9 dicembre forconi: rumeno
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lunedì 24 giugno 2019

ALLA STAZIONE DI NETTUNO UN 20ENNE DI ORIGINI ROMENE, FLORIN CERCEL, VUOLE SURFARE SUL TRENO E MUORE FOLGORATO DOPO AVER TOCCATO UN CAVO DELLA RETE ELETTRICA

LO HA INVESTITO UNA SCARICA ELETTRICA DA 3.600 VOLT, IL SUO CORPO È "SCHIZZATO" SULLA BANCHINA SOTTO GLI OCCHI DEL FRATELLO 16ENNE…
“SALGO LÌ SOPRA E VI FACCIO VEDERE COSA FACCIO”
Ivo Iannozzi e Mirko Polisano per “il Messaggero”

Morire a vent'anni per un gioco, per una sfida. Così è stata spezzata la vita di Florin Cercel, giovane di origine romene e residente a Nettuno, che è rimasto folgorato dall'alta tensione per poi essere schiantato a terra sotto gli occhi del fratello 16enne che lo ha soccorso. Flò - così lo chiamavano gli amici - si era arrampicato su un treno fermo sui binari. Con la sua comitiva, tra cui il fratellino, stava scherzando. Voleva «surfare». Per questo è salito sul tetto del convoglio e ha iniziato a richiamare l'attenzione dei suoi amici. Le braccia aperte quasi a voler sfidare le onde. Invece è stata la sorte a giocargli un brutto scherzo.
NETTUNO - LA MORTE DI FLORIN CERCELNETTUNO - LA MORTE DI FLORIN CERCEL

Toccato dal pantografo, Flò è stato folgorato dall'alta tensione: il suo corpo è «schizzato» sulla banchina. E un sabato sera qualsiasi si è trasformato in un dramma.
È da poco passata l'una di sabato quando al binario 1 della stazione di Nettuno, cittadina balneare alle porte di Roma, si ritrovano cinque amici. Quello scalo ferroviario, preso d'assalto la mattina dai pendolari e semi abbandonato la sera, è il loro «muretto», il luogo dove incontrarsi. Lo facevano spesso. Anche quel sabato doveva essere una serata come le altre. Qualche birra, una battuta e la spensieratezza dei vent'anni. Forse qualche bicchiere di troppo e la «ragazzata» di lanciare la sfida: «Salgo lì sopra e vi faccio vedere cosa faccio», avrebbe detto agli amici. Qualcuno, probabilmente, lo ha anche ripreso con il cellulare. Gli inquirenti, infatti, potrebbero acquisire presto alcuni video presenti negli smartphone dei ragazzi presenti per escludere eventuali altri coinvolgimenti.

LA DINAMICA
FLORIN CERCELFLORIN CERCEL
Flò, che a Nettuno dove abita con la nonna e il fratello è molto conosciuto, dopo essersi arrampicato sul treno della linea ferroviaria Nettuno-Roma fermo al binario 1, ha toccato un cavo della rete elettrica. Lo ha investito una scarica elettrica da 3.600 volt - come hanno accertato i tecnici delle Ferrovie - che non gli ha lasciato scampo. Avevano trascorso la serata di sabato in uno dei numerosi locali del centro cittadino il giovane, in compagnia del fratello più piccolo e di altri tre amici - una ragazza e due ragazzi, tutti italiani - hanno deciso di chiudere la serata alla stazione ferroviaria. Non era la prima volta che andavano in quel posto per chiacchierare e magari bere l'ultima birra della serata.

I cinque si sono seduti sulle panchine lungo il binario 1 quando Florin ha deciso di arrampicarsi sul tetto del treno. Una ragazzata e nulla più, a quanto sembra, ma senza prevedere i rischi legati alla presenza della rete dell'alta tensione. Il giovane ha fatto qualche passo sul tetto del convoglio fino al contatto fatale. Poi è stato scaraventato a terra. Il fratello e gli amici lo hanno adagiato sul marciapiede, prestandogli i primi soccorsi in attesa dell'arrivo del 118. I sanitari hanno cercato lungo di rianimarlo. Il ragazzo è morto durante il trasporto all'ospedale di Anzio.

GLI ACCERTAMENTI
Il corpo è stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria che dovrà disporre l'esame autoptico e quello tossicologico. Una morte assurda in una zona che la notte molto spesso resta in balia di vandali e sbandati come confermano i numerosi danneggiamenti verificatisi nel recente passato ai danni delle carrozze dei treni.

Fonte: qui

sabato 24 novembre 2018

“LE INSEGNÒ A DROGARSI CON L'EROINA”


FINISCE NEI GUAI L'EX FIDANZATO DI PAMELA MASTROPIETRO, IL 21ENNE ROMENO ANDREI CLAUDIU NITU 

SAREBBE STATO LUI A DARLE LE PRIME DOSI DI DROGA 

È ACCUSATO ANCHE DI CIRCONVENZIONE D'INCAPACE E INDUZIONE ALLA PROSTITUZIONE 

IL RAGAZZO E’ STATO GIA’ ARRESTATO PER SETTE RAPINE


pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Per Pamela l' anticamera dell' inferno si è aperta a Roma. E per la famiglia, nonché per la procura, c'è anche un responsabile: Andrei Claudiu Nitu, romeno di 21 anni, l'ex fidanzato della diciottenne di San Giovanni violentata e uccisa il 30 gennaio scorso nell'appartamento di via Spalato, a Macerata.

Lunedì prossimo Innocent Oseghale, pusher nigeriano, finora l'unico sospettato rimasto accusato di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere, comparirà davanti al gup per l'udienza di rinvio a giudizio. Per lui la difesa potrebbe chiedere il rito abbreviato subordinato però a una super-perizia psichiatrica. Il primo passo che la famiglia di Pamela aspettava per avere giustizia.

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
Ma ce n'è anche un altro per il quale Alessandra Verni, la madre di Pamela, è costretta ad aspettare però l'inizio dell' anno prossimo: Nitu rischia infatti di finire sotto processo per spaccio di droga a favore della giovane quando quest' ultima era minorenne, induzione alla prostituzione e circonvenzione d' incapace, reato contestato al ventenne, ora agli arresti domiciliari in una comunità a Cassino (Frosinone), proprio sulla base degli accertamenti medici disposti dalla procura sulla diciottenne.

Martedì scorso la prima udienza dal gup è stata rinviata perché non è stato possibile accompagnare il ragazzo da Cassino. Altrimenti anche questa storia avrebbe avuto una svolta. «Pamela si era innamorata di lui, era entrata in fissa. Andrei invece se n'è approfittato. C'è anche una perizia della procura che lo conferma», spiegano proprio dalla famiglia della giovane, che aveva conosciuto Nitu all' inizio del 2017.

PAMELA MASTROPIETROPAMELA MASTROPIETRO
Prima di allora la diciottenne non aveva mai fatto uso di eroina, fino a primavera la situazione è invece degenerata, al punto che Alessandra Verni, mamma di Pamela, ha deciso di rivolgersi al commissariato San Giovanni per denunciare la situazione. E la storia della diciottenne che voleva diventare criminologa è stata presa a cuore dai poliziotti diretti da Mauro Baroni, che in più di una circostanza si sono prodigati per andare a recuperare la giovane finita in brutti giri, anche a Trastevere e al Pigneto.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO

Con lei c'era quasi sempre Nitu, che si spacciava per pugile, con tatuaggi sulla nuca e sul dorso delle mani, che nel settembre 2017 hanno finito per tradirlo: la polizia lo ha arrestato per sette rapine a ragazzini messe a segno nel luglio precedente con coltelli e minacce dalle parti di piazza Re di Roma.

In quelle settimane però Pamela era già entrata nel tunnel di Sert, cliniche, strutture sanitarie specializzate e comunità di recupero dal quale non sarebbe più uscita, se non fuggendo dalla Pars di Corridonia il giorno prima di cadere nella trappola di Oseghale e, almeno secondo la procura di Macerata, di altre persone, che hanno abusato di lei, l'hanno uccisa e infine fatta a pezzi.

Anche di Nitu, secondo quanto emerso dagli accertamenti svolti dalla polizia e dalla famiglia, si era fidata. Lo seguiva dappertutto, con lui fumava eroina e veniva spinta a procurargli i soldi per le dosi. La madre e il padre hanno tentato di farle invertire la rotta, di spingerla a lasciare quel ragazzo che si presentava di continuo sotto casa per portarla via.
Da qui liti con i familiari, fughe continue, ma anche riappacificazioni e un po' di speranza per il futuro. Stroncata in quell'attico a Macerata.

Fonte: qui

sabato 28 ottobre 2017

UNO VIOLENTA, L’ALTRO RIPRENDE - E’ ACCADUTO A RAVENNA DOVE UNA GIOVANE 19ENNE E’ STATA ADESCATA IN DISCOTECA E PORTATA A CASA DA UN 27ENNE ROMENO E UN 26ENNE DI ORIGINI SENEGALESI

LA RAGAZZA SI E’ SENTITA MALE. POI E’ STATA PORTATA SOTTO LA DOCCIA E…

Giovanni Neve per www.ilgiornale.it
stuproSTUPRO

Uno - un rumeno di 26 anni - la stuprava. L'altro - un 27enne con cittadinanza italiana, ma origini senegalesi - fimava tutto con il suo telefonino. L'ennesima storia d'orrore arriva da Ravenna dove i due sono stati arrestati per violenza sessuale su una 19 enne, adescata in discoteca e portata a casa in stato di semincoscienza dopo aver bevuto alcolici.

La giovane ha raccontato di essere andata nel locale con alcuni amici e conoscenti (compresi quelli che sarebbero poi diventati i suoi aguzzini), ma di non ricordare quasi più nulla della serata a causa dei drink bevuti. Alcuni componenti del gruppo - tra cui sempre i due in questione - l'avrebbero poi portata via dal locale e condotta in un appartamento, dove la ragazza si sarebbe sentita male.

stuproSTUPRO
Dopo che aveva vomitato su un divano, sarebbe stata messa sotto la doccia e poi distesa sul pavimento del bagno. Solo il giorno dopo, parlando con una amica presente, aveva saputo di aver subito il rapporto sessuale, filmato col telefonino dall'altro giovane. Il cellulare è stato sequestrato: all'interno sono stati rinvenuti spezzoni di videoriprese dove traspare il chiaro impedimento della vittima. Entrambi i giovani si trovano ora in carcere, mentre le indagini continuano per verifacre l'eventuale responsabilità di altre persone presenti nei fatti.

Fonte: qui

IL ROMENO LA STUPRA, IL SENEGALESE LA FILMA: DUE ARRESTI A RAVENNA 

I DUE UOMINI ACCUSATI DI VIOLENZA SESSUALE SU UNA RAGAZZA DOPO UNA SERATA IN DISCOTECA 

DAI VIDEO DEL TELEFONO SEQUESTRATO SI NOTA L'AGGHIACCIANTE SEQUENZA DELL'AGUZZINO CHE SORRIDE COMPIACIUTO DURANTE LO STUPRO E SI VEDE ANCHE COME LA VITTIMA, APPENA 18ENNE, SIA STATA SOTTOPOSTA DAI 2, ENTRAMBI PREGIUDICATI, A UNA DOCCIA PER "SVEGLIARLA" PERCHÉ UBRIACA MENTRE UNA VOCE DI DONNA DICE "POVERINA"...



stupro ravennaSTUPRO RAVENNA
Due giovani di origine straniera, un senegalese di 27 anni e un romeno di 26 anni, sono stati arrestati dalla Polizia con l’accusa di avere violentato e filmato in un’abitazione privata una ragazza di Ravenna appena maggiorenne che avevano incontrato poco prima, in stato di ubriachezza, in un locale della città romagnola. Secondo quanto riferito dalla ragazza alla squadra Mobile, tutto è accaduto una notte di inizio mese quando i due l’hanno agganciata nel locale.

Quindi, assieme anche a una coppia poi allontanatasi dall’abitazione, l’hanno portata di peso in una casa dove l’hanno infilata sotto la doccia e, mentre il senegalese filmava con il proprio smartphone, l’altro l’ha stuprata. I video con i rapporti sessuali sono già stati sequestrati dagli inquirenti. I due, che hanno precedenti di Polizia per altri reati, hanno negato la violenza sessuale di gruppo sostenendo che si è trattato di un rapporto consensuale.

Sulla violenza sono poi emersi altri dettagli agghiaccianti: la vittima era inconsapevole di essere filmata, mentre chi la stava violentando «a più riprese si voltava compiaciuto e sorridente» verso la registrazione video, fatta con uno cellulare. Lo sottolinea il Gip di Ravenna nell’ordinanza di custodia in carcere per violenza di gruppo. Dai video del telefono sequestrato si vede anche come la vittima - primo dello stupro - sia stata sottoposta a una doccia fredda per «svegliarla» perché ubriaca.

Nella ripresa si vede la 18enne rannicchiata nel piatto doccia, con solo la biancheria intima, mentre il romeno che poi l’avrebbe stuprata, la spruzza con un tubo flessibile. Si sente una voce di donna che dice «poverina».

Fonte: qui