9 dicembre forconi: tecnocrati
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venerdì 30 agosto 2019

MACRON RILANCIA IN EUROPA LA PROTETTA DI MONTI, SYLVIE GOULARD, EX CONSIGLIERA DI PRODI E VICE-GOVERNATORE DELLA BANCA DI FRANCIA, È LA PRESCELTA DEL PRESIDENTE PER IL POSTO DA COMMISSARIO EUROPEO

MA DIVERSI CONSIGLIERI HANNO MESSO IN GUARDIA MACRON DAL RISCHIO DI UNA BOCCIATURA DELLA GOULARD DA PARTE DEL PARLAMENTO EUROPEO, A CAUSA DI DUE AFFAIRE MOLTO FASTIDIOSI IN CUI È COINVOLTA
Mauro Zanon per ''Libero Quotidiano''

Il suo nome figurava anche nella short list dei candidati alla direzione della Banca centrale europea, scranno che è stato poi assegnato alla sua connazionale, Christine Lagarde. Sylvie Goulard, ex consigliera politica di Romano Prodi e attuale vice-governatore della Banca di Francia, è la prescelta di Emmanuel Macron per essere la prossima commissaria europea in quota francese, con l' obiettivo di ottenere un portafoglio pesante dal punto di vista economico e finanziario, magari la Concorrenza.

Sylvie Goulard ProdiSYLVIE GOULARD PRODI
«Siamo in un momento critico, la Francia vuole lanciare un Atto II europeo, per avere un' Europa più efficace e più ambiziosa: il presidente voleva una persona capace di portare avanti questo progetto di cambiamento», ha dichiarato al Monde un consigliere dell' inquilino dell' Eliseo. «Sylvie Goulard ha un' eccellente reputazione alla Commissione, ha una qualità di lavoro riconosciuta, è poliglotta e conosce molto bene la Germania», ha aggiunto.


LA MARSIGLIESE
Sylvie GoulardSYLVIE GOULARD
Cinquantaquattro anni, marsigliese e madre di tre figli, la Goulard, oltra a essere una fedelissima di Macron, vanta un pedigree da perfetta tecnocrate. È uscita dall' Ena, la fornace delle élite parigine, è stata consigliera di Prodi quando quest' ultimo era presidente della Commissione europea, e da eurodeputata del MoDem di François Bayrou ha messo la sua firma sui celebri "Two Pack" e "Six Pack" del 2011, i testi legislativi alla base delle politiche di austerity. Ma Sylvie Grassi (è il suo cognome da nubile) è anche una grande amica di Mario Monti, l' ex premier italiano, con cui ha scritto un libro nel 2012, "La democrazia in Europa. Guardare lontano", dove afferma che la sovranità nazionale è obsoleta e che gli Stati europei devono trasferire i loro poteri a Bruxelles per «una vera Europa federale».

PRESENTAZIONE DEL LIBRO LA DEMOCRAZIA IN EUROPA DI MARIO MONTI E SYLVIE GOULARDPRESENTAZIONE DEL LIBRO LA DEMOCRAZIA IN EUROPA DI MARIO MONTI E SYLVIE GOULARD
Fondatrice del Gruppo Spinelli assieme a Daniel Cohn-Bendit e Guy Verhofstadt, la Goulard ha ottime entrature a Berlino, anche grazie alla sua padronanza della lingua di Goethe.
Fu lei a organizzare il primo viaggio di Macron nella capitale tedesca quando era candidato alle presidenziali, e fu lei a sussurrare alla Merkel che era il ragazzo sui cui puntare. Per la sua difesa a oltranza dell' ortodossia budgetaria viene paragonata a Wolfgang Schäuble, ex ministro tedesco delle Finanze.

IL LIBRO DI MARIO MONTI E SYLVIE GOULARDIL LIBRO DI MARIO MONTI E SYLVIE GOULARD
SCELTA CONTESTATA
«È una militante (della causa europea, ndr) della prima ora. Ha scritto in parte il programma europeo del presidente e condivide totalmente la sua visione. C' è un' intesa molto forte tra loro», ha spiegato al Monde un membro dell' entourage di Macron. Secondo le informazioni del quotidiano parigino, tuttavia, la decisione di mandare Sylvie Goulard a Bruxelles è stata presa in seguito a dibattiti molto ruvidi nella cerchia macronista.

Diversi consiglieri hanno messo in guardia Macron dal rischio di una bocciatura della Goulard da parte del Parlamento europeo, a causa di due affaire molto fastidiosi in cui è coinvolta: il primo riguarda l' inchiesta, tuttora in corso, sugli impieghi fittizi degli assistenti parlamentari all' Europarlamento che ha travolto i centristi del MoDem e l' ha costretta alle dimissioni da ministro della Difesa all' inizio del quinquennio (è stata ministra per un mese); il secondo concerne le rivelazioni del Canard enchaîné sulle laute remunerazioni che la Goulard riceveva dal think tank americano Berggruen Institute da eurodeputata (ha incassato più di 300mila euro).

«Questa nomina provocherà un blitz a Strasburgo, tenuto conto dell' attuale clima deontologico», ha detto preoccupato un fedelissimo di Macron. «Berggruen è un affaire Fillon al quadrato. Scatenerà una deflagrazione. La decisione della Francia è molto imprudente», ha aggiunto un membro dell' entourage del presidente, dicendo di non capire perché Macron si sia intestardito sulla Goulard.

Per lui, era meglio portare a Bruxelles il nome del ministro dell' Economia Bruno Le Maire, della sua collega alla Difesa Florence Parly o dell' ex commissario europeo Michel Barnier: tre figure meno "rischiose" della Goulard. Per i sostenitori dell' attuale vice-governatrice della Banca di Francia, invece, nessuno ha la sua «esperienza europea». Parigi ha nel mirino la Concorrenza - il portafoglio cui aspira anche l' Italia - per sbloccare, tra le altre cose, la fusione franco-tedesca tra Alstom e Siemens, che la commissaria uscente, Margrethe Vestager, ha ostacolato. Entro il 15 settembre, Ursula Von der Leyen, neopresidente della Commissione, ufficializzerà le sue scelte.

Fonte: qui

sabato 11 giugno 2016

Europa, la Soluzione Finale - La sporca guerra dell’élite contro di noi

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Questa Europa è un lager.

Perfino il “Corriere della Sera” ha pubblicato giorni fa uno studio dove si evidenzia come negli ultimi anni sia esploso anche in Italia il numero dei bambini poveri;

dei bambini che, cioè, nel cuore dell’Occidente “opulento” e “libero”, vivono in condizioni paragonabili a quelle che scandiscono la vita delle famigerate favelas brasiliane.

Il “Corriere della Sera”, al pari dei boss mafiosi che mandano una corona di fiori per onorare il funerale di quelli che hanno appena finito di scannare, è parte del progetto genocida in atto. Un progetto che espleta i suoi velenosi effetti senza ricorrere a metodi formalmente cruenti.

Perché uccidere, quando si può indurre al suicidio? Perché depredare con la forza ciò che può essere estorto con la carta bollata? Devo ammettere che i nazisti tecnocratici che comandano il globo, appena riunitisi in Giappone per pianificare nuovi stermini e rappresaglie contro una umanità che considerano inferiore e bestiale, sono davvero scaltri.

Uno dei miti più in voga che dà forza alla narrazione luciferina prevalente che tende a legittimare un modello di governo fondato sulla menzogna, sul sopruso e sull’imbroglio riguarda il tema della guerra.

«Chi di voi ha nostalgia delle brutture del Novecento, Napolitanoquando le guerre lasciavano sul campo milioni di morti sacrificati sull’altare di un nazionalismo anacronistico e aggressivo? Se oggi domina la pace, anzi, se da settanta anni gli europei vivono in armonia, il merito è del processo di unificazione avviato all’indomani del secondo conflitto mondiale. Nessuno ha il diritto di buttare a mare un patrimonio così nobile nato con Spinelli sull’isola di Ventotene». Non è forse questo il ritornello che i servi del regime massonico-mondialista ripetono di continuo come pappagalli ammaestrati?

Siete poveri, disoccupati, disperati, ammalati e non curati?

Non lamentatevi, dal momento che vi abbiamo perlomeno lasciato la libertà di ammazzarvi da soli, rispondono tra le righe i padroni del vapore. Ebbene, sappiate che il ricatto della “pace” è falso come una banconota da tre euro.

Intanto quelli che si  gloriano di avere condotto l’umanità sulla via della tolleranza e del progresso sono gli stessi che fomentano, finanziano, pianificano e realizzano di continuo stragi in Medio Oriente. Basta studiare en passant il profilo di una Hillary Clinton, appoggiata discretamente pure dal clan Bush nella corsa alle presidenziali americane, per rendersene conto. In secondo luogo non è vero che la guerra è stata bandita  nel “mondo libero”, avendo semmai assunto forme asimmetriche, ipocrite e dissimulate.
La guerra, è vero, non si combatte più “orizzontalmente” tra eserciti regolari. La guerra moderna, che è in atto ed è altrettanto sanguinaria e spietata, la combattono trasversalmente i pochi potenti – ovunque dislocati nell’orbe terracqueo – contro i tanti poveracci che brulicano senza sosta in cerca di sicurezze che mai troveranno.

Detta in termini più chiari ed espliciti: Obama, Merkel, Hollande, Abe, Cameron e compagnia non si combattono tra di loro perché già impegnati nel combattere insieme una guerra sporca contro tutti noi; i rappresentanti politici delle élite economiche e finanziarie dei rispettivi Hillary Clintonpaesi colpiscono come un sol uomo gli esclusi e i deboli in quanto tali, senza cioè farsi condizionare da questioni di razza, sesso o religione, fattori da essi stessi marxianamente considerati poco più che “sovrastruttura”.

In questo modo le élite colpiscono nell’ombra e non rischiano quasi nulla. Immaginate come sarebbe oggi il mondo se Hilter e Stalin, anziché sfidarsi mortalmente, avessero trovato all’epoca un accordo tra di loro sulle pelle delle classi subordinate tanto russe quanto tedesche.

La “pace” di cui oggi “godiamo” è frutto di uno scellerato patto che “blinda” soltanto i vertici della Piramide.

Per cui non bisogna lasciarsi impaurire dalle letture distorte e interessate veicolate da figuri come Giorgio Napolitano, pericolosissimo elemento che ha lavorato e lavora come pochi per disintegrare il benessere materiale e spirituale dell’Italia. Chi governa sulla paura è ontologicamente un farabutto.

Chi propone di accettare una scelta dolorosa, non Blairper convinzione ma per evitare guai peggiori, è certamente un delinquente da segnare con matita rossa per poi colpire (politicamente s’intende) con intensità e cinismo nel momento più opportuno. Fretta e isteria sono sempre cattive consigliere.

Per Tony Blair, ad esempio, macellaio che falsificò documenti per giustificare una scellerata guerra in Iraq, il momento delle “spiegazioni” è quasi arrivato. Il 6 luglio verrà infatti pubblicato un report all’interno del quale saranno messe in evidenza le tante porcherie commesse dall’ex premier inglese. Solo chi insegua la “giustizia” prima o poi rischia di trovarla.

Il “sistema” eretto dai massoni mondialisti e nazisti tecnocratici, che punta finalisticamente alla creazione di un mondo reso omogeneo dalla divinizzazione dei “diritti cosmetici” (a scapito di quelli sostanziali, economici e sociali), da realizzare per mezzo di endemici shock sapientemente cadenzati nel tempo, comincia a scricchiolare.

In Austria hanno dovuto ricorrere all’utilizzo di pacchiani brogli elettorali per insediare al potere l’ennesimo personaggio “tegolato” e “ammaestrato”. In Francia il premier Valls ha già dato il via a rastrellamenti in stile Petain. Insomma la resa dei conti è già iniziata e i nemici della verità, della libertà e della democrazia sono spietati e pronti a tutto. I loro effimeri troni, a breve, verranno definitivamente spazzati.

(Francesco Maria Toscano, “I nazisti tecnocratici pianificano la Soluzione Finale in danno delle classi subalterne”, dal blog “Il Moralista” del 27 maggio 2016).

domenica 14 febbraio 2016

LONDON SCHOOL OF ECONOMICS: ”TRA DIECI ANNI, L’ITALIA NON ESISTERA’ PIU’, TOTALMENTE DISTRUTTA DALL’EURO E DALLA UE”

Roma-degradata-980x360“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. E peggiorerà”.

Così Roberto Orsi, professore italiano emigrato a Londra per lavorare presso la London School of Economics, prevede il prossimo futuro del Belpaese.
Il termometro più indicativo della crisi italiana, secondo Orsi, è lo smantellamento del sistema manufatturiero, vera peculiarità del made in Italy a tutti i livelli: “Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. Questo dato da solo dimostra l’immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce. Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica enormemente degradata dell’élite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione”.
L’Italia – prosegue lo studioso della prestigiosa London School of Economics – non avrebbe potuto affrontare l’ultima ondata di globalizzazione in condizioni peggiori. La leadership del Paese non ha mai riconosciuto che l’apertura indiscriminata di prodotti industriali a basso costo dell’Asia avrebbe distrutto industrie una volta leader in Italia negli stessi settori. Ha firmato i trattati sull’Euro promettendo ai partner europei riforme mai attuate, ma impegnandosi in politiche di austerità. Ha firmato il regolamento di Dublino sui confini dell’UE sapendo perfettamente che l’Italia non è neanche lontanamente in grado (come dimostra il continuo afflusso di immigrati clandestini a Lampedusa e gli inevitabili incidenti mortali) di pattugliare e proteggere i suoi confini. Di conseguenza, l’Italia si è rinchiusa in una rete di strutture giuridiche che rendono la scomparsa completa della nazione un fatto certo”.
Degrado di RomaQuando si tratta di individuare le responsabilità, Orsi non ha dubbi nel puntare il dito contro la politica: “L’Italia è entrata in un periodo di anomalia costituzionale. Perché i politici di partito hanno portato il Paese ad un quasi collasso nel 2011, un evento che avrebbe avuto gravi conseguenze a livello globale.
Il Paese è stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall’ufficio dell’ex Presidente Repubblica, i burocrati di diversi ministeri chiave e la Banca d’Italia. Il loro compito è quello di garantire la stabilità in Italia nei confronti dell’UE e dei mercati finanziari a qualsiasi costo. Questo è stato finora raggiunto emarginando sia i partiti politici sia il Parlamento a livelli senza precedenti, e con un interventismo onnipresente e costituzionalmente discutibile del Presidente della Repubblica , che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell’ordine repubblicano”.
piazzale-partigiani-Degrado“L’interventismo dell’ex Presidente è stato particolarmente evidente – prosegue il professor Orsi – nella creazione del governo Monti e dei due successivi esecutivi, che sono entrambi espressione diretta del Quirinale. L’illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano, è credere che il Presidente, la Banca d’Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. Saranno amaramente delusi. L’attuale leadership non ha la capacità, e forse neppure l’intenzione, di salvare il Paese dalla rovina. Sarebbe facile sostenere che solo Monti ha aggravato la già grave recessione. Chi lo ha sostituito ha seguito esattamente lo stesso percorso: tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità. I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. Sono in realtà i garanti della scomparsa dell’Italia”.
Micidiale.
Fonte: qui

Fonte: www.quifinanza.it – che ringraziamo.