9 dicembre forconi

sabato 14 settembre 2019

IN TOSCANA CI SONO STATI 31 MORTI IN DIECI MESI A CAUSA DEL BATTERIO “NEW DELHI”, CHE SI TRASMETTE PER CONTATTO (SOPRATTUTTO IN OSPEDALE) E PER IL QUALE NON SI CONOSCE LA CURA.


MA IL GOVERNATORE ENRICO ROSSI E LA SUA ASSESSORA ALLA SANITÀ STEFANIA SACCARDI L’HANNO TENUTO NASCOSTO PER TRE MESI. FINCHÉ IL “CORRIERE FIORENTINO” NON HA PUBBLICATO LA NOTIZIA E…
Lucia Cavaliere per “la Verita”

batterio new delhi 6BATTERIO NEW DELHI 
Settecentotto contagiati, 75 ammalati, 31 morti. In 10 mesi. Sono i numeri, impietosi, del contagio del batterio New Delhi Metallo beta-lactamase (Ndm), in Toscana, da novembre 2018. Un' epidemia che la Regione Toscana ha tenuto sotto silenzio per tre mesi, finché il Corriere fiorentino il 3 settembre non ha pubblicato la notizia. L' allarme lanciato dall' Ecdc, ovvero il centro di prevenzione e controllo delle malattie considerato - a livello europeo - massima autorità in fatto di epidemie, è arrivato agli uffici regionali toscani all' inizio di giugno 2019, ma è stato tenuto nascosto fino agli inizi di settembre.
batterio new delhiBATTERIO NEW DELHI

Muto il governatore Enrico Rossi, zitta l' assessore alla Sanità, Stefania Saccardi. Un silenzio giustificato, secondo lei, come ha risposto in Consiglio regionale a un' interrogazione del consigliere Maurizio Marchetti (Forza Italia) sulle misure straordinarie messe in campo per fronteggiare l' epidemia e ratificate con un atto del 26 luglio.
enrico rossi stefania saccardiENRICO ROSSI STEFANIA SACCARDI
 


L' assessore ha specificato che «da quando è arrivato l' avviso dell' Ecdc all' atto del 26 luglio emanato dalla Giunta, non siamo rimasti con le mani in mano». Ma i dati forniti dall' Azienda regionale per la sanità (Ars) dicono che le misure straordinarie non sono state sufficienti, tanto che a luglio si sono registrati ben 13 casi. Il batterio killer (40% di tasso di mortalità) si trasmette per contatto, soprattutto negli ospedali: i più colpiti sono quelli della Asl Toscana nord-ovest, che comprende anche parte della costa, con un picco di casi al nosocomio pisano di Cisanello, ben 31.
batterio new delhi 2BATTERIO NEW DELHI 
 
Si annida nell' intestino, in cui può restare silente, nei casi di portatori sani, o da cui può invece colonizzare tutto il corpo, infettando il sangue, provocando la sepsi e quindi la morte per setticemia, e che predilige pazienti più fragili come gli immunodepressi.
enrico rossi stefania saccardi 1ENRICO ROSSI STEFANIA SACCARDI

Ma la gravità dell' epidemia è tutta nella mancanza di un rimedio efficace e nel ritardo nel veicolare le informazioni a cui adesso si cerca di mettere una pezza. Il ceppo è farmaco resistente, non risponde cioè agli antibiotici di primo livello, e attualmente viene curato con un cocktail di otto farmaci, dei quali però non è certa l' efficacia. Si va, insomma, per tentativi. E la Regione è corsa ai ripari, cercando in 10 giorni di riempire il vuoto informativo che si era creato in tre mesi di silenzio. Maxi-screening a tutti i ricoverati negli ospedali, task-force di esperti, bollettini settimanali pubblicati sul sito dell' Ars, conferenze stampa, spiegazioni nell' aula del Consiglio regionale.
ospedale cisanello pisa 1OSPEDALE CISANELLO PISA enrico rossi 1ENRICO ROSSI 












Ma senza mai spiegare davvero l' assenza di informazioni dei tre lunghi mesi estivi, in cui si sono registrati altri 31 casi di contagio. Un ritardo clamoroso e pericoloso, considerati i flussi estivi della Toscana, per i quali lo stesso Ecdc aveva espresso «preoccupazione» in quanto «il focolaio presenta un rischio di superamento dei confini e di ulteriore diffusione nei Paesi dell' Ue per il fatto che l' aerea colpita è un' importante destinazione turistica». Ma il rapporto dell' Ecdc era top secret. Conseguenza: cittadini tenuti all' oscuro, turisti ignari, possibile contagio fuori Toscana.
 
Adesso che il segreto è stato svelato, le opposizioni in Consiglio regionale e anche in parlamento sono partite all' attacco, con una richiesta di comunicazione in aula da parte del leghista Jacopo Alberti, che rivendica «il diritto dei cittadini ad essere informati tempestivamente sulla possibilità di contrarre un batterio potenzialmente mortale andando in ospedale», e con un' interpellanza del forzista Stefano Mugnai diretta al neoministro della Salute, Roberto Speranza. Fonte: qui

LA CAPOGRUPPO 5STELLE IN REGIONE LAZIO ROBERTA LOMBARDI APRE ALLA PROPOSTA DI FRANCESCHINI SULLA POSSIBILITÀ DI UN FRONTE PD-M5S ALLE PROSSIME REGIONALI

“SE NE PUÒ PARLARE SE REALIZZIAMO IL PROGRAMMA DI CONTE. NO AD ALLEANZE IN FUNZIONE ANTI-LEGA. MA NON CI SCIOGLIEREMO NEL PD. QUESTO DEV' ESSERE CHIARO(SI, COME NO ...)"

Annalisa Cuzzocrea per la Repubblica
ROBERTA LOMBARDI MARCELLO DE VITO VITO CRIMIROBERTA LOMBARDI MARCELLO DE VITO VITO CRIMI

«Se ne può parlare». Roberta Lombardi, capogruppo dei 5 stelle in regione Lazio, apre alla proposta di Dario Franceschini sulla possibilità di un fronte Pd-M5S alle prossime elezioni in Umbria, Emilia, Calabria. «Ma non ci scioglieremo nel Pd. Questo dev' essere chiaro».

Ha senso creare un fronte anti-Lega anche a livello regionale?
«I cittadini non vogliono assistere a una partita di Risiko. Se si tratta di mettere i nostri carrarmatini contro quelli del centrodestra per pura strategia dico no. Ma se in questi mesi di governo nazionale si trova un modo di lavorare insieme, se si comincia a realizzare il programma tracciato da Conte e il Pd si apre ai giovani, che non sono quelli cresciuti nelle segreterie di partito, ma forze fresche, vitali, innovative, allora se ne può parlare(di cosa non si è proprio capito!)».
virginia raggi roberta lombardi beppe grilloVIRGINIA RAGGI ROBERTA LOMBARDI BEPPE GRILLO

Lei è stata la prima a lanciare l' idea di questo governo. Chi oggi è ministro glielo ha riconosciuto?
«La mia gratificazione più grande è stata trovarmi d' accordo con Beppe Grillo, perché significa che sei anni di palazzo non mi hanno cambiata(AHAHAHAHAH!). Abbiamo detto le stesse cose sul fatto che non bisognasse andare al voto per far contento Salvini, che servisse un accordo(PER LE POLTRONE!) progressista su un' idea di Paese. Poi sulla necessità che il premier fosse ancora Conte(IL VOLTAGABBANA!) e che nel governo non ci fossero nomi divisivi e(SOPRATTUTTO) impuntature sulle poltrone».

roberta lombardi virginia raggiROBERTA LOMBARDI VIRGINIA RAGGI
Secondo lei Grillo sta tracciando un percorso nuovo? O è pronto a tornare quello di prima, quello che chiamava Bersani Gargamella?
«Indica una strada nuova(QUELLA A DIFESA STRENUA DELLE POLTRONE!). Lo ha sempre fatto. Ha iniziato con il famoso Vaffa day l' 8 settembre 2007, dando il via a una stagione in cui i cittadini chiedevano un profondo rinnovamento alla politica: fuori i condannati dal Parlamento, limite dei due mandati, preferenze. Questo ha portato a un periodo di grande contrapposizione». E ha(CHE AVETE) fomentato un clima di odio(PER ARRIVARE ALLE POLTRONE!).
zingarettiZINGARETTI

È il momento di cambiare?
«Ci sono stati toni molto aspri, ma così come Grillo ha dato il via a quella stagione, con la classe politica percepita come un corpo parassitario(ED ADESSO E' PEGGIO DI PRIMA, CON L'M5S), allo stesso modo sta aprendo a qualcosa di nuovo: un progetto di Paese basato su ambiente, crescita sostenibile(COME?), attenzione al territorio come necessità. Un nuovo modo per parlare di sicurezza(COME?)».

Non con i decreti, che pure avete votato, contro chi salva vite in mare e per l' estensione della legittima difesa?
«Salvini ha declinato il tema sicurezza solo come lotta all' immigrazione. Ma sicurezza è avere un tetto sopra la testa al mattino, è poter andare al lavoro o portare tuo figlio a scuola senza che ti frani il terreno sotto i piedi. Tutela del lavoro, politiche abitative, cura del territorio(INFATTI A ROMA DI TUTTO QUESTO NON AVETE FATTO LETTERALMENTE UN CAZZO!). La sfida era avere un progetto del genere in testa e chiedere in Parlamento: chi ci sta? Una sfida di pacificazione a quasi 12 anni dal Vaffa day, per chiudere una pagina importante, che ha avuto conseguenze politiche enormi(ANDATE A CASA CIALTRONI ED INETTI CHE ALTRO NON SIETE!)».
luigi di maio roberta lombardi virginia raggiLUIGI DI MAIO ROBERTA LOMBARDI VIRGINIA RAGGI

Il Movimento sta interpretando questo spirito?
«Sicuramente lo ha fatto quando ha costruito i 29 punti dell' accordo».
Per ora, un libro dei sogni.
Nicola Zingaretti Luigi Di Maio Giuseppe ConteNICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE









«Lo era anche il reddito di cittadinanza. Serve impegno e capacità(CHE AVETE DIMOSTRATO DI NON AVERE.). Questo governo deve fare cose(PER MANTENERE LE VOSTRE POLTRONE) per il Paese, non contro Salvini. Nel lavoro in regione Lazio c' è stato un percorso fatto quotidianamente che mi ha portata a dire: su alcuni temi si può dialogare(INCIUCIARE). Poi Zingaretti è quello delle nomine in Sanità, ha alcuni collaboratori indagati. Non ci scioglieremo nel Pd come non ci siamo sciolti nella Lega».
virginia raggi roberta lombardiVIRGINIA RAGGI ROBERTA LOMBARDI



Sono in arrivo nuovi ruoli e nuove regole per i M5S. Cosa si aspetta?
«Che ci sia una gestione il più collegiale possibile sia nelle scelte locali che in quelle strategiche a livello nazionale. I cosiddetti facilitatori devono avere un riconoscimento dal basso, altrimenti non saranno mai accettati dalla nostra base. E continueremo a perdere pezzi».

Serve una legge elettorale proporzionale?
«Sì. Quando i cittadini hanno bocciato il referendum di Renzi, hanno rifiutato un impianto in cui chi vince piglia tutto: governo, Parlamento, istituzioni di garanzia. Chiedono rappresentanza: partiti in grado di parlarsi e fare sintesi». Fonte: qui

venerdì 13 settembre 2019

Addio al gruppo della Lega Lo Monte passa al Misto


Le mosse del politico messinese da anni raccontano chi sale e chi scende a Palazzo.


Carmelo Lo Monte ha lasciato il gruppo della Lega e si è iscritto al Misto. E la notizia, che arriva nel giorno in cui il Conte Bis ottiene la fiducia alla Camera, merita attenzione. Perché scorrendo la biografia del politico messinese, alla sua quarta legislatura, si colgono spesso i movimenti e le trasformazioni in atto nello scenario del Palazzo. Lo Monte aveva fatto il suo ingresso trai salviniani nell'ottobre 2017, aderendo a Noi con Salvini. Aveva giocato d'anticipo, acquisendo nelle praterie leghiste al Sud un ruolo di primo piano. Che gli aveva consentito di ottenere un buon piazzamento in lista alle Politiche, dove è stato eletto alla Camera in Sicilia orientale per i leghisti.



Al giro precedente, un altro trasloco last minute gli aveva aperto le porte di Montecitorio. Lo Monte, infatti, con il solito ottimo fiuto aveva aderito nel 2013 al piccolo partito di Bruno Tabacci, il Centro democratico, riuscendo a ottenere per il rotto della cuffia il seggio alle elezioni di quell'anno. Nel corso della legislatura aveva poi lasciato Tabacci per passare al Partito socialista di Nencini per un breve periodo prima di puntare tutto sulla Lega.

L'elezione del 2013 era stata la terza alla Camera per Lo Monte, che nelle due legislature precedenti era approdato in Parlamento con l'Mpa di Raffaele Lombardo, negli anni d'oro del leader autonomista. Poi, quando il lombardismo aveva conosciuto un brusco tramonto, nel 2012 Lo Monte si era spostato sul centrosinistra che cominciava in quei mesi a Roma una lunghissima stagione di governo. Che per Lo Monte non si è quasi mai interrotta, visto che dal 2018 il messinese è stato parlamentare di maggioranza con la Lega. Che ora non è più al governo. E non ha più Lo Monte con sé. Perché dove c'è governo c'è Lo Monte. Era già accaduto alla Regione, quando il politico di Graniti, già Ppi e già Democrazia Europea, era stato al governo con Capodicasa (centrosinistra), Leanza (centrodestra), Cuffaro (centrodestra).

Dopo mesi di grande corsa a salire sul carro di Salvini, con tanta classe politica siciliana a fare anticamera dal senatore Candiani, a volte invano, per un posticino al sole, arriva quindi un primo segnale inverso. Con una discesa dal carro che fa rumore per chi mastica politica. I piani di chi aveva puntato tutto sul Capitano, anche nelle strette vicinanze di Palazzo d'Orleans, vanno ripensati. Fonte: qui

DRAGHI: UN NUOVO QUANTITATIVE EASING DA 20 MILIARDI AL MESE E TAGLIO DI TASSI. IL BAZOOKA LASCIATO IN DOTAZIONE ALLA LAGARDE E' SENZA SCADENZA


CROLLA LO SPREAD E IL LEGHISTA BORGHI, CHE PER MESI HA CHIESTO DI NON INTERROMPERE IL QE, ROSICA: ''CHI PARLA DEI MILIARDI PERSI PER LO SPREAD DURANTE IL NOSTRO GOVERNO, MANDI LA FATTURA A FRANCOFORTE''. 

PURE MARIO DRAGHI HA ASPETTATO IL SILURAMENTO DI SALVINI PER FAR RIPARTIRE LA DROGA MONETARIA

SPREAD SOTTO 140 PUNTI, PRIMA VOLTA DA MAGGIO 2018
 (ANSA) - Lo spread tra Btp e Bund torna sotto i 140 punti base a 139, per la prima volta da maggio del 2018. Il rendimento del decennale italiano aggiorna i minimi storci a 0,75%.

BCE: PIAZZA AFFARI E BTP SVETTANO TRA BORSE E BOND EUROPA
MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTEMARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTE
 (ANSA) - Le Borse europee accolgono positivamente le decisioni della Bce, che non ha indicato una data di fine del nuovo Qe, compensando la delusione per un ammontare di 20 miliardi di euro di acquisti mensili inferiore alle attese. Milano avanza dello 0,9% davanti a Parigi e Francoforte (+0,6% entrambe) e a Londra (+0,1%).

Lo spread Btp/Bund scende a 139 punti base, con il rendimento del decennale italiano che tocca un nuovo minimo storico a 0,75%. I bond italiani sono quelli che in Europa stanno beneficiando di più delle misure annunciate dalla Bce, con un crollo di 21 punti base dei rendimenti, il doppio di quelli della Francia (-10 punti base) e il triplo di quelli della Germania (-7 punti base).


Con il QE annunciato oggi (e anticipato prima) finiscono le balle sulle cose che "facevano salire lo spreeeeead".
Chi valuta i costi dello spread durante il nostro governo mandi la fattura a Francoforte. Per quale motivo hanno interrotto gli acquisti senza traccia di inflazione?

724 utenti ne stanno parlando

Riccardo Sorrentino per www.ilsole24ore.com


Un pacchetto complesso per contrastare la flessione delle aspettative di inflazione. La Banca centrale europea ha tagliato i tassi (con un sistema a “scalini”), lanciato un nuovo QE, e modificato le condizioni delle Tltro, le aste di liquidità finalizzate ai prestiti alle aziende, che saranno anche più lungo del previsto. Soprattutto, ha modificato la forward guidance: non sono più previsti termini precisi, come era accaduto finora: la politica ultraespansiva resterà in vigore finché necessario.

Tassi al -0,50%
MARIO DRAGHI E GIOVANNI TRIAMARIO DRAGHI E GIOVANNI TRIA
I tassi sui depositi presso la Bce sono stati portati al -0,50%, dal precedente -0,40%. L’autorità di Francoforte intende lasciarli ai livelli attuali, o anche più bassi, «fino a che non vedrà le prospettive di inflazione convergere a un livello sufficientemente vicino, ma al di sotto, del 2%» nelle sue proiezioni e ne avrà visto i riflessi anche sui dati effettivi di inflazione. Il taglio è affiancato da un tiering: la liquidità in eccesso resterà esente dai tassi negativi. Fermi il tasso di riferimento (a quota zero) e quello sulla marginal lending facility allo 0,25%.

QE da 20 miliardi «aperto»
DRAGHI E MATTARELLADRAGHI E MATTARELLA
Ha lanciato un quantitative easing da 20 miliardi al mese, a partire dal 1° novembre, senza termine definito: resterà in vigore per il tempo necessario «a rinforzare l’impatto dei tassi e fino a poco prima l’inizio del rialzo». Continuerà inoltre a reivestire totalmente i titoli in scadenza, fin oltre il rialzo dei tassi di interesse «e in ogni caso per il tempo necessario a mantenere condizioni di liquidità favorevoli» e orientamento ampiamento espansivo. Non saranno toccati gli attuali “limiti” agli acquisti: la Bce, ha spiegato in conferenza stampa il presidente Mario Draghi, ha ancora ampio spazio per acquistare titoli senza doverli modificare.

Tltro più favorevoli e più lunghe
claudio borghi 1CLAUDIO BORGHI 1
Ha inoltre esteso da due a tre anni la durata delle Tltro, le cui modalità cambieranno in modo da «preservare favorevoli condizioni per i prestiti bancari, assicurare una trasmissione senza intoppi della politica monetaria e sostenere ulteriormente l’orientamento espansivo della politica monetaria». I tassi applicati saranno pari alla media dei tassi di riferimento, oggi a quota zero, durante la durata dell’operazione, e più bassi per le banche i cui prestiti netti supereranno un livello di riferimento.

Una forward guidance più precisa ma senza termini
Il punto chiave del pacchetto integrato è sicuramente la modifica della forward guidance. Le indicazioni di tempo, presenti nel passato - fino a ieri i tassi sarebbero dovuti rimanere ai livelli attuali o più bassi almeno fino alla metà del 2020 - sono stati sostituiti da termini aperti. La minore “precisione” della guidance è stata sostituita da una sequenza più precisa - anche se non nuova - della fine dei vari interventi.

La sequenza della futura «normalizzazione»
claudio borghi 2CLAUDIO BORGHI 
Il qe terminerà quando le proiezioni sull’inflazione si riavvicineranno al 2% e questa convergenza apparirà anche nei dati effettivi sulla dinamica dei prezzi. Attualmente le proiezioni Bce sulla dinamica del prezzi sono piuttosto basse: prevedono un’inflazione media dell’1,2% per fine anno, dell’1% l’anno prossimo e dell’1,5% per il prossimo, in flessione rispetto alle indicazioni di giugno (rispettivamente 1,3%, 1,4% e 1,6%). In ogni caso, gli acquisti cesseranno poco prima dell’aumento dei tassi, che dunque dovrà apparire già quasi “maturo”.

Un lungo orizzonte temporale
Sono in seguito, e dopo «un periodo prolungato» si potranno eventualmente ridurre i reinvestimenti dei titoli in scadenza. Le Tltro, che si succederanno a ritmo trimestrale, avranno invece durata triennale e non più biennale. La politica ultraespansiva ha dunque un orizzonte temporale che promette di essere piuttosto lungo.

I dubbi su efficacia e costi
matteo salvini claudio borghiMATTEO SALVINI CLAUDIO BORGHI
La Bce è andata al di là delle aspettative dei mercati, se non altro per la sua determinazione a mantenere l’orientamento espansivo per una durata indefinita. La decisione lascia però aperti tutti gli interrogativi non solo sull’efficacia di questi interventi - la Bce dà l’impressione oggi di tentare tutto il possibile per riportare in alto l’inflazione - ma soprattutto sui loro costi: se il tiering riduce il peso sulle banche, resta la compressione dei rendimenti dei titoli di Stato , che penalizzano assicurazioni e fondi pensione, la distorsione complessiva delle quotazioni e, non ultimo, il forte effetto redistributivo a vantaggio del settore finanziario.

Rischi continuamente monitorati
Draghi ha ricordato che la Bce monitora costantemente il rischio che i costi superino i benefici, ma con l’obiettivo di correggerli attraverso misure macroprudenziali (non ritenute più totalmente efficaci, però, dalla stessa Banca dei regolamenti internazionali che li ha proposti). Allo stesso tempo, Draghi ha ricordato che altri fattori, più incisivi - come un elevato rapporto tra costi e ricavi - pesano sulla redditività di diverse aziende di credito.

Una decisione non semplice
I rendimenti marginali e l’aumento dei costi delle misure di politica monetaria spiegano perché la decisione di oggi non sia stata semplice. Il consiglio direttivo - ha spiegato Draghi - era unanime sulla necessità di agire, ma alcune divergenze di opinione sull’effettiva severità delle prospettive economiche hanno spinto alcuni consiglieri a proporre un rinvio delle decisioni, mentre maggiori perplessità ha suscitato la decisione di riaprire il quantitative easing. Per Draghi, il pericolo era che le aspettative di inflazione si stessero ancorando a un livello compreso tra l’1% e l’1,5%, lontano dall’obiettivo del 2%. In ogni caso, ha aggiunto, «il consensus è stato talmente ampio che non è stato necessario votare».
ario Draghi e Christine Lagardee cf fc e df c a dMARIO DRAGHI E CHRISTINE LAGARDE

Ora tocca alla politica fiscale
L’unanimità, un po’ a sorpresa, ha riguardato la necessità che la politica fiscale prenda ora il timone della politica economica. «Deve diventare l’elemento chiave», ha detto Draghi, aggiungendo: «Ora deve assumere la guida» per sostenere la domanda, ma anche per riportare in alto i rendimenti. Un segnale chiaro del fatto che la politica monetaria sta ormai raggiungendo i propri limiti e occorrano sforzi sempre maggiori per ottenere risultati sempre più piccoli. Draghi ha anche escluso che questa indicazione comporti un sostegno alle proposte di riforma del Patto di stabilità. Solo i paesi con “spazio fiscale” - è l’idea della Bce - devono quindi introdurre una politica espansiva. Fonte: qui


BANCHIERI DEL NORD EUROPA CONTRO DRAGHI, E LUI RISPONDE PER LE RIME 

IL CAPO DI DEUTSCHE BANK: I TASSI NEGATIVI SARANNO ''LA ROVINA DEL SISTEMA BANCARIO''. 

MARIO DRAGHI: ''I COSTI DEGLI ISTITUTI EUROPEI SONO SBALLATI. ADATTARE I LORO MODELLI ALLA DIGITALIZZAZIONE È MOLTO PIÙ URGENTE DELL'ESSERE ARRABBIATI PER I TASSI'' CHE FINORA SONO COSTATI 23 MILIARDI ALLE BANCHE 

TRUMP FURIOSO CON DRAGHI E SOPRATTUTTO CON LA FED, ''STA SEDUTA!''

DRAGHI RISPONDE PER LE RIME AL CAPO DI DEUTSCHE BANK
DAGONOTA -  Secondo BloombergDraghi nel suo discorso di ieri ha risposto ai commenti del CEO di Deutsche Bank, Christian Sewing, che si era lamentato dei tassi negativi (''saranno la rovina del sistema bancario''). Draghi ha detto ai giornalisti riuniti a Francoforte che i costi delle banche europee sono ''completamente sballati'', e che la necessità di adattare il modello di business alla digitalizzazione ''è molto più urgente dell'essere arrabbiati per i tassi negativi''.


BANCHE DEL NORD EUROPA CONTRO DRAGHI
Dall'articolo di Domenico Conti per l'Ansa

Nel frattempo, però gli ostacoli sulla via del nuovo 'bazooka' di Draghi sono aumentati. Vuoi perché Draghi è agli sgoccioli del mandato (termina il 31 ottobre), dunque un po' indebolito. Vuoi perché in molti vorrebbero mettere i puntini sulle 'i' con Christine Lagarde, la francese che gli succederà nel segno della continuità con la linea interventista dell'italiano.

christian sewing ceo deutsche bankCHRISTIAN SEWING CEO DEUTSCHE BANK
E una delle ragioni che circolano in ambienti tedeschi è che Draghi avrebbe forzato un po' la mano legando le mani al consiglio direttivo, facendo assaporare ai mercati una mossa dopo la quale un dietrofront provocherebbe uno scossone. Non c'è solo l'opposizione al Qe espressa da settimane dai governatori 'falchi' di Paesi come Germania, Austria, Finlandia Olanda e dalla consigliera esecutiva (tedesca) Sabine Lautenschlaeger.

C'è anche la posizione prudente di Francois Volleroy de Galhau (Banca di Francia) (…) E i problemi non si limitano al Qe: un tasso sui depositi che scende ancor più sotto zero comprime i margini d'interesse bancari.

draghiDRAGHI
I colossi europei, a partire da Deutsche Bank, gridano l'allarme da anni. Anche l'Abi, in una lettera inviata dal Presidente Antonio Patuelli e dal dg Giovanni Sabatini a Draghi e al governatore di Bankitalia Ignazio Visco, fa presente "la necessità che la prosecuzione di una politica monetaria altamente accomodante sia accompagnata da misure che ne mitighino gli effetti negativi sulla redditività delle banche, quali, ad esempio, un sistema a più livelli per la remunerazione delle riserve". Goldman Sachs, in un report, stima che dal 2014 a oggi le banche europee ci hanno rimesso qualcosa come 24 miliardi.

Così tanti soldi, per un'industria già in ginocchio, da rendere "fondamentale che un tiering accompagni ulteriori tagli dei tassi". Funzionerebbe così: una porzione dei depositi a un giorno di liquidità che le banche fanno alla Bce sarebbe esentata dal dover versare alla Bce un tasso pari a 0,5 o 0,6% (questa è la conseguenza dei tassi negativi). E per addolcire la pillola è in arrivo il nuovo Tltro. Draghi, insomma, dove essere assai creativo: perché a molti appare ormai chiaro che i tassi negativi rischiano di spingere le banche a dare meno prestiti, disfando così ogni giorno la tela costruita dal presidente della Bce per stimolare l'economia europea.

BANCHE, I TASSI NEGATIVI SONO COSTATI 23 MILIARDI PRESSING PER LO SCONTO
draghi merkelDRAGHI MERKEL
Dall'articolo di Alessandro Graziani per ''Il Sole 24 Ore'' del 10 settembre 2019

Dal 2014 a fine 2018 la politica dei tassi negativi sui depositi praticata da Bce ha generato perdite per oltre 23 miliardi nei conti delle banche europee. Solo nel 2018 si calcola che il danno economico sia stato di 7,5 miliardi. (…) In particolare - secondo una recente analisi di Goldman Sachs - tra le banche tedesche, francesi e del Benelux che, avendo circa l' 80% della liquidità parcheggiata in Bce, sarebbero le più danneggiate dall' ulteriore ribasso dei tassi negativi Secondo le analisi dell' agenzia Scope Ratings, «ogni ulteriore taglio di 10 punti base dei tassi sui depositi costerebbe almeno 1,7 miliardi alle banche europee».


TRUMP DURO: «COSÌ SVALUTATE L'EURO LA FED SEDUTA, SIAMO STATI ANTICIPATI»
Flavio Pompetti per ''Il Messaggero''

«E la Fed è ferma. Seduta! Seduta! Seduta!». Donald Trump, furioso dopo l'annuncio del taglio dei tassi sull'euro da parte di Mario Draghi, torna a prendersela con il suo bersaglio preferito: il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. «La Bce con una mossa repentina taglia dieci punti base - twitta il presidente - Lavorano con successo a deprezzare l'euro nei confronti del dollaro forte, e questo danneggia le nostre esportazioni. Loro guadagnano ogni volta che emettono debito, mentre noi dobbiamo pagare gli interessi!».

Christian Sewing Deutsche BankCHRISTIAN SEWING DEUTSCHE BANK
Questa semplificazione - semplificazione oggettivamente eccessiva - della strategia monetaria delle due banche centrali nasconde il vero nocciolo del problema per l'amministrazione Usa. Lo sforamento della spesa pubblica e la crescita precipitosa del debito sovrano stanno gravando sulle casse del Tesoro al ritmo approssimativo di 1,6 miliardi di dollari al giorno. E la generosa regalia concessa con la riforma fiscale alle imprese non ha portato l'effetto sperato di una spinta agli investimenti produttivi, e il Pil è depresso, grazie anche alla aggressiva politica commerciale voluta dal presidente.

In questo quadro complesso di concause che frenano l'economia nazionale, Trump vorrebbe che Powell lo sollevasse da ogni problema con i tagli al costo del dollaro o con una combinazione di Quantitative easing che equivarrebbe all'immissione di valuta nel sistema finanziario, anche a costo di alimentare l'inflazione, che ad agosto ha fatto segnare l'impennata più significativa di tutto il 2019.
CHRISTINE LAGARDECHRISTINE LAGARDE

LA RISPOSTA
Powell ripete all'infinito che non si piegherà alle pressioni politiche, ma l'iniziativa della Bce di fatto lo mette di fronte a una strada obbligata: il prossimo mercoledì il direttivo della Fed non potrà che ridurre di un altro quarto di punto (da 2,25% a 2%) gli interessi sull'overnight bancario, i fondi che le banche negli Usa prendono in prestito dalla Fed dopo la chiusura quotidiana, per soddisfare i parametri di liquidità richiesti dai regolamenti. La squadra degli economisti di Trump sta esplorando ogni possibile alternativa per attenuare la pressione fiscale della montagna del debito pubblico di 22.000 miliardi di dollari.

Il tesoriere Mnuchin ha confermato ieri che sta studiano seriamente l'ipotesi di emettere obbligazioni federali di corso cinquantennale, nella speranza di piazzarle ad almeno un punto percentuale sotto quelle già circolanti con trenta anni di scadenza. E ne avrebbe già parlato con gli investitori e presto estenderà la discussione ai rappresentanti dei governi alleati.
DONALD TRUMP JEROME POWELLDONALD TRUMP JEROME POWELL

Sul piano internazionale la preoccupazione resta il rallentamento della crescita globale; una frenata che l'Ocse ha denunciato essere arrivata al punto più alto degli ultimi sei anni per i venti Paesi a maggior sviluppo industriale. Il fenomeno è influenzato dai tanti elementi di instabilità, ma la guerra commerciale in atto tra Usa e Cina è il più grave.

Dalle due capitali ieri sono arrivati per l'ennesima volta modesti segnali di disgelo: la Cina è tornata a promettere la riapertura degli acquisti di carni e di prodotti agricoli made in Usa, e una maggiore apertura del suo mercato interno alle aziende statunitensi. Da Washington è giunta la decisione di rinviare l'entrata in vigore del rincaro dei dazi di ultima generazione, quelli che sarebbero dovuti partire il primo di ottobre su 250 miliardi di dollari di valore in importazioni. Segnali di buona volontà, in attesa degli incontri di vertice a New York a fine mese, durante l'apertura dei lavori dell'Onu, e della ripresa delle trattative tra le delegazioni commerciali dei due paesi all'inizio di ottobre a Washington.

Fonte: qui