9 dicembre forconi

martedì 21 agosto 2018

"LE CRITICITÀ DEL PONTE ERANO NOTE DAGLI ANNI ‘90”

IL PROFESSOR CARMELO GENTILE DEL POLITECNICO DI MILANO: “AVEVAMO EVIDENZIATO LE DEFORMAZIONI DEL PILONE CROLLATO MA NON AVEVAMO LE INFORMAZIONI NECESSARIE PER FAR EMERGERE UN RISCHIO DI COLLASSO DELLA STRUTTURA 
L'IDEA DI MORANDI E' STATA INNOVATIVA MA LA TECNOLOGIA DELL'EPOCA NON ERA AVANZATA PER EVITARE CHE..."
Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”

CARMELO GENTILECARMELO GENTILE
«Professore?». Clic. «Mi sente?». Clic. Niente da fare. Il professor Carmelo Gentile, docente di Tecnica delle Costruzioni al Politecnico di Milano ma soprattutto l' esperto che per primo ha segnalato il «rischio tiranti» del ponte Morandi, è in barca in qualche mare lontano. Abbiamo potuto così solo scrivergli le domande. E queste sono state le sue risposte.
Lo scorso anno Autostrade attraverso Spea vi ha commissionato uno studio sui tiranti del ponte Morandi. Perché?
«Premetto che lo studio comprendeva indagini dinamiche sui sistemi bilanciati dei piloni 9 e 10 del viadotto Polcevera e la proposta tecnica di un sistema di monitoraggio permanente. Penso che ce l' abbiano chiesto per avere una validazione diretta delle procedure adottate nelle verifiche di sicurezza, ma anche per avere un riferimento ante operam per le indagini dinamiche che avrebbero avuto luogo in fase di collaudo dell' intervento di rinforzo strutturale». (Autostrade, dunque, aveva già pensato di intervenire sui tiranti ndr).
Quali le conclusioni?
vivere sotto una cupa minaccia il reportage di michele guyot borg sul ponte morandi di genova 15VIVERE SOTTO UNA CUPA MINACCIA IL REPORTAGE DI MICHELE GUYOT BORG SUL PONTE MORANDI DI GENOVA 15
«Si evidenziava soprattutto che due degli stralli (i tiranti diagonali, ndr) del pilone 9, quelli del lato Sud, presentavano "deformata modale non del tutto conforme alle attese e certamente meritevole di approfondimenti". Al contrario, un comportamento piuttosto regolare e conforme alle attese era stato ottenuto per il pilone 10». (Il pilone 9 è crollato, il 10 è rimasto in piedi ndr).
Emergeva un rischio di collasso della struttura?
il crollo del ponte morandi a genovaIL CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA
«Non avevamo le informazioni necessarie per fare una qualsivoglia analisi di rischio.
Solo un modello matematico con tutte le informazioni disponibili sull' opera, comprese le anomalie da noi segnalate, avrebbe consentito un' analisi dei rischi».
Come avete proceduto?
riccardo morandiRICCARDO MORANDI
«Con una sperimentazione dinamica, fatta tra il 9 e il 13 ottobre 2017, di notte. Sono stati installati dei sensori su ogni strallo e ho richiesto al personale del Politecnico di Milano, che ha eseguito l' installazione, di informarmi sulla presenza di eventuali segni di degrado».
Aveva mai analizzato in precedenza il ponte Morandi?
«Avevo supportato il mio maestro Francesco Martinez y Cabrera, collaudatore statico dei lavori di risanamento del pilone 11 (nel 1993, ndr), sia nell' esecuzione delle indagini dinamiche di collaudo, sia nelle verifiche di sicurezza e di corretta esecuzione dell' intervento eseguito. Inoltre, ho avuto modo di studiare anche il viadotto Carpineto I, progettato sempre da Riccardo Morandi, che ha uno schema strutturale simile».
il crollo del ponte morandi a genovaIL CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA
Cosa pensa del progetto Morandi che usa il cemento al posto dell' acciaio per i tiranti?
«Vorrei ricordare che Morandi è universalmente considerato uno dei maggiori progettisti del '900. Gli stralli "alla Morandi" sono costituiti anche da cavi principali in acciaio armonico che sopportano il peso dell' impalcato; successivamente, gli stralli in acciaio vennero inglobati nel calcestruzzo armato precompresso, al quale sono stati resi solidali con iniezioni.
il crollo del ponte morandi a genovaIL CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA
L' elemento in calcestruzzo armato precompresso ha la funzione di resistere alle azioni accidentali (traffico viario) e al contempo dovrebbe proteggere dalla corrosione i cavi principali, che continuano a sostenere i pesi propri ed i carichi permanenti».
Cosa non funziona in quella tecnologia?
«L' idea di Morandi è stata certamente innovativa ed estremamente interessante.
riccardo morandiRICCARDO MORANDI
Purtroppo, la tecnologia esecutiva dell' epoca non era sufficientemente avanzata per evitare che i cavi principali fossero adeguatamente protetti da corrosione, con l' aggravante di essere non visibili in quanto coperti dal calcestruzzo».
il crollo del ponte morandi a genovaIL CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA
Quando si è capito che era fallimentare?
«Probabilmente, l' intervento eseguito negli anni 90 sul pilone 11 del viadotto Polcevera, ha rivelato pienamente le criticità dell' idea di Morandi».
Cos' avrebbe fatto lei di fronte a un ponte del genere? L' avrebbe demolito?
«La mia attività di ricerca e professionale è stata sempre mirata alla conservazione dell' esistente».
Quali consigli ha dato?
il crollo del ponte morandi a genovaIL CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA
«Conformemente al nostro mandato abbiamo segnalato le anomalie osservate e raccomandato un adeguato approfondimento».
il ponte di genova e le case sottostantiIL PONTE DI GENOVA E LE CASE SOTTOSTANTI
La causa del disastro può essere la rottura di uno strallo?
«Non sono ancora disponibili dati oggettivi che consentano di stabilire la causa del crollo. Ma concordo sul fatto che la rottura di uno strallo sia una seria ipotesi di lavoro».
CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVACROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVAgenova ponte morandiGENOVA PONTE MORANDI
Cos' ha pensato quando ha sentito la notizia del crollo?
CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVACROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVAGenova, le case di via Walter Fillak, sotto il ponte crollatoGENOVA, LE CASE DI VIA WALTER FILLAK, SOTTO IL PONTE CROLLATOGenova, le case di via Walter Fillak, sotto il ponte crollatoGENOVA, LE CASE DI VIA WALTER FILLAK, SOTTO IL PONTE CROLLATO

«Ho provato un profondo turbamento».
Fonte. qui

La piena del torrente travolge gli escursionisti, 10 morti sul Pollino

Ancora tre i dispersi, travolti dal Raganello





Sono dieci le vittime della tragedia delle Gole del Raganello in Calabria. Nella notte una delle persone rimaste ferite gravemente è deceduto nell'ospedale di Cosenza in conseguenza di un trauma toracico. Lo ha riferito il capo della Protezione civile della Regione Calabria, Carlo Tansi.
La protezione civile regionale, che in mattinata aveva aggiornato a 11 la conta dei morti, ha in seguito corretto il dato riportandolo a dieci. A causare l'errore, secondo Tansi, "è stata una sovrapposizione di informazioni nel corso della notte".
Sono invece tre, ufficialmente, le persone disperse tra coloro che ieri si trovavano nelle Gole del Raganello e sono state investite dalla piena. Il dato, fornito dai carabinieri, è ricavato dalle segnalazioni giunte nelle ultime ore al numero verde 800-222211 della Protezione civile regionale. Alle ricerche partecipano anche 3 squadre del soccorso alpino giunte da Umbria, Campania e Basilicata.
Tansi ha chiarito che "la difficoltà ad avere un quadro chiaro di chi manca all'appello è dovuta al fatto che gli escursionisti erano in gruppi sparsi. Molte segnalazioni sono pervenute nella notte al nostro numero verde. Tutte le vittime sono state identificate e, al momento, le persone ricoverate sono 11 e si trovano negli ospedali di Castrovillari quelli meno gravi e di Cosenza quelli più gravi(cinque) e uno a Rossano. Le ricerche non si sono mai interrotte e sono andate avanti tutta la notte. Con la luce del giorno è più facile procedere". Le operazioni di setaccio che vedono impegnati uomini e mezzi dei vigili del fuoco, della guardia di finanza e del soccorso alpino saranno spostate anche più a valle fino alla foce del torrente con il coinvolgimento della Capitaneria di porto perché c'è il timore che alcune persone siano finite a mare. "Pensate - ha detto Tansi - che un corpo è stato trovato a distanza di cinque chilometri dal punto dell'alluvione".
Fonte: qui
“I CORPI TRASCINATI VIA E SBATTUTI CONTRO LE ROCCE DA UN FIUME DI FANGO”
Estratto dell’articolo di Alfredo Sprovieri per “la Repubblica”
la piena del torrente raganello 6LA PIENA DEL TORRENTE RAGANELLO

(…)

Fra i superstiti c'è Cristina, ha 25 anni ed è arrivata all'ospedale del capoluogo di Cosenza in elisoccorso. I genitori sono arrivati in ospedale da Vaccarizzo Albanese, paesino della provincia di Cosenza, riescono a vederla dopo qualche minuto: è cosciente e lucida, ha ingerito fango e sbattuto forte all'altezza della milza. La furia del fiume ha travolto il suo gruppo di escursionisti, di cui facevano parte i cuginetti e uno zio. Qui, a distanza di ore dalla tragedia, nessuno riesce ancora a capire cosa sia potuto accadere nei canyon del Parco del Pollino. Un fiume di fango si è messo in viaggio verso valle a velocità sostenuta, travolgendo tutto quello che ha trovato fino alla foce sulla Piana di Sibari.
la piena del torrente raganello 5LA PIENA DEL TORRENTE RAGANELLO

Con una vistosa benda in testa, un turista olandese racconta tra le lacrime ma in buon italiano la fortuna di esserne uscito vivo: "È arrivata una valanga d'acqua, una cosa improvvisa, non abbiamo avuto il tempo di fare nulla. Sono stato fortunato. È stata una cosa incredibile, ho visto l'inferno, sono davvero senza parole e piango le persone che non sono riuscite a salvarsi", racconta sotto shock a chi cerca di consolarlo.

la piena del torrente raganello 4LA PIENA DEL TORRENTE RAGANELLO
Anche dopo il tramonto, spicca illuminato dalle sirene sulle gole diventate buie il ponte costruito dai romani per aprire una via di commercio fra oriente e occidente. Insieme al borgo nel quale si rifugiarono i perseguitati albanesi, rimane unico testimone dei segreti della montagna e delle disperate ricerche che sono andate avanti per tutta la notte. Costruire sui corsi d'acqua anticamente era ritenuto un sacrilegio, e la leggenda del posto, raccontano gli anziani, narra che per mantenere salvo dalle intemperie questo ponte, chi l'ha costruito dovette promettere un numero di anime al maligno. Ma quella di ieri non è una leggenda, e il tributo di questo lunedì infernale è stato altissimo.








La tragedia del Pollino poteva essere evitata: era stato lanciato l'allerta meteo

È di dieci morti il bilancio conclusivo della piena del torrente Raganello, nel Parco del Pollino a Civita, in provincia di Cosenza. I tre dispersi sono stati localizzati in mattinata grazie al gps dei loro telefonini: erano sul versante lucano del Pollino, dove si erano accampati rinunciando, a causa del maltempo, alla prevista gita alle Gole del Raganello.
I feriti sono 5, in gravi condizioni. Tra loro una bambina di 9 anni che ha perso i genitori), trasferita all’ospedale Cardarelli di Napoli, mentre quattro uomini presentano politraumi.

C’era l’allerta meteo

Una tragedia forse evitabile: c'era un bollettino di allerta meteo diffuso dalla Protezione civile sin dal giorno prima. Eventuali responsabilità saranno accertate dalla Procura di Castrovillari, che ha aperto un’inchiesta: omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio sono i reati ipotizzati.
Le dieci vittime provenivano da 5 regioni: Antonio de Rasis, 32 anni, calabrese, una guida esperta e volontario della Protezione civile, era stato tra i primi a prestare i soccorsi all'hotel di Rigopiano dopo la valanga; Paola Romagnoli, 55 anni, di Bergamo, Gianfranco Fumarola, 43 anni, di Martina Franca (Taranto), Miriam Mezzolla, 27 anni, di Taranto, Claudia Giampietro, 31 anni, di Conversano (Bari), Maria Immacolata Marrazzo, 43 anni, di Ercolano (Napoli), Carmela Tammaro, 41 anni, di Napoli, Antonio Santopaolo, 44 anni, di Napoli, Carlo Maurici, 35 anni, di Roma, Valentina Venditti, 34 anni, di Roma.

Il cordoglio di Mattarella e Conte

Cordoglio per la tragedia è stato espresso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Tutto il nostro Paese prova grande tristezza per questa nuova tragedia che ha provocato tanti morti e feriti nel Parco del Pollino", ha detto il capo dello Stato. "Esprimo - ha aggiunto - la più grande solidarietà ai familiari delle vittime e ai feriti e ringrazio gli uomini del soccorso che hanno operato e stanno tuttora operando, con la consueta abnegazione, in condizioni difficili".
 Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha scritto su twitter, oltre ad essere stato in contatto con le autorità locali da ieri pomeriggio: "Continuo a seguire con apprensione e tristezza gli sviluppi della tragedia del Pollino. Si tratta purtroppo di 10 deceduti, 11 feriti e 23 persone tratte in salvo illese. Un grazie all'instancabile macchina dei soccorsi. Il Governo è vicino ai familiari delle vittime e ai feriti".
Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, usa toni polemici: "Siamo stanchi di piangere i morti", ha affermato. "Ho voluto fortemente essere qui, accanto a queste persone sofferenti, per far sentire anche alle loro famiglie la vicinanza non solo mia ma di tutto il governo", ha sottolineato Costa. Per domani mattina, invece, è in programma la visita del capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, che, accompagnato dal presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, effettuerà un sopralluogo in elicottero sui posti della tragedia.

Senza attrezzatura nella gola

Le Gole del Raganello sono visitate ogni giorno da decine di escursionisti. Non ci sono accessi controllati ed ognuno può muoversi autonomamente. Ieri, se le ricostruzioni fornite fino ad ora saranno confermate, c’erano due gruppi di turisti ed escursionisti. Nessuno di loro, pare, era attrezzato per una escursione vera e propria.

Il numero dei visitatori nella zona, specie durante i fine settimana e i giorni di festa, è altissimo. L’onda di piena giunta ieri ha travolto tutti sia per la forza che per la portata del torrente. Un muro d'acqua e detriti di almeno 2,5 metri di altezza che ha scaraventato le persone a centinaia di metri di distanza. Alcuni corpi sono stati recuperati ad almeno tre chilometri dal punto di “impatto” della piena.  Fonte: qui
ALTRO SU MSN:
Travolti da acqua e fango (Mediaset)

Death Of A Nation: Drug Overdose Deaths Jump To Record 72,000 Last Year

The Centers for Disease Control (CDC) estimates drug overdose deaths based on a current flow of mortality data from the National Vital Statistics System has just reached a record of 71,568 Americans in 2017. That is a 6.6 percent jump in overdose deaths over 2016 and represents a rapid deterioration of America’s inner core: The middle class.
More than 40,000 Americans died from opioid-related overdoses last year, and around 30,000 people died from overdoses of synthetic opioids, like fentanyl, said The Hill.
The overdose deaths involving synthetic opioids increased sharply from 2016, while deaths from heroin, prescription opioids, and methadone dropped.
Last month, in a separate CDC’s Mortality and Morbidity Weekly Report, we explained: The third wave of the opioid epidemic is here, as new synthetics [fentanyl analogs] that are 10,000 times as potent as morphine and used to tranquilize elephants are attributing to the latest surge in deaths.
Watch: First responders revive women with Narcan after an opioid overdose


Video shows first responders revive woman with Narcan after opioid overdose. We go inside the epidemic on @nightline
http://
 
For context, drug overdoses killed more Americans last year (71,568) than the Vietnam War (58,220 U.S. military fatal casualties).
Overdoses outpaced fatalities from suicide, or from influenza, and pneumonia, which claimed about 44,000 and 57,000 lives, respectively, in 2016. Drug overdoses almost rivaled the 79,500 people who die from diabetes each year in the U.S., which is the 7th leading cause of death.
But there is no comparison to the 150,000 Americans that die each year from automobile crashes.
The biggest spike in drug overdoses occurred in Nebraska, North Carolina, New Jersey, Indiana, and West Virginia (33.3 percent, 22.5 percent, 21.1 percent, 15.1 percent, and 11.2 percent increases, respectively).
Infographic: Overdose Deaths Hit 72,000 As Numbers Still Come In | Statista
You will find more infographics at Statista
On a lighter note, the report mentioned areas like Wyoming, Utah, and Oklahoma experienced fewer deaths.
Regions like Mississippi and, notably, Massachusetts, saw modest declines in overdoses, said the report. New England, the South, and the Rust Belt have been particularly hard-hit by the opioid epidemic, as their local economies continue to deteriorate.
The Department of Health and Human Services recently declared the opioid outbreak a public health emergency. States are using grant money, which was signed into law in 2016, to counter the funding stress as the crisis continues to spread.
Earlier this summer, House of Representatives passed a bipartisan bill in June aimed at curbing the out of control overdoses. Some Democrats voted for the legislation; others opposed it for not going far enough and for not containing guaranteed funding.
The drug epidemic is so concerning that opioid-related deaths have shifted the overall life expectancy rate for the U.S. lower for the second consecutive year. The last time this occurred, it was the early 1960s when the stock market raced to new highs, but then, shortly after that, experienced a sizeable market correction.

America is in decline. Drug overdoses are at record levels. So…what now?

Fonte: qui

It’s Not Just Turkey: There Is A Dollar Liquidity Storm Ahead Of Us

Experts are warning that 95 on the dollar index is the line in the sand, and we’re over 96 now. Here’s what experts say happens next…
by Brian Maher of Daily Reckoning
“It’s not just Turkey,” we are warned.
“The dollar liquidity storm is ahead of us — buckle up.”
Forewarned, we acknowledge Nedbank strategists Neels Heyneke and Mehul Daya for the advisory.
Where will it likely strike next?
Answer anon…
We begin with a brief excursion into the mysteries of the international monetary system… and the “Triffin dilemma.”
In 1959 Belgian-American economist Robert Triffin alighted upon a thumping paradox…
A nation boasting a global reserve currency carries a unique burden, he observed.
It must surrender partial control of its own monetary policy. It must also serve a global master.
That is, it must issue a superabundance of currency to lubricate the gears of global commerce.
Absent that continuous flow, the machinery could seize… and the world could sink into depression.
The issuing nation must therefore be willing to endure vast, sustained trade deficits.
The less wares the issuing nation buys from the world, after all, the less currency is available for global duty.
As the issuer of the world’s leading currency, this is precisely the burden the United States carries upon its shoulders.
Explains the IMF:
If the United States stopped running balance of payments deficits, the international community would lose its largest source of additions to reserves. The resulting shortage of liquidity could pull the world economy into a contractionary spiral, leading to instability.
The dollar accounts for some 87% of overall foreign exchange trades.
And over 60% of foreign exchange reserves are still held in dollars.
But the burden of global responsibility weighs with time…
The U.S. has endured an $11 trillion cumulative trade deficit with rest of the world since 1989.
Massive trade deficits are twinned with equally massive account deficits.
The United States ran a $466 billion current account deficit last year alone… accounting for 43% of all global deficits.
And its foreign debt swells to dimensions beyond all sustainability.
According to recent data from TreasuryDirect.gov, the government will shell out nearly a half trillion dollars for debt service this year.
A goodly portion of that amount it must pay to overseas creditors.
Thus what is “good for the world” eventually becomes a domestic bellyache.
As Investopedia notes:
[Ensuring global liquidity] causes a trade deficit for the currency-issuing country, but makes the world happy. If the reserve currency country instead decides to focus on domestic monetary policy by not issuing more currency, then the world is unhappy.
By this standard, the world is growing “unhappy.”
The world — especially emerging markets — fattened on record amounts of dollar-denominated debt during those heady days of zero interest rates following the Great Recession.
Atop this dollar debt these nations piled additional debt.
“This huge debt pyramid was fine,” Jim adds — “as long as… dollars were flowing out of the U.S. and into emerging markets.”
But that situation no longer obtains…
The Federal Reserve has been raising interest rates since December 2015.
And, as of last October, reducing its balance sheet.
The great flow of dollar liquidity is therefore slowing… even going into reverse.
A stronger dollar means higher interest payments for nations that took on dollar-denominated debt.
And investors are fleeing softer emerging-market currencies for the mightier dollar.
Fewer dollars are therefore available to service the world’s mounting debt and support local economies.
The result is an emerging-markets crisis, as is unfolding in Turkey… and Argentina.
Argentina’s central bank just raised interest rates to a crushing 45% in order to relieve pressure on its peso.
Emerging-market woes began appearing late last year after the Fed began working down its balance sheet — a process that continues apace.
Coincidence?
Not according to Urjit Patel, head of the Reserve Bank of India:
Global spillovers did not manifest themselves until October of last year. But they have been playing out vividly since the Fed started shrinking its balance sheet.
The danger of course is that the dam busts… and the current crisis spreads beyond Turkey.
“Forget about Turkey’s woes,” warn the aforesaid Heyneke and Daya.
What is the next trouble spot, in their estimation?
Asia.
“Asia is the elephant in the room.”
“We believe Asia will be the next source of downside systemic risk for financial markets,” they continue.
Why Asia?
Asian nations assumed the greatest amount of dollar-denominated debt since 2009.
Stay tuned… as they say.
Watch the U.S. dollar index, warn these gentlemen, which tracks the dollar against competing currencies.
Ninety-five is the red line. Anything above 95 spells trouble, they warn:
We cannot stress enough the importance of the 95 level on the U.S. dollar index. A confirmed break above this level will mark the beginning of the next risk-off phase.
What is the dollar index’s present reading?
96.67.