9 dicembre forconi: ricerca
Visualizzazione post con etichetta ricerca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricerca. Mostra tutti i post

giovedì 11 luglio 2019

Come funzionano i nuovi antibiotici super-potenti contro i batteri killer


Un'equipe francese ha individuato due molecole capaci di sconfiggere i super-batteri.

Nuove speranze contro l'emergenza globale delle resistenze agli antibiotici: arrivano da due nuovissime molecole capaci di mettere KO batteri killer oggi temutissimi come lo Stafilococco aureus multi-resistente. Create da scienziati francesi a partire da una tossina batterica, si tratta di due antibiotici super-potenti efficaci anche contro infezioni multi-resistenti ad antibiotici oggi in uso (ad esempio il famigerato Pseudomonas aeruginosa) e che per di più non sembrano a loro volta in grado di indurre lo sviluppo di nuove resistenze farmacologiche, quindi promettono di restare efficaci a lungo termine.
VIDEO: L'abuso degli antibiotici negli allevamenti animali (RaiPlay)
Lettore video di: RAI (Informativa sulla privacy)

A RISCHIO QUASI 10 MILIONI DI PERSONE ENTRO IL 2050

Reso noto sulla rivista PLOS Biology, è il risultato raggiunto dall'équipe francese di Brice Felden di Inserm (Institut national de la santé et de la recherche médicale) e Université de Rennes 1 insieme a scienziati del Rennes Institute of Chemical Sciences (ISCR). Secondo il nuovo rapporto di un'agenzia congiunta Oms e Onu - UN Ad hoc Interagency Coordinating Group on Antimicrobial Resistance (Iacg) - ogni anno 700mila persone muoiono per infezioni resistenti agli antibiotici, numero destinato a crescere fino a 10 milioni l'anno nel 2050 se non verranno presi provvedimenti.

LE INFEZIONI CHE È POSSIBILE AFFRONTARE

Il problema riguarda diversi tipi di infezione. Ai 230mila morti dovuti soltanto alla tubercolosi resistente si aggiungono quelli per infezioni del tratto respiratorio, quelle sessuali e quelle legate alle procedure mediche invasive, oltre a quelle legate al cibo. Il problema delle resistenze agli antibiotici si fa sempre più stringente anche in ragione del fatto che negli ultimi anni il processo di isolamento di nuove molecole naturali ad azione antibiotica è rallentato enormemente e di fatto si cerca di sopperire all'assenza di nuovi farmaci con l'uso di combinazioni di antibiotici già in uso da tempo. Per questo trovare o sviluppare in laboratorio molecole del tutto nuove e potenti è un po' il Santo Graal nella lotta all'antibiotico-resistenza.

COME FUNZIONANO I SUPER ANTIBIOTICI

Questo lavoro parte dalla scoperta fatta dallo stesso gruppo di ricerca francese nel 2011: «Abbiamo scoperto», ha spiegato Felden, «che una tossina prodotta dallo Stafilococco aureus, il cui ruolo è facilitare al batterio patogeno l'infezione, è anche allo stesso tempo capace di uccidere altri batteri presenti nel nostro corpo. Quindi abbiamo identificato una molecola con una duplice proprietà, da una parte tossica e dall'altra antibiotica». Nel nuovo lavoro gli esperti hanno creato, a partire dalla tossina, molecole che conservassero la sua funzione di antibiotico, senza però essere tossiche. Tra tutte le molecole create i ricercatori ne hanno isolate due che, testate su topolini con setticemia e con gravi infezioni cutanee, riescono a risolvere le infezioni senza dare tossicità. I due antibiotici super-potenti sono risultati non tossici nemmeno a dosi altissime (anche 50 volte più alte della dose minima efficace). Per di più, lasciati dei batteri per alcune settimane in contatto con i due nuovi antibiotici, i microrganismi non sono stati capaci di sviluppare farmaco-resistenze specifiche per le due molecole. «Pensiamo che queste molecole rappresentino promettenti candidati per lo sviluppo di nuovi antibiotici che possano fornire terapie alternative per le resistenze antimicrobiche», ha spiegato Felden. Il prossimo passo sarà lanciare una sperimentazione clinica di fase I su esseri umani». Fonte: qui

domenica 7 luglio 2019

I CAPELLI POTRANNO RICRESCERE GRAZIE A CELLULE STAMINALI UMANE

“LA SPERANZA STA TUTTA IN UNA FOTO PRESENTATA DA UN GRUPPO DI RICERCATORI DELLA CALIFORNIA, CHE HANNO IMMORTALATO DUE FOLTI CIUFFETTI DI PELI NERI CRESCIUTI SULLA SCHIENA GENETICAMENTE GLABRA DI UN TOPO DI LABORATORIO. L'IMMAGINE È CONSIDERATA STRAORDINARIA, PERCHÉ RITRAE I PRIMI…”
Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”
calvizie 2CALVIZIE

La speranza per la cura risolutiva della calvizie sta tutta in una foto presentata all' intero mondo scientifico da un gruppo di ricercatori della California, che hanno immortalato due folti ciuffetti di peli neri cresciuti, forti e lucidi, sulla schiena geneticamente glabra di un topo di laboratorio. L' immagine scattata è considerata straordinaria, perché ritrae i primi capelli naturali spuntati attraverso la pelle da follicoli piliferi coltivati a partire da cellule staminali umane riprogrammate.

Il protocollo, sviluppato al Sanford Burnham Prebys Medical Discovery Institute La Jolla (Usa), è stato presentato, e premiato con un Merit Award, al meeting annuale dell' International Society for Stem Cell Research, ed apre di fatto la strada a nuove terapie di ingegneria cellulare contro la perdita di capelli, un problema che affligge, solo negli Stati Uniti, oltre 80 milioni di uomini. Dal punto di vista scientifico, quella che è stata raggiunta è una svolta fondamentale nello sviluppo di cure contro la caduta di capelli, poiché questa medicina rigenerativa potrebbe rivoluzionare il settore della tricologia, superando tutte le principali sfide tecnologiche pubblicizzate fino a ieri, che non consentivano l' uso nel mondo reale.
 
Questo metodo per generare capelli dall' aspetto naturale, che crescono attraverso la cute del capo, utilizza una fonte illimitata di cellule di papilla dermica, derivate da cellule staminali pluripotenti indotte umane (iPsc), ottenute con un semplice prelievo del sangue dallo stesso paziente a cui sono destinate, e le cellule adulte raccolte con il prelievo vengono riprogrammate per tornare bambine, moltiplicate all' infinito e indirizzate quindi a svilupparsi in cellule capaci di generare, promuovere e mantenere lo sviluppo pilifero.
 
TRAPIANTO ALLOGENICO La cellula di papilla dermica infatti, che risiede normalmente all' interno del follicolo pilifero, controlla di norma la crescita del capello, il suo spessore, la sua lunghezza ed il suo ciclo di crescita e di rinnovo, e le cellule adulte raccolte dal sangue dal paziente calvo vengono riprogrammate per dare origine a milioni di cellule di papilla dermica, pronte ad essere trapiantate con i follicoli piliferi nel cuoio capelluto dello stesso paziente, realizzando in tale modo un trapianto allogenico che è assolutamente esente da problemi immunologici di rigetto o difettoso impianto.

Il protocollo presentato dal team di scienziati inoltre, ad oggi si basa su cellule epiteliali di topo combinate con cellule di papilla dermica umane, che sono state trapiantate nella pelle di ratti glabri per dare via all' esperimento, dando origine a peli identici ai capelli naturali, con una crescita illimitata, ma i ricercatori stanno lavorando per ottenere cellule epiteliali interamente umane, in modo da ottenere follicoli umani al 100% pronti da trapiantare sull' uomo.

calvizie 11CALVIZIE 
Le cellule epiteliali e dermiche della papilla derivate dalle staminali umane, consentiranno quindi in laboratorio la generazione di follicoli piliferi interamente umani, i quali, una volta impiantati nelle zone del cranio colpite da alopecia (trapianto allogenico), daranno origine a capelli che spunteranno dal cuoio capelluto con una crescita continua e perenne.
Non solo. Il vero capolavoro è frutto della collaborazione con gli specialisti di ingegneria tissutale, perché attorno ai follicoli piliferi è stata realizzata una microscopica impalcatura tridimensionale (3d) biocompatibile e biodegradabile, con materiale simile ai punti di sutura riassorbibili, la quale funge da struttura tutor avvolgendo il bulbo sottocute, ideata allo scopo di controllare la direzione di crescita desiderata del capello, in modo da indirizzare la sua forma e il suo verso, integrandosi perfettamente nella cute con un aspetto assolutamente naturale, sia alla vista che al tatto.

CELLULE RIGENERATE Questo importante studio scientifico ha presentato per la prima volta al mondo i primi ciuffi di peli dall' aspetto identico a quelli perduti, sia nel colore che nella robustezza, capaci di crescere attraverso la pelle, di allungarsi in modo continuo, grazie ad una sorgente inesauribile di cellule rigenerate di papilla dermica derivate dalle iPsc, una tecnica di altissima ingegneria biologica, che in pochi anni rivoluzionerà la cura della calvizie dei milioni di persone che oggi soffrono di alopecia per problemi genetici, di invecchiamento, di trattamenti anticancro, per ustioni, deficit ormonali e psicologici.

Una nuova speranza per la calvizie, dunque, una condizione che in medicina è considerata soltanto come uan questione estetica e non patologica, ma che spesso viene vissuta, da chi ne è afflitto, in modo drammatico, al punto da condizionarne la vita sociale, familiare ed affettiva.

Fonte: qui

giovedì 7 febbraio 2019

LA MORATORIA DI 18 MESI AI NUOVI PIANI DI RICERCA IN MARE POTREBBE TRASFORMARSI IN UN SALASSO PER L’ITALIA

SECONDO IL GOVERNO IL CONTO È AL MASSIMO 470 MILIONI, MA PER LE COMPAGNIE INTERESSATE POTREBBE SALIRE ANCHE A MILIARDI 
I COLOSSI ENERGETICI: “PRONTI A FARE CAUSA AL GOVERNO”
Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

trivelleTRIVELLE
L' Italia rischia di essere costretta a pagare danni molto salati, nell' ordine di milioni o anche miliardi di euro, alle compagnie del settore energetico che saranno costrette a sospendere le loro attività di ricerca, quando il Decreto Semplificazioni diventerà legge. Molte sono pronte a cause o arbitrati, come ha già fatto la britannica Rockhopper riguardo un caso diverso, che in questi giorni porterà alla prima udienza.

Il 15 dicembre scorso il Consiglio dei Ministri ha varato il Decreto Semplificazioni, che contiene un emendamento legato alle "trivelle". Il testo salva le concessioni esistenti, ma impone una moratoria di 18 mesi a nuovi piani di ricerca. Questo stop potrebbe estendersi a due anni, se nel frattempo non venisse adottato un Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee, allo scopo di regolare l' intera materia. Già così, il blocco sarebbe dannoso per molte compagnie, che però temono di perdere per sempre le loro attività.
trivelleTRIVELLE

Il ministero dello Sviluppo economico si aspetta cause legali, e perciò ha già previsto gli eventuali oneri. Tanto per il «danno emergente», ossia la perdita legata agli investimenti e le spese già sostenute dalle aziende, quanto per il «lucro cessante», ossia la mancata realizzazione dei profitti derivanti dallo sfruttamento degli eventuali giacimenti scoperti. In totale, il governo stima che al massimo dovrebbe pagare 470.707.000 euro.

Gli avvocati delle compagnie interessate non sono d' accordo. Secondo loro i danni emergenti sono molto più significativi, anche perché sono stati calcolati sulla base di prezzi risalenti a diversi anni fa. Il lucro cessante invece potrebbe costare miliardi, mangiandosi ad esempio l' equivalente dei fondi previsti per il reddito di cittadinanza, se venisse dimostrato che i giacimenti bloccati contengono riserve molto significative.
IL MINISTRO SERGIO COSTA MINACCIA DI NON FIRMARE PER LE TRIVELLE 1IL MINISTRO SERGIO COSTA MINACCIA DI NON FIRMARE PER LE TRIVELLE

Secondo il Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse pubblicato il 31 gennaio scorso, le compagnie interessate a queste attività in Italia sono decine. Si va dalle più grandi come Eni, Shell, Total, Edison, a molte aziende di varie dimensioni come le americane Global Med, Delta e AleAnna, le britanniche Rockhopper, Northern Petroleum e Sound Energy con la sussidiaria Apennine, e l' australiana Po Valley legata a Saffron Energy, e tante altre.

Alcune sono piccole aziende che fanno le ricerche, e poi se trovano qualcosa vendono i diritti alle compagnie più grandi capaci di sviluppare i giacimenti. Questo è il caso della Global Med, fondata in Colorado da Randall Thompson. Nel 2013 aveva cominciato le pratiche per condurre ricerche sul "Fortuna Prospect", che si trova nel Mar Ionio davanti alle coste meridionali della Puglia, a cavallo tra la piattaforma continentale italiana e greca. Secondo i tecnici questa zona ha la stessa natura geologica dei giacimenti scoperti di recente a Cipro, in Israele e in Egitto, dove "Zohr" potrebbe contenere fino a mille miliardi di metri cubi di gas.
trivelleTRIVELLE

Una "Fortuna" potenziale enorme per l' Italia, che cambierebbe le sorti energetiche del nostro Paese. Global Med voleva avviare le indagini sismiche, che secondo i suoi tecnici non hanno impatto sull' ambiente, e in caso di risultati positivi pensava che le trivellazioni potessero cominciare nel giro di due o tre anni. Il 7 dicembre scorso il direttore generale per la sicurezza dell' approvvigionamento e le infrastrutture del Mise aveva concesso il permesso, che però verrà sospeso quando il Decreto Semplificazioni diventerà legge.
 
Con potenziali danni enormi non solo per l' azienda americana, ma anche per i posti di lavoro italiani sfumati, e per l' occasione perduta di fornire al Paese importanti riserve energetiche. Anche perché nel frattempo la Grecia avrebbe già autorizzato la trivellazione di un pozzo esplorativo nell' area di questo giacimento che le appartiene, divisa fra Total al 50%, Edison al 25 ed Hellenic al 25%. In altre parole, quando mai Roma dovesse decidere di sbloccare il progetto, Atene potrebbe già averla surclassata.

Global Med e le compagnie colpite dal Decreto Semplificazioni sperano ancora che la pressione politica delle regioni e le città interessate, come Ravenna ieri, abbia un effetto. Il testo però è stato approvato dalla Camera, ora è al Senato, e i 60 giorni per trasformarlo in legge scadono il 12 febbraio. Gli avvocati prevedono passerà, e subito dopo inizieranno le azioni legali.

Il ceo di AleAnna, Sioux Sinnott, ha spiegato così a La Stampa la sua posizione: «La nostra azienda è nata per sviluppare il gas italiano e contribuire alla crescita economica del Paese, e farà di tutto per portare a termine questa missione. Insieme alle altre compagnie e associazioni di categoria combatterà per l' interesse generale, per i diritti degli investitori e per una reale transizione energetica dell' Italia, minacciata da una proposta di legge che è sbagliata per l' economia, inutile per l' ambiente e illegittima per la Costituzione».

piattaformaPIATTAFORMA
Infatti la prima iniziativa legale, lanciata dal network "Per l' energia nazionale" di cui fanno parte AleAnna, Audax Energy, Po Valley, Pengas italiana, Delta Energy, Northsun Italia, Irminio, Appenine e PXOG Marshall, sarà un ricorso sulla costituzionalità dell' emendamento al decreto che riguarda l' energia. Se non basterà a fermarlo, seguiranno le cause per danni. Un modello già esiste, cioè l' arbitrato di Rockhopper. Diversi anni fa, la compagnia inglese aveva ottenuto la licenza per sviluppare Ombrina Mare, un campo petrolifero nell' Adriatico centrale. Poi però era stata bloccata, quando il governo aveva stabilito di non consentire operazioni a meno di 12 miglia dalla costa.

trivelleTRIVELLE
Allora, nel marzo del 2017, aveva deciso di fare ricorso all' arbitrato internazionale contro l' Italia per violazione dell' Energy Charter Treaty. Questo episodio ha origine molto prima del governo gialloverde, che tuttavia ora dovrà gestirlo: «Rockhopper - ha confermato a La Stampa la portavoce Fiona Henson - continua a credere di avere forti prospettive per recuperare danni monetari molto significativi». L' udienza è prevista proprio in questi giorni, e se la compagnia inglese vincesse, indicherebbe una strada da seguire a tutte le altre aziende bloccate dal Decreto Semplificazioni.

Fonte: qui

mercoledì 23 gennaio 2019

ECCO I MEDICI "FINANZIATI" DALLE CASE FARMACEUTICHE


IL CODACONS DECIDE DI RENDERE PUBBLICI GLI ELENCHI DEI DOTTORI CHE PRENDONO I SOLDI DALLE AZIENDE E SCOPPIA IL PUTIFERIO 

“È DOVEROSO CHE UN PAZIENTE CONOSCA I RAPPORTI TRA IL MEDICO CURANTE E LE DITTE PRODUTTRICI DEI MEDICINALI CHE LUI PRESCRIVE” 

L’ORDINE DEI MEDICI: “SI RISCHIA DI ROVINARE IL RAPPORTO DI FIDUCIA CON I MALATI. SONO LE CASE FARMACEUTICHE A FINANZIARE LA RICERCA

CATERINA MANIACI per Libero Quotidiano

medicoMEDICO
"Finanziati" dalle case farmaceutiche: un lungo elenco di medici, ospedalieri e di famiglia, che hanno contatti appunto con i colossi del settore. Un modo per rendere ancora più trasparenti questi rapporti?

Oppure un' iniziativa che rischia di trasformarsi in una gogna mediatica, come rilanciano gli stessi medici, che potrebbe mettere in crisi il rapporto di fiducia con i pazienti?

Succede infatti che il Codacons ha pubblicato sul proprio sito un elenco che comprende decine di migliaia di nomi, tra specialisti, primari, medici di base di tutte le province italiane. Si va dalla singola azienda ospedaliera fino all' Istituto superiore di sanità (125.660,00 nel 2016, 93.940,00 euro nel 2017 per "servizi e consulenze"). In Veneto, ieri, è scoppiato un putiferio dopo la pubblicazione dei nomi.

PER I PAZIENTI 

L' iniziativa è nata, secondo quanto dichiara Carlo Rienzi, presidente del Codacons, «per aiutare i pazienti, in questo caso quelli veneti, per verificare se il proprio medico ha ricevuto finanziamenti dalle case farmaceutiche, potrebbero essere legittimi, ma devono essere dichiarati.

mediciMEDICI
È doveroso che un paziente conosca i rapporti tra il medico curante e le ditte produttrici dei medicinali che lui prescrive». In effetti, dal 2016 esiste un accordo stipulato tra Farmindustria e i medici stessi proprio per garantire la trasparenza di questi rapporti, un codice di condotta, che tra l' altro prevede che siano pubblicati tutti i contributi erogati dalle aziende a medici, società scientifiche e associazioni di pazienti.

In ogni caso, il Codacons, con l' assistenza di un pool di legali, ha già diffidato i 7 Ordini dei medici del Veneto e i 4 del Friuli Venezia Giulia affinché impongano gli iscritti l' obbligo di esporre in ambulatorio cartelli che ne illustrino gli eventuali legami con le multinazionali dei farmaci.
Inoltre, come spiega Rienzi, si vuole chiedere l' intervento della Guardia di Finanzia se queste entrate eventuali, vengano dichiarate al fisco. E l' elenco sarà inoltrato all' Anac, l' autorità anticorruzione. Chi vuole leggere il documento frutto delle ricerche dell' associazione deve comunque iscriversi alla Codacons.

medico fiscaleMEDICO FISCALE
I CONVEGNI 

Sotto accusa, in modo particolare, le partecipazioni ai grandi convegni organizzati proprio dalle aziende. Risponde la categoria dei camici bianchi, puntando il dito e a sua volta accusando di aver dato vita ad una inutile caccia alle streghe. «Si rischia di rovinare il rapporto di fiducia con i malati», spiega Francesco Noce, presidente regionale veneto della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), e poi sottolinea il fatto che «sono le case farmaceutiche a finanziare la ricerca».

Tanto che gli stessi medici sono coinvolti negli studi clinici che tentano l' efficacia di determinati prodotti. E sono anche relatori ai famosi convegni organizzati dalle aziende, che comunque «consentono ai medici di accumulare i punti Ecm (educazione continua in medicina) di aggiornamento, considerando che è obbligatorio raggiungerne 150 in tre anni».
medici 1MEDICI 1

A questo punto, non si può non pensare ad una inchiesta che anni fa fece molto scalpore, che coinvolse il colosso farmaceutico della Glaxo. La procura di Verona dopo sei anni di indagini e 4.713 indagati arrivò nel 2009 a sei condanne, a una sanzione e un patteggiamento. Tutti gli altri, medici, dipendenti Glaxo, informatori farmaceutici, farmacisti, dirigenti, assolti o usciti dall' inchiesta.

In Parlamento è stata depositata una proposta di legge, la C.491, da parte di Massimo Enrico Baroni del Movimento Cinque Stelle, per rendere trasparente «i rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie», il cosiddetto Sunshine Act. E nell' ottobre scorso il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, ha presenziato all' audizione su questa proposta di legge presso la Commissione Affari Sociali della Camera.

Fonte: qui

giovedì 15 novembre 2018

I TIFOSI DEL CSKA NON SALTAVANO: LA CONFERMA DEGLI INQUIRENTI CHE INDAGANO SULL’INCIDENTE ALLA SCALA MOBILE DELLA METRO A ROMA


I VIDEO SCAGIONANO GLI ULTRAS E PUNTANO L’INDICE SU CHI DOVEVA VIGILARE, CIOÈ ATAC 

Michela Allegri e Lorenzo De Cicco per “il Messaggero”

roma crolla scala mobile in metro 3ROMA CROLLA SCALA MOBILE IN METRO

L' INCIDENTE

Intanto proseguono le indagini sull' incidente alla scala mobile della fermata Repubblica della Metro A. Dodici ore di filmati e nessun atto vandalico che possa giustificare il cedimento. Gli inquirenti hanno visionato i video delle telecamere a circuito chiuso e, almeno per il momento, un dato sembra certo: nessuno dei tifosi russi del Cska avrebbe saltato sulla scala, provocandone la rottura. Un dettaglio importante, in vista delle prime iscrizioni sul registro degli indagati che verranno formalizzate nei prossimi giorni.

Il pm Francesco Dall' Olio, titolare del fascicolo aperto per disastro colposo e lesioni colpose - 24 ultrà russi sono rimasti feriti - sta individuando eventuali responsabilità, analizzando la documentazione relativa alle ultime opere di manutenzione. Esclusa la colpa dei tifosi, i primi indagati saranno nell' azienda che ha realizzato gli interventi di controllo e di collaudo e tra i responsabili della municipalizzata che avrebbero dovuto vigilare.

I FILMATI
bus atac a fuoco 4BUS ATAC A FUOCO
L' ipotesi che i tifosi avessero saltato danneggiando la scala mobile era emersa subito dopo i fatti il 23 ottobre. I primi filmati amatoriali circolati in rete, però, sembravano già smentire questa circostanza. Il pm Dall' Olio ha quindi disposto l' acquisizione di dodici ore di riprese. E dalla visione è emerso che i 400 ultrà russi presenti - stavano raggiungendo lo stadio per la partita di Champions Roma-Cska - non avrebbero danneggiato l' impianto. Per chiarire le cause del guasto, sarà necessario attendere i risultati della consulenza disposta dalla Procura, che nel frattempo ha sequestrato tutte le scale nella stazione.

Ricerca del Personale

L' Atac cambia le modalità di reclutamento del personale. Dopo il caso «Parentopoli», i nuovi vertici hanno deciso di affidarsi a una società esterna che verrà reclutata con un bando che è stato sfornato ieri mattina dal quartier generale di via Prenestina. In ballo c' è un contratto per 3 anni dal costo di 160 mila euro per gestire le future assunzioni previste dal piano di concordato valido dal 2019 al 2021, come quella di 620 autisti, di cui abbiamo già parlato su queste colonne.

I candidati dovranno anche sottoporsi a test «psicoattitudinali» e al colloquio con uno psicologo iscritto all' albo. Non è chiaro se la mossa della società sia dipesa dall' aumento delle aggressioni sui bus più volte denunciato dai sindacati tra sassaiole e risse verbali. Ma è certo che gli esperti esterni dovranno valutare, tra le altre cose, anche la tenuta psicologica dei nuovi addetti.

Fonte: qui

martedì 17 luglio 2018

UNA RICERCA CHOC: SOLO ALCUNE SAREBBERO COMPATIBILI CON LA POSIZIONE DI UN UOMO CROCIFISSO. LE ALTRE NON TROVEREBBERO GIUSTIFICAZIONE IN NESSUNA POSIZIONE DEL CORPO, NÉ SULLA CROCE NÉ NEL SEPOLCRO


sindoneSINDONE
Solo alcune macchie di sangue sarebbero compatibili con la posizione di un uomo crocifisso; il resto - almeno la metà - sarebbero false. È il risultato di una nuova ricerca sulla Sindone di Torino. In pratica, molte macchie non troverebbero giustificazione in nessuna posizione del corpo, né sulla croce né nel sepolcro.

A indicarlo sono i dati pubblicati sul Journal of Forensic Sciences e basati su un esperimento che, con le tecniche di medicina forense, ha ricostruito la formazione delle macchie. Condotto da Matteo Borrini, dell’università di Liverpool, e Luigi Garlaschelli, del Cicap.

La storia del misterioso lenzuolo di lino - un sindòn, dal greco «tessuto» - inizia nel 1353 a Lirey, in Francia, quando il cavaliere Goffredo di Charny sostiene di possedere la reliquia delle reliquie: il sudario di Cristo su cui è rimasta impressa l’immagine del viso e del corpo.

sindoneSINDONE
In seguito, attraverso una lunga serie di peripezie, al principio del Cinquecento la Sindone grazie a una compravendita approda a Chambéry, prima capitale del Ducato di Savoia, e viene custodita in una cappella con facoltà di pubblica ostensione autorizzata dal pontefice Giulio II, il cosiddetto papa guerriero. Il lenzuolo segue le vicende politiche sabaude e nel 1578 viene portata a Torino, nuova capitale del Ducato, da Emanuele Filiberto. Vi resterà fino a oggi, salvo due intervalli significativi: andrà a Genova durante l’assedio francese e dal 1939 al 1946 nel santuario di Montevergine, in Irpinia, negli anni della seconda guerra mondiale.

Fonte: qui