9 dicembre forconi: rogo
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venerdì 27 luglio 2018

IL VIDEO DELL'AGGRESSIONE SUBITA A CAIVANO, NEL CUORE DELLA “TERRA DEI FUOCHI”, DAL CRONISTA MARIO ABENANTE CHE STAVA RIPRENDENDO UN ROGO TOSSICO VICINO L’AREA INDUSTRIALE DI MARCIANISE


“TI STRUPPEO STRUNZ’, SEI UN GIORNALISTA DEL CAZ*O” 

IL TUTTO SOTTO GLI OCCHI DI UN BRIGADIERE DEI CARABINIERI DI CASAVATORE...

ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE

CAIVANO. TERRA DEI FUOCHI, AGGREDITO GIORNALISTA DURANTE IL PROPRIO LAVORO

Una colonna di fumo alta fino a 30 metri, visibile a chilometri e chilometri di distanza. Tanto quanto basta per gridare al disastro ambientale qui, in piena Terra dei fuochi. Una nuova emergenza, si abbatte sulla nostra regione   dopo quella di San Vitaliano.
ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTEROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE
Sono balle di plastica e di carta provenienti dalla raccolta differenziata quelle che si sono completamente incendiate  nell’area industriale di Caivano, località Pascarola, a pochi passi dall’area industriale di Marcianise.

A bruciare alcuni depositi di stoccaggio appartenenti all’azienda di trattamento di rifiuti della società Di Gennaro S.p.a. I vigili del fuoco con una decina di autobotti (anche provenienti dalla base Nato di Napoli) con fatica hanno domato le fiamme nel tentativo di bloccare il fumo nero e denso che il vento ha indirizzato principalmente verso il territorio caivanese e acerrano.

Sin dall’inizio le operazioni di circoscrizione dell’incendio si sono concentrate da un lato nello spegnimento (utilizzando acqua e sabbia) e dall’altro eliminando  le balle integre dai piazzali per evitare che prendessero anch’esse fuoco.  Purtroppo c’è da registrare una aggressione ad un giornalista che stava compiendo il proprio lavoro.
ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTEROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE

A farne le spese Mario Abenante cronista della testata giornalistica online “Minformo“ il  cronista stava effettuando un servizio video di approfondimento sull’incendio di Pascarola, quando è stato aggredito. L’episodio purtroppo è di una gravità inaudita, l’informazione viene bloccata per l’ennesima volta, il tutto sotto gli sguardi inermi dei militari dell’Arma dei carabinieri. Purtroppo per l’ennesima volta siamo costretti a ripetere che  la nostra Terra sta morendo – la verità viene nascosta, la criminalità organizzata controlla  definitivamente i “propri” territori per garantirsi impunità al loro interno  impedendo  la libera informazione, così ahinoi  si costringono apertamente  i giornalisti  al silenzio.

ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTEROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE
L’aggressione al giornalista ci fa capire  che in questa  amata Terra  la follia e la violenza stanno prendendo il sopravvento». La nostra redazione esprime la massima solidarietà alla testata giornalistica, in primis tutta la massima vicinanza a Mario Abenante.

Per concludere l’argomento che riguarda l’incendio di stamattina, ci auguriamo che i criminali  siano consegnati alla giustizia. Oggi solo un miracolo può sconfiggere il fenomeno della Terra dei Fuochi, le parole di Marfella hanno centrato ampiamente il problema: “Tutti a piedi in pellegrinaggio da Caivano Pascarola a Pompei. Chiediamo alla Vergine di salvare la Terra dei Fuochi e di fare giustizia di delinquenti e negazionisti, che ci stanno avvelenando da 30 anni”, ha così concluso denunciando la sua rabbia per l’episodio di stamattina alla stampa l’oncologo Marfella.

“Sui social invece  la popolazione ha assistito a questo ennesimo disastro in maniera  incredula manifestando tutta la propria rabbia. Si chiede con forza alle istituzioni di intervenire in maniera risolutiva su un problema che da troppi anni interessa la cosiddetta Terra dei Fuochi, quell’area a cavallo tra Napoli Nord e Caserta Sud, dove lo Stato è completamente assente.
ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTEROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE

Un luogo in cui regna una totale anarchia praticata sia da parte dei cittadini, che abbandonano tranquillamente rifiuti nelle strade e nelle campagne, sia di imprese, che sfuggono al controllo delle norme di tutela e sicurezza ambientale, sia, infine, da parte di forze criminali organizzate che hanno fatto dello smaltimento illegale dei rifiuti un redditizio business.

ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTEROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE








Tutto ciò avviene impunemente ai danni della salute dei cittadini e dell’economia del territorio.Speriamo che la legislatura governativa  del presidente del Consiglio Conte sia in grado di  porre fine a questo terribile strazio e a punire i responsabili dell’avvelenamento dei nostri territori punendo anche chi non fa il proprio dovere  in termini di controlli e sicurezza nelle aziende fuori norma.

Fonte: qui

domenica 15 ottobre 2017

A OLTRE UN ANNO DALLA CONDANNA, ANCORA IN LIBERTA’ L'AD ESPENHAHN E IL DIRETTORE PRIEGNITZ PER IL ROGO DELLA THYSSENKRUPP

L’APPELLO DEL MINISTRO ORLANDO ALLA GIUSTIZIA TEDESCA: “FATE SCONTARE LA PENA AI MANAGER” 

MANDATO DI ARRESTO EUROPEO BLOCCATO DA CAVILLI BUROCRATICI, GIA’ IN CARCERE INVECE I 4 IMPUTATI ITALIANI
Simona Lorenzetti per la Stampa

thyssenkrupp vittime.THYSSENKRUPP VITTIME.
Tre mesi d' indagine. Nove anni di processi, con due passaggi in Cassazione. E poi improvvisamente per le vittime e i condannati della Thyssen la giustizia ha inforcato binari distinti. I quattro imputati italiani sono finiti in carcere, mentre i vertici tedeschi della multinazionale dell' acciaio, l'ad Harald Espenhahn e il direttore generale Gerald Priegnitz, sono ancora in libertà.

E questo nonostante debbano scontare, rispettivamente, 9 anni e 6 anni e 10 mesi di reclusione. A poche settimane dal decennale del rogo costato la vita a sette operai, un senso di frustrazione pervade ancora i familiari, la cui sete di giustizia è rimasta inevasa, appesa ai cavilli del diritto internazionale.

harald espenhahnHARALD ESPENHAHN
E' di questo sentimento che si è fatto carico il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che a margine della riunione del Consiglio Gai in corso a Lussemburgo ha incontrato il suo omologo tedesco Heiko Maas e gli ha rivolto un appello affinché la Germania dia esecuzione alla sentenza, facendo scontare ai manager la loro pena.

La richiesta non è caduta nel vuoto: Maas si è impegnato a svolgere nel più breve tempo possibile un approfondimento sulla questione, al fine di poter dare riscontro alla richiesta italiana. E' dal maggio del 2016 che si attende l' incarcerazione dei due manager.
daniele moroniDANIELE MORONI

All' indomani del verdetto della Cassazione, che ha messo la parola fine alla storia giudiziaria del rogo, i quattro imputati italiani si erano presentati spontaneamente dai carabinieri.

In carcere erano finiti: il direttore dello stabilimento italiano, Marco Pucci, condannato a 6 anni 10 mesi; il membro del comitato esecutivo dell' azienda, Daniele Moroni, condannato a 7 anni e 6 mesi; l' ex direttore dello stabilimento, Raffaele Salerno, a 8 anni e 6 mesi; e il responsabile della sicurezza, Cosimo Cafueri, a 6 anni e 8 mesi.

marco pucciMARCO PUCCI
Diversamente avevano scelto di agire l' ad Harald Espenhahn e il direttore generale Gerald Priegnitz, che non erano rientrati in Italia per scontare la pena. La procura generale, pertanto, aveva inoltrato agli uffici giudiziari tedeschi un mandato di arresto europeo.

heiko maasHEIKO MAAS
Un documento ufficiale con il quale l' Italia chiedeva alla Germania di rendere esecutiva la condanna, così come previsto dagli accordi tra i due Paesi.

Ma affinché si avviasse questa procedura, era necessario che venisse inviata a Berlino anche la sentenza dei giudici romani tradotta in tedesco, e anche la precedente sentenza, quella della corte d' appello di Torino. Una prima parte della procedura sarebbe stata completata, ma da Berlino sarebbero poi arrivate nuove richieste di acquisizione di atti.
thyssenkrupp vittime 2THYSSENKRUPP VITTIME 

Sta di fatto che ad oggi l' iter è bloccato. Da qui l' intervento del ministro Orlando, che ha consegnato al collega tedesco una lettera nella quale ripercorre i passaggi della vicenda.
«Il caso ha avuto ampia diffusione mediatica a causa della gravità dello stesso, che ha coinvolto decine di famiglie.

ANDREA ORLANDOANDREA ORLANDO
Vi è quindi un forte interesse a vedere definito il procedimento», si legge nella missiva. Ad ogni modo, anche se l' autorità giudiziaria di Berlino dovesse accogliere la richiesta italiana, Harald Espenhahn e Gerard Priegnitz non sconterebbero più di 5 anni di carcere: il massimo consentito dalla legge tedesca per il reato di omicidio colposo aggravato. E poco cambia se in questo caso gli omicidi colposi sono stati addirittura sette.

Fonte: qui