9 dicembre forconi: operai specializzati
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sabato 25 agosto 2018

IL MERCATO DEL LAVORO HA BISOGNO DI FALEGNAMI, GIARDINIERI, CALZOLAI E OREFICI, MA NON SI TROVANO

GLI APPRENDISTI SONO CALATI DEL 43% RISPETTO AGLI ANNI ’70, EPPURE L’82,5% DEGLI STUDENTI DEGLI ISTITUTI TECNICI TROVA UN POSTO FISSO UN ANNO DOPO LA MATURITÀ...

Claudia Osmetti per “Libero Quotidiano”
giardinieriGIARDINIERI
Più ricercati dei tecnici della Nasa e più corteggiati dei supermanager di Piazza Affari: ma quali plurilaureati, professori, intellettuali della domenica, il mercato del lavoro ha bisogno di artigiani.
Di gente disposta a sporcarsi le mani (non per modo di dire) e a darsi da fare fin da subito. Di falegnami e di giardinieri, di calzolai e di orefici, di camerieri e di sarti. Al limite di operai specializzati.
Solo che non si trovano: è difficile coprire un posto su quattro nonostante la facilità nel trovare un' occupazione e retribuzioni variabili da 25.000 a 40.000 euro euro lordi annui. È quel che emerge dall' Osservatorio di E-work, Agenzia per il Lavoro leader in Italia e presente sul territorio nazionale con 34 filiali.
falegname 2FALEGNAME 
Un allarme ormai diffuso un po' ovunque. I centri per l' impiego di Imperia (in Liguria), in questi giorni, hanno tappezzato i loro annunci con volantini destinati a responsabili tecnici della temoidraulica, a floricultori e a un numero imprecisato di cuochi che nemmeno si contano.
Quelli di Parma (in Emilia Romagna) stanno scandagliando le domande per scovare un operai idraulico junior (la selezione è persino urgentissima), un addetto al settore cartotecnica e un manutentore elettrico. A Cremona (in Lombardia) scarseggiano elettricisti, contabili, progettisti idraulici e autisti.
falegname 1FALEGNAME 
POCHI APPRENDISTI
Ragazzi, la scuola è importante, ovvio. Ma padroneggiare un' abilità pratica aiuta. Eccome. Invece nel nostro Paese gli apprendisti che si approcciano al mercato del lavoro sono sempre di meno, negli ultimi anni sono diminuiti del 43%: negli anni Settanta (quando gli strascichi del boom economico trainavano ancora l' occupazione) se ne contavano 721mila, nel 2015 si arrivava a malapena a 410mila.

carpentieriCARPENTIERI
Troppo pochi. E dire che, dati e statistiche alla mano, l' assunzione sarebbe anche un gioco da bambini. L' 82,5% degli studenti degli Istituti tecnici superiori, l' anno scorso, ha trovato un posto fisso un anno dopo la maturità, la maggior parte di loro in un ufficio (o in un' officina) coerente al proprio percorso di studio appena concluso.
Gli iscritti a queste scuole hanno la strada spianata, nei prossimi cinque anni si stima che serviranno almeno 272mila tra periti ed esperti tecnici. E se questo non bastasse, a scorrere gli annunci on-line arriva la conferma bollata: il lavoro più richiesto a colpi di click nel 2017 è stato proprio quello dell' idraulico.
carpentieri 1CARPENTIERI 
Secondo il portale ProntoPro.it (che si occupa di queste comparazioni) il solo giro d' affari "digitale" della categoria che si occupa di rubinetti e sostituzioni della caldaia ha fatturato, in un anno solare, quasi 13 milioni di euro - 8 milioni gli elettricisti, 4 gli imbianchini. Eppure son sempre di meno.

NUOVE SCUOLE
artigianiARTIGIANI
In attesa che i ragazzi smettano di pensare a questi lavori come poco dignitosi (chissà perché), nascono istituti come le quattro nuove scuole dell' Arte e dei Mestieri aperte a Roma: i banchi sono a esaurimento posti (le immatricolazioni scadono il prossimo 3 settembre), meglio farci un pensierino.
artigiani 1ARTIGIANI 
A Firenze la Maison Fratelli Piccini (un' istituzione tra i gioiellieri dell' Arno) ha di recente bandito un premio destinato ai giovani con un' età compresa tra i 18 e i 29 anni: chi se lo aggiudica vincerà un tirocinio trimestrale e poi chissà, quel "tempo indeterminato" che per molti è ancora un miraggio. A Padova ha preso il via il primo corso nazionale per tappezzieri: le lezioni sono garantite da un fondo europeo, il vanto è quello del "made in Italy" che altrimenti rischia persino di scomparire.
falegnameFALEGNAME
Tocca farsene una ragione: gli esami all' università non sempre ripagano della fatica riposta. Gli artigiani la sanno lunga, anche più dei docenti che (spesso) pontificano dottrine teoriche che, parliamoci chiaro, non riparano di certo la doccia quando il soffione perde. Per quello ci vuole un esperto.
artigianatoARTIGIANATO
«La grande tradizione artigianale italiana non è affatto destinata a scomparire - rimarca Paolo Ferrario, che di E-work è presidente e amministratore delegato -. Anzi: i lavori basati ul saper fare con le mani saranno tra le professioni più ricercate del prossimo decennio, al pari delle professionalità legate allo sviluppo delle nuove tecnologie». 
Fonte: qui

martedì 1 maggio 2018

IN ITALIA LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE È A LIVELLI RECORD, MA I DISTRETTI INDUSTRIALI FATICANO A TROVARE PERSONALE

MANCANO PERITI, INGEGNERI, ARTIGIANI E OPERAI SPECIALIZZATI 

AD APRILE SU 143MILA POSIZIONI OFFERTE AGLI UNDER 30, IL 30% È "DI DIFFICILE REPERIMENTO"…

Alessandra Zompatori per www.tg24.sky.it

donne lavoroDONNE LAVORO
Macchinari fermi, la polvere che si accumula, gli ordini bloccati, gli investimenti per ampliare la produzione al palo.

Sembrerebbe un paradosso in un'Italia che ingrana di nuovo la marcia della ripresa, dopo dieci anni di crisi e che combatte ancora con una disoccupazione giovanile a livelli record.

Invece è la realtà di tanti distretti industriali, i motori della ripresa del nostro paese, che sono tornati ad assumere, ma faticano a trovare personale, perché non ci sono i profili professionali giusti o, ancora più incredibile, non ne trovano a sufficienza. 

in cerca di lavoro 1930IN CERCA DI LAVORO 1930
Secondo gli ultimi dati di Unioncamere e Anpal, che mensilmente monitorano le opportunità di lavoro, ad aprile su 143mila posizioni offerte agli under30, il 30 per cento è "di difficile reperimento", cioè le imprese fanno fatica a trovare il candidato giusto.

Un dato in crescita rispetto al mese precedente, che fotografa il ritardo accumulato nella formazione di figure lavorative adeguate alle richieste delle imprese.

Scendendo nel dettaglio, spiccano ai primi tre posti dei profili più difficili da collocare, i periti tecnico-informatici, gli ingegneri, gli artigiani e gli operai specializzati.

Solo nel comparto industriale, stima Confindustria, da qui al 2021 le imprese avranno bisogno di 272mila addetti in più da impiegare nei settori chiave della manifattura meccanica, chimica, tessile, alimentare e delle nuove tecnologie. Nel 60% dei casi si tratta di tecnici e laureati in materie scientifiche.
anziani al lavoro 1ANZIANI AL LAVORO 

È il segno che c'è un vuoto da colmare tra i fabbisogni di capitale umano e il sistema della formazione, con il rischio che le aziende rallentino non per mancanza di lavoro, ma di lavoratori.

La scelta del percorso di studi per garantire un futuro ricco di soddisfazioni ai propri figli è un classico dilemma dei genitori.

Questa decisione oggi più che in altri tempi assume un'importanza cruciale per il futuro dei giovani, che vivranno sulla loro pelle un vero e proprio mutamento epocale del mondo del lavoro.

COME SCEGLIERE LE LAUREE CHE FANNO TROVARE LAVORO.....COME SCEGLIERE LE LAUREE CHE FANNO TROVARE LAVORO.....
Tutto questo insomma passa anche da una radicale riforma del nostro sistema di istruzione, il grido di allarme lanciato dagli imprenditori è che la scuola torni a dialogare con il mondo produttivo.

La didattica in aula sembra però lontana dalle necessità delle imprese: secondo uno studio Ocse, i ragazzi italiani fanno pratica su tecnologie ormai obsolete diventando candidati poco appetibili sul mercato del lavoro. 

CERCO LAVOROCERCO LAVORO
E ciò succede nonostante gli ultimi studi attestino che l’80% dei ragazzi che escono dagli istituti professionali trovino un posto in breve tempo.

L'operaio vecchio stampo spesso non esiste più: in molte realtà oggi gli addetti alle macchine indossano un camice bianco e formarli è la vera scommessa. Un freno a mano tirato per lo sviluppo del sistema italiano.

lavoroLAVORO
Per cercare di capire meglio questa realtà, Sky TG24 è nadata con Luigi Casillo nella provincia di Padova, uno dei poli produttivi con Milano e Bologna del nuovo triangolo industriale.

Qui, in questa fetta di Veneto, che corre a velocità doppia rispetto al resto del Paese, si tocca con mano la mancanza di operai specializzati nel settore della meccanica.

Gli ordini piovono dall'Italia e dall'estero, ma non riescono a far andare gli stabilimenti a pieno regime. Nelle campagne venete gli imprenditori vanno a "caccia" di lavoratori, di ragazzi appena usciti dalle scuole, con un minimo di specializzazione, ma sono troppo pochi rispetto alla richiesta di produzione.
MIGRANTI A LAVORO NEI CANTIERIMIGRANTI A LAVORO NEI CANTIERI

Lino Beghin, imprenditore di Castelfranco Veneto, da trent'anni nel settore della meccanica di precisione, è arrivato fino in Romania per cercare operai specializzati. "Nell'area di Padova - racconta la figlia Vanessa - i ragazzi sono già assunti prima di uscire dalle scuole e trovarne con esperienza è ormai impossibile".

AGENZIE LAVOROAGENZIE LAVORO
Sulle scrivanie dei loro uffici accanto a colonne di commesse che non riescono ad evadere per mancanza di forza lavoro, ci sono anche gli elenchi dei giovani della zona che addirittura hanno provato a contattare per offrirgli un posto. Nessuno ha risposto alle loro chiamate.

"Non guardiamo all'età, ma alle capacità di lavorare e, - sottolinea Beghin - se c'è qualcuno alla prima esperienza, alla voglia di imparare. Per noi la risorsa umana è alla base di qualsiasi sviluppo".

DONNE E LAVORO IN FABBRICADONNE E LAVORO IN FABBRICA
Situazione simile alla Peruzzo di Curtarolo, sempre nel tessuto industriale padovano. Produce attrezzature per la cura dei parchi e dei campi sportivi, esporta l’80% nel nord Europa, negli Stati Uniti e in Australia.

L'anno prossimo festeggerà sessant'anni di attività, ma è alla continua ricerca di operai.

Nel panorama frammentato e lacunoso delle scuole professionali, spicca un'eccellenza, l'Enaip di Padova, dove l'alternanza scuola-lavoro è una realtà dagli anni cinquanta, radicata nel territorio e in collegamento stretto con le aziende, di cui cerca di seguire esigenze e cambiamenti. Ma nemmeno questo basta.

Fonte: qui