9 dicembre forconi: poltrone
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sabato 14 settembre 2019

LA CAPOGRUPPO 5STELLE IN REGIONE LAZIO ROBERTA LOMBARDI APRE ALLA PROPOSTA DI FRANCESCHINI SULLA POSSIBILITÀ DI UN FRONTE PD-M5S ALLE PROSSIME REGIONALI

“SE NE PUÒ PARLARE SE REALIZZIAMO IL PROGRAMMA DI CONTE. NO AD ALLEANZE IN FUNZIONE ANTI-LEGA. MA NON CI SCIOGLIEREMO NEL PD. QUESTO DEV' ESSERE CHIARO(SI, COME NO ...)"

Annalisa Cuzzocrea per la Repubblica
ROBERTA LOMBARDI MARCELLO DE VITO VITO CRIMIROBERTA LOMBARDI MARCELLO DE VITO VITO CRIMI

«Se ne può parlare». Roberta Lombardi, capogruppo dei 5 stelle in regione Lazio, apre alla proposta di Dario Franceschini sulla possibilità di un fronte Pd-M5S alle prossime elezioni in Umbria, Emilia, Calabria. «Ma non ci scioglieremo nel Pd. Questo dev' essere chiaro».

Ha senso creare un fronte anti-Lega anche a livello regionale?
«I cittadini non vogliono assistere a una partita di Risiko. Se si tratta di mettere i nostri carrarmatini contro quelli del centrodestra per pura strategia dico no. Ma se in questi mesi di governo nazionale si trova un modo di lavorare insieme, se si comincia a realizzare il programma tracciato da Conte e il Pd si apre ai giovani, che non sono quelli cresciuti nelle segreterie di partito, ma forze fresche, vitali, innovative, allora se ne può parlare(di cosa non si è proprio capito!)».
virginia raggi roberta lombardi beppe grilloVIRGINIA RAGGI ROBERTA LOMBARDI BEPPE GRILLO

Lei è stata la prima a lanciare l' idea di questo governo. Chi oggi è ministro glielo ha riconosciuto?
«La mia gratificazione più grande è stata trovarmi d' accordo con Beppe Grillo, perché significa che sei anni di palazzo non mi hanno cambiata(AHAHAHAHAH!). Abbiamo detto le stesse cose sul fatto che non bisognasse andare al voto per far contento Salvini, che servisse un accordo(PER LE POLTRONE!) progressista su un' idea di Paese. Poi sulla necessità che il premier fosse ancora Conte(IL VOLTAGABBANA!) e che nel governo non ci fossero nomi divisivi e(SOPRATTUTTO) impuntature sulle poltrone».

roberta lombardi virginia raggiROBERTA LOMBARDI VIRGINIA RAGGI
Secondo lei Grillo sta tracciando un percorso nuovo? O è pronto a tornare quello di prima, quello che chiamava Bersani Gargamella?
«Indica una strada nuova(QUELLA A DIFESA STRENUA DELLE POLTRONE!). Lo ha sempre fatto. Ha iniziato con il famoso Vaffa day l' 8 settembre 2007, dando il via a una stagione in cui i cittadini chiedevano un profondo rinnovamento alla politica: fuori i condannati dal Parlamento, limite dei due mandati, preferenze. Questo ha portato a un periodo di grande contrapposizione». E ha(CHE AVETE) fomentato un clima di odio(PER ARRIVARE ALLE POLTRONE!).
zingarettiZINGARETTI

È il momento di cambiare?
«Ci sono stati toni molto aspri, ma così come Grillo ha dato il via a quella stagione, con la classe politica percepita come un corpo parassitario(ED ADESSO E' PEGGIO DI PRIMA, CON L'M5S), allo stesso modo sta aprendo a qualcosa di nuovo: un progetto di Paese basato su ambiente, crescita sostenibile(COME?), attenzione al territorio come necessità. Un nuovo modo per parlare di sicurezza(COME?)».

Non con i decreti, che pure avete votato, contro chi salva vite in mare e per l' estensione della legittima difesa?
«Salvini ha declinato il tema sicurezza solo come lotta all' immigrazione. Ma sicurezza è avere un tetto sopra la testa al mattino, è poter andare al lavoro o portare tuo figlio a scuola senza che ti frani il terreno sotto i piedi. Tutela del lavoro, politiche abitative, cura del territorio(INFATTI A ROMA DI TUTTO QUESTO NON AVETE FATTO LETTERALMENTE UN CAZZO!). La sfida era avere un progetto del genere in testa e chiedere in Parlamento: chi ci sta? Una sfida di pacificazione a quasi 12 anni dal Vaffa day, per chiudere una pagina importante, che ha avuto conseguenze politiche enormi(ANDATE A CASA CIALTRONI ED INETTI CHE ALTRO NON SIETE!)».
luigi di maio roberta lombardi virginia raggiLUIGI DI MAIO ROBERTA LOMBARDI VIRGINIA RAGGI

Il Movimento sta interpretando questo spirito?
«Sicuramente lo ha fatto quando ha costruito i 29 punti dell' accordo».
Per ora, un libro dei sogni.
Nicola Zingaretti Luigi Di Maio Giuseppe ConteNICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE









«Lo era anche il reddito di cittadinanza. Serve impegno e capacità(CHE AVETE DIMOSTRATO DI NON AVERE.). Questo governo deve fare cose(PER MANTENERE LE VOSTRE POLTRONE) per il Paese, non contro Salvini. Nel lavoro in regione Lazio c' è stato un percorso fatto quotidianamente che mi ha portata a dire: su alcuni temi si può dialogare(INCIUCIARE). Poi Zingaretti è quello delle nomine in Sanità, ha alcuni collaboratori indagati. Non ci scioglieremo nel Pd come non ci siamo sciolti nella Lega».
virginia raggi roberta lombardiVIRGINIA RAGGI ROBERTA LOMBARDI



Sono in arrivo nuovi ruoli e nuove regole per i M5S. Cosa si aspetta?
«Che ci sia una gestione il più collegiale possibile sia nelle scelte locali che in quelle strategiche a livello nazionale. I cosiddetti facilitatori devono avere un riconoscimento dal basso, altrimenti non saranno mai accettati dalla nostra base. E continueremo a perdere pezzi».

Serve una legge elettorale proporzionale?
«Sì. Quando i cittadini hanno bocciato il referendum di Renzi, hanno rifiutato un impianto in cui chi vince piglia tutto: governo, Parlamento, istituzioni di garanzia. Chiedono rappresentanza: partiti in grado di parlarsi e fare sintesi». Fonte: qui

giovedì 29 agosto 2019

DURISSIMO CLAUDIO MESSORA CONTRO DI MAIO: ''CON LA SUA MANOVRINA DI PALAZZO("LA GRANDE AMMUCCHIATA PER POLTRONE") PASSA DA VICEPREMIER E MINISTRO DEL LAVORO A RACCATTAPALLE, E I MINISTERI CHIAVE DEL PAESE TORNANO AL PD CHE ERA STATO CANCELLATO DALLE ELEZIONI. I MERCATI BRINDANO: ANDATE AFFANCULO!''


I NUMERI PARLANO CHIARO: I GIALLO-ROSSI INSIEME NON HANNO LA FORZA PER CREARE UNA MAGGIORANZA STABILE AL SENATO. MANCANO ALMENO 4 VOTI 
PER CUI DOVRANNO PER FORZA RICORRERE AI PARTITINI DEL GRUPPO MISTO E DELLE AUTONOMIE
LEU ENTRERÀ QUASI SICURAMENTE NELLA MAGGIORANZA. 
E POI INDOVINATE CHI RISPUNTA DAL CILINDRO? PIERFERDINANDO CASINI SI È MOSSO CON ZINGARETTI PER FAR CADERE IL VETO SU CONTE E…
Alberto Busacca per “Libero Quotidiano”

giuseppe conte luigi di maio 2GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO
Più che delle poltrone, Pd e M5S farebbero bene a preoccuparsi del pallottoliere. I numeri, infatti, sono impietosi. E certificano che, da soli, democratici e pentastellati non hanno la forza per dar vita a un governo giallorosso. Per far tornare i conti sarà necessario rivolgersi ai "cespugli", i piccoli partiti "nascosti" nel gruppo misto e in quello delle autonomie. Cosa che, però, renderebbe la maggioranza molto più ballerina.

di battista paragoneDI BATTISTA PARAGONE
Il problema, come sempre, è il Senato, aula dove è più difficile ottenere la fiducia. Vediamo la situazione nel dettaglio. Il principale gruppo di Palazzo Madama è quello del Movimento Cinque Stelle, composto da 107 senatori. Ma ieri Gianluigi Paragone ha fatto sapere che, «per coerenza», non sosterrà l' inciucio. E così si scende già a 106. Il Partito democratico porta in dote 51 voti, che fanno arrivare il conto a quota 157E qui iniziano i guai. Perché per avere la maggioranza bisogna ottenerne almeno 161. Pd e Cinque Stelle, da soli, non ce la fanno.
la de petris una gattara in sonnoLA DE PETRIS UNA GATTARA IN SONNO

E allora? E allora, come detto, bisognerà rivolgersi ai "cespugli". In primo luogo a quelli che compongono il gruppo misto. Qui, in particolare, ci sono quattro senatori di Leu (guidati da Pietro Grasso), più che disponibili a far parte di un esecutivo anti-Salvini. Con loro si arriva alla famigerata quota 161, ma per un governo che vuole durare fino alla fine della legislatura non è ancora abbastanza, anche perché non è detto che tra i grillini l' unica defezione sia quella di Paragone (si parla di una decina di senatori pronti a "sganciarsi").
consultazioni emma boninoCONSULTAZIONI EMMA BONINO

Così sarà necessario cercare l' appoggio anche degli altri componenti del gruppo misto. Emma Bonino, dopo le consultazioni di ieri al Quirinale, ha detto che «+Europa non ritiene di poter garantire il sostegno a un governo di cui non conosciamo niente». Porta semi-chiusa, insomma. Restano Riccardo Nencini del Psi, cinque fuoriusciti del M5S e due esponenti del Movimento Associativo Italiani all' Estero.
pierferdy casini foto mezzelani gmt068PIERFERDY CASINI FOTO MEZZELANI 




PIER FERDINANDO C' È
Esaurito il gruppo misto, la nuova maggioranza potrebbe pescare qualcosa pure nel gruppo per le Autonomie. Qui, tra l' altro, troviamo Pier Ferdinando Casini, che si può considerare giallorosso ad honorem. C' era anche lui, infatti, tra quelli che hanno invitato il leader del Pd, Nicola Zingaretti, a far cadere il suo veto su Conte.
giuseppe conte luigi di maioGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

pierferdinando casini paolo gentiloni mario monti elsa antonioliPIERFERDINANDO CASINI PAOLO GENTILONI MARIO MONTI ELSA ANTONIOLI














«È sbagliata», ha spiegato, «la pregiudiziale contro il presidente del Consiglio dimissionario. Conte ha gestito una formula politica sostanzialmente ingestibile e l' ha fatto per senso di responsabilità verso il Movimento e verso il Paese. Non si può dimenticare che per due volte ha evitato la procedura d' infrazione contro l' Italia».

salvini conteSALVINI CONTE
«Conte non è De Gasperi», ha aggiunto, «del resto di De Gasperi in circolazione non ne vedo molti, ma è una persona che ha dimostrato serietà, capacità e ragionevolezza». Insomma, Pier Ferdinando c' è.

TRATTATIVE
Meno scontato, invece, l' appoggio dei tre senatori dell' Svp. Dopo il primo colloquio con Mattarella, Julia Unterberger ha comunicato che «l' orientamento prevalente all' interno del partito è quello dell' astensione». E Philipp Achammer, segretario politico della Svp, ha precisato: «Siamo favorevoli ad un governo tecnico, non a uno formato da Movimento Cinque Stelle e Pd».
Dieter Steger, Julia Unterberger, Albert Laniece del gruppo per le autonomieDIETER STEGER, JULIA UNTERBERGER, ALBERT LANIECE DEL GRUPPO PER LE AUTONOMIE

Tirando le somme, l' esecutivo giallorosso potrebbe arrivare intorno ai 175 voti a favore (contando anche sull' eventuale aiuto dei senatori a vita). Abbastanza, ma bisogna vedere quanto sarà consistente la fronda grillina. E comunque i pentastellati dovranno rassegnarsi al fatto che trattare coi dem (cosa già di per sé complicata, come stiamo vedendo in questi giorni) non sarà sufficiente.
consultazioni riccardo nencini emma boninoCONSULTAZIONI RICCARDO NENCINI EMMA BONINO







Poi bisognerà convincere i vari Grasso, Casini, Nencini... in bocca al lupo...
Fonte: qui


LEONARDO METALLI, UNO DEI PRIMI PENTASTELLATI IN RAI: ''IL M5S FINIRÀ COME L'UOMO QUALUNQUE, SPARIRÀ DOPO L'ALLEANZA CON LA SINISTRA'' 

BARILLARI: ''PRONTI A DIMETTERCI IN BLOCCO''

METALLI: I 5 STELLE FARANNO LA FINE DELL'UOMO QUALUNQUE

Leonardo Metalli, giornalista del Tg1, uno dei primi ''grillini'' in Rai

claudio messora beppe grilloCLAUDIO MESSORA BEPPE GRILLO

I 5 Stelle (vedi Casaleggio) hanno seguito alla perfezione la genesi evolutiva dell’Uomo qualunque nato da una rivista fondata a Roma nel 1944 e diretta da Guglielmo Giannini (vedi Grillo). Caratterizzato da un linguaggio colorito e popolaresco, dichiaratamente anticomunista, aderendo prima alla destra, (vedi Salvini) alimentò, facendo leva sul malessere sociale dei ceti medi, la sfiducia contro i partiti.

leonardo metalli beppe grilloLEONARDO METALLI BEPPE GRILLO

Nel 1946, il vasto movimento di opinione pubblica suscitato, soprattutto al Sud, dalla rivista, sfociò nella formazione di un partito politico, il Fronte dell’Uomo qualunque, che riportò un notevole successo nelle elezioni per l’Assemblea Costituente e un successo ancora maggiore, nel novembre dello stesso anno, nelle elezioni amministrative in numerose città del Centro-Sud. Il Fronte, tuttavia, incapace di darsi un programma definito, si avviò a un rapido declino facendo alleanze finali deludenti con le sinistre (Vedi Pd e Zingaretti) e dopo le elezioni politiche del 1948 scomparve dalla scena politica. (vedi epilogo M5S). Fonte: qui


DALLE STELLE ALLE STALLE 
VITTORIO FELTRI: “IL GOVERNO SERVE A EVITARE ELEZIONI ANTICIPATE CHE SOTTERREREBBERO I GRILLINI NELL’INDIFFERENZA SE NON NEL DISGUSTO. SI PRESENTARONO AL GRIDO DI VAFFANCULO E INDOSSARONO ABITI VIRGINALI E ORA SFOGGIANO LE NUDITÀ DELLE ESCORT” 
“PUR DI FAR SECCO SALVINI, I SUOI AVVERSARI ED EX SOCI SONO PRONTI A STROZZARSI CON LA CRAVATTA. BUONA MORTE A TUTTI. L' IMPORTANTE È CHE…”
Vittorio Feltri per “Libero Quotidiano”

Perfino i ciechi e i sordi, forse anche i deficienti, hanno capito l' antifona: l' erigendo governo obbedisce all' esigenza di evitare elezioni anticipate che sotterrerebbero i grillini nell' indifferenza se non nel disgusto. Essi si presentarono sulla scena politica al grido di vaffanculo e indossarono abiti virginali e ora sfoggiano le nudità delle escort. Sono disposti a tutto, addirittura a prostituirsi, pur di non perdere fettuccine di potere e indennità varie spettanti ai parlamentari. Niente di nuovo e molto di vecchio.

NICOLA ZINGARETTI E LUIGI DI MAIO BY CARLINICOLA ZINGARETTI E LUIGI DI MAIO BY CARLI
La convenienza ispira ogni mossa di questa gentarella avvinta come l' edera ai palazzi della cuccagna. I cittadini onesti che sperano ancora si possa votare sono dei poveri illusi. Il capo dello Stato deve obbligatoriamente tenere conto che, secondo la Costituzione, ha il diritto di governare il gruppo di approfittatori che, mettendo insieme i cocci dei partiti, riesce ad esprimere una maggioranza, per quanto rivoltante e per nulla coesa. Infatti i leader continuano a litigare, non sui programmi da realizzare, bensì sulla spartizione degli incarichi che li arrapano per motivi di ingordigia.


Qualcuno, dicevo, spera in una rottura definitiva tra M5S e Pd e che Mattarella si scocci e sciolga le Camere. Sognare non è vietato, ma non vale la pena. Non è il popolo che può cambiare la realtà, è il popolo che ad essa deve adattarsi. E la realtà è che onorevoli e senatori sono affezionati al loro ruolo e piuttosto che andare a casa sono disposti a tutto, anche a rimediare una figura di merda.

I pentastellati fanno le bizze perché pretendono la conferma di Conte alla presidenza del Consiglio, mentre i dem insistono per avere un premier di maggior peso intellettuale, e non hanno torto.
giuseppe conte luigi di maio 2GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO 2
Ma queste sono inezie, diversivi che saranno superati grazie alla smania di varare un esecutivo che castighi Salvini, condannandolo alla marginalità che lui stesso ha scelto in un impeto di stupidità tattica e strategica. Pur di far secco il capo della Lega, i suoi avversari ed ex soci sono pronti a strozzarsi con la cravatta. Buona morte a tutti. L' importante è che gli italiani siano in grado di sopravvivere e di respingere con forza l' ennesimo imbroglio di cui sono vittime innocenti.

Fonte: qui

lunedì 30 aprile 2018

TUTTI PERDONATI GLI IMPRESENTABILI DELL'M5S?

GRAZIATO E RIAMMESSO NEL GRUPPO M5S, EMANUELE DESSÌ, AMICO DI SPADA E PICCHIATORE DI ROMENI, PASSEGGIA TRANQUILLO A PALAZZO MADAMA

POI CI SONO I CANDIDATI MASSONI E QUELLI DI RIMBORSOPOLI: CECCONI, CAIATA, MARTELLI, BUCCARELLA, TUTTI PERDONATI O ALLINEATI, COMUNQUE FEDELI ALLA LINEA…

COSA NON SI FA PER UNA POLTRONA(PALAZZO CHIGI)!!!

Federico Capurso per “la Stampa

di maioDI MAIO
I candidati massoni «non solo sono stati già espulsi dal Movimento 5 Stelle, ma li denuncerò per danni di immagine», prometteva Luigi Di Maio all' alba delle elezioni. Cosa fare, però, con i parlamentari coinvolti nello scandalo Rimborsopoli?

«Se non rinunceranno alla proclamazione, li denuncerò per danni di immagine», assicurava il leader. E gli altri Impresentabili? La risposta - come si può intuire - è sempre stata la stessa. Ma oggi, a quasi due mesi dal voto, che fine hanno fatto gli otto parlamentari eletti e ripudiati dal Movimento?

EMANUELE DESSI E DOMENICO SPADAEMANUELE DESSI E DOMENICO SPADA
Di rinunce o denunce non c' è traccia. Sono tutti al loro posto e tranquilli passeggiano nei cortili di Montecitorio e Palazzo Madama. Anzi, uno di loro, il senatore Emanuele Dessì, è stato persino graziato e riammesso nel gruppo M5S. «La polemica sull' affitto irrisorio pagato per la sua casa popolare è stata chiarita dal suo Comune di residenza, riconoscendogli il diritto a quel canone», dicono dal Movimento. Dimenticando, forse, il video di Dessì in compagnia del pugile Domenico Spada, membro dell'omonimo clan mafioso di Ostia; o i suoi post su Facebook in cui si vantava di aver picchiato dei ragazzi romeni.
emanuele dessi alessandro di battistaEMANUELE DESSI ALESSANDRO DI BATTISTA

Capiranno gli elettori. Perché dopotutto, al Senato, ogni voto è prezioso. Purtroppo, non si poteva concedere il perdono anche ai due colleghi senatori Carlo Martelli e Maurizio Buccarella, rieletti nonostante lo scandalo Rimborsopoli. Troppo bruciante la colpa, tanto che ancora oggi gli attivisti Cinque Stelle li insultano quotidianamente sui loro profili social.

«Non possiamo fare altro che eliminare i commenti», sospira Buccarella, che però ammette di essere rimasto in «ottimi rapporti» con gli ex colleghi.
MAURIZIO BUCCARELLAMAURIZIO BUCCARELLA

Tanto che lui, come anche Martelli, si sono finora perfettamente allineati alle votazioni in Senato con il Movimento, come se ne facessero ancora parte.

Le minacce di denuncia di Di Maio, invece, sembra siano cadute nel vuoto. «Solo se non avessimo firmato un documento in cui rinunciavamo alla nostra proclamazione, ci avrebbe denunciato», precisa Buccarella. «E io l'ho firmato, dandolo al mio referente del Movimento in Puglia, che poi lo ha depositato in Corte d' Appello. Ecco, dopo non so cosa sia successo. Evidentemente la Corte non lo ha preso in considerazione».

filippo roma delle iene becca andrea cecconiFILIPPO ROMA DELLE IENE BECCA ANDREA CECCONI






Il motivo lo spiega senza troppi giri di parole il deputato Andrea Cecconi: «È carta straccia». Anche lui sospeso dal Movimento per il caso Rimborsopoli e in attesa che i probiviri M5S, intorno alla fine di maggio, si pronuncino. «Ma non credo ci siano possibilità di rientrare», nonostante anche lì alla Camera, come al Senato, i Cinque Stelle epurati continuino a seguire le indicazioni di voto del Movimento. Una posizione comodissima per entrambe le parti. Tanto che i vertici grillini «non ci hanno ancora detto nulla a proposito delle restituzioni da fare. Sappiamo solo che in questa legislatura saranno forfettari. Certo, se non ce lo chiedono...», dicono a una voce sola Buccarella e Cecconi, che sull' ipotesi di rientrare nel gruppo M5S ci hanno messo da tempo una pietra sopra.
SALVATORE CAIATASALVATORE CAIATA

Chi invece spera ancora di poter essere graziato è Salvatore Caiata, punito per non aver informato di un'indagine per riciclaggio a proprio carico, e che però, nel frattempo, avrebbe teso le orecchie anche all' ipotesi di un suo passaggio ad un altro gruppo, magari nel centrodestra. Insieme a lui, nel gruppo Misto alla Camera, ci sono anche la rieletta Silvia Benedetti, abbandonata per Rimborsopoli, il massone Catello Vitiello e Antonio Tasso, che continua ad utilizzare sui social l' immagine del Movimento nonostante sia stato interdetto dall' uso del simbolo.
CATELLO VITIELLOCATELLO VITIELLO

Nessuno, però, vuole infastidirli, fin quando resteranno dei voti fedeli al Movimento. Anzi, dicono gli epurati, «visto che non ci chiedono nemmeno i soldi indietro e che questa legislatura potrebbe finire presto, molti di quelli al secondo mandato potrebbero raggiungerci. Vedrete».

Fonte: qui