9 dicembre forconi: traffico
Visualizzazione post con etichetta traffico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta traffico. Mostra tutti i post

lunedì 22 luglio 2019

Nave sequestrata, contenente cocaina per 1,3 miliardi di $, appartiene a JPMorgan

Qualche settimana fa abbiamo riferito che circa 1 miliardo di dollari di cocaina (15.500 kg) sono stati sequestrati da una nave portacontainer in un porto di Filadelfia dopo essersi fermati in Colombia, Cile, Perù, Panama e Bahamas (in seguito si è scoperto che era un registrare $ 1,3 miliardi, o valore di 18.000 chili). 
Oggi apprendiamo che la nave, la MSC Gayane, è di proprietà di JP Morgan ed è stata sequestrata dalle autorità statunitensi  secondo il  Wall Street Journal . La Gayane è la  seconda nave portacontainer al mondo  - gestita dalla Mediterranean Shipping Co, con sede in Svizzera, MSC. 
"Il sequestro di una nave così massiccia è complicato e senza precedenti, ma è appropriato perché anche qui le circostanze sono senza precedenti", ha dichiarato il procuratore William McSwain. "Quando una nave porta una tale quantità oltraggiosa di droghe mortali nelle acque di Philadelphia, il mio ufficio perseguirà le più gravi conseguenze possibili contro tutte le parti coinvolte al fine di proteggere il nostro distretto e il nostro paese". 
La Gayane è stato fatto un'incursione il 17 giugno da parte di agenti doganali e di protezione delle frontiere statunitensi che hanno trovato circa 20 tonnellate di cocaina con un valore di strada di $ 1,3 miliardi nascosto in diversi contenitori. La nave aveva navigato da Freeport alle Bahamas e prima di allora ha chiamato a Panama e in Perù dopo aver iniziato il suo viaggio in Cile. Doveva partire per l'Europa dopo la sosta negli Stati Uniti.
"MSC rimane grata ai funzionari governativi negli Stati Uniti per il loro lavoro proattivo e ha offerto il suo continuo sostegno, basandosi su una lunga esperienza di buona cooperazione con le autorità", ha detto un portavoce MSC in una dichiarazione. "MSC assiste e collabora con le autorità come richiesto e la società non è l'obiettivo di alcuna indagine". - Wall Street Journal
La nave da $ 90 milioni che può trasportare circa 10.000 container rimane ancorata al fiume Delaware vicino al porto di Filadelfia e rimarrà lì per un bel po 'di tempo secondo il  Journal . 
Otto membri dell'equipaggio provenienti da Samoa e Serbia sono stati arrestati, mentre molti altri sono stati accusati nel regime in base agli intervistati. Anche il secondo ufficiale della nave e un altro membro dell'equipaggio furono accusati di  essere stati aiutati a portare a bordo il contrabbando. 
A febbraio, gli agenti doganali sequestrarono anche 1,6 tonnellate di cocaina su un'altra nave MSC, la Carlotta, all'entrata nel porto di Newark, nel New Jersey. 
Come risultato dei due busti, la certificazione MSC di Customs-Trade Partnership è stata temporaneamente sospesa, il che significa che il carico della compagnia sarà soggetto a un controllo approfondito e non può più essere classificato come "a basso rischio". MSC dice che si aspetta un minimo disagio dalla sospensione. 

Storicamente, le navi coinvolte in attività criminali sono più vecchie e picchiate ", ha detto Basil Karatzas, CEO di Karatzas Marine Advisors & Co., con sede a New York. "È strano che una nave così moderna e costosa sia coinvolta in una così crudele criminalità caso, come spostare 20 tonnellate di cocaina. " 
10 Luglio 2019
Fonte: qui

giovedì 27 giugno 2019

FIGLIA DI PAPA’, RICCA, CON UNA VITA FACILE: CHI E’ LA CAPITANA CAROLA RACKETE CHE GIOCA A FARE LA PIRATA SULLA PELLE DI 42 POVERI CRISTI


PREDICA L'IDEOLOGIA NO BORDER (NO AI CONFINI) CHE È QUELLA DI UNA BORGHESIA GLOBALISTA UN PO' IN DECLINO, E SOPRATTUTTO NON HA TIMORE A VIOLARE LE LEGGI DEI VARI PAESI 

”FOSSE PER ME SAREI GIÀ ATTRACCATA A LAMPEDUSA FIN DAL PRIMO GIORNO”

Marco Gervasoni per “il Messaggero”

carola racketeCAROLA RACKETE
Come avrebbe detto il signor De La Palice, è meglio essere ricchi che poveri. E ricca è Carola Rackete, la Capitana della Sea Watch, che potremmo anche chiamare una novella Anne Bonney, la più famosa pirata donna della storia.

E se atto di pirateria è da considerare la penetrazione illegale nelle acque di uno Stato, però, diversamente dalle donne pirata della storia, Carola la sua attività la svolge a fin di bene, o almeno il bene come lo intende lei. Certo, non deve essere facile nascere ricchi in Germania, e in particolare nella Bassa Sassonia protestante e luterana.

sea watch salviniSEA WATCH SALVINI
Oltre al clima plumbeo che predispone alla noia e in alcuni casi a gesti estremi, devi sentire di avere un debito con la società e forse con Dio, anche se non ci credi. E' la stessa Frau C. a dirlo: «Ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità». Non puoi insomma fare come i millenial kids, categoria in cui la trentenne potrebbe essere inserita, che dilapidino le risorse di papà.

GLI STUDI
carola racketeCAROLA RACKETE
Quindi studia nel Regno Unito una curiosa materia, conservazione ambientale, poi si fa capitana sì, ma per l'ecologismo. A 23 anni guida una rompighiaccio, a 25 da vice comandante effettua spedizioni polari, a 27 continua la rotta polare, ma per Greenpeace.

sea watch salviniSEA WATCH SALVINI







Dagli orsi bianchi agli immigrati? Come avviene questo passaggio? Le cronache già apologetiche di quelli che «la sinistra italiana riparta da Carola» non ce lo dicono, ma eccola improvvisamente, dopo lo tsunami migratorio innescato dalla guerra civile siriana e dal poco lungimirante richiamo merkeliano, nel 2016, a collaborare con Sea Watch. Dall'ecologismo all'oeneggismo, che potremmo chiamare anche immigrazionismo: il salto non è così strano. E non è neppure così originale.

QUELLI COME LEI
carola racketeCAROLA RACKETE
Tipi come Carola li abbiamo visti in questi ultimi mesi: sono per la maggior parte tedeschi o olandesi, vengono da famiglie benestanti, predicano l'ideologia no border (no ai confini!) che è quella di una borghesia globalista un po' in declino, e soprattutto non hanno timore a violare le leggi dei vari paesi. Anche se per la verità sempre del nostro. Sarà che sono amanti del mare, freddo o caldo che sia, ma certo non li abbiamo visti mai sfidare le leggi e la polizia per esempio ungheresi, anche perché rimedierebbero certo punizioni più pesanti dei tutto sommato contenuti 53000 euro di multa, bruscolini nel bilancio di una Ong.

CAROLA CAPITANO DELLA SEA WATCHCAROLA CAPITANO DELLA SEA WATCH
Questi figli di manager o di imprenditori sfruttano infatti le doti di famiglia a gestire le Ong, visto che, per volumi di entrate e di uscite, molte di loro possono essere considerate delle medie, e alcune persino delle grandi imprese. Nonostante la trasparenza dei bilanci, ci piacerebbe che la Capitana Carola utilizzasse una parte della sua loquacità per spiegarci chi finanzia i finanziatori. Forse capiremmo perché puntano sempre sull'Italia e non, per esempio, su paesi che hanno rapporti molto stretti con Berlino.
migranti sea watchMIGRANTI SEA WATCH



LE SPIEGAZIONI
E poi ci piacerebbe che la Capitana ci spiegasse se la grave decisione di violare il blocco sia stata presa da sola o in contatto con altri. Ma forse lo chiarirà al magistrato che, siamo sicuri, non mancherà di imputarle vari reati. Lei recita la sua parte, quella di sfidare Salvini. Avrà grazie a lui il suo quarto d'ora di celebrità. Quelli fuori spartito sono invece gli italiani che l'hanno eletta a leader morale. Non avremo come altrove un partito dei Pirati ma abbiamo una Pirata alla guida della Linke italiana.


LA CAPITANA CAROLA DAL POLO ALLE ONG: «SO CHE COSA RISCHIO»
CAROLA RACKETECAROLA RACKETE
Marta Serafini per il “Corriere della sera”

«Che però sia chiaro che non sono l' unica donna a bordo». È impegnata Carola Rackete. Ha da forzare un blocco e portare in porto i suoi «42 passeggeri». Non le importa cosa dicono di lei a terra.

«Mi ricevete? Sto entrando nelle vostre acque territoriali». Parla alla radio. Voce ferma, inglese perfetto e tono di una che non ha tempo da perdere. Al suo fianco ci sono le altre dieci donne del team di Sea Watch 3. Verena, la dottoressa che ha curato i migranti in queste due settimane al largo e che dice «vi prego, fateci sbarcare che loro non ce la fanno più». E Haidi, la mediatrice culturale che con pazienza spiega ai 42 cosa sta succedendo.
salvini migranti sea watchSALVINI MIGRANTI SEA WATCH

«Basta, ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So a cosa vado incontro ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo». La «Capitana» contro il «Capitano». La comandante della Sea Watch e il ministro dell' Interno italiano Matteo Salvini.
CAROLA RACKETECAROLA RACKETE




Quando la nave nel primo pomeriggio fa rotta su Lampedusa in rete parte l' urlo. «O capitana, o mia capitana». Carola che con un colpo di timone fa quello che nessuno prima di lei aveva mai osato.

I compagni a terra però si preoccupano. Perché ora Carola rischia grosso. Incriminazione per favoreggiamento di immigrazione clandestina, il sequestro della nave e una multa da 50 mila di euro. Ma la «Capitana» non è il tipo che si ferma di fronte a un decreto. Già nei giorni scorsi Rackete aveva risposto agli strali di Salvini. «Non riporterò i migranti in Libia, né tantomeno in Olanda, vorrebbe dire circumnavigare l' Europa, sarebbe ridicolo», aveva scandito sicura. Poi quando Strasburgo ha rigettato il ricorso presentato dalla sua Ong è andata dai suoi «passeggeri» e li ha informati. «Fosse per me sarei già attraccata a Lampedusa fin dal primo giorno».
CAROLA RACKETECAROLA RACKETE

All' arrivo in porto il tono di voce è ancora calmo. «Le autorità italiane sono appena salite a bordo e ci hanno controllato i documenti. Ma non ci fanno sbarcare», spiega.

Trentun' anni, passaporto tedesco, Rackete è cresciuta a Hambühren, nella stessa Bassa Sassonia dove i depositi di armi della Seconda Guerra Mondiale oggi sono stati trasformati in edifici residenziali, tra piste ciclabili e foreste.

Poi Carola lascia mamma e papà e va a studiare all' estero, alla Edge Hill University nel Lancashire, in Gran Bretagna.

Si diploma con una tesi sugli albatros, prende un master.
«Amo la natura e gli animali».
carola racketeCAROLA RACKETE
Il profilo perfetto della ragazza tedesca che si batte per l' ambiente. E per i diritti. Così dopo la laurea si mette al timone di una nave rompighiaccio nel Polo Nord per uno dei maggiori istituti oceanografici tedeschi l' Alfred Wegener, per cui lavora dal 2011 al 2013. Cinque lingue sul curriculum, a 25 anni è secondo ufficiale a bordo della Ocean Diamond. E due anni dopo è sull' Arctic Sunrise di Greenpeace.
Avanti fino al 2016, quando è volontaria di Sea-Watch. Sono gli anni in cui alle Ong ancora è permesso stare in mare senza problemi.

Carola che ci crede e che non si arrende. In poco tempo diventa coordinatrice dei team di avvistamento di Moonbird e Colibrì, i piccoli aeroplani della Ong che pattugliano il Mediterraneo alla ricerca dei barconi in difficoltà. Lì impara cosa significa scrutare per ore e ore l' orizzonte in attesa di un puntino nero. E apprende la delicata arte di districarsi tra i messaggi in codice della capitanerie. Roma, Tripoli, Malta. Per diventare una che forza il blocco bisogna studiare.
salvini migranti sea watchSALVINI MIGRANTI SEA WATCH

I sovranisti di lei dicono che è una figlia di papà, lei invece di sé a La Repubblica ha raccontato: «La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità».

Fonte: qui

sabato 22 giugno 2019

VIDEO: I MIGRANTI E IL PESCHERECCIO. IL TRUCCO DEL TRAFFICO DI ESSERI UMANI BECCATO DA FRONTEX IN UN FILMATO CHE NON LASCIA DUBBI


LA ''NAVE MADRE'', UN PESCHERECCIO, PORTA 81 MIGRANTI VICINO ALLE COSTE DI LAMPEDUSA, POI LI CARICA SU UN BARCHINO CHE STAVA TRAINANDO E LI MANDA VERSO LE ACQUE ITALIANE, MENTRE LEI TORNA VERSO LA LIBIA



In gergo si chiama “nave madre“. Nella pratica è un peschereccio: ha portato 81 migranti vicino alle coste di Lampedusa, li ha trasbordati su un barchino e poi ha fatto rotta verso la Libia. Ma, individuato dagli aerei di Frontex, è stato fermato, sequestrato e arriverà domattina a Licata, in provincia di Agrigento.
i migranti e il peschereccio traffico di esseri umani col trucco 1I MIGRANTI E IL PESCHERECCIO TRAFFICO DI ESSERI UMANI COL TRUCCO 

E’ accaduto a circa 60 miglia a sud dell’isola delle Pelagie. La “nave madre” è stata intercettata nel primo pomeriggio di ieri dalla Guardia di Finanza e dalla capitaneria di porto. Secondo quanto riferito dalle fiamme gialle di Palermo, alle 13.20 di giovedì un aereo del progetto Mas dell’Agenzia Frontex, attraverso il National coordination centre del ministero dell’Interno, ha documentato il trasbordo di decine di migranti da un motopesca su un’imbarcazione più piccola, alla quale era affiancato.

i migranti e il peschereccio traffico di esseri umani col trucco 2I MIGRANTI E IL PESCHERECCIO TRAFFICO DI ESSERI UMANI COL TRUCCO 
Dopo il trasbordo, le due imbarcazioni si sono allontanate con rotte opposte: la prima si è diretta verso le coste libiche e la seconda, con a bordo i migranti, verso le coste italiane.

Dall’alto le due imbarcazioni non sono mai state perse di vista fino all’intervento dei mezzi della Guardia di Finanza della Capitaneria di Porto. L’azione è scattata nella notte, una volta che il barchino è entrato in acque italiane. Il team del pattugliatore Veloce PV 4 Avallone salendo a bordo del motopesca blu di 15 metri, con bandiera libica, ha trovato 7 persone, sei egiziani e un tunisino, e ne ha assunto il controllo. Sono tutti in stato di fermo con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
i migranti e il peschereccio traffico di esseri umani col trucco 3I MIGRANTI E IL PESCHERECCIO TRAFFICO DI ESSERI UMANI COL TRUCCO

Contemporaneamente, le vedette di Fiamme Gialle e Guardia costiera hanno fermato l’altra imbarcazione, distante solo 4 miglia dal porto di Lampedusa, con 81 migranti a bordo (75 uomini, 3 donne e 3 minori). Giunti in porto, i migranti sono stati trasferiti all’hot spot dell’isola.

martedì 18 dicembre 2018

SEQUESTRATI 400 CHILI DI HASHISH A DUE DONNE A MILANO


GLI AGENTI HANNO PERQUISITO LA CASA E HANNO TROVATO DUE BAMBINI SEDUTI SOPRA UN’ENORME QUANTITÀ DI DROGA. IN CASA C’ERANO ANCHE…


HASHISH SEQUESTRATA ALLE DUE MAMME PUSHER DI MILANOHASHISH SEQUESTRATA ALLE DUE MAMME PUSHER DI MILANO
Due donne sono state arrestate perché coinvolte in un traffico di hashish che ha portato al sequestro di quasi 400 chili di droga da parte degli agenti del Nucleo contrasto sostanze stupefacenti della polizia locale di Milano. Le indagini sono partite da un pattugliamento in via Imbonati, zona segnalata dai cittadini come «piazza» di spaccio: gli agenti si sono avvicinati ad una donna che ha cercato di fuggire gettando un panetto di hashish di circa 80 grammi.

La perquisizione
È stato durante la perquisizione in casa che sono stati trovati 50 involucri di un chilo e trecento grammi di sostanza stupefacente. In casa era presente anche un’altra donna e una bambina di tre anni. Gli agenti hanno sentito dei rumori che provenivano dal solaio.
hashishHASHISH

Qui, seduti su un’enorme quantità di hashish c’erano due bambini di 12 e 11 anni, figli della donna controllata in via Imbonati. Le due donne arrestate sono una marocchina di 37 anni in regola con il permesso di soggiorno, madre dei due ragazzi di 11 e 12 anni, e una sua connazionale di 23, madre della bambina più piccola. I bambini di 11 e 12 anni sono stati affidati ad una comunità protetta, mente alla donna madre della bambina piccola è stato consentito, come previsto dalle legge, di poter trascorrere il periodo di detenzione insieme alla figlia.
HASHISHHASHISH

La segnalazione
«Gli agenti della Polizia Locale - ha spiegato il comandante Marco Ciacci - agiscono spesso su segnalazione di cittadini che ci avvertono di situazioni di possibile spaccio. Prestiamo sempre molta attenzione a tutte le indicazioni che ci vengono fornite e in questo caso si sono rivelate particolarmente efficaci. L’Unità contrasto stupefacenti quest’anno ha effettuato 99 arresti per spaccio di sostanze stupefacenti.

HASHISHHASHISH




Ma a fianco dell’attività di repressione, interviene tutti i giorni nelle aree limitrofe alle scuole e ai parchetti frequentati dai giovani insieme all’unità cinofile come prevenzione». «Il presidio del territorio - ha aggiunto la vicesindaco Anna Scavuzzo - è fondamentale ed è possibile anche grazie al dialogo continuo con i cittadini. Ringrazio gli agenti per l’ottimo lavoro svolto, in un’operazione delicata che ha visto il coinvolgimento di due madri e di tre bambini, con una ingente quantità di droga: un contesto che desta preoccupazione. Questi minori vanno tutelati e allontanati dal degrado in cui sono stati costretti a vivere».

Fonte: qui

giovedì 22 novembre 2018

NICOLA GRATTERI: “LA ‘NDRANGHETA HA POTERE ANCHE A ROMA”