9 dicembre forconi: trans
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lunedì 30 aprile 2018

"COSÌ BUTTAI NEL CESSO LA COCAINA DI MARRAZZO"

IL CARABINIERE CARLO TAGLIENTE, UNO DEI QUATTRO MILITARI SOTTO PROCESSO PERCHÉ ACCUSATI DI AVERE ORDITO UN COMPLOTTO AI DANNI DELL'ALLORA PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO: "VIDI MARRAZZO CON LA TRANS. ERA SCONVOLTO E CI PREGÒ DI NON PROCEDERE" 

“NON ABBIAMO SEQUESTRATO LA COCAINA PER UN GESTO DI COMPRENSIONE NEI SUOI CONFRONTI”

Maria Elena Vincenzi per La Repubblica - Roma

PIERO MARRAZZOPIERO MARRAZZO
Così il carabiniere Carlo Tagliente, uno dei quattro militari sotto processo perché accusati di avere ordito un complotto ai danni dell' allora presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, ha ripercorso gli istanti di quel blitz di ormai quasi nove anni fa.

natalie by gmt mezzelaniNATALIE BY GMT MEZZELANI





Era il 3 luglio del 2009, Tagliente, insieme al collega Luciano Simeone, entrò nell' appartamento in cui il governatore era in compagnia di una transessuale, Natali. Un seminterrato di pochi metri quadrati sulla Cassia, in via Gradoli. I due carabinieri, che avevano avuto la dritta da un loro collaboratore, il pusher Gianguarino Cafasso, filmarono l' accaduto e, secondo l' accusa, lo fecero con il preciso intento di ricattarlo: le evidenze investigative dimostrarono, infatti, nelle settimane successive svariati tentativi di commercializzazione di quel video che immortalava l' allora presidente della regione in compagnia di una trans e di un quantitativo ingente di polvere bianca. Addirittura, il gruppetto in divisa rifiutò una proposta di 400mila euro da un fotografo: secondo loro, era troppo bassa.
appartamento di brenda by gmt mezzelaniAPPARTAMENTO DI BRENDA BY GMT MEZZELANI

Simeone era già stato sentito dai giudici esattamente un anno fa, ieri è toccato a Tagliente.
cafasso by GMTCAFASSO BY GMT
«Marrazzo era sconvolto - ha affermato il carabiniere rispondendo alle domande del pm Edoardo De Santis - Ci ha chiesto, per favore, di non procedere. C' è stata un' opera di convincimento da parte dell' ex governatore e di Natali affinché evitassimo di procedere. Marrazzo chiedeva se ci fossero i giornalisti, fuori. Ci disse che aveva un ruolo, una famiglia e che se lo avessimo portato in caserma l' avremmo rovinato. Noi per paura e per comprensione, perché si trattava di una persona importante, decidemmo di non fare alcun verbale di denuncia. Abbiamo buttato la droga nel water davanti a lui». Ricostruendo le fasi di quella vicenda, Tagliente ha aggiunto: « Ho lasciato il mio numero di cellulare a Marrazzo, su sua richiesta. Lui ci diede un numero fisso, dicendo che avremmo dovuto contattarlo dopo qualche giorno. Probabilmente per far intendere che ci sarebbe stato riconoscente, in qualche modo. Tre giorni dopo - ha concluso il militare - contattammo quell' utenza ma rispose una segretaria. Lasciai di nuovo il mio numero di cellulare ma non venni ricontattato».
PIERO MARRAZZOPIERO MARRAZZO

carlo tagliente foto mezzelani gmtCARLO TAGLIENTE FOTO MEZZELANI GMT


Fonte: qui

giovedì 26 aprile 2018

GIUSTIZIA IN CAMBIO DI FAVORI SESSUALI: IL PM ROBERTO STAFFA CONDANNATO A 11 ANNI

AVREBBE CONSUMATO RAPPORTI SESSUALI CON DONNE E TRANS SOTTO INDAGINE, ANCHE IN UFFICIO, CONCEDENDO FAVORI IN CAMBIO DI SESSO 

A PIAZZALE CLODIO AVREBBE AVUTO UN INCONTRO INTIMO ANCHE CON LAURA TERRISI, LA COMPAGNA DI CONSIGLIO CASAMONICA, RAMPOLLO DEL CLAN DI ORIGINE SINTI

Michela Allegri per Il Messaggero.it

ROBERTO STAFFA jpegROBERTO STAFFA JPEG
Una sentenza che pesa come un macigno e che arriva dopo più di 14 ore di camera di consiglio. L'ex pm della Dda romana, Roberto Staffa,  è stato condannato a 11 anni di reclusione. Le accuse sono gravissime: corruzione, rivelazione del segreto d'ufficio, accesso abusivo al sistema informatico e detenzione di materiale pedopornografico. Avrebbe consumato rapporti sessuali con donne e transessuali sotto indagine, anche in ufficio, concedendo favori in cambio di prestazioni intime. L'hanno deciso i giudici del Tribunale di Perugia, ieri, poco dopo mezzanotte. A carico dell'ex pm, la Procura aveva chiesto la condanna a 10 anni e 6 mesi, contestando anche la concussione.

ROMA-PROCURAPROCURA DI ROMA
Sono passati più di 5 anni, ma nella cittadella giudiziaria romana tutti ricordano il giorno in cui Staffa venne arrestato. Era il 23 gennaio 2013. I carabinieri si presentarono a casa del magistrato e perquisirono anche il suo ufficio a piazzale Clodio, dove erano state piazzate cimici e telecamere nascoste. La prima ad accusare il pm, era stata una transessuale. Lo scandalo era emerso nel corso di un'inchiesta sulla prostituzione all'Eur. Le carte su Staffa, secretate, erano state trasmesse alla procura di Perugia, competente nell'indagare sui magistrati romani.

TRIBUNALE PENALE DI ROMA IN PIAZZALE CLODIOTRIBUNALE PENALE DI ROMA IN PIAZZALE CLODIO



Staffa è accusato di avere avuto rapporti con alcune transessuali e di avere concesso loro, in cambio, permessi di soggiorno temporanei. In ufficio avrebbe avuto un incontro intimo anche con Laura Terrisi, la compagna di Consiglio Casamonica, rampollo del clan di origine sinti. In cambio della prestazione, il pm si sarebbe impegnato a dare parere favorevole ai domiciliari a carico dell'uomo, che si trovava in carcere. Per questa vicenda, la Terrisi ha già patteggiato un anno e 10 mesi di reclusione.

Fonte: qui