9 dicembre forconi

mercoledì 10 luglio 2019

I 14 MARINAI CHE HANNO PERSO LA VITA NELL’INCENDIO AL SOTTOMARINO RUSSO SI SONO CHIUSI ALL’INTERNO DELLA SEZIONE INCIDENTATA E HANNO EVITATO CHE LE FIAMME RAGGIUNGESSERO IL REATTORE NUCLEARE, CHE È RIMASTO INTEGRO

“SONO MORTI PER EVITARE LA CATASTROFE”  
IL “LOSHARIK” È RIENTRATO IN PORTO ED È RECUPERABILE 


Giuseppe D'Amato per “il Messaggero”

il sottomarino losharik rientra in portoIL SOTTOMARINO LOSHARIK RIENTRA IN PORTO
«Con il loro eroismo hanno evitato una catastrofe planetaria». Questo ha affermato il capitano Serghej Pavlov, aiutante del capo di Stato maggiore della Marina federale ai funerali dei 14 sommergibilisti, che hanno perso la vita nel corso di un misterioso incidente, mentre erano in missione negli abissi del mare di Barents nella serata del primo luglio scorso.

A bordo dell'AS-12 Losharik (progetto 10831), entrato in servizio nel 2010 e considerato dagli esperti come una delle più moderne e segrete imbarcazioni della Flotta, vi era la crema della Marineria di Mosca: ben 7 capitani e due eroi della Russia.

i 14 marinai morti nell'incendio al sottomarino russo losharikI 14 MARINAI MORTI NELL'INCENDIO AL SOTTOMARINO RUSSO LOSHARIK
Il Cremlino e il ministero della Difesa hanno limitato al massimo finora le informazioni sull'apparato sottomarino, come fecero analogamente nell'agosto 2000 con il tristemente famoso Kursk. Ma qualcosa di estremamente grave è successo in mezzo a quelle acque gelide, tanto che il presidente Putin - il giorno dopo l'incidente - ha cancellato una visita programmata nella regione di Tver e il vicepresidente Usa Pence è tornato d'urgenza a Washington.
sottomarino russo losharikSOTTOMARINO RUSSO LOSHARIK

L'INCENDIO
Ufficialmente i 14 sono morti per aver respirato le inalazioni velenose, provocate da un incendio (le cui cause sono ignote, anche se qualcuno ha ipotizzato una fuga di gas) nel vano batterie. Si sono chiusi all'interno della sezione incidentata e hanno evitato il propagare delle fiamme al reattore nucleare, che è rimasto, per fortuna, integro.
i funerali dei 14 marinai morti nell'incendio al sottomarino russo losharik 4I FUNERALI DEI 14 MARINAI MORTI NELL'INCENDIO AL SOTTOMARINO RUSSO LOSHARIK



Al riguardo, i sempre vigili norvegesi - confinanti dei russi, che tengono sotto stretta osservazione l'area, dove vi è la più alta concentrazione al mondo di materiale atomico militare abbandonato durante la Guerra Fredda hanno dichiarato di non aver notato alcuna variazione del livello radioattivo. Insomma niente di anormale. «Il reattore è isolato ha raccontato il ministro della Difesa Serghej Shojgu a Vladimir Putin - Tutte le misure necessarie sono state prese dall'equipaggio per proteggere il reattore che è completamente in ordine».
i funerali dei 14 marinai morti nell'incendio al sottomarino russo losharik 5I FUNERALI DEI 14 MARINAI MORTI NELL'INCENDIO AL SOTTOMARINO RUSSO LOSHARIK

Composto da una serie di sfere interconnesse, che permettono di resistere all'alta pressione delle grandi profondità, il Losharik è utilizzato ufficialmente per raccogliere campioni di terreno dai fondali artici e così dimostrare che ampie zone del Polo appartengono alla piattaforma russa, quindi Mosca avrebbe sovranità sulla regione, ricchissima di materie prime.

i funerali dei 14 marinai morti nell'incendio al sottomarino russo losharikI FUNERALI DEI 14 MARINAI MORTI NELL'INCENDIO AL SOTTOMARINO RUSSO LOSHARIK








Invero gli specialisti occidentali affermano che questo apparato sottomarino è in grado di raggiungere la quota di -6mila metri. Il che significa che con il giusto equipaggiamento può tagliare anche i cavi di comunicazione internazionale sotto agli oceani, ossia internet e telefonia in pericolo. Di tali cavi ve ne sono una ventina tra l'Europa e l'America. Altro uso possibile è quello di disseminare apparati d'ascolto in operazioni spionistiche alla James Bond.
i funerali dei 14 marinai morti nell'incendio al sottomarino russo losharik 2I FUNERALI DEI 14 MARINAI MORTI NELL'INCENDIO AL SOTTOMARINO RUSSO LOSHARIK 

Il Losharik è in genere trasportato sotto alla chiglia del sottomarino nucleare Orenburg, usato come base. Può portare fino a 25 persone. Quella notte a bordo vi era anche «un civile», che non ha riportato problemi fisici, poiché immediatamente «evacuato». Quattro altri marinai si sono salvati.

RIENTRATO IN PORTO
i funerali dei 14 marinai morti nell'incendio al sottomarino russo losharik 3I FUNERALI DEI 14 MARINAI MORTI NELL'INCENDIO AL SOTTOMARINO RUSSO LOSHARIK 









Attualmente l'unità incidentata è stata riportata al porto di Severomorsk, base della Flotta, ed è in riparazione. Nessuno chiaramente può avvicinarsi. Il ministro Shojgu ha rassicurato il presidente Putin: il Losharik è recuperabile.

i funerali dei 14 marinai morti nell'incendio al sottomarino russo losharik 1I FUNERALI DEI 14 MARINAI MORTI NELL'INCENDIO AL SOTTOMARINO RUSSO LOSHARIK 




Dopo le parole del capitano Pavlov il mistero si infittisce ulteriormente. I principali interrogativi finora sono stati: dove è avvenuto l'incidente; che tipo di missione stava svolgendo l'apparato; perché tale concentrazione di alti ufficiali tutti insieme; quanto è durata l'operazione di recupero. Adesso vi è il sospetto che si sia rischiata una doppia Cernobyl degli abissi: se il Losharik fosse saltato in aria avrebbe provocato la distruzione anche della sua base madre, l'Orenburg.
incidente al sottomarino kursk nel 2000INCIDENTE AL SOTTOMARINO KURSK NEL 2000

Ben due esplosioni nucleari in un colpo solo: una catastrofe dalle proporzioni colossali! Anzi planetaria, per citare il capitano Pavlov. Il maggiore incidente per i russi resta però quello del sottomarino nucleare Kursk nel mare di Barents, il 12 agosto 2000, a causa dell'esplosione di un siluro. Allora perirono in 118.

Fonte: qui



Che cos'era che il sottomarino russo, Losharik , trasportava?

I russi non lo stanno dicendo ma questo potrebbe essere un indizio:
I militari russi "scongiurarono la catastrofe planetaria" durante l'incidente nucleare sottomarino, dichiarazioni ufficiali militari al funerale ...
Il Cremlino si rifiuta di rivelare la missione della nave, citando i segreti di stato.
Viene da  The Independent durante il fine settimana (HT:  ZeroHedge )



The Barents Observer ha fatto del suo meglio per capire cosa sta succedendo, a partire dalla loro prima relazione:
2 luglio  


3 luglio I  


3 luglio La 


4 luglio 

L'incendio è iniziato nel vano batterie, ma non ha influenzato il reattore, il ministro della Difesa Sergey Shoigu riferisce a Vladimir Putin ...Tragico, e potenzialmente disastroso per l'area immediata se l'involucro del reattore si fosse aperto ma non qualcosa che chiamereste "una catastrofe planetaria".
Tra le altre segnalazioni che abbiamo visto è che sette dei morti erano capitani, il che significa che qualsiasi cosa stessero facendo era piuttosto importante .
Il fatto che i russi stiano riparando e riportando la barca alla sua missione avrebbe puntato anche in quella direzione.
Allora, qual era il sottomarino o il suo sommergibile - capace di immergersi fino a 6 mila metri di profondità?
La migliore ipotesi che ho visto è una bomba termonucleare ad alto rendimento, 100-200 megaton, cobalto.
Una bomba delle dimensioni, due o quattro volte più potente della più grande mai esplosa, la sovietica Tsar Bomba (limitata a 50 MT per consentire al piano di consegna di scappare) una bomba di quelle dimensioni è abbastanza orribile ma se è racchiusa in cobalto diventa la munizione più letale mai costruita.
Ecco il fisico del MIT Max Tegmark all'HuffPo nel 2015: il dottor Stranamore è tornato: dì "Ciao" alla bomba al cobalto!
Devo confessare che, come professore di fisica, alcuni dei miei incubi sono extra geek. La mia peggiore è la C-bomb , una bomba all'idrogeno circondata da grandi quantità di cobalto. Quando ho sentito per la prima volta di questo dispositivo da giorno del giudizio nella satira nucleare di Stanley Kubrik, il dottor Stranamore, non ero sicuro che fosse fisicamente possibile. Ora, purtroppo lo so meglio, e sembra che la Russia lo stia costruendo.
L'idea è terrificante: racchiude una potente bomba H in quantità enormi di cobalto.
Quando esplode, rende il cobalto radioattivo e lo diffonde nella zona o nel globo, a seconda del progetto. L'emivita del cobalto radioattivo prodotto è di circa cinque anni, il che è abbastanza lungo da dare il tempo di fallout sufficiente per insediarsi prima che decada e uccide, ma abbastanza breve da produrre radiazioni intense per molto più tempo rispetto a quando un rifugio antiatomico. Non c'è quasi nessun limite superiore a quanto cobalto e potenza esplosiva si possano mettere nelle bombe che sono sepolte per deterrenza o trasportate via mare, e le simulazioni climatiche hanno dimostrato come le bombe all'idrogeno possono potenzialmente sollevare ricadute abbastanza alte da avvolgere il globo, quindi se qualcuno davvero volevo rischiare l'estinzione dell'umanità, l'avvio di una corsa agli armamenti di bombe atomiche è probabilmente una delle strategie più promettenti.
Non che qualcuno sano di mente farebbe mai una cosa del genere, ho capito quando ho visto il film per la prima volta. Anche se il generale americano Douglas MacArthur ha suggerito di abbandonare alcune piccole bombe al cobalto sul confine coreano negli anni '50 per scoraggiare le truppe cinesi, la sua richiesta è stata respinta e, per quanto ne sappiamo, non sono mai state costruite bombe a C. Mi sentivo sollevato dal fatto che il mio incubo geniale non fosse nient'altro che un brutto sogno.
Non è una nuova idea, il New York Times ha avuto una storia nel 1954,   " Ora Most Dreaded Weapon, Cobalt Bomb, Can Be Built " che includeva questa linea:
È questo tipo di bomba all'idrogeno di cui Albert Einstein ha detto: "Se avvenuto con successo, l'avvelenamento radioattivo dell'atmosfera, e quindi l'annientamento di qualsiasi vita sulla terra, sarà stato portato con la gamma di possibilità tecniche".
Più recentemente, 14 giugno 2016 Il Bollettino degli scienziati atomici, volume 72, 2016 - Numero 4 : Sicurezza in mare, e sotto la pubblicazione: il sottomarino russo "drone del giorno del giudizio" avrebbe una bomba al cobalto?
In seguito alla "perdita" del novembre 2015 di uno scivolo classificato che mostrava un drone russo a propulsione nucleare e nucleare destinato a creare "zone di estesa contaminazione radiologica" di lunga durata, "sia gli osservatori russi che occidentali hanno suggerito che Mosca potrebbe essere in via di sviluppo una bomba di cobalto.
Mentre l'esplosione subacquea di un massiccio cobalto o di un'arma nucleare "convenzionale" potrebbe creare zone di contaminazione di lunga durata, i decisori russi avrebbero poca fiducia che queste aree si troverebbero nelle posizioni previste, minando il caso strategico di tali attacchi.Questi risultati suggeriscono che il Cremlino non sta perseguendo le "bombe del giorno del giudizio" radiologiche, anche se il drone a propulsione nucleare sulla diapositiva sembra essere un vero progetto di ricerca.
Le persone più intelligenti di quanto pensassi potrebbero essere ciò che sta succedendo nell'Artico.
Via Climateer Investing blog,

A BARI SCOPPIA UNA MAXI-RISSA TRA ITALIANI E IMMIGRATI PER L’APPREZZAMENTO FUORI POSTO A UNA RAGAZZA

CIRCA UNA VENTINA I RAGAZZI COINVOLTI 
E’ INVERVENUTA UNA CAMIONETTA DELL’ESERCITO E I MILITARI HANNO POI CHIESTO L’INTERVENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE 
INTORNO ALLA RISSA SI E’ CREATA UNA FOLLA DI UN CENTINAIO DI PERSONE CHE…
Emanuela Carucci per www.ilgiornale.it

rissa in strada 4RISSA IN STRADA
Una maxi rissa è scoppiata ieri sera a Bari, intorno alle 21, in piazza Aldo Moro in pieno centro. Tutto pare sia partito da un diverbio tra giovani baresi ed alcuni extracomunitari. Uno di questi ultimi avrebbe fatto un apprezzamento ad una ragazza, fidanzata di un componente del gruppo di italiani. Il fidanzato della giovane donna ha inveito contro l'immigrato e da lì la situazione è degenerata. I protagonisti della vicenda sono così venuti alle mani.

Sul posto sono giunti rapidamente non solo i carabinieri e la polizia, ma anche una camionetta dell'esercito (questa è stata la prima ad intervenire) di pattuglia nei pressi della stazione del capoluogo pugliese. Proprio i militari hanno chiesto l'intervento delle forze dell'ordine in ausilio per sedare la rissa.

rissa in stradaRISSA IN STRADA
Intervenuti anche i sanitari del 118 e un'auto medica per curare i feriti. Circa una ventina sono stati i ragazzi coinvolti nella rissa. Per tre di loro è scattato il fermo (due immigrati e un barese minorenne). Almeno tre sono i feriti, due ragazzi baresi e un extracomunitario. Intorno alla rissa, come si legge sul quotidiano regionale "La Gazzetta del Mezzogiorno", si era creata una folla di un centinaio di persone e si temeva che il litigio potesse coinvolgere molte più persone di quelle già coinvolte.

Fonte: qui

QUANDO HA TORTO IL PEDONE INVESTITO? SE ATTRAVERSA LA STRADA CON GLI OCCHI O LE ORECCHIE INCOLLATI ALLO SMARTPHONE

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI TRIESTE SU UN INCIDENTE DEL 2010: ATTRAVERSANDO MENTRE ERA AL TELEFONO, LA VITTIMA AVREBBE AGITO "IN DISPREZZO DELLE REGOLE SULLA CIRCOLAZIONE STRADALE E DI NORMALE PRUDENZA" ED E’ STATA RITENUTA RESPONSABILE ALL’80% DELL’INCIDENTE
Chiara Severgnini per corriere.it

pedone investimentoPEDONE INVESTIMENTO
Attraversare la strada con gli occhi o le orecchie incollati allo smartphone può costare caro: in caso di incidente, il pedone può essere ritenuto responsabile (in parte) del suo stesso investimento. Lo ha stabilito il Tribunale di Trieste con una sentenza (la 380/2019) che non rappresenta un caso del tutto isolato: da tempo la giurisprudenza ha stabilito che il pedone non ha sempre ragione, perché può — per distrazione o imprudenza — concorrere nel causare un incidente. Del resto, i cittadini che si aggirano per le città prestando più attenzione allo smartphone che alle regole (e al buon senso) sono un problema noto da tempo: alcuni Stati, come lo Utah e l’Australia, hanno introdotto delle multe proprio nel tentativo di arginare il fenomeno.

L’articolo 2054 del codice civile stabilisce che, in caso di incidente, «il conducente di un veicolo (...) è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno». Di norma, quindi, quando viene investito un pedone la responsabilità è del conducente dell’auto, come ha ribadito anche la Cassazione a fine giugno.

pedone investimentoPEDONE INVESTIMENTO
Ma, come riferisce il quotidiano giuridico StudioCataldi, il Tribunale di Trieste ha stabilito che se il comportamento del pedone è stato «fattore causale esclusivo dell’evento dannoso», la responsabilità può essere condivisa. Purché, beninteso, il guidatore dimostri che non era possibile evitare l’impatto con una manovra d’emergenza, come già stabilito dalla Cassazione nel 2017, secondo cui «in caso di investimento di pedone» la responsabilità del conducente è «esclusa» se non c’era «alcuna possibilità di prevenire l’evento, situazione ricorrente allorché il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile ed anormale».

Nel caso esaminato a giugno dal Tribunale di Trieste, chiamato a giudicare in appello dopo una sentenza di primo grado del Giudice di Pace, il «comportamento imprevedibile e anormale» sarebbe legato proprio all’uso del telefonino. I fatti risalgono al febbraio del 2010. L’incidente si è verificato nei pressi di una fermata dell’autobus e ad essere investita è stata una donna che stava proprio per salire sul mezzo pubblico. Nella sentenza si legge che la vittima dell’incidente «aveva attraversato la strada parlando al cellulare e senza preventivamente guardare se stessero sopraggiungendo altri veicoli». Di conseguenza, secondo il giudice «risulta incontrovertibile la connotazione colposa della condotta della pedone», che avrebbe agito «in disprezzo delle regole sulla circolazione stradale e di normale prudenza». La colpa dell’incidente, quindi, è da attribuire all’80% alla ragazza che è stata investita e al 20% al guidatore. Chi era alla guida dell’auto non viene completamente discolpato dal Tribunale perché avrebbe dovuto prevedere il comportamento della donna, dal momento che l’aveva vista correre sul marciapiede per avvicinarsi all’autobus. Fonte: qui

COLPO DI CALORE: SI TRATTA DI UNA SINDROME CHE, SE NON RICONOSCIUTA ED AFFRONTATA, PUÒ AVERE GRAVI CONSEGUENZE ANCHE FATALI

I PRIMI SINTOMI DEL COLPO DI CALORE SONO LA SUDORAZIONE COPIOSA, IN QUANTO IL CORPO CERCA DI DISSIPARE ATTRAVERSO IL SUDORE IL CALORE IN ECCESSO, E UN MISTO DI SEGNALI QUALI LIEVE CONFUSIONE MENTALE, CRAMPI ADDOMINALI E MUSCOLARI, NAUSEA E VOMITO PER CUI VIENE SCAMBIATA PER…
Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”

colpo di sole 9COLPO DI SOLE
Una volta veniva chiamato "insolazione", un termine popolare usato per descrivere il malessere causato dalla prolungata esposizione al sole, una sindrome registrata di frequente in queste prime settimane estive, la quale, se non riconosciuta ed affrontata, può avere gravi conseguenze anche fatali.

Il colpo di calore infatti, è una vera e propria condizione patologica che si verifica quando ci si espone per troppo tempo ad elevate temperature, ai raggi solari, all' alta umidità, all' afa e al caldo bollente, e quando si affrontano tali condizioni climatiche senza alcuna protezione.

colpo di sole 7COLPO DI SOLE
Il colpo di calore in medicina è chiamato "ipertermia", perché provoca un forte aumento della temperatura corporea simile a quello della febbre, ma mentre questa è una risposta dell' organismo ad uno stato di infezione batterica o virale, ed insorge a prescindere dalla temperatura esterna, l' eccessivo riscaldamento corporeo è invece la causa principale dell' ipertermia.

colpo di sole 8COLPO DI SOLE
I primi sintomi del colpo di calore sono la sudorazione copiosa, in quanto il corpo cerca di dissipare attraverso il sudore il calore in eccesso, e un misto di segnali quali lieve confusione mentale, crampi addominali e muscolari, nausea e vomito, per cui tale sindrome spesso viene scambiata dal paziente per intossicazione alimentare.

Quando l' ipertermia è conclamata, con una temperatura corporea che raggiunge i 40gradi, compaiono i brividi simili a quelli da freddo, accompagnati da sintomi neurologici quale ottundimento del sensorio, cefalea, capacità di controllo ridotte, ed emergono istinti aggressivi anche verso eventuali soccorritori.

colpo di sole 6COLPO DI SOLE
Inoltre insorge la disidratazione, un processo endotermico dovuto all' evaporazione attraverso il sudore del calore, per raffreddare la pelle, e la perdita di acqua, se non compensata, disidrata anche gli organi interni, cervello compreso, riducendo la pressione sanguigna al minimo, causa di frequente ipotensione con perdita di coscienza.

L'AFFATICAMENTO 

Il nostro cervello infatti, in condizioni estreme, o molto lontane dalla norma, tende ad affaticarsi facilmente, predisponendoci con maggiore facilità a comportamenti impulsivi, che mettono a dura prova l' equilibrio psicofisico di ognuno di noi, e quando si surriscalda, tutte le cellule cerebrali subiscono il danno dovuto all' alterato livello di minerali ed elettroliti essenziali.

colpo di sole 5COLPO DI SOLE
In questi casi intervenire in tempo è fondamentale per evitare gravi complicanze non solo encefaliche, ma anche a livello di organi quali cuore, reni, muscoli ed apparato vascolare, il quale spesso va in shock volemico per l' improvvisa riduzione della pressione arteriosa.

Il primo soccorso ad un soggetto in ipertermia è quello di portarlo immediatamente all' ombra, in un posto fresco e ventilato, fornendogli impacchi di acqua fredda o ghiaccio sulla testa, sul collo, sotto le ascelle e all' inguine, ovvero nei distretti dove scorrono le arterie più importanti, cercando di abbassare la temperatura corporea vaporizzando il corpo con spruzzi refrigeranti.
colpo di sole 4COLPO DI SOLE

Vanno poi somministrati liquidi salati, per esempio mettendo un cucchiaino di sale e due di zucchero in un litro di acqua, ed in attesa del soccorso medico bisogna controllare sempre la temperatura corporea e l' intorpidimento mentale, ovvero verificare che il paziente risponda ai comandi e non si distacchi dalla realtà. Il colpo di calore comunque necessita sempre di ricovero ospedaliero, a tutela della vita di tutti gli organi coinvolti, e solo successivamente vanno curate le eventuali ustioni e lesioni della pelle con farmaci anti-eritema a base di cortisone.

PRE-COMA 
Nell' organismo umano in salute la temperatura corporea interna ed esterna, viene mantenuta costante, dai centri di controllo cerebrali, ad un valore di circa 37gradi, qualunque siano le condizioni climatiche, ma quando l' esposizione al caldo è eccessiva, la sudorazione non è più in grado di raffreddare la superficie cutanea e il corpo diventa incapace di controllare la temperatura, cosicché questa sale rapidamente causando sofferenza cerebrale, che può arrivare a manifestarsi con convulsioni, allucinazioni e perdita di coscienza, un pre-coma che va affrontato rapidamente in un centro di rianimazione.
colpo di sole 16COLPO DI SOLE

Fortunatamente i colpi di calore registrati in queste settimane nei nostri ProntoSoccorso non sono stati così gravi, ma è necessario sottolineare che si tratta in ogni caso di una risposta infiammatoria sistemica che coinvolge tutto l' organismo, e che può verificarsi anche a due giorni di distanza dall' insolazione, naturalmente se non trattata all' inizio.

I soggetti più vulnerabili sono i bambini molto piccoli, gli anziani, e le persone affette da patologie croniche quali obesità, ipertensione, malattie cardiovascolari e respiratorie, neurologiche, insufficienza renale e disturbi dell' equilibrio idroelettrolitico.
colpo di sole 2COLPO DI SOLE

Il colpo di calore rappresenta quindi un' emergenza medica che va trattata in maniera repentina, poiché il caldo estremo brucia e danneggia tutte le cellule, e può condurre a disfunzioni multiorgano irreversibili, come la rabdomiolisi (distruzione delle cellule muscolari), insufficienza renale ed epatica acuta, sindrome da distress respiratorio e danni cerebrali permanenti.
colpo di sole 15COLPO DI SOLE



Per evitare la sindrome da ipertermia bisogna imitare coloro che sono abituati a viaggiare nel deserto, i quali non subiscono quasi mai il colpo di calore, perché essendo a conoscenza che il primo potenziale nemico durante la traversata è il sole ed il caldo, si proteggono con abiti traspiranti, e si coprono a dovere, viso compreso, idratandosi continuamente, come fanno i loro cammelli attingendo alle proprie riserve idriche.

Fonte: qui