9 dicembre forconi: proprietario
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sabato 16 novembre 2019

A RIMINI UN 70ENNE PERCEPIVA IL REDDITO DI CITTADINANZA PUR ESSENDO PROPRIETARIO DI ALBERGO CHE HA UN VALORE STIMATO DI OLTRE 800MILA EURO

L'ANZIANO VOLPONE È STATO SMASCHERATO DALLA GUARDIA DI FINANZA CHE HA SCOPERTO CHE L’UOMO USUFRUIVA DAL 2017, INDEBITAMENTE, GIÀ DI ALTRE PRESTAZIONI SOCIALI, EROGATE DALL’INPS…

Percepiva il reddito di cittadinanza ma era proprietario di un albergo. Il settantenne tra qualche giorno avrebbe ricevuto la 'ricarica'. E invece d’ora in poi la sua card resterà a secco. Percepiva il reddito di cittadinanza da ormai diversi mesi, il beneficio, però, era frutto di dichiarazioni false.
reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA

Unico componente del nucleo familiare aveva, infatti, attestato di non avere altri redditi, ma solo una pensione sociale. In pratica si è ben guardato di dichiarare le proprietà immobiliari e così ha ottenuto una certificazione Isee alterata, ma idonea ad ottenere il reddito di cittadinanza.

Il beneficiario in questione infatti è stato “smascherato” dai militari della Guardia di Finanza del Gruppo Rimini che dal mese di settembre scorso hanno avviato una mirata analisi dei dati sui percettori del beneficio residenti nella provincia. L’uomo in sostanza ha “dimenticato” di essere proprietario di un albergo (attualmente non attivo) del valore commerciale stimato pari a oltre 800mila euro e, per evitare eventuali controlli, ha dichiarato di essere residente presso un’abitazione non di proprietà. Requisiti patrimoniali che, di fatto, non avrebbero consentito all’uomo di percepire il sussidio.

reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
Ulteriori verifiche hanno accertato che l’uomo usufruiva dal 2017, indebitamente, già di altre prestazioni sociali, erogate sempre dall’INPS. Il responsabile è stato segnalato alla competente Autorità Giudiziaria e agli uffici INPS per la revoca immediata del beneficio e per il recupero delle somme indebitamente percepite.

Per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza, le pene sono severe: la legge prevede anche la reclusione da due a sei anni per chiunque presenti dichiarazioni false oppure ometta informazioni dovute. È prevista la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione, all’Ente erogatore, delle variazioni di reddito, del patrimonio o del nucleo familiare, nonché informazioni dovute e rilevanti ai fini della riduzione o revoca del beneficio.

Fonte: qui

venerdì 22 febbraio 2019

ARRESTATO UNO DEI PROPRIETARI DEL PUB DOVE È SCOPPIATA LA RISSA CHE HA PORTATO AL FERIMENTO DI MANUEL BORTUZZO

UN 34ENNE È FINITO IN MANETTE PER DETENZIONE E SPACCIO DI STUPEFACENTI: NEL SUO LOCALE ERA INIZIATO LO SCONTRO TRA AFFILIATI DI UN CLAN CAMORRISTICO E LORENZO MARINELLI E DANIEL BAZZANO, I RAGAZZI CHE HANNO SPARATO PER SBAGLIO AL NUOTATORE
MANUEL BORTUZZO, ARRESTATO UNO DEI PROPRIETARI DEL PUB DOVE È SCOPPIATA LA RISSA
Mirko Polisano per www.ilmessaggero.it

daniel bazzano 2DANIEL BAZZANO
Arrestato uno dei proprietari del pub di piazza Eschilo all'Axa dove la notte tra sabato 2 e domenica 3 febbraio è scoppiata la rissa che poi ha portato alla sparatoria in cui è rimasto ferito Manuel Bortuzzo, il nuotatore 19enne rimasto paralizzato.

lorenzo marinelli 3LORENZO MARINELLI















A eseguire l'arresto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti sono stati i carabinieri del Gruppo Ostia che hanno effettuato una perquisizione in casa di V.G., classe 1985. Il 34enne è uno dei soci al 25% del locale dove si erano fronteggiati due gruppi rivali: quello del "Villaggio" capeggiato da Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano - i responsabili dell'agguato che si sono costituiti dicendo di aver sparato a Manuel «per errore» - e quello dei "pugili", con boxeur e affiliati del clan camorristici legati ai Casalesi.

20 Febbraio 2019

Fonte: qui

sabato 2 dicembre 2017

ECCO LA GIUSTIZIA IN ITALIA - A FIRENZE UN UOMO CON DUE FIGLIE FEMMINE RIENTRA A CASA E TROVA UN LADRO ...

PER DIFENDERSI LUI E I SUOI FAMILIARI, PRENDE A PUGNI IL CRIMINALE 

E COSA SUCCEDE? FINISCE A PROCESSO E ALLA FINE LO CONDANNANO 

E AL LADRO? NULLA, E’ LIBERO DI RAPINARE ANCORA…

Giuseppe Cruciani per “Libero Quotidiano”

Dicono che la legge sulla legittima difesa funzioni così com'è e non sia necessario fare nulla per cambiarla. Dicono pure, a sinistra, che alla fine il negoziante (o il semplice cittadino) che spara al ladro e magari lo ammazza se la cavi con poco, al massimo il disturbo di qualche comparsata in tribunale. Balle.

Andatelo a raccontare a Simone P., un cinquantenne fiorentino di professione magazziniere. La sua storia è incredibile, e viene fuori soltanto adesso per la volontà dell'interessato di proteggere la figlioletta, rimasta traumatizzata da quell' episodio.

FURTOFURTO
Racconta dunque Simone: «Era il 17 agosto del 2015, due anni fa. Tornavo dal mare con la mia bambina, che allora aveva dieci anni, e dopo aver preso un gelato in piazzale Michelangelo intorno a mezzanotte arriviamo a casa. Entriamo, lei va verso il bagno e improvvisamente comincia a urlare. C'era una persona, un ladro, avrà avuto tra i venti e i venticinque anni. Un rom. Lui mi spinge per scappare, e io non ci ho più visto. Ho pensato solo alla ragazzina, ai pericoli che poteva correre».

BIMBA TRAUMATIZZATA
tribunaleTRIBUNALE
Continua Simone, nella testimonianza che io stesso ho raccolto alla radio: «Sono un ex calciante, cioè un giocatore di calcio storico fiorentino, e ho fatto vent' anni di pugilato. Dunque sono messo bene. Devo dire la verità: gli ho menato davvero. E d' altronde che cosa ne so di quello che poteva avere in mano? Allora sono partito col sinistro, poi con il destro, gli ho spaccato subito il setto nasale, gli ho buttato giù un paio di denti e lui è finito per terra. Intanto i vicini stavano chiamando la polizia».

«È vero - dice ancora - ci sono andato giù pesante. Lo insultavo e lo picchiavo, lui ha sbattuto pure la testa per terra. Ma che cosa dovevo fare? C' era la mia piccoletta e pensavo soltanto a quello». «Mia figlia - prosegue - è rimasta traumatizzata. Per mesi non è riuscita a dormire da sola, non riusciva a stare senza di noi. Anche adesso è seguita da uno psicologo dell'ospedale Meyer, e quando vede un extracomunitario, uno straniero, scappa subito...».

LADRO IN AZIONELADRO IN AZIONE
Poi Simone torna a quella notte di agosto: «Ho subìto un processo per lesioni aggravate, il rom si è presentato in carrozzina in tribunale per intenerire il giudice, e in effetti ci è riuscito. Alla fine mi sono beccato una condanna di un anno e sei mesi con la condizionale, e sette mesi li ho passati agli arresti domiciliari. Oltre a questo, tremila euro di danni, e per fortuna il mio avvocato è riuscito a ridurre il risarcimento a 1500 euro. Che comunque gli ho dovuto dare».

E l'altro, il ladro? «Lui nulla, non ha subito nulla. Nessuna condanna. Nessun giorno di galera. Ve lo posso giurare sulla mia famiglia, l'ho visto girare in centro a Firenze tranquillo, come se nulla fosse. Questa è la legge, questa è la giustizia italiana. Io ho pagato, il bandito no».

LEGGE ASSURDA
tribunaleTRIBUNALE
Peraltro, dopo la condanna in primo grado Simone dice di aver rinunciato a presentare appello: «Non volevo più avere a che fare con questa storia, volevo buttarmi tutto alle spalle. È una cosa mia, la bambina era rimasta sconvolta. Non ho fatto più nulla. Però - aggiunge - se mi ritrovassi nelle stesse condizioni, solo in casa con la bambina, farei esattamente le stesse cose. Toccatemi la famiglia e divento una belva».

Per riassumere: un onesto lavoratore con due figlie femmine rientra a casa, trova un malvivente che certo non è lì per offrire pasticcini e bevande, lo picchia per difendersi e difendere i suoi familiari, lo mettono sotto processo e alla fine lo condannano pure. Il ladro? Libero di rapinare ancora. Sì, la legge funziona. Proprio alla grande.

Fonte: qui