solo in Cina. 
Paragone infelice per noi contemporanei quello con il Paese di 58 anni fa perché tra gli anni Dieci del 2000 e i Cinquanta del Novecento c'è un abisso che è di sostanza, ma anche di immagine. Proprio nel 1959 un giornale britannico, il Daily Mail, coniò il termine «Miracolo economico» per descrivere l'effervescenza della nostra economia. 
Oggi siamo il grande malato d'Europa
Arranchiamo, nonostante l'ombrello della moneta unica, mentre un anno dopo il 1959, la nostra Lira vinse l'Oscar della divisa più solida del mondo. 
A Londra nascevano subculture giovanili che si ispiravano all'estetica e alla moda italiana (i Mod), il design italiano arrivava negli uffici e le nostre aziende pensavano a comprare marchi esteri, non a svenderli. È proprio nel 1959 che Olivetti acquisì la Underwood, storica marca di macchine da scrivere statunitense. Era l'era della Vespa e della Seicento (115 mila vendute nel solo 1959 su un totale di 250 mila immatricolazioni).
È anche l'anno del Nobel quasi monocolore italiano: quello della fisica a Emilio Segre per la scoperta dell'antiprotone, quello della letteratura a Salvatore Quasimodo. 
A Sanremo vinceva un altro campione dell'Italia da esportazione, Domenico Modugno con Piove. 
Evento di portata mondiale. In televisione andava in onda la prima edizione dello Zecchino d'Oro. Nelle sale del cinema c'erano pellicole di giganti del calibro di Mario Monicelli (La Grande Guerra) e Roberto Rossellini (Il Generale della Rovere). 
E già ci si lamentava delle tasse con I tartassati di Steno con Totò e Aldo Fabrizi. 
Le cronache rosa si occupavano di Maria Callas, che aveva rotto con il marito Giovanni Battista Meneghini e aveva scelto Aristotele Onassis. 
Tutto avveniva in Italia, o così sembrava. Forse, l'unica analogia con l'Italia di allora è la politica. Il Pci si leccava le ferite per gli orrori dell'era staliniana. 
Erano gli anni di Fanfani e il partito di governo, la Dc, era alle prese con le alchimie delle correnti interne. Nel 1959 nasce la corrente dei Dorotei. 
Era la reazione alla decisione del Presidente del consiglio Amintore Fanfani di avvicinarsi al Partito socialista italiano. 
Il politico aretino, che aveva concentrato su di sè la carica di capo del governo con quella di segretario della Dc, si dimise e a Palazzo Chigi andò Antonio Segni. 
La linea del centrosinistra si impose qualche anno più tardi e portò in dote al Paese più spesa pubblica, più tasse e, in definitiva, meno libertà. 
Le premesse per la triste deflazione datata 2016.

Fonte: qui

Nord Corea, Kim: Jong-Un vicini a missile a gittata Usa



Kim Jong-Un ha celebrato il Nuovo Anno con un discorso di 30 minuti trasmesso in tv incentrato sulla potenza nucleare del Paese e "l'ultimo stadio" del missile balistico intercontinentale che potrà raggiungere il suolo Usa

Migliaia di nordcoreani hanno marciato a Pyongyang, cantando slogan comunisti e in favore del leader Kim Jong-Un, che nel suo messaggio per l'inizio del nuovo anno ha annunciato i piani per il test sul missile capace di raggiungere gli Stati Uniti.
Vestiti con spessi cappotti invernali e con il pugno proteso in alto, i manifestanti riuniti nella piazza Kim Il-Sung hanno scandito "lunga vita al compagno Kim Jong-Un" e brandito cartelli che recitano "Acceleriamo la vittoriosa avanzata del socialismo!".

Kim ha celebrato il Nuovo Anno con un discorso di 30 minuti trasmesso in tv incentrato sulla potenza nucleare del Paese e "l'ultimo stadio" del missile balistico intercontinentale che potrà raggiungere il suolo Usa.

Fonte: M.F.

Open Society Initiative For Europe (OSIFE)

Mapping the Ukrainian debate in Italy



Terms of Reference


Background information
The emergence of a New Ukraine is an event that reshapes the European map by offering the opportunity to go back to the original essence of European integration: union, solidarity, democracy, and peace. A strong, successful Ukraine is the best guarantee against democratic backslide in the east of the continent, and yet many players inside the EU are reluctant to accept the Maidan revolution as democratic and the Ukrainian government as legitimate.

On the one side of the divide are so-called “Russlandversteher” (Russia understanders). Some of them have their own agendas, usually related to their links with Russia, and will be difficult to convince. But for other groups and individuals the real situation in Ukraine may be obscured by a combination of ignorance of the facts on the ground, Russian propaganda, anti-American feelings, and genuine concern about developments in Ukraine.
This second group includes key opinion-makers, some traditional political mainstream players (such as trade unions and some political parties), emerging groups that are re-shaping Europe’s political map, in particular in southern Europe (M5S in Italy, Podemos in Spain, Syriza in Greece), and a wide range of liberal NGOs in Western Europe.

In the middle of the debate, there is a big group of analysts and decision-makers who quickly brush over the challenges Ukraine poses to Europe and argue EU to focus on its internal, more pressing problems. On the other end of the spectrum, some think tanks, officials and opinion makers promote a geopolitical battle with Russia, invoke the re-emergence of a new Cold War, and uncritically support Ukraine. To date, there is no publicly available study or report that would map the different voices in the Italian debate on Ukraine. OSIFE would like to fill in the void by commissioning a short paper to inform its own programming.

Overall aim and specific objectives
The consultant is expected to chart the main players in the Italian debate on Ukraine, outline the key arguments and their evolution in the past 18 months. Specifically, the report will
  • take stock of any existing polling evidence
  • provide a ‘who is who?’ with information about at least
    • 6 newspapers,
    • 10 audiovisual outlets (TV and radio),
    • 6 internet sites,
    • About 50 opinion leaders and trends in social networks.
  • Categorize the main strains of discussion and eventually identify different sides / camps of the discussion.
  • Provide a brief account of how Russia has tried to influence the Italian debate on Ukraine through domestic actors and outlets
  • Include a section with recommendations on
    • What are the spaces OSF should engage and would most likely to have impact?
    • What are the voices (of reason or doubt) that should be amplified?
    • What are other ways OSIFE may engage or support vital parts of this debate?





Deliverables and timeline
One report up to 3,000 words + Appendices (at discretion of the author) as stipulated above
All appendices should be presented separately. The consultant shall submit a draft evaluation report by April 1, 2015 and the final report by May 1, 2015. The report will not be public.

Contract term:
Max. number of working days during the term:
Fee: (please indicate currency and payment unite – day, hour, word …etc)
Conditions and remuneration
The consultant will spend at least 15 full working days in carrying out this task.  
Remuneration: $6,500 (gross)
Payment schedule:
First payment 70%
Second payment on receipt of final report on 1 May 2015.

Additional expenses covered:
  • Administrative and communication expenses (up to $500 USD, reimbursed based on receipts and an itemized call list for telephones).
  • Purchase of services, organization of meetings and logistics-related support (up to $1,200, reimbursed based on receipts / original invoices addreesed to OSIFE Barcelona).

For example:
  • Travel related expenses when traveling outside of your home country, based on receipts (flight or other means of transportation, accommodation)
  • Travel related expenses when traveling outside of your home city, based on receipts (train or other means of transportation, accommodation)
  • Working lunches or dinners with stakeholders, based on receipts (please indicate who you took out and on what purpose!)
  • Conference registration fee, based on receipts
  • Cost of events that you organize on the request of OSF based on an agreed budget prior to the event, , based on receipts
  • Any data or statistical information that is needed for the report, which has been approved by OSIFE in advance, based on receipts

  • Any other expense, deemed reasonable, must be discussed with OSIFE staff in advance of purchase and subject to approval.
  • All business expenses are subject to approval prior to purchase or commitment.

OR

  • A research assistant can be added to help with the workload if needed instead of the above expenses. Renumeration $1700 (gross).

Note: Those consultants who have full-time jobs could opt to receive the funds through their organizations and integrate this task in their regular work. The consultants should feel free to add another researcher or a research asistant to help with the workload. Regardless of the arrangment, the total amount of the OSIFE remuneration and expense reimbursement cannot exceed $8,200 USD.

Justification why the consultant was chosen:
All contracts were for the same amount. We needed to find highly specialized researchers to map the debate on Ukraine in Europe, therefore we identified a shortlist of candidates in consultation with colleagues in the Think Tank Fund, OSEPI and in consultation with members of the OSIFE board and chose the most qualified who could produce the report in the time allowed. In the case of Italy we agreed that Eleonora Poli, a researcher at the Istituto Affari Internazionali (IAI), was the best suited to the task. Her research areas cover the political and institutional implications of the Eurozone crisis and the European role in regional conflicts resolution. - See more at: http://www.iai.it/en/persone/eleonora-poli#sthash.dLb9pxAn.dpuf .

Indicate how the proposed work will assist the program in achieving its charitable mission/objectives:
To complete our 2015 work plan that includes a new portfolio of work on Europe and Ukraine OSIFE must first identify potential partners for this work in Europe. This is a new body of work for OSIFE for 2015. The research is to be completed by 1st May 2015 to allow OSIFE time to plan its work plan, objectives and impacts for the remainder of 2015. Without this research OSIFE will not be able to identify key partners to impact the debate on Ukraine in Europe and therefore will not achieve the desired outcome of influencing the narrative about Ukraine in European social movements.

Fonte: qui

P.S.: potete usare la funzione TRANSLATE di Google(sulla colonna di destra), selezionando prima un qualsiasi linguaggio e poi successivamente, l'italiano, per avere la traduzione automatica.

Usa, le mail trafugate a George Soros finiscono online: “È architetto di ogni colpo di Stato degli ultimi 25 anni”

Dc Leaks pubblica i file rubati dai database della Open Society Foundation dell'imprenditore ungherese americano: "A causa sua e dei suoi burattini gli Stati Uniti sono considerati come una sanguisuga e non un faro di libertà e democrazia"