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venerdì 5 luglio 2019

L'Unione Europea nella strategia nucleare del Pentagono

La Francia non possiede più la triade nucleare (vettori terrestri, marittimi e aerei) dal 1996 e il Regno Unito non ha mai avuto tali armamenti. Solo gli Stati Uniti, la Russia e la Cina godono di questo privilegio. In un nuovo documento, il comandante del Comitato dei capi di stato maggiore degli Stati Uniti conferma la sua intenzione di disarmare i suoi alleati delle loro armi nucleari - da quel momento in poi, non avranno più il diritto di usare i propri, ma dovranno usare le bombe americane .
I ministri della Difesa della NATO (Elisabetta Trenta, M5S, per l'Italia e Florence Parly, LREM per la Francia) sono stati convocati a Bruxelles il 26 e 27 giugno per approvare le nuove misure di "dissuasione" contro la Russia, che è stata accusata - senza qualsiasi prova - di aver violato il Trattato INF. Fondamentalmente, questo significa che si metteranno al passo con gli Stati Uniti, che, ritirandosi definitivamente dal Trattato il 2 agosto, si preparano a schierare in Europa missili nucleari a terra intermedi a terra (un intervallo compreso tra 500 e 5.500 chilometri), simili a quelli degli anni '80 (il Pershing II e i missili da crociera) che furono eliminati (con gli sovietici SS-20) dal trattato firmato nel 1987 dai presidenti Gorbaciov e Reagan.



Le principali potenze europee, sempre più divise all'interno dell'UE, sono raggruppate nella NATO sotto il comando USA per sostenere i loro interessi strategici comuni. Presso l'ONU, la stessa Unione Europea - di cui 21 dei suoi 27 membri fanno parte dell'Alleanza (così come il Regno Unito, sebbene lasci l'UE) - ha respinto la proposta russa di mantenere il Trattato INF. Su una questione di tale importanza, l'opinione pubblica europea viene deliberatamente lasciata in uno stato di ignoranza dai loro governi e dai principali media. In questo modo non ci accorgiamo del crescente pericolo che ci minaccia tutti - la crescente possibilità che un giorno possa subire l'uso di armi nucleari.
Ciò è confermato dall'ultimo documento strategico delle Forze armate statunitensi, Operazioni nucleari (11 giugno), redatto sotto la direzione del presidente dei capi di stato maggiore.
Dato che «le nostre forze nucleari offrono agli Stati Uniti la capacità di perseguire i nostri obiettivi nazionali», il documento sottolinea che devono essere «diversificati, flessibili e adattabili» a «una vasta gamma di avversari, minacce e contesti». Nonostante gli avvertimenti russi secondo cui l'uso di una sola arma nucleare di bassa potenza avrebbe dato il via a una reazione a catena che potrebbe portare a un conflitto nucleare su larga scala, la dottrina statunitense comincia ad orientarsi sulla base di un concetto pericoloso - "flessibilità".
Il documento strategico afferma che «le forze nucleari statunitensi ci danno i mezzi per applicare la forza a una vasta gamma di obiettivi in ​​quel momento e con i mezzi decisi dal presidente». Questi obiettivi (specifica lo stesso documento) sono scelti in verità dalle agenzie di intelligence, che valutano la loro vulnerabilità a un attacco nucleare e calcolano anche gli effetti del fallout radioattivo. L'uso di armi nucleari - sottolinea il documento - "può creare le condizioni per risultati decisivi. In particolare, l'uso di un'arma nucleare trasformerebbe radicalmente il contesto di una battaglia creando le condizioni che consentirebbero ai comandanti di vincere lo scontro ».
Le armi nucleari permetterebbero anche agli Stati Uniti di «rassicurare i loro alleati e partner» che, fidandosi di queste armi, «rinuncerebbero all'idea di possedere le proprie armi nucleari, partecipando così all'obiettivo degli Stati Uniti, che è la non proliferazione ».
Tuttavia, il documento indica che "Gli Stati Uniti e alcuni alleati NATO selezionati sarebbero in grado di mantenere gli aerei in grado di trasportare sia armi nucleari che convenzionali". Questa è un'ammissione che quattro paesi dell'UE ufficialmente non nucleari - Italia, Germania, Belgio, Olanda - e anche la Turchia, in violazione del Trattato di non proliferazione, non stanno solo immagazzinando armi nucleari statunitensi (bombe B-61 che dal 2020 sarà sostituito dal più distruttivo B61-12), ma sono pronti a usarli in un attacco nucleare sotto il comando del Pentagono.
Tutto questo è tenuto segreto dai nostri governi e parlamenti, televisioni e giornali, con il silenzio colpevole della stragrande maggioranza dei politici e dei giornalisti, che comunque ripetono giorno dopo giorno quanto sia importante «sicurezza» per noi italiani e gli altri europei dell'Unione . Apparentemente ci sarà garantito dallo spiegamento statunitense di altre armi nucleari.
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giovedì 20 dicembre 2018

“IL MONDO STA SOTTOVALUTANDO IL PERICOLO DI UNA GUERRA NUCLEARE”



la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 14

Giuseppe Gaetano per www.corriere.it
«Il mondo sta sottovalutando il pericolo di una guerra nucleare». E detto da Vladimir Putin, c’è da crederci. Secondo il presidente russo lo «sfacelo» del sistema di deterrenza internazionale nella corsa globale agli armamenti, acuito dalla decisione degli Usa di uscire dal trattato Inf, «aumenta l’incertezza, è difficile immaginare come evolverà la situazione».
«Abbiamo sviluppato nuove armi, ma la superiorità russa nella difesa missilistica serve solo a mantenere la parità strategica - ha aggiunto -. Se arriveranno i missili in Europa, poi l’Occidente non squittisca se reagiremo: dobbiamo garantire la nostra sicurezza, ma confido che l’umanità avrà abbastanza buon senso per evitare il peggio». In particolare, l’idea che starebbe prendendo piede di «usare armi nucleari a bassa potenza, per uso tattico» denuncia un abbassamento della soglia di attenzione verso il pericolo di una catastrofe atomica, che «potrebbe portare alla morte di tutta la civiltà e forse alla fine del pianeta».
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 17LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
Putin promuove invece il prossimo ritiro dalla Siria dell’esercito americano, la cui presenza nella zona di guerra ha sempre considerato illegittimo per la mancanza del via libera Onu e della richiesta di intervento del governo locale: «Sulla vittoria contro lo Stato islamico sono totalmente d’accordo con Trump, abbiamo inferto pesanti sconfitte all’Isis - conferma -. Certo i terroristi potrebbero riversarsi nelle zone vicine, come l’Afghanistan, e questa è una seria minaccia per tutti noi».
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 16LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
La Russia non vuole dominare il mondo ma ha bisogno di una «svolta», di un «balzo in avanti per entrare in questo secolo» e agganciare le innovazioni tecnologiche. «Se questo non avviene non avremo futuro» ha detto Putin che, al quarto mandato a capo del Cremlino, punta a far diventare il Paese la quinta potenza economica, dalla 12esima posizione in cui si trova ora secondo la Banca mondiale: «Abbiamo le forze per farcela».
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 15LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN
Gran parte della cosidetta «grande conferenza stampa» di fine anno è stata dedicata all’economia: il Pil, cresciuto dell’1,7% nei primi 10 mesi dell’anno; la produzione industriale, salita del 2,9% nonostante le sanzioni internazionali; l’aumento dell’Iva, per arginare le minori entrate dal comparto idrocarburi. Per recuperare popolarità, scesa dopo la riforma che aumenta gradualmente l’età pensionabile da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 anni per gli uomini, il presidente ha annunciato che nel 2018 l’assegno medio è aumentato di 6 euro, attestandosi a circa 183.
la conferenza stampa di fine anno di vladimir putin 12LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DI VLADIMIR PUTIN 
L’evento aveva segnato un record ancor prima di cominciare, quello dei giornalisti accreditati: 1.702 reporter russi e stranieri, oltre tre volte di più dei 500 partecipanti nel 2001 alla prima. Un appuntamento trasmesso in diretta tv, radio e social - tradotto simultaneamente in inglese, francese e tedesco - coreografico e autocelebrativo, arrivato alla 14esima edizione e chiamato così per la durata fiume (quella odierna è terminata dopo 4 ore).
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Solo un giornalista non è stato ammesso al World Trade Center di Mosca, sul lungofiume Krasnopresnenskaya: è Roman Dobrokhotov, uno dei cronisti di Insider.ru che ha lavorato all’inchiesta sull’identità degli 007 responsabili dell’attacco chimico a Salisbury: «E’ un onore essere l’unico a cui non è stato permesso l’ingresso» scrive su Twitter.
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E Putin non ha mancato di intervenire anche sull’avvelenamento dell’ex agente dei servizi segreti Sergej Skripal: «Grazie a Dio è vivo, ma le sanzioni contro la Russia sono ancora in vigore - ha affermato -. Ormai ci siamo abituati, se non ci fosse stato lui avrebbero inventato qualcos’altro con l’unico scopo di frenare il nostro sviluppo come competitor, non vedo altri motivi». Tra questi tentativi rientrerebbe anche l’arresto quest’estate negli States della (a suo dire presunta) spia Maria Butina, in realtà già rea confessa.
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Sanzioni comminate anche per la crisi ucraina, aperta nel 2014 dal controverso referendum sull’annessione della Crimea e proseguita ininterrottamente fino allo scontro sul Mar Nero di fine novembre: «una provocazione», secondo Putin, organizzata dal presidente Petro Poroshenko per ottenere consensi in vista delle elezioni di primavera.
I 24 marinai ucraini catturati hanno violato i confini marittimi russi e il loro futuro si saprà solo dopo la fine dell’inchiesta e del processo. A gettare benzina sul fuoco anche le recenti interferenze di Washington e Kiev nella creazione di una nuova Chiesa ucraina indipendente dal patriarcato moscovita, definite «assolutamente inaccettabili» e vissute come «un’intromissione Stato nelle questioni religiose che non si vedeva dall’epoca sovietica».
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Per questo, e per le relazioni giunte a un vicolo cieco col Regno Unito, Putin è interessato a normalizzare almeno la tensione al confine orientale, firmando quanto prima un trattato di pace con Tokyo nella contesa sulle isole Curili meridionali; a patto, però, che agli Stati Uniti non venga consentito di rafforzare le proprie basi militari giapponesi con l’annunciato schieramento di uno scudo balistico.
Fonte: qui