9 dicembre forconi: Ministro degli Interni
Visualizzazione post con etichetta Ministro degli Interni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ministro degli Interni. Mostra tutti i post

domenica 3 giugno 2018

IL MINISTRO DEGLI INTERNI SALVINI: “BASTA ONG, VICE-SCAFISTI DEI MARI. È FINITA LA PACCHIA”

MATTEO SALVINI ALZA LA VOCE MA IERI A POZZALLO, SULLE COSTE SICILIANE, SONO SBARCATI OLTRE 140 MIGRANTI 

PRIMA DI INIZIARE IL PIANO DEI RIMPATRI, DEVE FARE I CONTI CON I RICHIEDENTI ASILO

Antonella Aldrighetti per www.ilgiornale.it

matteo salvini giura da ministroMATTEO SALVINI GIURA DA MINISTRO
A quanto pare gli immigrati non leggono i giornali, diversamente saprebbero che l'intento del neo ministro dell'Interno è quello di rispedirli a casa per direttissima ostacolando qualsivoglia sbarco.

E invece proprio nel primo pomeriggio di ieri, al largo delle coste siciliane, tra Lampedusa e Pantelleria, sono stati soccorsi in mare, da tre unità della Guardia costiera e una di Frontex, 140 persone che molto probabilmente approderanno nella giornata odierna in Sicilia. Quasi a dare il benvenuto a Matteo Salvini che ieri ha subito affrontato il tema migranti: «Diremo no alla Ue che vuole che ne accogliamo altri 100mila». Parole dure anche verso le Ong: «Non vogliamo vice scafisti nei nostri porti».

migrantiMIGRANTI
Il dossier immigrazione tanto caro al nuovo inquilino del Viminale punterebbe a impedire gli arrivi ma soprattutto di avviare un piano di rimpatri progressivo per limitare le presenze sulla nostra penisola solo a rifugiati e titolari di protezione internazionale. 

Salvini, prima di sciogliere questi nodi si ritroverà a fare i conti con i richiedenti asilo, ovvero coloro che sono in attesa di essere esaminati dalle commissioni territoriali che dovranno stabilirne identità, provenienza e legittimità della richiesta di protezione. Peccato però che malgrado gli impegni di accorciare i tempi di indagine, tra richiesta e risultato, passino almeno tra i 18 e i 20 mesi.

Per accorciare i tempi, al Viminale, da qualche mese se ne stanno provando di ogni. Provvedimenti costosi e notevolmente macchinosi che altro non fanno se non pesare oltremisura su quei 5 miliardi di euro destinati a tutti i capitoli concernenti l'accoglienza e che Salvini vuole ampiamente sforbiciare.

migrantiMIGRANTI
Peccato però che proprio in quelle ore in cui il segretario della Lega stava per giurare da ministro davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Viminale, il dipartimento Asilo e migrazioni, dava il via a due nuovi impegni di spesa. Il primo per incrementare fino a 2 milioni di euro per tre mesi di contratto e un totale di 6 milioni annui, la somma destinata al programma di registrazione e audizione dei migranti richiedenti asilo. Il secondo per ingaggiare ventidue nuovi funzionari, nei ranghi del Viminale, allo scopo di «potenziare gli uffici coinvolti nella gestione dei flussi migratori e del sistema di accoglienza presso l'Unità Dublino del dipartimento Libertà civili e immigrazione».

Di fatto queste disposizioni sono il frutto delle politiche messe a segno dal predecessore di Salvini, e saranno difficili da scalzare soprattutto perché riguardano appalti oramai assegnati. Stessa sorte per i contratti aggiudicati in seno all'accoglienza curata da cooperative, associazioni benefiche, onlus e ong che, qualora fossero stralciati, porterebbero a dover soccombere a penali e sanzioni assai dispendiose.
migranti lampedusaMIGRANTI LAMPEDUSA

Matteo Salvini sarà quindi costretto a redigere un nuovo dossier con finalità diverse. Già, presto infatti si renderà conto anche della mole di contratti stipulati dalle prefetture con scadenze fissate al 2019 se non addirittura al 2020. Analogamente la stessa sorte ce l'hanno i contratti stesi dai comuni che fanno accoglienza all'interno del sistema di protezione dei richiedenti asilo, ossia lo Sprar. Anche in questo caso specifico i programmi di integrazione sul territorio sono riferiti tanto al biennio in corso quanto al triennio. Una sorta di ipoteca sul futuro insomma che qualora venisse sciolta costringerebbe l'erario pubblico a sborsare le dovute ammende.

Fonte: qui

mercoledì 29 novembre 2017

SCATTA IL PIANO MINNITI: PRIMO BLITZ ANTI-CLAN A OSTIA: ARRESTI PER DROGA E ARMI NEL FORTINO DEGLI SPADA

353 PERSONE IDENTIFICATE 

LE FORZE DELL'ORDINE ANCHE NELLE ABITAZIONI DEI CASAMONICA: A PIAZZA GASPARRI LE CENTRALI DELLO SPACCIO 

Mirko Polisano per il Messaggero - Roma
ostia blitz anticlanOSTIA BLITZ ANTICLAN

L'OPERAZIONE Nuova Ostia si è svegliata con il rumore degli elicotteri e i blindati in mezzo alle strade. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e vigili urbani hanno accerchiato il fortino dei clan e perquisito i palazzi della droga. Dopo la scia di sangue degli ultimi giorni, è scattato il piano del ministro dell' Interno. In campo, oltre 250 uomini in assetto anti sommossa che hanno circondato piazza Gasparri e le vie limitrofe, roccaforte degli Spada.

I FATTI In particolare, accerchiato il palazzo di Roberto, il reggente del clan - secono i pm- e attualmente rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo dopo aver aggredito con una testata il giornalista della troupe di Nemo. Tra statue di leoni e di cavalli, simbolo della potenza dell' organizzazione criminale, gli agenti della squadra mobile e del commissariato del Lido hanno effettuato i controlli nell' abitazione che il Comune di Roma assegnò a Rosaria Spada. All' interno, è stato individuato il nipote Walter Casamonica che di fatto viveva lì ed è stato portato in commissariato per l' identificazione. Rischia una denuncia per occupazione abusiva. Nel giardino dell' appartamento, poi, era stato costruito una veranda completamente abusiva.

ostia blitz anticlanOSTIA BLITZ ANTICLAN
I CITOFONI E sui citofoni compare una sfilza di nomi che da queste parti sono impronunciabili: Spada e Casamonica. Una palazzina comunale è tutta per loro. Questi palazzi vista mare sono delle vere e proprie centrali dello spaccio di droga. Dai sottoscala alle terrazze condominiali, dove dagli anni' 80 si ricorrono guardie e ladri. Al civico 27 di piazza Gasparri è stato individuato un vero bunker. In ogni angolo della palazzina sono state piazzate delle telecamere che portavano dagli scantinati al quinto piano. Servivano per monitorare chi entrava per acquistare la droga. In un appartamento è stata scoperta una vera cabina di regina con schermi da tutte le angolazioni. Succede a Ostia come nei palazzoni di Scampia.

Le forze dell' ordine hanno sequestrato tutto il materiale. Passati al setaccio anche cantine e garage, i covi da sempre della mala del mare di Roma. Le pistole (alcune giocattolo) erano conservate in scatoloni e utilizzate per le rapine. «Non finirà qui- rassicura il colonnello Pasqualino Toscani, comandante del gruppo Carabinieri Ostia- non è una prova di forza né un intervento spot, ma in maniera massiccia saremo sempre più presenti per fronteggiare il crimine organizzato».
ostia blitz anticlanOSTIA BLITZ ANTICLAN

Il bilancio della Prefettura parla di 353 persone identificate, 276 mezzi controllati e 4 persone arrestate per detenzione di armi e sostanze stupefacenti (Tra queste Luciana Medici, trovata in possesso di 40 grammi di droga e Luigi Fresta, trovato con 5 grammi di cocaina e con in tasca un coltello serramanico). La risposta dello Stato è stata comunque quella di un duro colpo al fiorente mercato della droga che tra queste palazzine e strade non ha mai incontrato grandi ostacoli.

I PRESIDI I posti di blocco sono durati per tutta la giornata. Fino a sera tardi il lungomare di Ponente è stato presidiato da pattuglie di polizia, carabinieri e guardia di finanza che mitra alla mano hanno ispezionato chi entrava e usciva da Nuova Ostia che continua a confermarsi tra le più importanti piazze di spaccio della Capitale.

ostia blitz anticlanOSTIA BLITZ ANTICLAN
La geografia dello spazio è visibilmente organizzata. Ogni zona di questo quadrilatero ha il suo capo che oltre ai pali si serve di tanta e altra manovalanza. Come quelli che mettono a disposizione le case «d' appoggio», garage o box dove lontano da occhi indiscreti si confezionano dosi in quantità industriale. Oppure di gente che fa la sentinella notturna, la «vedetta». «Finalmente si vedono le sirene da queste parti», commenta un negoziante. Adesso la speranza è che non torni tutto come prima.

Fonte: qui

GLI EX DELLA BANDA MAGLIANA DICHIARANO GUERRA AI CLAN 

NELLE INDAGINI SULLE SPARATORIE DEL LITORALE TORNANO VECCHI GRUPPI CRIMINALI 

LE FAMIGLIE SPADA E FASCIANI ATTACCATE ANCHE DA UOMINI LEGATI A COSA NOSTRA

Alessia Marani e Sara Menafra  per Il Messaggero

Riprendere terreno, a tutti i costi, correndo il rischio di scatenare telecamere e retate come quella interforze partita ieri mattina e che ha tutta l' aria di non essere una mossa isolata. Sono gli investigatori che conoscono la criminalità lidense da anni a consigliare di guardare ai fatti di queste ore, la gambizzazione di Alessio Ferreri, nipote di Terenzio Fasciani e l' assalto alle abitazioni di due appartenenti della famiglia Spada a Nuova Ostia, come a una lunga catena di vendette e ritorsioni. Una guerra di clan che riparte dalla voglia di rivincita di quei rivoli della Banda della Magliana che con usura, estorsioni e narcotraffico fanno affari - e a volte scatenano conflitti - con i ranghi più alti delle organizzazioni mafiose.

CATENA DI SANGUE Ma c' è un episodio non troppo lontano nel tempo, secondo gli investigatori, da cui ripartire. Spada e Fasciani sono riusciti ad allargare il proprio potere nella zona quando Giovanni Galleoni, detto Baficchio, viene ammazzato nel del 2011 mentre segue i lavori di un locale che vuole aprire in via Forni (Nuova Ostia) e Massimo Cardoni gambizzato (alcuni anni dopo);
ostia macchina bruciataOSTIA MACCHINA BRUCIATA
contemporaneamente gli interessi della famiglia Triassi (considerata mandataria dei clan agrigentini sul litorale romano, sebbene assolta a Roma dall' accusa di mafia) vengono fortemente indeboliti a suon di aggressioni e pistole. Ma oggi, quella stessa nuova alleanza scricchiola: Roberto Spada, il boxeur protagonista della testata ad un inviato di Rai 2 è in carcere di alta sorveglianza, a Tolmezzo. Il fratello, Romoletto, capo della famiglia nuovamente sotto indagine per mafia è stato recentemente condannato a 10 anni per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Dopo la sentenza della Cassazione, il clan Fasciani dovrà affrontare un nuovo processo di appello e rispondere ancora dell' accusa di mafia, inizialmente cancellata in secondo grado. Una situazione di debolezza che, secondo alcuni analisti, Roberto Spada aveva già in mente quando venti giorni fa ha aggredito il giornalista Daniele Piervincenzi stando ben attento a che lo inquadrasse la telecamera e un piccolo pubblico lo applaudisse entusiasta.

ostia far westOSTIA FAR WEST
Una parte di questa storia, che ora potrebbe vedere un nuovo capitolo, è stata raccontata da Tamara Ianni, testimone di giustizia insieme al marito, Michael Cardoni, legato ai Baficchio: «Almeno fino al 2011, Galleoni Giovanni, zio di mio marito e alleato di Paolo Frau della Banda della Magliana, rivestiva un ruolo di vertice nell' ambito della malavita di Ostia. In data 22/11/2011 insieme al suo amico Antonini Francesco, Sorcanera fu ucciso. I mandanti sono stati gli Spada. Quando è morto Giovanni Galleoni gli Spada hanno fatto in modo che in piazza Gasparri venissero fatti esplodere fuochi pirotecnici per festeggiare la cosiddetta pax mafiosa, una situazione che tutti gli abitanti del quartiere hanno riconosciuto essere più tranquilla».

spadaSPADA
Paoletto Frau, considerato il luogotenente del boss della Magliana Danilo Abbruciati venne ammazzato sotto casa nel 2002, in pieno giorno. Due sicari in moto si avvicinano, lo chiamano per nome e gli sparano. Aveva appena preso la gestione di un parcheggio, intendeva allargare il giro degli affari, lui che era in contatto con pezzi di mala ostiense trapiantati in Sudamerica.

Un omicidio ancora oggi insoluto: sui poliziotti che indagavano piombarono false denunce che li misero fuorigioco. Chi allora come oggi ha armato la mano di sicari che dettano la loro legge a suon di piombo? Il doppio avvertimento è stato recapitato.

CARMINE FASCIANICARMINE FASCIANI
Chi si è mosso lo ha fatto dimostrando una forza logistica capace di sfidare i riflettori puntati su Ostia. Per gli investigatori quei gruppi che hanno saputo abbassare la testa al momento opportuno, potrebbero avere deciso di rialzarla per riprendersi spazi lasciati liberi, con il beneplacito di Cosa Nostra, i cui interessi su Roma a volte mutuano quelli dei napoletani.

Fonte: qui

venerdì 15 settembre 2017

“LE MONDE” ATTACCA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MINNITI SULLA LIBIA: “FA ACCORDI CON LE MILIZIE ARMATE”

PER L’EX MINISTRO COSTA L’APPROVAZIONE DELLO “IUS SOLI” SERVE AL PD PER TARPARGLI LA CORSA VERSO PALAZZO CHIGI 
1 - NUOVO FANGO FRANCESE, DI "LE MONDE", CONTRO L'ITALIA

Alle fine contro Minniti arrivano anche le insinuazioni di «Le Monde»: «L' oscuro burocrate comunista diventato il Signor anti-migranti». Il quotidiano della sinistra(quella neo-liberista!) parigina ha pubblicato ieri un pezzo contro il nostro ministro dell' Interno, accusando l' Italia di aver fatto accordi con loschi personaggi libici per gestire la crisi migratoria. Le insinuazioni si spingono a sostenere che Minniti avrebbe stretto rapporto con milizie armate e trafficanti di uomini.

2 - L’EX MINISTRO COSTA: “LO IUS SOLI E’ UNA LITE INTERNA PER AZZOPPARE E ISOLARE MINNITI”
Tommaso Montesano per “Libero quotidiano”

MARCO MINNITIMARCO MINNITI
Enrico Costa, lei a luglio si dimise da ministro degli Affari regionali proprio a causa dell' orientamento del governo di ricorrere alla fiducia sullo ius soli. Due mesi dopo, che ne pensa degli stop and go di Palazzo Chigi rispetto alla legge?
«I nodi stanno venendo al pettine. Non c' è una maggioranza parlamentare per approvare la riforma della legge sulla cittadinanza».

Ma a Palazzo Chigi non hanno rinunciato all' idea di centrare l' obiettivo, magari in autunno.
«Immagino che il riferimento sia alle parole del ministro Graziano Delrio... Ci sarà sempre qualcuno che dirà: "Facciamo in fretta, non molliamo, cerchiamo i voti". È un gioco delle parti».

Tra chi?
«Una parte del Pd vuole piantare a tutti i costi una bandierina, si sente in dovere di andare avanti. Matteo Orfini, ad esempio...».
ENRICO COSTAENRICO COSTA

Avanti a tutti i costi: motivo?
«Approvare una legge come lo ius soli è un modo per cercare di riequilibrare i rapporti di forza nel Pd. Sarebbe l' occasione di bilanciare il peso, sempre maggiore, di Marco Minniti».

Secondo lei come finirà?
«La legge non sarà approvata. È dal 2006 che ci provano e non ci riescono...».

Neanche se tornasse di moda lo strumento della fiducia?
MINNITI CON I CAPI TRIBU DELLA LIBIAMINNITI CON I CAPI TRIBU DELLA LIBIA
«Sarebbe una forzatura. E questo lo sanno bene: non si può violentare la libera convinzione dei senatori in nome della stabilità del governo. Quella sullo ius soli non è una legge ordinaria, ma ha un peso maggiore: qui è in gioco la definizione del futuro corpo elettorale».
IUS SOLIIUS SOLI

Quindi non crede che il Pd abbia fatto dietrofront per l' opposizione del suo ex partito, Ap.
«Io sono stato l' unico a non votare la fiducia sul processo penale: se il Pd forza, Ap cede...».

Fonte: qui

martedì 25 ottobre 2016

Francia, la protesta dei poliziotti: "Cazeneuve dimettiti!"

Sale il malcontento delle forze dell'ordine: chiedono più mezzi


Parigi, 21 ott. (askanews) - In abiti civili e con una fascia al braccio con la scritta 'police', senza consegne sindacali, gli agenti di polizia francesi manifestano tutta la loro rabbia e insofferenza per le condizioni di lavoro in cui si trovano ad operare. 

Da alcune notti decine di agenti partecipano a proteste notturne improvvisate a Parigi, nella periferia della capitale e in altre città francesi. Ieri notte, circa 500 di loro si sono ritrovati in piazza a chiedere le dimissioni del ministro degli Interni e del capo della polizia: "Cazeneuve dimettiti" "Falcone dimettiti", gridavano, una protesta senza precedenti in Francia.

Il ministro degli Interni
Bernard Cazeneuve 
I vertici dei sindacati di polizia, sconfessati dalla base, sono riusciti oggi ad ottenere la promessa di un incontro con il presidente François Hollande "la prossima settimana".

Dopo la luna di miele seguita all'attentato contro Charlie Hebdo, i poliziotti francesi reclamano un sostegno di cui oggi si vedono privati: sul terreno, vogliono più mezzi e denunciano auto vetuste, carenza di effettivi, giubbotti antiproiettili antidiluviani. Per quel che riguarda i loro compiti, sottolineano la forte pressione cui sono sottoposti a causa degli attentati jihadisti, poi con l'organizzazione degli Europei 2016 e per le manifestazioni contro la riforma del lavoro. (segue, fonte afp)

P.S. Uno dei messaggi inviati da Robert Patuel, qui, tradotto qui