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martedì 16 luglio 2019
martedì 16 ottobre 2018
MIGRANTI SCARICATI DA GENDARMI FRANCESI IN TERRITORIO ITALIANO: IL VIDEO DELLA DIGOS È STATO DEPOSITATO IN PROCURA
E LA FARNESINA LI CHIEDE…
MIGRANTI VIA DA FURGONE GENDARMERIA FRANCESE A CONFINE
SALVINI,MIGRANTI DA FRANCIA?MOAVERO CHIEDA CHIARIMENTI
FURGONE GENDARMERIA FRANCESE, FILMATO DIGOS IN PROCURA
FARNESINA, FRANCIA CHIARISCA CASO FURGONE MIGRANTI
(ANSA) - Un furgone della gendarmeria francese è stato avvistato dalla polizia italiana a Claviere (Torino), al confine, mentre faceva scendere un paio di uomini - presumibilmente migranti di origine africana - in una zona boschiva. L'episodio è accaduto venerdì scorso. Il mezzo è poi tornato oltreconfine: è stata annotata la targa e sono in corso delle indagini. Lo si apprende da fonti del Viminale.
(ANSA) - "Sono in attesa di sviluppi: non voglio credere che la Francia di Macron utilizzi la propria polizia per scaricare di nascosto gli immigrati in Italia. Ma se qualcuno pensa davvero di usarci come il campo profughi d'Europa, violando leggi, confini e accordi, si sbaglia di grosso. Pretendiamo chiarezza, soprattutto da chi ci fa la predica ogni giorno, e non guarderemo in faccia a nessuno!". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che conclude: "Invito il collega Moavero a chiedere chiarimenti all'ambasciatore".
(ANSA) - Agenti della Digos hanno filmato il furgone della gendarmeria francese che venerdì scorso si è fermato poco prima del tunnel di Cesana, non distante dal confine di Stato, per far scendere alcuni migranti africani che si poi sono incamminati nel bosco e hanno fatto perdere le loro tracce. Il furgone è poi tornato oltreconfine. La documentazione della Digos di Torino è stata inviata in procura a Torino.
(ANSA) - Con riferimento al possibile ingresso di un furgone della Gendarmeria francese a Clavière, in Piemonte, da cui sarebbero scese due persone in una zona boschiva, la Farnesina informa di essersi immediatamente attivata con l'Ambasciatore di Francia in Italia per chiedere chiarimenti. Analogo passo formale, al fine di chiarire i termini precisi dell'accaduto, è in corso da parte del nostro Ambasciatore a Parigi con le competenti autorità francesi. Appena stabilita la realtà dei fatti, la Farnesina ne darà completa informazione pubblica.
Fonte: qui
LA FRANCIA HA VARCATO IL CONFINE
LA PROCURA DI TORINO INDAGA SUL TRASPORTO DI MIGRANTI AL CONFINE ITALIANO DI CLAVIERE: NON ERA LA PRIMA VOLTA
IL 2 AGOSTO SCORSO DUE PERSONE ERANO STATE FERMATE IN MEZZO A UN BOSCO DA QUATTRO UOMINI IN TUTA MIMETICA, CHE POI HANNO…
IL GIORNALISTA PAGLIASSOTTI: È LA PRASSI, ANCHE A BARDONECCHIA” – VIDEO
Trasporto di stranieri con atti diretti a procurarne illegalmente l'ingresso nel territorio dello Stato. E' il reato ipotizzato dalla procura di Torino che ha aperto un fascicolo a carico di ignoti sulla vicenda dei migranti fatti scendere da un furgone della gendarmeria francese a Claviere.
A darne notizia una nota della procura in cui si precisa che "non risulta che le autorità italiane siano state poste a conoscenza da parte di quelle francesi di quanto accaduto".
Inoltre, c'è un secondo episodio di sospetto sconfinamento delle autorità francesi in territorio italiano su cui sta indagando la procura torinese: i fatti si riferiscono al 2 agosto scorso quando, si legge in una nota, si sono verificate "due anomale attività di controllo di due cittadini residenti nel comune di Claviere" e per il quale la procura ha aperto un fascicolo senza indagati e senza formulazione di reato.
In particolare, precisa la nota sottolineando che i fatti sono stati riferiti dagli interessati ai carabinieri, le due persone - una mentre passeggiava con il cane, l'altra mentre era in moto su una strada sterrata - "venivano fermate nella zona di Gimont di Cesana Torinese da quattro uomini verosimilmente francesi, usciti dalla zona boscosa dov'è erano nascosti, in tuta mimetica militare, con giubbotto antiproiettile e armati chiedevano loro in lingua straniera i documenti".
Sottolineando che i fatti si sono verificati "in territorio italiano a circa 2 km dal confine con la Francia", la nota della procura comunica ancora che "alla persona che circolava con il ciclomotore, di cui è stata rilevata la targa, veniva impedito di proseguire per la strada è intimato di non riferire ad alcuni di aver visto gli uomini armati".
Infine, la procura torinese fa poi sapere che, oltre alle indagini in Italia, emetterà - come già in precedenza per i fatti di Bardonecchia - un ordine di investigazione europeo "confidando nella doverosa collaborazione della competente autorità francese".
Fonte: qui
domenica 1 gennaio 2017
Scoppia ordigno a Firenze, agente ferito
Ansa - Pacco-bomba sistemato davanti ad una libreria di Casa Pound
Un artificiere della Polizia è rimasto ferito a Firenze dallo scoppio di un ordigno trovato davanti alla sede di una libreria che fa riferimento a Casa Pound.
Una pattuglia della polizia aveva trovato un involucro sospetto davanti al locale in via Leonardo Da Vinci, non lontano dal centro storico.
Secondo le prime informazioni, gli artificieri giunti sul posto hanno lavorato all'ispezione o al disinnesco del pacco-bomba e uno è rimasto ferito dall'esplosione. Tutto è accaduto attorno alle 5:30 di oggi. L'artificiere, sottoposto ad un intervento chirurgico, rischia di perdere un occhio e di avere una mano fortemente compromessa. L'ordigno, secondo quanto appreso, era dotato di un timer collegato al pacco-bomba con dei fili elettrici. Sul posto la Digos e gli agenti della scientifica.
Secondo le prime informazioni, gli artificieri giunti sul posto hanno lavorato all'ispezione o al disinnesco del pacco-bomba e uno è rimasto ferito dall'esplosione. Tutto è accaduto attorno alle 5:30 di oggi. L'artificiere, sottoposto ad un intervento chirurgico, rischia di perdere un occhio e di avere una mano fortemente compromessa. L'ordigno, secondo quanto appreso, era dotato di un timer collegato al pacco-bomba con dei fili elettrici. Sul posto la Digos e gli agenti della scientifica.
Ordigno aveva il timer - C'era un timer collegato ai fili e al pacco bomba esploso stamane a Firenze. Verso le 5 del mattino, una pattuglia della Digos che controllava obbiettivi sensibili ha notato un pacco davanti alla saracinesca della libreria che poteva essere sospetto. Era un pacco con fili elettrici ed un timer. La pattuglia ha chiamato la questura, sono arrivati una volante e gli artificieri, la zona è stata isolata, come da procedura in questi casi. L'artificiere ha cominciato ad esaminare l'ordigno quando è avvenuto lo scoppio.
In questo fine anno decisemente intenso e rivoluzionario, abbiamo appreso dal Financial Times che il presidente del nostro Antitrust, auspica una rete di agenzie pubbliche scelta dalla Comunità europea, da Bruxelles contro le ‘bufale’ online per lottare contro la diffusione in rete delle notizie false.
A suo giudizio, questa opera di smascheramento delle bufale è più efficace se viene affidata agli Stati. “Ritengo che dobbiamo fissare queste regole e che spetti farlo al settore pubblico”, aggiunge il presidente dell’Autorità, evidenziando che gli utenti continuerebbero “a usare un Internet libero”, ma beneficerebbero di un’entità “terza”, indipendente dal governo, “pronta a intervenire rapidamente se l’interesse pubblico viene minacciato”. “La post-verità – è la tesi centrale di Pitruzzella – è uno dei motori del populismo ed è una minaccia per le nostre democrazie”.
Inutile aggiungere che la verità si trova solo sulle reti di Stato o sui giornali mainstream, li di bufale neppure l’ombra. Altro non serve aggiungere, se non che gli utenti non sono in grado di comprendere la realtà, soprattutto quando non aderiscono allo status quo.
Vi dice nulla …1984 di George Orwell
Il ministero della Verità affidato agli Stati… La menzogna diventa realtà e passa alla storia.
« L’Ortodossia consiste nel non pensare — nel non aver bisogno di pensare. L’Ortodossia è inconsapevolezza. »
Noi da dieci anni scegliamo la linea della responsabilità nei confronti non degli utenti ma delle anime che quotidianamente ci accompagnano in questo viaggio, forniamo opinioni e analisi, corredate da sempre da fonti spesso e volentieri provenienti proprio da quelle istituzioni che sono portatrici di verità assolute.
Se avessimo scelto la menzogna come veicolo di informazione questo blog non avrebbe resistito dieci lunghi anni nella rete.
In questi dieci anni difficilmente qualcuno è stato in grado di mettere in dubbio il nostro lavoro, primo perchè spesso la verità figlia del tempo si è puntualmente rivelata, secondo perchè le stesse fonti mainstream hanno confermato a distanza di anni la manipolazione sistematica di dati e notizie, esclusivamente prodotte per la sopravvivenza di questo fallimentare sistema. Noi la maggior parte delle volte prima di condividere una notizia ci pensiamo su tre volte, troppa è la responsabilità che sentiamo nei confronti dei nostri compagni di viaggio. Certo alle volte possiamo sbagliare, ma credeteci sempre in buona fede perchè il nostro conflitto di interesse lo conoscete, questa è una crisi essenzialmente antropologica.
Le nostre non sono verità assolute, sono solo insegnamenti che vengono dalla storia, messaggi per chi li sa ascoltare.
Laggiù all’orizzonte si intravvede il nuovo anno, insieme a Machiavelli vi abbiamo già raccontato cosa ci aspettiamo dal punto di vista economico/finanziario e geopolitico, molte sorprese non mancheranno, ma quello che a noi importa è la consapevolezza che questa crisi è anche una grande occasione di cambiamento per ciascuno di noi.
Non sara facile, non saranno affatto facili i prossimi anni, ma ne usciremo, eccome se ne usciremo, dopo la notte c’è sempre un’alba, se l’Inverno vi raccontasse che ha nel cuore la primavera chi avrebbe il coraggio di crederli.
Il 4 marzo del 1933 un ispirato Franklin Delano Roosevelt …
Ritengo che questo sia soprattutto il tempo di dire la verità, tutta la verità, con sincerità e coraggio. Non si può rifuggire, oggi, dall’affrontare onestamente le attuali condizioni del nostro paese. Questa grande nazione saprà sopportare ancora, come ha già saputo sopportare, e saprà anche risorgere alla prosperità. Lasciate dunque che io esprima tutto la mia ferma convinzione che quanto dobbiamo soprattutto temere è di lasciarci vincere dalla paura, da quella paura senza nome, irragionevole e ingiustificata, che paralizza i movimenti necessari per trasformare una ritirata in un’avanzata…
E ancora …
Ancora più grave è la circostanza che una folla di disoccupati si trova di fronte al tetro problema della propria esistenza, mentre un numero non minore di cittadini continua a lavorare con scarso profitto. Solamente uno sciocco ottimista potrebbe negare l’oscura realtà del momento.
Non abbiamo bisogno di falsi profeti, di falsi ottimisti di maniera come i nostri politicanti gente che ogni anno annuncia una ripresa che non può esserci perchè non studiano la storia, non sanno cosa sia una deflazione da debiti, non hanno la più pallida idea del funzionamento di una unione monetaria, pensano sempre e solo a risolvere i problemi utilizzando metodologie e sistemi falliti.
A tempo debito condivideremo le nostre umili proposte. Buon anno Ragazzi, che la consapevolezza ci accompagni verso nuovi orizzonti. Andrea
sabato 24 dicembre 2016
La Lombardia jihadista è la Molenbeek d'Italia
La Lombardia è diventata la nuova Molenbeek. È da qui che i foreign fighter partono per la Siria. Ed è qui che è stata organizzata la strage di BerlinoLa Lombardia sta diventando la nuova Molenbeek? L'ipotesi è inquietante ma i fatti portano tutti in questa direzione.L'uccisione del terrorista che ha insanguinato Berlino, davanti alla stazione di Sesto San Giovanni, chiude il cerchio di una tragica vicenda iniziata a pochi chilometri di distanza, in Brianza, da dove sei giorni prima era partito il camion polacco poi "dirottato" per la mattanza di Berlino (guarda il video), e rappresenta solo l'ultimo anello di una catena di arresti ed espulsioni tutti avvenuti in territorio lombardo. Un territorio ad alto rischio, dove ci sono oltre 80 comunità islamiche e centinaia di moschee disseminate su tutto il territorio, molte delle quali abusive e incontrollabili. Da qui il passaggio di terroristi e la radicalizzazione di soggetti all'apparenza ben integrati.Appena cinque giorni fa la Digos ha fatto espellere uno dei responsabili della moschea di Como, un tunisino ritenuto un reclutatore di jihadisti dell'Isis. Dalla Lombardia è partita la jihadista Fatima, al secolo Maria Giulia Sergio, appena condannata a 9 anni in contumacia, essendo irreperibile in Siria. In Lombardia vivevano e lavoravano terroristi che progettavano attentati o facevano proselitismo in rete o nelle moschee. A novembre sono scattate le manette nel bresciano per un kosovaro sospettato di incitare alla jihad e di fare proselitismo, con le stesse accuse a ottobre sono stati fermati un egiziano a Cassano D'Adda ed un tunisino che risiedeva a Tradate. Ad agosto a Vaprio d'Adda è stato fermato ed espulso un 26enne pakistano, perfettamente integrato,che progettava di colpire lo scalo bergamasco di Orio al Serio. Sempre ad agosto sono stati espulsi due pakistani, entrambi residenti in provincia di Milano, perché sul web inneggiavano alla jihad e volevano unirsi all'Isis in Siria, ed è stato arrestato un sospetto terrorista siriano che risiedeva a Varese. Ad aprile la Digos ha smantellato una cellula jihadista che faceva proselitismo tra Varese, Como e Lecco, arrestando sei persone. Senza contare che, sempre ad agosto, quando le forze regolari libiche hanno conquistato la roccaforte di Sirte hanno rinvenuto nei covi dell'Isis, documenti in cui gli agenti segreti libici avrebbero individuato numerosi riferimenti a movimenti terroristi in Italia, soprattutto su elementi libici, tunisini e sudanesi che agirebbero nel Milanese.Fonte: qui
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