9 dicembre forconi: personale
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venerdì 23 agosto 2019

Di Meglio (Gilda): 53mila assunzioni insufficienti e concorsi bloccati

“Le 53.000 immissioni in ruolo previste sono del tutto insufficienti e ora il rischio è che la crisi di governo paralizzi tutto e non faccia uscire il decreto sui concorsi straordinari”.
Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, fa il punto della situazione scolastica italiana sconvolta come tutto il resto dalla crisi di governo. Una crisi dagli esiti incerti e che non può non destare preoccupazione tra gli operatori della scuola e i loro rappresentanti sindacali
Rino Di Meglio, partiamo dal contratto. Gli impegni presi con voi il 24 aprile scorso, dal governo in crisi, rischiano di saltare…
Non ci sono novità. È tutto in sospeso perché se le risorse non vengono inserite nella legge di bilancio salta tutto. Eravamo d’accordo con le altre organizzazioni sindacali di vederci alla riapertura dell’anno scolastico per iniziare azioni di mobilitazione. Lo faremo lo stesso, governo o meno, perché il contratto è scaduto e la situazione economica dei nostri insegnanti è sotto gli occhi di tutti”
Intanto procedono le operazioni che porteranno alle immissioni in ruolo decise dal governo. Sono sufficienti per il momento?
Le immissioni non sono sufficienti per colmare i vuoti di organico. Peraltro, abbiamo concordato con il governo la procedura per istituire i Pas straordinari perché i concorsi non sarebbero stati sufficienti a colmare, appunto, i vuoti di organico. I Pas sono un meccanismo che serve a arrivare all’abilitazione. Ci sono delle polemiche, per i docenti di ruolo che vorrebbero parteciparvi. Si risente della mancanza di un meccanismo normale, ordinario per conseguire l’abilitazione. C’è da dire che la politica ha impallato le procedure concorsuali per cui non è possibile avere concorsi ordinari. La struttura dei concorsi ordinari si è inceppata. È necessario ripristinarla ma occorre prima sistemare la situazione di chi è stato utilizzato oltre i termini previsti dalle norme comunitarie. Non possiamo lasciare che gli insegnanti invecchino da precari. Poi occorre rimuovere gli ostacoli che bloccano i concorsi”.
Quali sono?
Uno è il problema delle commissioni. Il ministero non dà l’esonero dal servizio, il compenso è irrisorio e quindi i docenti chiamati a fare i commissari si trovano a lavorare in condizioni impossibili. Tutti sanno quanto sia impegnativa la scuola e come risulti impossibile conciliare l’attività di insegnamento con quella di commissario al concorso”.
E questo incide in maniera determinante sull’efficienza delle procedure dei concorsi?
Sì, certo. Le procedure dovrebbero durare un anno e invece durano due o tre anni, proprio perché non si trovano i commissari. E quando li trovano, questi commissari vanno a rilento con il lavoro. Uno può dedicare tre ore al giorno al concorso, se contemporaneamente lavora a scuola. L’amministrazione periferica del Miur, inoltre, è ridotta allosso. Alcuni Uffici scolastici sono ridotti a cinque, sei dipendenti”.
Le classiche nozze con i fichi secchi, par di capire
Abbiamo cambiato governi di vario colore, ma le cose sono peggiorate. Un po’ come nella sanità: sta succedendo la stessa cosa. In Veneto il governatore della Regione ha chiesto l’assunzione straordinaria di 500 medici. Comunque le 53000 immissioni in ruolo previste sono del tutto insufficienti e ora il rischio è che la crisi di governo paralizzi tutto e non faccia uscire il decreto sui concorsi straordinari”
La scuola in molte parti del Paese fa i conti con lo spopolamento, con forti ricadute sulla collocabilita dei docenti. D’altra parte molti posti di tempo pieno finanziati dal governo sono stati restituiti perché molti collegi deindocenti, ad esempio in Sicilia, hanno bocciato il tempo pieno. Qual è la sua opinione in merito?
Lo spopolamento è ora arrivato al Sud ma al Nord è già avvenuto da tempo. Io stesso ho assistito al ridimensionamento della mia scuola, che aveva mille alunni e che ora ne conta solo duecentocinquanta. Il fenomeno è collegato al benessere, che porta alla diminuzione del numero dei figli. Io sono stato il primo di nove figli, ora nessuno ne farebbe così tanti. Ovviamente la situazione di povertà del Sud acuisce il problema e gli stessi immigrati si spostano al Nord. Quanto al tempo pieno me lo aspettavo. Non credo che sia dipeso dai docenti che lo avrebbero bocciato ma dai Comuni. Non bastano i posti: è necessario che gli enti locali, in questo caso i Comuni, facciano la loro parte, ma non hanno risorse. Poi c’è la questione sociologica legata al fatto che dove i genitori lavorano il tempo pieno è richiesto, a differenza delle realtà dove il lavoro manca e dove i genitori preferiscono tenersi i bambini a casa e la mentalità è diversa”
Non mancano situazioni paradossali oltre che gravi. Ad esempio, in Molise il numero delle nomine in ruolo è di gran lunga inferiore al contingente attribuito dal ministero, tanto che circa 90 posti disponibili per le scuole secondarie di I e II grado non sono stati attribuiti perché non ci sono graduatorie da cui attingere. In provincia di Campobasso, in particolare, nessuna assunzione è avvenuta per le classi di concorso A026 e A027 (Matematica e Matematica e fisica alle superiori), nonostante la disponibilità di 15 posti per le immissioni in ruolo. Stessa situazione per quanto riguarda Scienze e tecnologie Informatiche: nessuna immissione a fronte di 11 posti disponibili. E per le materie di Laboratorio delle scuole superiori 23 posti risultano ad oggi vacanti.
Il problema di base è rappresentato dalle basse retribuzioni. Chi ha competenze scientifiche di quel tipo sceglie di svolgere altri lavori. Un buon ingegnere ne trova tanti di lavori, fuori dalla scuola. Anche le università non riescono a produrne a sufficienza, c’è un problema nella programmazione universitaria”.
Scusi, ma come fanno i ragazzi ad avere un buon professore di matematica?
Questa è una bella domanda. Ma è un quesito a cui deve dare risposta chi governa la scuola italiana. O trattano decentemente i docenti oppure diventa inevitabile ritrovarsi senza insegnanti. Lo stesso problema si ripropone in Inghilterra, dove li stanno importando dall’India. Lì sono facilitati dalla lingua”
E noi, per motivi di lingua, non possiamo importarli neppure dall’India. Una soluzione era stata tentata con il progetto di regionalizzazione con annesso, presunto, aumento di stipendio.
La regionalizzazione dell’istruzione non è una buona cosa. E non sono certo i cento euro in più che possono risolvere i problemi”.
Che idea si è fatta del nuovo esame di Stato?
Ho già contestato le novità riguardanti la seconda prova dell’esame di Maturità e il colloquio. Dal cilindro di viale Trastevere è saltata fuori la doppia materia per la seconda prova scritta, una bidisciplinarietà dai tratti confusi che non ha di certo agevolato gli studenti. Per non parlare, poi, della prova orale, con l’introduzione di una sorta di ‘argomentone’, una sorta di chiacchierata da bar. Singolare, inoltre, il sistema delle tre buste tra le quali i candidati dovevano pescare quella contenente lo spunto per l’inizio del colloquio. Peraltro, introdurre modifiche così profonde a metà anno scolastico è del tutto scorretto perché il lavoro che gli insegnanti devono svolgere per preparare gli studenti ad affrontare la maturità si fonda su un percorso complesso e articolato che va progettato fin dall’inizio dell’anno scolastico, non di certo a gennaio. Gli insegnanti sono stati comunque costretti a improvvisare cambiamenti di programmazione avendo a disposizione un periodo di tempo del tutto insufficiente, e non si possono cambiare le carte in tavola a gioco iniziato, dando indicazioni pochi mesi prima dell’esame su come prepararsi ad una prova che tiene conto del lavoro di tre anni. La scuola deve smettere di essere terreno di sperimentazioni continue senza capo né coda”.
A proposito di novità, ora tocca all’Educazione civica. Che cosa ne pensa?
Non è modo, questo, di insegnare l’educazione civica, prendendo insegnanti a casaccio. Mentre abbiamo quelli qualificati, si stabilisce una procedura macchinosa che scarica tutto sul collegio dei docenti. Fonte: qui

giovedì 15 novembre 2018

I TIFOSI DEL CSKA NON SALTAVANO: LA CONFERMA DEGLI INQUIRENTI CHE INDAGANO SULL’INCIDENTE ALLA SCALA MOBILE DELLA METRO A ROMA


I VIDEO SCAGIONANO GLI ULTRAS E PUNTANO L’INDICE SU CHI DOVEVA VIGILARE, CIOÈ ATAC 

Michela Allegri e Lorenzo De Cicco per “il Messaggero”

roma crolla scala mobile in metro 3ROMA CROLLA SCALA MOBILE IN METRO

L' INCIDENTE

Intanto proseguono le indagini sull' incidente alla scala mobile della fermata Repubblica della Metro A. Dodici ore di filmati e nessun atto vandalico che possa giustificare il cedimento. Gli inquirenti hanno visionato i video delle telecamere a circuito chiuso e, almeno per il momento, un dato sembra certo: nessuno dei tifosi russi del Cska avrebbe saltato sulla scala, provocandone la rottura. Un dettaglio importante, in vista delle prime iscrizioni sul registro degli indagati che verranno formalizzate nei prossimi giorni.

Il pm Francesco Dall' Olio, titolare del fascicolo aperto per disastro colposo e lesioni colpose - 24 ultrà russi sono rimasti feriti - sta individuando eventuali responsabilità, analizzando la documentazione relativa alle ultime opere di manutenzione. Esclusa la colpa dei tifosi, i primi indagati saranno nell' azienda che ha realizzato gli interventi di controllo e di collaudo e tra i responsabili della municipalizzata che avrebbero dovuto vigilare.

I FILMATI
bus atac a fuoco 4BUS ATAC A FUOCO
L' ipotesi che i tifosi avessero saltato danneggiando la scala mobile era emersa subito dopo i fatti il 23 ottobre. I primi filmati amatoriali circolati in rete, però, sembravano già smentire questa circostanza. Il pm Dall' Olio ha quindi disposto l' acquisizione di dodici ore di riprese. E dalla visione è emerso che i 400 ultrà russi presenti - stavano raggiungendo lo stadio per la partita di Champions Roma-Cska - non avrebbero danneggiato l' impianto. Per chiarire le cause del guasto, sarà necessario attendere i risultati della consulenza disposta dalla Procura, che nel frattempo ha sequestrato tutte le scale nella stazione.

Ricerca del Personale

L' Atac cambia le modalità di reclutamento del personale. Dopo il caso «Parentopoli», i nuovi vertici hanno deciso di affidarsi a una società esterna che verrà reclutata con un bando che è stato sfornato ieri mattina dal quartier generale di via Prenestina. In ballo c' è un contratto per 3 anni dal costo di 160 mila euro per gestire le future assunzioni previste dal piano di concordato valido dal 2019 al 2021, come quella di 620 autisti, di cui abbiamo già parlato su queste colonne.

I candidati dovranno anche sottoporsi a test «psicoattitudinali» e al colloquio con uno psicologo iscritto all' albo. Non è chiaro se la mossa della società sia dipesa dall' aumento delle aggressioni sui bus più volte denunciato dai sindacati tra sassaiole e risse verbali. Ma è certo che gli esperti esterni dovranno valutare, tra le altre cose, anche la tenuta psicologica dei nuovi addetti.

Fonte: qui

lunedì 18 giugno 2018

LA ROLLS-ROYCE ANNUNCIA IL TAGLIO DI 4600 POSTI DI LAVORO NEL SETTORE AERONAUTICO

L’AZIENDA RISPARMIERÀ 400 MILIONI DI STERLINE E AUMENTERÀ IL FLUSSO DI CASSA A OLTRE UN MILIARDO 

L’AD EAST: “NON È MAI UNA DECISIONE FACILE, MA DOBBIAMO CAMBIARE IL NOSTRO MODO DI LAVORARE…”

rolls royceROLLS ROYCE

Il gruppo aeronautico Rolls-Royce ha annunciato il taglio di circa 4.600 posti di lavoro nei prossimi due anni, come parte di un programma di ristrutturazione. Si aspetta un risparmio netto di 400 milioni di sterline all'anno entro la fine del 2020.

L'amministratore delegato Warren East ha sottolineato che ''non è mai una decisione facile ridurre la nostra forza lavoro, ma dobbiamo creare un'organizzazione commerciale leader a livello mondiale come le nostre tecnologie, per fare ciò cambiamo radicalmente il nostro modo di lavorare.
rolls royce autoROLLS ROYCE AUTO

Questi cambiamenti ci aiuteranno a fornire a medio e lungo termine un livello di flusso di cassa ben oltre la nostra ambizione di circa 1 miliardo di sterline entro il 2020". "Dopo un decennio di investimenti significativi ci impegniamo a conseguire rendimenti migliori continuando a investire nell'innovazione necessaria per realizzare la nostra aspirazione a lungo termine di essere la società leader a livello mondiale nel settore delle tecnologie industriali", ha concluso East.
rolls royce 6ROLLS ROYCE 

La società ha affermato che nei prossimi 24 mesi si prevede che la ristrutturazione proposta porterà alla riduzione di circa 4.600 ruoli, prevalentemente nel Regno Unito, dove si basano la maggior parte delle funzioni aziendali e di supporto.

Circa un terzo di questi ruoli dovrebbe lasciare l'azienda entro la fine del 2018. Si prevede che il programma acquisterà ulteriore slancio fino al 2019, con la piena attuazione delle riduzioni dell'organico e dei cambiamenti strutturali entro la metà del 2020. 

Fonte: qui

domenica 29 aprile 2018

Deutsche Bank: è crollato l’utile netto. Tonfo del titolo

La prima trimestrale di Deutsche Bank ha rivelato un forte crollo dell’utile netto. Cosa ha influito sui conti del colosso tedesco e, di conseguenza, sull’andamento delle azioni societarie?

L’utile netto trimestrale di Deutsche Bank è crollato e ha trascinato nel baratro le azioni societarie in avvio di sessione.
Nei primi tre mesi dell’anno la flessione dell’utile è risultata del 79% e ha visto scendere il dato dai 575 milioni di euro del pari periodo 2017 a quota 120 milioni di euro. L’utile ante imposte del colosso tedesco è risultato di 432 milioni di euro (contro gli 878 milioni della prima trimestrale 2017).
A scendere, comunque, non sono stati soltanto gli utili ma anche i ricavi. Nel periodo di riferimento il dato è scivolato del 5% su quota 7 miliardi di euro. L’apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro USA e i minori ricavi nel Corporate & Investment Bank hanno determinato in misura maggiore l’andamento dei conti trimestrali di Deutsche.
Anche il Common Equity Tier 1 ratio al 13,4% si è discostato dal 14,0% rilevato alla fine del 2017.

Il 2018 sarà l’anno dei tagli per Deutsche Bank

Di fronte ad una trimestrale non propriamente brillante, Deutsche Bank ha comunicato la sua intenzione di procedere ad una riduzione significativa della forza lavoro. Le suddette operazioni prenderanno il via già nel corso dell’anno corrente e si concentreranno sui settori meno redditizi per l’istituto tedesco, con particolare riferimento alle attività in Asia e negli Stati Uniti.
“Nel riallocare le risorse e migliorare l’efficienza del capitale e del bilancio, la banca ridimensionerà altre aree in cui il board ritiene che Deutsche Bank non abbia più un vantaggio competitivo e sostenibile nel mutato contesto di mercato”,
hanno fatto sapere dall’istituto.
I tagli riguarderanno soprattutto l’investment banking e avranno l’obiettivo di ridurre i costi adjusted sotto la soglia dei 23 miliardi di euro.
Come molti avevano previsto, a risentire in misura maggiore della prima trimestrale 2018 sono state le azioni Deutsche Bank, che hanno inaugurato l’odierna sessione di Borsa con una decisa flessione di quasi 4 punti percentuali. Gli ultimi mesi non sono stati certamente facili per il colosso tedesco, che dopo una chiusura di 2017 non particolarmente brillante ha dovuto anche dire addio al CEO John Cryan.
Al momento della scrittura le azioni Deutsche stanno scambiando con un ribasso del 3,68% su quota 11,56 euro.
Fonte: qui

Deutsche Bank annuncia riassetto e tagli al personale

Revisione attività, ridimensiona business tassi Usa e azionario
Deutsche Bank annuncia riassetto e tagli al personale
Deutsche Bank, la sede a Francoforte
Ansa- Deutsche Bank annuncia una revisione delle sue attività di corporate e investment banking (Cib) e "una significativa riduzione della forza lavoro nel 2018" allo scopo di rispettare l'obiettivo di mantenere la base di costi sotto i 23 miliardi di euro nel 2018. La banca ridimensionerà le attività Usa sui tassi (Us rates) e riesaminerà le attività sul mercato azionario (Global Equities) "con l'aspettativa di ridurre la sua piattaforma".
Il riassetto prevede un focus maggiore sulle attività di banca commerciale e private, oltre che nell'asset management, così da stabilizzare la base di ricavi, e un ridimensionamento delle attività internazionali, in particolare negli Usa, con l'obiettivo di dedicarsi maggiormente alla clientela europea e a quelle aree di attività in cui l'istituto tedesco vanta una leadership. Salva l'Italia, indicata da Deutsche Bank come uno dei "mercati in crescita" nel campo della banca commerciale e private su cui focalizzarsi.
"Deutsche Bank è profondamente radicata in Europa, dove vogliamo fornire ai nostri clienti accesso al soluzioni globali di finanziamento e di tesoreria. Questo è quello su cui ci focalizzeremo in modo più deciso andando avanti", ha commentato il ceo Christian Sewing. "Ridisegnare la Corporate & Investment Bank" causerà "riduzioni del personale nelle regioni e nelle aree di attività coinvolte" "dolorose" ma "inevitabili per assicurare alla nostra banca competitività nel lungo periodo".
Deutsche Bank parla di "aggiustamenti strategici per traghettare la banca verso fonti di ricavo più stabili e rafforzare le linee di business core. Entro il 2021 - si legge - la banca prevede una sostenibile quota di ricavi di almeno il 50% dalla banca commerciale e private e dall'attività di asset management di Dws. Considerando anche i ricavi del Global Transaction Banking la quota di ricavi stabili dovrebbe attestarsi al 65%".
Nel trimestre i ricavi sono scesi a 7 miliardi (-5% sul 2017) e un utile di 120 milioni (-79%). "Dobbiamo agire in modo deciso e rivedere la nostra strategia. Non c'è tempo da perdere in quanto gli attuali ritorni non sono accettabili", ha detto Sewing.