9 dicembre forconi: robot killer
Visualizzazione post con etichetta robot killer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta robot killer. Mostra tutti i post

venerdì 11 maggio 2018

I ROBOT KILLER SONO REALTÀ.

LE PREOCCUPAZIONI DELL'ESPERTO PAUL SCHARRE: “SENZA REGOLE COMINCERANNO A UCCIDERE SENZA ORDINI” 

“SI POTREBBE SCATENARE UNA FLASH WAR, DOVE GLI ALGORITMI ORDINANO AI ROBOT DI APRIRE IL FUOCO PIÙ RAPIDAMENTE DI QUALSIASI POSSIBILITÀ UMANA DI FERMARLI” 

ALMENO SEDICI PAESI SONO PRONTI PER…

Michele Neri per "il Messaggero"

Siamo pronti per i robot killer? 

A campi di battaglia sulla terra, in acqua o in cielo dominati da strumenti di distruzione autonomi dal controllo umano? 

Per salvare la vita dei soldati, è lecito sviluppare tecnologie in grado di scegliere tra vita e morte senza sensi di colpa o rimorsi, e guidate da un' intelligenza artificiale e non umana?

robot killer 4ROBOT KILLER 
Queste domande non riguardano un futuro lontano, ma il presente e la più grande trasformazione nella natura dei conflitti nella storia. Più di trenta nazioni hanno sviluppato armamenti autonomi, per ora operanti sotto la supervisione umana; ma la spinta a renderli autosufficienti è alimentata da un' industria miliardaria.

paul scharrePAUL SCHARRE






Uno dei maggiori fornitori del governo russo ha annunciato lo studio di un' arma capace di usare reti neurali per scegliere se sparare o meno

Sull' altro fronte, il Dipartimento della Difesa statunitense ha mostrato il video di uno stormo di cento droni autonomi sciamanti nel cielo californiano. Non c' era nessuno a controllarli. Si parla di centauri da guerra, capaci di combinare conoscenze umane e artificiali.

paul scharre army of nonePAUL SCHARRE ARMY OF NONE
È un tema complesso e in cui le informazioni ufficiali sono spesso tenute nascoste. Nessuno ne è a conoscenza più di Paul Scharre. A 38 anni, prima ranger dell' esercito in Afghanistan e Iraq, poi analista per il Pentagono, ora è direttore del Technology and National Security Program al Center for a New American Security di Washington. Ha raccolto dati aggiornati e preoccupazioni etiche in un saggio appena pubblicato, Army of None (Armi di nessuno).

Qual è la domanda più urgente da farsi?
«Alle macchine dovrebbe essere permesso di decidere della vita e della morte, senza un controllo umano?».

Quanto è urgente?
maars robot killerMAARS ROBOT KILLER
«Ci sono almeno sedici Paesi che hanno sviluppato droni dotati di armamenti. E le industrie di una novantina di paesi stanno producendo una varietà infinita di armi potenzialmente indipendenti. Carri armati, sommergibili, droni, Stealth... La tecnologia perché la morte sia decisa in piena autonomia artificiale, esiste. Poche nazioni si sono dette contrarie, quasi tutte attendono di vedere gli sviluppi possibili. C' è così il rischio che la velocità della tecnologia superi quella della politica e di una necessaria regolamentazione etica. E non è l' unico».
terminatorTERMINATOR

Quali sono gli altri?
«Già adesso non sappiamo che cosa succederebbe se un sistema in grado di fare fuoco in autonomia finisse in una zona geografica in cui la comunicazione con la base, quindi con l' uomo, non funzionasse. Come reagirebbe? Si pensi poi ad altre due eventualità. Si sono evidenziati problemi rispetto all' individuazione del bersaglio. Un conto è capire la differenza tra target civili e umani se si tratta di veicoli, navi, eccetera. Ma a livello umano, il rischio di sbagliare è alto. Lo stesso per il fuoco amico: gli armamenti dell' avversario e i propri sono spesso costruiti dalle stesse industrie e indistinguibili. E c' è un fronte ancora più preoccupante. Come facciamo a essere sicuri che questi sistemi siano protetti dagli hackers e da un attacco cibernetico?».

robot killer 3ROBOT KILLER 
Come influisce l' instabilità politica di questi anni?
«Aumenta il rischio di un incidente. Per ora ogni Paese sostiene di non aver adottato sistemi completamente indipendenti. Il mio timore è che questa posizione potrebbe cambiare in un attimo se la percezione della sicurezza nazionale cambiasse radicalmente per effetto di una modificazione nell' ambiente politico circostante. Allora addio limiti morali».

Quali sono i Paesi più avanzati?
«Cina. Poi Usa, Russia, Corea del Sud, Regno Unito e Francia. Il singolo sistema autonomo più avanzato è di Israele, il drone Harop, già venduto a molti Paesi».

robot killer 2ROBOT KILLER 
Nel 2016 l' Azerbaigian l' ha usato nella regione del Nagorno-Karabah, colpendo un convoglio di soldati armeni. Potrebbe essere la prima volta che esseri umani sono stati uccisi da una macchina autonoma. Ce ne sono state altre?
«È difficile stabilirlo, perché si tende a dar subito la colpa all' uomo. Già nel 2003 un Patriot, dotato di un sistema d' ingaggio automatico, senza quindi la necessità dell' intervento umano, abbatté due aerei amici, uno americano a uno inglese».
robot killer 1ROBOT KILLER 



Nel libro parla della convergenza pericolosa tra sviluppo di armi autonome e progressi dell' intelligenza artificiale.

Quale potrebbe essere il pericolo?
«Com' è successo in Borsa, dove un baco nell' algoritmo ha creato un flash crash (un crollo lampo), si potrebbe scatenare una flash war, dove gli algoritmi interagiscono in modo non previsto, ordinando ai robot di aprire il fuoco e più rapidamente di qualsiasi umana possibilità di fermarli.
Quando le armi sono così veloci che diventa impossibile tener loro dietro, si parla di singolarità nei campi di battaglia».

Nel saggio descrive i rischi del fai da te. È facile costruirsi un drone killer in garage?
robot killer russia 4ROBOT KILLER RUSSIA 
«Sì. Online si trova tutto. Per il software basta uno con la laurea breve in informatica».

Quanto ci vuole?
«Mille dollari».

Cinque anni fa un gruppo di Ong, scienziati e attivisti, tra cui il Nobel per la pace Jody Williams, ha avviato una campagna internazionale per fermare i robot killer. A cosa ha portato?
«È stata fondamentale per provocare la discussione; ma per ora dalle riunioni sono uscite soltanto altre riunioni».

Fonte: qui

giovedì 3 maggio 2018

PUTIN HA UN ESERCITO DI ROBOT – VIDEO! NEL DAGHESTAN 11 PERSONE SONO STATE UCCISE IN UN’OPERAZIONE ANTITERRORISMO DA UN ANDROIDE

LE AUTORITÀ RUSSE HANNO POI DIFFUSO LE IMMAGINI DEI CORPI CRIVELLATI DI COLPI 

I ROBOT SONO L’ARMA SEGRETA RUSSA PER PREVENIRE ATTENTATI DURANTE I MONDIALI DI CALCIO… 



robot killer russiaROBOT KILLER RUSSIA
Le forze speciali russe hanno utilizzato un robot per uccidere alcuni componenti di una cellula jihadista dormiente. Si tratta di un’operazione legata alle misure di sicurezza in vista dei mondiali di calcio.

Il robot ha ucciso 11 terroristi nella regione del Daghestan, nella città di Derbent, una polveriera islamica al confine con Georgia e Azerbaijan. L’esercito ha trovato armi, un lanciagranate e altri armamenti. I militari si sono fatti strada grazie alla protezione del veicolo automatizzato. Le autorità di Mosca hanno poi diffuso le immagini dei corpi crivellati dai colpi, come avvertimento per le altre cellule jihadiste presenti ella regione.

robot killer russia 14ROBOT KILLER RUSSIA 




In un video diffuso e pubblicato da alcuni tabloid britannici si sentono delle grida che inneggiano ad Allah, seguite da un’esplosione. Degli 11 terroristi morti si conosce soltanto l’identità di Alexander Svistak, originario della Siberia. Il ministro dell’interno del Daghestan, Sergei Kaprov, ha detto che “le persone uccise a Derbent facevano parte di una cellula terrorista”.

robot killer russia 4ROBOT KILLER RUSSIA 










Derbent si trova 900 chilometri a sud di Volgograd, dove si giocheranno alcune partite dei campionati mondiali di calcio, che inizieranno il 14 giugno prossimo.

domenica 8 aprile 2018

I DIPENDENTI DEL COLOSSO WEB CHIEDONO AI VERTICI DI MOUNTAIN VIEW DI RITIRARSI DAL PROGETTO “MAVEN”, UN PROGRAMMA PILOTA DEL PENTAGONO CHE RIGUARDA LE APPLICAZIONI TECNOLOGICHE IN CAMPO MILITARE

“GOOGLE NON DEVE ENTRARE NEL BUSINESS DELLA GUERRA” 

IN GIOCO CI SONO 7,4 MILIARDI DI DOLLARI CHE PREVEDE L’USO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER…

Sara Mauri per “il Giornale”

google intelligenza artificialeGOOGLE INTELLIGENZA ARTIFICIALE
«Noi crediamo che Google non dovrebbe entrare nel business della guerra». Inizia così la lettera di ammutinamento dei dipendenti di Mountain View, che chiedono alla loro azienda di ritirarsi dal Progetto Maven, un programma pilota del Pentagono che riguarda le applicazioni tecnologiche in campo militare. Sebbene questa sia considerata dai più come una posizione idealistica e non viene condivisa da tutti i dipendenti, la disponibilità di Google a collaborare con il Pentagono ha suscitato indignazione.

google chromeGOOGLE CHROME
La lettera, consegnata nelle mani di Sundar Pichai, ad di Google, ha già raccolto più di 3.100 firme e annovera tra i firmatari anche diversi ingegneri senior della società. Il progetto Maven, secondo il Wall Street Journal, avrebbe un budget molto alto: in gioco ci sarebbero 7,4 miliardi di dollari e si basa su tecnologie avanzate, in grado di analizzare migliaia di immagini per isolare, identificare e confrontare immagini simili nelle aree di conflitto e permettere l'individuazione di veicoli o individui attraverso immagini aeree.

GOOGLE E IL PROGETTO MAVENGOOGLE E IL PROGETTO MAVEN
Si tratta di fornire al Pentagono l' accesso a TensorFlow, un sistema di apprendimento che utilizza l' intelligenza artificiale per analizzare le immagini video e che potrebbe portare innovazioni e miglioramenti nelle tecniche che aiutano a pianificare gli attacchi dei droni e a individuare i bersagli militari, rendendo i droni più precisi e progettare attacchi chirurgici. I dipendenti di Mountain View non vogliono partecipare a quello che definiscono come «business della guerra».

Ma anche in Corea del Sud è in corso una rivolta simile: 50 scienziati di tutto il mondo, guidati da Toby Walsh, professore di AI dell' Università del Galles, hanno chiesto di boicottare i robot killer progettati al Kaist, l'istituto avanzato di scienza e tecnologie della Corea del Sud.

SUNDAR PICHAISUNDAR PICHAI
Secondo gli scienziati, l'università coreana starebbe lavorando con un' azienda della difesa su una ricerca su armi autonome, chiamate killer robot. L'annuncio dell' apertura di un centro di ricerca sulle applicazioni dell' intelligenza artificiale in collaborazione con l' azienda di difesa Hanwa Systems, sarebbe stato dato a febbraio.

Queste armi, secondo gli scienziati, avrebbero la potenzialità di diventare armi del terrore e «se dovessero cadere in mani di despoti o terroristi, potrebbero essere utilizzate contro la popolazione, senza controllo né etica».

Il presidente del Kaist ha negato le accuse, dicendo che l'università non ha intenzione di sviluppare «sistemi di armi letali e autonome o robot assassini» e che «come istituzione accademica, poniamo i diritti umani e gli standard etici ad un livello molto alto. Le ricerche di Kaist servono a servire meglio il mondo». Nonostante le proteste, c' è da dire che la tecnologia e gli utilizzi della tecnologia a fini militari non sono certo cosa nuova: basti pensare che lo stesso internet nasceva proprio con scopi militari.

Fonte: qui