9 dicembre forconi: spot
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sabato 24 agosto 2019

In aumento i fallimenti tra i produttori di energia degli Stati Uniti

Secondo un nuovo rapporto dello studio legale Haynes e Boone LLP , quest'anno i fallimenti nel settore a monte stanno aumentando, poiché i prezzi spot dell'energia rimangono modesti in un rallentamento ciclico dell'economia.
Finora, 26 società di esplorazione e produzione (E&P) hanno presentato istanza di fallimento fino a metà agosto, con debiti per un totale di 10,96 miliardi di $La società ha notato un'impennata dei fallimenti iniziata a maggio, a seguito di una correzione del -23% dei prezzi WTI da metà aprile a metà giugno.
Nel 2018, 28 società E&P hanno presentato istanza di fallimento, registrando 13,2 miliardi di $ di debito, mentre 24 aziende hanno chiesto protezione nel 2017 con 8,5 miliardi di $ di debito. L'azienda sottolinea che le insolvenze nella zona energetica stanno guadagnando slancio.
"Finora quest'anno c'è stato un aumento del numero di documenti", ha detto Haynes & Boone.
I prezzi del petrolio e del gas sono rimasti depressi per il 2019.
Lo studio legale ha affermato che è difficile dire se una nuova ondata di bancarotta è imminente, ma ha affermato che "alcune parti interessate potrebbero aver rinunciato alla speranza che i prezzi delle materie prime in ripresa salveranno tutti", in particolare gli operatori che sono stati sull'orlo della bancarotta.
"Per questi produttori, l'orologio di gioco ha esaurito il tempo per continuare a giocare a" calcia il barattolo più avanti" con i loro creditori e altre parti interessate", ha avvertito l'azienda.
Buddy Clark, partner di Haynes & Boone, ha dichiarato a Reuters che molti fallimenti del 2019 sono pre-pianificati, ristrutturazioni del capitolo 11, in cui i creditori concordano in anticipo i piani di ristrutturazione.
"Non credo che vedrai molto capitolo 7 (liquidazioni)", ha detto. "Quando vedi il capitolo 7 è quando non ci sono risorse rimaste. In genere, ci sono sempre risorse rimaste."
Natural Gas Intelligence ritiene che un'ondata di bancarotta per il settore a monte potrebbe essere vicina. Ciò è dovuto al fatto che gli operatori di tutto il paese hanno subito ridimensionamenti da quando il petrolio si è schiantato del -44% nel 4T18. Finora quest'anno i produttori hanno dovuto far fronte a compressione dei margini, elevati carichi di debito e mercati in eccesso di offerta.
Haynes e Boone hanno dichiarato che 22 compagnie petrolifere di servizi petroliferi (OFS) hanno presentato istanza di fallimento dallo scorso anno, il più notevole è stato il fallimento di Weatherford International il mese scorso.
Finora il settore a metà flusso ha resistito al rallentamento senza lo stesso stress finanziario del settore a monte.
Haynes e Boone hanno registrato 192 fallimenti E&P dal 2015 per un totale di 106,8 miliardi di $ di debiti e registrato 185 fallimenti OFS che hanno coinvolto 65 miliardi di $ di debito nello stesso tempo.
E con Albert Edwards della SocGen che avverte di un crollo deflazionistico, sembra che la flessione dell'inflazione potrebbe costringere i prezzi delle materie prime molto più bassi, a dare il via all'ondata di fallimenti energetici durante l'anno delle elezioni del 2020. 
Fonte: qui

venerdì 29 giugno 2018

LA DELIBERA SUL TAGLIO DEI VITALIZI? E' UNO SPOT. TOCCA SOLO GLI EX DEPUTATI


Matteo Richetti, Senatore del PD, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

In merito alla delibera Fico per il taglio dei vitalizi. “Il provvedimento che la Camera si appresta ad approvare con l’ufficio di presidenza è una delibera che si fonda sullo stesso principio del ricalcolo, ma che ha un grande limite –ha affermato Richetti-. Fatto questo provvedimento, tutti gli ex consiglieri regionali, quelli che sono andati a prendere il vitalizio a 40 anni con 5mila euro al mese, fanno una grande ola al Presidente Fico che ha il merito di avere portato avanti questa discussione, ma ha il grande demerito di averlo fatto con lo strumento sbagliato.

Una delibera dell’ufficio di presidenza di un ramo del Parlamento regolamenta purtroppo solo quel ramo del Parlamento, mentre io ho fatto una battaglia di principio, cioè il fatto che fosse applicato per tutti il sistema contributivo, non ho capito perché la maggioranza non è ripartita da questo provvedimento. Credo che così facendo si ottiene un buono spot, ma non un provvedimento di riordino complessivo. E’ un passo in avanti, ma è anche un’occasione mancata.

RICHETTI RENZIRICHETTI RENZI
Questo provvedimento tocca solo gli ex deputati. Non ho mai visto fare un provvedimento che creasse situazioni di disparità, laddove bisogna contrastare un privilegio che appartiene a diverse categorie. Io non ho fatto una legge perché avevo più tempo di Fico, ho fatto una legge perché serve uno strumento di legislazione ordinaria che vada ad individuare tutte le persone che si trovano in quella situazione. Perché un consigliere regionale mantiene il suo vitalizio e un deputato no? Non vorrei che lo avessero fatto consapevoli che questa disparità possa essere utilizzata davanti ad un eventuale ricorso. Spero che qualcosa si riesca ad ottenere, ma fatta così rischia di essere un pasticcio”.

roberto ficoROBERTO FICO


“Contemporaneamente –ha aggiunto Richetti- riconosco che almeno si fa un passo in avanti che io non ero riuscito a fare nemmeno parzialmente. Purtroppo la mia legge è stata affossata al Senato, perché maggioranza e opposizione hanno utilizzato il bicameralismo in maniera tattica e un po’ furbesca. Tant’è vero che quando la mia legge sui vitalizi è arrivata al Senato il mio partito non la condivideva fino in fondo, le opposizioni compresi i grillini volevano andare in campagna elettorale a denunciare ciò che non avevamo fatto e quindi non l’hanno di certo agevolata”.

MATTEO RICHETTIMATTEO RICHETTI
Sul PD. “Rispetto a molte analisi intellettuali che si stanno aprendo sul superamento dei blocchi, la fine delle ideologie, io che sono un ragazzo di provincia tendo a fare precipitare un po’ le cose –ha affermato Richetti-. C’è stato un problema di atteggiamento enorme. Dovremmo cominciare a cambiare i nostri comportamenti, che passano anche da come ci muoviamo, dal linguaggio che utilizziamo, dalla vita che conduciamo, da quanto ci concediamo alla relazione più vera. Io ho passato il fine settimana al cara di Borgo Mezzanone,  in provincia di Foggia. Una cosa impressionante. Devo fare autocritica, sono andato un po’ in ritardo in quei luoghi, perché forse avrei capito prima cosa succede in questo Paese. Se tu vai a Borgo Mezzanone a dire: vi ho dato gli 80 euro, l’anticipo pensionistico, ecc… e queste persone si sentono ospiti oggi in una realtà che li ha travolti e sconvolti, lascia stare, cambia mestiere che fai prima”.

Fonte: qui