9 dicembre forconi: ricapitalizzazione
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mercoledì 3 ottobre 2018

LA DISTRUZIONE DELLE COSTRUZIONI


DOPO CONDOTTE E ASTALDI, BALLA PURE TREVI: A RISCHIO 22MILA POSTI DI LAVORO IN UN SETTORE IN PROFONDA CRISI, FIACCATO ANCHE DAI PAGAMENTI IN RITARDO (O SALTATI DEL TUTTO) DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 

IL GOVERNO HA PROMESSO UN MEGA PIANO DI INFRASTRUTTURE. SENZA, RISCHIANO DI SALTARE ALCUNE DELLE PRINCIPALI AZIENDE DEL SETTORE (CHI SOPRAVVIVE E' PERCHE' SI E' BUTTATO SULL'ESTERO…)

Gianluca Baldini per la Verità

stefano trevisaniSTEFANO TREVISANI
Astaldi, Trevi e Condotte sono tre colossi del settore delle costruzioni. Insieme danno lavoro a quasi 22.000 persone. Il problema è che si trovano nel mezzo del comparto che forse ha pagato più di tutti lo scotto della crisi.

L' ultima ad arrendersi è stata Astaldi, 11.500 dipendenti, colosso fiaccato dalle molte amministrazioni pubbliche che non hanno pagato come e quanto avrebbero dovuto per le opere realizzata dal gruppo romano. Venerdì scorso il consiglio di amministrazione ha «valutato e deliberato di presentare, dinanzi al Tribunale di Roma, una domanda di concordato preventivo «con riserva» prodromica al deposito di una proposta di concordato preventivo in continuità aziendale».

Dopo l' annuncio, in Borsa è stato un crollo continuo. Ieri il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso, dopo aver registrato un calo teorico del 55% (e da oggi e fino a successivo provvedimento sulle azioni ordinarie Astaldi non sarà consentita l' immissione di ordini senza limite di prezzo). Inoltre, l' azienda ha fornito un aggiornamento sulla situazione patrimoniale dell' azienda. A fine giugno 2018 l' indebitamento netto era salito a 1,76 miliardi di euro, rispetto agli 1,27 miliardi di inizio anno. Insomma, gli investitori sono scappati a gambe levate.

condotteCONDOTTE
Anche perché, se a Piazza Affari il titolo Astaldi è crollato, sul fronte obbligazionario la situazione non è ugualmente rosea. Sulla graticola c' è un bond da 700 milioni di euro che scade tra due anni. In primis c' è l' ostacolo della cedola: bisogna capire se con il concordato anche questi pagamenti verranno congelati. C' è poi da capire cosa fare con il rimborso: nella migliore delle ipotesi gli obbligazionisti senior potrebbero rivedere al massimo il 60% di quando investito. Ma, se i possessori di debito Astaldi venissero paragonati a creditori chirografari, allora la percentuale di rimborso potrebbe scendere ancora.

C' è però il rovescio della medaglia. Visto il fuggi fuggi generale c' è anche chi ha visto un' opportunità nel bond con scadenza dicembre 2020. Da venerdì ad oggi il valore del prestito 2020 è sceso in area 20 euro (ora viaggia intorno ai 26 euro), quando nel 2013 era stato emesso a 100 euro. Anche se l' emissione dovesse subire il congelamento delle cedole (3,5625% ogni sei mesi) è facile intuire che l' investitore potrebbe trarne comunque un guadagno potenzialmente molto elevato, anche se i rischi di grosse perdite non mancherebbero.

C' è poi un gruppo come Trevi. Si tratta di una società da 7.200 addetti specializzata nell' ingegneria del sottosuolo.
Anche in questo caso il bilancio fa acqua da tutte le parti. Il gruppo di Cesena ha bisogno di capitali freschi per andare avanti a fronte di debiti per 650 milioni. A luglio, per questo ha approvato un aumento da 400 milioni, da sottoscriversi fino a 150 milioni in contanti e per il resto con la conversione di crediti in capitale. Un percorso lungo che vede protagoniste molte banche.
condotte spaCONDOTTE SPA

L' azienda a metà settembre aveva detto no a Bain capital credit, società che si era offerta concedere, attraverso un bond, un finanziamento «super senior» fino a 100 milioni a Trevi e Soilmec (società del gruppo Trevi operanti nel settore delle fondazioni), purché fosse accompagnato da una conversione dell' indebitamento finanziario del gruppo. Ora invece Trevi dovrà procedere da sola all' aumento di capitale.

Nel frattempo, però, la società ha fatto sapere di aver ricevuto conferma dell' accettazione dell' accordo di standstill da parte di un numero di creditori finanziari rappresentativi del 93% dell' indebitamento complessivo, percentuale sufficiente a consentire l' entrata in vigore dell' intesa.

In poche parole Trevi avrà più tempo per pagare i suoi debitori. Ciò non toglie che il titolo dell' azienda, rispetto a 12 mesi fa, viaggia a Piazza Affari attorno a un calo del 58%. Solo ieri ha chiuso la seduta in Borsa a 0,297 euro con una perdita dell' 1,66%.

astaldi costruzioniASTALDI COSTRUZIONI
La più piccola dei tre gruppi in crisi è Condotte (2800 dipendenti). In questo caso il concordato in bianco al Tribunale di Roma è stato richiesto a gennaio. Intanto, poco più di un mese fa, sono stati nominati i tre commissari straordinari che cercheranno di garantire la «continuità». Anche nel caso di Condotte ci sono di mezzo buchi di bilancio da capogiro: 833 milioni a fronte di 1,3 miliardi di fatturato.

trevi costruzioniTREVI COSTRUZIONI
Di certe queste non sono le uniche realtà italiane del settore delle grandi opere in difficoltà. La pubblica amministrazione che non paga come dovrebbe. Il governo vuole puntare un mega piano per le infrastrutture. C' è da sperare che lo faccia. Al contrario, migliaia di persone rischiano di rimanere senza lavoro.

Fonte: qui

lunedì 7 maggio 2018

AIR FRANCE “RISCHIA DI SCOMPARIRE”.

IL DE PROFUNDIS ARRIVA AL MINISTRO DELLE FINANZE DI PARIGI 

MACRON NON HA INTENZIONE DI RICAPITALIZZARE LE LINEE AEREE FRANCESI: “NON TOLGO I SOLDI AI CONTRIBUENTI PER DARLI A CHI NON VUOLE ARRIVARE AI LIVELLI DELLA LUFTHANSA” 

Da La Stampa

AIR FRANCE KLMAIR FRANCE KLM
Air France, la principale compagnia francese con 85 anni di storia, rischia di scomparire. A lanciare l’allarme, dopo che i dipendenti hanno bocciato il referendum sull’accordo salariale portando alle dimissioni del numero uno Jean-Marc Janaillac, è il ministro delle finanze Bruno Le Maire, che ha anche escluso che lo Stato corra in soccorso dell’aviolinea con una ricapitalizzazione.

Jean Marc Janaillac con MacronJEAN MARC JANAILLAC CON MACRON

In questo quadro di incertezza, in attesa che il 15 maggio il cda torni a riunirsi per indicare una soluzione di governance transitoria, non si ferma la protesta dei lavoratori che da fine febbraio stanno scioperando a intermittenza per rivendicare le loro richieste salariali (una protesta costata già oltre 300 milioni di euro): oggi è in programma il 14esimo giorno di stop (un altro anche martedì), ma la compagnia prevede di assicurare l’85% dei voli programmati.

Air FranceAIR FRANCE


«Se non vengono fatti gli sforzi necessari per portarla allo stesso livello competitivo di Lufthansa e delle altre grandi compagnie, sparirà», avverte Le Maire che, intervistato da Bfm Tv, definisce «ingiustificate» le richieste dei sindacati e fa appello ai lavoratori perché mostrino «responsabilità» e al management perché rinnovi il dialogo con i sindacati. Il ministro esclude anche l’arrivo di risorse pubbliche: «Una ricapitalizzazione richiede i soldi dei francesi e io non prendo i soldi dei francesi per metterli in una compagnia che non è al necessario livello competitivo».

BRUNO LE MAIRE PADOANBRUNO LE MAIRE PADOAN
E proprio sulla presenza dello Stato nell’aviolinea, interviene l’economista liberista Nicolas Bouzou, che su Le Figaro propone che lo Stato francese «ceda il 14% che ancora possiede nel Gruppo Air France-Klm: finanziariamente non sarà glorioso per i poteri pubblici perché il prezzo di queste azioni è basso, ma il contribuente francese deve uscire da questa galera che dura da quasi un secolo». Tra l’altro proprio oggi Le Maire ha annunciato che lo Stato francese venderà le proprie partecipazioni in Aeroporti di Parigi e nelle lotterie di Francaise des Jeux.

ALITALIAALITALIA
Intanto in Italia, dove è praticamente in stand by la vendita di Alitalia in attesa della formazione del nuovo Governo, il M5s va all’attacco e critica l’ingresso del commissario straordinario Luigi Gubitosi nel cda di Tim. «Come farà a conciliare questi due incarichi delicati e strategici per il Paese è tutto da scoprire», osserva il M5S sul blog delle Stelle dedicato ad Alitalia.

COMMISSARI ALITALIA GUBIOSI PALEARI LAGHICOMMISSARI ALITALIA GUBIOSI PALEARI LAGHI
I Pentastellati si dicono comunque pronti a dare il proprio ok alla proroga della vendita (il decreto che sposta i termini al 31 ottobre e la restituzione del prestito al 15 dicembre è all’esame della commissione speciale del Senato, nella quale si va verso un’indagine conoscitiva sulla compagnia), ma questo - avvertono - «non significa che spingiamo per la vendita a qualsiasi costo». Prima vogliono infatti vedere chiaro sull’operato dei commissari e per questo nelle prossime settimane intendono dare il via ad un giro di audizioni e, se necessario, tavoli tecnici ad hoc.

Fonte: qui

Tonfo di Air France a Parigi, per titolo perdita più forte dal 2002 dopo dimissioni AD

Tonfo a Parigi per il titolo Air France-KLM, arrivato a crollare fino a -14% dopo la notizia della decisione dell’AD Jean-Marc Janaillac di rassegnare le proprie dimissioni. L’annuncio è arrivato dopo che i dipendenti della compagnia aerea francese hanno bocciato il nuovo contratto proposto dai vertici. Per l’azione si tratta della perdita più forte dal 2002, ovvero in 16 anni. A pesare sulla performance anche le dichiarazioni del ministro delle finanze francese Bruno Le Maire, che ha affermato che, “se non vengono fatti gli sforzi necessari per portarla allo stesso livello competitivo di Lufthansa e altre grandi compagnie”, il vettore “sparirà”. 

Fonte: qui