9 dicembre forconi: discorso
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mercoledì 25 settembre 2019

DONALD ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE: NEL SUO DISCORSO NON PARLA MAI DI CLIMA MA RIBADISCE CHE: “IL FUTURO APPARTIENE AI PATRIOTI, NON AI GLOBALISTI”

ATTACCA L’IRAN, MADURO E OVVIAMENTE LA CINA: “I GIORNI DEGLI ABUSI COMMERCIALI SONO FINITI”- L’UCRAINA-GATE? È CACCIA ALLE STREGHE” - LA FRECCIATINA A GRETA SU TWITTER “SEMBRA UNA RAGAZZINA MOLTO FELICE PROIETTATA VERSO UN FUTURO SPLENDENTE E MERAVIGLIOSO!” 



Trump: 'Nessuna pressione su Kiev, è caccia alle streghe'

"Non c'e' stata alcuna pressione sull'Ucraina": le indiscrezioni in questo senso sono una "caccia alle streghe". Lo afferma il presidente americano Donald Trump, sottolineando che i dettagli della conversazione telefonica con il leader dell'Ucraina Volodymyr Zelensky potrebbero essere diffusi. Secondo il Washington Post, Trump ordinò al capo di gabinetto della Casa Bianca di congelare oltre 391 milioni di dollari di aiuti all'Ucraina alcuni giorni prima la controversa telefonata con Zelensky. E l'ordine venne comunicato al Pentagono e al Dipartimento di Stato. Nella telefonata, Trump, come ha ammesso, pressò il presidente ucraino perché fosse aperta un'indagine per corruzione contro il figlio di Joe Biden, suo avversario per la rielezione alla Casa Bianca. E definisce "ridicole" le accuse di un suo pressing sull'Ucraina per indagare Joe Biden. Il presidente Usa conferma quindi di aver negato aiuti militari all'Ucraina prima della conversazione telefonica del 25 luglio con Zelensky e spiega come l'Europa dovrebbe contribuire maggiormente con aiuti a Kiev.

donald trump all'assemblea gnerale delle nazioni uniteDONALD TRUMP ALL'ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE
Ma dal palco dell'Assemblea generale dell'Onu Trump parla anche di Iran lanciando un avvertimento: le sanzioni contro il paese asiatico potrebbero essere irrigidite, a meno che Teheran non cambi atteggiamento. Quindi, dichiara che l'Iran è il "maggiore sponsor mondiale del terrorismo" e che "nessun governo dovrebbe sponsorizzarlo".

Poi se la prende con il presidente del Venezuela Nicolas Maduro definendolo un "burattino di Cuba, che si nasconde dalla sua stessa gente". E attacca gli "attivisti dei confini aperti". "Le vostre politiche - spiega - sono cattive e crudeli" perché rafforzano le organizzazioni criminali. Mentre lancia un appello ai migranti: "Non pagate i trafficanti'.

donald trump all'assemblea gnerale delle nazioni unite 2DONALD TRUMP ALL'ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE 
Nel suo intervento, il presidente degli Stati Uniti affronta anche il tema delle proteste ad Hong Kong che dice di "monitorare". "ll mondo si aspetta che Pechino onori il trattato su Hong Kong". La Cina, sottolinea, "dovrebbe proteggere il modo di vita democratico e la libertà di Hong Kong" e soprattutto dovrebbe "fare le riforme promesse", evitando di far ricorso 'a pesanti aiuti di Stato" come fa ora e di "rubare l'informazione tecnologica". Poi, Trump affronta il tema del commercio dichiarando come gli Usa "vogliano scambi commerciali giusti e reciproci" e che "il Wto ha bisogno di un cambio drastico". "Per decenni il sistema del commercio internazionale e' stato sfruttato da Paesi che agiscono in cattiva fede", avverte, e "al centro della nostra visione c'è un ambiziosa campagna per riformare questo sistema".

Un passaggio lo dedica anche alla Brexit assicurando di voler "chiudere un accordo con il Regno Unito".

donald trump e il futuro radioso di gretaDONALD TRUMP E IL FUTURO RADIOSO DI GRETA
 "Gli Stati Uniti - incalza Trump - non cercano il conflitto con nessun paese. Vogliamo pace e cooperazione ma io non smetterò mai di difendere gli interesse americani".

Non affronta neanche con una frase la questione del clima e dell'ambiente, ma con tono sprezzante e ironico fa un breve riferimento via twitter a Greta Thunberg e al suo appassionato intervento all'Onu. "Sembra una ragazzina molto felice proiettata verso un futuro splendente e meraviglioso! Che bello!". Fonte: qui


IL GIORNO DOPO LE “GRETINATE” ARRIVA IL PRESIDENTE BRASILIANO BOLSONARO A DARE LA SCOSSA AL SUMMIT ONU SUL CLIMA: “L’AMAZZONIA NON È PATRIMONIO DELL’UMANITÀ E LE NOSTRE FORESTE NON SONO I POLMONI DEL MONDO” (COSA CHE PERALTRO CONFERMANO MOLTI SCIENZIATI) 
POI SBRACA: “LA FORESTA NON È DEVASTATA E QUELLO CHE HANNO RACCONTATO I GIORNALI ERANO BUGIE…” 




jair bolsonaro all'onu 5JAIR BOLSONARO ALL'ONU 5
FACILE FARE GLI AMBIENTALISTI CON LE FORESTE DEGLI ALTRI: COSA C'È DIETRO I ROGHI IN AMAZZONIA, PERCHÉ NON POSSIAMO CAPIRE COSA VUOL DIRE VIVERE IN QUEI LUOGHI, DOVE IN UN ANNO SONO STATI UCCISI 271 AMBIENTALISTI CHE SI OPPONEVANO ALLA DISTRUZIONE DELLA FORESTA - OFFRIRE 20 MILIONI È UMILIANTE E INUTILE: PER SALVARE L'AMBIENTE SERVIREBBE… (DAGOSPIA DEL 3 SETTEMBRE)


JAIR BOLSONARO: "L'AMAZZONIA NON È PATRIMONIO DELL'UMANITÀ"

jair bolsonaro all'onu 3JAIR BOLSONARO ALL'ONU 
Dal podio delle Nazioni Unite, il leader brasiliano ribadisce il diritto sovrano a gestire la questione Amazzonia come meglio crede, perché "l'Amazzonia non è patrimonio dell'umanità". Il presidente sovranista di estrema destra ha detto: "È un errore affermare che è patrimonio dell'umanità e un malinteso confermato dagli scienziati dire che le nostre foreste amazzoniche sono i polmoni del mondo".

la mappa del monossido di carbonio dei roghi 1LA MAPPA DEL MONOSSIDO DI CARBONIO DEI ROGHI 






Il presidente ha accusato i media internazionali di aver mentito sulla situazione reale della foresta: "Non è successo quello che i giornali internazionali hanno raccontato. Erano tutte bugie", e ha definito gli interventi dei leader mondiali a favore del salvataggio dell'Amazzonia, colonialisti. "La foresta non è devastata e gli incendi non sono così pericolosi da temere il peggio", ha polemizzato Bolsonaro smentendo platealmente scienziati, foto satellitari e Ong che da sempre si occupano di ambiente.
gli incendi in amazzonia 6GLI INCENDI IN AMAZZONIA 6
 
"Molti degli indigeni che vivono in Brasile puntano allo sviluppo, per poter essere liberati dalle catene", ha sottolineato Bolsonaro, precisando che a questo porteranno le nuove politiche del suo governo. "La mia amministrazione si è impegnata a uno sviluppo sostenibile del Paese, uno dei più ricchi di risorse naturali al mondo. L'Amazzonia è un patrimonio ma alcuni paesi invece di aiutarci a preservarlo, con spirito coloniale mettono in discussione la nostra sovranità. Attacchi sensazionalistici come quelli di quest'estate da gran parte dei media internazionale hanno sollevato la nostra suscettibilità. In ogni battaglia, inclusa quella per la protezione dell'Amazzonia deve prevalere il rispetto per la libertà e la sovranità di ognuno di noi".
 
"La regione amazzonica rimane virtualmente intatta, ed è la prova del fatto che siamo uno dei Paesi che più protegge l'ambiente - ha detto - Durante questa stagione la siccità favorisce incendi spontanei e sappiamo che tutti i Paesi hanno problemi, ma gli attacchi sensazionalistici che abbiamo sofferto da grande parte dei media internazionali sugli incendi ha risvegliato il nostro sentimento patriottico".

jair bolsonaro all'onuJAIR BOLSONARO ALL'ONU
Ha poi citato a proposito della sua autocelebrata di successo lotta al terrorismo con "tolleranza zero", il caso del via libera all'estradizione di Cesare Battisti in Italia: "Il terrorismo non troverà più rifugio in Brasile. Battisti è stato arrestato sotto la mia presidenza". Fonte: qui

venerdì 26 luglio 2019

MAKE BRITAIN GREAT AGAIN – BORIS JOHNSON PIÙ TRUMPIANO DI TRUMP NEL SUO PRIMO DISCORSO DA PREMIER ALLA CAMERA DEI COMUNI: “FAREMO DEL REGNO UNITO IL MIGLIOR PAESE IN CUI VIVERE SULLA TERRA”

LA PRIORITÀ È LA BREXIT “IN QUALUNQUE CIRCOSTANZA”. BORIS VUOLE NEGOZIARE UN NUOVO ACCORDO CON L’UE, MA SE NON SI TROVA VA BENE ANCHE IL NO DEAL. E SULL’IMMIGRAZIONE…
I NOMI E LE FACCE DEI NUOVI MINISTRI 



il primo discorso di boris johnson da premier alla camera dei comuniIL PRIMO DISCORSO DI BORIS JOHNSON DA PREMIER ALLA CAMERA DEI COMUNI
Boris Johnson conferma l'obiettivo di completare la Brexit per il 31 ottobre nel suo primo discorso da premier Tory di fronte alla Camera dei Comuni, aggiungendo - fra le proteste dei banchi dell'opposizione - di voler fare del Regno Unito "il miglior Paese in cui vivere sulla Terra". Un paese "verde, prospero, fiducioso e ambizioso" che può essere "la prima economia in Europa", aggiunge, ironizzando sulle "negatività" degli oppositori e delle pessimisti. Johnson ha poi auspicato che Bruxelles riveda la sua posizione e accetti dei cambiamenti all'accordo.

boris johnson a downing streetBORIS JOHNSON A DOWNING STREET




In caso contrario, ha avvertito, il Regno Unito lascerà la Ue anche senza accordo. Il Paese, ha dichiarato, "è più preparato di quanto si pensi" a questo scenario.   Il Regno Unito non nominerà "in nessuna circostanza" un nuovo commissario europeo britannico, ha dichiarato il neo premier di Londra, Boris Johnson Prepararsi a Brexit no deal Johnson  indica come "una priorità'" del suo governo l'impegno a prepararsi per una Brexit no deal. il suo obiettivo, ripete alla Camera dei Comuni, è raggiungere un accordo "alternativo" di divorzio con bruxelles, ma in caso di porte chiuse resta l'opzione di uscire dall'Ue anche senz'accordo. un'uscita, rimarca ancora una volta il nuovo premier tory, che avverrà il 31 ottobre "in qualunque circostanza".

"Accordo May già bocciato e inaccettabile"
il governo di boris johnsonIL GOVERNO DI BORIS JOHNSON
 Johnson seppellisce alla camera dei comuni britannica l'accordo sulla Brexit raggiunto da Theresa May. "è stato bocciato già tre volte da questa camera e i suoi termini sono inaccettabile", incalza, insistendo di voler "negoziare in buona fede un'alternativa con l'Ue" e ribadendo la sua convinzione che il backstop possa essere sostituito da altre soluzioni per garantire il confine aperto irlandese senza restare "nell'unione doganale e nel mercato unico".
i ministri del governo di boris johnson 1I MINISTRI DEL GOVERNO DI BORIS JOHNSON 1




Senza Brexit "catastrofica perdita di fiducia politica" Il primo passo da fare nel lavoro per il rinnovo della Gran Bretagna e' ripristinare la fiducia nella politica, uscendo dalla Ue il 31 ottobre. Nel suo primo intervento ai Comuni in veste di premier, Boris Johnson ha ribadito cosi' che la Brexit, "in qualunque circostanza" è la priorità del suo governo. Se falliremo, assisteremo a una "catastrofica perdita di fiducia" da parte dell'elettorato, ha avvertito.
priti patelPRITI PATEL

Il sistema d'immigrazione deve cambiare
Il neo premier britannico, Boris Johnson, nel suo primo intervento alla Camera dei Comuni ha chiarito che il sistema d'immigrazione deve cambiare. Johnson ha detto di voler chiedere una valutazione del sistema a punti australiano e sul come questo modello possa essere applicato in Gran Bretagna. La squadra di governo di Johnson Johnson ha rapidamente nominato il suo team di ministri.

il primo discorso di boris johnson da premier alla camera dei comuni 1IL PRIMO DISCORSO DI BORIS JOHNSON DA PREMIER ALLA CAMERA DEI COMUNI 1
Ecco i nomi principali: Cancelliere dello Scacchiere (Ministro delle Finanze), Sajid Javid; Segretario di Stato (ministro) agli Esteri, Dominic Raab; Segretario di Stato agli Interni, Priti Patel; Cancelliere del Ducato di Lancaster (proprietà privata della Corona), Michael Gove; Segretario di Stato alla Giustizia,  Robert Buckland; Segretario di Stato per la Brexit, Stephen Barclay; Segretario di Stato alla Difesa, Ben Wallace; Segretario di Stato alla Salute e al Welfare, Matt Hancock; Segretario di Stato alle imprese, Andrea Leadsom; Segretario di Stato per il Commercio Internazionale, Liz Truss; Segretario di Stato per Lavoro e pensioni, e pari opportunità Amber Rudd; Segretario di stato per l'Istruzione, Gavin Williamson; Segretario di stato per l'Ambiente, Theresa Villiers; Segretario di stato per Edilizia e comunità locali, Rober Jenrick; Segretario di stato ai Trasporti, Grant Shapps; Segertario di stato per Media e Sport, Alok Sharma; Segretario di Stato per l'Irlanda del Nord, Julian Smith; Segretario di Stato per la Scozia Alister Jack; segretario di Stato per il Galles, Alun Cairns; Segretario di stato per il Digitale e la Cultura, Nicky Morgan; Oltre ai vari sottosegretari, alle riunioni d gabinetto potranno assistere anche i leader della Camera dei Comuni, Jacob Rees-Moog, e dei Lord, Natalie Evans.

Fonte: qui

giovedì 20 dicembre 2018

“IL MONDO STA SOTTOVALUTANDO IL PERICOLO DI UNA GUERRA NUCLEARE”



la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 14

Giuseppe Gaetano per www.corriere.it
«Il mondo sta sottovalutando il pericolo di una guerra nucleare». E detto da Vladimir Putin, c’è da crederci. Secondo il presidente russo lo «sfacelo» del sistema di deterrenza internazionale nella corsa globale agli armamenti, acuito dalla decisione degli Usa di uscire dal trattato Inf, «aumenta l’incertezza, è difficile immaginare come evolverà la situazione».
«Abbiamo sviluppato nuove armi, ma la superiorità russa nella difesa missilistica serve solo a mantenere la parità strategica - ha aggiunto -. Se arriveranno i missili in Europa, poi l’Occidente non squittisca se reagiremo: dobbiamo garantire la nostra sicurezza, ma confido che l’umanità avrà abbastanza buon senso per evitare il peggio». In particolare, l’idea che starebbe prendendo piede di «usare armi nucleari a bassa potenza, per uso tattico» denuncia un abbassamento della soglia di attenzione verso il pericolo di una catastrofe atomica, che «potrebbe portare alla morte di tutta la civiltà e forse alla fine del pianeta».
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 17LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
Putin promuove invece il prossimo ritiro dalla Siria dell’esercito americano, la cui presenza nella zona di guerra ha sempre considerato illegittimo per la mancanza del via libera Onu e della richiesta di intervento del governo locale: «Sulla vittoria contro lo Stato islamico sono totalmente d’accordo con Trump, abbiamo inferto pesanti sconfitte all’Isis - conferma -. Certo i terroristi potrebbero riversarsi nelle zone vicine, come l’Afghanistan, e questa è una seria minaccia per tutti noi».
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 16LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
La Russia non vuole dominare il mondo ma ha bisogno di una «svolta», di un «balzo in avanti per entrare in questo secolo» e agganciare le innovazioni tecnologiche. «Se questo non avviene non avremo futuro» ha detto Putin che, al quarto mandato a capo del Cremlino, punta a far diventare il Paese la quinta potenza economica, dalla 12esima posizione in cui si trova ora secondo la Banca mondiale: «Abbiamo le forze per farcela».
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 15LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
Gran parte della cosidetta «grande conferenza stampa» di fine anno è stata dedicata all’economia: il Pil, cresciuto dell’1,7% nei primi 10 mesi dell’anno; la produzione industriale, salita del 2,9% nonostante le sanzioni internazionali; l’aumento dell’Iva, per arginare le minori entrate dal comparto idrocarburi. Per recuperare popolarità, scesa dopo la riforma che aumenta gradualmente l’età pensionabile da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 anni per gli uomini, il presidente ha annunciato che nel 2018 l’assegno medio è aumentato di 6 euro, attestandosi a circa 183.
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 12LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN 
L’evento aveva segnato un record ancor prima di cominciare, quello dei giornalisti accreditati: 1.702 reporter russi e stranieri, oltre tre volte di più dei 500 partecipanti nel 2001 alla prima. Un appuntamento trasmesso in diretta tv, radio e social - tradotto simultaneamente in inglese, francese e tedesco - coreografico e autocelebrativo, arrivato alla 14esima edizione e chiamato così per la durata fiume (quella odierna è terminata dopo 4 ore).
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 9LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
Solo un giornalista non è stato ammesso al World Trade Center di Mosca, sul lungofiume Krasnopresnenskaya: è Roman Dobrokhotov, uno dei cronisti di Insider.ru che ha lavorato all’inchiesta sull’identità degli 007 responsabili dell’attacco chimico a Salisbury: «E’ un onore essere l’unico a cui non è stato permesso l’ingresso» scrive su Twitter.
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 13LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
E Putin non ha mancato di intervenire anche sull’avvelenamento dell’ex agente dei servizi segreti Sergej Skripal: «Grazie a Dio è vivo, ma le sanzioni contro la Russia sono ancora in vigore - ha affermato -. Ormai ci siamo abituati, se non ci fosse stato lui avrebbero inventato qualcos’altro con l’unico scopo di frenare il nostro sviluppo come competitor, non vedo altri motivi». Tra questi tentativi rientrerebbe anche l’arresto quest’estate negli States della (a suo dire presunta) spia Maria Butina, in realtà già rea confessa.
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 8LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
Sanzioni comminate anche per la crisi ucraina, aperta nel 2014 dal controverso referendum sull’annessione della Crimea e proseguita ininterrottamente fino allo scontro sul Mar Nero di fine novembre: «una provocazione», secondo Putin, organizzata dal presidente Petro Poroshenko per ottenere consensi in vista delle elezioni di primavera.
I 24 marinai ucraini catturati hanno violato i confini marittimi russi e il loro futuro si saprà solo dopo la fine dell’inchiesta e del processo. A gettare benzina sul fuoco anche le recenti interferenze di Washington e Kiev nella creazione di una nuova Chiesa ucraina indipendente dal patriarcato moscovita, definite «assolutamente inaccettabili» e vissute come «un’intromissione Stato nelle questioni religiose che non si vedeva dall’epoca sovietica».
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 2LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN 
Per questo, e per le relazioni giunte a un vicolo cieco col Regno Unito, Putin è interessato a normalizzare almeno la tensione al confine orientale, firmando quanto prima un trattato di pace con Tokyo nella contesa sulle isole Curili meridionali; a patto, però, che agli Stati Uniti non venga consentito di rafforzare le proprie basi militari giapponesi con l’annunciato schieramento di uno scudo balistico.
Fonte: qui

lunedì 10 dicembre 2018

Jean-Paul Fitoussi: "Ho sostenuto Macron, ma è solo un imbecille"


L'economista francese al Fatto: "A Parigi non capiscono cosa accade in Francia, il presidente ha aiutato i ricchi e dimenticato poveri e sinistra"




Un aggettivo per definire Emmanuel Macron? "Imbecille". Jean-Paul Fitoussi non fa giri di parole. L'economista francese, di origini tunisine, ha sostenuto il presidente francese, ma ora lo boccia senza appello. "Lo ritenevo in gamba" dice in un'intervista al Fatto Quotidiano, ma "i francesi si sono accorti della verniciatura, neppure fatta bene, di un muro pieno di crepe". Fitoussi demolisce l'azione del leader di En Marche all'Eliseo.
"Parigi non conosce la Francia e chi abita a Parigi non sapeva che milioni di francesi vivono difficoltà più estreme di quelle ipotizzabili. Ci si sveglia stupiti di questa rabbia, ma un politico che non conosce il suo Paese, che dirigente è?".
La Francia è sconvolta dalla protesta dei gilet gialli e il presidente francese dovrebbe parlare stasera, dopo tanto silenzio.
"Macron aveva annunciato che il suo programma era costituito da due parti. Apriva alla destra, all'elite, alla borghesia imprenditoriale, garantendo la riduzione delle tasse sul capitale finanziario. E offriva però alla sinistra, al popolo, un miglioramento delle condizioni economiche. L'aiuto alla destra c'è stato subito. I ricchi e i ricconi si sono visti alleggerire le tasse sui capitali, ha lasciato intatte solo quelle sul patrimonio immobiliare. Ai poveri invece ha servito il nulla". [...] "L'aumento della benzina è stata una vera provocazione" [...] "Quella provocazione, frutto dell'ignoranza sulle condizioni del territorio, ha scatenato la protesta. La gente ha pensato: questo qui toglie le tasse ai ricchi e le mette a noi poveri".
La marcia indietro a Parigi è arrivata "troppo tardi", secondo Fitoussi. Il futuro di Macron è però ancora nelle sue mani.
"La Francia ha le spalle solide e il presidente della Repubblica può dormire sonni tranquilli. Se vuole resterà fino al compimento dell'ultimo giorno del suo mandato. Altrimenti si può dimettere, se intuisce di non avere sufficiente caratura e forza politica".
Fonte: qui

Gilet gialli, Macron: "La collera è giusta, in un certo senso"


Fa mea culpa e prova a depotenziare i gilet gialli con promesse di denaro per salari bassi e pensionati. Misure che sfasciano i conti pubblici (e aiutano l'Italia). S'è ormai ingolfato il motore franco-tedesco



È il discorso del mea culpa. È stato in silenzio per giorni, mentre le strade di Francia erano incendiate dalla protesta dei gilet gialli, ma dopo settimane di disordini Emmanuel Macron è tornato a rivolgersi ai suoi concittadini. Lo ha fatto attraverso la televisione. E, mentre i francesi lo ascoltavano, guardandolo dall'altra parte dello schermo, ha ammesso le ragioni della rabbia che sta mettendo a ferro e fuoco il Paese: "La collera è giusta, in un certo senso - ha detto – questa indignazione è condivisa da molti francesi".
Il gradimento nei confronti della sua figura sta crollando a picco nei sondaggi e Macron forse sapeva che era arrivato il momento di palesare gli errori commessi. "Mi rendo conto di aver fatto male ad alcuni francesi con le mie dichiarazioni", ha detto.
Non sono ancora passati due anni da quando, sulle note dell'Inno alla gioia di Beethoven - l'inno dell'Unione europea, che scelse di far suonare prima prima della Marsigliese - s'incamminava verso la piazza del Louvre e si apprestava a fare il suo primo discorso da presidente della Repubblica. Un periodo relativamente breve, nel corso del quale però i cambiamenti, in Francia come in Europa, sono stati radicali. E quei miglioramenti nelle condizioni di vita che i francesi aspettavano da lui non sono arrivati. Macron con le sue parole sembra ammetterlo, ma prova a mostrare ottimismo alla nazione dice: "Non possiamo restare divisi. Attraversando questa crisi riconcilieremo i francesi".
Dopo lo stop ai rincari delle tasse su carburante, luce e gas, annunciato nei giorni scorsi dal premier Philippe Macron annuncia nuovi provvedimenti. Per placare la rabbia dei gilet gialli e scongiurare proteste future decreta uno "stato di emergenza economica e sociale" e presenta un piano di misure che partiranno nel giro di pochi giorni: "Prenderò misure già questa settimana", assicura. Ha intenzione di aumentare il salario minimo di 100 euro a partire dal 2019, (questo incremento si aggiunge a quello dell'1,8% che doveva essere introdotto a partire da gennaio), di annullare l'aumento della tassazione per le pensioni di meno di 2mila euro al mese, e di chiedere agli imprenditori di versare un bonus a fine anno ai dipendenti. Attualmente erano esentati solo i pensionati che guadagnavano meno di 1.200 euro al mese. Ha annunciato inoltre che le ore di straordinario dei lavoratori non saranno tassate a partire dal 2019. Da parte di Macron, poi, la richiesta ai datori di lavoro che ne abbiano la possibilità di versare "un bonus di fine anno ai loro dipendenti" sul quale non graveranno imposte. A queste misure si aggiungerà la lotta all'evasione fiscale: i dirigenti di grandi imprese francesi dovranno versare le imposte in Francia e così pure i giganti che fanno profitti in Francia. Macron ha poi annunciato di voler affrontare la questione dell'immigrazione.
A rischio la tenuta dei conti pubblici francesi. Il motore francotedesco ormai si è ingolfato
Alcune di queste misure, però, peseranno inevitabilmente sui conti pubblici della Francia, e Bruxelles potrebbe chiedergliene il conto. Macron, insomma, potrebbe trovarsi a dover giustificare le sue scelte davanti alla Commissione europea, un po' come ha dovuto fare il governo gialloverde italiano con la manovra. Una situazione simile potrebbe, in qualche modo, agevolare il confronto tra l'Italia e la Commissione europea.
Appare chiaro, ormai, uno scenario che andava delineandosi in maniera sempre più evidente negli ultimi mesi: il motore franco-tedesco non funziona più. Angela Merkel, dopo la perdita di consensi in Assia e Baviera ha deciso di lasciare la guida della Cdu dopo 18 anni (il testimone ora passa ad Annegret Kramp-Karrenbauer, eletta l'8 dicembre ad Amburgo) e ha annunciato che, quando finirà il suo mandato da cancelliera non vorrà altri incarichi politici. In Germania, insomma, è finita un'era. E in Francia le tensioni sociali sono sempre più accese. Macron con il suo pacchetto di provvedimenti proverà a placarle, ma riuscirci è tutt'altro che semplice. Anche se dovesse riuscirci, lo scoglio di Bruxelles potrebbe essere l'ennesima prova da affrontare. Per non parlare della sua leadership ormai appannata.
Per un'alleanza che fatica, per difficoltà interne ai Paesi, ad andare avanti, altre alleanze potrebbero formarsi in futuro. Una l'ha proposta Salvini rispondendo a una domanda sul rapporto tra Italia ed Europa: "Sono convinto che l'asse tra Italia e Germania sia da ricostruire". Solo parole nel vento, una provocazione o uno scenario possibile?
Fonte: qui