È sempre stato il Fondo della discordia. Oggetto di critiche per il ricorso alla fiscalità generale, sotto forma di tassa d’imbarco obbligatoria e inserita in biglietto, per sostenere le difficoltà di un’azienda ora in amministrazione straordinaria e all’epoca di bandiera come Alitalia.
EMBRAER E-175 ALITALIA
La novità è che l’addizionale comunale sui diritti di imbarco (cinque euro complessivi a biglietto) stavolta diventa permanente per finanziare il Fondo volo e in particolare la pensione anticipata per il personale navigante (piloti e assistenti) ed i tecnici.
Il governo gialloverde avrebbe inserito questa misura nella bozza sulla previdenza che sta introducendo una riformulazione della riforma Fornero con l’adozione di quota 100, seppur per tre anni, anche se ciò è oggetto di trattativa con l’Unione europea.
Il Fondo Speciale per il Trasporto Aereo (FSTA) è stato istituito da una legge del 2004. Preleva circa 220 milioni all’anno dai contribuenti. Ha il fine di intervenire, rileva l’Inps, in casi di crisi di aziende del settore del trasporto aereo, per erogare specifici trattamenti a favore di lavoratori interessati da riduzioni dell’orario di lavoro, da sospensioni temporanee dell’attività lavorativa o da processi di mobilità; finanziare programmi formativi di riconversione o riqualificazione. È servito anche per la transizione aziendale che ha vissuto e sta vivendo Meridiana, ora diventata Air Italy, a seguito dell’ingresso di Qatar Airways al 49%.
SALVINI ALITALIA
Il Fondo eroga un’integrazione dei trattamenti di mobilità, cassa integrazione e guadagni straordinaria, cassa integrazione in deroga e solidarietà. I lavoratori destinatari della prestazione integrativa sono sia il personale di volo (piloti e assistenti di volo), sia il personale di terra, per un totale di circa 150.000 potenziali beneficiari (mediamente 1 su 10 ne usufruisce ogni anno).
DI MAIO VOLA IN ECONOMY
Tale integrazione garantisce il raggiungimento dell’80% della retribuzione comunicata dall’azienda all’Inps al momento della richiesta del trattamento integrativo, fino ad un massimo di 7 anni. Pertanto i lavoratori possono percepire una prestazione che supera di gran lunga il massimale di 1167,911 euro previsto per la prestazione di CIGS e di mobilità.
La prestazione integrativa supera spesso, soprattutto nel caso dei piloti, i 10 mila euro mensili lordi, con casi limite in cui la prestazione si avvicina ai 30 mila euro lordi al mese. La durata massima della cassa integrazione straordinaria è in genere di quattro anni (2 più eventuali proroghe), mentre la durata della mobilità è variabile (da 1 a 3 anni), a seconda dell’età del lavoratore e dell’ubicazione dell’azienda. Pertanto, un lavoratore può beneficiare dei trattamenti fino a 7 anni.
I DATI RECUPERATI DALLA SCATOLA NERA RIPORTANO CHE I PILOTI HANNO LOTTATO FIN DALL’INIZIO PER CONTROLLARE L’AEREO, TENENDO IN ALTO IL MUSO CHE, INVECE, PUNTAVA VERSO IL BASSO
DIETRO ALLA TRAGEDIA POTREBBE ESSERCI UN'AVARIA AL SISTEMA AUTOMATIZZATO CHE RICEVEVA DEI DATI SBAGLIATI DAI SENSORI DI VOLO… (VIDEO)
I piloti del volo Lion Air, che il mese scorso si è schiantato con 189 persone a bordo, tra cui un ragazzo italiano, lottarono quasi fin dall'inizio per controllare l'aereo. E' quanto scrive il 'New York Times', citando i dati recuperati dalla scatola nera.
I piloti tentarono più di una ventina di volte di mantenere in alto il muso dell'aereo, che invece puntava pericolosamente in basso, apparentemente a causa di un'avaria al sistema automatizzato, che riceveva dei dati sbagliati dai sensori di volo.
LION AIR
La Commissione nazionale dei trasporti indonesiana dovrebbe rendere pubblico in queste ore un rapporto preliminare sul disastro. Il Boeing 737 MAX 8 si è schiantato in mare a una velocità di 724 chilometri all'ora, 11 minuti dopo il decollo dall'aeroporto internazionale di Giacarta, lo scorso 29 ottobre. Tutte le 189 persone a bordo sono rimaste uccise.
LE IPOTESI - Gli investigatori si stanno concentrando sul ruolo che nell'incidente potrebbe avere avuto una nuova funzionalità del Boeing, conosciuta come 'manoeuvring characteristics augmentation system' (MCAS).
LION AIR
Il sistema è stato installato dalla Boeing sui suoi 737 di ultima generazione, per impedire che il muso dell'aereo punti troppo in alto, causando lo stallo del velivolo. Ma nell'incidente del mese scorso, scrive il Nyt, il sistema sembra aver spinto il muso del Boeing in basso, dopo aver ricevuto informazioni sbagliate dai sensori.
L'ANTITRUST HA AVVIATO UN PROCEDIMENTO DI INOTTEMPERANZA CONTRO LA COMPAGNIA PERCHÉ CONTINUA A NON INFORMARE I PASSEGGERI SUI LORO DIRITTI DOPO IL CAOS DEI MESI SCORSI DOVUTO ALLA CANCELLAZIONE DI VOLI PER MANCANZA DI PILOTI IN SERVIZIO
L'Antitrust ha avviato un procedimento di inottemperanza contro Ryanair perché continua a non informare i passeggeri sui loro diritti dopo il caos dei mesi scorsi dovuto alla cancellazione di voli per mancanza di piloti in servizio. La compagnia low cost rischia sanzioni fino a 5 milioni. L' apertura del procedimento arriva dopo che Ryanair non ha ottemperato alle richieste fatte dall' Antitrust (attraverso un provvedimento cautelare) di informare in modo chiaro, semplice e trasparente i suoi clienti sui loro diritti in caso di cancellazione di voli. La compagnia low cost doveva anche rendere queste informazioni facilmente accessibili sul proprio sito in lingua italiana.
LA LETTERA DI RYANAIR A TUTTI I PILOTI
Invece la compagnia irlandese low cost, non solo non ha ottemperato alle richieste fatte dall' Antitrust a tutela dei viaggiatori italiani, ma ha anche impugnato il provvedimento davanti al Tar del Lazio. Il 22 novembre il giudice amministrativo ha respinto le richieste di Ryanair. Anche dopo questa decisione la compagnia irlandese ha continuato a ignorare le richieste dell' Antitrust italiano.
Dopo l' ordinanza del Tar infatti, Ryanair «non ha trasmesso all' Autorità alcuna comunicazione al riguardo, né risulta che abbia posto in essere azioni volte a ottemperare al provvedimento dell' Autorità» fanno sapere dall' Antitrust. A questo punto è scattato la procedura per inadempienza che può comportare una multa fino a 5 milioni di euro.
In particolare, l' Antitrust, aveva ordinato a Ryanair di informare i consumatori italiani circa la sussistenza non solo del diritto al rimborso e/o alla modifica gratuita del volo cancellato ma anche alla compensazione pecuniaria.
MICHAEL O LEARY
Ryanair doveva anche comunicare l' elenco completo delle date, delle tratte e del numero di ogni volo cancellato in relazione al quale è sorto non solo il diritto al rimborso e/o alla modifica gratuita del volo ma anche alla compensazione pecuniaria. Infine la compagnia doveva informare sull' immediata fruibilità della procedura da seguire per richiedere il rimborso e/o la modifica gratuita del volo e la compensazione pecuniaria ad essi spettante.
La Ryanair che taglia molte rotte per mancanza di piloti non lascia solo migliaia di italiani a terra, ma anche parecchi aeroporti semivuoti: questi piccoli scali locali si reggevano sul traffico garantito dalla «low cost», che adesso però sparisce assieme alle 11 rotte sospese in Italia, e così salta il conto economico di diverse società di gestione.
Il caso più grave è quello di Trapani, aeroporto che dovrà fare a meno di sette rotte e del 60% dei passeggeri; ci sono già stati appelli al ministro dei Trasporti Delrio e all' Enac (l' ente dell' aviazione civile) che però non potranno risolvere il problema, anzi le cose rischiano di peggiorare in vari scali italiani, visto che alla prima tornata di cancellazioni da parte di Ryanair se n' è aggiunta una seconda pochi giorni fa, e non è detto che sia l' ultima.
ROTTE RYANAIR CANCELLATE
Come spiega l' analista Antonio Bordoni nel suo libro «Ryanair nel Bel Paese», lo sviluppo in Italia della regina delle «low cost» è stato molto sussidiato dagli enti locali desiderosi (anche per buoni motivi) di avere l' aeroporto sotto casa.
Adesso la festa potrebbe essere finita, ma è già cominciato un altro movimento, con le compagnie aeree concorrenti che si muovono per riempire il vuoto lasciato da Ryanair.
Dice per esempio Valeria Rebasti, responsabile per l' Italia della «low cost» spagnola Volotea: «Sì, abbiamo diversi scali italiani che ci chiedono di sopperire al ritiro di Ryanair. In realtà, è troppo presto per fare piani precisi collegati ai nostri concorrenti, ma è vero che noi, intanto, ci stiamo espandendo. Abbiamo appena annunciato quattro nuove rotte da Palermo: due con la Grecia, una con la Croazia e una nazionale, con Ancona».
Rebasti tiene a precisare: «Attenzione, questo riguarda la stagione estiva, che viene programmata sempre con grande anticipo, nel settembre dell' anno prima. Insomma si tratta di un' espansione che era già stata decisa. Però è vero, la richiesta di nuovi collegamenti aerei ci ha già indotto ad avviare degli studi di mercato sulla fattibilità dei progetti, e se avremo macchine libere non ci faremo sfuggire le occasioni».
EASY JET
Valeria Rebasti aggiunge che il 2017 è anche l' anno dell' apertura di «una nuova base di Volotea a Genova e di espansione a Napoli, a Venezia e altrove».
Anche EasyJet si muove: lancia 16 nuove rotte italiane e annuncia un accordo per coordinare la sua rete con quella di Neos (gruppo Alpitour).
Ma Alitalia non può provare a riempire qualcuno dei vuoti lasciati da Ryanair? Gregory Alegi, docente di gestione delle compagnie aeree alla Luiss, dice di no: «Ryanair ha un struttura dei costi bassa, rispetto alla quale i sussidi degli aeroporti locali rappresentano un incentivo rilevante. Invece Alitalia ha costi strutturali molto più alti, e i finanziamenti locali non basterebbero a giustificare la sua presenza su certe tratte poco remunerative».
SI AGGRAVA LA CRISI: ABBANDONATA L’IDEA DI PRENDERSI ALITALIA, CANCELLA ALTRI VOLI: SONO CIRCA 18 MILA FINO A MARZO DEL PROSSIMO ANNO E INTERESSANO 400 MILA PASSEGGERI
IN TUTTO PER L’INVERNO SARANNO SOSPESE 34 ROTTE, DI CUI 11 CON L’ITALIA
SU RADIO2, IL “RUGGITO DEL CONIGLIO” DI DOSE E PRESTA SPARA UNA FANTASTICA PRESA PER IL CULO CANTERINA (VIDEO)
Si aggrava la crisi di Ryanair. La compagnia low cost ha infatti cancellato altri voli: sono circa 18 mila fino a marzo del prossimo anno e interessano 400 mila passeggeri, ormai lasciati a terra. Un altro colpo durissimo che arriva dopo le prime cancellazioni di pochi giorni fa, oltre duemila partenze annullate. L’azienda guidata da Michael O’Leary avrebbe già inviato una email ai passeggeri interessati, offrendo nuovi voli o rimborsi. In tutto per l’inverno saranno sospese 34 rotte, di cui 11 con l’Italia.
La crisi nasce dalla mancanza di piloti.
In tanti infatti avrebbero lasciato l’azienda per cercare contratti migliori in altre compagnie: si parla di circa mille piloti persi nel giro di un anno e mezzo, e difficilmente rimpiazzabili.
La situazione è particolarmente critica e continua ad aggravarsi.
Tanto che Ryanair ha anche annunciato di non avanzare più alcuna offerta per Alitalia, nonostante l’iniziale e convinto interesse.
MICHAEL O LEARY ALL ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI RYANAIR
La compagnia ha spiegato che rallenterà la crescita prevista per la stagione invernale, facendo volare 25 aerei in meno a partire da novembre e 10 in meno da aprile del prossimo anno. In questo modo, spiega la società, sarà possibile «eliminare ogni rischio di ulteriori cancellazioni, perché un rallentamento della crescita crea molti aerei e equipaggi di riserva nelle 86 basi” della compagnia previste per quest’inverno.
VOLO RYANAIR LIVERPOOL ALICANTE
Questa misura, spiega una comunque ottimistica nota dell’azienda, porterà ad una «leggera riduzione» del traffico per la compagnia per quest’anno e il prossimo: la crescita mensile dal 17 novembre al 18 marzo rallenterà dal 9% al 4%, mentre il traffico annuale attualmente di 131 milioni di passeggeri si ridurrà a 129 milioni, che rappresenta un +7,5% dallo scorso anno. Per la stagione estiva 2018, con la flotta che si ridurrà da 445 a 435 aerei, Ryanair prevede che il traffico al marzo 2019 rallenterà da 142 a 138 milioni di passeggeri (con un tasso di crescita del 7%).
RYANAIR
Ansa - Ryanair ha fatto sapere inoltre che non porterà avanti l'interesse per Alitalia. La società "eliminerà tutte le distrazioni per il managemet a partire dal proprio interesse per Alitalia. Abbiamo notificato ai commissari che non porteremo avanti l'interesse in Alitalia né presenteremo alcuna ulteriore offerta per l'aviolinea", si legge in una nota.
UNO ANCORA IN SERVIZIO: ‘MACCHÉ FERIE, IL PROBLEMA È CHE 700 MIEI COLLEGHI SONO SCAPPATI. NON CI DANNO NEANCHE L’ACQUA A BORDO, NON CI ASSUMONO E CHI PUÒ SE NE VA’’
«PERCHÉ HO LASCIATO RYANAIR E PERCHÉ I GIOVANI ABBANDONANO L’ITALIA»
Lettera di Adriano Ingrosso, pilota comandante di Xiamen Air, al ‘Sole 24 Ore’
Sono un comandante (giovane, alla soglia dei 30 anni) ex Ryanair, impiegato nel sud-est della Cina da inizio anno con stipendio quintuplicato.
RYANAIR
Scrivo questa lettera perché è evidente che quello che sta succedendo in quell’azienda è un buon indicatore di cosa potrebbe accadere fra qualche anno in Italia.
I cittadini giovani, così come i dipendenti Ryanair non hanno fatto molto rumore negli ultimi anni. Non sono scesi in piazza, non hanno protestato. Hanno peró fatto una cosa molto più radicale e grave: hanno votato con i piedi.
Un esodo silenzioso, sottovalutato e sminuito da chi è al potere (vedi il governo italiano con i giovani o l’amministratore delegato di Ryanair O’Leary con i piloti). Problema ignorato fino alla crisi della settimana scorsa, quando le operazioni e la credibilità aziendale sono state compromesse in modo grave.
Ci sono due modi per rimpiazzare un comandante:
1) Assumere un dipendente, addestrarlo da zero e poi fare in modo di trattenerlo in azienda offrendo condizioni adeguate ai competitor.
2) Attirare con delle buone condizioni lavorative e contrattuali un comandante già in carriera (quindi qualcuno con minimo 7 anni di volo e studio alle spalle, nella maggior parte dei casi 15 anni o più).
Una mattina si sveglieranno i pochi rimasti in Italia e si accorgeranno che i conti non tornano.
MICHAEL O LEARY ALL ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI RYANAIR
I laureati e i diplomati che sono costati allo stato miliardi di euro non saranno rimpiazzabili da stranieri (che sono ben felici di andare a fare le vacanze in Italia, un pó meno di affittarsi casa nella capitale dove i mezzi pubblici sono inefficenti, le buche un rischio mortale e l'80% delle persone non capisce l'inglese).
Si cercherà quindi di far tornare in patria gli italiani emigrati.
In due modi: quello soft, introducendo sgravi fiscali per i rimpatriati ( come già ha fatto lo stato italiano in passato e come sta facendo la Ryanair adesso dando un bonus di importo ridicolo per assumere o trattenere in azienda i piloti).
Peccato che la politica dei bonus sia precaria perché ha solo un effetto temporaneo, e comunque chi emigra difficilmente ritorna. Specialmente dopo aver sperimentato come si sta nelle nazioni concorrenti: strade senza buche, servizi efficenti, giustizia sociale, tribunali funzionanti, buoni stipendi e la maggiore possibilità di ottenere la pensione nei 192 paesi su 195 che hanno un debito pubblico in rapporto col Pil inferiore all' Italia.
Ci sarà anche quello coattivo: cosí come in Eritrea e Usa verrà considerata la tassazione universale dei redditi prodotti all'estero dai cittadini Italiani residenti Aire (buona fortuna per l'incasso).
RYANAIR 2
I giovani sono irrilevanti politicamente vista la loro inferiorità numerica (e quindi numero di voti), ma escluderli dal processo decisionale e favorire gli altri non sará la soluzione.
Come abbiamo finalmente visto, un sistema (aziendale o paese) può essere messo in ginocchio proprio dalla parte debole, anche senza che essa abbia combattuto in modo convenzionale.
Prima di aggiornare i manuali sulla teoria dei giochi con questa eventualità della “primavera invisibile”, consiglierei di affrontare il problema.
I nati dal 1975 in poi non hanno quasi nessuna responsabilità nella creazione del debito abnorme che ha garantito un benessere (economicamente insostenibile e quindi fasullo) alle generazioni precedenti, a scapito di quelle successive.
Attenzione: bisogna trattare bene i pochi giovani coraggiosi che sono rimasti (ormai ci vuole più coraggio per restare che per andarsene), altrimenti sarete costretti a ripagarvi da soli quel debito.
RYANAIR
2. UN PILOTA RACCONTA L’INFERNO RYANAIR: ‘MACCHÉ FERIE, MANCANO I PILOTI: 700 SONO GIÀ SCAPPATI ALLA CONCORRENZA’
“L’acqua. Le altre compagnie te la offrono insieme al cibo. A noi niente. Io mi devo portare la bottiglietta da casa. E se la finisco in volo, sono costretto a comprarmela dal carrello degli assistenti di volo, a tre euro”.
MICHAEL O LEARY RYANAIR
(...)
Un primo ufficiale – che chiameremo Andrea, per garantirne l’anonimato – ha spiegato a Business Insider Italia come funziona
(...)
Andrea lavora in Ryanair da un anno e mezzo ed è di base in uno degli 86 aeroporti europei della compagnia low cost. Ha frequentato un’accademia aeronautica (...), poi il colloquio di lavoro in Irlanda e il corso di abilitazione (a spese proprie, per la modica cifra di 29.500 euro) per portare uno dei 427 Boeing 737 del vettore irlandese.
La maggior parte dei piloti non è dipendente: si tratta, di fatto, di liberi professionisti che si raggruppano in piccole società e che prestano il proprio servizio a Ryanair. Alla fine vengono pagati in base alle ore di volo effettuate. Andrea è uno di questi.
MARIA PILOTA RYANAIR
“Il mercato dell’aviazione è in forte crescita – ci spiega – e negli ultimi dieci anni non è mai stato così aperto. Molte compagnie hanno bisogno di piloti con esperienza e li vanno a cercare proprio in Ryanair, che è la più grande d’Europa. Il punto è che Ryanair non fa nulla per trattenerli e le altre compagnie offrono condizioni migliori: dallo stipendio ai diritti su malattie e riposi, dai benefit alla possibilità di fare carriera”.
(...)
Quindi non è vero, (...) che la cancellazione dei voli (...) è dovuta a una cattiva gestione delle ferie dei piloti?
“La verità è che Ryanair ci sta facendo girare le palle con questa storia, perché scarica su di noi la responsabilità di quello che sta accadendo. Le ferie non sono mai state un problema. Il problema, in realtà, è che mancano piloti”.
L’AMMUTINAMENTO DEI PILOTI: ‘HANNO TIRATO TROPPO LA CORDA, CHI PUÒ SCAPPA. IN 18 MESI SIAMO ANDATI VIA IN MILLE, MOLTI ALLA NORWEGIAN, JET2, O ALLE COMPAGNIE CINESI. QUELLE PAGANO 30MILA AL MESE. INVECE CON GLI IRLANDESI…’
Un volo cancellato su quattro doveva partire da un aeroporto italiano. Un collegamento annullato su sette era destinato a uno scalo del nostro Paese. Dall' analisi delle liste, aggiornate più volte, di Ryanair con i viaggi non più operativi nelle prossime sei settimane emerge come l' Italia sia tra i più interessati. Dal 19 settembre al 28 ottobre saranno 1.976 i voli cancellati dalla low cost: di questi 741 (37,5%) coinvolgono il Belpaese, senza considerare le tratte nazionali. È anche per questo che l' Ente nazionale per l' aviazione civile (Enac) convoca d' urgenza il vettore per domani.
Ma il vero fronte caldo, per l' azienda, è con i dipendenti.
Che dicono no all' aumento salariale temporaneo per far fronte all' emergenza della «carenza di piloti». E chiedono di «convertire i contratti - di diritto irlandese e svantaggiosi per noi - in italiani e spagnoli, francesi e tedeschi. Basta farci stravolgere i turni nel cuore della notte, basta missioni di salvataggio, basta tappare i buchi pagando di tasca nostra telefonate e trasferte in taxi».
Nelle basi più grandi di Ryanair in Europa parte una prima reazione dei dipendenti. Con un documento che è una bozza di richieste e un atto d' accusa. E che rischia di sfociare in uno sciopero continentale. La compagnia cancella i voli ufficialmente «per un' errata valutazione dei riposi che spettano a comandanti e primi ufficiali». Ma alcuni di loro raccontano al Corriere un' altra versione. Parlano di una fuga dei colleghi «verso Norwegian, easyJet, le mediorientali e le cinesi» e di una «campagna acquisti senza precedenti degli istruttori».
RYANAIR
Così chi resta cerca di farsi sentire. Gli Employee representative committees (Erc) italiani di Ryanair - gli enti di rappresentanza della categoria - respingono gli incentivi di Dublino. E domandano un nuovo accordo di assunzione, però locale, non più irlandese.
Forti anche della sentenza del 14 settembre della Corte di giustizia Ue che ha stabilito - in un caso che riguardava proprio Ryanair - che «una compagnia non può imporre la legislazione del Paese in cui è registrato ai suoi equipaggi basati in altri Stati membri dell' Unione».
Il personale italiano della low cost descrive questi giorni come «il sintomo di un problema più grande» e invita gli altri piloti sparsi nelle oltre 80 basi europee a fare lo stesso per arrivare a un documento congiunto da presentare all' amministratore delegato Michael O' Leary. La bozza in queste ore è in discussione un po' ovunque, tanto che - rivelano - «l' azienda sta cercando di capire anche chi ci sia dietro».
MARIA PILOTA RYANAIR
«Se non è un ammutinamento poco ci manca», sintetizza un comandante di Ryanair. «Oggi è pieno di vettori che ci stanno cercando e a condizioni più umane». La compagnia respinge queste accuse.
L' informativa degli organi di rappresentanza prende di mira il vertice aziendale. Accusato di aver puntato in modo ossessivo sulle tariffe più basse «non curandosi degli aspetti critici dell' organizzazione».
Quindi ecco le due richieste.
La prima: «L' impegno a presentare entro l' estate 2018 una bozza di contratto italiano per piloti e assistenti di volo basati in Italia». La seconda: «L' impegno a fornire un' ulteriore bozza con un piano di investimenti sul personale e sull' infrastruttura», introducendo «incentivi».
A proposito dei bonus nel memo del 18 settembre dal capo delle operazioni di Ryanair Michael Hickey offre 12 mila euro per i comandanti, 6 mila per i primi ufficiali, oltre agli aumenti sulla diaria e sui pernottamenti fuori sede. «Sono cifre lorde - chiarisce un comandante - e per avere diritto bisogna essere dipendenti del vettore al 31 ottobre 2018, aver volato per almeno dieci giorni tra quelli di riposo e cinque nel periodo di congedo annuale. In pratica è un invito a non mettersi in malattia per i soldi».
MICHAEL O LEARY RYANAIR
2. "HANNO TIRATO TROPPO LA CORDA CHI PUÒ SCAPPA DA O' LEARY" - L' EX COMANDANTE: CONDIZIONI PESSIME, IN 18 MESI SIAMO ANDATI VIA IN MILLE
«La verità è che il caos in cui si trova ora Ryanair è dovuto all' alto numero di licenziamenti dei piloti. Da inizio anno se ne sono andati in centinaia. Sono più di mille nell' ultimo anno e mezzo. Sono scappati per le pessime condizioni di lavoro». A parlare è un pilota di 30 anni, che sotto anonimato racconta le condizioni di lavoro nella compagnia «low cost» di Michael O' Leary. Il pilota è uno dei tanti che ha scelto di cercare fortuna professionale altrove, da inizio estate ha infatti lasciato Ryanair per un contratto migliore in una compagnia concorrente.
ASPETTANDO RYANAIR
Ci sono altri motivi alla base della cancellazione dei duemila voli?
«Oltre alla fuga per cercare contratti migliori c' è chi è rimasto e ha fatto un ricatto all' azienda, chiedendo le ferie desiderate e minacciando altrimenti di andarsene».
Dove hanno trovato lavoro i piloti in fuga?
«Molti sono andati in Norwegian, gli inglesi hanno scelto invece Jet2. I comandanti con più esperienza sono stati presi dalle compagnie aeree cinesi. Alcune sono basate in Europa e fanno contratti prestigiosi, anche da 30 mila euro al mese».
E in Ryanair quanto guadagna un pilota?
«Ci sono due tipi di contratto. C' è chi è assunto direttamente dall' azienda e guadagna 7 mila euro al mese, ma si tratta di meno di un terzo dei piloti. E c' è chi lavora come autonomo, essendo legato a un' azienda interinale in Irlanda: in questi casi lo stipendio va dagli 8500 ai 10 mila euro, e la retribuzione è sotto forma di rimborso spese. Le cifre riguardano i comandanti, se parliamo invece di un primo ufficiale appena entrato il guadagno è dai 2 ai 4 mila euro».
I contratti hanno delle tutele?
«Chi lavora da autonomo non ha ferie né la malattia e le tasse vengono pagate in Irlanda, non nel luogo in cui risiede il lavoratore. Questi dipendenti, come accadeva a me, vengono pagati in base a quanto volano e spesso vanno vicino al limite di 900 ore di volo all' anno. A queste cifre vanno però tolte le spese che gravano su ciascun pilota».
Cioè?
MICHAEL O LEARY
«Vengono scalati 5 euro per ora di volo per pagare i simulatori che servono per l' addestramento. E per andare a fare i corsi in programma due volte all' anno a Londra è necessario pagarsi l' albergo. In più ogni pilota è costretto a pagare il parcheggio dell' auto in aeroporto, la divisa, cibo e bevande a bordo. O ti porti l' acqua e un panino da casa oppure li compri sul volo come fanno i passeggeri. Se poi il catering è finito, allora stai senza. Stesso discorso per gli assistenti di volo, che guadagnano molto meno».
Che aria si respirava in azienda?
«Tra colleghi l' ambiente è amichevole. Ma l' azienda fa terrorismo psicologico, non si può rivendicare nulla e non è consentito avere rapporti col sindacato. Al primo problema sei fuori. Certo, bisogna ammettere che hanno un grande fiuto per gli affari e competenza nel gestire l' azienda. Ma forse hanno tirato troppo la corda e ora sta venendo fuori tutto».
MICHAEL O’LEARY AFFRONTA GLI AZIONISTI SUL BORDELLO RYANAIR. E TAGLIA UNA SETTIMANA DI FERIE AI PILOTI PER EVITARE NUOVE CANCELLAZIONI. CHE PERÒ CI SARANNO
‘I SINDACATI VOGLIONO SPACCARCI LA FACCIA, AUMENTEREMO LO STIPENDIO AD ALCUNI E ASSUMEREMO 125 NUOVI PILOTI IN DUE SETTIMANE’
IN ITALIA SI MUOVONO ANTITRUST, ENAC E PROCURA DI BERGAMO
1. MICHAEL O’LEARY INCONTRA GLI AZIONISTI: ‘I DIPENDENTI MI CHIAMANO PAGLIACCIO? HANNO RAGIONE’
Dagonews
MICHAEL O LEARY ALL ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI RYANAIR
Michael O'Leary è stato bersagliato per la gestione ‘da pistolero folle’ di Ryanair. Alla riunione con gli azionisti a Dublino ha ammesso che i dipendenti che lo chiamano ‘pagliaccio’ in una chat Whatsapp ‘hanno ragione’. Il CEO della compagnia aerea si è poi scusato per la ‘grossa bua’ (major boo boo) inflitta a dipendenti e passeggeri con la cancellazione di oltre duemila voli nell’arco delle prossime sei settimane, rivelando però che altre tratte potrebbero essere cancellate.
Ha poi aggiunto che ‘i sindacati stanno provando a spaccare la faccia all’azienda’ ma ha negato cattivi rapporti tra dirigenti e staff, ed è convinto che non vogliano unirsi in un nuovo sindacato. Nelle prossime due settimane la compagnia assumerà 125 nuovi piloti e aumenterà gli stipendi per una parte dello staff, ma taglierà anche una settimana di ferie ai piloti per evitare altre cancellazioni.
2. RYANAIR NON VA INCONTRO ENAC,ANTITRUST APRE ISTRUTTORIA
Enrica Piovan per l’ANSA
MICHAEL O LEARY ALL ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI RYANAIR
Anche l'Antitrust scende in campo nella vicenda Ryanair. Dopo il caos provocato dalle migliaia di cancellazioni decise dalla low cost, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di vederci chiaro e ha aperto un procedimento istruttorio per presunte pratiche commerciali scorrette in violazione del Codice del Consumo.
MICHAEL OLEARY MAMMA MIA MILIONI
Ryanair diserterà comunque l'incontro convocato d'urgenza dall'Enac: non riesce ad andare - spiega - a "causa degli impegni correlati alla gestione delle recenti cancellazioni e alla tutela dei diritti dei passeggeri" ma sarà disponibile a un incontro con l'Ente solo nei primi giorni d'ottobre. Prova tangibile del momento difficile che sta vivendo la compagnia. Dulcis in fundo arriva l'ultimatum dei piloti Ryanair che respingono la proposta del bonus da 12.000 euro e chiedono all'azienda di accettare le loro richieste entro venerdì mattina.
Fra le richieste contratti di assunzione locali e non più irlandesi dal primo gennaio 2018 e un miglioramento delle condizioni di lavoro. A far scendere in campo l'Antitrust, il fatto che le numerose cancellazioni "potrebbero configurare una violazione dei doveri di diligenza del Codice del consumo". Un secondo profilo di contestazione riguarda "il tenore e le modalità delle informazioni" con cui Ryanair ha informato i passeggeri, che potrebbero - secondo l'Authority - "indurre in errore i consumatori sull'esistenza e quindi l'esercizio del loro diritto alla compensazione pecuniaria".
La low cost irlandese, da parte sua, è tornata oggi a scusarsi con tutti i 315 mila passeggeri coinvolti nelle 2.100 cancellazioni delle prossime sei settimane e ha assicurato che per oltre il 95% verrà trovato un nuovo volo o un rimborso entro questa settimana. Che la condotta del vettore irlandese non sia stata corretta lo pensa anche il ministro dei trasporti Graziano Delrio: "Per cancellare un volo devi dare un preavviso con almeno 2 settimane di anticipo", altrimenti scattano le penali, ha spiegato a Radio Capital il ministro, che per proprio su questo ha sollecitato l'intervento dell'Enac.
MICHAEL O LEARY RYANAIR
"Secondo noi sono moltissimi i passeggeri che non solo hanno il diritto ad avere il rimborso del biglietto ma anche la compensazione per il danno ricevuto", ha detto Delrio, avvertendo che sui diritti non verrà fatto "nessuno sconto". Sulla stessa linea della "tolleranza zero" anche il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, che ha definito quanto accaduto "molto grave perché i disservizi ai cittadini sono stati molto rilevanti".
Il Governo sembra pronto a non abbassare la guardia anche nella valutazione dell'offerta di Ryanair per Alitalia. Mancano infatti all'appello le offerte vincolanti (entro il 2 ottobre) che - ha detto il commissario Enrico Laghi - "come d'uso arriveranno l'ultimo giorno". "Ryanair è una grande compagnia e ha le potenzialità per rilanciare Alitalia, non solo per comprarla, però dipenderà dall'offerta che arriverà", ha avvertito Delrio, spiegando che oltre a guardare all'investimento industriale, si guarderà anche al destino dei lavoratori.
MICHAEL O LEARY
"Certamente c'è un nodo per quanto concerne le condizioni del lavoro", ammette anche Calenda, sottolineando che da quel nodo "il governo non potrà prescindere". La situazione non è però nuova ai sindacati, che da anni denunciano problemi per le condizioni di lavoro dei dipendenti di Ryanair, puntualizza la Fit Cisl, ricordando che anche recentemente la compagnia ha ribadito di non voler partecipare "ad alcuna negoziazione o confronto con qualsiasi organizzazione sindacale".
(ANSA) - La Procura della Repubblica di Bergamo, a seguito di formale esposto presentato dal Codacons, ha aperto un'inchiesta sulle cancellazioni dei voli da parte di Ryanair. E' quanto comunica il Codacons in una nota. Secondo quanto riferito dall'associazione, il procuratore della Repubblica di Bergamo Walter Mapelli "ha accolto in pieno" le richieste del Codacons e ha aperto un fascicolo su Ryanair, assegnando l'inchiesta, al momento senza ipotesi di reato, al sostituto procuratore Fabrizio Gaverini.
Il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha spiegato che "ora la magistratura dovrà chiarire quando Ryanair abbia avuto consapevolezza delle difficoltà organizzative con i voli, se vi siano stati ritardi nella decisione di disporre le cancellazioni, se la compagnia stia rispettando la normativa sui risarcimenti ed eventuali ipotesi penalmente rilevanti". Per il Codacons si tratta di "un successo" che "consente ora a tutti i passeggeri danneggiati dalle cancellazioni di costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla magistratura, ai fini delle doverose richieste risarcitorie".