9 dicembre forconi: smaltimento
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mercoledì 20 marzo 2019

L'ITALIA VUOLE CEDERE UNA TONNELLATA DI PLUTONIO AL REGNO UNITO, E CI TOCCA PURE PAGARE 200 MILIONI DI EURO

L'ACCORDO, IMBASTITO DAL MISE, STA METTENDO IN IMBARAZZO LUIGI DI MAIO 
IL MATERIALE RADIOATTIVO VIENE DALLE CENTRALI NUCLEARI ITALIANE ED È CUSTODITO VICINO A LIVERPOOL 
LA SOGIN HA MOLTA FRETTA DI CHIUDERE LA PRATICA PRIMA DELLA BREXIT PERCHE'…
Stefano Agnoli per il “Corriere della Sera”

plutonio 1PLUTONIO
L' Italia potrebbe presto cedere una tonnellata di plutonio al Regno Unito, pagando però a Londra circa 200 milioni di euro nell' ambito di un accordo che sta mettendo in imbarazzo il ministero dello Sviluppo di Luigi Di Maio. Si tratta di materiale altamente radioattivo, ricavato dalla lavorazione del combustibile usato dalle centrali nucleari nazionali nella stagione chiusa nel 1987 e custodito nel sito di Sellafield, a nord di Liverpool.
SOGINSOGIN



Non solo: nell' accordo che il Mise sta esaminando dopo aver ricevuto le carte da Sogin - la società pubblica responsabile dello smantellamento dei vecchi impianti - sono incluse anche 690 tonnellate di uranio, 550 delle quali di uranio impoverito e 140 di uranio leggermente arricchito.
La Sogin (che opera «in base agli indirizzi strategici del governo») ha fretta: la settimana scorsa ha richiesto un nulla osta entro pochi giorni per arrivare a una conclusione prima del 29 marzo, anticipando cioè una possibile «hard Brexit».

Da quella data infatti, con un' uscita disordinata dall' Ue, il Regno Unito potrebbe anche essere sciolto dal Trattato Euratom e dalle salvaguardie che quest' ultimo comporta. Un fatto che secondo la società di Stato creerebbe complicazioni nella gestione del materiale radioattivo, compresi possibili costi supplementari.

Sempre secondo Sogin, l' intesa dovrebbe essere positiva per le casse dello Stato, visto che nei suoi precedenti piani era prevista una spesa di circa 300 milioni. Ma anche su quanto sia verosimile lo «sconto», e non solo sul poco tempo a disposizione per valutare i documenti, il ministero ha espresso dei dubbi, visto che ogni decisione di spesa ricadrebbe prima o poi sui consumatori italiani, che finanziano la Sogin con le bollette elettriche.
 
La notizia nel frattempo si è diffusa, e in Parlamento sono arrivate le prime interrogazioni, come quella di Tommaso Foti di Fratelli d' Italia. Le perplessità di fondo, non solo quelle del Mise, sono almeno tre. Da una parte la congruità della cifra stabilita nella trattativa con la Nuclear Decommissioning Authority inglese e l' impostazione del negoziato.

Possibile, si sostiene, che una tonnellata di plutonio non abbia valore commerciale e che nella trattativa non si sia potuto ottenere di più? La seconda riguarda l' uso del materiale radioattivo, che diventerebbe a tutti gli effetti di proprietà britannica.
plutonio 2PLUTONIO

Secondo qualche esperto, quel genere di plutonio non è adatto per usi militari e parzialmente a fini industriali, cioè come nuovo combustibile per le centrali nucleari esistenti, mentre potrebbe servire in futuro se si sviluppasse la cosiddetta «quarta generazione» di impianti nucleari. Diverso sarebbe il caso dell' uranio impoverito, utilizzabile per armi convenzionali come i proiettili anticarro.

In fine, il pagamento dei 200 milioni non risolverebbe tutte le pendenze italiane in termini di rifiuti nucleari all' estero, visto che un' analoga situazione è in corso anche con la Francia, e costerà alla Sogin (e sempre alle bollette elettriche) altri 130 milioni di euro.

LA CENTRALE NUCLEARE DI GARIGLIANOLA CENTRALE NUCLEARE DI GARIGLIANO
Neppure le risolverà nei confronti del Regno Unito, dove restano quattro contenitori di scorie (chiamati «cask») che secondo gli accordi sarebbero dovuti rientrare in Italia già quest' anno e che invece, al prezzo di 18 milioni l' anno per la custodia (106 milioni totali), arriveranno nel 2025.

venerdì 27 luglio 2018

IL VIDEO DELL'AGGRESSIONE SUBITA A CAIVANO, NEL CUORE DELLA “TERRA DEI FUOCHI”, DAL CRONISTA MARIO ABENANTE CHE STAVA RIPRENDENDO UN ROGO TOSSICO VICINO L’AREA INDUSTRIALE DI MARCIANISE


“TI STRUPPEO STRUNZ’, SEI UN GIORNALISTA DEL CAZ*O” 

IL TUTTO SOTTO GLI OCCHI DI UN BRIGADIERE DEI CARABINIERI DI CASAVATORE...

ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE

CAIVANO. TERRA DEI FUOCHI, AGGREDITO GIORNALISTA DURANTE IL PROPRIO LAVORO

Una colonna di fumo alta fino a 30 metri, visibile a chilometri e chilometri di distanza. Tanto quanto basta per gridare al disastro ambientale qui, in piena Terra dei fuochi. Una nuova emergenza, si abbatte sulla nostra regione   dopo quella di San Vitaliano.
ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTEROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE
Sono balle di plastica e di carta provenienti dalla raccolta differenziata quelle che si sono completamente incendiate  nell’area industriale di Caivano, località Pascarola, a pochi passi dall’area industriale di Marcianise.

A bruciare alcuni depositi di stoccaggio appartenenti all’azienda di trattamento di rifiuti della società Di Gennaro S.p.a. I vigili del fuoco con una decina di autobotti (anche provenienti dalla base Nato di Napoli) con fatica hanno domato le fiamme nel tentativo di bloccare il fumo nero e denso che il vento ha indirizzato principalmente verso il territorio caivanese e acerrano.

Sin dall’inizio le operazioni di circoscrizione dell’incendio si sono concentrate da un lato nello spegnimento (utilizzando acqua e sabbia) e dall’altro eliminando  le balle integre dai piazzali per evitare che prendessero anch’esse fuoco.  Purtroppo c’è da registrare una aggressione ad un giornalista che stava compiendo il proprio lavoro.
ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTEROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE

A farne le spese Mario Abenante cronista della testata giornalistica online “Minformo“ il  cronista stava effettuando un servizio video di approfondimento sull’incendio di Pascarola, quando è stato aggredito. L’episodio purtroppo è di una gravità inaudita, l’informazione viene bloccata per l’ennesima volta, il tutto sotto gli sguardi inermi dei militari dell’Arma dei carabinieri. Purtroppo per l’ennesima volta siamo costretti a ripetere che  la nostra Terra sta morendo – la verità viene nascosta, la criminalità organizzata controlla  definitivamente i “propri” territori per garantirsi impunità al loro interno  impedendo  la libera informazione, così ahinoi  si costringono apertamente  i giornalisti  al silenzio.

ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTEROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE
L’aggressione al giornalista ci fa capire  che in questa  amata Terra  la follia e la violenza stanno prendendo il sopravvento». La nostra redazione esprime la massima solidarietà alla testata giornalistica, in primis tutta la massima vicinanza a Mario Abenante.

Per concludere l’argomento che riguarda l’incendio di stamattina, ci auguriamo che i criminali  siano consegnati alla giustizia. Oggi solo un miracolo può sconfiggere il fenomeno della Terra dei Fuochi, le parole di Marfella hanno centrato ampiamente il problema: “Tutti a piedi in pellegrinaggio da Caivano Pascarola a Pompei. Chiediamo alla Vergine di salvare la Terra dei Fuochi e di fare giustizia di delinquenti e negazionisti, che ci stanno avvelenando da 30 anni”, ha così concluso denunciando la sua rabbia per l’episodio di stamattina alla stampa l’oncologo Marfella.

“Sui social invece  la popolazione ha assistito a questo ennesimo disastro in maniera  incredula manifestando tutta la propria rabbia. Si chiede con forza alle istituzioni di intervenire in maniera risolutiva su un problema che da troppi anni interessa la cosiddetta Terra dei Fuochi, quell’area a cavallo tra Napoli Nord e Caserta Sud, dove lo Stato è completamente assente.
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Un luogo in cui regna una totale anarchia praticata sia da parte dei cittadini, che abbandonano tranquillamente rifiuti nelle strade e nelle campagne, sia di imprese, che sfuggono al controllo delle norme di tutela e sicurezza ambientale, sia, infine, da parte di forze criminali organizzate che hanno fatto dello smaltimento illegale dei rifiuti un redditizio business.

ROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTEROGO TOSSICO A CAIVANO - AGGRESSIONE AL GIORNALISTA MARIO ABENANTE








Tutto ciò avviene impunemente ai danni della salute dei cittadini e dell’economia del territorio.Speriamo che la legislatura governativa  del presidente del Consiglio Conte sia in grado di  porre fine a questo terribile strazio e a punire i responsabili dell’avvelenamento dei nostri territori punendo anche chi non fa il proprio dovere  in termini di controlli e sicurezza nelle aziende fuori norma.

Fonte: qui