9 dicembre forconi: Grexit
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mercoledì 15 febbraio 2017

GREXIT: IL COPIONE SI RIPETE: ATENE NON HA I SOLDI PER PAGARE I DEBITI, L’UE CHIEDERÀ ALTRA AUSTERITÀ, TSIPRAS HA PER LE MANI UN PAESE AL COLLASSO

LA DIFFERENZA STAVOLTA È CHE L’AMBASCIATORE NOMINATO DA TRUMP A BRUXELLES HA DETTO CHE LA GRECIA LASCERÀ L’EURO, IL CUI FUTURO SI DECIDERÀ NEI PROSSIMI 18 MESI 

LO STESSO DONALD TRUMP TWITTAVA CHE ATENE ‘PERDEVA TEMPO’ A SOFFRIRE PER RESTARE NELL’EUROZONA

1. LA GRECIA DI NUOVO IN BILICO SULL’EURO
tsipras junckerTSIPRAS JUNCKER
Scrive oggi Carlotta Scozzari su https://it.businessinsider.com/:

La tragedia greca del debito del paese del sud Europa torna a fare paura. Intervistato dal Welt Am Sonntag, ancora domenica 12 febbraio, il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, metteva in guardia che se il paese europeo non dovesse riuscire a trovare rapidamente un nuovo accordo sul pacchetto di riforme da attuare per lo sblocco di nuovi prestiti, l’intera Eurozona rischierebbe di dovere sopportare un nuovo periodo di instabilità finanziaria. E questo, secondo Dombrovskis, non è “il momento di riportare le lancette dell’orologio indietro fino alla instabilità finanziaria”. 
tsipras e tuskTSIPRAS E TUSK

“Nessuno ha interesse a rivivere la calda estate del 2015”, ha tentato di gettare acqua sul fuoco il vicepresidente al Parlamento Ue, Dimitrios Papadimoulis. E’, tuttavia, innegabile che sui mercati finanziari siano tornati a riaffacciarsi i timori di una Grexit (parole particolarmente di moda nell’estate del 2015) e di un’insolvenza del paese (default), che al momento non sembra essere in grado di fare fronte ai 6-7 miliardi di euro di debito in scadenza a luglio.


(…)

euroEURO
“Stanno giocando col fuoco”, ha avvertito nei giorni scorsi Tsipras, con chiaro riferimento al Fondo monetario, accusato appunto di essere troppo rigido nei confronti del paese ed eccedere nelle richieste, visto che per raggiungere quel 3,5% di avanzo serviranno altri 4 miliardi di tagli. Dal 2010 i creditori hanno concesso ad Atene oltre 300 miliardi (la maggior parte dei quali sono serviti a rimborsare prestiti concessi dagli stessi creditori), chiedendo misure di austerity pari al 30% del Pil.

christine lagardeCHRISTINE LAGARDE
E’ evidente, quindi, che Tsipras guidi un paese allo stremo. Stando alle previsioni di inverno della Commissione Ue, la Grecia avrebbe chiuso il 2016 con il debito al 179,7% del Pil (contro il 132,8% dell’Italia, tanto per fare un paragone) mentre il rapporto nel 2017 dovrebbe essere al 177,2% (133,3) e nel 2018 al 170,6% (133,2).

Se arriverà la nuova austerità(RICHIESTA DAGLI USURAI!!!), allora la Grecia riceverà il nuovo pacchetto di aiuti; in caso contrario no e un’uscita dall’area dell’euro diventerebbe un’ipotesi sempre più concreta. In teoria, un accordo dovrebbe essere raggiunto entro il 20 febbraio, data in cui si riunirà il prossimo Eurogruppo e data entro la quale dovrà essere completata la revisione delle misure richieste con l’ultimo salvataggio prima di potere sbloccare i nuovi aiuti.

Se, però, non si riuscirà a trovare un accordo entro il 20, si potrà andare un po’ oltre, magari di due o tre settimane. Fondamentale, per la tenuta dell’Unione, e quindi dal punto di vista dei negoziatori europei, sarà farlo prima dell’inizio della tornata elettorale che, dall’Olanda alla Germania passando per la Francia (e probabilmente anche per l’Italia), potrebbe ridisegnare la mappa politica del Vecchio continente.
DombrovskisDOMBROVSKIS


2. “FUTURO EURO SI DECIDE NEI PROSSIMI 18 MESI. GRECIA CHIEDERÀ DI USCIRE”
Laura Naka Antonelli per http://www.wallstreetitalia.com/

La Grecia è agonizzante, e il paese sarebbe stato meglio se avesse avviato un processo per lasciare l’euro quattro anni fa. “Sarebbe stato più semplice”.

Parola di Ted Malloch, probabile prossimo ambasciatore Usa in Ue che prevede – stando a quanto riporta il Guardian -che sarà Atene stessa a chiedere di uscire dall’Eurozona.

Secondo Malloch, gli otto anni di austerità imposti al paese da Bruxelles sono stati così duri, che è arrivato il momento di chiedersi se “ciò che verrà” possa alla fine rivelarsi anche peggio.

Ted MallochTED MALLOCH
Parlando nel corso della trasmissione televisiva greca Istories, Malloch ha ricordato anche al conduttore Alexis Papahelas, che Donald Trump ha più volte pubblicato post su Twitter in cui si rivolgeva direttamente al popolo greco, facendo notare che “stava perdendo solo tempo” rimanendo nell’euro.

Credo che dobbiamo affrontare alcune questioni. La prima è che i duri programmi di austerity sono stati un fallimento completo. Ho viaggiato in Grecia, ho incontrato molti greci, ho amici professori in Grecia che dicono che questi piani di austerity stanno davvero danneggiando in modo profondo la popolazione e che la situazione, semplicemente, è insostenibile. Dunque, vale forse la pena di chiedersi se ci possa essere qualcosa di peggio rispetto a quanto sta avvenendo ora”.

Secondo Mulloch, inoltre, il futuro dell’Eurozona diventerà più chiaro nel corso dei prossimi 18 mesi:

Ted MallochTED MALLOCH
Sicuramente un’Europa ci sarà, a prescindere se l’Eurozona sopravviva o no, e penso che questo sia il vero interrogativo da porsi. Abbiamo assistito alla Brexit, e ora ci sono le elezioni in alcuni paesi europei, per cui credo che (la sopravvivenza dell’Eurozona) sarà determinata nel corso del prossimo anno, o prossimo anno e mezzo. Credo che ciò sia interessante visto dalla prospettiva della Grecia. Perchè il paese è ancora sull’orlo del collasso: sembra un deja-vu, finirà mai? Credo che questa volta esistano probabilità più alte che sia la stessa Grecia a liberarsi dall’euro”.

Concretizzando, dunque, lo scenario Grexit.


3. GRECIA FUORI DALL'EURO PER ADOTTARE IL DOLLARO, LO SOSTIENE L'AMBASCIATORE DI TRUMP

La ripresa dell’economia in Grecia è più incerta che mai, dopo che l’istituto statistico nazionale ha oggi pubblicato dati abbastanza deludenti sul pil nel quarto trimestre del 2016, contrattosi dello 0,4%, quando gli analisti avevano stimato una crescita dello 0,4%. Nel terzo trimestre dello scorso anno, si era registrata un’espansione promettente dello 0,9%. Nell’intero 2016, la crescita si sarebbe così fermata allo 0,3%. Cifre, che rendono ancora meno credibile l’ottimismo della Commissione europea sul raggiungimento dei target fiscali da parte di Atene. Bruxelles prevede che l’anno prossimo sarà raggiunto un avanzo primario del 3,7% del pil, mentre la crescita economica sarebbe quest’anno del 2,7% e nel 2018 del 3,1%.

TSIPRAS 1TSIPRAS 1
Le tensioni con i creditori europei sull’ottenimento della nuova tranche di aiuti potrebbero danneggiare la già debole e zoppicante ripresa, così come anche portare la Grecia fuori dall’euro, quando tale scenario sembrava essere scongiurato definitivamente un anno e mezzo fa.

Grecia fuori dall’euro e verso la dollarizzazione?
A rendere più minacciose le prospettive future è stato ancora una volta il Prof Ted Malloch, nominato dal presidente USA, Donald Trump, ambasciatore presso la UE. L’uomo ha già sostenuto l’elevata probabilità di una fine imminente della moneta unica, ma adesso ha aggiunto un particolare molto più specifico, ovvero che diversi economisti greci starebbero studiando il modo di lasciare l’Eurozona per adottare il dollaro quale nuova moneta nazionale, compiendo un passo, che si tradurrebbe in una palese umiliazione per la UE e, in particolare, la Germania, prima forza economica del Vecchio Continente.

Che l’amministrazione Trump possa assecondare una simile prospettiva è probabile, ma che essa sia una minaccia credibile ne dubitiamo altamente. La Grecia, semmai decidesse finalmente di uscire dall’euro, lo farebbe per l’impossibilità di rendersi competitiva in un’unione monetaria con economie più forti. L’euro è troppo apprezzato per l’economia poco dinamica di Atene e in assenza di riforme economiche, che ne rilancino la competitività, nessuna prospettiva credibile di crescita sarebbe possibile.

Fonte: qui

domenica 14 febbraio 2016

LA GREXIT L'HANNO GIA' FATTA I GRECI: MIGLIAIA DI IMPRESE E PRIVATI CITTADINI APRONO CONTI ALL'ESTERO

graffito-ad-atene-grecia-68479460MILA SOLO IN BULGARIA - E TSIPRAS AVVERTE I RIBELLI DI SYRIZA: 'SE NON HO LA MAGGIORANZA, ANDIAMO AL VOTO A SETTEMBRE' - MESSAGGIO ALL'UE: 'NON FAREMO ALTRI SACRIFICI'

Varoufakis risponde alla richiesta di incriminazione per tradimento, dopo l'emersione del suo 'piano B' per l'uscita dall'euro: "Le denunce sono un tentativo di danneggiare il governo. I negoziati sono stati una guerra finanziaria Oggi non è necessario avere veicoli blindati per sconfiggere qualcuno. Loro hanno le loro banche"...

1. GRECIA: CONSIGLIO ESECUTIVO FMI DÀ VIA LIBERA PER COLLOQUI
 (ANSA) - Il comitato esecutivo del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha dato il via libera per la partecipazione dell'organizzazione di Washington ai negoziati per un terzo programma di salvataggio per la Grecia. Lo riferisce l'edizione online del quotidiano ateniese Kathimerini. Secondo fonti citate dal giornale, la decisione è stata presa ieri sera. L'iniziativa è stata il primo, ma necessario passo verso un nuovo accordo in vista di un finanziamento di emergenza per il Paese a corto di liquidi. Nel frattempo si è appreso che il nuovo capo missione del Fmi per la Grecia, Delia Velculescu, dovrebbe arrivare ad Atene oggi.
2. GRECIA: MIGLIAIA DI PICCOLE IMPRESE APRONO CONTI ALL'ESTERO
 (ANSA) - Sono migliaia le piccole imprese e i liberi professionisti che da settimane in Grecia si stanno rivolgendo a banche all'estero per aprire nuovi conti in modo da poter svolgere le loro transazioni senza le restrizioni previste dal controllo sui capitali imposto a fine giugno dal governo di Atene sugli istituti di credito ellenici.
Come riferisce l'edizione online di Kathimerini citando fonti bancarie, nelle ultime settimane sono state migliaia le richieste per l'apertura di nuovi conti presentate a banche cipriote, bulgare, romene, britanniche e tedesche non da grandi aziende del Paese - che si erano già premunite per l'eventualità dell'entrata in vigore del controllo sui capitali - ma da parte di piccole e medie imprese e liberi professionisti. Secondo la rivista tedesca Spiegel, circa 60.000 greci hanno in queste ultime settimane hanno aperto conti bancari in Bulgaria.
3. GRECIA, TSIPRAS AVVERTE I RIBELLI: "SENZA MAGGIORANZA, VOTO ANTICIPATO"
Corinna De Cesare per il “Corriere della Sera
Questa volta Alexis Tsipras lo dice chiaro e tondo durante un’intervista radio: «Sarei l’ultima persona a volere le elezioni se avessi la garanzia di una maggioranza parlamentare per riuscire ad arrivare alla fine dei quattro anni del mandato. Ma se non avrò la maggioranza sarò costretto ad andare ad elezioni». Il governo ellenico ormai si muove su un doppio binario: da una parte i difficili negoziati con i creditori europei per il piano di aiuti da 86 miliardi, dall’altro lato i guai da risolvere all’interno del partito di maggioranza.
O meglio la ex maggioranza: le riforme chieste dall’Ue sono passate infatti in Parlamento soltanto con l’aiuto dell’opposizione a causa della spaccatura interna a Syriza, creatasi una volta che Tsipras è sceso definitivamente a patti con il diavolo. Perché è così che vedono l’ex troika, i ribelli del partito della sinistra radicale guidati dall’ex-ministro dell’Energia Panayiotis Lafazanis.
Il comitato centrale di Syriza si riunirà oggi per cercare di trovare una soluzione alla divisione, Tsipras nel frattempo ha proposto un congresso straordinario del partito a inizio settembre. Se le cose non si risolvono, è proprio in autunno che potrebbero essere convocate le elezioni. In questi giorni invece i rappresentanti dei creditori hanno cominciato a trattare con la Grecia per arrivare al pacchetto da 86 miliardi.
La richiesta Ue, sin dal principio, è stata una sola: più riforme, meglio se su pensioni e settore agricolo. Ma ieri da Tsipras è arrivata la gelata: «Conosco i contenuti dell’accordo che abbiamo firmato il 12 luglio. Noi rispetteremo quegli impegni ma niente più di questo». Altri sacrifici insomma, ha fatto intendere il premier, non sono nei patti. Il governo spera di arrivare all’accordo entro il 18 agosto, due giorni prima della scadenza del pagamento del prestito alla Bce da 3,2 miliardi.
La Commissione Ue continua a essere vaga sui tempi. Al contrario di Christine Lagarde, direttore del Fmi, che ieri è tornata a insistere sul tema del debito. Perché il nuovo piano di aiuti possa funzionare, la Grecia ha bisogno di una «significativa ristrutturazione del debito» ha ribadito, aggiungendo qualche considerazione lapidaria sui negoziati in corso: «Ciò che conta è ciò che si fa, quindi fatti e non parole».
La Bce nel frattempo ha deciso di mantenere invariata la liquidità d’emergenza (Ela) per la Grecia a 90,4 miliardi, mentre ritarderà di qualche giorno la riapertura della Borsa di Atene. Puntuali, invece, sono arrivate altre ripercussioni sul piano B dell’ex ministro Yanis Varoufakis. Il procuratore della Corte Suprema ellenica ha ieri inviato al Parlamento una nuova causa in cui lo si accusa di violazione dei dati personali dei cittadini, un reato che prevede una pena fino a 20 anni di reclusione.
L’Assemblea dei deputati annuncerà oggi le azioni legali nei confronti dell’ex ministro dopodiché i legislatori saranno chiamati a esaminare le accuse per chiedere le raccomandazioni di una commissione esaminatrice. Poi si aprirà un’inchiesta per decidere se revocargli l’immunità e consentire così che sia sottoposto a processo.
Lui, nel frattempo, ha affermato che le denunce sono un tentativo di danneggiare il governo. «È stata una guerra finanziaria — ha detto a proposito dei negoziati —. Oggi non è necessario avere veicoli blindati per sconfiggere qualcuno. Loro hanno le loro banche».


Pubblicato su unaliraperlitalia.altervista.org il 31/07/2015

Fonte: qui