9 dicembre forconi: Vitalizi
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domenica 15 luglio 2018

NELL’ELENCO DEI 1400 PARLAMENTARI A CUI VERRA’ SFORBICIATO IL VITALIZIO CI SONO MOLTI ULTRAOTTANTENNI, COME VALENTINO PERDONÀ, DI 103 ANNI: IL SUO ASSEGNO PASSA DA 4480 EURO AL MESE A 1250

L’88ENNE LUCIANA CASTELLINA SCIVOLA DA 3140 A 500 EURO CIRCA 

LA 94ENNE ROSSANA ROSSANDA, PUNTO DI RIFERIMENTO PER ALMENO DUE GENERAZIONI DELLA SINISTRA: PERDE IL 72,58 PER CENTO DELL'ASSEGNO PARI A 2.123 EURO NETTI

Stefano Zurlo per “il Giornale”

GIOVANARDIGIOVANARDI
Giù a precipizio. Tagli del 70, dell'80 per cento e pure di più. Ecco i vitalizi decapitati, come stabilito dall'ufficio di presidenza della Camera. Nell'elenco dei 1.400 parlamentari ghigliottinati c'è un' altra lista, quella degli ultraottantenni presi gentilmente a calci dai loro nipotini.

Sono 154 nomi, sottolineati da Carlo Giovanardi, a sua volta parlamentare di lungo corso, che ha squadernato numeri e sforbiciate sul sito dell'Occidentale. Centocinque ex hanno un' età compresa fra gli 80 e i 90, 48 viaggiano sopra l' asticella dei 90, uno, Valentino Perdonà, democristiano veronese di San Giovanni Lupatoto, il decano di questo non sacro collegio, ha la bellezza di 103 anni.

luciana castellinaLUCIANA CASTELLINA
Fico & compagni non hanno avuto alcun riguardo nemmeno per lui. Perdona - tre lauree in giurisprudenza, lettere, farmacia - è stato 20 anni in parlamento, 4 legislature, non proprio un passaggio veloce, ma l'anagrafe lo condanna a priori: è un figlio del sistema retributivo, andato in pensione a Montecitorio nel 2012, e dunque viene stangato. Il suo vitalizio netto passa da 4480 euro al mese a 1250 circa, con una decurtazione stratosferica del 72,30 per cento. «Nel suo caso come in altri - ironizza Giovanardi - i nuovi censori si sono inventati dei coefficienti di rivalutazione ridicoli e cosi l' hanno messo al tappeto».

parlato rossandaPARLATO ROSSANDA
Avanti, ce n'è per tutti i gusti: Luciana Castellina, volto storico della sinistra, 88 anni, viene falciata come un pedone sulle strisce. E passa da 3.140 euro a 500 circa, con uno strappo monstre dell' 84,06 per cento. Non va molto meglio a Rossana Rossanda, novantaquattrenne punto di riferimento per almeno due generazioni della gauche: perde il 72,58 per cento dell' assegno pari a 2.123 euro netti.

«Per fortuna un grande liberale come Benedetto Cottone è morto ormai centenario a metà giugno - riprende Giovanardi - e gli è stata risparmiata l' umiliazione che invece scatterà il 1 gennaio dell' anno prossimo per tutti gli altri». Cottone avrebbe dovuto rinunciare al 70 per cento del suo emolumento.

SCALFARISCALFARI





I tagli colpiscono a destra e a sinistra, senza ovviamente alcuna considerazione per il curriculum, l'impegno, i risultati ottenuti. Qualche personaggio è noto, come il novantaquattrenne Eugenio Scalfari, mitico fondatore di Repubblica, che perderà due terzi del suo non sontuoso vitalizio, riposizionandosi a spanne a quota 700 euro, ma molti sono illustri sconosciuti. E, a differenza di quel che pensa l'opinione pubblica, sono rimasti alle Camere per tanti anni. Non importa. La lenzuolata compilata da Giovanardi va da Peppino Aldrovandi, 91 anni, il cui assegno viene mutilato del 74,64 per cento, a Giuseppe Zurlo novantunenne pugliese di Ostuni, che invece contiene la riduzione al 62,31 per cento.

vincenzo scotti gianni lettaVINCENZO SCOTTI GIANNI LETTA
Ancora più fortunato, da questo punto di vista, è Vincenzo Scotti, democristiano intramontabile, sindaco di Napoli negli anni Ottanta e più volte ministro, oggi a capo della Link University: se la cava con un meno 20,20 per cento. Misteri dell' alchimia retributivo contributiva. Ma i risparmi più grossi arriveranno per altra via: Raffaele Farigu, socialista, due legislature nello zaino, si è spento il 27 giugno a 83 anni. E si depennato da solo dal novero degli «impresentabili». «Altri nomi - ammette Giovanardi - andrebbero controllati, fra possibili omonimie e errori. Vedremo, anche perché questa storia non finisce qui: prevedo una valanga di ricorsi». Ma questi sono dettagli, gli inevitabili incidenti che accompagnano le rivoluzioni.

Fonte: qui

mercoledì 11 luglio 2018

CALA LA SCURE SUI VITALIZI! ECCO QUANTO PERDONO GLI EX PARLAMENTARI: NEI NUOVI ASSEGNI LA CIFRA SARA’ DECURTATA ANCHE DELL’85 PER CENTO

DA 'CICCIOLINA' A GINO PAOLI, L’ELENCO COMPLETO 

MA LA DELIBERA SEMBRA GIÀ VIAGGIARE SPEDITA VERSO IL PRONUNCIAMENTO DI INCOSTITUZIONALITÀ DELLA CONSULTA...

Carmelo Lopapa per la Repubblica

Qualcuno da giovedì dovrà spiegarlo a Giovanni Migliorini, oggi novantenne ex deputato Pci, alla Camera dal '76 all' 83, perché dopo oltre trent' anni e alla sua veneranda età vedrà cancellato o quasi il suo vitalizio. Non già ritoccato al ribasso, come da uomo di sinistra si sarebbe pure aspettato rispetto agli attuali 4.725 euro lordi mensili, ma ridotto alla soglia da "pensione sociale": 677 euro, con una scure dell' 85 per cento. Che poi più o meno sarebbe il destino di Luciana Castellina, classe '29, deputata comunista anche lei per quattro legislature fino all' 84, che passerebbe da 4.314 lordi a 783 euro.

Il condizionale, va detto, per loro come per altri è necessario. Perché quando giovedì l' ufficio di presidenza di Montecitorio approverà la famosa delibera taglia-vitalizi voluta e imposta dai 5 stelle, la scure si abbatterà, ma garantendo comunque una sorta di soglia di "sopravvivenza" che per i casi minimi ammonterà a 1.470 euro lordi mensili.

ILONA STALLER CICCIOLINAILONA STALLER CICCIOLINA
Ma per chi era abituato a vivere da decenni su altre soglie, ex parlamentari ma anche vedove che beneficiavano dell' assegno di reversibilità, è facile immaginare con quali conseguenze. L'elenco del chi ci perde e chi (virtualmente) ci guadagna è lungo quasi trenta pagine fitte di tabelle contenenti 1.240 nomi di "ex". E da qualche giorno è in in cima alla scrivania del presidente della Camera Roberto Fico. Repubblica ne è venuta in possesso a due giorni dal disco verde che il partito fondato da Grillo definisce «storico» e che invece sembra già viaggiare spedito verso il pronunciamento di incostituzionalità della Consulta.

antonio matarreseANTONIO MATARRESE
Intanto i tagli partono. Tanti i personaggi noti delle passate legislature. Tra i più penalizzati compaiono così Antonio Matarrese, una vita nella Dc, per cinque legislature a Montecitorio fino al 1994, che perde il 60 per cento: da 7.709 euro (sempre lordi) a 3.045. Stessa percentuale per un altro big della Prima Repubblica come l' ex ministro socialista Claudio Martelli, in auge per quattro legislature. Per lui l' assegno vitalizio viene più che dimezzato, passando da 8.455 euro a 3.398 lordi. Ma com' è noto a perdere di più sono gli ex di una sola legislatura. È il caso di Gino Paoli, alla Camera solo dall' 87 al '92, dal '94 beneficiario di un vitalizio da 3.108 euro lordi che saranno asciugati a 1.088. Stessa legislatura e stesso taglio anche per la ex onorevole e pornostar Elena Anna Staller (detta Ilona).

claudio martelliCLAUDIO MARTELLI
Ma grazie allo stesso meccanismo premiale per i veterani, al mentore di Luigi Di Maio e preside della Link Campus Vincenzo Scotti, ex dc dalla quinta all' undicesima legislatura, il vitalizio da 10.258 euro viene tagliato di "soli" 2.071 euro lordi mensili. E poi Danilo Poggiolini, re Mida della sanità partenopea (tre legislature), da 6.590 a 3.781 euro. Alfonso Pecoraro Scanio, da 9.387 a 5.554 lordi. Passando per l' ex governatore calabrese Agazio Loiero, alla Camera per quattro legislature, che vedrà dimagrire l' assegno da 8.455 a 5.293 euro. Per Romano Prodi, ex premier e presidente di Commissione Ue, a Montecitorio solo per due legislature negli anni dei suoi governi, una sforbiciata da 864 euro rispetto ai 4.725 euro mensili.
vincenzo scottiVINCENZO SCOTTI

Nichi Vendola da 8mila a poco meno di 5 mila, Walter Veltroni da poco più di 9 mila a 6 mila.
Calogero Mannino da 10 mila euro a 6.695. Ci sarebbe anche chi ci guadagna, ma solo sulla carta.

Dato che il ricalcolo finisce col premiare i deputati di lungo corso, come vuole la nuova disciplina, in 67 vedrebbero addirittura lievitare l' assegno. Ma non sarà così: la clausola di salvaguardia prevede un tetto che è quello appunto dell' ultima "pensione" percepita. Nella lista, anche qui, tanti nomi noti: Gianfranco Fini a 10.631, Arturo Parisi che resterà sui suoi 8mila (sempre lordi), Massimo D' Alema 9.636 euro lordi, tra gli altri. Dal pd Ettore Rosato alla forzista Mara Carfagna sono decine gli autori di emendamenti che propongono un ricalcolo più ponderato e un tetto massimo. Ma la maggioranza grillo-leghista non contempla deroghe alla tagliola, nonostante il Senato si sia già fermato.

Fonte: qui

sabato 30 giugno 2018

IL MOVIMENTO 5 STELLE PUBBLICA SU FACEBOOK UN SONDAGGIO CHE POI GLI SFUGGE DI MANO – ALLA DOMANDA “STATE CON LA CASTA O CON ROBERTO FICO?” VINCE LA CASTA ...

E IL MOVIMENTO LO RIMUOVE DAL SOCIAL NETWORK


CASTA O ROBERTO FICO M5SCASTA O ROBERTO FICO M5S

Inedito infortunio social per il MoVimento 5 Stelle, di solito il partito più scaltro nell'uso di Facebook. Ieri mattina la pagina ufficiale M5s ha lanciato un sondaggio dal risultato in apparenza più che scontato: "Noi pensiamo che i vitalizi siano un privilegio indecente e Roberto Fico si sta impegnando per eliminarli. La casta non è d'accordo e addirittura vorrebbe denunciarlo per questo. VOI DA CHE PARTE STATE?". E qui arriva la sorpresa: nel momento in cui scriviamo, le 16,30 del 29 giugno, il sondaggio ha raccolto al bellezza di 18.495 con un esito sorprendente: "La Casta" (rappresentata in effige da Fausto Bertinotti, Massimo D'Alema, Paolo Cirino Pomicino e Ciriaco De Mita) batte Fico 55% a 45%.
roberto ficoROBERTO FICO




Il sondaggio(dopo la figura di m...a) è stato cancellato dalla pagina Facebook del MoVimento 5 Stelle ... Fonte: qui




IL PRESIDENTE DELLA CAMERA ANNUNCIA LA SFORBICIATA SUI VITALIZI DEI PARLAMENTARI, MA DA DICEMBRE SU “TIRENDICONTO.IT” NON SI HANNO NOTIZIE DEI SUOI 14MILA EURO DI STIPENDIO MENSILE 

LA TERZA CARICA DELLO STATO AVEVA RINUNCIATO ALL’INDENNITÀ DI FUNZIONE, MA…

Gian Maria De Francesco per "il Giornale"

roberto ficoROBERTO FICO
«Una politica a costo zero è possibile e desiderabile». Così il Blog delle stelle, il nuovo house organ M5s da quando Grillo fa il battitore libero, ha annunciato la nuova proposta di francescanesimo politico per gli adepti del Movimento.

Il Comitato di garanzia dell' associazione-partito ha, infatti, proposto una formula innovativa per il trattamento economico degli eletti: l' indennità percepita non potrà superare i 3.250,00 euro netti mensili e sarà ridotta di un importo corrispondente alle ritenute per le assenze.

roberto fico prima dell auto bluROBERTO FICO PRIMA DELL AUTO BLU
Per le spese generali si avrà diritto a un rimborso forfettario di 3.000 euro per i parlamentari residenti fuori Roma e di 2.000 euro per i romani. La quota da restituire al bilancio dello stato, al Fondo per il microcredito o ad altra istituzione scelta tramite voto sulla piattaforma Rousseau non dovrà essere inferiore a 2.000 euro mensili.

Previsto, ovviamente, il versamento di 300 euro al mese a Rousseau per i servizi resi ai parlamentari. L' assegno di fine mandato non potrà superare i 15mila euro netti per cinque anni di legislatura. Cristallizzato anche l' obbligo di documentare tutto, inclusi i bonifici di restituzione, sul sito Tirendiconto.it o su altra piattaforma. Per il periodo gennaio-giugno 2018 è previsto un forfait di 6.500 euro per i neoeletti (3.500 euro per i non rieletti) più 950 euro da devolvere alla Casaleggio & C. per i suoi servigi.

roberto fico e giuseppe conteROBERTO FICO E GIUSEPPE CONTE



Si tratta di un colpo a effetto che fa il paio con il taglio dei vitalizi sponsorizzato dal presidente della Camera, Roberto Fico. In fondo, proprio la terza carica dello Stato, appena insediatasi, aveva rinunciato ai 4.223 euro mensili di indennità di funzione.

PAGINA DI ROBERTO FICO TIRENDICONTOPAGINA DI ROBERTO FICO TIRENDICONTO





Tuttavia è dallo scorso dicembre che su Tirendiconto.it non si hanno notizie di Fico (bonifico di 1.993 euro versato a febbraio) e dunque dei suoi circa 14mila euro mensili di stipendio non si hanno notizie. A dire il vero il pentastellato partenopeo è in buona compagnia. Tutta la truppa grillina «sopravvissuta» nella XVII Legislatura non ha inviato documentazione dal 31 dicembre 2017.

roberto fico con auto bluROBERTO FICO CON AUTO BLU





Ad eccezione del neopresidente della commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella, e del sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi che hanno inserito i dati di gennaio e febbraio. Il vice di Di Maio ha effettuato i bonifici relativi ai primi due mesi dell' anno il 18 giugno (3.388 euro ciascuno), l' altro deputato si era invece mosso tre giorni prima.

roberto ficoROBERTO FICO




In ogni caso, bisogna tener presente che i grillini nella scorsa legislatura hanno restituito almeno 25 milioni di euro e hanno rinunciato a una quarantina di milioni di euro di finanziamento delle Camere ai gruppi parlamentari. Sebbene la procedura non sia stata supertrasparente (con scontrini e bonifici saltati fuori all' ultimo minuto), il pauperismo autoimposto ha prodotto qualche risultato.

LUIGI DI MAIO ROBERTO FICOLUIGI DI MAIO ROBERTO FICO





L' impressione, tuttavia, è che si possano raggiungere ugualmente gli obiettivi di risparmio senza penalizzare una importante prerogativa costituzionale come quella del parlamentare. Piuttosto che utilizzare la frugalità come parametro si potrebbe spingere per la produttività come modello da seguire. Ad esempio, la prossima settimana l' Aula della Camera sarà convocata solo per il question time: 2,8 milioni in media di spesa per stipendi solo per rivolgere qualche interrogazione ai ministri.

Roberto Fico - memeROBERTO FICO - MEME
A Palazzo Madama, invece, è rimasto solo il decreto sugli ammortizzatori sociali (1,5 milioni di quota parte settimanale per indennità e rimborsi). Tutta l' estate sarà sottotono a meno che non si acceleri sul decreto dignità. Se non si pagassero i parlamentari per il mese e oltre di vacanza che si apprestano a godere, si risparmierebbero circa 18,5 milioni di euro, poco mena della metà del risparmio annuo per il ricalcolo dei vitalizi.
Roberto Fico - autobusROBERTO FICO - AUTOBUS





Vale la pena pensarci su.

Fonte: qui

venerdì 29 giugno 2018

LA DELIBERA SUL TAGLIO DEI VITALIZI? E' UNO SPOT. TOCCA SOLO GLI EX DEPUTATI


Matteo Richetti, Senatore del PD, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

In merito alla delibera Fico per il taglio dei vitalizi. “Il provvedimento che la Camera si appresta ad approvare con l’ufficio di presidenza è una delibera che si fonda sullo stesso principio del ricalcolo, ma che ha un grande limite –ha affermato Richetti-. Fatto questo provvedimento, tutti gli ex consiglieri regionali, quelli che sono andati a prendere il vitalizio a 40 anni con 5mila euro al mese, fanno una grande ola al Presidente Fico che ha il merito di avere portato avanti questa discussione, ma ha il grande demerito di averlo fatto con lo strumento sbagliato.

Una delibera dell’ufficio di presidenza di un ramo del Parlamento regolamenta purtroppo solo quel ramo del Parlamento, mentre io ho fatto una battaglia di principio, cioè il fatto che fosse applicato per tutti il sistema contributivo, non ho capito perché la maggioranza non è ripartita da questo provvedimento. Credo che così facendo si ottiene un buono spot, ma non un provvedimento di riordino complessivo. E’ un passo in avanti, ma è anche un’occasione mancata.

RICHETTI RENZIRICHETTI RENZI
Questo provvedimento tocca solo gli ex deputati. Non ho mai visto fare un provvedimento che creasse situazioni di disparità, laddove bisogna contrastare un privilegio che appartiene a diverse categorie. Io non ho fatto una legge perché avevo più tempo di Fico, ho fatto una legge perché serve uno strumento di legislazione ordinaria che vada ad individuare tutte le persone che si trovano in quella situazione. Perché un consigliere regionale mantiene il suo vitalizio e un deputato no? Non vorrei che lo avessero fatto consapevoli che questa disparità possa essere utilizzata davanti ad un eventuale ricorso. Spero che qualcosa si riesca ad ottenere, ma fatta così rischia di essere un pasticcio”.

roberto ficoROBERTO FICO


“Contemporaneamente –ha aggiunto Richetti- riconosco che almeno si fa un passo in avanti che io non ero riuscito a fare nemmeno parzialmente. Purtroppo la mia legge è stata affossata al Senato, perché maggioranza e opposizione hanno utilizzato il bicameralismo in maniera tattica e un po’ furbesca. Tant’è vero che quando la mia legge sui vitalizi è arrivata al Senato il mio partito non la condivideva fino in fondo, le opposizioni compresi i grillini volevano andare in campagna elettorale a denunciare ciò che non avevamo fatto e quindi non l’hanno di certo agevolata”.

MATTEO RICHETTIMATTEO RICHETTI
Sul PD. “Rispetto a molte analisi intellettuali che si stanno aprendo sul superamento dei blocchi, la fine delle ideologie, io che sono un ragazzo di provincia tendo a fare precipitare un po’ le cose –ha affermato Richetti-. C’è stato un problema di atteggiamento enorme. Dovremmo cominciare a cambiare i nostri comportamenti, che passano anche da come ci muoviamo, dal linguaggio che utilizziamo, dalla vita che conduciamo, da quanto ci concediamo alla relazione più vera. Io ho passato il fine settimana al cara di Borgo Mezzanone,  in provincia di Foggia. Una cosa impressionante. Devo fare autocritica, sono andato un po’ in ritardo in quei luoghi, perché forse avrei capito prima cosa succede in questo Paese. Se tu vai a Borgo Mezzanone a dire: vi ho dato gli 80 euro, l’anticipo pensionistico, ecc… e queste persone si sentono ospiti oggi in una realtà che li ha travolti e sconvolti, lascia stare, cambia mestiere che fai prima”.

Fonte: qui

giovedì 7 settembre 2017

ABBIAMO SCHERZATO: I VITALIZI SONO VIVI PIU’ CHE MAI

AL SENATO IL PD VUOLE SALVARSI L’ANIMA MODIFICANDO IL PROVVEDIMENTO E FARLO TORNARE ALLA CAMERA, COSI’ DA FARLO DECADERE PER LA FINE DELLA LEGISLTURA 

IL RICATTO DEL M5S: NIENTE TAGLIO DELLE PENSIONI AI PARLAMENTARI? NIENTE LEGGE ELETTORALE (PROPRIO QUELLO CHE VUOLE IL "PALLONARO")
Andrea Carugati per la Stampa

PROTESTE CONTRO IL VITALIZIOPROTESTE CONTRO IL VITALIZIO
Nessuno, ai piani alti del Pd in Senato, dirà mai che la legge sui vitalizi non deve essere approvata. L' idea che circola, al netto del fermo no di Ugo Sposetti, è modificarla a palazzo Madama, magari sulla scorta delle obiezioni di autorevoli costituzionalisti. E poi lasciare che si inabissi alla Camera per il game over della legislatura. L' ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali del Senato inizierà a lavorarci il 12 settembre.

ugo sposettiUGO SPOSETTI
Con grande probabilità sarà nominato relatore il presidente della commissione Salvo Torrisi, di Ap, che fu eletto presidente nell' aprile scorso con una santa alleanza di tutte le opposizioni contro il Pd. Una scelta che scatenò una durissima reazione dei dem, e che fu criticata anche da Angelino Alfano, che invitò invano il suo senatore alle dimissioni. Torrisi assicura che dirigerà i lavori «con imparzialità» e non entra nel merito della legge, ma è noto che Ap a luglio alla Camera ha votato contro denunciando «l'incostituzionalità» della norma.

di battistaDI BATTISTA
Dal 12 settembre partiranno le audizioni degli esperti in commissione: costituzionalisti e giuslavoristi cui sarà chiesto se vi siano profili di incostituzionalità nella norma che applica il taglio dei vitalizi retroattivamente agli ex parlamentari. Dubbi che il capogruppo Pd Luigi Zanda vuole spazzare via prima di ogni altra valutazione nel merito. Lo stesso giorno si riunirà la conferenza dei capigruppo del Senato che potrebbe decidere quando calendarizzare il provvedimento per l' Aula.
luigi zanda anna finocchiarioLUIGI ZANDA ANNA FINOCCHIARIO

Il 1 agosto il Pd votò contro la richiesta del M5S di una procedura d' urgenza. Ieri alla Camera i grillini hanno affermato che prima di poter collaborare sulla nuova legge elettorale il Pd deve dare un segnale approvando i vitalizi in Senato. «Se il Pd lo farà - è la sfida pentastellata - per noi sarà il segnale che può riuscire a gestire i franchi tiratori». Ma c' è di più. Durante il tour in Sicilia Alessandro Di Battista ha detto che «se bloccheranno i vitalizi siamo pronti a occupare le commissioni in Senato».
giuseppe tesauroGIUSEPPE TESAURO

Una minaccia che non spaventa i dem. Anche tra i meno ostili alla legge l' idea prevalente è che «occorre comunque fare le modifiche necessarie». «Non approveremo una legge pasticciata e scritta male», spiega un autorevole senatore Pd. «Vogliamo una legge non punitiva per la politica».

valerio onidaVALERIO ONIDA
Tra gli esperti ci sono state finora opinioni diverse: l' ex presidente della Consulta Giuseppe Tesauro è stato molto critico, sostenendo che «una legge non può intervenire in materie di competenza dei regolamenti parlamentari, perché altrimenti verrebbe violata l' indipendenza costituzionale garantita a ciascuna Camera».

Un altro ex presidente come Valerio Onida ha invece spiegato che «nessun diritto acquisito è intoccabile, purché si resti nei limiti della ragionevolezza». «Esamineremo il testo con attenzione», ribadisce Zanda. Consapevole che, se saltasse il principio di retroattività, la legge sarebbe svuotata di significato.

Fonte: qui

lunedì 26 settembre 2016

CIAMPI, IL VITALIZIO VERGOGNOSO? CONTINUERAI A PAGARLO ALLA “SIGNORA FRANCA”: LEGGI CHE CIFRA MOSTRUOSA ..

CIAMPI? DA MORTO CI COSTERA’ PIU’ CHE DA VIVO, SENZA CONTARE I DANNI DELLE SUE SCIAGURATE POLITICHE ECONOMICHE

LA SCIURA FRANCA? NON SOLO EREDITA LA PENSIONE DA PARASSITA, MA AVRA’ DIRITTO ANCHE AD UNA LIQUIDAZIONE DA VERGOGNA

La morte del “sedicente” presidente emerito non stoppa il pagamento di vitalizi vergognosi. La moglie Franca, quella che si permetteva di sindacare sui costumi degli italiani erediterà le prebende che ogni mese intascava il maritino, a carico degli italiani dal lontano 1946.

Qualche anno fa “La Stampa” rivelò l’ammontare. Tenetevi forte “Il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi cumula 30 mila euro/mese di pensione Bankitalia con 4000 euro dell’Inps ed i 19.054 euro dell’indennità da parlamentare”.

Tutti i Senatori a vita hanno regolarmente ricevuto gli assegni di fine mandato dagli anni ’50 fino ad oggi. In tutto ne sono stati erogati 34, regolarmente incassati alla morte dei legittimi eredi in 32 casi e da associazioni di beneficenza in altri 2.

Il caso Cossiga – Con i suoi 22 anni da Senatore a vita, Andreotti non è stato il più longevo: nella classifica generale viene battuto da Cesare Merzagora (28 anni), Amintore Fanfani (27) e Giovanni Leone (23). Poi c’è Cossiga con 18 anni di Senatore a vita: il suo è l’unico caso in cui l’assegno di fine mandato è stato inserito nel bilancio pubblico del Senato. Per inciso, nel fondo di solidarietà per i senatori dell’anno 2010 è indicato il “pagamento agli eredi di persona deceduta” della cifra di 901.818,23 euro. E Cossiga era il solo senatore in carica deceduto nel 2010. Gli eredi Andreotti superarono la cifra del Milione.

Gli altri nomi – Tra gli altri Senatori a vita deceduti nella storia repubblicana, tra gli altri, si rircordano Norberto Bobbio (20 anni di attività), Leo Valiani (19 anni), Giuseppe Saragat (17), Giovanni Gronchi(16 anni), Eugenio Montale (14 anni), Oscar Luigi Scalfaro (13 anni),Gianni Agnelli (12 anni) e Rita Levi Montalcini (11 anni). Tra i meno longevi, Arturo Toscanini (1 giorno solo, poi le dimissioni), Trilussa (20 giorni), Mario Luzi (4 mesi) e Vittorio Valletta (9 mesi).

Fonte: qui