9 dicembre forconi: Alfano
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venerdì 15 settembre 2017

ALFANO - RISCHIA DI SALTARE L’ACCORDO SEGRETO CON RENZI PER LA SICILIA, NEGOZIATO DA PIERFURBY CASINI: I DIECI POSTI AL SENATO ANGELINO LI PRENDE SOLO SE CONQUISTA IL 6% NELL’ISOLA. AL MOMENTO E’ SOTTO


Alle elezioni siciliane è legata la sopravvivenza (politica, s’intende) di Angelino Alfano. La conferma di come Berlusconi abbia visto lungo quando lo definì “senza quid” è tutta nell’accordo che il ministro degli Esteri ha fatto con Renzi. Innanzitutto perché a negoziarlo è stato Pierferdinando Casini. Poi, per i suoi contenuti.
pierferdinando casini e la compagna colombiana 1PIERFERDINANDO CASINI E LA COMPAGNA COLOMBIANA 1

Ormai è noto a tutti che l’accordo per il voto di novembre si basa su uno scambio: il partito di Angelino sostiene il candidato del Pd a Palermo, Fabrizio Micari, ed in cambio ottiene una decina di collegi senatoriali sicuri alle prossime elezioni. D’intesa con Casini, però, Matteo ha fatto inserire una postilla. Vale a dire, che i dieci posti da senatori sono garantiti a condizione che Ap raggiunga almeno il 6% nell’isola.
CROCETTA RENZI ALFANOCROCETTA RENZI ALFANO

Il problema, dicono i sondaggi, è che Alfano è ben lontano da quella soglia in Sicilia. Ne consegue che rischia di perdere i 10 senatori promessi da Renzi.

E visto che piove sempre sul bagnato, dopo le elezioni siciliani Maurizio Lupi comunicherà al “senza quid” che è sua intenzione lasciare il partito. Direzione, Berlusconi. “E senza di me – avrebbe confidato Maurizio a qualche amico – Alfano se lo sogna di superare il 3% di sbarramento alla Camera. D’altra parte, si è voluto mettere nelle mani di Casini? Ecco i risultati…
MAURIZIO LUPIMAURIZIO LUPI

giovedì 14 settembre 2017

DELRIO: “IL DIETROFRONT SULLO IUS SOLI E’ UN ATTO DI PAURA”

BERSANI & CO. LO SEGUONO E IL NAZARENO SI SPACCA 

IL PALLONARO DI RIGNANO PENSA AI DUE PUNTI CHE PERDEREBBE IL PD IN CASO DI APPROVAZIONE E ORMAI DISPERATO RIBADISCE: “SONO CON GENTILONI” 

Silvio Buzzanca e Umberto Rosso per la Repubblica

delrio prodiDELRIO PRODI
Sergio Mattarella a Malta dribbla l' ostacolo ius soli per evitare altre polemiche. Sforzo vano, perché nel frattempo a Roma scoppia uno scontro ai vertici del Pd. A dare fuoco alle polveri è il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio che non ha gradito lo stop allo ius soli al Senato. «È stato certamente un atto di paura grave. Abbiamo bisogno di non farci dominare dalla paura», ha detto Delrio. Posizioni condivise dal ministro della Giustizia Andrea Orlando che sostiene: «Non la dobbiamo dar vinta a nessuno, lo ius soli va portato a casa».

IUS SOLI IL DIRITTO DI ESSERE ITALIANIIUS SOLI IL DIRITTO DI ESSERE ITALIANI
Le parole di Delrio hanno subito suscitato la reazione dei renziani, in un crescendo che è culminato in un intervento dello stesso Matteo Renzi. «La posizione del Pd sullo ius soli è nota - ha scandito il leader - ed è pienamente in sintonia con il governo». Nel frattempo il presidente del Pd Matteo Orfini invocava proprio il governo a porre la fiducia sul testo, mentre il vice segretario Maurizio Martina assicurava che i dem lavorano per l' ok al testo.

Una tensione stemperata solo in serata in un giro di telefonate fra Renzi, Gentiloni e Delrio. Il segretario ha ribadito che lui lo ius soli lo vuole approvare, ma senza creare fibrillazioni al governo e quindi si rimette alle scelte di Gentiloni, Delrio ha spiegato che non voleva attaccare il partito o il gruppo del Senato, ma solo segnalare il rischio di assecondare troppo il no degli alfaniani.
IUS SOLIIUS SOLI

Il Pd deve comunque fare i conti anche con Mdp che lo ius soli lo vuole approvare. Il deputato Alfredo D' Attorre spiega che «a partire dalle prossime scadenze, sul Def e sulla legge di Stabilità, noi faremo valere le nostre ragioni. A questo punto - conclude - i nostri voti non sono scontati». E in serata Massimo D' Alema definisce lo stop alla legge «è un errore per la sicurezza nazionale».

gentiloni e renziGENTILONI E RENZI
Mattarella, a Malta dove si trova per un vertice con altri dodici capi di Stato europei sull' emergenza sbarchi, non parla dello dello ius soli, che pure tanto gli sta cuore. Ma l' impressione è che la "stretta" di governo e maggioranza goda della benedizione del Colle.

Tutto il capitolo immigrazione, nuove cittadinanze comprese, gli appare infatti al momento ad alta tensione, per la tenuta della coalizione ma anche a causa del clima d intolleranza che serpeggia nel paese. A questo punto, spiega allora il presidente della Repubblica, è indispensabile «una ragionevole capacità di accoglienza».

mattarella papaMATTARELLA PAPA
Mattarella riprende le parole del Papa, ma dà anche il placet definitivo alla linea Minniti. «L' Italia sollecita la Ue a stabilizzare la Libia, e a rendere dignitosa la vita nei campi profughi», spiega, chiedendo «canali legali di ingresso » per i migranti.

Chiedono i cronisti: allora presidente, piena condivisione con quel che ha detto il Papa? Mattarella si schemische. «Mi sembrerebbe presuntuoso sostenere di aver pronunciato le sue stesse parole. E non si tratta di un semplice apprezzamento perchè è espressione di saggezza affermare che servono accoglienza e integrazione, in una ragionevole capacità per questa accoglienza».

Fonte: qui